La rivolta contro l’umanità descrive un futuro senza Dio

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newsletter 24 Febbraio 29023

di John Horvat

Il libro, The Revolt Against Humanity: Imagining a Future Without Us (ndt. “La rivolta contro l’umanità: immaginando un futuro senza di noi”), a primo colpo non fa una buona impressione. Uno dei motivi è che quest’opera del 2023 è un libro incredibilmente piccolo per affrontare un argomento così monumentale come l’estinzione umana. L’eliminazione dell’umanità dovrebbe meritare qualcosa di più di un centinaio di pagine. La prima reazione che suscita è quella di trascurarlo come un opuscolo, un pamphlet, poco più di un volantino.

Tuttavia, in questo caso, le apparenze ingannano. L’autore, Adam Kirsch, è critico d’arte e editore per la sezione Weekend Review del Wall Street Journal e si prende totalmente sul serio il compito di raccontare la storia del movimento per l’estinzione umana. L’editore Columbia Global Reports è una editrice della Columbia University, il che rappresenta un’approvazione ufficiale dell’istituzione. Il contenuto stesso è ben progettato e di alta qualità. Ha lo scopo di impressionare e persino di intimidire.

Pertanto, dovremmo prenderne atto e stare attenti. Da una prospettiva cattolica, si tratta di un piano che sfida direttamente il Creatore. Raramente tali piani vengono rivelati con tanta chiarezza.

Un nuovo tipo di ecologia

Le persone dell’estinzione umana non sono ambientalisti del tipo descritti nel libro di Rachel Carlson, Silent Spring (1).

La vecchia scuola di ecologisti vuole impedire all’umanità di rovinare la terra. Sostiene il riciclaggio, i crediti di carbonio e i programmi Green New Deal per rendere il pianeta un posto più pulito in cui vivere. Questa vecchia forma di eco-pensiero è diventata la rivoluzione di ieri ed è respinta perché non abbastanza radicale. Il movimento dell’estinzione umana vuole rimuovere l’umanità dall’universo.

“Anche i pensatori più radicali del ventesimo secolo si fermano davanti alle prospettive dell’effettiva estinzione della nostra specie”, osserva Kirsch. Per dissipare qualsiasi idea che il movimento sia insignificante, egli osserva che se ne discute nelle sale riunioni della Silicon Valley, nel mondo accademico e in altri luoghi di influenza. Sta diventando mainstream. Scrive: “Si è già diffuso oltre le frontiere del mondo intellettuale e nei prossimi anni e decenni ha il potenziale per trasformare la politica e la società in modi profondi”.

Due gruppi per eliminare l’umanità

Il movimento per l’estinzione umana è diviso in due gruppi che differiscono nel modo in cui vogliono eliminare l’umanità. La prima è la fazione antiumanista che crede che l’autodistruzione dell’umanità sia inevitabile e che tutti dovrebbero accogliere l’annientamento come una giusta condanna per aver distrutto la terra.

Il secondo gruppo è costituito dai transumanisti. Questi credono che attraverso il progresso tecnologico e scientifico, l’umanità dovrebbe avanzare verso una forma cibernetica migliorata e immortale che trascenderà l’Homo sapiens.

Entrambe le visioni rifiutano la visione cattolica della creazione, dell’umanità, del peccato originale e della redenzione.

La tesi dominante del primo gruppo, gli estinzionisti antiumanisti, è una negazione del ruolo centrale dell’umanità nella Creazione. In effetti, il signor Kirsch critica la Genesi, dove Dio dice agli esseri umani “«dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra» (Gn 1,28).

Gli antiumanisti vogliono abolire questo dominio, che ritengono odioso. Affermano che gli esseri umani non fanno più parte della natura ma lavorano come una forza antinaturale per distruggere la terra. Anche le popolazioni indigene sono citate come sfruttatori della terra con la caccia e la raccolta, con l’accensione del fuoco e l’allevamento. Gli esseri umani devono andarsene. Tutti. Basta.

