Nella classifica dei miliardari, i russi secondi solo agli americani

magnati_russiIl Sole 24 Ore.com 19 febbraio 2008

di Piero Sinatti

Oggi, la rivista russa “Finans” – ripresa dai più importanti giornali elettronici russi – ha pubblicato la consueta lista di febbraio dei miliardari russi. Quest’anno sono arrivati a 500, calcolando il loro patrimonio in rubli. Se invece lo si misura in dollari, il loro numero scende a 98, rispetto ai 61 del 2007.

Secondo le “Izvestija” l’ammontare del patrimonio complessivo in dollari dei 500 magnati è di 715,3 miliardi.  La Russia è per numero di miliardari è al secondo posto nel mondo dopo gli USA, avendo superato in questa particolare classifica la Germania.

Il primo in classifica Oleg Deripaska

Con un patrimonio di 40 miliardi di dollari – il doppio di quanto gli si attribuiva un anno fa – occupa il primo posto della lista, staccando di netto tutti gli altri colleghi in ricchezza, l’oligarca Oleg Deripaska, classe 1969, diplomato in fisica all’Università Lomonosov di Mosca e successivamente in economia all’Accademia Plekhanov.

La sua fortuna è strettamente legata all’alluminio di cui cominciò ad occuparsi come CFO in uno dei maggiori complessi russi del settore, il SUAL di Sayan, Siberia., di cui presto divenne direttore generale.

Nel 2000 fonda la holding “Russian Aluminium” – che comprende i principali impianti di produzione di alluminio russi.  Successivamente, all’interno del suo Gruppo industriale finanziario “Bazovye Elementy” (Elementi di base), crea un anno fa la più grande società mondiale produttrice di alluminio: la “United Company RUSAL”, grazie alla fusione della sua società d’alluminio con la compagnia Rusal (dell’oligarca Roman Abramovich). Fatturato di 12 miliardi di dollari all’anno.

Deripaska controlla anche la società automobilistica GAZ, l’industria aeronautica Aviacor e la maggiore società russa del settore assicurativa, la Ingosstrakh, oltre a una società di costruzioni russe “Razvitie”, acquistata solo un anno fa.

E’ presenta nel settore dei media, in quello del petrolio (Russneft’) mentre all’estero ha investito di recente in Cina e Guinea (alluminio) , in Austria e Germania (costruzioni: Strabag, Hochtief, Magna).

Legato all’oligarca Abramovich nel controllo dell’alluminio russo, Deripaska ha avuto in passato turbinosi rapporti di affari con i famigerati proto-privatizzatiori fratelli Chernyj ed è legato anche alla “Famiglia” Eltsin, avendo sposato Polina Jumasheva, la figlia dell’ex-capo dello staff e speech-writer di Eltsin e successivamente genero del defunto  presidente.

Deripaska vive per lo più a Lontra nell’elitario quartiere di Belgravia. Visitato più volte senza esiti dal Servizio fiscale russo, patrocina numerose iniziative sportive e mecenatizie (tra cui il restauro della chiesa barese di San Niccola di Bari,  passata sotto controllo di Mosca).

E dopo Deripaska, altri quattro grandi …

Segue abbondantemente distanziato il governatore della Chukotka nonché presidente del club calcistico inglese “Chelsea” e di quello moscovita CSKA Roman Abramovich, classe 1964, il cui capitale ammonta ora a 23 miliardi di dollari.  Per molti anni aveva guidato la classifica di “Finans” (e di “Forbes”).

Ad Abramovich fa capo la grande holding industriale finanziaria Millhouse Capital, di cui ha venduto gli attivi (petrolio, compagnie aeree, alluminio),  con sede a Londra.  La sua fortuna risale al sodalizio con Boris Berezovskij e con la “famiglia Eltsin”. E’ in buoni rapporti con il presidente Putin.

I baroni dell’acciaio

Al terzo posto con patrimonio di 22,2 miliardi di dollari, è Vladimir Lisin (classe 1956), ingegnere e professore in scienze della metallurgia, autori di articoli scientifici e brevetti del settore già distintosi in era sovietica. Dal 1998 dirige il grande Complesso Metallurgico di Novo Lipetsk (NLMK), il primo russo del settore, di cui è divenuto anche il maggior azionista.

Un altro barone dell’acciaio occupa il quinto posto: si tratta di Aleksej Mordashov, classe 1965, patrimonio di 22,1 miliardi di dollari, direttore generale e maggior azionista delle acciaierie “Severstal’ “di Cherepovets (Nord-Ovest russo), il secondo complesso del settore.

La sua holding “Severstal’ ” controlla numerosi settori dell’industria meccanica (pesante, automobilistica), miniere, un grande club di hockey sul ghiaccio. Ha partecipazioni in Italia (Lucchini), Slovacchia, Stati Uniti (US Steel nel Michigan), in Mongolia: settore dell’acciaio. Ha tentato invano la scalata di Arcelor, due anni fa, battuto dall’indiano Mittal.

A quarto posto è occupato, con un patrimonio di pochissimo superiore a quello di Mordashov Mikajl Fridman, nato nel 1964, fondatore e maggior azionista del Gruppo Alfa Bank, che vendette nel 2003 la sua quota della società petrolifera TNK (Tjumen’) alla britannica BP azionista al 50%. Fridman controlla anche la compagnia di telecomunicazioni Altimo, aziende produttrici di cemento, legname, vetro, un’industria alimentare e una catena di supermercati.

I secondi della prima decina

Seguono in sesta e settima posizione un proto-oligarca ed ex-vicepremier ai tempi di Eltsin Vladimir Potanin (classe 1961 e figlio di un viceministro di epoca sovietica) , con il suo ex-socio (classe 1965, noto anche per uno scandalo di “hostess” russe in terra di Francia) Mikhajl Prokhorov.

Di recente hanno diviso fortune e destini, per lungo tempo condivisi nel gruppo finanziario-industriale Interros , cui fa capo la più grande azienda mondiale di nickel (la “Norilskij Nikel”).  Ad ognuno di essi si attribuisce un patrimonio tra i 20 e i 21 miliardi di dollari.  Platino, argento e oro, sono altri attivi legati a Interros.

Segue con un patrimonio di 18 miliardi di dollari  Sulejman Karimov (dagestano, classe 1966), maggior azionista e CEO della società moscovita Nafta-Moskva (petrolchimica), azionista di Gazprom e Sberbank (principale banca di risparmio russa), con recente acquisizione di miniere d’oro e argento (società Polimetall).

Al nono posto Viktor Vekselberg, classe 1957, maggior azionista del gruppo finanziario industriale Renova (banche, settori minerario e petrolifero: ha il 50% del capitale della società petrolifera TNK , al pari della britannica BP. Controlla i grandi giacimenti di gas di Kovytka (Siberia orientale).  Cospicui investimenti all’estero (Sud Africa).

Infine, decimo e nuovo arrivato nell’olimpo dei primi dieci troviamo German Khan nato nel 1962, cofondatore e tra i maggiori azionisti di Alfa Grupp).

Si noterà, facendo un confronto con le classifiche degli ultimi due anni, la grande crescita della ricchezza degli oligarchi legati ai settori dell’acciaio, dei metalli e del petrolio: in  chiaro rapporto con i cospicui aumenti dei prezzi internazionali in questi settori.  Per non parlare del dato ancor più significativo: la giovane età dei primi dieci, due soli dei quali superano e di poco i 50 anni. Tutti gli altri sono più giovani, a cominciare dal capo-classifica Deripaska.

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