Esoterismo, occultismo e voglia di magico.

esoterismoGnosis Rivista italiana di intelligence
n.3-2008

La presente ricerca tenta una ricostruzione, se pur per grandi linee, di un fenomeno complesso e dalle dimensioni sconfinate per consentire, in prossimi contributi, di indagarne gli aspetti più sconosciuti e inquietanti. La maggiore propensione criminogenetica di gruppi giovanili non strutturati e il crescente diffondersi di siti satanisti, contribuiscono, infatti, a far proliferare una realtà che attira sempre più adepti responsabili anche di episodi di violenza estrema.

Riferimenti storici

II satanismo è un movimento che si interessa al personaggio della Bibbia chiamato Diavolo o Satana e ne fa un punto di riferimento principale della sua ritualità. Satana può essere considerato semplicemente uno stato di coscienza superiore dell’uomo (come nel satanismo razionalista) ovvero un personaggio preterna-turale (come nel satanismo occultista): ma la centralità di Satana, nel discorso e nel rituale, è essenziale perché si possa parlare di satanismo. Secondo alcuni studiosi il satanismo si muove nella storia secondo un andamento pendolare.

Piccoli gruppi di satanisti salgono all’onore delle cronache. Poiché l’adorazione esplicita del male è, per definizione, intollerabile, la presenza dei gruppi satanisti, per quanto piccoli, determina reazioni che appaiono rapidamente come sproporzionate, attribuendo ad essi una dimensione, un rilievo, una capacità di influire su vicende anche sociali e politiche che in realtà non hanno.Questo antisatanismo organizzato finisce per essere screditato dai suoi stessi eccessi. Ciò permette il riemergere di nuovi gruppi di satanisti che, per un certo tempo, sono tollerati dalla società, finché si determina una nuova reazione, e così via.

Il satanismo si manifesta per la prima volta intorno al 1700, ai margini della corte del re di Francia Luigi XIV, dove si organizzano le prime messe nere nelle quali il Diavolo è adorato per ottenere favori o vantaggi materiali. Il fenomeno si diffonde nel settecento nel Ducato di Modena, in Italia, in Inghilterra e probabilmente in Russia. Questo proto-satanismo determina una prima ondata di antisatanismo, che finirà per attribuire all’azione occulta dei satanisti due fenomeni a diverso titolo sconvolgenti per il mondo cristiano: la rivoluzione francese e la diffusione dello spiritismo. L’esasperazione antisatanista da luogo ad uno stile di pensiero manifestatesi nella paradossale letteratura che vedeva, dietro i principali avvenimenti dell’epoca, l’opera di congreghe segrete di satanisti.

Secondo l’effetto pendolare cui si è fatto cenno, l’antisatanismo nel periodo 1850-1890 è talmente screditato da consentire il sorgere, in quegli anni, in Francia e Belgio, di un piccolo movimento satanista, relativamente indisturbato. Seguì secondo lo stesso schema pendolare, un’ondata di antisatanismo particolarmente virulenta.

Ai satanisti, riuniti in una misteriosa setta, il “palladismo”, sono attribuite, in particolare, tutte le attività della massoneria, all’epoca impegnata in un duro scontro con la Chiesa Cattolica.

In pochi anni vengono pubblicate decine di opere inerenti all’attività dei palladisti secondo le quali questi, ispirati direttamente da Satana, guidino segretamente la massoneria e controllino numerosi Governi europei. Si scoprirà poi che, per diretta ammissione di uno dei suoi esponenti, la storia del palladismo non fu altro che una pura invenzione per screditare l’estrema credulità dei cattolici. Tuttavia la vicenda, che rimane oscura sotto molti aspetti, cagiona una riemersione dei satanisti veri che dalla stampa di inizio secolo sono trattati con indulgenza e persino con simpatia. Sono questi gli anni in cui sull’ambiente satanista è esercitata la crescente influenza di Aleister Crowley (1875-1947). A rigore non satanista, Crowley scrive nella sua opera “Magick”, che il Diavolo non esiste veramente come persona.

Per questo personaggio, i satanisti dell’ottocento, con tutta la loro pretesa devozione a Lucifero o Belial, erano nel loro spirito cristiani, perlopiù cristiani inferiori, giacché i loro metodi erano puerili. Per quanto riguarda i rituali, Crowley rimane una fonte continua di ispirazione per tutto il satanismo successivo. Un anello di collegamento importante è costituito da John Whiteside Parsons (1914-1952), un ingegnere e scienziato californiano, celebre esperto di esplosivi, che elabora nella Loggia Agape le idee di Crowley, trasformandole in culto dell’Anticristo.

Con Parsons ci troviamo alla vigilia del vero e proprio satanismo contemporaneo, che nasce con un cineasta underground di Hollywood, Kenneth Anger e con il suo amico Anton Sandor LaVey (pseudonimo di Howard Stanton Levey, 1930-1997), fondatori, nel 1961, di un’organizzazione chiamata Magie Circle e nel 1966 della Chiesa di Satana.

