Il presepio espressione della tradizione e strumento di evangelizzazione

presepeZENIT – Il mondo visto da Roma  Servizio quotidiano  – 07 dicembre 2005

ROMA, mercoledì, 7 dicembre 2005 (ZENIT.org).- “Nonostante la secolarizzazione che ha colpito gran parte del mondo avanzato, la pratica di rappresentare la nascita di Gesù attraverso il presepio è una espressione artistica, religiosa e tradizionale, che sta conquistando il mondo”, afferma il professor Ettore Formosa.

E’ questo il giudizio confidato a ZENIT dal Rappresentante italiano della Federazione Mondiale dei Presepi (Universalis Faederatio Presepistica), questo martedì, a margine della conferenza stampa di presentazione della mostra “Presepi…Seguendo la Stella Cometa”. La mostra, che raccoglie una selezione di presepi realizzati da alcuni dei più bravi artisti italiani della scuola Napoletana, Romana, Siciliana e Leccese, rimarrà aperta dall’8 dicembre 2005 fino all’8 gennaio 2006 presso il Centro San Carlo al Corso in via del Corso n. 437, a Roma.

L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Lecce, del Comune di Napoli, del Comune di Ancona, del I Municipio di Roma, dell’Istituto San Clemente I Papa e Martire e dell’Ordine Teutonico. Nel corso della conferenza stampa monsignor Raffaello Martinelli, Primicerio della Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo, ha spiegato che “il presepio è dimora di Dio con gli uomini”. Monsignor Martinelli ha assicurato che “visitando e contemplando il presepio, ciascuno di noi può e deve richiamare alla mente l’eterna e incredibile volontà di Dio, di essere, di dimorare per sempre con noi e in noi”.

“Volontà che si attua in vari modi”, ha osservato: “Dio dimora con me, perché ‘mi ha amato e ha dato se stesso per me’ (Gal 2,20), nel Suo unigenito Figlio diletto, Gesù Cristo, Verbo fatto carne. ‘Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio’ (1Gv 4,15)”. Partendo da questa verità teologica la maestra presepista Giulietta Cavallo ha ricordato che il presepio più antico è raffigurato a Roma nelle catacombe di Priscilla in un affresco del secondo secolo, che ritrae Maria, Gesù Bambino ed un profeta che indica una stella. Nello stesso luogo si trova anche un altro affresco con i Magi in abiti persiani che portano i doni.

Secondo la maestra presepista è molto probabile che la sacra raffigurazione della nascita di Gesù si sia diffusa timidamente, arricchendosi di particolari attinti dai Vangeli apocrifi. Le origini della storia del presepio, ha poi spiegato, sono alquanto incerte fino a San Francesco che nel Natale del 1233, in una grotta nel bosco di Greccio (provincia di Rieti, Lazio), riprodusse la scena della Natività.

Tuttavia, ha continuato, soltanto nel XV secolo si inizia ad usare la parola presepio (dal latino praesepium che significa mangiatoia). Un esempio di come il presepio diventa arte che ripropone la suggestione e la straordinarietà dell’evento di una nascita destinata a segnare profondamente il cammino dell’umanità è rappresentata dal presepio di Santa Maria Maggiore, con statue di Arnolfo da Cambio (1245-1302).

La signora Cavallo ha affermato che “soltanto nel 1562, a Praga, per opera dei padri Gesuiti, quando viene realizzato un insieme delle usanze religiose e del teatro liturgico, così come l’esposizione del bimbo in culla, nasce il presepio come noi lo conosciamo oggi”. Il professor Formosa ha detto a ZENIT che il presepio fu uno strumento utilizzato dai Gesuiti nell’opera di evangelizzazione dell’America Latina.

Parlando dei tempi moderni, lo studioso ha sottolineato che “c’è un grande ritorno della tradizione. In Spagna la costruzione del presepio è una delle materie scolastiche. E nonostante Zapatero, quella del presepio è una delle tradizioni più radicate e più forti nella cultura e nella popolazione, tanto che la scuola spagnola dei presepi è di altissimo livello”.

“L’attenzione, lo studio e la cultura del presepio sta crescendo in tutto il mondo”, ha rilevato il professor Formosa: “L’Associazione Italiana Amici del Presepio (http://www.presepio.it) organizza ogni anno una riunione ed un Convegno per approfondire questa conoscenza. A Roma c’è un Museo del Presepio, in via Tor de’ Conti, 31a”.

“Tre giorni fa si è aperta a Mosca una grande mostra di presepi – ha continuato –. Tra le nuove associazioni di amici del presepio, l’ultima in ordine di tempo è stata costituita tre anni fa negli Stati Uniti, e, presieduta da Jim Govan, raccoglie migliaia di soci”.

“Proprio in questi giorno si è aperta una grande mostra sui presepi, vicino a New York, ed è la prima che fanno dopo tantissimi anni”, ha continuato. A questo proposito, la Signora Cavallo, ha raccontato di aver visitato mostre sui presepi a Boston e Chicago e addirittura in Giappone. “Molti abitanti del Sol Levante fanno il presepio in casa anche se non sono cristiani”, ha raccontato.

[Per maggiori informazioni sulla mostra “Presepi…Seguendo la Stella Cometa”: www.pgeventi.it] ZI05120713