L’essenza della croce: contro i socialisti

InFormazione cattolica 14 Ottobre 2026

La riduzione del cristianesimo a feticcio progressista

di Marco Andreacchio

Nel suo articolo del 1988 “Il Crocifisso Silenzioso”, la scrittrice comunista Natalia Ginzburg difendeva la Croce come simbolo della sofferenza umana e della “rivoluzione cristiana che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente”. Ginzburg aggiungeva: “La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che abbia cambiato il mondo?”. L’autoproclamata atea accoglie la Croce come simbolo di riconciliazione per tutti gli esseri umani, a prescindere dal fatto che siano cristiani o atei, in un appello a soddisfare una sete universale di giustizia, contro ogni guerra e certamente contro la violenza nei confronti delle minoranze emarginate.

Ginzburg segue le orme di Machiavelli, accogliendo il cristianesimo come anticipazione del comunismo o del sogno socialista, e quindi dell’idealismo progressista che costituisce l’essenza della rivoluzione moderna. Ciò che abbiamo qui è la riduzione del cristianesimo a un feticcio moderno dove la Croce serve da pretesto per invocare un amore per il prossimo strettamente laico, un amore per il quale Dio funge solo da pretesto per il socialismo.

Gesù non ha forse ribadito l’invito dell’Antico Testamento ad “ama[re] il tuo prossimo come te stesso”? Sì, ma Ginzburg omette la chiave di questo invito: nei Vangeli, amare il tuo prossimo come te stesso significa amare Dio in ogni uomo che ama o riflette Dio. Gesù ci chiama a riconoscere la tribù transnazionale dei Figli di Dio in un mondo sovrappopolato dai nemici di Dio, che non possiamo amare con giustizia (Per un’esame approfondito dell’appello evangelico all’amore del prossimo, vedasi il mio “The Good Samaritan: A Phenomenological Sermon

La Croce mostra che la sofferenza degli innocenti (non quella di Giuda, chiaramente) è un sentiero di purificazione volto a Dio. Siamo tutti uguali in quanto anthropoi (esseri umani) o in termini di un mandato divino che definisce la nostra umanità, come ci ricorda l’Aristotele convalidato dai Vangeli.

Non siamo tutti uguali in termini di virtù e quindi di merito rispetto al Bene Assoluto. Il cristianesimo non ha cambiato nulla di tutto ciò. Non ha inaugurato una Storia che punta ad un paradiso kantiano, o alla Società Aperta la cui anima oscura è la tecnologia, incarnazione ultima dello spirito di Sodoma. Il cristianesimo non ha cambiato il mondo; né il Gesù dei Vangeli viene a cambiare il mondo, ma a svelare il nostro mondo a se stesso, rivendicandone la via d’uscita divina.

Tale via è la Croce dei figli eletti di Dio.