{"id":985,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-20T11:05:28","modified_gmt":"2016-06-20T09:05:28","slug":"i-fini-dellazione-politica-temi-e-valori-delluomo-e-della-societa39","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-fini-dellazione-politica-temi-e-valori-delluomo-e-della-societa39\/","title":{"rendered":"I fini dell&#8217;azione politica. Temi e valori dell&#8217;uomo e della societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35124\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/politica.jpg\" alt=\"politica\" width=\"240\" height=\"197\" \/>Trascrizione dell\u2019intervento che si \u00e8 svolto<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">il 21 giugno 2002<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">presso l\u2019Auditorium della Mostra del Mobilio<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di Ponsacco (PI)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di<strong> Mauro Ronco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(<em>Ordinario di diritto penale all\u2019Universit\u00e0 di Padova,\u00a0<\/em><em>Membro del Consiglio Superiore della Magistratura<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Credo che se la nostra Citt\u00e0 ha buoni fondamenti, debba anche essere assolutamente buona<\/em>&#8220;<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"><strong>Platone<\/strong>, La Repubblica, IV, 427<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Oggi si tende ad affermare che l\u2019indifferentismo ed il relativismo scettico sono la filosofia e l\u2019atteggiamento fondamentale rispondenti alle forme politiche democratiche e che quanti sono convinti di conoscere la verit\u00e0 ed aderiscono con fermezza ad essa, non sono affidabili dal punto di vista democratico perch\u00e9 non accettano che la verit\u00e0 sia determinata dalla maggioranza o sia variabile a seconda dei diversi equilibri politici. Bisogna invece osservare che se non esiste alcuna verit\u00e0 ultima che guidi ed orienti l\u2019azione politica, allora le idee e le convinzioni possono essere facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo come dimostra la storia<\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Giovanni Paolo II<\/strong> enc. <em>Centesimus annus<\/em>\u00b8 n. 46<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Il guasto peggiore \u00e8 che viviamo in un ambiente morale inquinato. Abbiamo contratto una malattia morale perch\u00e9 ci siamo assuefatti a dire cose diverse da quelle che pensiamo. Abbiamo imparato a non credere in alcunch\u00e9, ad ignorarci l\u2019un l\u2019altro, a preoccuparci soltanto di noi stessi. Concetti come amore, amicizia, compassione, umilt\u00e0 o perdono hanno perso spessore e dimensione, per molti di noi, essi rappresentano soltanto singolarit\u00e0 psicologiche o fumosi ideali del passato un po\u2019 ridicoli nell\u2019era dei computer e della navicelle spaziali. Quando parlo di atmosfera morale inquinata mi riferisco a tutti noi. Tutti ci siamo assuefatti al sistema di potere comunista, tutti lo abbiamo accettato come una realt\u00e0 immutabile e quindi contribuito a perpetuarlo<\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>V. Havel<\/strong> &#8211; 1.1.1990 <em>Discorso di Capodanno alla nazione<\/em> dopo l\u2019insediamento quale primo Presidente della Repubblica cecoslovacca dopo il crollo del regime comunista<\/p>\n<p><strong>Presentazione dell\u2019avv. Andrea Gasperini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prof. Mauro Ronco \u00e8 avvocato, docente di Diritto Penale all\u2019Universit\u00e0 di Modena e da poco pi\u00f9 di un anno membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura. Credo che quasi tutti sappiano cos\u2019\u00e8 il CSM, l\u2019organo, dice la Costituzione, di autogoverno dei giudici. \u00c8 uno dei luoghi dove principalmente si esercita oggi lo scontro politico perch\u00e9 vi si trattano le questioni principali relative al governo della magistratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prof. Mauro Ronco, eletto all\u2019indomani della vittoria del 13 maggio 2001, \u00e8 stato nominato dalla maggioranza del Centro-destra a far parte di questo organismo dove sfociano gran parte dei conflitti politico istituzionali di questo nostro paese nel quale le sinistre ancora, di fatto, detengono tutti i gangli vitali della societ\u00e0. Stasera il tema della conferenza non parte dai temi della magistratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prof. Ronco da molti ani \u00e8 studioso di Dottrina Sociale della Chiesa e di politica ed \u00e8 stato invitato a parlare della politica. Sappiamo tutti cos\u2019\u00e8, ma quando si tratta di definirla non \u00e8 molto facile. Proprio perch\u00e9 non \u00e8 facile definirla \u00e8 anche facile che scada , che si riduca ad affarismo, a <em>spoil sistem<\/em>, a occupazione del potere quando non a fini meno nobili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome non era questo il nostro scopo, ma era quello di cambiare in meglio le cose, di incarnare dei valori nella nostra realt\u00e0, \u00e8 giusto che ogni tanto queste cose ce le ricordiamo. Ci ricordiamo cos\u2019\u00e8 la politica, quella con la P maiuscola. La politica come la intendevano i classici, quella per cui ha senso dare qualche cosa di noi stessi, al limite anche la vita. Non si d\u00e0 niente di noi stessi per un incarico di Presidente del Consorzio tal dei tali, si d\u00e0 tutto quello che abbiamo, perfino la vita, per dei valori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stasera il prof. Ronco ci parler\u00e0 di questi temi, di questi valori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intervento del prof. Mauro Ronco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio gli amici del Gruppo Consiliare della Casa delle Libert\u00e0 che hanno avuto il coraggio di affrontare un tema cos\u00ec difficile, segno di un animo nobile. Bisogna avere animo nobile oggi per affrontare i temi della politica non sotto il profilo meramente utilitaristico, ma sotto il profilo dei valori. Mi ha fatto piacere essere qui con voi perch\u00e9 ho