Gli antiumanisti credono anche in un egualitarismo radicale in cui tutta la materia, organica o non organica, è uguale. Sotto sotto, la materia non umana è ritenuta superiore all’umanità poiché non distrugge gli altri dominandoli. Pertanto, gli antiumanisti promuovono una “solidarietà con una popolazione non umana che riconosce i diritti di “animali, piante, pietre e cascate [che] abitano il mondo a modo loro e che sono esseri validi quanto i nostri”.

Liberarsi dell’umanità

Tuttavia, l’unica vera soluzione per la terra è l’eventuale eliminazione dell’umanità. Gli antiumanisti rimarranno in giro solo il tempo necessario per garantire che il loro progetto sia portato a termine. Un’importante autrice antiumanistica è Patricia MacCormack, che in The Ahuman Manifesto chiede che “la fine dell’umano avvenga sia a livello concettuale che nella realtà come specie”. E aggiunge: “La morte della specie umana è l’evento più affermativamente favorevole alla vita che ci sia, giacché potrebbe liberare il mondo naturale dall’oppressione”.

Un altro autore, David Benatar, ha scritto un libro intitolato Better Never to Have Been: The Harm of Coming into Existence (ndr. Meglio non essere mai stato: il danno di venire all’esistenza). Dunque, egli afferma che il parto è moralmente sbagliato e quindi chiede l’aborto, il suicidio e l’eutanasia.

La Visione Transumanista

In contrasto con i dogmi morbosi degli antiumanisti, c’è l’allegro ottimismo dei transumanisti. Credono che l’Homo sapiens debba trasformarsi in specie sempre nuove nel corso di “trilioni di anni”.

I benefici di questa trasformazione comprendono una completa liberazione dalla condanna di Adamo e della sua discendenza della “sofferenza involontaria”. L’invecchiamento sarà rallentato o abolito e l’immortalità raggiunta. L’umanità avrà accesso a nuovi colori, suoni e sentimenti ora impossibili da descrivere. I cervelli umani saranno sovralimentati e i corpi riprogettati.

Così, i transumanisti cercano di eliminare la sofferenza e la mortalità ma il vero obiettivo del loro odio è l’idea di una natura umana fissa. Credono che le menti e i corpi “dovrebbero essere infinitamente plastici, in grado di assumere qualsiasi forma e godere di qualunque esperienza la nostra ingegnosità possa inventare”. Per tanto, vogliono cambiare la natura umana e quindi il disegno di Dio per l’umanità.

Molti transumanisti sostengono che l’umanità e l’universo possono essere ridotti a una cosa: dati. Le persone non sono altro che dati organizzati e la vita è l’interazione degli algoritmi. Il flusso di dati governa l’universo e quindi facilita una natura in continua evoluzione. La spinta a interconnettere tutto renderà vivo l’universo con modelli di dati e lo trasformerà in una mente gigante.

La scarnificazione dell’umanità

All’interno di un mondo così fluido, l’umano affronta la limitazione di un corpo organico che esiste nel tempo, nello spazio e nella causalità. Pertanto, i transumanisti favoriscono una sorta di “scarnificazione” dell’umanità. Se una persona è solo una raccolta di informazioni, non importa dove risiedono quelle informazioni: un corpo di carne e ossa, un chip di computer o un metaverso.

La filosofia che sta alla base del transumanesimo è espressa molto bene dal sig. Kirsch quando dichiara: “In primo luogo, sappiamo che la mente umana ha una base completamente materiale. Non c’è anima o spirito intangibile che occupi i nostri corpi; l’esperienza di essere un ‘io’ è prodotta da processi chimico-elettrici nel cervello. Questo materialismo totale è ancora contrastato dalla maggior parte dei credenti religiosi, ma la scienza lo sa da molto tempo. Non c’è abisso metafisico tra uomo e animale, o tra materia animata e inanimata; l’unica differenza ha a che fare con il modo in cui la materia è organizzata”.

