{"id":979,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-13T08:54:14","modified_gmt":"2016-06-13T06:54:14","slug":"la-democrazia-nellenciclica-sociale-evangelium-vitae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-democrazia-nellenciclica-sociale-evangelium-vitae\/","title":{"rendered":"La democrazia nell\u2019enciclica &#8216;sociale&#8217; &#8216;Evangelium vitae&#8217;"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-34523\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Evangelium_vitae.jpg\" alt=\"Evangelium_vitae\" width=\"201\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Evangelium_vitae.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Evangelium_vitae-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/>Cristianit\u00e0<\/strong> n. 241 (1995)<\/p>\n<p align=\"center\">di<b> Giovanni Cantoni<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><b><\/b>Dopo lunga gestazione &#8211; precisamente a partire dal Concistoro Straordinario tenutosi a Roma dal 4 al 7 aprile 1991 e dedicato, fra l\u2019altro, alle attuali minacce contro la vita, con particolare attenzione all\u2019aborto (1) -, gioved\u00ec 30 marzo 1995 \u00e8 stata resa pubblica l\u2019undicesima enciclica di Papa Giovanni Paolo II, <i>Evangelium vitae<\/i>, datata 25 marzo, solennit\u00e0 dell\u2019annunciazione del Signore Ges\u00f9, e indirizzata <i>&#8220;ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, ai religiosi e alle religiose, ai fedeli laici e a tutte le persone di buona volont\u00e0 sul valore e l\u2019inviolabilit\u00e0 della vita umana&#8221;<\/i> (2).<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Taccio circa la qualit\u00e0 della breve eco avuta dal documento fra i previsti e ampiamente prevedibili oppositori &#8211; la quasi totalit\u00e0 dei commentatori &#8211; e mi limito a notare come anche i commenti favorevoli abbiano spesso confermato un\u2019importante notazione dello stesso Sommo Pontefice, secondo cui <i>&#8220;il ritorno al testo dovrebbe essere la cura di tutti. Infatti, quanti si fanno cantori o critici dei testi pontifici senza leggere attentamente il testo, n\u00e9 studiare il contesto! Un\u2019enciclica s\u2019inscrive nella continuit\u00e0 di un insegnamento e rinnova la sua formulazione in funzione sia del cambiamento delle problematiche sociali che delle nuove esigenze etiche che comportano per la fede&#8221;<\/i> (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>1.\u00a0<\/strong>Qual \u00e8 il <i>contesto<\/i> dell\u2019enciclica <i>Evangelium vitae<\/i>? In altri termini: perch\u00e9 <i>oggi<\/i> l\u2019enciclica <i>Evangelium vitae<\/i>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il <i>testo<\/i> risponde: <i>&#8220;Oggi questo annuncio si fa particolarmente urgente per l\u2019impressionante moltiplicarsi ed acutizzarsi delle minacce alla vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando essa \u00e8 debole e indifesa&#8221;<\/i> (n. 3). Per descrivere il panorama delle minacce alla vita Papa Giovanni Paolo II richiama un passo della costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo <i>Gaudium et spes<\/i> (4), quindi osserva che <i>&#8220;questo inquietante panorama, lungi dal restringersi, si va piuttosto dilatando: con le nuove prospettive aperte dal progresso scientifico e tecnologico nascono nuove forme di attentati alla dignit\u00e0 dell\u2019essere umano, mentre si delinea e consolida una nuova situazione culturale che d\u00e0 ai delitti contro la vita un <\/i>aspetto inedito e &#8211; se possibile &#8211; ancora pi\u00f9 iniquo<i> suscitando ulteriori gravi preoccupazioni: larghi strati dell\u2019opinione pubblica giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libert\u00e0 individuale e, su tale presupposto, ne pretendono non solo l\u2019impunit\u00e0, ma persino l\u2019autorizzazione da parte dello Stato, al fine di praticarli in assoluta libert\u00e0 ed anzi con l\u2019intervento gratuito delle strutture sanitarie.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><i><\/i>&#8220;Ora, tutto questo provoca un cambiamento profondo nel modo di considerare la vita e le relazioni tra gli uomini. Il fatto che le legislazioni di molti Paesi, magari allontanandosi dagli stessi principi basilari delle loro Costituzioni, abbiano acconsentito a non punire o addirittura a riconoscere la piena legittimit\u00e0 di tali pratiche contro la vita \u00e8 insieme sintomo preoccupante e causa non marginale di un grave crollo morale: scelte un tempo unanimemente considerate come delittuose e rifiutate dal comune senso morale, diventano a poco a poco socialmente rispettabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">La stessa medicina, che per sua vocazione \u00e8 ordinata alla difesa e alla cura della vita umana, in alcuni suoi settori si presta sempre pi\u00f9 largamente a realizzare questi atti contro la persona e in tal modo deforma il suo volto, contraddice s\u00e9 stessa e avvilisce la dignit\u00e0 di quanti la esercitano. In un simile contesto culturale e legale, anche i gravi problemi demografici, sociali o familiari, che pesano su numerosi popoli del mondo ed esigono un\u2019attenzione responsabile ed operosa delle comunit\u00e0 nazionali e di quelle internazionali, si trovano esposti a soluzioni false e illusorie, in contrasto con la verit\u00e0 e il bene delle persone e delle Nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">&#8220;L\u2019esito al quale si perviene \u00e8 drammatico: se \u00e8 quanto mai grave e inquietante il fenomeno dell\u2019eliminazione di tante vite umane nascenti o sulla via del tramonto, non meno grave e inquietante \u00e8 il fatto che la stessa coscienza, quasi ottenebrata da cos\u00ec vasti condizionamenti, fatica sempre pi\u00f9 a percepire la distinzione tra il bene e il male in ci\u00f2 che tocca lo stesso fondamentale valore della vita umana&#8221; (n. 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Dunque, la <i>ratio<\/i>, la ragione del documento sta in una &#8220;cattiva novella&#8221;, in una &#8220;cattiva novit\u00e0&#8221;, in un &#8220;segno dei tempi&#8221; negativo: non nel solo fatto della commissione di delitti contro la vita, purtroppo legati alla condizione umana <i>post peccatum<\/i>, ma in una catena di situazioni collegate a questo fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>a.<\/strong>\u00a0Anzitutto, si deve rilevare l\u2019insensibilit\u00e0 epocale nei confronti dei delitti contro la vita, insensibilit\u00e0 che favorisce la trasformazione di quanto \u00e8 umanamente endemico in epidemico: <i>&#8220;L\u2019umanit\u00e0 di oggi ci offre uno spettacolo davvero allarmante, se pensiamo non solo ai diversi ambiti nei quali si sviluppano gli attentati alla vita, ma anche alla loro singolare proporzione numerica, nonch\u00e9 al molteplice e potente sostegno che viene loro dato dall\u2019ampio consenso sociale, dal frequente riconoscimento legale, dal coinvolgimento di parte del personale sanitario&#8221;<\/i> (n. 17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>b.<\/strong>\u00a0Quindi, va ricordata l\u2019influenza di questa condizione sulla convivenza sociale, che viene da essa segnata e deformata: <i>&#8220;In questo modo la societ\u00e0 diventa un insieme di individui posti l\u2019uno accanto all\u2019altro, ma senza legami reciproci: ciascuno vuole affermarsi indipendentemente dall\u2019altro, anzi vuol far prevalere i suoi interessi. Tuttavia, di fronte ad analoghi interessi dell\u2019altro, ci si deve arrendere a cercare qualche forma di compromesso, se si vuole che nella societ\u00e0 sia garantito a ciascuno il massimo di libert\u00e0 possibile. Viene meno cos\u00ec ogni riferimento a valori comuni e a una verit\u00e0 assoluta per tutti: la vita sociale si avventura nelle sabbie mobili di un relativismo totale. Allora <\/i>tutto \u00e8 convenzionabile, tutto \u00e8 negoziabile<i>: anche il primo dei diritti fondamentali, quello alla vita&#8221;<\/i> (n. 20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>c.\u00a0<\/strong>Finalmente, viene in questione il fatto che questo <i>&#8220;<\/i>[&#8230;] genere di attentati<i>, concernenti la vita nascente e terminale, <\/i>[&#8230;]<i> presentano <\/i>caratteri nuovi rispetto al passato e sollevano problemi di singolare gravit\u00e0<i> per il fatto che tendono a perdere, nella coscienza collettiva, il carattere di &#8220;delitto&#8221; e ad assumere paradossalmente quello del &#8220;diritto&#8221;, al punto che se ne pretende un vero e proprio <\/i>riconoscimento legale da parte dello Stato e la successiva esecuzione mediante l\u2019intervento degli stessi operatori sanitari<i>&#8220;<\/i> (n. 11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">La situazione epocale e le sue cause sono gi\u00e0 state sinteticamente esposte da Papa Giovanni Paolo II, che si cita: <i>&#8220;Con il tempo, le minacce contro la vita non vengono meno. Esse, al contrario, assumono dimensioni enormi. Non si tratta soltanto di minacce provenienti dall\u2019esterno, di forze della natura o dei &#8220;Caino&#8221; che assassinano gli &#8220;Abele&#8221;; no, si tratta di <\/i>minacce programmate in maniera scientifica e sistematica<i>. Il ventesimo secolo verr\u00e0 considerato un\u2019epoca di attacchi massicci contro la vita, un\u2019interminabile serie di guerre e un massacro permanente di vite umane innocenti. I falsi profeti e i falsi maestri hanno conosciuto il maggior successo possibile&#8221;<\/i> (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In altre parole &#8211; ancora &#8211; quanto accade non \u00e8 solamente frutto di difficolt\u00e0 <i>post peccatum<\/i>, n\u00e9 della loro concentrazione e &#8220;capitalizzazione&#8221; nel tempo e nello spazio, e neppure di cadute di singoli: si <i>&#8220;<\/i>[&#8230;]<i> va oltre la responsabilit\u00e0 delle singole persone e il danno loro arrecato, assumendo una dimensione fortemente sociale: \u00e8 una <\/i>ferita<i> gravissima inferta alla societ\u00e0 e alla sua cultura da quanti dovrebbero esserne i costruttori e i difensori. <\/i>[&#8230;]<i> Ci troviamo di fronte a quella che pu\u00f2 definirsi <\/i>una &#8220;struttura di peccato&#8221; contro la vita umana non ancora nata<i>&#8220;<\/i> (n. 59); <i>&#8220;<\/i>[&#8230;]<i> siamo in realt\u00e0 di fronte a una oggettiva <\/i>&#8220;congiura contro la vita&#8221;<i> che vede implicate anche Istituzioni internazionali, impegnate a incoraggiare e programmare vere e proprie campagne per diffondere la contraccezione, la sterilizzazione e l\u2019aborto&#8221;<\/i> (n. 17), campagne realizzate con la complicit\u00e0 dei <i>mass media<\/i>: <i>&#8220;Non si pu\u00f2, infine, negare che i mass media sono spesso complici di questa congiura, accreditando nell\u2019opinione pubblica quella cultura che presenta il ricorso alla contraccezione, alla sterilizzazione, all\u2019aborto e alla stessa eutanasia come segno di progresso e conquista di libert\u00e0, mentre dipinge come nemiche della libert\u00e0 e del progresso le posizioni incondizionatamente a favore della vita&#8221;<\/i> (n. 17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">E, <i>&#8220;<\/i>[&#8230;]<i> di fronte a uno scontro immane e drammatico tra il bene e il male, la morte e la vita, la &#8220;cultura della morte&#8221; e la &#8220;cultura della vita&#8221;&#8221;<\/i> (n. 28), <i>&#8220;nel ricercare le radici pi\u00f9 profonde della lotta tra la &#8220;cultura della vita&#8221; e la &#8220;cultura della morte&#8221; <\/i>[&#8230;]<i> occorre giungere al cuore del dramma vissuto dall\u2019uomo contemporaneo: l\u2019eclissi del senso di Dio e dell\u2019uomo, tipica del contesto sociale e culturale dominato dal secolarismo, che coi suoi tentacoli pervasivi non manca talvolta di mettere alla prova le stesse comunit\u00e0 cristiane. Chi si lascia contagiare da questa atmosfera, entra facilmente nel vortice di un terribile circolo vizioso: smarrendo il senso di Dio, si tende a smarrire anche il senso dell\u2019uomo, della sua dignit\u00e0 e della sua vita; a sua volta, la sistematica violazione della legge morale, specie nella grave materia del rispetto della vita umana e della sua dignit\u00e0, produce una sorta di progressivo oscuramento della capacit\u00e0 di percepire la presenza vivificante e salvante di Dio&#8221;<\/i> (n. 21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>2.\u00a0<\/strong>Dopo aver identificato nel <i>testo<\/i> il <i>contesto<\/i>, passo da questo <i>contesto storico<\/i> a quello che si pu\u00f2 definire <i>contesto magisteriale<\/i>, cio\u00e8 alla continuit\u00e0 dell\u2019insegnamento in cui appunto si inserisce ogni espressione magisteriale e che permette eventualmente di cogliere non pi\u00f9 la <i>novit\u00e0 da fronteggiare<\/i>, la sfida, ma la <i>novit\u00e0 della risposta<\/i> a essa, cio\u00e8 il possibile sviluppo della dottrina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Se la <i>ratio<\/i> del documento pontificio \u00e8 quella che ho ricostruita sulla base del documento stesso &#8211; e che \u00e8 contenuta principalmente nella <i>Introduzione<\/i> e nel primo capitolo, <i>La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo. Le attuali minacce alla vita umana<\/i> -, Papa Giovanni Paolo II espone la dottrina della Chiesa nel secondo capitolo, <i>Sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita. Il messaggio cristiano sulla vita<\/i>; nel terzo capitolo, <i>Non uccidere. La Legge santa di Dio<\/i>, e nel quarto capitolo, <i>L\u2019avete fatto a me. Per una nuova cultura della vita umana<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">E &#8211; oltre gli sforzi di un\u2019esegesi interessata all\u2019identificazione sensazionalistica di <i>nova<\/i>, di &#8220;cose nuove&#8221;, da contrapporre dialetticamente a <i>vetera<\/i>, a &#8220;cose vecchie&#8221; &#8211; la dottrina esposta si rivela per la gran parte ricostruzione di quanto, negli anni pi\u00f9 recenti, sulla base delle sollecitazioni storiche indicate, il Magistero della Chiesa \u00e8 venuto enunciando, quindi \u00e8 autorevole, puntuale e provvidenziale ricostruzione di quanto contenuto nelle diverse dichiarazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, talora gi\u00e0 passate e &#8220;riassunte&#8221; nel <i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i> oppure &#8220;condensate&#8221; normativamente nel <i>Codice di Diritto Canonico<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Inoltre, la ricostruzione autorevole aiuta a cogliere l\u2019unit\u00e0 del Magistero della Chiesa, inteso sia come messaggio, cio\u00e8 come contenuto, che come fonte che elabora e organizza il messaggio. E, se non mancano certamente gli approfondimenti, talora semplicemente legati all\u2019angolazione diversa da cui viene osservato il medesimo problema e fornita la risposta di ragione e di fede, credo non si possa, in genere, parlare propriamente di sviluppi, se con il termine si intende non certo l\u2019impossibile novit\u00e0 assoluta, ma l\u2019esplicitazione di tematiche e di tesi note.