incontrato molti amici di Alleanza Cattolica con i quali abbiamo condiviso molte battaglie, forse pi\u00f9 difficili o facili, ma comunque diverse da quelle che dobbiamo combattere oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che mai titolo di conferenza e citazioni a commento del titolo siano cos\u00ec adeguate, pi\u00f9 combacianti. Le tre importanti citazioni riportano a tre figure a diverso titolo magistrali. La prima di Platone, la seconda di Giovanni Paolo II e la terza di una personalit\u00e0 molto importante, un combattente contro il comunismo, di un esponente di un umanesimo occidentale che vuole ritrovare i suoi fondamenti. Tutte e tre le citazioni meritano di essere brevemente commentate perch\u00e9 illuminano bene il tema che stasera si vuole trattare. Platone, <em>La Repubblica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studiosi contemporanei riconoscono sempre pi\u00f9 in Platone il pi\u00f9 grande filosofo di tutti i tempi. Forse \u00e8 stato il pi\u00f9 grande filosofo di tutti i tempi. Platone ha dedicato alcune opere, due in particolare, al tema della politica, ed \u00e8 stato, probabilmente, il pi\u00f9 grande metafisico di tutti i tempi. Due opere fondamentali del suo itinerario filosofico sono dedicate al tema della politica. La prima \u00e8 intitolata <em>Il Polittico<\/em>, la seconda <em>La Repubblica<\/em>. Nel <em>Polittico<\/em> individua nella politica l\u2019arte regia, la scienza \u00e8 l\u2019arte regia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza \u00e8 la pi\u00f9 importante delle arti, quella che si pu\u00f2 trattare soltanto essendo metafisici. Metafisici che sono filosofi, uomini saggi che cercano le radici della loro vita nei fondamenti permanenti della verit\u00e0. In realt\u00e0 Platone dice che non si pu\u00f2 essere uomini politici se non si \u00e8 filosofi, se non si \u00e8 uomini saggi amanti della verit\u00e0. Uomini dotati di tutte le virt\u00f9 naturali che sono le virt\u00f9 che non conosciamo e non ricordiamo pi\u00f9 nella loro terminologia, nei loro contenuti: la prudenza, la saggezza, la giustizia, la fortezza e la temperanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 fare la politica se non si \u00e8 indirizzati verso l\u2019acquisizione e la pratica di queste virt\u00f9, che sono le virt\u00f9 dell\u2019uomo naturale. E Platone, nella parte finale del <em>Polittico<\/em>, paragona le varie scienze umane alla politica e dice che non sono nulla rispetto alla politica, perch\u00e9 sono tutte &#8220;arte dei mezzi&#8221; mentre la politica \u00e8 &#8220;scienza e arte dei fini&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le altre sono scienze dei mezzi. Le paragona ad esempio &#8211; siamo in tema &#8211; all\u2019arte e alla scienza dei giudici, oppure all\u2019arte e alla scienza degli strateghi militari. Pensate ad una societ\u00e0 del V-IV secolo, ateniese, a quale importanza avevano gli strateghi! Eppure, in fin dei conti, dice che queste sono arti dei mezzi, cio\u00e8 dati certi principi si tratta di applicarli adeguatamente alle circostanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi \u00e8 che individua i fini? Soltanto il politico. Il politico \u00e8 colui che conosce la verit\u00e0 permanente, la verit\u00e0 dell\u2019uomo e sull\u2019uomo soprattutto. Ecco allora la frase che qui, oggi, \u00e8 stata ricordata: <em>&#8220;Credo che se la nostra citt\u00e0 ha buoni fondamenti debba essere<\/em> <em>anche assolutamente buona&#8221;<\/em>. Qual \u00e8 il fondamento della citt\u00e0? \u00c8 il bene, \u00e8 la verit\u00e0. O meglio, \u00e8 la verit\u00e0 e il fine \u00e8 il bene, il bene comune. Ed \u00e8 il bene comune a tutti, cio\u00e8 che \u00e8 di ciascuno ma, come tale, \u00e8 capace di espandersi, non \u00e8 esclusivo di uno o dell\u2019altro ma si diffonde. Questa \u00e8 la grande idea che sta alla base della nostra civilt\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi godiamo ancora dei frutti di una civilt\u00e0 che si \u00e8 radicata e si \u00e8 costruita sull\u2019idea di verit\u00e0 e sull\u2019idea di bene. Dice Giovanni Paolo II nell\u2019enciclica <em>Centesimus Annus<\/em> che l\u2019atteggiamento democratico sarebbe l\u2019atteggiamento relativistico e scettico e invece, coloro che affermano e che vogliono riportarsi alla verit\u00e0, al criterio del comportamento politico sarebbero in qualche misura nemici della retta democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, Giovanni Paolo II, con frase tassativa, dice: <em>&#8220;bisogna osservare che se non esiste alcuna verit\u00e0 ultima che guidi ed orienti l\u2019azione politica allora le idee e le convinzioni possono essere facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia&#8221;.<\/em> Qui siamo al tema iniziale che vorrei con voi trattare questa sera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra civilt\u00e0, da almeno due secoli, sta girando intorno a un problema di mezzi, trascurando completamente il tema dei fini, mettendolo in disparte come se non esistesse. Vediamo il tema della democrazia. Il tema della democrazia \u00e8 diventato il tema della distribuzione del potere. Allora, si \u00e8 democratici se abbiamo la divisione dei poteri giudiziario, legislativo, esecutivo&#8230; per carit\u00e0, sono importanti, ma nella totale trascuranza dei fini. E chi ci dice quali sono i fini?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mezzi possono essere anche i pi\u00f9 raffinati, ma se i fini non vengono individuati, se sono soltanto materiali, se sono soltanto economici, le conseguenze sulla vita civile sono assolutamente improduttive. E allora il tema della democrazia da due secoli a questa parte si svolge intorno ai mezzi, si \u00e8 democratici nella misura in cui si riconoscono determinati diritti, perch\u00e9 i poteri sono separati, ecc. Ma qual \u00e8 il fine dei tre poteri?