Il diavolo mi disse: così combatto l’incarnazione

Il Timone n. 181 Febbraio 2019

Lo stretto legame tra esoterismo, tatuaggi e satanismo confermato dagli esorcisti che mettono in guardia anche dai tatuaggi “innocui”

di Andrea Zambrano

C’è una stretta correlazione esoterica che lega il mondo dei tatoo all’occulto, per arrivare fino al satanismo. E a confermarlo sono due fonti incrociate e opposte: un esorcista e un tatuatore. Quest’ultimo è Alessandro Bonaccorsi, in arte “Alle Tattoo”, considerato uno dei più bravi tatuatori italiani. Bonaccorsi ha partecipato lo scorso 15 gennaio al MAO, il Museo d’arte orientale di Torino alla mostra Tattoo. L’arte sulla pelle e in quel contesto ha anche tenuto una lectio.

Ora, che nel tatuaggio non ci sia niente di artistico né nel pensiero dei tatuatori qualcosa di magistrale è un dato di fatto, ma l’incontro a cui ha partecipato Bo­naccorsi era eloquente e rivelatore della natura del tatoo: “L’incontro ha ruotato attorno al tema del tatuaggio legato alla magia e alla spiritualità, del tatuaggio visto come forma di comunicazione moderna e come forza dell’anima e della mente tra medicina e fanatismo, toccando anche gli aspetti esoterici”, recitava la comunicazione ufficiale presa dalle agenzie di stampa. Dunque, un collegamento con l’esoterismo è presente, e questo dovrebbe essere il primo campanello d’al­larme per chi decide di tatuarsi in maniera indelebile qualunque cosa sulla pelle.

Ma per capire i contorni di questo esoterismo e come entri in gioco anche in maniera inconsapevole e dunque mai innocua, il Timone ha contattato un esorcista, don Paolo decotti, che in questa intervista mette a fuoco il cuore del problema: un attacco – poco importa se inconsapevole o no – al mistero dell’Incarnazione.

Don Paolo, come esorcisti vi occupate anche di tatuaggi?

«Sì, se ne parla spesso. Recentemente, nel 2014, abbiamo dedicato una giornata intera all’argomento nell’ambito del convegno internazionale che organizziamo annualmente come AIE (Associazione Italiana Esorcisti)».

Che cosa è emerso?

«Anzitutto che non si tratta di semplici disegni sul corpo, ma c’è un retroterra culturale, antropologico e quindi anche spirituale come evidenziato molto bene da un libro di Ivo Quartiroli del 1989 “Tatuaggi, corpo e spirito” in cui è evidente il rimando ad elementi simbolici delle pre-civiltà pagane e tribali. Quel testo è ripreso anche da Carlo Climati nel suo libro “I giovani e l’esoterismo. Magia, satanismo e occultismo: l’inganno del fuoco che non brucia”».

Una pratica satanica, dunque?

«Favorita dai satanisti. Infatti, Antoin LaVey (1930-1997), il fondatore della chiesa satanica in America dice: “I tatuaggi e il piercing sono vietati dalla Bibbia nel libro del Levitico, e buona parte del mondo è governata dalle credenze religiose bibliche, anche l’Africa ormai. Io voglio incoraggiare qualsiasi cosa sia un pronunciamento contro il Cristianesimo, perché negli ultimi cinquecento anni i missionari cristiani hanno distrutto quasi tutte le culture diversificate del mondo, facendone un posto molto meno interessante… Neanche gli alieni venuti dallo spazio potrebbero inventare un’arma più sconvolgente della religione cristiana da usare contro i popoli del pianeta Terra”».

Quindi è possibile inquadrare il tatuaggio come portatore in sé di una ribellione a Dio, sia essa diretta o indiretta, consapevole o inconsapevole?

