I poveri del Libano

ouipourNewsletter 2 Marzo 2014

Notiziario di un gruppo di volontari libanesi membri di “Oui pour la vie”, associazione di volontariato con sede a Damour in Libano, legalmente riconosciuta e operante in favore dei più poveri.

http://www.ouipourlavielb.com/en/mission

P. Damiano Puccini

Il numero degli sfollati dalla Siria, dicono le ultime statistiche, raggiunge ormai i 6 milioni dei quali più di 1.400 mila si trovano in Libano, senza fissa dimora, e il resto vaga nel paese siriano e negli altri limitrofi. Numerose sono le testimonianze di scontri e uccisioni sommarie anche tra gli stessi civili che ci raccontano i profughi, insieme a violenze efferate su donne e minori. Sono più di 11.000, secondo le organizzazioni umanitarie, i bambini morti finora in questo conflitto.

Tra i rifugiati libanesi sta esplodendo la poliomielite che minaccia circa 4.000 ragazzi. Infezioni intestinali o respiratorie, malattie della pelle, i problemi di salute vanno di pari passo con le precarie condizioni di vita e d’igiene dei rifugiati.

Anche i nostri volontari di Oui pour la Vie impiegano tutte le loro risorse e le loro rinunce personali, anche fino ad un terzo delle loro possibilità, per tentare di far fronte a queste emergenze, cercando ovunque medicinali e cibo.

Una nostra volontaria, che lavora in un ambiente dove i suoi colleghi bestemmiano e dicono volgarità, si é fatta coraggio ed ha messo nel suo ufficio una cassettina chiedendo un dollaro per ogni cattiva parola.

George è un giovane che ha vagato nel deserto per entrare in Libano attraverso le montagne libanesi ed è arrivato vicino a noi quasi disidratato, trascinandosi dietro suo figlio, così denutrito al punto che gli si contavano le costole. Situazioni simili le troviamo spesso in questo periodo nel quale talvolta non é facile comprare e distribuire il cibo a causa del clima di tensione, per i frequenti attentati: non appena le strade vengono liberate, riprendiamo comunque le nostre visite per portare gli aiuti.

Nel contatto con i profughi notiamo come spesso nella fuga dalla Siria, con mezzi di fortuna, membri della stessa famiglia perdono i contatti tra loro. I profughi siriani normalmente non si inseriscono nei centri abitati in quanto temono anche di essere riconosciuti e subire persecuzioni o ritorsioni sui parenti rimasti in patria, che potrebbero verificarsi quando venissero individuati dagli appartenenti a gruppi rivali. Per favorire il ricongiungimento con la propria famiglia di un giovane e un’anziana che si erano perduti, uno dei nostri volontari libanesi ha chiesto a chi poteva aiutarli: “anche se ci troviamo a rischio di guerra a causa della loro numerosa presenza, aiutiamoli”.

In questo periodo di Quaresima i nostri volontari si sono proposti di rispettare con impegno la tradizione maronita che richiede per l’intero periodo di non mangiare e bere, nemmeno l’acqua, ogni giorno fino a mezzogiorno, di astenersi dalla carne, dai latticini oltre che chiaramente dai dolci, fumo e caffé. Anche diversi poveri seguono questo esempio e preparano del cibo per altri. Gioice, la figlia di una nostra volontaria, fa merenda a scuola dopo le dodici. Un sacerdote amico ha chiesto l’offerta di quattro agnelli in memoria dei defunti, per poter distribuire almeno per Pasqua della carne a malati molto denutriti.

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Chi è interessato a maggiori informazioni o a conoscere le modalità per una testimonianza in Italia o un  contributo in favore della nostra opera può inviare un sms al 333/5473721 in Italia o al 0096171509475 (Libano) o scrivere un email a: info@ouipourlavielb.com

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