Tensioni interne tra una interpretazione del satanismo razionalista di LaVey e una occultista, che fa capo al luogotenente di questi, Michael Aquino (all’epoca Colonnello dell’esercito statunitense, specializzato in guerra psicologica e disinformazione), porteranno, nel 1975, allo scisma di Aquino che fonderà il Tempio di Set, che costituisce oggi la maggior espressione del satanismo organizzato su scala internazionale.

Classificazione

Dalla vasta ed eterogenea casistica, caratterizzata sovente da mutue contaminazioni tra i diversi orientamenti dottrinari, si possono astrarre quattro diverse correnti di satanismo:

–  il Satanismo razionalista: Satana è il simbolo della visione del mondo anticristiana ed edonista (LaVey) (1);

–   il Satanismo occultista: accetta la visione del mondo descritta dalla Bibbia, la storia della Creazione, la cacciata dal Ciclo degli Angeli ribelli poi divenuti demoni, schierandosi dall’altra parte, al servizio del Diavolo. È un culto organizzato con gruppi strutturati e gerarchici (Aquino);

– il Luciferismo: è il satanismo di orientamento manicheo. Venera Lucifero ma non lo considera il principio del male, bensì il ribelle contro Dio Creatore, complementare a Dio;

–  il Satanismo acido: è formato da gruppi satanici composti prevalentemente da giovani che accompagnano alla ritualità l’uso di droghe.

Gli studiosi distinguono nettamente tra un satanismo degli adulti, che si articola in gruppi che hanno una continuità dottrinale e rituali, capi identificabili, sedi, talora anche pubblicazioni e un satanismo giovanile, composto di gruppuscoli di minorenni, privi di una continuità organizzativa e rituale, che inscenano cerimonie sataniche selvagge sotto l’influsso di film, trasmissioni televisive, fumetti e rock satanico.

Entro ambiti sufficientemente certi, le statistiche sul satanismo degli adulti possono essere ricostruite in modo piuttosto preciso, poiché è difficile che gruppi organizzati di una certa consistenza e capaci di perdurare nel tempo, sfuggano completamente al rilevamento da parte di specialisti, giornalisti o Forze di Polizia.

Le statistiche sul satanismo giovanile, o acido, sono invece, per definizione, ipotetiche e fluide perché molti gruppi possono essere rilevati soltanto in occasione della commissione di reati o del verificarsi di incidenti. Sono molto più difficili da censire e anche più pericolosi, non tanto per una maggiore intrinseca violenza quanto per le minori possibilità di sorveglianza e controllo.

Trattasi di gruppi di adolescenti che praticano una ritualità copiata da una certa letteratura da siti internet o da film e fumetti e rappresentata da: sacrifici di animali, atti sessuali accompagnati dalla rottura di un crocifisso o di un altro simbolo cristiano, profanazione di chiese e, più spesso, cimiteri.

Nei gruppi giovanili è più facile che sia completamente perso il senso del limite fra metafora e realtà e che, quindi, sotto l’influsso della droga, si trascenda in atti di violenza carnale e, in casi più rari ma non inesistenti come dimostrato dall’attualità, in sacrifici umani.

Elementi strutturali

Generalmente, i satanisti si organizzano in strutture quasi gerarchiche dove emergono varie figure (2). Innanzitutto quella del sacerdote, che ha un indubbio ruolo propositivo e di guida dei fedeli o adepti. Personaggio a volte controverso, oltre alla conduzione spirituale diviene punto di riferimento per i partecipanti. Presiede quella che è definita “messa nera”, che si articola secondo cerimoniali caratterizzati da riti orgiastici, atteggiamenti, discorsi ed espressioni sacrileghe che hanno l’evidente obiettivo di ridicolizzare la messa cattolica, infierendo su figure centrali del culto cristiano. Rivalità, concorrenza, prepotenza, individualismo, arroganza, mitomania e ignoranza, giocano un ruolo importante.

La relazione che si stabilisce tra guida e adepti, è di dipendenza psicologica, economica e, molto spesso, sessuale. Ha origine nella segretezza, nell’obbedienza, nella sudditanza e nell’intimidazione. Il terrore, è l’elemento dominante nel difficilissimo percorso di allontanamento dalla setta.Posto che, come sopra accennato, sussiste una netta distinzione tra movimenti organizzati e satanisti fai da te, caratterizzati dallo spontaneismo e dalla carenza strutturale, sono stati rilevati elementi che denotano, soprattutto nelle sette maggiori, una precisa e rigida articolazione organizzativa, essenzialmente finalizzata alla conservazione del gruppo e all’elusione dei tentativi dì infiltrazione e controllo esterni.

Si parla, in proposito, di tre cerchi corrispondenti a tre diversi settori, aventi livelli di segretezza commisurati al grado di tutela da garantire agli interessati: il primo cerchio, quello esterno, è formato da personaggi che appaiono pubblicamente e riferiscono al cerchio medio, i cui membri sono a loro noti; questi ultimi hanno il precipuo compito di sorveglianza del nucleo o cerchio interno, formato da elementi non conosciuti, dal quale ricevono istruzioni attraverso precise codificazioni.