«Certamente. Una delle riviste più famose Tatoo Gallery, nell’agosto 1994, aveva una sezione, denominata Sacro e Profano, che introduceva l’articolo così: “Presso quasi tutti i popoli primitivi il tatuaggio era associato al culto degli dèi demoni e veniva praticato durante riti a loro dedicati da santoni o maghi. In questo tipo di tatuaggio aveva molta importanza il flusso del sangue che usciva dalle ferite, il quale porta con sé fuori dal corpo gli spiriti maligni che vi sono entrati”. Lo stesso termine “tatoo”, nella sua etimologia ha in sé un rimando allo spirituale».

L’argomento però è molto vasto, con diverse casistiche, non tutte classificabili in un’unica direzione.

«È vero, è bene infatti iniziare a porsi alcune domande: cos’è un tatuaggio? al è la sua origine? Cosa c’è dietro un tatuaggio? La prima cosa da tenere presente è che è importante che il tatuaggio non sia una dedicazione di sé al male, in secondo luogo è bene anche considerare che non è secondario il numero di tatuaggi per riflettere se non ci sia dietro un disgusto di sé e del proprio corpo. In terzo luogo è bene chiedersi: che cosa sto dicendo con i miei tatuaggi? Cosa sto cercando attraverso i miei tatuaggi? I tatuaggi infatti sono anche rivelativi della profonda personalità di una persona».

Veniamo al tatuaggio in rapporto al satanismo. Perché questa stretta correlazione? Esiste una motivazione, se vogliamo, teoretica?

«Il demonio odia il corpo per il fatto che il Verbo si è fatto carne. Durante un esorcismo – la questione riguardava l’impurità e non i tatuaggi – chiesi al demonio come mai tentasse così tanto le persone nella carne, lui che è un puro spirito. La risposta fu: per odio e disprezzo verso quello che ha fatto il “tuo Dio”. Era ferocissimo per il fatto che Dio si è fatto carne e non potendo impedire questo, si risolve a fare guerra alla carne, a far sì che il corpo non sia riconosciuto e vissuto come tempio dello Spirito».

Dunque, è un fatto che constata proprio durante il rito di esorcismo?

«Posso dire che durante alcuni esorcismi, ma altri confratelli mi hanno confermato la stessa cosa, mi è accaduto che persone che ricevevano la preghiera avvertivano forti dolori e bruciature nei punti del corpo coperti da tatuaggi. Alcuni di quei tatuaggi erano legati a pratiche esoteriche oppure volevano essere auspici di fortuna o cose simili».

Come ha affrontato questi casi?

«Mi sono trovato a ungerli con olio esorcizzato e ho chiesto agli interessati di pentirsi e di rinunciare al patto fatto e a eventuali legami contratti. Ho invocato la potenza del Sangue di Gesù perché lavasse via ogni male e ogni legame di male. Possiamo essere certi che il Sangue di Gesù è il Sangue di un patto infinitamente più grande. Nulla è impossibile a Dio»

Un Sangue, quello di Gesù, che lava?

«Deve fare riflettere che nel tatuaggio entra in gioco il sangue e dove c’è un patto di sangue ne derivano poi degli obblighi e dei legami, e questo avviene sia che questo sia fatto consapevolmente oppure inconsapevolmente.

Talvolta qualcuno dice: “Ma io l’ho fatto a cuor leggero, per gioco” …

E io rispondo dicendo: “Che succede se bevo un bicchiere di veleno a cuor leggero, per gioco?”. Gli effetti devastanti del veleno non mi sono risparmiati per il fatto che non sapevo che quello era veleno. Con Satana non si gioca. Sicuramente Satana non scherza! Se il tatuatore è legato a qualunque spirito, attraverso quel “patto di sangue” si apre la porta agli spiriti con i quali la persona è legata».

Oggi il problema sembra solo di tipo sanitario, si evita di non contrarre infezioni…

«Ci si dimentica che la persona è corpo e spirito. C’è pure un mondo spirituale, invisibile all’occhio nudo, ma non per questo non reale, che si comunica».

Che cosa succede se mi tatuo un’immagine di morte?

«È come se chiamassi uno spirito di morte nella mia vita. Se lo chiamo, questo viene, per cui tramite un consenso di sangue apro un passaggio attraverso il quale i demoni potrebbero entrare. Dico “potrebbero”, perché non è una equazione automatica, ma dipende poi da tante altre cose, in primis dalla “temperatura spirituale” della persona: se uno vive in Grazia di Dio e nell’obbedienza alla legge divina».

