{"id":948,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-13T11:09:34","modified_gmt":"2016-06-13T09:09:34","slug":"linesistenza-delletica-laica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/linesistenza-delletica-laica\/","title":{"rendered":"L\u2019inesistenza dell\u2019etica laica"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-34568\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/laicit\u00e0.jpg\" alt=\"laicit\u00e0\" width=\"213\" height=\"200\" \/>http:\/\/www.karamazov.it\/<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>(raccolta di pensieri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;etica laica \u00e8 fondata sull&#8217;utilit\u00e0. Essere etici conviene, \u00e8 utile. Conviene all&#8217;intera umanit\u00e0, e quindi anche a ogni singolo individuo.\u00a0Eppure quel singolo individuo potrebbe chiedersi: \u201cPer quale motivo non dovrei agire direttamente per la mia utilit\u00e0, per il mio interesse personale, anche se in contrasto con l&#8217;interesse dell&#8217;umanit\u00e0?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;etica che si fonda sull&#8217;utilit\u00e0 \u00e8 la negazione di se stessa. Semplicemente non esiste. Nulla pi\u00f9 \u00e8 morale o immorale, tutto \u00e8 utile o dannoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il laicismo, da sempre, maschera il proprio vuoto morale con un moralismo ipocrita, che si vanta di non avere certezze se non quella di essere onesto. Un moralismo che assume di volta in volta le forme dell&#8217;ambientalismo, del pacifismo o del giustizialismo, e che per convincere se stesso e gli altri di esistere ha bisogno di condannare. E di usare violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morale, quella vera, non si nutre di condanne, ma della Misericordia e dell&#8217;Amore di un Padre, se non ci fosse il quale non potremmo mai essere, come siamo, fratelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Morale \u201claica\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soffocando qualche sbadiglio, scorro, per dovere, i logori ma sempre ripetuti dibattiti sull&#8217;esistenza e i contenuti di una fantomatica \u201cmorale laica\u201d, di un&#8217; \u201cetica della sola ragione\u201d, di un \u201cdecalogo che faccia a meno dell&#8217;ipotesi-Dio\u201d. Ecco di nuovo &#8211; e ogni volta con l&#8217;aria di scoprire chiss\u00e0 quale novit\u00e0 &#8211; libri e conseguenti paginoni di giornale su questa chimera. Vincendo la noia, varr\u00e0 allora la pena ricordare come gli stessi campioni del razionalismo, quando accettano di usare sino in fondo la ragione, riconoscano che nessuna morale \u00e8 davvero \u201claica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai contenuti; e che, in ogni caso, non \u00e8 in grado di regolare le azioni dell&#8217;uomo. Vediamo, dunque, poich\u00e9, a quanto pare, anche tra cattolici c&#8217;\u00e8 qualcuno che prende troppo sul serio certe nobili quanto impotenti \u201ctavole umanistiche di valori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai contenuti, in una inchiesta giornalistica, la scrittrice Lalla Romano ricorda una verit\u00e0 che dovrebbe essere scontata per chiunque: \u201cPer laica si intende una morale che dipenda dalla coscienza. Ma questa non pu\u00f2 essere laica, visto che si \u00e8 venuta formando in base al messaggio cristiano\u201d. A conferma, la Romano cita il famoso brano di Croce che, pur sacerdote del laicismo, dovette riconoscere che all&#8217;interno della cultura occidentale (ma non solo qui, come confess\u00f2 un Gandhi che, per la sua etica \u201cumanistica\u201d, attinse largamente al vangelo) \u201cnon possiamo non dirci cristiani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 credersi agnostici o atei, ma i concetti fondamentali di ogni etica (\u201cpersona\u201d, \u201crispetto\u201d, \u201camore&#8221;, \u201cresponsabilit\u00e0&#8221;, le idee stesse di \u201cmorale&#8221;, \u201ccoscienza\u201d, \u201cragione\u201d; magari \u201cuomo\u201d stesso) vengono dritti dritti dal profetismo giudeo-cristiano che si \u00e8 incarnato, trasformandole dall&#8217;interno, nelle categorie filosofiche del mondo classico. Come mi ripet\u00e9, tra i molti altri, quell&#8217;ammirevole testimone di laicit\u00e0 che fu Arturo Carlo Jemolo: \u201cGli umanesimi che si credono laici, i decaloghi che si vorrebbero nati dalla sola ragione, vengono in realt\u00e0 dalla sensibilit\u00e0 cristiana che \u00e8 divenuta midollo insostituibile della nostra cultura\u201d. (Tutto il marxismo, ad esempio, e la sua etica, sarebbero incomprensibili senza la tradizione biblica. La quale, per una misteriosa \u201castuzia della storia\u201d, ha finito, percorrendo questa strada, per diventare nutrimento anche di africani, cinesi, vietnamiti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDobbiamo rassegnarci, noi umanisti &#8211; mi confermava lo storico e sociologo L\u00e9o Moulin, rocciosamente agnostico &#8211; Ogni nostra morale sedicente laica non \u00e8 che un cristianesimo senza Cristo\u201d.