di Giorgio Paolucci
New York – «Quando studiavo medicina all’università, decisi di diventare neonatologa perché volevo aiutare con le mie conoscenze i bambini che venivano al mondo con problemi di salute. Il mio desiderio era di vederli guarire per poi poterli mandare a casa sani e felici con i loro genitori. Ma poi mi è accaduto di prendermi cura anche di quelli che hanno una vita brevissima, e che a casa non tornano. Non è stato per un progetto, mi ci sono trovata in mezzo. E dicendo sì a quelle circostanze ho imparato cos’è la vita e cosa vuol dire fare il medico».

La nuova Bussola Quotidiana, 1 aprile 2013

Centro Tocqueville Acton – 28 marzo 2013
Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan




