Studi Cattolici n.652 giugno 2015
di Pier Giorgio Liverani
Qualche settimana fa, riferendosi ai cosiddetti «matrimoni gay», l’Arcivescovo di Milano (la più grande diocesi del mondo), cardinale Angelo Scola disse: «Le parole indicano le cose e la famiglia ha una sua precisa definizione». E vero, ma purtroppo le parole, nate veraci, possono vestire abiti ingannevoli, contenere intenzioni truffaldine. E difatti una decina di anni fa una dozzina di professoroni universitari studiosi di questa materia costituirono un «Gruppo di lavoro per l’analisi dei linguaggi manipolativi» (1) ossia ingannevoli.








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