Nazione Futura 21 Febbraio 2026
Giuseppe Brienza
“La persona umana viene difesa in Italia dalla legge sull’aborto? Il quasi monopolio statale dell’istruzione, le file per analisi e cure negli ospedali, un precariato sul lavoro senza sostanziali reti di protezione, anni di attesa nei tribunali per una sentenza, trasmissioni televisive non di rado miserabili e diseducative, un traffico stradale con circa 7mila morti l’anno e 250mila feriti, un’estesa criminalità organizzata, ripetuti episodi di corruzione nel mondo finanziario e politico, meccanismi di privilegi che scardinano i diritti del merito, non rappresentano altrettante dure e vistose violazioni della dignità della persona umana? E ulteriori domande potrebbero ben porsi”. Scriveva così nel 2006 il filosofo Dario Antiseri su “Il Sole 24 Ore”.
Scomparso nella notte fra l’11 e il 12 febbraio scorso, da politico oltre che da filosofo, Antiseri non si stancava di indicare i grandi problemi in quanto da sempre contrario a ogni dogmatismo, anzitutto quello laicista.
Allievo di Karl Popper, del quale aveva diffuso il pensiero in Italia, aveva applicato il razionalismo scientifico dell’epistemologo austriaco a vari ambiti del sapere e dello spirito, proponendosi come un “costruttore di ponti”.
Laureatosi in filosofia nel 1963 all’Università di Perugia, Antiseri ha proseguito i suoi studi presso le università di Vienna, Münster e Oxford su temi legati alla logica matematica e alla filosofia del linguaggio
Divenuto libero docente nel 1968, ha insegnato in prestigiose università, quali “La Sapienza” di Roma, Siena, Padova, fino a ricoprire l’incarico di preside della Facoltà di Scienze politiche alla LUISS di Roma tra il 1994 e il 1998.
Nel febbraio del 2002 è stato insignito, insieme al prof. Giovanni Reale (1931-2014), di una laurea honoris causa presso l’Università Statale di Mosca.
Con il filosofo, storico della filosofia e traduttore lombardo, aveva curato la sua opera più nota, il manuale di filosofia per i licei in tre volumi pubblicato nel 1983 dall’Editrice La Scuola, che costituisce una panoramica completa del cammino delle idee dall’Antica Grecia ai giorni nostri, frutto di un grande lavoro di ricerca e di divulgazione.
“È la storia delle idee – scrivevano Antiseri e Reale nell’Introduzione – che hanno dato forma alla storia dell’Occidente. È un patrimonio che non va dissipato, una ricchezza che non va perduta».
Antiseri si definiva cattolico ma, con il gusto della provocazione, sosteneva la compatibilità tra Cristianesimo e relativismo, intendendo naturalmente per relativismo la negazione di “assoluti terrestri”, volendo con ciò colpire non certo la ragione naturale, che piuttosto è il bene umano più prezioso, quanto piuttosto l’abuso della ragione che è fonte di tante ideologie e tragedie.
Uno dei suoi libri più espliciti in questo senso s’intitola appunto Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano. Per un razionalismo della contingenza (con una Replica di mons. Rino Fisichella, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003, pp. 180).
Dedito all’applicazione dei valori cristiani nella vita quotidiana e nell’ambito sociale e politico, Antiseri ha sempre coltivato il valore pedagogico e pragmatico della filosofia, in contrapposizione all’elitarismo di gran parte degli studiosi accademici propensi invece a collocare il sapere in un contesto solo astratto ed “esoterico”.
Tra le sue opere oltre alla già citata Storia della filosofia dalle origini a oggi (l’ultima edizione per Bompiani è del 2010), alcune tradotte in più lingue, ricordiamo Teoria unificata del metodo (Utet, Milano 2001, pp. 352), Principi liberali (Rubbettino, Soveria Mannelli 2003, pp 120), Come leggere Pascal (Bompiani, Milano 2005, pp. 187), L’attualità del pensiero francescano. Risposte del passato a domande del presente (Rubbettino, Soveria Mannelli 2008, pp 84) e, con Corrado Ocone, Liberali d’Italia (Rubbettino, Soveria Mannelli 2011, pp. 84).
Il suo ultimo libro, I dubbi del viandante (Rubbettino, Soveria Mannelli 2025, pp. 112), rappresenta una significativa testimonianza del suo percorso di ricerca tra i sentieri della conoscenza, nel segno di un complesso intreccio tra fede, filosofia e scienza.
È uno dei maggiori filosofi italiani e attualmente membro del Comitato scientifico della Scuola Superiore di Alti Studi del Collegio San Carlo di Modena.
Per le Edizioni Rubbettino, oltre ad aver pubblicato la maggior parte dei suoi libri e contributi, ha diretto due preziose e interessanti (soprattutto oggi) collane di taglio filosofico e politico, Biblioteca Austriaca e La Politica.
Ai suoi scritti è affidato il “testamento” filosofico e politico di Dario Antiseri, affidato poco prima di morire a una confidenza in particolare riportata dall’amico giornalista (vicedirettore del Sole 24 Ore dal 1993 al 2010) Gianfranco Fabi: “sono sempre più amareggiato per la dispersione del mondo cattolico, ma non possiamo permetterci di perdere la speranza, di vedere comunque che anche con un piccolo granello di lievito si possono fare grandi cose” (cit. in Il cammino di un viandante curioso, L’Osservatore Romano, 13 febbraio 2026, p. 6).