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 dimenticato, come diceva Platone, che prima della tematica relativa ai mezzi vi sta una tematica relativa ai fini. Da questo punto di vista noi non dobbiamo dimenticare che vi sono due fondamentali aspetti: una tematica relativa al governo, alle forme di governo (in cui trova spazio il problema della distribuzione dei poteri interna agli organi dello Stato) e una tematica relativa alle forme di stato, cio\u00e8 la tematica relativa ai fini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dice molto bene Giovanni Paolo II, in maniera che migliore non potrebbe essere, che se non vi \u00e8 una verit\u00e0 permanente, non vi sono dei valori permanenti che guidano ed orientano l\u2019azione politica, i mezzi possono essere i pi\u00f9 raffinati, ma essi possono essere strumentalizzati ai fini del potere e si possono trasformare in una societ\u00e0 di tipo totalitario, magari subdolamente, magari in maniera occulta, ma del tutto identica a quella del peggiore totalitarismo aperto, palese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo \u00e8 il grande rischio della nostra epoca contemporanea: noi abbiamo vissuto una lunga epoca storica drammatica, l\u2019epoca della minaccia del Comunismo. Epoca terribile, epoca dei totalitarismi, anche prima, dei nazionalismi sfrenati. Pensiamo alle guerre degli imperialismi nazionalistici dell\u2019inizio del secolo scorso, pensiamo alla fase delle guerre civili europee, pensiamo al Comunismo e alla minaccia comunista su tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensiamo a ci\u00f2 a cui siamo riusciti a sfuggire in anni in cui sembrava veramente impossibile che anche noi sfuggissimo, sembrava quasi che non ci fossero pi\u00f9 prospettive, pi\u00f9 speranze. E non esageravamo nel paventare il rischio del Comunismo, sia chiaro questo! Ce lo hanno dimostrato le nazioni che ne sono state vittime, che ne sono state distrutte, annientate e ne vediamo antropologicamente gli effetti dalla visione degli uomini e delle donne che provengono disastrati da quel mondo. Non avevamo torto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi siamo in cattive condizioni da un punto di vista morale, ma coloro che vengono da quelle terre sono in condizioni ancora pi\u00f9 disastrate da un punto di vista sociologico. E il rischio era reale, non era inventato come oggi si dice, quasi che si volesse strumentalizzare gli uomini per opposizioni comunque inutili. Abbiamo combattuto in quella prospettiva per mantenere gli spazi di libert\u00e0 individuale, delle nostre famiglie, economica, delle nostre tradizioni. E poi, questo enorme mondo eretto sulla menzogna che ha massacrato ed annientato intere nazioni \u00e8 crollato, \u00e8 imploso su se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io penso che questo sia stato l\u2019effetto di una grande opera &#8220;preghiera&#8221;, nascosta, di coloro che hanno sofferto, dei martiri che hanno patito. Ha detto Giovanni Paolo II in molte occasioni, ma soprattutto nel momento conclusivo del millennio, nell\u2019atto di introduzione del grande Giubileo del 2000: <em>\u00abil XX secolo \u00e8 stata l\u2019epoca della<\/em> <em>storia che ha conosciuto il maggior numero di martiri\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E lo sta dimostrando, anche dal punto di vista formale, canonico, come si suol dire. Chi avrebbe pensato venti anni fa che sarebbero stati canonizzati a centinaia i martiri della lotta contro il Comunismo in Spagna, della resistenza contro il Comunismo in Spagna? Eppure i martiri sono proclamati sugli altari, a centinaia, tutti gli ordini religiosi hanno i loro martiri, ormai, della guerra di Spagna; della guerra comunista, laicista, anarchica, di tutte le sinistre unite in Spagna. Chi avrebbe pensato questo? E allora sono le preghiere, sono le sofferenze dei martiri e dei santi che hanno consentito questa svolta storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mondo che sembrava inarrestabile e che sembrava dover governare con la violenza \u00e8 imploso su se stesso. E allora si \u00e8 aperto uno spazio di libert\u00e0 da dieci-dodici anni a questa parte. Ma questi spazi devono essere da noi conosciuti e apprezzati e poi devono essere utilizzati. Non dobbiamo pensare che questi spazi di libert\u00e0 ci siano stati aperti perch\u00e9 noi non facciamo nulla, perch\u00e9 noi gettiamo via il tempo che ci viene offerto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tempo deve essere utilizzato per conoscere la verit\u00e0 storica, la verit\u00e0 politica, le verit\u00e0 fondamentali perch\u00e9 la societ\u00e0 occidentale risorga ed abbia una nuova fioritura. E in questi anni proprio il messaggio cogente che viene dalla parola del Sommo Pontefice \u00e8 che noi riscopriamo la nostra missionariet\u00e0 cristiana che, da laici, dobbiamo saper strutturare, fondare, su una nuova civilt\u00e0 umana. Cio\u00e8 dobbiamo riconoscere i valori fondamentali umani: il valore della famiglia, della societ\u00e0 libera, del lavoro libero, della libert\u00e0 produttiva, fruttuosa, proficua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo scoprire i valori fondamentali del potere politico come servizio, perch\u00e9 se una societ\u00e0 cristiana \u00e8 stata possibile nei secoli precedenti alla Grande Rivoluzione \u00e8 perch\u00e9, fondamentalmente, vi \u00e8 stata una idea nuova, grazie al Cristianesimo, del potere politico. Il potere politico non come dominazione, ma come servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preannunciato attraverso i &#8220;semi&#8221; della grazia nelle religioni pre-cristiane, nella grande filosofia di Platone, e poi portato a compimento dall\u2019opera missionaria della Chiesa e delle societ\u00e0 che attraverso la sofferenza, l\u2019impegno, la fatica, la generosit\u00e0, la magnanimit\u00e0 dei combattenti cristiani e dei laici cristiani nei secoli hanno portato a grande frutto. Allora noi dobbiamo pensare, finalmente, di utilizzare la libert\u00e0 che ci viene concessa per degli scopi positivi. Ecco il tema dei fini dell\u2019azione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono i fini? Noi dobbiamo avere grande rispetto dei mezzi, grande pazienza per le condizioni drammatiche in cui si trova la nostra societ\u00e0 contemporanea. Noi dobbiamo partire dagli uomini &#8220;come siamo&#8221; nel momento storico