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Se vi \u00e8 una novit\u00e0, essa consiste nella solennit\u00e0 formulare con cui Papa Giovanni Paolo II riafferma precedenti tesi: dopo aver ricordato che <i>&#8220;<\/i>[&#8230;]<i> l\u2019inviolabilit\u00e0 assoluta della vita umana innocente \u00e8 una verit\u00e0 morale esplicitamente insegnata nella Sacra Scrittura, costantemente ritenuta nella Tradizione della Chiesa e unanimemente proposta dal suo Magistero&#8221;<\/i> (n. 57), e aver notato che <i>&#8220;tale unanimit\u00e0 \u00e8 frutto evidente di quel &#8220;senso soprannaturale della fede&#8221; che, suscitato e sorretto dallo Spirito Santo, garantisce dall\u2019errore il popolo di Dio, quando &#8220;esprime l\u2019universale suo consenso in materia di fede e di costumi&#8221;&#8221;<\/i> (n. 57), il Sommo Pontefice condanna l\u2019uccisione diretta e volontaria di un essere umano innocente <i>&#8220;<\/i>[&#8230;] <i>con l\u2019autorit\u00e0 che Cristo ha conferito a Pietro e ai suoi Successori, in comunione con i Vescovi della Chiesa cattolica&#8221;<\/i> (n. 57), e afferma che <i>&#8220;tale dottrina, fondata in quella legge non scritta che ogni uomo, alla luce della ragione, trova nel proprio cuore (cf. <\/i>Rm<i> 2, 14-15), \u00e8 riaffermata dalla Sacra Scrittura, trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale&#8221;<\/i> (n. 57). Quindi condanna con la stessa espressione e con l\u2019identico richiamo alla legge naturale, alla Scrittura, alla Tradizione e al Magistero <i>&#8220;l\u2019aborto diretto, cio\u00e8 voluto come fine o come mezzo&#8221;<\/i> (n. 62) e <i>&#8220;<\/i>l\u2019eutanasia [&#8230;]<i>, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana&#8221;<\/i> (n. 65).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>3.<\/strong>\u00a0Se, in genere e per la gran parte del documento, le cose stanno nei termini che ho indicato, questo quadro patisce per\u00f2 eccezione. E tale eccezione mi sembra essere costituita da quanto fa dell\u2019enciclica <i>Evangelium vitae<\/i> un testo, per cos\u00ec dire, &#8220;interdisciplinare&#8221;, contemporaneamente fondativo dell\u2019attenzione cattolica al mondo della bioetica (6) ed espressione di dottrina sociale, di morale sociale: <i>&#8220;Contrariamente a quanto affrettati e superficiali lettori hanno affermato, <\/i>Evangelium vitae<i> non \u00e8 un documento di morale sessuale e neppure semplicemente un documento di etica individuale. \u00c8 invece un testo di grande rilevanza per la morale sociale, che si colloca nel solco della dottrina sociale della Chiesa, inaugurato, nei tempi moderni, dall\u2019Enciclica leonina. Proseguendo questa tradizione, essa indica le questioni del rispetto della vita, quali l\u2019aborto, le sperimentazioni sugli embrioni e l\u2019eutanasia, come la &#8220;nuova frontiera&#8221; della questione sociale&#8221;<\/i> (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Infatti, questo aspetto costituisce parte rilevante del documento, che non \u00e8 solo ripetizione e ricostruzione, ma anche esplicitazione e svolgimento di quanto contenuto in altre espressioni magisteriali di morale sociale. In proposito ha rilievo il rapporto di sviluppo dei passaggi sulla democrazia rispetto alla terza parte, <i>Morale e legge civile<\/i>, della <i>Istruzione &#8220;Donum Vitae&#8221; su il rispetto della vita umana nascente e la dignit\u00e0 della procreazione<\/i>, pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1987 (8), al capitolo quinto dell\u2019enciclica dello stesso Papa Giovanni Paolo II <i>Centesimus annus<\/i>, del 1991 (9), nonch\u00e9 al capitolo terzo dell\u2019enciclica <i>Veritatis splendor<\/i> dello stesso Sommo Pontefice (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>4.\u00a0<\/strong>Molto sinteticamente e a grandissime linee credo si possa affermare che, per un lungo lasso di tempo, il termine &#8220;democrazia&#8221; \u00e8 stato utilizzato nel mondo cattolico semplicemente come indicativo di una forma di governo terza insieme a monarchia e ad aristocrazia, con i quali termini ha costituito un trinomio che affonda le sue radici in una delle pi\u00f9 remote testimonianze della cultura occidentale, le <i>Storie<\/i> di Erodoto (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">A questo uso si \u00e8 attenuto pure il Magistero ecclesiastico, anche quando ha voluto denunciare come inaccettabile una valutazione impropria della forma di governo democratica, realizzata sia all\u2019interno del mondo cattolico &#8211; attraverso l\u2019attribuzione appunto alla democrazia di uno speciale privilegio, di un rapporto privilegiato con il cristianesimo, quindi con una sua concezione idolatrica (12) &#8211; che fuori di esso, in relazione con una concezione individualistica e contrattualistica della societ\u00e0 e immanentistica della sovranit\u00e0 (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Si sono cos\u00ec venute delineando due accezioni, frutto di due concezioni antitetiche, del termine &#8220;democrazia&#8221;: la <i>prima<\/i> si pu\u00f2 definire <i>classica<\/i> o <i>&#8220;degli antichi&#8221;<\/i> &#8211; utilizzo le specifiche che lo scrittore e polemista Benjamin-Henri Constant de Rebecque (1767-1830) attribuisce alla libert\u00e0 -, la <i>seconda<\/i> <i>&#8220;dei moderni&#8221;<\/i> o semplicemente <i>moderna<\/i> (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Ma, a partire dal pontificato di Papa Pio XII, del termine &#8220;democrazia&#8221; \u00e8 stata introdotta <i>anche<\/i> una <i>terza<\/i> accezione: &#8220;democrazia&#8221; non indica pi\u00f9 semplicemente una forma di governo, ma \u00e8 termine atto a definire il regime di un rapporto sostanzialmente corretto fra la societ\u00e0 e la sua organizzazione, cio\u00e8 lo Stato, una polarit\u00e0 antitetica rispetto a quanto negli anni seguenti la prima guerra mondiale, ma con accentuazione e stabilizzazione della denominazione dopo la seconda guerra mondiale, verr\u00e0 qualificato come totalitarismo, mentre appunto con &#8220;totalitarismo&#8221; viene indicato il regime di un rapporto pi\u00f9 o meno gravemente scorretto, caratterizzato dalla prevaricazione dello Stato sulla societ\u00e0 attraverso la penetrazione e la mobilitazione totale del corpo sociale, con l\u2019eliminazione di ogni linea stabile di distinzione fra l\u2019apparato politico e la societ\u00e0 stessa (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il nuovo uso nelle espressioni magisteriali \u00e8 stato di quando in quando precisato rispetto a quello precedente, che per altro non \u00e8 mai abbandonato in quanto, almeno da un punto di vista classificatorio, non abbandonabile: <i>&#8220;\u00c8 noto <\/i>&#8211; si legge per esempio in un documento di Papa Paolo VI &#8211;<i> che la Chiesa non preferisce e non respinge nessuna forma di governo, posto che esso sia giusto e capace di procurare il bene comune dei cittadini. La democrazia che approva \u00e8 legata meno a un determinato regime politico che alle strutture da cui dipendono le relazioni fra il popolo e il potere nella ricerca della comune prosperit\u00e0&#8221;<\/i> (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Ma, nonostante queste preziose precisazioni, l\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019uso, favorita dall\u2019ignoranza pi\u00f9 o meno colpevole della gran parte degli utenti nonch\u00e9 dall\u2019atmosfera culturale <i>lato sensu<\/i> soprattutto degli anni della guerra fredda, non ha mancato di suscitare disorientamento, non solo al momento della sua introduzione, ma anche in seguito. Infatti, la democrazia del binomio democrazia-totalitarismo \u00e8 diversa dalla democrazia classica del trinomio monarchia-aristocrazia-democrazia ed \u00e8 certamente diversa anche dalla democrazia moderna, ma \u00e8 stata spesso assunta come coincidente con quest\u2019ultima, cio\u00e8 &#8211; ripeto &#8211; con la democrazia di questo trinomio quando si accompagna a una concezione atomistica e contrattualistica della societ\u00e0 nonch\u00e9 immanentistica della sovranit\u00e0 oppure quando viene fatta idolo, quando perde le caratteristiche di termine indicante una modalit\u00e0 organizzativa della societ\u00e0 lecitamente preferibile e preferita da alcuni per il perseguimento del fine dell\u2019organizzazione stessa, la realizzazione del bene comune sia in tesi che in una determinata ipotesi storica, e si sovrappone al medesimo bene comune divenendo quasi sinonimo di esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">N\u00e9 la dottrina classica ha trovato sviluppo adeguato, che tentasse di definire il totalitarismo con i parametri forniti dal pensiero appunto classico. Come si \u00e8 &#8220;perduta&#8221; l\u2019affermazione pontificia relativa al primato della forma di governo monarchica &#8211; Papa Pio VI aveva parlato de <i>&#8220;la pi\u00f9 prestigiosa forma di governo, quella monarchica&#8221;<\/i>, e ancora pi\u00f9 esplicitamente de <i>&#8220;la monarchia, la miglior forma di governo&#8221;<\/i> (17) -, cos\u00ec si \u00e8 &#8220;perduta&#8221; la tesi di san Tommaso relativa alla forma ideale di governo costituita dal <i>regime misto fra monarchia, aristocrazia e democrazia<\/i> (18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Senza indagare sulle ragioni, almeno molteplici, di questa perdita &#8211; sia detto di passaggio, in entrambi i casi, certamente diversi ma analoghi, si tratta di perdite per nulla irreparabili e definitive, in quanto tesi che <i>possono<\/i> sempre essere riprese come <i>vetera<\/i> -, essa ha impedito di conservare la dottrina corrispondente, relativa alle corruzioni delle forme di governo, dottrina che avrebbe permesso &#8211; oso affermare &#8211; di identificare la novit\u00e0 storica, la <i>res nova<\/i> costituita dal totalitarismo, come <i>regime misto di tirannide, oligarchia e demagogia<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Ma, se la mancata elaborazione teorica non ha forse fornito al carisma magisteriale il proprio contributo perch\u00e9 operasse il discernimento nella situazione a partire da qualcosa di pi\u00f9 della classificazione classica, accolta senza la sua dimensione dinamica, cos\u00ec \u00e8 stata recepita &#8211; certo anche per ragioni di natura fattuale -, e quindi accreditata, la dicotomia propagandistica democrazia-totalitarismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>5.