Forza e onore

mammoDal blog di Costanza Miriano

14 settembre 2011

di Raffaella Frullone

Per fortuna c’è sempre qualcuno che ci spiega la cosa giusta, da fare, da dire, da sapere, e ogni giorno, aguzzando la vista, ce ne è una nuova. Pare che l’uomo quando diventa padre, perda parte della sua mascolinità, si ammorbidisca e  diventi incredibilmente accogliente per accudire il cucciolo appena nato. La tesi è contenuta nelle pagine del Proceedings of the National Academy of Sciences, notiziario on line dell’Accademia delle Scienze Americana.

«La ricerca – riporto dal sito di Repubblica – dà evidenza del fatto che gli uomini sono programmati dalla nascita per divenire papà e quando questo evento si verifica, il loro corpo cambia per accogliere il piccolo e accudirlo. Negli ultimi decenni, il ruolo del padre nella famiglia è radicalmente cambiato e oggi gli uomini partecipano molto di più che in passato alla gestione e alla crescita dei figli.

Quella indicata dai ricercatori Usa è una sorta di ‘dimostrazione’ scientifica del fatto che fra gli istinti innati, oltre a quello materno, ne esiste anche uno paterno».Lo studio ha coinvolto 624 giovani uomini delle Filippine tra il 2004 e il 2009 ed ha evidenziato che i neo papà che spendono molto del proprio tempo nelle cure ai bimbi avrebbero una percentuale di testosterone dal 26 al 34 per cento inferiore rispetto alla media. «I ricercatori – questa volta riporto dal sito del Corriere – sottolineano così il ruolo strategico della natura, la quale pensa sempre a tutto e provvede tempestivamente e miracolosamente a smussare il lato aggressivo dei neogenitori maschi riducendo l’ormone interessato».

Ora, premesso che non sono padre, e nemmeno madre,  e premesso non ci vuole un aquila, o studiosi illuminati d’oltreoceano, per intuire che forse anche l’uomo, o il maschio se si preferisce, potrebbe addirittura sviluppare un senso di protezione verso la propria creatura una volta che ce l’ha fra le braccia, ecco premesso questo lasciatemi dire che questa figura del Mammo mi lascia un po’ perplessa.

Vuol dire che per diventare padri bisogna perdere la mascolinità e  la virilità? Vuol dire che per partecipare alla crescita e all’educazione dei figli bisogna perdere il testosterone? Vuol dire che senso materno e paterno sono uguali? Che come si modifica il corpo della donna si modifica pure quello dell’uomo? Comprese le smagliature post parto?

Non sarà anche un’occasione perduta per fare chiarezza, o un’occasione cercata per fare confusione? Perché se essere virili significa essere aggressivi, allora mascolinità è sinonimo di violenza, ed essere uomini significa prevaricare.

Anche in questo caso cercano di convincerci che meno l’uomo è maschio, meglio è per tutti, per la donna, per i figli, per la società. E allora ecco che è bene che l’uomo si ammorbidisca, e possibilmente ammorbidisca anche anche la pelle utilizzando un’adeguata crema idratante, si depili perché è più igienico, e con i figli faccia giochi che non sporchino, non creino disordine e stimolino il dialogo e la collaborazione. Divieto assoluto a giochi che stimolano la competitività, anticamera della violenza.

No quindi ad armi giocattolo, lotte coi cuscini, combattimento nel fango, niente soldati soldatini carri armato,battaglia navale ma no anche ai giochi sportivi, di squadra e qualsiasi attività fisica che richiami la competizione, e a questo punto centellinerei anche le macchinine, che troppo spesso si schiantano contro innocenti muretti e ne feriscono la sensibilità.

Sarà, solo che io non sono convinta. E all’equiparazione tra mamma e mammo preferisco l’antica distinzione tra aggressività e vigore, tra violenza e forza. La violenza è distruttiva, la forza costruttiva, la violenza è morte la forza è vita, la forza è buona e la violenza è cattiva, la forza valorizza, la violenza prevarica, la forza è giusta, la violenza ingiusta.

Ecco perché io mi auguro che un uomo, e a maggior ragione un padre,  non solo conservi mascolinità e virilità ma le sappia trasmettere con autorevolezza e rigore, al figlio. Gli risparmierei le modifiche del corpo, dalla sottrazione del testosterone all’aggiunta di smagliature che su un quadricipite maschile sarebbero ancor piu’ antiestetiche.

Eppure il politically correct ci ammonirà scandalizzato ricordandoci che incitare all’uso della forza non è cristiano, men che meno cattolico. Ce lo ricorderanno anche tanti cattolici pacifisti dialoganti e disposti al compromesso, per i quali bisogna fare il Segno della Croce sottovoce, per non mancare di rispetto, per non essere aggressivi.

Ma Gesù era uomo, maschio, e quindi forte. E riguardo alle armi forse sarebbe poco popolare col suo: “Chi non ha la spada, venda il mantello e ne compri una” (Lc 23,26).

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