attuale, nelle nostre difficolt\u00e0 estreme, nella nostra debolezza e fragilit\u00e0, di fronte a questa ideologia del potere, dell\u2019utilitarismo, dell\u2019economicismo e dell\u2019edonismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo saper combattere contro questi mostri che ci stanno intorno, forse cominciando proprio dall\u2019ultimo, dall\u2019edonismo. Sapere cio\u00e8 tornare ad un\u2019educazione severa, ad un\u2019educazione generosa al sacrificio e alla sofferenza, perch\u00e9 soltanto dal sacrificio e dalla sofferenza, dalla fatica, dalla generosit\u00e0 e dalla pazienza pu\u00f2 nascere qualcosa di forte. Lo sappiamo nella nostra vita lavorativa quotidiana, nella nostra vita familiare: solo dalla fatica, solo dalla sofferenza, solo dall\u2019accettazione del limite possiamo fare dei passi avanti, noi e le nostre famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora qui stiamo gi\u00e0 parlando in qualche misura di figli, non parliamo di ingegnerie costituzionali, come troppo spesso ci viene suggerito. Le cose miglioreranno se facciamo un tipo di governo piuttosto che un altro, un tipo di elezioni piuttosto che un altro, un tipo di rapporto di distribuzione di poteri piuttosto che un altro. Queste sono cose marginali da molti punti di vista, sono strumenti a seconda del periodo storico: ci\u00f2 che conta \u00e8 che partiamo da noi stessi, dai valori naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo valore \u00e8 quello del servizio, della lotta contro il nostro egoismo, per dedicare qualcosa agli altri, al bene comune. Ecco perch\u00e9 oggi tutti quanti preferiscono l\u2019amministrazione alla politica, perch\u00e9 l\u2019amministrazione \u00e8 governo delle cose, la politica invece \u00e8 comunicazione e partecipazione con gli altri ai valori comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel governo ci si pu\u00f2 appropriare delle cose, \u00e8 un rapporto in qualche misura tra padrone e schiavo, nella politica invece il rapporto \u00e8 tra uguali, tra persone che si sostengono reciprocamente. Dobbiamo riscoprire realmente questo valore della politica come servizio. Questo \u00e8 il primo fine, perch\u00e9 in questo &#8220;riscoprimento&#8221; sta, finalmente, il rovesciamento di una modalit\u00e0 meramente amministrativistica della politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E come si fa a fare questo? Con la testimonianza giornaliera nel campo che ciascuno si \u00e8 prescelto di qualcosa di diverso, la dimostrazione che non si lavora solo per il proprio vantaggio particolare, ma si lavora per un valore di carattere comune, questa \u00e8 la trasformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma forse che noi abbiamo riacquistato la libert\u00e0 &#8211; anche se noi, grazie a Dio non l\u2019abbiamo mai persa, nella nostra societ\u00e0 italiana, anche se dobbiamo pensare alla cappa dell\u2019egemonia culturale della sinistra negli ultimi trent\u2019anni &#8211; per gettarla via? Io in qualche momento sono tentato di stanchezza e di grande insofferenza, perch\u00e9 vedo da parte delle sinistre accusare il governo di centro-destra di essere economicista, di essere edonista, di essere coloro che spregiano il valore del bene comune, del bene statuale, valori cui la destra si era sempre richiamata nei momenti difficili in cui lo Stato era spregiato, tutto ci\u00f2 che era &#8220;comune&#8221; veniva spregiato, distrutto, vilipeso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora vedo un rovesciamento strano, una situazione in cui siamo accusati noi di essere addirittura sostenitori di un egoismo selvaggio. Noi dobbiamo dimostrare concretamente nei fatti due cose: prima di tutto che queste accuse sono strumentali da parte di coloro che vorrebbero indebolire la nostra capacit\u00e0 di resistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questo dobbiamo essere consapevoli, perch\u00e9 queste forse non sono state schiodate dalla posizione egemonica culturale e amministrativa della societ\u00e0 italiana. E allora attraverso queste accuse cercano di indebolirci, di infiacchirci sotto il profilo morale, per toglierci la legittimazione in noi stessi, nei nostri valori permanenti. Perci\u00f2 dobbiamo renderci conto che queste forze, non solo in Toscana ma in tutta Italia, sono ancora potentissime, in tutti i settori della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I poteri forti sono ancora &#8220;ben forti&#8221; nelle loro posizioni. Secondo punto, per\u00f2, dobbiamo cercare di togliere il pi\u00f9 possibile da noi stessi le contraddizioni. La contraddizione \u00e8 condizione storica della nostra vita su questa terra, non possiamo pensare di togliere per sempre la contraddizione. Saremo sempre, fino alla fine dei nostri giorni, combattuti tra la condizione di egoismo e la dedizione nel servizio agli altri, per\u00f2, pur consapevoli di questa contraddizione, dobbiamo operare di pi\u00f9 per gli altri, a favore della politica come servizio, della politica come generoso appello verso il bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 il fine, in fondo, della politica? Io credo che bisogna dirlo chiaramente, perch\u00e9 troppo spesso diventiamo succubi di quello che gli avversari politici della sinistra vorrebbero che noi fossimo, cio\u00e8 vorrebbero che noi non avessimo alcuna consapevolezza dei lavori permanenti a cui ci richiamiamo, dei valori storici della nostra civilt\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora qual \u00e8 il fine della politica, per andare a una risposta pi\u00f9 complessiva? Il fine della politica \u00e8 creare le condizioni storiche, economiche, amministrative, ambientali perch\u00e9 tutti gli uomini possano praticare liberamente e consensualmente le virt\u00f9 naturali. Ce lo ricorda Platone nel <em>Polittico<\/em> e, ancora di pi\u00f9, nella <em>Repubblica<\/em> che \u00e8 un testo di un\u2019altezza metafisica straordinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cio\u00e8 la politica non \u00e8 altro che questo: cercare di creare le condizioni ambientali (economiche, amministrative, ecc.) e di paralisi nei confronti