\u00a0 Comunque, al di l\u00e0 dei suoi contenuti teorici, e per venire alla sua concreta efficacia, la chimerica \u201cetica della sola ragione\u201d, messa in pratica, non funziona per niente (come la storia degli ultimi secoli e la cronaca di tutti i giorni dimostrano ad abundantiam).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel che \u00e8 peggio, questa figlia prediletta del razionalismo non \u00e8 in grado di giustificare razionalmente se stessa e finisce dritta dritta nell&#8217;irrazionale se vuol spiegare per qual motivo dovremmo rispettarla. Sono tanti anni che vado in giro a porre ai miei intervistati domande di questo tipo: \u201cAmmesso &#8211; e non concesso &#8211; che sia possibile parlare di \u201ccoscienza\u201d senza fare riferimento a categorie cristiane, perch\u00e9 dovremmo seguirne la voce anche quando, come si verifica quotidianamente, \u00e8 in contrasto col nostro interesse o comodo? Senza un Legislatore al di fuori di noi, \u00e8 ragionevole fissarci e seguire leggi per il nostro agire?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono anni, dunque; ma non ho trovato nessun \u201cuomo di ragione\u201d che mi desse una risposta ragionevole. Tra gli altri, ho vivo il ricordo di un incontro tra i tanti con quel pontifex maximus del nostro laicismo che \u00e8 Norberto Bobbio il quale, alle obiezioni, non poteva far altro che ripetere, come in una litania sacrale: \u201cEppure, malgrado tutto, dobbiamo considerare un imprescindibile dovere il rispetto e la tolleranza per tutti&#8230;\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiungendo per\u00f2, onestamente, da quel galantuomo che \u00e8, di non sapere dire a quale chiodo appendere simile \u201cdovere\u201d. Come Bobbio, se sto alla mia esperienza di intervistatore di persone e di lettore di libri, sono tutti i maestri della \u201cmorale laica\u201d: nobili auspici, caldi e rinnovati appelli, ma niente che possa appagare la ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il credente Jemolo, invece, e proprio grazie alla sua fede, la ragione poteva permettersi di usarla: \u201c\u00c8 impossibile fondare qualsiasi morale praticabile da tutti e sempre, prescindendo dall&#8217;idea di un Legislatore e di un Giudice che ci sovrastino. Ai miei amici filantropi sempre ho domandato: \u201cperch\u00e9 amare?\u201d. Gli uomini, spesso, non sono affatto amabili e neanche rispettabili. Perch\u00e9, allora dovremmo farlo, senza riferirci a un Padre comune, a un Giudice che ci attende?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrisse una volta quel Manzoni che Jemolo molto amava: \u201cOgni morale senza religione non \u00e8 che un codice senza tribunali. Le leggi possono essere perfettissime, ma chi pu\u00f2 rispettarle se non c&#8217;\u00e8 chi le garantisca?\u201d. Manzoni, beato lui, non conobbe le dolcezze dei sindacati: avete mai visto che fine fanno quelle versioni di \u201cmorale laica\u201d che sono i \u201ccodici di autoregolamentazione\u201d senza sanzione, quando si scontrano con l&#8217;interesse corporativo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora sua, del Gran Lombardo, l&#8217;ironica osservazione a chi riponeva attese miracolistiche in una \u201ceducazione morale\u201d che avrebbe portato a una societ\u00e0 di giusti e di buoni pur senza religione: \u201cMi sembrate muratori scriteriati che continuano a rafforzare i muri! Se le fondamenta non ci sono, la casa cadr\u00e0 comunque\u201d. Si pu\u00f2 stare, certo, senza religione. Accettando per\u00f2 di stare anche senza morale. Ch\u00e9, come gridava Dostoevskij con il suo modo profetico: \u201cSe Dio non c&#8217;\u00e8, tutto \u00e8 permesso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu quanto, nella lucidit\u00e0 del folle, vide anche Nietzsche. Ma \u00e8 proprio questo che non vogliono accettare le anime belle della filantropia umanistica. Vorrebbero le leggi senza Legislatore e Tribunale: ma sono realt\u00e0 che, o stanno insieme, o insieme svaniscono. E questa non \u00e8 apologetica. Questo non \u00e8 che umile buon senso e modesta esperienza.