Si è detto anche, come ad esempio per la ventata di uccisioni del mostro di Firenze in ordine alle quali taluno ha ravvisato una ritualità satanica, che esiste un terzo livello, che ovviamente non riguarda le sette del sabato sera, formate da adolescenti che si ritrovano per i riti nei boschi o in casolari abbandonati, ma le sette storiche come il Tempio di Satana, che hanno sedi fisse in circoli esclusivi e inaccessibili, nelle quali è difficile entrare ed è quasi impossibile, a differenza dei gruppi fai da te, che vi siano dei fuoriusciti.

Come nei Testimoni di Geova vi sono membri con funzioni ispettive delle varie Sale del Regno, le congreghe più strutturate inviano ispettori nelle varie sedi periferiche allo scopo di monitorare e segnalare ogni eventuale anomalia, eccessi o attività scoperte.

Nonostante sia apertamente negato, da alcuni dei massimi studiosi, il contatto tra satanismo organizzato tradizionale e gruppi giovanili, vi sono testimonianze in ambito medico e religioso in cui, nei racconti di pazienti o fedeli poco più che adolescenti, ricorre frequentemente la figura di un personaggio misterioso e superiore collegato ad un’altra realtà territoriale satanica. Le stesse Bestie di Satana, secondo le acquisizioni dei medesimi specialisti, hanno frequentato ambienti di Torino, Racconigi (TO) e Biella.

Il satanismo nella musica

Tra gli studiosi è diffuso il convincimento della necessità di adoperarsi per sbarrare la strada ad un certo satanismo provocatorio orientato verso alcune fasce giovanili, costituito essenzialmente, oltre che da determinati tipi di letteratura, giochi virtuali ed altro, dal rock satanico.

Sono numerosi i casi di cronaca che, negli ultimi anni, hanno ricondotto crimini misteriosi ed inspiegabili all’influenza di questo genere musicale. L’omicidio di suor Maria Laura Mainetti, commesso da tre ragazze minorenni di Chiavenna, richiamò l’attenzione sull’influenza di messaggi blasfemi lanciati da determinati gruppi rock: in questo caso, una delle tre era un’adoratrice della discussa rockstar Marilyn Manson. La questione, tuttavia, deve essere affrontata con equilibrio e non bisogna lasciarsi imbrigliare dagli atteggiamenti estremistici degli scettici o dei catastrofisti.

Il primo riferimento al mondo del satanismo compare già sulla copertina di uno dei dischi più famosi della storia del rock: Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles (1967). Sulla copertina dell’album compaiono tanti personaggi noti tra cui, in alto a sinistra, spicca l’immagine di un uomo calvo, Aleister Crowley. Negli ambienti rock degli anni sessanta, in cui fioriva l’interesse per l’esoterismo, Crowley era considerato un personaggio di moda, apprezzato per la sua natura trasgressiva e per l’invito a rifiutare ogni regola imposta dall’alto.

Negli anni ’70 nasce l’hard rock, caratterizzato da suoni metallici, chitarre elettriche distorte e voci potenti. Tra i pionieri del genere al gruppo inglese dei Led Zeppelin va attribuito un ruolo fondamentale per i rapporti tra musica e satanismo. Il famoso e straordinario chitarrista del complesso, Jimmy Page, è un accanito sostenitore delle dottrine di Crowley e il suo interesse per l’occultista è tale da spingerlo a collezionare tutti i suoi oggetti personali: libri, manoscritti, cappelli, quadri, tuniche per i rituali. Page vive, addirittura, nella casa in cui Crowley abitava.

I Led Zeppelin sono il primo gruppo a far uso di simboli satanici sulle copertine degli album. In particolare sul III, vicino all’etichetta del disco, Gimmy Page fece incidere il motto di Crowley: “Fai ciò che vuoi”. Anche Jim Morrison, dei Doors, era profondamente coinvolto nell’occulto. Dichiarò: “L’oscurità, il male, il selvaggio, sono per noi tenitori da sondare, da percorrere cavalcando il serpente… Il mio è anche un invito ai poteri oscuri, alle forze del male, perché escano allo scoperto”.

Negli anni ’80 e ’90, la corrente hard rock si fa sempre più dura, originando il filone dell’heavy metal (metallo pesante). Con questo genere musicale, il satanismo diventa esplicito, con una forte tendenza all’uso di tematiche esoteriche nei testi delle canzoni e nelle immagini delle copertine. Tra i gruppi più rappresentativi: i danesi Mercyful Fate. Una loro canzone, Dont break the oath, recita la formula di un vero e proprio patto con il Diavolo. Dello stesso genere sono i Deicide, il cui leader, Glen Benton, è arrivato al punto di farsi marchiare a fuoco una croce rovesciata sulla fronte, mantenendo perennemente l’ustione prodotta.

Non si può sottacere l’influenza che messaggi sacrileghi lanciati da determinati gruppi possano avere nell’immaginario dei minori, ma va anche detto che spesso l’informazione tende a confondere e a mascherare le ragioni ultime di un problema che va affrontato alla base. È vero che la musica può fare da ponte verso il mondo dell’occultismo, ma qual’è la condizione che spinge sempre più giovani verso pratiche esoteriche e all’adesione a sette sataniche?