del male, cio\u00e8 nei confronti di coloro che si rendono protagonisti di azioni malvagie, perch\u00e9 gli uomini possano praticare pi\u00f9 agevolmente le virt\u00f9 naturali. E allora vedete quale enorme compito sta di fronte a noi? In ogni settore della vita sociale noi abbiamo da combattere, abbiamo da dire il contrario di quello che viene concretamente fatto. Pensate soltanto il caso della temperanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi rendo conto che soprattutto questo settore infiacchisce tante energie, giovanili e non solo. Bisogna che la politica si renda attrice di iniziative contrastanti l\u2019infiacchimento e il logoramento dei costumi. La politica ha questo compito. Ci hanno insegnato che la pornografia deve essere libera? La pornografia non deve essere libera! Perch\u00e9 \u00e8 un virus, \u00e8 un veleno, per tutti noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la politica persegue realmente dei fini nobili, dei fini veri nel rendere cio\u00e8 possibile l\u2019esercizio delle virt\u00f9, noi dobbiamo combattere contro la pornografia. La fortezza. Pensate al nostro Esercito, alle nostre forze dell\u2019ordine, alle nostre istituzioni vilipese sino a non esistere pi\u00f9: l\u2019Italia non esisteva, ci si vergognava di essere italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fortezza invece vuol dire che noi dobbiamo essere fieri della nostra identit\u00e0 e della nostra storia. La nostra \u00e8 l\u2019identit\u00e0 di una nazione che \u00e8 stata faro di civilt\u00e0 per tutte le altre nazioni. E allora come essere di nuovo veicoli di questa grande civilt\u00e0? Educhiamo i nostri figli a una fortezza completamente trascurata, alla capacit\u00e0 di resistere contro il malvagio, alla capacit\u00e0 di rispondere al malvagio e di individuarne fino in fondo la perversione nella riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sofisma del contemporaneo, che non fa nulla di positivo ma distrugge soltanto, sistematicamente ogni valore e ogni principio. Ce ne sono tanti di personaggi che pontificano sui giornali, nelle riviste, nella cultura, nella magistratura. Dobbiamo saper contrastare questa perversione della riflessione, sapendo riflettere e sapendo pensare. Ma per far questo bisogna educarsi sin da giovani alla fortezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 acquisire questo <em>habitus<\/em> alla controversia fondata sulla verit\u00e0 se non ci si esercita nella fortezza sin da giovani, se non si sa dire no e se non si sa contrastare con certezza e con convinzione le menzogne che vengono continuamente propalate. Sotto tutti i profili, sotto tutti i campi. La giustizia. La giustizia significa rimettere al centro dei rapporti intersoggettivi i doveri pi\u00f9 che non i diritti. I doveri verso Dio, verso gli altri, verso se stessi. Questo \u00e8 il fondamento di una vita sociale nuovamente ordinata, questi sono i fini della politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I diritti, certo, sono un aspetto della vita sociale, ma fondamento della vita sociale sono i doveri. Tutti i doveri. Il dovere di <em>pietas<\/em> prima di tutto, che \u00e8 piet\u00e0 anzitutto verso Dio, certamente, ma anche verso i Padri, senso di patria. Non nazionalisticamente, non sentimentalmente soltanto, ma come senso della continuit\u00e0, della Tradizione, come senso di rispetto per ci\u00f2 che i nostri Padri hanno fatto, anche sotto l\u2019aspetto di questa meraviglia che sono le condizioni agricole, dell\u2019alimentazione, dei beni materiali. Dobbiamo saper risvegliare in noi stessi il senso di paternit\u00e0, per poterlo inculcare ai nostri figli ed avere una continuit\u00e0 generazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora se le famiglie, se noi genitori, riacquisteremo questo senso profondo della <em>pietas<\/em> verso i nostri antenati, verso la nostra patria, allora i nostri figli saranno verso di noi rispettosi, finalmente attenti a ci\u00f2 che noi trasmettiamo. E ci sapranno accompagnare con serenit\u00e0 alla morte, perch\u00e9 sapremo di aver trasmesso qualcosa e di non essere anche storicamente del tutto morti. Perch\u00e9 ci han fatto perdere il senso della famiglia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 ci han fatto perdere il senso delle generazioni, della Tradizione? Non vi \u00e8 civilt\u00e0 senza tradizioni. Hanno cercato di spezzare la nostra tradizione storica, la nostra identit\u00e0 nazionale e la nostra identit\u00e0 di popoli accomunati dalla professione della fede cristiana. Quindi dobbiamo riacquistare il senso della giustizia, della <em>pietas<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, invece, siamo di fronte a quelli che non riconoscono nulla a coloro ai quali devono riconoscenza. Io mi ricordo negli anni \u201950 il senso di devozione che avevamo nei confronti dei nostri insegnanti, il senso di riconoscenza, tutto si \u00e8 perduto, ma se vogliamo realmente rinnovare la politica dobbiamo riacquistare tutto questo, rinnovare il senso della gratitudine. Ma anche il senso della rettitudine, il riconoscimento di ci\u00f2 che \u00e8 mio e di ci\u00f2 che \u00e8 tuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se costa! Perch\u00e9 costa riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 degli altri. In una societ\u00e0 di diritti si vuole solamente ci\u00f2 che \u00e8 per se nella trascuranza completa di ci\u00f2 che \u00e8 degli altri. Ma \u00e8 nel riconoscimento di quello che \u00e8 dell\u2019altro che sta la soddisfazione profonda della vita sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 nel riconoscimento, anche psicologico, di aver fatto qualcosa per l\u2019altro, di aver riconosciuto il diritto dell\u2019altro che sta la profonda soddisfazione della vita politica. La insoddisfazione sta nel volersi appropriare delle cose e, in qualche misura, dei diritti. Bisogna saper individuare la gerarchia tra i mezzi e saper individuare i fini, anzitutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre riconoscere anche le radici della nostra fede, fede che \u00e8 il coronamento di una societ\u00e0, come la nostra, che