<em>Vittorio Messori<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il Pane dell&#8217;uomo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(..) Il socialismo attuale, sia in Europa che da noi, vuole eliminare completamente Cristo e si adopera innanzitutto per il pane, si affida alla scienza e sostiene che la causa di tutte le sciagure umane \u00e8 una soltanto: la miseria, la lotta per l&#8217;esistenza, \u201cl&#8217;ambiente che divora l&#8217;uomo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Cristo a ci\u00f2 ha risposto: \u201cNon di solo pane vive l&#8217;uomo\u201d, proclamando la verit\u00e0 sull&#8217;origine anche spirituale dell&#8217;uomo. L&#8217;idea del diavolo poteva andar bene soltanto per l&#8217;uomo-animale, ma Cristo sapeva che l&#8217;uomo non pu\u00f2 vivere di solo pane. (..)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si fosse trattato soltanto di placare la fame di Cristo, perch\u00e8 si sarebbe dovuto portare il discorso sulla natura spirituale dell&#8217;uomo in generale ? E sarebbe stato anche inutile, giacch\u00e9 anche senza il consiglio del diavolo Egli avrebbe potuto gi\u00e0 da prima procurarsi del pane, se avesse voluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito: Lei ha certo presenti le teorie di Darwin e di altri sull&#8217;origine dell&#8217;uomo dalla scimmia. Ebbene, senza formulare nessuna teoria, Cristo dichiara esplicitamente che nell&#8217;uomo, oltre alla dimensione animale, c&#8217;\u00e8 anche quella spirituale. E quindi, qualunque sia l&#8217;origine dell&#8217;uomo (nella Bibbia non \u00e8 affatto spiegato in che modo Iddio lo form\u00f2 dal fango, lo prese dalla terra), \u00e8 un fatto che Dio gl&#8217;ispir\u00f2 il soffio della vita (ma \u00e8 terribile che l&#8217;uomo, attraverso il peccato, possa nuovamente trasformarsi in animale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>F\u00ebdor Michailovic Dostoevskij<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 12px;\">Lettere<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019etica che non c\u2019\u00e8<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni dicono che comportarsi bene, se non significa fare ci\u00f2 che giova a un determinato individuo in un determinato momento, significa tuttavia fare ci\u00f2 che giova all&#8217;insieme del genere umano;\u00a0 e che quindi in questo non c&#8217;\u00e8 niente di misterioso. Gli esseri umani, in fin dei conti, non sono privi di senno, e capiscono che si pu\u00f2 essere veramente sicuri o felici soltanto in una societ\u00e0 nella quale ognuno agisca correttamente; per questo cercano di comportarsi bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, \u00e8 verissimo che sicurezza e felicit\u00e0 possono derivare soltanto dall&#8217;onest\u00e0, equit\u00e0 e gentilezza reciproca degli individui, classi e nazioni. E&#8217; una delle verit\u00e0 pi\u00f9 importanti del mondo. Ma come spiegazione del nostro modo di sentire riguardo al giusto e all&#8217;ingiusto, alla ragione e al torto, \u00e8 fuor di proposito. Se io chiedo: \u201cPerch\u00e9 dovrei essere altruista?\u201d e voi rispondete: \u201cPerch\u00e9 giova alla societ\u00e0\u201d, io posso ribattere: \u201cPerch\u00e9 dovrei curarmi di ci\u00f2 che giova alla societ\u00e0, quando non giova a me personalmente?\u201d ; e voi allora dovrete dire: \u201cPerch\u00e9 bisogna essere altruisti\u201d, il che ci riporta al punto di partenza. Dite una cosa vera, ma non fate un passo avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Clive Staples Lewis<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il cristianesimo cos\u00ec com&#8217;\u00e8, Adelphi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sillabo di Pio IX: la profezia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le leggi e i costumi non abbisognano di sanzione divina, e nemmeno bisogna che le leggi umane si conformino al diritto di natura, e ricevano da Dio la forza obbligatoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Allocuzione Maxima quidem , 9 giugno 1862<\/em><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p><em> Proposizione LVI del Sillabo, cap. VII<br \/>\nErrori circa l&#8217;etica naturale e cristiana<\/em><\/p>\n<p>Ecco profetizzato l&#8217;avvento del cosiddetto \u201cpensiero debole\u201d, che nega l&#8217;esistenza di qualsiasi verit\u00e0, riducendo la convivenza civile a semplice convenzionalismo. Gli stessi diritti \u201ccivili\u201d vengono determinati dagli interessi temporanei dei diversi gruppi, non dipendendo assolutamente da valori perenni e metastorici. Ci\u00f2, secondo lo studioso Marco Invernizzi, produce le contraddizioni insolubili da cui \u00e8 afflitto il cosiddetto progressismo: sostegno ai diritti dell&#8217;individuo ma non a quelli del feto umano, campagne contro l&#8217;estinzione di alcune specie animali e contemporaneo favore per l&#8217;eutanasia, solidariet\u00e0 ai comportamenti sessuali contro natura ma non alla famiglia, eccetera.