Una volta “scarnificate”, le persone così organizzate possono vivere in mondi immaginari con mezzi illimitati per realizzare il “sogno della completa auto padronanza”, perseguito a lungo dall’inizio della specie.+

Perché la cosa importa

Sebbene antiumanisti e transumanisti differiscano nei loro approcci, condividono un odio metafisico per la Creazione e il Creatore. Entrambi confidano in un egualitarismo radicale che esclude ogni dominio come si trova nell’ordine cattolico.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché come cattolici dovremmo preoccuparci di tali idee che sembrano ormai rimosse dalla vita quotidiana. Tuttavia, i temi di entrambe le scuole si ritrovano in tutta la cultura postmoderna. Le idee transumaniste permeano i film di Hollywood e plasmano le menti delle figure tipo Elon Musk. La propaganda antiumanista domina l’odierna cultura della morte e dei modelli anti-sviluppo rispettosi dell’ambiente. Nessuno sfugge alla influenza di queste idee.+

Il signor Kirsch afferma che questa rivoluzione ha il potenziale per “caricare al massimo il fulcro della lotta ideologica in America e in Europa” con “conseguenze imprevedibili per la politica, l’economia, la tecnologia e la cultura”.

Gli ostacoli a questa agenda

Tuttavia, il motivo principale per cui i cattolici devono opporsi a questa minaccia è sorprendente. L’autore dedica il suo ultimo capitolo all’elenco dei gravi ostacoli incontrati dal movimento di estinzione umana e dice qualcosa del tutto inaspettata. Per lui, gli ostacoli a questo programma sono i principi religiosi, specialmente quelli professati dalla Chiesa Cattolica. Le posizioni cattoliche impediscono a questo programma di realizzarsi.

Egli afferma che l’umanità religiosa resiste “con una forza che sembra crescere nel tempo, piuttosto che indebolirsi, come una volta avevano previsto gli scienziati sociali”.

La Chiesa ha le risposte

Infatti, solo la Chiesa ha risposte rassicuranti alle domande fondamentali sul senso e lo scopo della vita proponendo un progetto divinamente ordinato. L’autore lamenta che la risposta nichilista della postmodernità riempia l’umanità solo di “orrore esistenziale”.

Due nozioni che la dottrina cattolica propone sono tra i tanti ostacoli religiosi che trovano queste ideologie. Queste nozioni sono profondamente radicate nella natura umana e stanno godendo di una rinascita tra i pensatori cattolici.

La prima è “l’idea cattolica della legge naturale”, che postula che gli individui dovrebbero agire secondo la natura umana fissa. L’autore qualifica il diritto naturale come un abbraccio al concetto del limite “direttamente opposto agli ideali dell’umanesimo illuminato, da Pico della Mirandola ai transumanisti, che garantisce la nostra capacità di abolire i confini e sfidare l’autorità”.

Un secondo ostacolo lo costituisce la nozione cattolica di sacrificio, per cui un credente concede una parte della sua libertà. Questo atto diviene “una espressione concreta della convinzione che ha il credente di servire qualcosa di più importante di sé stesso”.

In effetti, l’atto centrale del culto cattolico è il Santo Sacrificio della Messa. Il pensiero illuminato non può offrire nulla per sostituire ciò che la natura umana brama, giacché non presenta nessun motivo di sacrificio, nessuna ricompensa assoluta o nessuna autorità superiore.

Una rivolta contro Dio

Pertanto, le due parti sono impegnate in una guerra culturale mentre l’ordine liberale svanisce. Il signor Kirsch inquadra il dibattito con la narrazione familiare di una battaglia tra liberali “scientifici” illuminati e fanatici religiosi non istruiti.

La nonchalance con cui il movimento per l’estinzione umana tratta la morte di miliardi non parla di luce bensì di tenebra. Tuttavia, il fatto che la Chiesa rappresenti l’ostacolo maggiore a questo piano diabolico dovrebbe incoraggiare tutti i cattolici a combattere la buona battaglia.

Tuttavia, questa battaglia esistenziale va inquadrata meglio. Il movimento per l’estinzione umana è in ultima analisi una rivolta contro Dio, non contro l’umanità. Si spera che i suoi illuminati partigiani capiscano che sono dalla parte sbagliata della storia, perché Dio vince sempre.

Note

(1) Celebre opera che tratta del futuro della vita sul pianeta, vecchio già di qualche decennio. Il libro aveva colpito fortemente persino il presidente americano John Kennedy.

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Si legga anche:

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