abbia radici in cielo e fioritura sulla terra. Ecco allora che in un momento cos\u00ec importante ma difficile, in cui vedo tante disillusioni (ma si delude soltanto chi si illude) non \u00e8 possibile realizzare una nuova civilt\u00e0 senza politica, senza impegno, senza trasformazione, senza conversione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E con conversione non intendo soltanto uno stato di carattere religioso, ma una conversione ad un uomo virtuoso, ad un uomo che sa sacrificare il proprio egoismo e che sa mettere avanti, come fondamento, il bene comune. Bene comune che unifica invece di dividere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo nella societ\u00e0 della divisione, noi vogliamo una societ\u00e0 della riunificazione. Tenendo conto che vi saranno coloro che permanentemente si opporranno a questa volont\u00e0 di riunificazione. Escogiteranno tutti gli strumenti, i mezzi, gli inganni e le menzogne per impedire che si riunifichi la societ\u00e0 intorno a valori condivisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma noi dobbiamo puntare alla condivisione dei valori, alla trasformazione dei sentimenti, attraverso la modifica delle volont\u00e0 e attraverso la diffusione delle verit\u00e0 fondamentali che abbiamo troppo a lungo dimenticato, spregiato, e che nei nostri appuntamenti continuiamo a disattendere. E allora queste considerazione, che partono in qualche misura dalla grande frase di Platone &#8211; <em>&#8220;Credo che se la nostra citt\u00e0 ha buoni fondamenti debba essere anche assolutamente buona&#8221;<\/em> &#8211; dobbiamo ricominciare ad usare dei termini che sono usati dal pi\u00f9 grande metafisico di tutti i tempi che \u00e8 Platone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dobbiamo avere timore di usare i termini &#8220;bene&#8221; e &#8220;male&#8221; nella nostra relazione con gli altri, nel rapporto con i nostri figli. Non dobbiamo avere timore se li ha usati Platone, colui che pi\u00f9 a fondo \u00e8 andato nello scoprire la verit\u00e0 delle cose, la natura necessaria della Redenzione di Dio sulla terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Repubblica di Platone c\u2019\u00e8 un passo meraviglioso in cui individua in Socrate il sacrificio profetico, il sacrificio di un uomo che riscatta l\u2019umanit\u00e0 da una colpa, originaria. Ebbene, nel suo maestro Socrate, in qualche misura, Platone vede la figura che ci ha riscattato. E allora, se abbiamo queste consapevolezze dobbiamo trasformare il nostro agire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io non voglio scendere nei particolari, anche qua in Toscana dove il potere delle forze di sinistra sembra molto pesante dobbiamo pensare a rinnovare, dobbiamo saper obiettare a coloro che ci mettono in difficolt\u00e0 dicendo che siamo egoisti, dimostrando concretamente che non lo siamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi pensiamo di creare delle condizioni diverse per la maggiore pace sociale, eliminando delle incrostazioni che derivano da una ideologia ugualitaria che ha voluto distruggere, attraverso il suo ugualitarismo, le legittime differenze. In una societ\u00e0 vi deve essere qualcosa di gratuito, qualcosa di positivo. E la gratuit\u00e0 \u00e8 la gratuit\u00e0 del bene capace di donarsi e capace di far marciare verso il progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, ho detto qualche cosa, un po\u2019 animatamente, su questo grande tema dei fini della politica. Adesso cedo la parola agli amici, agli ascoltatori per fare le domande e le osservazioni su qualche tema, magari, approfondendo ulteriormente le considerazioni svolte.\u00a0<em>\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La prima domanda non \u00e8 udibile nella registrazione. [n.d.r.]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risposta<\/strong> &#8211; \u2026 prima di tutto perch\u00e9 nessuno si \u00e8 mai illuso che le cose possano cambiare in meglio in breve tempo. Siamo in presenza di condizioni storiche di estremo radicamento. Ma poi, secondo aspetto, non bisogna mai illudersi perch\u00e9 siamo consapevoli della nostra fragilit\u00e0, della nostra debolezza e della nostra piccolezza. Nostra, di ciascuno di noi, anche di loro che sono riusciti a rovesciare il potere delle sinistre. Non \u00e8 che sia possibile per la persona di maggiore buona volont\u00e0 e maggior capacit\u00e0 di modificare dall\u2019oggi al domani una situazione storicamente datata. Poi, devo dire la verit\u00e0, che l\u2019estrema complessit\u00e0 della societ\u00e0 contemporanea comporta una serie di vincoli legali a cui nessuno si pu\u00f2 sottrarre in breve tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di creare delle condizioni migliori, delle condizioni di maggior sopportabilit\u00e0 della vita sociale. Terzo aspetto che merita di essere qui ricordato \u00e8 che occorre l\u2019apporto di ciascuno per il miglioramento e per il cambiamento, occorre cio\u00e8 che si formino delle nuove classi dirigenti. [\u2026] Grande rispetto per coloro che hanno saputo resistere sul terreno dell\u2019onore per tanti anni, senza potere e senza alcun riconoscimento; per\u00f2 un conto \u00e8 fare una battaglia di opposizione, un conto \u00e8 fare una battaglia di carattere propositivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi bisogna dotarsi di strumenti nuovi, di strumenti ulteriori, di approfondimenti culturali che precedentemente non si avevano. Se si pretendesse di trasformarsi in uomini di governo da uomini di opposizione, senza studiare, senza faticare, si commetterebbe un errore straordinario. Tanto \u00e8 vero che vediamo situazioni abnormi, di uomini che pretendono di essere diventati uomini di Stato senza studiare giorno per giorno. Questo vale in sede funzionale ma vale anche in sede locale. E poi non bisogna mai attribuire troppa responsabilit\u00e0 al prepotere degli altri: bisogna saper riconoscere anche le proprie capacit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una amministrazione locale del 2002 vi sono dei problemi talmente complessi, talmente gravosi che bisogna occuparsene a tempo pieno, e