<\/p>\n<p>Secondo Augusto Del Noce tutto \u00e8 cominciato nel Seicento con Cartesio, per proseguire poi con gli illuministi del secolo successivo. Cominci\u00f2 perch\u00e9 \u201csi diede valore assoluto alla ragione umana, a quella soltanto\u201d, estromettendo tutta la dimensione trascendente, la metafisica; tutto ci\u00f2 che, appunto, va \u201cal di l\u00e0 della fisica\u201d. Sui temi a quel punto irrisolvibili (Dio, l&#8217;Aldil\u00e0, il miracolo) cal\u00f2 il \u201cdivieto di fare domande\u201d.<\/p>\n<p>Fino al culmine dell&#8217;ateismo marxista. A Marx non importava discutere sull&#8217;esistenza di Dio: Dio non esiste perch\u00e9 non deve esistere, altrimenti l&#8217;uomo ne \u00e8 dipendente e non pu\u00f2 pi\u00f9 rifare il mondo a sua immagine e somiglianza. Ma Del Noce andava pi\u00f9 in l\u00e0: \u201cChecch\u00e8 ne dicano marxisti e liberals di ogni risma che non vogliono riconoscere i parenti imbarazzanti, fascismo e nazismo (pur assai diversi tra loro e non assimilabili affatto tout court) non sono negazioni della modernit\u00e0; ne sono figli legittimi.<\/p>\n<p>Si situano anch&#8217;essi tra le ideologie che hanno decretato l&#8217;inesistenza o almeno l&#8217;irrilevanza di Dio, sono un momento come gli altri della secolarizzazione. Non sono, come hanno cercato di farci credere i \u201cprogressisti\u201d, degli errori contro la cultura moderna, sono degli errori dentro quella stessa cultura\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1978, quando l&#8217;eurocomunismo sembrava cultura egemone, il filosofo pubblicava Il suicidio della rivoluzione, in cui avvertiva fin dalla copertina che \u201cl&#8217;esito dell&#8217;eurocomunismo non pu\u00f2 essere che quello di trasformare il comunismo in una componente della societ\u00e0 borghese ormai completamente sconsacrata\u201d.<\/p>\n<p>Infatti oggi il comunismo ha assunto l&#8217;ideologia pi\u00f9 borghese di tutte, quella del \u201cliberalismo di sinistra\u201d, che fa del partito comunista \u201cun partito radicale di massa\u201d e che, in quanto tale, trova il sostegno della grande finanza internazionale. Del Noce: \u201cPersa per strada l&#8217;utopia rivoluzionaria, l&#8217;essenza di surrogato religioso, \u00e8 restato al marxismo soltanto il suo aspetto fondamentale, di prodotto dell&#8217;illuminismo scientista, del razionalismo che esclude Dio per una scelta previa e obbligata\u201d.<\/p>\n<p>Esso \u201csi \u00e8 rovesciato nel suo contrario: voleva affossare la borghesia e ne \u00e8 divenuto una delle componenti pi\u00f9 salde ed essenziali\u201d.\u00a0L&#8217;esito finale \u00e8 la caduta di tutti gli ideali e di tutti i valori, il nichilismo, che si cerca di nobilitare cambiandogli nome (\u201cpensiero debole\u201d). Nichilismo nella sua forma pi\u00f9 volgare, vera e finale ideologia per le masse: il consumismo, che \u00e8 per Del Noce \u201cl&#8217;alienazione massima, la trasformazione di tutto in merce con un prezzo, e il raggiungimento della massima illibert\u00e0, crocifiggendo l&#8217;uomo indifeso al desiderio, all&#8217;invidia, all&#8217;affanno di procurarsi sempre pi\u00f9 beni\u201d.<\/p>\n<p>Giovanni Cantoni cos\u00ec sintetizza: \u201cLa nota dominante del comunismo \u201cclassico\u201d era socio-economica, la \u201clotta di classe\u201d; quella del neocomunismo \u00e8 socio-culturale, \u00e8 il relativismo, che postula l&#8217;assenza di valori assoluti, \u00e8 \u201cpensiero debole\u201d da intronizzare non pi\u00f9 attraverso l&#8217;egemonia culturale del partito (che sarebbe gramscismo), ma con un political drag dell&#8217;arcipelago associazionistico che si raccoglie di volta in volta attorno all&#8217;abortismo e all&#8217;animalismo, alla deep ecology (ecologia profonda), all&#8217;omosessualit\u00e0, al femminismo, all&#8217;antiproibizionismo (prodotti non elencabili perch\u00e8 in continua emersione). L&#8217;opera tende soprattutto a infiltrare i mass media di disvalori\u201d.<\/p>\n<p>Diamo la parola conclusiva al premio Nobel per la letteratura Octavio Paz, secondo il quale, di fronte a tutto ci\u00f2, si deve cercare di \u201criscattare un sentiero abbandonato e che bisogna ripercorrere\u201d per \u201crecuperare la capacit\u00e0 di dire no, di riannodare la critica delle nostre societ\u00e0 obese e addormentate, risvegliare le coscienze anestetizzate dalla pubblicit\u00e0\u201d. Per discendere \u201cnel fondo dell&#8217;uomo, l\u00e0 dove \u00e8 custodito il segreto della risurrezione. Bisogna dissotterrarlo\u201d.