Le orazioni collette del nuovo Messale tendono a separare grazia e condizione umana di peccato. La grazia, pur nominalmente richiamata, diventa un di più in fin dei conti superfluo. Così la preghiera, da mendicanza e stupore di fronte all’azione presente di Dio («Sto in silenzio, non apro bocca, perché sei Tu che agisci»), diventa spunto di impegno futuro dell’uomo. I brani di Péguy indicano poeticamente la radice di questo moderno passaggio. Il povero domanda il necessario per vivere. L’intellettuale borghese parla
di Lorenzo Bianchi

30Giorni n.1 Gennaio 1997
Il Giornale, sabato 3 aprile 2010


Il Papa e la rivoluzione culturale 