Le nuove generazioni vivono una condizione di fragilità e incertezza che le spinge alla ricerca di sicurezze o alla semplice immedesimazione in un mondo di valori distrutti, alterati, mascherati da quella che può apparire una spudorata operazione di marketing: quella del rock satanico. Un’operazione che riesce a condizionare le menti più fragili e che per questo rischia di diventare pericolosa. Nel volto di Marilyn Manson si può scorgere l’inconfutabile esempio dell’anticristo, ovvero un artista che sa fare musica e gioca con sottile genialità sul personaggio che ha creato: paradigma di chi sa come colpire l’immaginario giovanile e dei media che, con la loro critica contro, non fanno altro che pubblicità a favore di un personaggio che costruisce la sua fama più sugli scandali e sulle dichiarazioni shock plateali, che sulla sua musica.

Da sempre lo scandalo vuoi dire audience e quindi soldi, come hanno capito le case discografiche che sfornano un Lucifero dietro l’altro e le riviste rock che parlano di satanismo e musica, che attirano curiosi, trasgressivi, problematici e creduloni. Spostando l’attenzione su questi personaggi, il successo è assicurato, ma il problema sta altrove, va cercato in una società che ovunque manifesta i suoi difetti. Tuttavia è questa una responsabilità grave. Ancor più grave è che gran parte di questa cultura musicale venga veicolata da vere e proprie multinazionali attraverso la riproposizione ai giovani di modelli da imitare.

Allora, non si può non riflettere sui contenuti di cui queste persone sono portatrici e della cieca tolleranza di una società che lascia diffondere atteggiamenti sintomatici di una patologia forse più grave di quella di cui sono affette talune fasce giovanili.

Pratiche rituali

Sui rituali satanici di magia nera e messe nere, vi è una letteratura molto vasta. Diffusissimi in rete, dove è anche possibile partecipare a riti virtuali, sono i testi che trattano la materia, perlopiù in vendita in varie librerie o negozi di articoli magici.

La ritualità satanica insegna il disprezzo della vita con umiliazioni dolorose che suscitano odio. La personalità si deteriora come si perde progressivamente il senso del valore della vita propria e altrui. L’unica divinità è l’uomo e Satana è il simbolo da onorare, perché concederebbe all’uomo un dominio sugli altri e le soddisfazioni terrene cui aspira.

Per ammissione degli stessi praticanti, il satanismo è egoismo, odio, individualismo, guerra a tutto ciò che ostacola il raggiungimento del piacere e del gusto di fare del male agli altri (3). L’iniziazione, infatti, tende ad umiliare e scardinare la personalità attraverso il dolore fisico e psicologico, instillando il disprezzo verso la vita.

Accompagnati dall’uso di sostanze stupefacenti, durante i rituali si abbassano i livelli di critica e di percezione del pericolo. Va da sé che il superamento dei limiti della legalità può costituire una logica conseguenza. Ne derivano abusi sessuali, maltrattamenti di persone o uccisione di animali, pratiche raccapriccianti su feti, violazioni di tombe e uso di liquidi organici. Non tutti i riti prevedono comportamenti criminali, perché alcuni di essi sono eseguiti esclusivamente con candele, incensi, disegni sul pavimento o sul muro e qualche evocazione o invocazione.

Un denominatore comune delle preghiere dei satanisti è la loro recita o lettura al contrario. Ciò non vuoi dire che certi riti non siano ugualmente pericolosi. Infatti, oltre a un danno economico, coloro che appartengono ad una setta, sono generalmente affetti da dipendenza psicologica e da frequenti disturbi della personalità. Spesso sono giovani minori che versano in una fase cruciale della loro vita interiore o che sono bisognosi di sostegno familiare. Negli adulti si registra invece un iposviluppo della personalità e l’assenza minima di valori appropriati, associata ad una scarsa autostima.

Le tecniche predilette dai capi per ottenere il controllo degli adepti sono, infatti, di tipo prevalentemente fisico-psicologico-bisessuale. Il requisito fondamentale dei satanisti, soprattutto di quelli al vertice, è la capacità di manipolazione o dissociazione del soggetto che spesso cade in uno stato di trance, in cui può ricevere qualsiasi istruzione, che sarà rievocata nello stato di coscienza vigile. I capi, inoltre, sono dotati di abilità di comunicazione e istrionismo tali da meravigliare e sedurre, di convincimento, nonché della capacità di instaurare rapidamente legami empatici di qualsiasi tipo nella sfera intima dell’interlocutore.

L’adepto, di solito una personalità schizoide, dovrà convincersi di aver acquisito dei poteri e maggiori energie che potrà incrementare con la totale devozione al capo. Ciò, non di rado, attraverso una sequela infinita di costosi corsi di perfezionamento, nell’illusione di poter assurgere a livelli sempre più alti.