<\/p>\n<p><em>Rino Cammilleri<br \/>\nL&#8217;ultima difesa del Papa Re<br \/>\nElogio del Sillabo di Pio IX , ed. Piemme<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Caino, l\u2019omicida protetto da Dio<\/strong><\/p>\n<p>Come definiremmo Caino? Tutti lo identifichiamo come il primo omicida, il criminale, il sovvertitore dell&#8217;ordine, l&#8217;irrompere della violenza, la barbarie. Ma, per quanto possa sorprendere, la Bibbia dice che Caino (Gen.4,17) \u00e8 il fondatore della citt\u00e0, cio\u00e8 della civilt\u00e0, l&#8217;instauratore dell&#8217;ordine e della legge.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;assassinio del fratello Abele, il Signore gli mostra quanto \u00e8 orrendo il suo atto e visto il terrore di Caino (\u201cChiunque mi incontrer\u00e0 mi potr\u00e0 uccidere\u201d), proclama: \u201cChiunque uccider\u00e0 caino subir\u00e0 la vendetta sette volte!\u201d. Poi \u201cimpose a Caino un segno, perch\u00e8 non lo colpisse chiunque lo avesse incontrato\u201d. Una pagina profonda e misteriosa. Da cui prendiamo questi elementi: il divieto da parte di Dio di uccidere Caino e il fatto che proprio lui, l&#8217;assassino, diventa il fondatore della civilt\u00e0, cio\u00e8 di una citt\u00e0 (Enoch, dal nome del figlio) che sorge dal deserto e che, insieme alla legge e al rito, vede fiorire la tecnologia, con Tubalk\u00e0in, e l&#8217;arte con Iabal.<\/p>\n<p>Scrive James Williams:\u201cIl segno di Caino \u00e8 il segno della civilt\u00e0. E&#8217; il segno dell&#8217;assassino protetto da Dio\u201d. Naturalmente l&#8217;idea dell&#8217;\u201cassassinio fondatore\u201d \u00e8 un classico in tutte le culture. Anche Roma nasce dall&#8217;assassinio di Remo. Cosa rende unico il testo biblico? \u201cL&#8217;assassinio di Remo ci pare un atto forse deplorevole &#8211; scrive Ren\u00e9 Girard &#8211; ma giustificato dalla trasgressione della vittima. Remo non ha rispettato il limite ideale tracciato da Romolo tra l&#8217;interno e l&#8217;esterno della citt\u00e0\u201d. In tutti i miti fondatori la vittima \u00e8 colpevole. \u201cNel mito di Caino invece &#8211; nota Girard &#8211; Caino ci \u00e8 presentato come un volgare assassino\u201d. Certo, poi Dio risponder\u00e0 al suo appello per scongiurare il conflitto generalizzato e questa situazione di effimera tregua \u00e8 appunto la civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma cos\u00ec la Bibbia demitizza tutti i miti fondatori della civilt\u00e0: rivela infatti che \u201cla vittima \u00e8 innocente e che la cultura fondata sull&#8217;assassinio- conclude Girard &#8211; mantiene dall&#8217;inizio alla fine un carattere omicida che finisce per ritorcersi contro di essa e distruggerla, una volta esaurite le virt\u00f9 ordinatrici e sacrificali dell&#8217;origine violenta\u201d. Tanto \u00e8 vero che \u201cla legge contro l&#8217;assassinio non \u00e8 nient&#8217;altro che la ripetizione dell&#8217;assassinio. Ci\u00f2 che la distingue dalla vendetta selvaggia \u00e8 il suo significato, pi\u00f9 che la sua natura intrinseca\u201d (Girard). In soldoni, \u00e8 proprio Caino ad aver affermato nel mondo \u201cla pena di morte\u201d, che non \u00e8 un opporsi al male con il bene, ma un tentativo di limitare la vendetta generalizzata col monopolio dell&#8217;omicidio attribuito a un solo soggetto con funzioni d&#8217;ordine: lo Stato.<\/p>\n<p>Agostino nella Citt\u00e0 di Dio ricorda che un giorno Alessandro Magno cattura un pirata e gli chiede perch\u00e8 mai infesti i mari. Quello gli risponde: \u201cPer lo stesso motivo per cui tu infesti la terra. Ma poich\u00e9 io lo faccio con una barca insignificante, mi chiamano malfattore, e poich\u00e8 tu lo fai con una flotta eccezionale, ti chiamano imperatore\u201d. Agostino definisce \u201cvera e opportuna\u201d questa risposta, aggiungendo tre righe esplosive: \u201cRinunciato alla Giustizia, cosa sono gli Stati se non una grossa accozzaglia di malfattori?<\/p>\n<p>Anche i malfattori del resto, non formano dei piccoli Stati?\u201d. Secondo Agostino, se una banda di malfattori \u201csi allarga sempre pi\u00f9, occupa una regione, fissa una sede, conquista citt\u00e0 e soggioga popoli, assume pi\u00f9 apertamente il nome di regno, che non gli viene dalla rinuncia alla cupidigia, ma dal conseguimento dell&#8217;impunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la storia politica, almeno dell&#8217;antichit\u00e0. Per questo i cristiani hanno fin dall&#8217;inizio un atteggiamento di rispetto delle \u201cpotest\u00e0 terrene\u201d, ma con una radicale diffidenza: sanno di essere stranieri. \u201cIl fondatore della citt\u00e0 terrena fu un fratricida\u201d, e su tutta la civilt\u00e0 grava la dinamica omicida. L&#8217;unica novit\u00e0 &#8211; per lui &#8211; accade quando da questa \u201cprogenie condannata fin dall&#8217;origine\u201d nasce la \u201ccitt\u00e0 di Dio\u201d, formata da chi, senza alcun merito,\u201cpredestinato e scelto dalla grazia\u201d \u00e8 \u201creso straniero sulla terra\u201d. Si chiama \u201cgrazia\u201d l&#8217;irrompere di Dio nella storia umana.