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Apr 12

Marina Casini presidente del MpV

Marina Casini

la Croce quotidiano 7 aprile 2018

Finalmente un non-politico alla guida dei prolife italiani! Anche se figlia del fondatore del Movimento per la Vita Carlo Casini, che da sempre è stato implicato a livello politico-partitico centrista (prima con la Dc poi col Ppi e infine con il Ccd), Marina Casini è stata democraticamente eletta a grande maggioranza dai delegati dell’Assemblea nazionale del MpV. Figlia d’arte, dunque, ma soprattutto giurista e bioeticista, la nuova presidente è autrice di un gran numero di ottime pubblicazioni su bioetica, diritti umani e diritto all’obiezione di coscienza

di Giuseppe Brienza

Finalmente un non-politico alla guida del Movimento per la vita italiano. Non che ci sia niente di male a fare politica, anzi! Tanto più oggi, si tratta di prestare servizio a «una delle forme più alte della carità», come ha definito fin dall’inizio del suo pontificato la politica Papa Francesco (v. ad esempio il discorso tenuto il 27 luglio 2013 a Rio de Janeiro alla classe dirigente e intellettuale brasiliana).

Il fatto però di dirigere la più importante associazione nazionale prolife e, contemporaneamente, essere legati ai rituali, ai gruppi di interesse ed ai condizionamenti di un partito politico ha portato non poco danno all’azione del Movimento per la vita italiano.

Ora che dal direttivo nazionale uscito dall’assemblea del 17 marzo 2018 è stata eletta una studiosa “pura” e docente universitaria come Marina Casini non fa che ben sperare. Succede a Gian Luigi Gigli (2015-2018), medico e parlamentare centrista (ma eletto con “Scelta Civica con Monti per l’Italia”) nella disastrosa XVII legislatura repubblicana, il quale a sua volta era succeduto ai quasi quarant’anni di guida del più volte deputato Dc-Ppi Carlo Casini, che è rimasto pure “presidente onorario” del Movimento.

Nata nel 1966, giurista e bioeticista, Marina è figlia del fondatore del Movimento per la vita Carlo Casini, ma non ne ha condiviso la carriera politica insegnando all’Istituto di Bioetica e “Medical humanities” dell’Università Cattolica di Roma. Autrice di un gran numero di pubblicazioni su bioetica, diritti umani, obiezione di coscienza, famiglia, inizio e fine vita (ricordiamo fra tutti il volume, firmato con Raffaella Iafrate, Rosa Rosnati e Marco Giordano “La famiglia accoglie la vita. Nascita, affido e adozione”, Edizioni San Paolo 2015 e quello curato assieme al padre e alla prof.ssa Maria Luisa Di Pietro intitolato “Eluana è tutti noi. Perché una legge e perché no al testamento biologico”, pubblicato per la Società Editrice Fiorentina nel 2008), Marina Casini è vicepresidente uscente del Movimento per la vita e, al suo interno, membro della Commissione di biodiritto

È stata tra i protagonisti dell’iniziativa nei Paesi e nelle istituzioni della Ue per il riconoscimento giuridico dell’embrione umano (petizione europea “One of Us”), e si è battuta perché «la cultura europea si alzi in piedi a rendere testimonianza che davvero ogni figlio, fin dal concepimento, è Uno di noi». Si è spesa con passione per denunciare l’influsso di «una cultura aggressiva che in nome dell’autodeterminazione si appropria dei più elementari diritti umani e cerca di stravolgerli».

Sposata con Michele Bandini, docente di filologia classica all’Università della Basilicata, è madre di Giovanni, 20 anni. Alla prof.ssa Casini è ora affidata la responsabilità nazionale del Mpv ma, soprattutto, della “canalizzazione” del prezioso lavoro (quello più importante) di oltre trecento Centri e Servizi di aiuto alla vita (CAV e SAV), di case di accoglienza, una realtà multiforme attiva in tutta Italia nel promuovere e difendere il diritto alla vita e la dignità di ogni persona umana, dal concepimento alla morte naturale. I CAV e SAV costituiscono in effetti il “braccio operativo” del movimento prolife, teoricamente indipendenti dal Mpv, ma che attendono dai vertici del Movimento quel supporto indispensabile nei rapporti con le Istituzioni, soprattutto territoriali, dalle quali molto dipende del lavoro concreto al servizio delle donne e delle madri con gravidanze difficili o inattese.

E invece non di rado i rilevanti risultati dei CAV e dei SAV (circa 200mila bambini a rischio eliminazione fatti nascere dal 1978 ad oggi) sono “messi in vetrina” dai vari responsabili “politici” nazionali che poi si disinteressano di fatto delle esigenze, talvolta considerate a torto “spicciole”, dei singoli operatori o dei vari presidenti dei Centri o Servizi.

Il Movimento per la vita (www.mpv.org/) ha sedi locali in tutto il territorio nazionale ed è articolato in 20 federazioni regionali. Riforma e innovazione sono state le prime parole d’ordine rilasciate ai media dalla neo-presidente.

Nella sua prima intervista a “Vatican news” (www.vaticannews.va), fra l’altro, Marina Casini ha ribadito il carattere aconfessionale del Mpv ma ha opportunamente dichiarato in tempi di ipercriticismo verso Papa Francesco che «per sanare la ferita [dell’aborto alla società] dobbiamo ribadire la nostra fedeltà alla Chiesa, faro nell’oscurità. San Giovanni Paolo II definì la Chiesa vero baluardo della difesa dei diritti umani».

Altro medicinale è l’unità nel movimento e con la società: «Unità ideale e strategica: con azioni, linguaggi, metodi franchi ed amorevoli accompagnati da una tenacia che non si lascia abbattere dalle difficoltà». Da questo punto di vista convince molto anche la denuncia fatta dalla Casini, in anni passati, della «lobby molto ramificata e potente che spinge perché l’aborto venga inserito tra i diritti umani fondamentali».

Quindi donna esperta e combattiva poco incline, non ne dubitiamo, al buonismo e all’allergia ai “temi divisivi”. L’assicuriamo di seguirla con la massima attenzione e le auguriamo, tutti noi di “La Croce quotidiano”, un buon lavoro!

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