“Foucault in Tunisia abusava di bambini” 

Newsletter di Giulio Meotti

28 Marzo 2021

La rivelazione di Guy Sorman sul filosofo-guru: “I bambini gli dicevano ‘prendi me'”. Il naufragio morale dell’intellighenzia nichilista che decretò “la morte dell’umanesimo”. Aveva ragione Ratzinger

di Giulio Meotti

Il filosofo Michel Foucault, guru prima dell’impegno sessantottino e oggi dell’odierna ideologia woke nei campus americani, abusò sessualmente di bambini in Tunisia. L’accusa clamorosa viene da un collega intellettuale, Guy Sorman, che ha scatenato una tempesta tra gli intellò parigini affermando che Foucault, morto nel 1984 di Aids, era un pedofilo. Sorman ha detto di aver visitato Foucault con un gruppo di amici durante una vacanza nel villaggio di Sidi Bou Said, vicino a Tunisi, dove il filosofo viveva nel 1969. “I bambini correvano dietro a Foucault dicendo ‘e io? prendimi, prendimi’, ha detto Sorman in un’intervista al Sunday Times.

Michael Walzer, per citare uno dei critici del filosofo francese autore della celebre “Storia della follia”, ha visto in lui il massimo esponente di un nuovo nichilismo, ovvero “la convinzione che tutta l’esistenza è priva di senso, non vi è alcuna possibilità di una verità”. In questa prospettiva, Foucault non credeva ci fosse uno scopo per la società e che tutte le leggi fossero inutili. La sua teoria della repressione sociale è stata affascinante, ma anche il veicolo di un relativismo feroce: per Foucault, tutto era potere, le relazioni umane soltanto “lotte per il controllo” e la verità stessa una “coercizione”.

In un’intervista, apparsa in Dits et écrits (Gallimard), Foucault rivendicò apertamente la pedofilia: “Si può fare al legislatore la seguente proposta? Con un bambino consenziente, con un bambino che non si rifiuta, si può avere qualunque tipo di rapporto, senza che la cosa rientri nell’ambito legale?… Il problema riguarda i bambini. Ci sono bambini che a dieci anni si gettano su un adulto – e allora? Ci sono bambini che acconsentono”. Non era il solo.

Era il 26 gennaio 1977 quando, in nome della “liberazione sessuale dei bambini”, il quotidiano francese Le Monde, faro della gauche, pubblicò una petizione per abbassare la maggiore età sessuale ai 12enni. Fra i firmatari il poeta Louis Aragon, il semiologo Roland Barthes, il filosofo marxista Louis Althusser, gli psicoanalisti profeti degli autonomi Gilles Deleuze e Félix Guattari, la pioniera della psicologia infantile Françoise Dolto (“la Montessori d’oltralpe”), Jean-Paul Sartre e la sua compagna femminista Simone de Beauvoir.

L’obiettivo era eliminare la morale sessuale “borghese”, considerata repressiva e funzionale a un ordine sociale ed economico autoritario. Reprimere l’energia sessuale, teorizzavano quei “maestri”, è uno degli strumenti che i “padroni” utilizzano per tenere sotto controllo le persone. Dunque, “liberare” il sesso (anche dei bambini) diventò un atto politico rivoluzionario.

Foucault aveva proclamato la necessità di disfarsi dell’umanesimo giudaico-cristiano: “L’uomo è un’invenzione di cui l’archeologia del nostro pensiero mostra chiaramente la data recente, e forse la fine prossima”. Fu il naufragio di una intellighenzia nichilista. Papa Benedetto XVI, due anni fa, tirò una bomba a mano editoriale contro l’edificio culturale del Sessantotto, accusando quella generazione di aver sdoganato la pedofilia e di “collasso morale”.

Le nuove accuse a Foucault sembrano confermarlo.

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