Kinsey

kinsey_rapportoRubrica Antidoti del 23 e del 25 marzo 2005

Nel 1948, col saggio Il comportamento sessuale nel maschio umano, cominciò a rivoluzionare il concetto di sesso e a influenzare la coscienze con una serie di «Rapporti Kinsey». Da questi partì il dato del 10% di omosessuali nella popolazione. Questa percentuale divenne uno slogan,

di Rino Cammilleri

Su «Il Domenicale» del 19 marzo 2005 un paio di begli articoli di Giuseppe Romano e Roberto Marchesini hanno ricordato l’ex entomologo e poi biologo Alfred Kinsey, la cui vita è un film ora sugli schermi. Nel 1948, col saggio Il comportamento sessuale nel maschio umano, cominciò a rivoluzionare il concetto di sesso e a influenzare la coscienze con una serie di «Rapporti Kinsey». Da questi partì il dato del 10% di omosessuali nella popolazione.

Questa percentuale divenne uno slogan, tanto che una delle principali riviste gay americane prese appunto il nome di «Dieci per cento». Quando Clinton venne eletto presidente e la lobby gay che l’aveva sostenuto pensò di passare all’incasso, Clinton si accorse di non poter mantenere le promesse, dal momento che teneva alla rielezione. Così, commissionò un’indagine scientifica ai migliori centri statistici universitari, e la percentuale di cui sopra si ridusse a u n misero 1% circa. Ma, com’è noto, la propaganda se ne frega della scienza.

Torniamo a Kinsey, il cui migliore allievo era John Money. A quest’ultimo si deve l’introduzione del termine «gender» per distinguere tra sessualità biologica e «identità sessuale». Secondo lui, quest’ultima era puramente culturale e, dunque, indotta (Money sosteneva che anche la pedofilia, purchè non violenta, fosse una scelta come un’altra).

Nel 1965 in Canada nacquero due gemelli affetti da problemi al pene. Il primo fu malamente operato e ne riportò un danno irreversibile. Al secondo, il problema si risolse da solo crescendo. Si fece avanti il Money, chirurgo, che finalmente avrebbe potuto dimostrare la sua tesi. Convinse i genitori a far operare il piccolo per trasformarlo definitivamente in femmina.

Così fu e si procedette anche a iniezioni di ormoni. I due gemelli, uno vestito ed allevato come una bambina e l’altro no, crebbero ignari. Ma a scuola si manifestarono i disturbi per il primo, che si comportava da maschio. Gli insegnanti, temendo fosse lesbica, consigliarono per lui sedute psicanalitiche. I genitori si rivolsero a Money, che suggerì loro di girare nudi per casa (erano le teorie sessantottarde) e andarsene a vivere in un posto isolato.

Eseguirono, vendendo tutto e lasciando il lavoro. Ma le cose peggiorarono. Lui cominciò a bere, lei tentò il suicidio, infine divorziarono. Un incendio completò l’opera distruggendo il loro camper-casa.

Money, che aveva sempre «in cura» i gemelli, cercava di rimediare con filmini pornografici ed altre applicazioni delle sue avanzate teorie, ma i ragazzi a un certo punto smisero di andarci. Allora i genitori rivelarono la verità. La «femmina» cominciò a vestirsi da maschio e nel 1986 si fece rioperare, stavolta in senso contrario (dopo aver tentato il suicidio e, pare, dopo aver provato a sparare a Money). Nel 1989 si sposò. Nel 2004 si tolse la vita. La sua vice nda è diventata un libro e forse diventerà anche un film.

Nella mitologia greca qualcosa del genere avvenne ad Achille: conoscendo il suo fato, la madre lo fece allevare come una femmina. Ma l’astuto Ulisse, che sapeva dov’era ma non sapeva qual fosse tra le ragazze (con cui Achille giocava vestito da donnina), arrivò con un baule pieno di regali femminili. Dentro c’era anche una spada. Indovinate, tra le «ragazze» chi scelse la spada.

* * *

In merito al precedente Antidoto, «Kinsey», parecchi mi hanno scritto. Qualcuno mi ha chiesto il titolo del libro autobiografico del protagonista della storia di cambiamento di sesso che ho riportato riprendendola da «Il Domenicale» del 19 marzo 2005. Eccolo: John Colapinto e David Reimer, As Nature Made Him: the Boy Who was Raised as a Girl, 2000. Non ancora tradotto in italiano (e chissà se lo sarà mai).Colapinto è un giornalista americano, collaboratore della rivista «Rolling Stone». Il libro è stato bestseller negli Usa.

I diritti cinematografici sono stati acquistati dal regista Peter Jackson, quello de Il Signore degli Anelli. Roberto Marchesini, autore di uno degli articoli de «Il Domenicale», ha tenuto a precisarmi che lo sfortunato protagonista della vicenda non tentò di sparare al sessuologo, bensì al medico che, operandolo malamente da piccolo, gli aveva creato tutti i problemi successivi.

Per la precisione , si recò nel suo studio armato, ma non ebbe il coraggio di dar seguito al suo progetto. Infine, i suoi genitori non divorziarono, bensì fu sua madre a chiedere il divorzio, ma poi la cosa cadde. Questi dettagli, come si vede, nulla tolgono alla tragicità di tutta la faccenda, ma è giusto riferire le cose come stanno.

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