Il fastìdio dei “laici” di fronte a un’ecografia e a un feto che (orrore) ha un cuore che batte
di Francesco Agnoli
Il bello della cosiddetta “bioetica laica” – quando l’espressione designa la visione degli atei rocciosi, duri e puri – è che non esiste. Se ne parla, se ne discute con calore, ci sono persino persone che ne hanno tratto libri. Eppure si tratta di un fantasma, di qualcosa che si riassume in un motto semplicissimo, che suona così: “Ognuno faccia quel che cavolo vuole”. Oppure, per usare un’espressione più aulica di Gabriele D’Annunzio: “Abolisci ogni divieto”.



Formiche n.64 novembre 2011
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