Perché gli ambientalisti non protestano per i pesticidi

pesticidiArticolo pubblicato su Tempi numero 36

5 settembre 2002

Clamoroso voltafaccia ai negoziati di Johannesburg.

di Rodolfo Casadei

L’accordo raggiunto prevedeva che fossero eliminati entro il 2020, poi il Gruppo dei 77, cioè i paesi del Terzo mondo, ha fatto pressione perché ci si limitasse all’impegno di «minimizzarli»: i pesticidi, cioè i prodotti chimici per combattere i parassiti delle piante, sono stati al centro del più clamoroso voltafaccia dei negoziati di Johannesburg.

Soltanto dopo che l’accordo sembrava raggiunto il G77 ha “scoperto” che l’agricoltura dei paesi in via di sviluppo non potrà fare a meno di questi prodotti ancora per molti anni. A trarre i maggiori vantaggi dalla messa fuori legge di questi prodotti sarebbero stati gli Stati Uniti: l’eliminazione dei pesticidi avrebbe necessariamente comportato, per mantenere una produzione sufficiente alle necessità mondiali e per evitare un’impennata dei prezzi, l’introduzione su scala planetaria delle colture Ogm, che non hanno bisogno di pesticidi e che sono la specialità delle multinazionali Usa. Per questa ragione ambientalisti e No Global non hanno avuto nulla da ridire sul dietrofront.

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