Intervista a Samaan che dubita dell’uso di Sarin da parte dell’esercito siriano. I ribelli? Ormai hanno smesso di avanzare e «non sono i paladini della democrazia e della libertà»
di Francesco Amicone
Ago 29
Intervista a Samaan che dubita dell’uso di Sarin da parte dell’esercito siriano. I ribelli? Ormai hanno smesso di avanzare e «non sono i paladini della democrazia e della libertà»
di Francesco Amicone
Ago 13
di Roberto Marchesini
In Polonia c’è un piccolo paese sconosciuto al mondo, ma che i polacchi conoscono molto bene. Si chiama Manieczki, e tutti i polacchi, almeno quelli sopra una certa età, lo conoscono bene per averlo visto in televisione migliaia di volte durante il regime comunista. Ogni volta che la televisione di stato parlava degli splendidi successi ottenuti dal piano agricolo quinquennale, ogni volta che cantava le lodi del sistema dei kołchoz (cooperative agricole collettivistiche), le immagini trasmesse erano quelle di Manieczki
Ago 07
La Civiltà Cattolica n.3914 – 20 luglio 2013
Giandomenico Mucci S.I.
È stato notato da più parti che Papa Bergoglio cita il diavolo con una certa frequenza e mette in guardia la Chiesa dalle sue insidie. La cosa fa scalpore perché è invalsa da tempo nella Chiesa l’abitudine di tacere su questo personaggio della divina Rivelazione e di ridurlo a pura metafora, banalizzandolo. La cultura dominante poi, o l’ideologia, assiste con divertita indulgenza a ogni discussione sul diavolo perché lo ritiene un mito ormai demitizzato, ossia la personificazione dell’idea primordiale del male. Come diceva Baudelaire, «la logica dei liberi pensatori vuole che i cristiani siano sistematicamente devoti a una superstizione assurda» (1). Il diavolo non può essere né il Maligno della tradizione cristiana né il nonessere in senso platonico (2).
Ago 01
di Tommaso Scandroglio
Gli omosessuali sono realmente discriminati nel nostro Paese? E’ davvero così urgente varare la legge sull’omofobia? Un paio di giorni fa proprio su queste pagine l’on. Mantovano si domandava: “Sono forse disponibili dati oggettivi relativi al numero delle violenze o degli atti di discriminazione realizzati col fine di danneggiare persone omosessuali?” E poco più avanti si dava la risposta: “Il dato certo è che non esistono dati certi”.
Ago 01
Infertilità e figli: esiste un metodo migliore, più economico e meno invasivo della procreazione artificiale. Ma è troppo “naturale” per non dare fastidio alla lobby della provetta
di Rodolfo Casadei
Ago 01
Il volume di Adolf Portmann pubblicato da Cortina Editore ricordando ciò che scrisse Giuseppe Sermonti nel 1981.
Andrea Bartelloni
Ago 01
di Massimo Introvigne
Per pura coincidenza ero a Londra, davanti al Parlamento, quando il 16 luglio è stata approvata la legge che cambia il nome alle “unioni civili” tra omosessuali in “matrimonio”. Ho così potuto constatare, una volta di più, come i media manipolano le notizie: la “grande folla” plaudente di cui ha parlato in Italia “Repubblica” era in realtà un gruppetto di quattro gatti, portati sul posto da “qualcuno” in camion e con cartelli molto professionali, ben preparati e costosi. Le fotografie in primo piano, che non permettono di valutare quanto o quanto pochi siano i manifestanti, hanno fatto il resto.
Ago 01
Il filo rosso che unisce matrimoni gay Usa e omofobia in Italia
Costantino Esposito
Ago 01
Domenico Bonvegna
Di solito quando si fa riferimento alla deportazione di uomini e donne, di soldati, di militari, prigionieri e quindi di sconfitti, il nostro pensiero va alle grandi odiose deportazioni di massa del Novecento, realizzate dagli eserciti socialcomunisti e nazisti. Ma le deportazioni di militari sconfitti ci furono anche nel 1860 dopo l’unificazione dell’Italia, con la nascita del nuovo Regno Sabaudo
Ago 01
di Riccardo Cascioli
Finora abbiamo affrontato la questione delle unioni omosessuali e della legge sull’omofobia dal punto di vista politico, culturale, anche religioso. Ma è anche importante collocare quanto sta avvenendo in Italia – e nel mondo occidentale – in una prospettiva più ampia, che è quella del senso della storia. Ovvero: che senso ha ciò che stiamo vivendo oggi nella prospettiva della storia della salvezza, in che punto esatto si colloca? E di conseguenza: che cosa ci è chiesto per spingere la storia verso il suo fine ultimo, ovvero il “ricapitolare in Cristo tutte le cose”?