<\/strong>\u00a0Dunque, attraverso l\u2019uso ambiguo del termine &#8220;democrazia&#8221;, indefinitamente e indifferentemente inteso ora come una delle possibili forme di governo, ora come il regime politico positivo contrapposto a quello negativo costituito dallo Stato totalitario, \u00e8 nata una condizione di confusione. N\u00e9 \u00e8 bastato &#8211; n\u00e9, evidentemente, \u00e8 stato giudicato bastante dal Magistero &#8211; il fatto che il termine &#8220;democrazia&#8221; non abbia trovato <i>esplicita<\/i> menzione n\u00e9 nei documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, n\u00e9 nel <i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Perci\u00f2 Papa Giovanni Paolo II, che nell\u2019enciclica <i>Centesimus annus<\/i> ha reiterato l\u2019uso esplicito delle categorie &#8220;democrazia&#8221; e &#8220;totalitarismo&#8221; (19), nell\u2019enciclica <i>Evangelium vitae<\/i> torna, con evidenti intenti chiarificatori, sull\u2019argomento e colpisce l\u2019ambiguit\u00e0 denunciando la deriva totalitaria della democrazia moderna che copre con il meccanismo elettorale &#8211; premesso l\u2019indispensabile <i>one man one vote<\/i> e nell\u2019ottemperanza della regola maggioritaria &#8211; lo svuotamento del carattere alternativo al totalitarismo, la difesa del popolo, realt\u00e0 organica e ricca di valori, contrastante con la massa, realt\u00e0 disorganica esposta alla manipolazione demagogica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Inoltre, la formula della denuncia colpisce l\u2019ipotizzata solidariet\u00e0 radicale di democrazia e di <i>&#8220;<\/i>relativismo etico<i> che contraddistingue gran parte della cultura contemporanea&#8221;<\/i> (n. 70) e illumina, appunto in rapporto alla vita e alla sua difesa, non solo la democrazia, ma anche il cosiddetto &#8220;Stato di diritto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Questa mi pare la prospettiva &#8211; sia quanto allo spirito che quanto alla lettera &#8211; in cui leggere e accogliere la sentenza: <i>&#8220;In realt\u00e0, la democrazia non pu\u00f2 essere mitizzata fino a farne un surrogato della moralit\u00e0 o un toccasana dell\u2019immoralit\u00e0. Fondamentalmente, essa \u00e8 un &#8220;ordinamento&#8221; e, come tale, uno strumento e non un fine. Il suo carattere &#8220;morale&#8221; non \u00e8 automatico, ma dipende dalla conformit\u00e0 alla legge morale a cui, come ogni altro comportamento umano, deve sottostare: dipende cio\u00e8 dalla moralit\u00e0 dei fini che persegue e dei mezzi di cui si serve. Se oggi si registra un consenso pressoch\u00e9 universale sul valore della democrazia, ci\u00f2 va considerato un positivo &#8220;segno dei tempi&#8221;, come anche il Magistero della Chiesa ha pi\u00f9 volte rilevato. Ma il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna e promuove: fondamentali e imprescindibili sono certamente la dignit\u00e0 di ogni persona umana, il rispetto dei suoi diritti intangibili e inalienabili, nonch\u00e9 l\u2019assunzione del &#8220;bene comune&#8221; come fine e criterio regolativo della vita politica.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><i><\/i>&#8220;Alla base di questi valori non possono esservi provvisorie e mutevoli &#8220;maggioranze&#8221; di opinione, ma solo il riconoscimento di una legge morale obiettiva che, in quanto &#8220;legge naturale&#8221; iscritta nel cuore dell\u2019uomo, \u00e8 punto di riferimento normativo della stessa legge civile. Quando, per un tragico oscuramento della coscienza collettiva, lo scetticismo giungesse a porre in dubbio persino i principi fondamentali della legge morale, lo stesso ordinamento democratico sarebbe scosso nelle sue fondamenta, riducendosi a un puro meccanismo di regolazione empirica dei diversi e contrapposti interessi&#8221; (n. 70).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Dunque, la democrazia \u00e8 sia il regime che si pone come alternativo al totalitarismo, il regime che si contrappone al totalitarismo proprio perch\u00e9 garantisce la <i>&#8220;&#8221;soggettivit\u00e0&#8221; della societ\u00e0&#8221;<\/i> (20) e non il suo assorbimento; sia l\u2019ordinamento che pu\u00f2 servire come mezzo per la realizzazione di questo regime, ma l\u2019ordinamento non va scambiato per il fine, costituito comunque e con qualunque forma di governo dal bene comune, del quale per\u00f2 il mezzo, neppure quello democratico, non fa parte e non \u00e8 comunque garanzia automatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il mezzo, la forma di governo democratica, deve a sua volta realizzarsi all\u2019interno di uno <i>&#8220;&#8221;Stato di diritto&#8221;, nel quale \u00e8 sovrana la legge, e non la volont\u00e0 arbitraria degli uomini&#8221;<\/i> (21), cio\u00e8 di uno Stato caratterizzato non &#8220;dalla legge della forza&#8221;, ma &#8220;dalla forza della legge&#8221;, un apparente gioco di parole che permette di identificare, anche a proposito appunto dello Stato di diritto, due modalit\u00e0 di esso, di nuovo quella <i>&#8220;degli antichi&#8221;<\/i> e quella <i>&#8220;dei moderni&#8221;<\/i> (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Ma &#8211; ancora &#8211; la legge non pu\u00f2 avere fondamento nello Stato stesso, dal momento che lo Stato di diritto non \u00e8 uno &#8220;Stato <i>con un<\/i> diritto&#8221;, ma uno &#8220;Stato <i>che riconosce<\/i> il diritto&#8221;, quindi dei diritti, anzitutto dei &#8220;diritti umani&#8221; (23), che non sono convenzionabili e negoziabili, ma trovano la loro base inalterabile nella natura umana e nella legge naturale che se ne ricava, e dal quale diritto naturale lo Stato \u00e8 limitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">E, quando <i>tutte<\/i> queste condizioni non si verificano, lo Stato democratico \u00e8 uno Stato pi\u00f9 o meno apertamente totalitario, anche se ciascun cittadino pu\u00f2 esercitare il diritto di voto e anche se si d\u00e0 seguito alle deliberazioni della maggioranza degli elettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(1) Cfr. Mauro Ronco, <i>La Chiesa nella lotta fra la &#8220;cultura&#8221; della morte e la civilt\u00e0 dell\u2019amore<\/i>, in <i>Cristianit\u00e0<\/i>, anno XIX, n. 193-194, maggio-giugno 1991, pp. 5-8.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(2) Cfr. Giovanni Paolo II, Enciclica <i>Evangelium vitae <\/i>sul valore e l\u2019inviolabilit\u00e0 della vita umana, del 25-3-1995; i rimandi al documento sono fra parentesi nel testo, indicati con il numero di paragrafo. Segnalo l\u2019edizione dell\u2019enciclica con introduzione e guida alla lettura di S. E. mons. Dionigi Tettamanzi, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 1995.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(3) Idem, Discorso ai partecipanti a un convegno organizzato dall\u2019\u00c9cole Fran\u00e7aise sull\u2019enciclica <i>Rerum novarum<\/i> di Papa Leone XIII, del 20-4-1991, in <i>Insegnamenti di Giovanni Paolo II<\/i>, vol. XIV, 1, p. 818.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(4) Cfr. Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo <i>Gaudium et spes<\/i>, n. 27.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(5) Giovanni Paolo II, Discorso durante la Veglia di Preghiera per l\u2019VIII Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 a Denver, del 14-8-1993, I, 3, in <i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 17\/18-8-1993.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(6) Cfr. S. E. mons. Elio Sgreccia, <i>I fondamenti della bioetica nell\u2019Enciclica<\/i> [<i>Evangelium vitae<\/i>], in <i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 29-4-1995.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(7) Monsignor Livio Melina, <i>Il rispetto della vita come questione sociale: dalla &#8220;Rerum novarum&#8221; all\u2019&#8221;Evangelium vitae&#8221;<\/i>, <i>ibid<\/i>., 13-4-1995.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(8) Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione <i>Donum vitae<\/i> su il rispetto della vita umana nascente e la dignit\u00e0 della procreazione, del 22-2-1987, III. Segnalo l\u2019edizione del documento con presentazione di S. Em. il cardinale Joseph Ratzinger e commenti, Libreria Editrice Vaticana, Citt\u00e0 del Vaticano 1990.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(9) Cfr. Giovanni Paolo II, Enciclica <i>Centesimus annus<\/i> nel centesimo della <i>Rerum novarum<\/i>, del 1\u00b0-5-1991, nn. 44-47. Segnalo l\u2019edizione del documento, insieme all\u2019enciclica <i>Rerum novarum<\/i>, con introduzioni e analisi storica di monsignor Franco Biffi, Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 1991.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(10) Cfr. Idem, Enciclica <i>Veritatis splendor<\/i> circa alcune questioni fondamentali dell\u2019insegnamento morale della Chiesa, del 6-8-1993, nn. 98-101. Segnalo l\u2019edizione del documento con introduzione e guida alla lettura di S. E. mons. D. Tettamanzi, Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 1993; cfr. anche M. Ronco, <i>Diritto naturale e diritto positivo nell\u2019enciclica &#8220;Veritatis splendor&#8221;<\/i>, in <i>Cristianit\u00e0<\/i>, anno XXII, n. 230-231, giugno-luglio 1994, pp. 5-14.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(11) Cfr. Erodoto, <i>Storie<\/i>, III, 80-83; ed Estanislao Cantero N\u00fa\u00f1ez, <i>Evoluzione del concetto di democrazia<\/i>, in <i>Quaderni di &#8220;Cristianit\u00e0&#8221;<\/i>, anno I, n. 3, inverno 1985, pp. 14-33.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(12) Cfr. san Pio X, <i>La concezione secolarizzata della democrazia. Lettera agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi &#8220;Notre charge apostolique&#8221;<\/i>, del 25-8-1910, n. 23, Cristianit\u00e0, Piacenza 1993, p. 20.