Romano

“cercate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi”

[Didaché IV, 2; CN ed., Roma 1978, pag. 32].

san_Romano

di Rino Cammilleri

Tredicesimo vescovo di Rouen, visse al tempo del re Dagoberto (VII secolo). Era un aristocratico franco che aveva ricevuto un’accurata educazione alla corte del re Clotario, dove forse divenne responsabile della cancelleria reale. Resasi vacante la sede di Rouen, Romano venne designato come vescovo.

Durante il suo episcopato accadde il seguente episodio: un antico tempio pagano dedicato a Venere era diventato un lupanare e un luogo infestato. Il popolo fece intervenire il vescovo, il quale procedette a un grande esorcismo. Poi, la gente rase al suolo l’edificio. Lo stesso accadde coi templi di Mercurio ed Apollo, attorno ai quali ancora esistevano antiche superstizioni.

Durante un’inondazione della Senna il santo andò incontro alle acque con una croce e il fiume ritornò nel suo alveo. Nel corso delle funzioni del sabato santo un sacerdote fece cadere l’ampolla con il sacro crisma. Romano riunì i cocci (che si fusero insieme), poi accostò l’orlo del recipiente al liquido sparso per terra ed questo tornò da solo al suo posto. Seppe in anticipo dell’ora della sua morte e vi si preparò per una settimana.

La voce celeste che lo aveva avvisato gli assicurò che qualsiasi grazia a lui chiesta sarebbe stata esaudita. Il santo si spense nel 639. E’ protettore degli indemoniati e patrono di Rouen. In suo onore, il giorno dell’Ascensione, il capitolo della cattedrale aveva diritto di far liberare un condannato a morte (il cosiddetto «privilegio di s. Romano», poi abolito dai giacobini): questo, scelto dietro attento esame, doveva sollevare tre volte il reliquiario e portarlo solennemente fino alla cattedrale.

23 ottobre

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: