Vitisvera 15 Settembre 2026
Crollo dei matrimoni e delle nascite stanno crescendo in tutto il mondo. Si profila un futuro di solitudine universale e profonda nel deserto urbano delle grandi città
In Cina un nucleo familiare su quattro è composto da una persona sola (25%). In Corea del Sud, paese modernissimo, che ha però il più basso tasso di natalità al mondo (0,8 figli per donna), il 36 % delle famiglie è di single; in Giappone si stima che per il 2050 il 44% delle famiglie sarà di una persona (dati statistici riportati da “Avvenire”). L’Europa non è messa molto meglio, se si pensa che a Milano pare che sia composto da una persona sola il 50% dei nuclei familiari.
Il numero dei matrimoni sta diminuendo in tutto il mondo più sviluppato e insieme ad esso cala, ovviamente, il numero di figli. Vi sono stime che ritengono che la popolazione cinese nel 2100 sarà scesa a 405 milioni nell’ipotesi peggiore, a 633 milioni di abitanti nello scenario più accreditato e probabile. L’Europa non è messa molto meglio, ovviamente. Avanza un mondo di persone sempre più sole o inserite in rapporti sempre più fragili, aleatori, artificiali e vuoti. La stessa economia e il commercio stanno cambiando: cresce a vista d’occhio il numero di prodotti concepiti e confezionati per persone sole, o, al massimo, per coppie. Si riduce o sparisce ciò che è riferito ai bambini, dai giocattoli ai passeggini, dalle confezioni per lo svezzamento ai pannolini.
Le cause di questo crollo dei matrimoni sono molteplici: alto costo dell’acquisto delle case nelle grandi città; alto costo della vita; universalizzazione del lavoro femminile e, di concerto, esigenze di carriera anche da parte della donna; ostacoli per le donne lavoratrici nel caso della nascita di figli; alti costi o scarsità delle strutture di assistenza alla prima infanzia. Più importanti di tutti questi motivi socio-economici è però la distruzione dell’ethos tradizionale causato dalla dissoluzione dei costumi, dalla rivoluzione sessuale del Sessantotto, dal mito della “emancipazione” femminile, dal consumismo sempre più violento, dalla crescente pervasività del mondo digitale, che lentamente svuota la vita di senso e valore, producendo una falsa socialità, relazioni instabili e illusorie, un’ansia e un’insicurezza crescenti.
Il paradosso sembra consistere nel fatto, statisticamente evidente, che più un paese è ricco, sviluppato industrialmente e moderno, più appare incapace di aprirsi alla vita e di permettere ai giovani di fondare una nuova famiglia, accettare dei figli, educarli con amore e attenzione. Nell’età della dissipazione e del divertimento, dove il valore supremo è la cura di sé, il matrimonio e i figli sono sempre più percepiti come un ostacolo odioso e inutile, una vana perdita di risorse, di tempo, di nuove possibilità esistenziali, sempre più esotiche e spettacolari.
In questo quadro desolante occorre comprendere l’importanza del preservare l’identità culturale, linguistica e spirituale dei popoli. Il calo anche più drammatico della popolazione non deve essere fronteggiato aprendo a un’immigrazione indiscriminata, ma al contrario mantenendo la compattezza e l’identità etnica, linguistica e culturale del popolo. L’immigrazione, distruggendo l’identità profonda della nazione, ne impedisce una futura ricostruzione; viceversa, se anche uno stato vede contrarsi la sua popolazione può, se evita attentamente il rischio di un meticciato irreversibile, pianificare azioni che, nel lungo periodo, invertano il trend demografico e permettano una rinascita nazionale.
Nelle grandi megalopoli del futuro eserciti di anziani tremanti e soli si muoveranno in un mondo sempre più frenetico, arido e vuoto. Eppure questo quadro, che dipinge il neopaganesimo nichilista che ci attende, racchiude anche grandissime possibilità di apostolato per una Chiesa cattolica che sia tornata alla pienezza della sua vera dottrina, a un vero fervore, alla Santa Messa di sempre: solo una carità autentica si mostrerà capace di aprire spazi di accoglienza e di custodia delle nuove, tragiche forme di povertà che sorgeranno e permetterà all’uomo di ricordarsi e riscoprire la sua stessa umanità.




