Da «Fratelli e sorelle, buonasera» a «siate madri, non zitelle». Cosa rivela il linguaggio spigliato del pontefice? Intervista al linguista Giovanni Gobber
di Martino Cervo
Giu 06
Da «Fratelli e sorelle, buonasera» a «siate madri, non zitelle». Cosa rivela il linguaggio spigliato del pontefice? Intervista al linguista Giovanni Gobber
di Martino Cervo
Giu 06
di Tommaso Scandroglio
Anche sull’onda dell’emozione provocata da recenti e ripetuti fatti di cronaca, la Camera ha approvato martedì scorso all’unanimità la “Convenzione di Istanbul per il contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza domestica” che il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa aveva a sua volta approvato nel maggio del 2011. Adesso la palla passerà al Senato. La convenzione per diventare esecutiva, e vincolante, deve essere ratificata almeno da dieci stati. Per ora siamo a quota cinque con l’Italia.
Giu 06
Il Foglio quotidiano 30 maggio 2013La lezione di un intellettuale liberal americano contro la società tecno-scientista, inebriata di velocità, numeri e dati: “Chi ricorderà più che la conoscenza sta all’informazione come l’arte sta al kitsch?”
di Leon Wieseltier (*)
Giu 06
Docete n.7 – aprile 2013Il 25 gennaio 2013, a Milano, organizzata dal Centro Culturale di Milano e dalla Rizzoli, si è svolta la presentazione del libro di Antonio Polito “Contro i papà. Come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli”, al quale hanno partecipato, oltre all’autore, don Juliàn Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, e Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera
Juliàn Carrón
Giu 06
dal sito documentazione.info,E’ cominciata la campagna dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica, un tema che è spesso oggetto di discussione. Cerchiamo di fare un po’ di ordine sull’argomento offrendo alcuni numeri e dati.
Ogni cittadino, tutti gli anni, è chiamato a scegliere a chi va destinato l’8×1000 del gettito complessivo dell’Irpef: allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre istituzioni religiose.Secondo le informazioni fornite dagli uffici della Ragioneria generale dello Stato, il 43,5 per cento dei contribuenti ha effettuato la scelta relativa alla destinazione dell’otto per mille, di questi l’85% ha scelto la Chiesa Cattolica. Stando ai dati del 2008 i contribuenti in Italia sono circa 40 milioni. Ciò significa che sono circa 15 milioni gli italiani che hanno espresso la loro preferenza di destinare l’8×1000 in maggioranza alla Chiesa cattolica. Qualsiasi sondaggio non avrebbe cifre così rappresentative.
Giu 04
Giammario Gatti – Mauro Grimoldi
Il Cristianesimo non ha una sharia, come invece l’islam od altre espressioni religiose. In molti paesi musulmani, come è noto, l’ordinamento sociale e l’assetto istituzionale stesso si fondano sull’ etica religiosa. La ragione per cui non è concepibile un matrimonio tra persone dello stesso sesso è da ricercare nei divieti stabiliti dal Corano, come del resto accade per la legittimità della poligamia o per il divieto di consumare alcolici.
Giu 04
Fausto Belfiori
Finalmente un libro in cui si esalta il populismo nella persona che fu idolatrata da milioni di compatrioti; in una “bruttina” che seppe apparire talmente bella, anzi, bellissima da affascinare più di un’attrice. Sapeva convincere: non soltanto con un sorriso solare, ma soprattutto con un linguaggio semplice e al tempo stesso concreto.
Mag 30
Vittorio Messori
Jorge Bergoglio, appare sempre più giustificato un sorriso ironico. Quello col quale chi conosce la storia del cattolicesimo ha osservato il clima da “luna di miele“ da parte di ambienti abitualmente ostili o almeno diffidenti nei riguardi della Chiesa romana.
Mag 30
di Massimo Introvigne
Qualche anno fa un importante cardinale italiano, incontrato a un convegno, mi disse: «Lo sa, professore? Mi è appena arrivata una busta anonima con una lista di cattolici massoni, c’era anche il suo nome». Gli risposi, ed era tutto vero: «Ma che strana coincidenza. È arrivata anche a me in una busta anonima una lista di cardinali massoni. C’era anche lei»
Mag 30
Il medico olandese Eduard Verhagen spiega che, da un punto di vista medico, è meglio scegliere di eliminare il bambino disabile dopo la nascita, piuttosto che durante la gravidanza.
Giulio Meotti
Dieci anni fa il professor Eduard Verhagen aveva invaso le prime pagine delle principali testate internazionali con l’ammissione che la sua équipe neonatale all’Università di Groningen, in Olanda, aveva praticato l’eutanasia su ventidue neonati affetti da spina bifida tra il 1997 e il 2004. Un anno dopo, attraverso il saggio “Euthanasia in severely ill newborns” pubblicato dal New England Journal of Medicine, il pediatra annunciò il Protocollo di Groningen, il documento medico più esplosivo e controverso degli ultimi dieci anni. Sono le prime linee guida mondiali per la “morte bambina”.