Greta Thunberg diventa di sinistra… e rossa

Tradizione Famiglia Proprietà newsletter 2 Dicembre 2022 

diJohn Horvat

Quando l’attivista del clima Greta Thunberg apparve sulla scena qualche anno fa, i media la celebrarono come un’eroina bambina intenzionata a salvare l’ambiente. Rimproverò le élite mondiali per averla privata della sua infanzia, un atto che l’ha rese subito famosa. Time Magazine l’ha scelse come “personalità dell’anno”. Ora, mentre la diciannovenne attivista svedese matura ed entra nell’età adulta, sta mostrando il suo vero colore. Che è il rosso anziché il verde.

In occasione della recente presentazione di un suo libro a Londra, Greta ha scioccato alcuni osservatori prendendo di mira il sistema capitalistico “oppressivo” dell’Occidente come causa di tutti i mali climatici. La mossa è sorprendente, poiché l’autrice ha sempre fatto un uso generoso di questo sistema “oppressivo” per diffondere il suo messaggio allarmistico. In effetti, Greta non ha problemi a usare il sistema di marketing capitalista come piattaforma per promuovere il suo nuovo libro. Inoltre, non vede alcun male nel sacrificare molti alberi di cui l’industria editoriale ha bisogno per stampare libri destinati a un pubblico di massa

Tuttavia, ciò che ora sorprende molti è che questa strana beniamina dei verdi si sia allineata così chiaramente alle idee marxiste. In buona parte, la sua efficacia risiedeva nella capacità di mostrare un atteggiamento ingenuo e infantile che disarmava psicologicamente chi la ascoltava. Sembrava immune alla propaganda di sinistra e incapace di avere un’agenda nascosta.

Il coming out rosso

Mentre cresce nella sua amarezza, la bambina-manifesto del movimento ecologista esce fuori dall’armadio rosso. Il suo abbraccio alla sinistra dimostra che l’attivismo per il clima, portato alle sue ultime conseguenze, porterà sempre all’ideologia comunista antioccidentale. Le varie dottrine della sinistra alla fine si fondono tutte in una sola. Il pensatore e uomo d’azione cattolico, prof. Plinio Corrêa de Oliveira, paragona il fenomeno a mille singoli incendi che si uniscono per formare l’unità di un unico incendio boschivo.

Così anche la causa ecologica si fonde con quella marxista.

In questa maniera lo “sfruttamento” della terra diventa un tutt’uno con l’oppressione economica. Greta chiede ora una “trasformazione del sistema” e inveisce contro “chi ha il potere”, che identifica come i responsabili del collasso climatico. Tutte queste cose fanno parte dello “sfruttamento delle persone e del pianeta”. Immagina che il sistema abbia “radici nell’estrattivismo (sic!) razzista e oppressivo” che desidera solo “massimizzare i profitti a breve termine per pochi”.

Greta non risparmia parole, invocando il rovesciamento dell’intero sistema capitalista che è “un sistema definito dal colonialismo, dall’imperialismo, dall’oppressione e dal genocidio da parte del cosiddetto Nord globale per accumulare ricchezza, che ancora modella il nostro attuale ordine mondiale”.

Nessun attacco marxista è completo senza una filippica contro l’opposizione, che lei etichetta immediatamente come “movimenti fascisti che offrono soluzioni facili e false e capri espiatori a problemi complessi”. Tutti attacchi tratti direttamente dal copione marxista.

Un libro che Greta non ha scritto

Le bordate contro il capitalismo non hanno ostacolato l’affare della vendita del suo libro. L’attivista della decrescita si è presentata alla fine di ottobre alla prestigiosa Royal Festival Hall di Londra per lanciare il suo manifesto di 464 pagine, The Climate Book: The Facts and Solutions (n. Il Libro sul Clima, fatti e soluzioni). L’establishment liberal ha dato il benvenuto a questo libro che auspica la distruzione dell’Occidente. Gli algoritmi di Amazon sono già al lavoro per trasformare questo tomo con foto a colori in un bestseller. La Penguin Press sta facendo pubblicità mentre lo pubblica nel Regno Unito e in tutto il mondo. Gli americani dovranno attendere l’uscita ufficiale negli Stati Uniti il 14 febbraio 2023.

La grancassa è tutta per un’opera che Greta non ha scritto interamente. Seguendo una solida pratica di marketing, il suo nome è prestato solo parzialmente all’opera. Greta si limita a mettere insieme una raccolta di saggi di cento “esperti” di sinistra, che costituiscono la maggior parte del contenuto del titolo.

All’interno delle sue pagine sono presenti noti esponenti della sinistra come la scrittrice Naomi Klein, il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’ecologista Bill McKibben e l’economista francese Thomas Piketty. Tuttavia, per la maggior parte, l’eterogenea raccolta è un “who is not who” di oscuri scienziati, romanzieri, leader indigeni e altri “esperti” che compongono il chiuso mondo ecologico di attivisti che vendono la loro stanca narrativa catastrofista. La maggior parte dei lettori non riconoscerà gli “esperti” e non seguirà la loro pseudo-scienza.

Trovare i meriti

Il libro ha alcuni meriti. Dimostra che, sebbene gli esperti di sinistra si manifestino in modo diverso, tutti si uniscono quando si tratta di promuovere un’unica causa. Serve anche per documentare la trasformazione di Greta da attivista per il cambiamento climatico a militante della sinistra anticapitalista e anti-tutto. Caso fosse necessario, il lancio del libro chiarisce una volta per tutte che Greta è una creatura dei media, sostenuta dall’establishment liberale che odia. La produzione dell’opera, realizzata con l’impiego abbondante di carbonio, mostra come gli attivisti infrangano le loro stesse regole quando si tratta di portare avanti la loro rivoluzione.

Il peccato, però, è che si tratta di uno spreco di bei alberi…

Fonte: The Immaginative Conservative, 14 Novembre 2022. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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