Da circa dieci anni, nei rituali europei sono entrate contaminazioni africane, soprattutto di origine Yu Yu, che hanno dato luogo ad una variabilità sconfinata di riti. Questi seguono metodologie molto diversificate, arricchendosi di molteplici aspetti a seconda della fantasia di chi li pratica.

Le sette organizzate adottano, in genere, precisi rituali che seguono pedissequamente le indicazioni dei testi come Goetia, il manuale elaborato da Crowley. In ogni caso, soprattutto tra quelle maggiori, l’iter seguito è improntato ad una puntigliosa precisione e verifica continua di tutte le circostanze e situazioni necessarie: esposizione a nord della sala dove si celebra la messa nera; coincidenza di costellazioni astrali favorevoli; uso di determinati attrezzi magici; ecc…

La meticolosità, talvolta paranoica, è giustificata dall’eventualità che, riti celebrati ad esempio per lanciare malefici, in caso di errore nella valutazione di alcune circostanze od omissione di essenziali condizioni, potrebbero colpire i medesimi autori e non la persona o le persone contro le quali sono invocati.

Il compimento del rito prevede l’uso di un altare, che generalmente è rappresentato da una donna nuda. Sovente si ricorre anche all’impiego di giovani. Da alcune testimonianze di fuoriusciti, assunte attraverso operatori medico-religiosi, sono emersi raccapriccianti aspetti di alcune ritualità aventi per oggetto: feti di aborti provocati; l’introduzione di piccoli animali nelle cavità naturali della donna; l’uso di sangue mestruale per siglare accordi; sacrifici di animali per lanciare maledizioni. In particolare, è stato dettagliatamente descritto lo svolgimento di una “messa nera”, celebrata in una chiesa di forma ottagonale ubicata nei pressi della Basilica di Superga, a Torino.

Nel momento centrale del rito, venivano amputate le zampe ad una capra e gettate su di un fuoco. Contestualmente tutti i presenti invocavano un demone invitandolo a recarsi dalla persona designata per procurarle la medesima mutilazione. I medesimi testimoni, che sarebbero stati gravemente minacciati, hanno fatto riferimento ad una pericolosa “Setta della Mano Nera”, risalente al settecento che, come quella denominata “Gli Illuminati” di Baviera (e della sua propaggine “Gli Illuminati di Tanatos”), compirebbe con cadenza annuale un sacrificio umano per il quale verrebbero prescelti come vittime barboni o prostitute.

Il satanismo acido in Italia

Come sopra specificato, la conoscenza del satanismo nelle sue articolazioni giovanili è, per definizione, ipotetica e impalpabile, atteso che essa è occasionata dal verificarsi di incidenti o reati connessi alla celebrazione di riti e alle conseguenti inchieste giudiziarie, intorno alle quali, con la complicità di una informazione sovente morbosa e incline all’esasperazione del fenomeno, si generano allarmi parossistici circa l’esistenza di diffuse realtà e dinamiche considerate comunemente aberranti e inammissibili.

Le Bestie di Satana

Nel gennaio del 2004, l’arresto di Andrea Volpe ed Elisabetta Ballarin, colti pressoché nella flagranza del barbaro assassinio di Mariangela Pezzetta, aprì uno squarcio sull’attività delle Bestie di Satana, gruppo satanista al quale, le successive indagini, legarono altri due casi di omicidio e l’induzione al suicidio di due giovani adepti.

Il gruppo costituitesi intorno al 1995, raccoglieva giovani residenti fra il basso varesotto e l’alto milanese, coinvolti soprattutto in questioni di devianza, droga, alcool e sesso vissuto in maniera ossessiva, nonché appassionati e interpreti di una frangia estrema del rock satanico.

In particolare, dai diari di alcuni dei coinvolti, emerge univocamente l’interesse per tematiche e ritualità di genere vagamente occultistico e satanico. La stessa Chiara Marino, una delle vittime, aveva allestito nella sua stanza un altarino, con candele nere, un telo con una stella a cinque punte e la riproduzione di un grosso piede di caprone e un teschio. Inoltre, uno degli accusati, Mario Maccione, era ritenuto un medium che, durante i riti celebrati dal gruppo, veniva posseduto dai demoni. Dal contesto giudiziario, ancorché con qualche discrepanza addebitabile verosimilmente anche alle diverse strategie difensive poste in essere dai legali degli imputati, gli assassini paiono collocarsi in un contesto rituale satanico.

Nel febbraio 2006, la Corte d’Appello del Tribunale dei Minori di Milano condannò alla reclusione di 16 anni e 9 mesi i due imputati minori.

Nell’ottobre dell’anno successivo, dopo tre gradi di giudizio, il processo si concluse con pene detentive che andavano tra i 12 e i 20 anni per gli imputati maggiorenni.

I Bambini di Satana

Dopo un’esperienza giovanile nella “Fratellanza Cosmica” di Bologna, culto ufologico, Marco Dimitri, formatesi con le letture di Aleister Crowley, si dichiara satanista di stile pagano e fonda nel 1982 i “Bambini di Satana”. Il gruppo celebra i suoi rituali in vecchi casolari diroccati e boschi della provincia di Forlì, fra Rimini e Riccione, nel pesarese e nei dintorni di Bologna.