se qualcuno deve continuare col proprio lavoro quotidiano deve sacrificare le sue serate o le sue nottate. Questi sono aspetti fondamentali che rientrano in quel riconoscimento dei fondamenti e dei valori della politica di cui parlavo precedentemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se noi non ci rendiamo conto che la politica richiede un radicamento su quei valori &#8211; in questo caso della temperanza e della fortezza, valori naturali essenziali &#8211; vanamente pretenderemmo di cambiare le cose, diventeremmo ancora pi\u00f9 arroganti dei nostri avversari, i quali, almeno utilitaristicamente ed economicisticamente, si sono dotati di una serie di strumenti e di mezzi per poter modificare e cambiare le cose. Comunque governare, almeno in tema di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Domanda<\/strong>. Io penso che quello che stasera il professore ci ha detto sfondi una porta aperta per tanti di noi. Chi ha militato a destra in questi anni, probabilmente non l\u2019ha fatto per amministrare, per raggiungere obiettivi materiali, ma l\u2019ha fatto perch\u00e9 credeva in qualcosa. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che ora abbiamo di fronte a noi l\u2019altro apparato che tuttora \u00e8 dotato di strumenti di comunicazione e di potere ed \u00e8 ancora molto ben radicato. Quindi noi, oltre a portare avanti questo discorso di militanza disinteressata, dobbiamo tener conto di questa struttura. Noi rischiamo di combattere questa guerra con le baionette e gli altri con i carri armati. Ecco allora che anche per noi diventa importante porci l\u2019obiettivo di conquistare certi strumenti di lotta. E questo qualcuno lo far\u00e0 anche per avere il piccolo potere o la &#8220;seggiolina&#8221;, per\u00f2 certamente, Lei insegna, se nel CSM invece di esserci il 30% del Polo, ce ne fosse il 70%, probabilmente le cose cambierebbero. Ricordiamoci che noi abbiamo vinto le elezioni da un anno ma chi se ne \u00e8 accorto? In TV, tutti i canali, ad esempio, fino a pochissime settimane fa, erano tutti schierati a sinistra. Quindi ecco, condivido i pieno ci\u00f2 che diceva il professore, per\u00f2 bisogna attrezzarci per combatterli anche sul piano del potere. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risposta.<\/strong> Condivido perfettamente, per\u00f2 Lei mi ha fatto un esempio del CSM: devo dire che spesso mancano proprio le capacit\u00e0 di carattere dialettico, di pazienza, ecc. per poter contrastare delle posizioni molto radicate che sono di consuetudine di larghe fette di uomini della cultura della sinistra. Quindi, bisogna in qualche misura attrezzarci culturalmente. Io sono perfettamente d\u2019accordo con lei, per\u00f2 riporto l\u2019attenzione sul profilo dei mezzi e sul profilo dei fini. Ci\u00f2 vuol dire che bisogna meglio conoscere i fini, cio\u00e8 non dare per scontato i fini. E un grande difetto \u00e8 questo: dare per scontato i fini, quindi non conoscerli e non praticarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ho parlato, per esempio, di certi aspetti relativi alle virt\u00f9 naturali ho detto qualcosa che viene accolto da tutti, per\u00f2 poi difficilmente diventa sostanza della nostra concreta vita quotidiana. Perch\u00e9 le acquisizioni morali e pratiche delle virt\u00f9 richiedono modifiche di comportamento radicali. Se vogliamo trasformare realmente la societ\u00e0 dobbiamo prima di tutto trasformare noi stessi: \u00e8 l\u2019opposto dell\u2019idea del Comunismo. L\u2019idea socialista era questa: attraverso la trasformazione della societ\u00e0 verr\u00e0 trasformato l\u2019uomo. E hanno fatto uno sforzo plurisecolare in questa direzione. E hanno ottenuto e realizzato l\u2019uomo a una dimensione. Adesso per modificare le cose occorre che invertiamo radicalmente la prospettiva: per trasformare la societ\u00e0 bisogna trasformare l\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">So che Lei \u00e8 d\u2019accordo e che io sfondo una porta aperta, per\u00f2 bisogna impararlo nella nostra vita quotidiana &#8211; e non lo dico sotto un profilo spirituale o religioso, ma sotto un profilo umano &#8211; non realizzeremo nessuna trasformazione positiva della societ\u00e0. Naturalmente questo lavoro va di pari passo con quell\u2019altro che lei ha menzionato. Se noi fossimo sciocchi e pensassimo solo a una dimensione individualistica non penseremmo anche a come trasformare le condizioni sociali, quindi non faremo quella parte. Per\u00f2 quella parte \u00e8 relativa ai mezzi, agli strumenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso facciamo un discorso realistico: vi sono, ad esempio, i mezzi di comunicazione. Se lei mi consente le cose non sono pi\u00f9 come dieci anni fa, perch\u00e9 grazie ai soldi di Berlusconi, alcuni mezzi di comunicazione sono stati dislocati diversamente. Per\u00f2 quello che vedo \u00e8 solo una diversa dislocazione &#8220;logistica&#8221;, meramente geografica, ma non vedo una trasformazione del modo di fare comunicazione. Per esempio la comunicazione deve essere &#8220;veritativa&#8221;, non dobbiamo avere una comunicazione in termini di aggressione. Attraverso la comunicazione bisogna trasmettere verit\u00e0, partecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenga presente, poi, come Lei ben ha messo in evidenza, una certa trasformazione nelle cose \u00e8 avvenuta grazie al fatto che sono stati dislocati diversamente personaggi che prima erano a sinistra. Prenda per esempio i pi\u00f9 grandi giornalisti, uomini di spettacolo che adesso sostengono il centro-destra provengono dalla sinistra. Ad esempio Giuliano Ferrara \u00e8 molto potente ed efficace, per\u00f2 ha un\u2019educazione di carattere comunicativo che \u00e8 tutta quanta formata nelle scuole di partito del PCI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ricordo Giuliano Ferrara negli anni \u201960 a Torino quando era un dialettico perfetto dalla formazione comunista, perch\u00e9 ha frequentato fin da ragazzo le scuole del PCI. Adesso si \u00e8 dislocato diversamente, ma la sua forza sta nella grande formazione culturale che aveva acquisito. Allora non dobbiamo spregiare la formazione culturale, perch\u00e9 \u00e8 essenziale, e deve essere espressa in termini &#8220;veritativi&#8221;. Giovanni Paolo II, per esempio, richiama molte volte ai doveri dei mezzi di comunicazione che devono comunicare verit\u00e0, non menzogne o slogan. Con ci\u00f2, lei ha ragione per la parte che ha detto, per\u00f2 occorre fare queste cose, ma non dimenticare le altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Domanda.