Non si rischia di generalizzare?

«Il mio compito è quello di mettere in guardia da un possibile pericolo. È importante sapere a cosa si può andare incontro, alle conseguenze di ordine spirituale che un tatuaggio può avere. Del resto, lo chiamiamo mondo dell’occulto proprio perché fa di tutto per cercare di rimanere nascosto.

Che cosa dice la Bibbia sui tatuaggi?

Ne parla il Levitico (Lv 19, 26-27) e vengono proibiti i tatuaggi, ma questa proibizione era in riferimento a pratiche superstiziose e idolatriche. Oggi per molti è semplicemente una moda e non viene fatto per sott­mettersi ai demoni e dare loro culto. Ugualmente ci vuole prudenza. L’uomo non deve sfigurare il suo corpo, che è l’opera di Dio».

D’accordo l’inconsapevolezza, che però non può essere considerata una scusante. Ma che cosa risponderebbe a chi, in maniera innocua si tatua un’immagina neutra, che so un fiore, in una zona che sia visibile del corpo?

«Posto che la proibizione veterotestamentaria (“Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore“; Lev 19,28) era un precetto rituale e non un divieto dalla legge naturale, e che dunque, come tale, si tratta di un divieto superato col Nuovo Testamento, la mia personale opinione è di lasciare il nostro corpo così com’è, tanto più che nessun tatuaggio lo potrebbe rendere migliore o più significativo. Rimane sempre vero quanto già detto riguardo al sangue e al coinvolgimento con il tatuatore. Mi sembra però di poter dire che, in genere, una persona pacificata con se stessa non sente il bisogno di queste cose».

E per chi si tatua una croce o un’immagine sacra per ostentare una devozione?

«Non condivido la scelta di tatuarsi segni sacri per ostentare la propria fede. È la nostra vita da risorti che deve parlare. Consiglio invece di portare al collo o addosso una medaglietta benedetta, un rosario o un crocifisso benedetti, questo non per ostentazione della propria devozione, ma come difesa contro il maligno. Nella formula di benedizione del crocifisso presente nel rituale romano, si chiede che doni a chi lo porta con sé sicurezza, protezione e tutela contro i dardi malefici del demonio. Quanto alla corona del rosario la benedizione comunica a chi lo porta con sé – così nella formula del Rituale romanum – crescita nella devozione verso Dio, difesa dai nemici visibili e invisibili, l’assicurazione di essere difesi davanti al tribunale di Dio dalla Beata Vergine Maria».

Ma un tatuaggio innocuo, un piccolo tatuaggio che abbellisce, che so, una caviglia o una spalla…nemmeno questo?

«San Paolo dice: «È noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani» (2Cor 3,3). Nessuno apporrebbe un fiore, per quanto bello possa essere, sulla Primavera del Botticelli per abbellirla. Perché è già bella così. Ecco, sostituite il nostro corpo al quadro e concetto diventerà chiaro».

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I SACRAMENTI, TATUAGGIO NELL’ANIMA

Noi cristiani abbiamo già un tatuaggio indelebile. Anzi due. E qualcuno tre. Il problema è l’ignoranza della nostra fede e l’indebolimento radicale dello sguardo soprannaturale, che non riesce più a vedere oltre il proprio naso, oltre la propria pelle.

Chissà se qualcuno ricorda ancora che il Battesimo e la Cresima sono due sacramenti che imprimono in noi il “carattere”? Ed anche il sacramento dell’Ordine? Si tratta di un segno spirituale che nulla potrà mai cancellare e che realizza ed esprime in modo specifico la nostra incorporazione a Cristo, il nostro innesto nella Chiesa: nel Battesimo, veniamo consacrati al culto di Dio, nella Cresima veniamo segnati per la battaglia contro le potenze avverse, e quanti ricevono il Sacramento dell’Ordine vengono consacrati come ministri di Dio. (L.S).

 

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