Il nome “Bambini di Satana” è riferito sia al bambino interiore, ovvero a quella creazione propria la cui struttura è originata nell’Opera Magica gestita dalla Volontà, sia alla purezza di un satanismo originario che solo eterni bambini possono riscoprire. Le pratiche comprendono rituali di evocazione, in cui non mancano elementi tantrici e di magia sessuale, dove tutti hanno rapporti con tutti, anche di tipo omosessuale, nonché attività rivolte al pubblico. L’iniziazione avviene tracciando il numero 666 con il sangue del fondatore sulla fronte dell’iniziato o dell’iniziata, che riceve così il marchio della Bestia.

Il novizio deve redigere di proprio pugno e sottoscrivere con il proprio sangue, un patto in cui si impegna indissolubilmente ad essere fedele all’Opera Magica, proclamandosi Satana e dio di se stesso: “Giuro di essere fedele all’Opera dei Bambini di Satana e a Satana stesso, inteso come me stesso eretto nella mia natura, nel mio ego divino. Giuro lealtà nel mio operare, nel proseguire per esso, alla mia forma di iniziazione. Sigillando la mia firma con una goccia del mio sangue, io mi proclamo Satana”.

La setta offre una gamma completa di servizi ai suoi adepti, distinti in quattordici diverse categorie di rituali. Tra questi si evidenziano la celebrazione di matrimoni eterosessuali e omosessuali, anche a tre e qualunque sia il sesso, nonché le unioni incestuose tra persone con qualsiasi grado di parentela e sesso. Per i cattolici, o per coloro che hanno professato altri culti, è prescritta una cerimonia di annullamento dei rispettivi riti battesimali.

Secondo Dimitri, Satana è denaro, arte e orgasmo, musica, lesbismo e tradimento. La sua filosofia satanica è imperniata sull’esaltazione: del vizio; dell’arte, perché demoniaca per eccellenza; della guerra come vita insita nella materia; della scienza come nemica della religione; dello spirito, che è soprattutto orgoglio e confidenza in se stessi; della ricchezza, amata da Satana e che è la materia resa perfetta sotto il punto di vista del piacere.

Dimitri ha ambizioni certamente non modeste quando dichiara: “…dopo la morte di Crowley, la caduta di LaVey e di Manson (entrambi inutili prima e dopo la loro fine), data l’idiozia dell’idea dell’esistenza di una Chiesa di Satana, ridicolo controsenso, mi propongo quale riferimento mondiale del culto demoniaco. Il mio fine è di essere la giovane guida di tutti i demoni della terra“.

Alla fine degli anni ’80, varie inchieste giudiziarie, poi archiviate, nonché la pubblicità derivante dalla partecipazione di Dimitri a trasmissioni televisive, apportano un sensibile incremento al numero degli adepti dei Bambini di Satana.

Nel 1996, tuttavia, a fronte di gravi accuse di violenza carnale ai danni di una minorenne e di un bambino, Dimitri è tratto in arrestato con due seguaci della setta. Nell’inchiesta sono coinvolti anche Efrem Del Gatto, maestro dell’omonima Confraternita e l’attrice romana Cristina Bagnolini. Prosciolti da ogni accusa con formula piena nel 1997, dopo due anni, in seguito ad altre denunce poi rilevatesi infondate, il gruppo ritorna nel mirino della magistratura.

Pertanto, è fondato asserire che se, da un lato, la sovraesposizione mediatica ha apportato di fatto ad una crescita quantitativa, altrimenti impensabile, dei Bambini di Satana, dall’altro, essa può essere considerata una concausa delle numerose disavventure giudiziarie. Tali connessioni tra pubblicità, proselitismo e indagini di Polizia, sono evidentemente ben presenti nelle sette strutturate che decisamente prediligono il basso profilo.

Il culto satanico organizzato nel Piemonte e nel contesto urbano torinese. La mitologia, secondo cui Torino, facendo parte di triangoli magici con altre due città, identificate di volta in volta in modo diverso, sarebbe quindi la città di Satana, non è di origine antica e risale agli anni 1968-1972.

La leggenda secondo cui quarantamila satanisti sarebbero presenti a Torino, è stata creata in quegli anni da un gruppo che riuscì ad accreditare la notizia totalmente fantastica, come si scoprì poi nel 1988. Questo si rifece ad un precedente storico risalente al periodo 1850-1870, durante il quale il governo risorgimentale piemontese si mostrava straordinariamente tollerante con tutte le forme di religiosità non cattolica o anticattolica, che riteneva strumentalmente utili alla sua polemica contro la Chiesa di Roma. In quegli anni, il Piemonte e Torino in particolare, vivono di conseguenza una tolleranza, unica in Europa, verso movimenti religiosi e magici, spiritisti, occultisti.