<\/p>\n<p>L&#8217;Incarnazione rivela che solo in Dio non c&#8217;\u00e8 alcuna violenza. Ges\u00f9 infatti non si oppone alla violenza, si consegna nelle mani dei suoi carnefici, accetta ogni sofferenza che essi vogliono infliggergli e invoca il perdono su di loro. Cos\u00ec si rivela all&#8217;uomo una forza fino ad allora sconosciuta, l&#8217;Amore, che \u00e8 pi\u00f9 potente e pi\u00f9 originaria di quelle della violenza e del potere a cui obbedisce Caino. Cos\u00ec Ges\u00f9 spazza via le religioni che fin dalle origini avevano pensato il divino come tirannia e il rapporto con esso come sacrificio, cio\u00e8 violenza ritualizzata. Per ben due volte infatti, nel vangelo, Ges\u00f9 cita il detto di Osea: \u201cMisericordia io voglio e non sacrificio\u201d.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima curiosit\u00e0. Tommaso Federici ha studiato le genealogie bibliche. Secondo lui il clan discendente da Caino, i Qeniti, sarebbe stato assimilato da Israele, nella trib\u00f9 di Giuda, stanziandosi nella regione di Betlemme. E attraverso Davide da quel ceppo familiare sarebbe disceso anche Ges\u00f9. Dunque \u201ci Davididi sono i Qeniti o Cainiti\u201d. Ecco \u201csopra quale abisso \u00e8 disceso l&#8217;Immortale Eterno per assumere la carne dei peccatori. Cristo Signore cos\u00ec riassume in s\u00e9 ogni Caino d&#8217;ogni tempo, per salvarlo\u201d, scrive Federici e Ges\u00f9 dunque \u00e8 \u201cil segno\u201d che Dio aveva posto sopra Caino \u201cper cui questi ha salva la vita\u201d.<\/p>\n<p>Non il segno provvisorio e ambivalente della civilt\u00e0 e della legge, ma quello della grazia.<\/p>\n<p><em>Antonio Socci<br \/>\nIl Foglio, 12 giugno 2001<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Moralismo e morale<\/strong><\/p>\n<p>La corruzione della moralit\u00e0 &#8211; oggi particolarmente in voga &#8211; si chiama moralismo. Il moralismo \u00e8 la scelta unilaterale dei valori per avallare la propria visione delle cose. Normalmente gli uomini capiscono che, senza un certo ordine, non si pu\u00f2 concepire la vita, il reale, l&#8217;esistere. Ma come definiscono quest&#8217;ordine?<\/p>\n<p>Considerando la realt\u00e0 secondo i vari punti di vista da cui partono, la descrivono nei suoi dinamismi stabili e mettono in fila un seguito di principi e di leggi, adempiendo i quali sono persuasi che l&#8217;ordine si crei. Ecco allora che si scandiscono, in ogni epoca, le varie proposizioni analitiche in cui la riflessione distende le sue pretese: \u201cBisogna fare cos\u00ec e cos\u00ec\u201d. I farisei definivano l&#8217;ordine con un numero quasi infinito di leggi: da un certo punto di vista il fariseo \u00e8 l&#8217;uomo affezionato all&#8217;ordine, il difensore della morale intesa come quell&#8217;ordine affermato e delineato, in quanto possibile all&#8217;uomo, secondo tutti i suoi dettagli.<\/p>\n<p>Il moralismo si traduce in due sintomi gravi. Il primo \u00e8, appunto, il fariseismo. Nessuno \u00e8 pi\u00f9 antievangelico di chi si considera onesto, perch\u00e8 non ha pi\u00f9 bisogno di Cristo. Il fariseo vive senza tensione, perch\u00e8 stabilisce lui stesso la misura del giusto e la identifica con ci\u00f2 che crede di poter fare. Come contraccolpo, egli usa la violenza contro chi non \u00e8 come lui. Il secondo sintomo perci\u00f2 \u00e8 la facilit\u00e0 alla calunnia. Da un lato, dunque, giustificazione per se stessi. Dall&#8217;altro, odio e condanna del prossimo. (..)<\/p>\n<p>Nel Regno di Dio non c&#8217;\u00e8 nessuna misura, nessun metro. \u201cNessuno giudichi, perch\u00e8 Dio solo giudica\u201d. San Paolo dice anche: \u201cIo non giudico nessuno, neanche me stesso\u201d. Solo Dio misura tutti i fattori dell&#8217;uomo che agisce e la sua misura \u00e8 oltre ogni misura: si chiama misericordia, qualcosa per noi di ultimamente incomprensibile. Come l&#8217;uomo Ges\u00f9 che ha detto di coloro che lo uccidevano: \u201cPadre, perdona loro perch\u00e8 non sanno quello che fanno\u201d: sull&#8217;infinitesimo margine della loro ignoranza Cristo costruiva la loro difesa. La nostra imitazione di Lui \u00e8 nello spazio della misericordia.