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Nov 15

I poveri del Libano

Festa per ragazzi iracheni siriani e libanesi nella sede di Oui pour la Vie a Damour

Newletter Novembre 2018 n 11

Notiziario di un gruppo di volontari di “Oui pour la vie”, un’associazione di volontariato con sede a Damour in Libano, legalmente riconosciuta impegnata in favore dei più poveri di ogni appartenenza religiosa e provenienza http://www.ouipourlavielb.com/it/;/newsletter@ouipourlavielb.com

di padre Damiano Puccini

“Sadad, cittadina del Qalamoun (Siria) dove nell’ottobre del 2013 si consumò il più terribile massacro di cristiani, dopo sette giorni di invasione delle formazioni ormai confuse nella galassia di quelli che ancora in Occidente si ostinano a definire “ribelli moderati”, si ritrovarono nei campi, nelle case, nei pozzi, 45 corpi di civili torturati e uccisi nei modi più orribili e le chiese devastate e orribilmente insozzate.

Stesso copione per tantissime altre stragi anche di islamici.

Abuna Michail, parroco, legge qualche riga dal Messale scritto in siriaco aramaico e  racconta gli eventi di quei giorni orribili in cui gli abitanti all’arrivo delle bande jihadiste si dettero alla fuga senza poter prendere nulla con sé, ma più di 1500 famiglie che non erano riuscite a scappare furono tenute in ostaggio senza elettricità, acqua né comunicazioni; ogni casa fu derubata ed ogni proprietà vandalizzata, le scuole e l’ospedale demoliti, manufatti antichi, Bibbie storiche e preziosi documenti distrutti. Egli stesso fu minacciato di essere sgozzato e ne uscì solamente perché tenne testa con fermezza alle provocazioni.

La cucina

Abouna Michail: “Ma come avete fatto a non capire? Questi non portavano ‘democrazia e libertà’, ma odio e sradicamento della nostra presenza dal nostro Oriente, che svuotato dalla matrice originaria cristiana sarà terra di conflitti e caos permanenti”. (tratto dal sito Ora pro Siria)

Dallo scorso luglio a oggi sono oltre 80 mila i rifugiati siriani in Libano rimpatriati. Per le autorità libanesi, i rifugiati siriani nel paese sarebbero circa 1,5 milioni. I nostri volontari di Oui pour la Vie continuano senza sosta ad impegnarsi nella “cucina di Damour” che offre sempre un numero crescente di pasti ai profughi di ogni provenienza e ai più poveri di ogni appartenenza.

UN APPELLO: Una vedova irachena, che non ha bambini e non si trova vicina ad altri membri della sua famiglia, ha bisogno di un’operazione urgente alla colonna vertebrale, altrimenti rischia la paralisi. L’intervento costa circa 15.000 dollari. Si chiede sempre a tutti l’aiuto e la pubblicità.

Una signora anziana, tra i nostri profughi, di 82 anni ha perduto due figli a causa della guerra e gliene restano due. Purtroppo questi ragazzi non la trattano bene e vediamo sempre la signora triste. Uno dei suoi nipoti viene ad aiutarci nella visita agli anziani. Con il tempo il suo comportamento nei riguardi della nonna è cambiato, la visita ogni giorno aiutandola nelle pulizie quotidiane e nel rigovernare i piatti.

“Nel Vangelo possiamo vedere la perfezione nella carità, nell’obbedienza e nella sua bontà, soprattutto nel modo con il quale ha trasformato il dolore della croce in amore e perdono”(un volontario OpV)

Ricordiamo a tutti di utilizzare il nuovo conto bancario intestato a Oui pour la Vie, in sostituzione del precedente.

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Chi è interessato a maggiori informazioni o a conoscere le modalità per una testimonianza in Italia o per un contributo in favore della nostra opera può inviare un sms al 333/5473721 o scrivere a:   info@ouipourlavielb.com.

 

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