Benché non sia mai stata provata la presenza a Torino neppure di un solo satanista nel senso stretto del termine, le voci abbondarono e la presenza pubblica di occultisti e maghi che organizzavano provocazioni anticattoliche creò, nella letteratura antipiemontese e antirisorgimentale, la fama di città del diavolo. Dopo la presa di Roma del 1870, caddero le ragioni strumentali della tolleranza piemontese verso i maghi e, nel 1890, con il cosiddetto “Processo delle sonnambule”, la polizia e la magistratura torinese diedero un chiaro segnale che i tempi d’oro per la libera pratica delle arti oscure a Torino erano finiti. La leggenda, però, continua.

Formate da poche decine di membri, il mondo del locale satanismo organizzato si sostanzia, in primis, nelle due Chiese di Satana di Torino, differenziatesi sulla base del carattere razionalista od occultista del loro indirizzo (4).

Secondo alcuni, ma ci sono voci discordanti, le loro messe nere hanno un rituale meno macabro di quello di altri gruppi, non si attuano riti orgiastici né si praticano abusi sessuali, ma celebrazioni nel corso delle quali viene gridato l’odio verso Dio, si profana il crocifisso e viene consumata, l’amrita, una mistura di seme maschile e secrezione femminile. Le due Chiese non hanno mai svolto forme organizzate di proselitismo, reclutando nuovi adepti solo sulla base di contatti personali. I riti sono simili benché la setta occultista preferisca praticarli all’aperto.

Trattasi di sette molto chiuse che non hanno mai avuto sedi, costituito associazioni o pubblicato giornali. Cosa ancor più rara, e ciò spiega la loro durata, non hanno mai cercato contatti con giornalisti. La Chiesa di Satana sembrerebbe in sonno dal 1997 (il che non esclude che i pochi membri superstiti si ritrovino occasionalmente per cerimonie e rituali). Tuttavia, la corrente occultista continua a celebrare un rito annuale estivo all’aperto in una zona a Ovest di Torino. Negli ultimi anni, lo scalpore suscitato dai delitti delle Bestie di Satana, sembra aver consigliato una ulteriore riduzione delle attività.

Altra setta con minore seguito locale è “II Tempio di Set”: gruppo satanico americano, fondato nel 1975 da Michael Aquino, ex appartenente alle Chiese di Satana.

La principale rappresentanza italiana si trova a Napoli ed è stata accusata, fra l’altro, di aver organizzato una messa nera nei sotterranei dello stadio San Paolo. Altre ramificazioni sono presenti in quasi tutte le province italiane ed una delle più numerose si trova a Torino.

Per celebrare i propri rituali, la setta si avvale di coreografie che si rifanno all’antico Egitto, in offerta ad un Dio nero spesso raffigurato insieme con divinità egizie. La setta si ispira a scritti di Fiatone, Pitagora e Crowley.

Sono state indirettamente rilevate tracce anche delle sette denominate “I Figli di OID” e “Urgandisti”. Quest’ultima opererebbe nel vercellese, ma se ne ignorano l’esatta consistenza e i suoi referenti. OID è la parola DIO scritta al contrario. Altre presenze esoteriche a Torino, a rigore da non includere nel fenomeno sette sataniche, sono quelle che possono essere inquadrate nella controversa categoria dei gruppi di magia cerimoniale, che può essere intesa come forma di esperienza magica dove l’attenzione è posta sull’efficacia delle cerimonie, sulla loro capacità di funzionare e di ottenere risultati, più che sulla legittimità della catena iniziatica, anche se questo secondo momento non è assente né trascurato.

Alle origini della magia cerimoniale moderna si situa l’Hermetic Order of the Golden Dawn” fondato nel 1888 a Londra. Dopo pochi anni, l’Ordine si frammenta in una miriade di ramificazioni autonome. Fra queste, due delle più note, cruciali per la magia cerimoniale contemporanea, sono fondate da Aleister Crowley e Dion Fortune. Di questa peculiare categoria, di cui faceva parte l’OTO (Ordo Templi Orientis), a Torino non se ne rinvengono tracce recenti. Nel 1987, a Novara, viene fondato il “Sovrano Ordine del Tempio della Via della Luce” (SOTVL).

Nella stessa città, nel dicembre del 1997, l’Hotel Bussola ospitò, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Aleister Crowley, il primo convegno Thelemico internazionale sul tema La magia della stella e del serpente: arti, scienze ed erotismi di un nuovo rinascimento“. All’iniziativa parteciparono circa ottanta persone.

Conclusioni

In definitiva, l’esame obiettivo del fenomeno, in particolare di quello emergente sul territorio piemontese, tradizionalmente fucina privilegiata delle arti esoteriche, porta a concludere che esiste un’esigua presenza di movimenti satanisti organizzati contesti, dirigenti e riferimenti ad una dottrina e ad una tradizione specifiche, con poche decine di membri complessivi. È necessario ribadire che non bisogna confondere con il satanismo realtà diverse quali: spiritismo, magia cerimoniale, neo-stregoneria o neo-paganesimo. Oggi non ci sono a Torino più satanisti di quanti ve ne siano in altre grandi metropoli italiane od europee.