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(13) Cfr., espressione sintetica di tanti interventi, <i>&#8220;Sillabo&#8221; dei principali errori della nostra epoca gi\u00e0 condannati dal Pontefice Pio IX in atti, decreti, allocuzioni<\/i>, dell\u20198-12-1864, proposizione LX, in <i>I documenti sociali della Chiesa. Da Pio IX a Giovanni Paolo II<\/i>, a cura e con introduzioni di padre Raimondo Spiazzi O.P., vol. I, <i>Dal 1864 al 1965<\/i>, 2a ed. aggiornata a tutto il 1987, Massimo, Milano 1988, pp. 11-22 (p. 20).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(14) Cfr. Benjamin Constant, <i>Discorso sulla libert\u00e0 degli antichi paragonata a quella dei moderni<\/i>, trad. it., Editori Riuniti, Roma 1992.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(15) Cfr., bench\u00e9 non vi compaia il termine &#8220;totalitarismo&#8221;, Pio XII, <i>I sommi postulati morali di un retto e sano ordinamento democratico. Radiomessaggio natalizio &#8220;Benignitas et humanitas&#8221;<\/i>, del 24-12-1944, Cristianit\u00e0, Piacenza 1991.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(16) Paolo VI, <i>La societ\u00e0 democratica. Lettera &#8220;Les prochaines assises&#8221;<\/i>, del 2-7-1963, n. 5, Cristianit\u00e0, Piacenza 1990, p. 7.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(17) Cfr. la prima qualificazione &#8211; traduzione non so quanto perfetta di un <i>&#8220;praestantioris monarchici regiminis forma&#8221; &#8211;<\/i> in Pio VI, Allocuzione <i>Quare lacrymae<\/i>, del 17-6-1793, n. 2, in <i>Tutte le encicliche i principali documenti pontifici emanati dal 1740. 250 anni di storia visti dalla Santa Sede<\/i>, vol. II, <i>Clemente XIII (1758-1769) &#8211; Clemente XIV (1769-1774) &#8211; Pio VI (1775-1799) &#8211; Pio VII (1800-1823)<\/i>, Libreria Editrice Vaticana, Citt\u00e0 del Vaticano 1994, pp. 261-269 (p. 261); l\u2019allocuzione in lingua latina, reperita fuori dall\u2019Archivio della Camera Apostolica, fu pubblicata <i>extra ordinem<\/i> nel <i>Bollario<\/i>, che ne aveva ospitato nell\u2019ordine cronologico il testo in lingua francese, destinato a essere diffuso fra il popolo di Francia: cfr. la seconda qualificazione in quest\u2019ultimo documento, in Idem, <i>Allocuzione sul martirio di Luigi XVI, re di Francia<\/i>, n. 2, trad. it. con omesse le note, in <i>Cristianit\u00e0<\/i>, anno XVII, n. 166, febbraio 1989, pp. 7-11 (p. 7).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(18) Cfr. san Tommaso d\u2019Aquino, <i>El R\u00e9gimen Pol\u00edtico<\/i> [<i>De regimine Principum<\/i>], introduzione, trad. spagnola e commenti di padre Victorino Rodr\u00edguez y Rodr\u00edguez O.P., Fuerza Nueva Editorial, Madrid 1978, II, 9, pp. 30-33; e VII, 29-34, pp. 60-71.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"color: #000000;\">(19) Cfr. Giovanni Paolo II, Enciclica <i>Centesimus annus<\/i> nel centesimo della <i>Rerum novarum<\/i>, cit., n. 47.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: EN-GB;\"><span style=\"color: #000000;\">(20) <i>Ibid<\/i>., n. 46.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: EN-GB;\"><span style=\"color: #000000;\">(21) <i>Ibid<\/i>., n. 44.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">(22) Cfr. Juan Vallet de Goytisolo, <\/span><i style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">Il moderno Stato di diritto<\/i><span style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">, in <\/span><i style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">Cristianit\u00e0<\/i><span style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">, anno XX, n. 201-202, gennaio-febbraio 1992, pp. 5-10; e Idem, <\/span><i style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">Una vecchia concezione dello Stato di diritto<\/i><span style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">, <\/span><i style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">ibid<\/i><span style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: 9pt;\">., anno XX, n. 203, marzo 1992, pp. 5-10.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span lang=\"FR\" style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: FR;\"><span style=\"color: #000000;\">(23) Cfr. E. Cantero N\u00fa\u00f1ez, La concepci\u00f3n de los derechos humanos en Juan Pablo II, Speiro, Madrid 1990<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 n. 241 (1995) di Giovanni Cantoni Dopo lunga gestazione &#8211; precisamente a partire dal Concistoro Straordinario tenutosi a Roma dal 4 al 7 aprile 1991 e dedicato, fra l\u2019altro, alle attuali minacce contro la vita, con particolare attenzione all\u2019aborto (1) -, gioved\u00ec 30 marzo 1995 \u00e8 stata resa pubblica l\u2019undicesima enciclica di Papa Giovanni &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-democrazia-nellenciclica-sociale-evangelium-vitae\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":34523,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,11,53],"tags":[157,236,146],"class_list":["post-979","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-dottrina-sociale","category-politica","tag-chiesa-2","tag-democrazia","tag-dottrina-sociale-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La democrazia nell\u2019enciclica &#039;sociale&#039; 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