<\/strong> Io vorrei che ci facesse qualche esempio [\u2026] in particolare sui magistrati, visto lo sciopero dell\u2019altro giorno\u2026 \u00e8 possibile una domanda in questo campo? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risposta.<\/strong> Io non mi sottraggo alle domande in questo campo. \u00c8 un tema di cui tanto si parla, ma il cittadino comune \u00e8 disorientato. La grande premessa che bisogna fare \u00e8 questa: la nostra societ\u00e0, ma non solo la nostra societ\u00e0, tutto il mondo occidentale ha perso il senso della giustizia, quindi ha perso il senso della giurisdizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta, per esempio, trent\u2019anni fa, un avvocato relativamente ad un imputato sapeva in qualche modo quali erano i fronti su cui poteva muoversi. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, oggi il difensore si trova sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 a far riconoscere ai propri assistiti i limiti delle pretese. Poi, su questa crisi, si \u00e8 inserita da molti anni una crisi della Magistratura che, in parte, ha dimenticato il senso del rendere giustizia e pensa, in definitiva, che il suo compito non sia tanto quello di rendere giustizia, quanto assumere una posizione che loro chiamano di &#8220;controllo di legalit\u00e0&#8221; che \u00e8 una posizione di potere dentro la societ\u00e0. Quindi ha trasformato un ruolo di rendita di giustizia ad un ruolo di contropotere all\u2019interno della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un portato tipico della ideologia dei gruppi che vengono da sinistra che ha contagiato molta parte della Magistratura, soprattutto quella inquirente. Su questo aspetto se ne inserisce un altro, cio\u00e8 che alla guida di questo movimento interno alla Magistratura vi sono alcune correnti di magistrati che ritenevano di aver acquisito un ruolo stabile di potere all\u2019interno della societ\u00e0, diciamo cos\u00ec, &#8220;a guida post-comunista&#8221;. E questo \u00e8 un dato politico rilevantissimo: il fatto che ci sia stata una operazione politica volta alla distruzione dei partiti della vecchia Prima Repubblica, per aprire un nuovo spazio a guida della sinistra politica \u00e8 pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste forze politiche mai avrebbero potuto immaginare che in un sistema liberal-democratico ci sarebbe stato un rovesciamento di situazione. Noi ci troviamo di fronte ad un mondo che credeva ormai di aver assunto le redini politiche della societ\u00e0 italiana che si \u00e8 vista improvvisamente portare via questo potere. Questo ha portato a delle reazioni che sono tipiche di una parte della Magistratura. Tutto ci\u00f2, unito a delle situazioni di crisi che vi sono a causa delle debolezze degli uomini, dei governi, delle classi politiche ha portato a questo stato di cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche qui bisogna avere il coraggio di resistere con pazienza, non perdere il favore popolare con una riforma sociale basata sui nuovi principi di bene comune e libert\u00e0 comune. Naturalmente ci devono essere gli esperti che in questo campo combattono giorno e notte, ma non bisogna distruggere il valore della giustizia, il valore della giurisdizione che, in una societ\u00e0 complessa come la nostra, \u00e8 fondamentale. Invece, in questo settore, vedo talvolta una certa aggressivit\u00e0 di tipo giornalistico che mi pare controproducente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Domanda.<\/strong> Sono perfettamente d\u2019accordo sulla giustizia e sulla giurisdizione. I magistrati che manifestano in toga nelle piazze contro il Governo, episodi alla Borrelli, magistrati di Pisa che espongono nelle loro stanze foto dei lager nelle quali c\u2019\u00e8 scritto: &#8220;Attenzione! La Destra al potere porta a questo!&#8221; mi sembra che siano casi diversi e molto pi\u00f9 gravi, e spero che il CSM intervenga anche pesantemente. Sebbene l\u2019opinione dell\u2019uomo comune non \u00e8 proprio questa penso che il CSM prenda spesso provvedimenti contro cose del genere. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risposta.<\/strong> Voglio dire che questi sono casi gravi, ma ve ne sono ancora di pi\u00f9 gravi, qualitativamente, cio\u00e8 che, per esempio, molte iniziative giudiziarie concernenti vicende rilevantissime (come il G8, ecc.) sono estremamente problematiche sotto certi punti di vista, bisogna per\u00f2 fare i conti con le istituzioni quali esse siano. E gli esempi che Lei faceva appartengono a quel &#8220;terzo livello&#8221; di cui parlavamo prima: c\u2019\u00e8 una fascia di magistrati che fanno parte attiva di un settore della Magistratura politicamente impegnato, per\u00f2 \u00e8 il terzo aspetto, mentre noi dobbiamo tenere ben presenti prima di tutto gli altri due.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Trascrizione non rivista dal relatore)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascrizione dell\u2019intervento che si \u00e8 svolto il 21 giugno 2002 presso l\u2019Auditorium della Mostra del Mobilio di Ponsacco (PI) di Mauro Ronco (Ordinario di diritto penale all\u2019Universit\u00e0 di Padova,\u00a0Membro del Consiglio Superiore della Magistratura) * * *<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-fini-dellazione-politica-temi-e-valori-delluomo-e-della-societa39\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":35124,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[235],"class_list":["post-985","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-politica-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I fini dell&#039;azione politica. 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