Perché la sinistra americana liberal teme le avvisaglie di un Dio geloso

Tradizione Famiglia Proprietà

23 Settembre 2021

di John Horvat

Il crollo del nostro ordine liberal è alle porte. Come si poteva prevedere, molti nella sinistra attribuiscono la colpa ai conservatori cristiani. Siamo noi a condurre “sempiterne” guerre culturali che impediscono alla società di progredire, diversificarsi e diventare più inclusiva. Siamo noi quelli che usano la cultura come segno di identità per imporre la nostra agenda “illiberale” all’America.

Queste accuse assurde dimostrano che c’è una reazione alla decadenza morale della nazione. C’è un’opposizione di principio all’aborto procurato, al male intrinseco degli stili di vita LGBTQ e alla “teoria critica della razza” di impronta marxista. I sinistrorsi (in America chiamati liberal, ndt) etichettano ingiustamente questa opposizione di principio come rigida.

Poi, per quanto legittima sia questa fedele resistenza, cercano di associarla a folli ideologie legate al razzismo, al nazionalismo e all’identitarismo. Il loro prossimo passo sarà tessere fantastiche teorie cospirative per alimentare la propria rabbia contro coloro che osano opporsi alla decadenza morale.

La religione tradizionale come strumento di tirannia

Ciò che fa infuriare di più la sinistra è l’ingresso nel dibattito pubblico della religione tradizionale, in particolare del cristianesimo. Questo costituisce una forza potente, perché implica un ordine morale che si oppone al disordine immorale dei liberal e presuppone un Dio amorevole che ha creato questo ordine per garantire la nostra felicità.

L'”arretratezza” della religione si oppone alla sbagliata idea liberal dell’evoluzione della storia verso un progresso sempre maggiore. Così, la sinistra liberal fa tutto il possibile per evitare il dibattito morale, dipingendo la religione come uno strumento autoritario per dittatori, per il terrorismo islamico e per i regimi totalitari.

Lo scrittore “moderato” del New York Times, David Brooks, arriva al punto di classificare la Cina comunista come un regime “religioso” perché adatta alcune idee confuciane per attaccare la decadenza occidentale e i suoi manierismi da “femminuccie”. Così, il dibattito torna alla politica delle minoranze discriminate, alla metafisica hegeliana e al ritornello che la sinistra liberal ama usare per inquadrare il dibattito. Loro non discuteranno mai della necessità del cristianesimo o di un ordine morale oggettivo.

Il luogo che i liberal di sinistra danno alla religione

La sinistra liberal tollera solo quella religione che segue le regole del gioco da lei stabilite. L’ascesa di un cristianesimo tradizionale la fa infuriare perché infrange quelle regole. In un ordine liberal, la religione dovrebbe essere limitata alla sola esperienza personale, rimanendo fuori dalla politica e dalla cultura. In effetti, la modernità ha trattato le religioni non meglio degli antichi romani.

Questi gestivano le diversità dei popoli conquistati ammettendo i loro dèi nel Pantheon, dove gli si poteva rendere culto. Allo stesso tempo, la sua società si dissolveva definitivamente nel marciume morale dei baccanali. Nella nostra attuale società liberale, anche la religione è messa da parte. Ogni religione è come un idolo nascosto in un Pantheon costituzionale dove non può fare “danno” al pubblico in generale.

Finché la religione segue queste regole liberal, la festa può andare avanti. Ciò non significa che il cristianesimo, anche nella sua forma “pantheonizzata”, non abbia influito positivamente sulla società. L’ordinamento liberal ha a lungo approfittato del vasto capitale sociale accumulato da un codice morale vagamente cristiano.

Questa influenza cristiana ha assicurato le condizioni per l’ordine e il progresso materiale durante tutta la nostra modernità. Tuttavia, quel capitale sociale è ormai esaurito e non c’è nessuna forza rigeneratrice che il liberalismo possa invocare per riportare l’ordine. I liberal risolvono il problema chiedendo più liberalismo. Incolpano i conservatori cristiani di infrangere le regole e rovinare la festa. Esigono forme di depravazione sempre maggiori e ignorano il caos di una società che sta cadendo a pezzi.

Il problema dei Pantheon

C’è un problema con i pantheon. L’unico Dio, Creatore del Cielo e della Terra, si rifiuta di abitare lì. Quindi c’è sempre la possibilità che una voce paolina emerga per gridare nel nostro deserto postmoderno che è tempo di rovesciare gli idoli moderni e proclamare l’unico vero Dio. Potremmo benissimo trovarci di fronte al “Dio Ignoto” di cui parla San Paolo: “Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un’ara con l’iscrizione: Al Dio ignoto.

Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell’uomo” (Atti 17, 23-24). Dal vero Dio che non dimorava né nel Pantheon né nel Areopago venne la Chiesa Cattolica. Dalla Chiesa è scaturita una meravigliosa civiltà cristiana che ha trasformato il mondo. Da questo stesso Dio possiamo aspettarci un futuro splendido.

Paura del Dio ignoto

Tuttavia, questo Dio non si comporta come gli idoli del Pantheon. Non segue le regole liberal. È un Dio geloso che non avrà falsi dèi davanti a Lui. In effetti, ecco perché i liberal temono questo Dio sconosciuto che non si adatta al loro pantheon. Sentono che il crollo dell’ordine liberal e rivoluzionario implica molto di più della frantumazione di un sistema politico o economico.

Percepiscono l’esaurimento del nostro materialismo ateo e la sua incapacità di soddisfare l’anelito esistenziale di innumerevoli anime che cercano qualcosa di più ma, soprattutto, qualcosa di più alto. Allo stesso modo, i conservatori percepiscono la loro reazione come molto più di una semplice opposizione alla nostra decadenza. Sono sensibili alla voce della Grazia che li invita ad amare e adorare il Dio ignoto.

Il movimento che oggi sfida la cultura dominante riflette una crescente sete di sublimità e di ritorno all’unico vero Dio da parte di una considerevole minoranza che lo cerca come il figliol prodigo pentito. Così, il crollo polarizzante dell’ordine rivoluzionario rappresenta dei movimenti all’interno della società che vanno oltre la cultura o la politica. Si tratta di qualcosa di così estraneo al nostro modo di pensare moderno che non osiamo parlarne apertamente. Entrambe le parti avvertono le avvisaglie di un geloso Dio ignoto che desidera farsi conoscere.

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