In Italia sarebbero pochissime centinaia gli affiliati a gruppi organizzati di satanisti e alcuni di questi, come il “Tempio di Fan” (già Impero Satanico La Luce degli Inferi e Chiesa del Grande Ordine di Satana) un gruppo luciferiano che operava nell’Italia centrale e la “Confraternita di Efrem Del Gatto” (CEDG) attiva a Roma, sembrano avere cessato le loro attività.

Da questa tipologia di satanismo, va distinto quello composto da ban-de di balordi, in genere, ma non sempre, giovani costantemente in contatto con il mondo della droga che, ricavando confuse informazioni dalla stampa, da internet o da particolari generi musicali, si costruiscono un satanismo fai da te. Questi gruppi, che non sono organizzati, non hanno pubblicazioni, sedi, sfuggono a qualsiasi controllo e si manifestano solo attraverso la perpetrazione di reati di vario genere (5).

La circostanza, tuttavia, che la voglia di trasgressione giovanile rimanga, sotto un profilo penale statisticamente circoscritta non deve autorizzare forvianti interpretazioni. Il fenomeno rimane, per la maggior parte, sommerso da un meccanismo insidioso e violento, immanente ad ambienti dove imperano la devianza, la prevaricazione, l’emarginazione e la droga.

È chiara espressione di un disagio giovanile non necessariamente legato a problemi di povertà in senso economico. L’esposizione a modelli aberranti, proposti con efficacia senza nessun tipo di filtro dai moderni mezzi di comunicazione, ed ancora musica, letteratura, cinematografia e persino giochi interattivi che inneggiano al suicidio, a bambini sventrati, giovani stuprati ed ebrei gasati (6), costituiscono un fenomeno allarmante, la cui prevenzione, per quanto difficile, costituisce, in primis, un imperativo morale legittimo e auspicabile.

La sub cultura satanica, compreso il satanismo classico che non è esente da responsabilità ideologiche tipiche dei cattivi maestri, trova le sue origini in un più complesso e articolato problema di miseria inferiore e di generale crisi dei valori, che non può essere semplicemente affidato alla risposta repressiva, ma deve coinvolgere le migliori energie sociali e le istituzioni educative, culturali e religiose.

* * *

1) 1 gruppi che si ispirano ai principi di LaVey, sono facilmente riconoscibili per il simbolo: una stella a cinque punte che include la testa di un capro, solitamente accompagnato da icone rappresentanti le fiamme.

2) Una peculiarità degli adoratori di Satana, in particolare di quelli operanti nel torinese, è che fra di loro vi è una rilevante percentuale di farmacisti. La strana circostanza potrebbe essere spiegata dall’essere, questa professione, naturalmente e atavicamente affine a pratiche di alchimia. Volendo porsi su di un piano più concreto, è innegabile che i farmacisti, oltre ad avere capacità tecniche nella manipolazione di svariate sostanze, utilizzino strumenti di laboratorio utili all’esecuzione dei riti.

3) È stata rilevata una contiguità tra alcuni circoli sadomaso e ambienti di satanisti. I primi, non appagati da pratiche non troppo invasive e crudeli, richiedono sovente l’intervento di specialisti provenienti dal nord Europa.

4) Nel 1968, Torino è segnata dalla presenza di forme anticlericali e da un’attiva massoneria di frangia ripudiata dalle obbedienze massoniche maggioritarie e interessata all’occultismo e alla magia sessuale. In questo ambiente, un primo gruppo di persone si indirizza alla Chiesa di Satana Californiana. Su questa base nasce la Chiesa di Satana di Torino che, tra il 1968 e il 1970, raccoglie un numero di aderenti che certamente non supera il centinaio. Giacché alcuni di costoro si rendono conto del carattere razionalista degli insegnamenti di LaVey, nasce l’idea di rivolgersi altrove alla ricerca di un vero satanismo. Le origini della seconda formazione denominata a Torino Chiesa di Satana, più strettamente occultista, possono farsi risalire all’avvicinamento da parte dei torinesi in cerca di una iniziazione satanista più genuina di quelle che LaVey vende per corrispondenza, al romanziere francese, autore di pubblicazioni che raccolgono tradizioni popolari sul Diavolo, Claude Seignolle. L’incoraggiamento di quest’ultimo è sufficiente perché tornino a Torino convinti di aver ricevuto una vera iniziazione ad una tradizione trasmessa di padre in figlio, il che determina uno scisma nel piccolo mondo dei satanisti torinesi.

5) L’attività di intelligence orientata verso il satanismo giovanile, non può non prendere in considerazione l’osservazione e la penetrazione di quegli ambienti le cui contaminazioni culturali dark, espresse con misticismo, linguaggio e simboli che sottintendono una inoffensiva tendenza giovanile alternativa, possono attirare coloro che hanno intriso nell’esoterismo la propria esistenza.

6) II nazi-satanismo è un tema emergente. La brevità del passo dal satanismo al razzismo è dimostrato anche dai numerosi gruppi di rock satanico i cui testi dei loro brani invocano all’antisemitismo e alla prevalenza della razza ariana.

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