<\/p>\n<p>Per questo la moralit\u00e0 \u00e8 una tensione di ripresa continua. Come un bambino che impara a camminare: cade dieci volte, ma tende a sua madre, si rialza e tende. Il male non ci ferma: possiamo cadere mille volte, ma il male non ci definisce, come invece definisce la mentalit\u00e0 mondana, per cui alla fine gli uomini giustificano quello che non riescono a non fare. (..)<\/p>\n<p><em>Luigi Giussani<br \/>\nGenerare tracce nella storia del mondo, Rizzoli<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ateismo: la scuola dell\u2019odio<\/strong><\/p>\n<p>In Cecoslovacchia dopo il 1948 il terreno era \u201cideologicamente\u201d ben preparato per l&#8217;ingresso dell&#8217;ateismo comunista. Specialmente presso la maggior parte degli intellettuali esso incontr\u00f2 una mentalit\u00e0 in larga misura secolarizzata. Per un individuo imbevuto di tale mentalit\u00e0 l&#8217;ideologia materialista non era del tutto estranea e l&#8217;ateismo statale ufficiale non era altro che l&#8217;apice della \u201cliberazione\u201d da Dio, che era gi\u00e0 cominciata con l&#8217;Illuminismo e che era continuata nel periodo successivo. (..)<\/p>\n<p>Ma, nello stesso tempo, la liberazione da Dio era anche la \u201cliberazione\u201d dai principi dell&#8217;etica e della morale, che sono ancorati non solo nella Bibbia, bens\u00ec pure nel cuore e nella natura umana. Il principio dell&#8217;amore, dell&#8217;amare e dell&#8217;essere amato, ogni persona lo porta in s\u00e9. Il punto di partenza dell&#8217;ateismo era esattamente l&#8217;opposto, cio\u00e8 la dottrina dell&#8217;odio di classe, che a poco a poco perme\u00f2 anche i cuori e la vita delle persone e addirittura delle famiglie.<\/p>\n<p>A tale odio i bambini venivano educati fin dai banchi della scuola. Tra i pi\u00f9 diversi nemici di classe i credenti erano un bersaglio preferito in questa educazione all&#8217;odio. Sulla base di questi principi educativi poteva succedere che un insegnante domandasse ai bambini di una classe se qualcuno di loro credeva ancora in Dio.\u00a0Qualcuno rispondeva di s\u00ec, e allora l&#8217;insegnante istigava gli altri bambini a deriderli, perch\u00e9 essi erano \u201coscurantisti da retroguardia\u201d.<\/p>\n<p>Un simile modo di agire era per\u00f2 anche un modo per nascondere propri errori e per tranquillizzare la propria coscienza. Poteva mai un simile modo di agire, praticato per decenni, non lasciare delle conseguenze nelle anime? E&#8217; possibile eliminare queste conseguenze semplicemente in pochi anni? Poco tempo fa, nel corso di un programma della televisione statale ceca, un membro di un gruppo giovanile ha pubblicamente definito la chiesa una \u201corganizzazione criminale\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;ateismo ha negato senza riserve Dio Padre, il Creatore, quale fondamento della dignit\u00e0 umana, ma in questo modo la fraternit\u00e0 proclamata dalla Rivoluzione francese, poi diventata una \u201cfraternit\u00e0 socialista\u201d tra gli uomini e i popoli, ha perso il proprio fondamento. Senza il Padre comune gli uomini non possono sentirsi fratelli! Possiamo presupporre quasi con una logica matematica che ogni \u201cfraternit\u00e0\u201d senza Dio degenera in un totalitarismo. La prova che ce ne ha fornito il comunismo non \u00e8 sufficiente? Non dimentichiamolo: non comprendere la propria storia significa essere condannati a riviverla.<\/p>\n<p>Non esiste alcuna terapia rapida e facile per la malattia dell&#8217;ateismo. Ma lo sviluppo della secolarizzazione lavora qui con noi. Un noto sociologo della religione ha alcuni decenni fa \u201cformulato\u201d un dogma sulla irreversibilit\u00e0 del processo della secolarizzazione. Poi, sotto la pressione dello sviluppo, ha dovuto smentirlo, allorch\u00e9 vide che il vuoto religioso, che la secolarizzazione si lascia alle spalle, cerca di nuovo Dio.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo secolarizzato odierno cerca, cerca Dio, cerca risposte alle sue domande circa il vero senso della vita. Da parte nostra la terapia deve essere assolutamente radicale e cominciare esattamente l\u00ec dove l&#8217;ateismo ha prodotto i guasti pi\u00f9 gravi. Si tratta in modo particolare di due settori.<\/p>\n<p>L&#8217;ateismo non ha distrutto solo l&#8217;immagine di Dio, ma ha distrutto anche il senso della comunione e della fraternit\u00e0 nel cuore dell&#8217;uomo. Si tratta perci\u00f2 di riportare Dio dalla periferia al centro della vita umana, di restaurare la sua vera immagine (non la sua caricatura, che \u00e8 spesso scambiata per tale immagine) e di rinnovare la communio della chiesa. La chiesa deve diventare un segno della presenza di Dio! Un luogo dove Dio \u00e8 presente, malgrado tutta la debolezza degli uomini, come un dono promesso per l&#8217;umanit\u00e0. (..)