Nessuno si inginocchia per le donne cristiane incinte uccise

Newsletter di Giulio Meotti

9 maggio 2021

 Nell’Occidente ossessionato da razza e gender che scandisce slogan vuoti questo grido terribile dalla Nigeria, “Allahu Akbar“, non è udito. 45 cristiani uccisi. Ultimatum: “Convertitevi o morirete

Giulio Meotti

12 cristiani uccisi nello stato di Nasarawa, Nigeria. Gli attacchi hanno provocato lo sfollamento di decine di migliaia di persone, hanno detto i leader cristiani.

Un sopravvissuto all’attacco, Terlumun Tsekaa, ha detto che i musulmani sono arrivati alle 2 del mattino con pistole e macheti e hanno ucciso sua moglie, incinta di sette mesi, e un bambino di 3 anni. “Erano più di 30 e ci hanno attaccato e gridavano ‘Allahu akbar’ mentre ci sparavano e bruciavano le nostre case”, ha detto Tsekaa a Morning Star News. “Hanno dato fuoco a tutte le case del villaggio. Hanno ucciso un’intera famiglia di cinque membri. Hanno bruciato case e ucciso indiscriminatamente chiunque avessero visto. Le persone uccise durante gli attacchi includono bambini e donne incinte”

Non passa giorno in Nigeria senza che i cristiani vengano fatti a pezzi, nelle scuole, nelle chiese e nelle loro abitazioni. È un progetto di pulizia religiosa. È un genocidio senza fine. Di 33 cristiani uccisi la serie di attacchi ai cristiani dello stato di Benue di pochi giorni fa. A Maiduguri, i terroristi cercano i cristiani: “Rinunciate a Cristo o morirete”, si legge in un nuovo rapporto. A Geidam, stato di Yobe, i terroristi di Boko Haram racconta Sahara Reporters hanno distribuito volantini-ultimatum alla popolazione: “Il nostro principale obiettivo: elevare la parola di Allah, protegge la religione dell’islam e i beni dei suoi seguaci”. Dopo aver elencato gli obiettivi da colpire, i terroristi aggiungono:Chi non sostiene l’impero dell’islam è nel mirino. E ancora: “Chiunque chiede perdono e smette di combatterci verrà esentato dagli attacchi”.

Almeno duemila chiese cristiane sono state rase al suolo solo da Boko Haram.  

Il rabbino Abraham Cooper, direttore del Centro Simon Wiesenthal, e il reverendo Johnnie Moore della commissione degli Stati Uniti per la Libertà religiosa, hanno scritto il libro The Next Jihad: Stop the Christian Genocide in Africa. “Una bambina di nove anni che ha visto i terroristi uccidere genitori e fratelli con il machete. Un pastore la cui chiesa è stata distrutta due volte. Uomini di un villaggio raso al suolo interamente dagli islamisti. La storia di ogni vittima sembra finire con le parole ‘ce ne sono altre migliaia come noi’…”

Quanti? Un rapporto di tre organizzazioni – l’International Organization for Peace Building and Social Justice, l’International Committee on Nigeria e l’All-Party Parliamentary Group for International Freedom of Religion or Belief – rivelava che 100.000 cristiani sono stati uccisi in Nigeria negli ultimi vent’anni.

È sempre la stessa scena: un villaggio e case umili circondate da campi aperti, terroristi che appaiono nel cuore della notte quando tutti dormono, sfondano porte e gridano “Allahu Akbar”, uccidono a vista, stuprano e mutilano donne e bambini. “È come se le vite dei cristiani non contassero più”, ha dichiarato Stephen Baba Panya, presidente della Chiesa evangelica Winning All.

Si potrebbe gridare Black Christian Lives Matter! Ma nessuno nell’Occidente ossessionato dalla razza e dal gender si inginocchia per loro.

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