<\/p>\n<p><em>card. Miloslav Vlk<br \/>\nConcilium, marzo 2000<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La tragedia della Rivoluzione francese<\/strong><\/p>\n<p>Un&#8217;aula della Sorbona, a Parigi. Fuori un tiepido gennaio. Dentro comincia la prima lezione dell&#8217;anno 1989. Sulla cattedra \u00e8 il professor Pierre Chaunu, una delle autorit\u00e0 per la storia moderna, membro dell&#8217;Institut de France, con una sessantina di titoli al suo attivo.<\/p>\n<p>Esordisce in tono sarcastico: \u201cDunque questa \u00e8 la prima lezione dell&#8217;anno: voi sapete che cadono nell&#8217;89 una quantit\u00e0 di anniversari importanti\u201d. E snocciola una filza di eventi storici, scientifici, economici, ma neanche una parola sulla Grande Commemorazione, quella che infiamma la Francia da otto anni: \u201cHo dimenticato qualcosa?\u201d chiede beffardo il professor Chaunu, \u201cno, non mi sembra ci sia altro di importante da ricordare\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 stato il Grande Guastafeste del bicentenario della Rivoluzione. Brillante, corrosivo, preparatissimo, ha appena dato alle stampe un libro di fuoco, La r\u00e9volution declass\u00e9e, dove fa a pezzi il mito della Rivoluzione dell&#8217;89 e soprattutto il conformismo degli intellettuali di corte e la retorica di regime di questo bicentenario. I suoi stessi avversari non osano contestarlo: persino Max Gallo, obtorto collo, lo ha definito \u201cun ottimo storico\u201d.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 praticamente invulnerabile, non essendo n\u00e9 cattolico, n\u00e9 reazionario (\u00e8 infatti protestante e liberale). C&#8217;\u00e8 una lunga tradizione liberale di critica aspra alla Rivoluzione, che comincia addirittura a fine Settecento con l&#8217;inglese Edmund Burke. Ma Chaunu si \u00e8 spinto oltre.<\/p>\n<p>Ha guidato le ricerche di alcuni giovani e brillanti storici francesi fra documenti e dossier finora rimossi dalla storiografia ufficiale, e ne sono venuti fuori libri esplosivi, sconvolgenti, come quelli di Reynald Secher sul genocidio della Vandea. Incontriamo Chaunu nella sua casa di Caen<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 12px;\">Professore, il suo libro \u00e8 uscito in Francia a marzo, gi\u00e0 da alcuni anni lei si \u00e8 ribellato al coro degli intellettuali e alle ingiunzioni del potere politico, contestando la legittimit\u00e0 di queste celebrazioni. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una mascherata indecente, un&#8217;operazione politica elle sfrutta le stupidaggini che la scuola di Stato insegna sulla Rivoluzione. Pensi alle b\u00e9tises del ministro della Cultura Lang: \u201cL\u201989 segna il passaggio dalle tenebre alla luce\u201d. Ma quale luce? Stiamo commemorando la rivoluzione della menzogna, del furto e del crimine. Ma trovo scioccante soprattutto che, alle soglie del &#8217;92, anche tutto il resto d&#8217;Europa festeggi un periodo dove noi ci siamo comportati da aggressori verso tutti i nostri vicini, saccheggiando mezza Europa e provocando milioni di morti. Cosa c&#8217;\u00e8 da festeggiare? Eppure qua in Francia ogni giorno una celebrazione, il 3 aprile, il 5, il 10. \u00c8 grottesco<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 12px;\">Ma \u00e8 stato comunque un evento che ha cambiato la storia<\/strong><\/p>\n<p>Certo, come la peste nera del 1348, ma nessuno la festeggia. Ad un giornalista tedesco ho chiesto: perch\u00e9 voi tedeschi non festeggiate la nascita di Hitler? Quello \u00e8 sobbalzato sulla sedia. Ma non \u00e8 forse la stessa cosa?<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 12px;\">Dica la verit\u00e0, lei \u00e8 diventato reazionario. Ce l&#8217;ha con la modernit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>lo sono liberale, con una certa simpatia per l&#8217;illuminiamo tedesco e inglese. Ma proprio questa \u00e8 la grande menzogna che pare impossibile poter estirpare: tu sei contro la Rivoluzione, dunque tu sei contro la modernit\u00e0, sei per la lampada a petrolio e per la carrozza a cavalli. Al contrario. Io sono contro la Rivoluzione francese proprio perch\u00e9 sono per la modernit\u00e0, per la penicillina, per il vaccino contro il vaiolo. Perch\u00e9 non festeggiamo Jenner che con la sua scoperta, dal &#8216;700 a oggi, ha salvato pi\u00f9 di un miliardo di vite umane? Questo \u00e8 il progresso. La Rivoluzione ha semmai bloccato il cammino verso la modernit\u00e0; ha distrutto in pochi anni gran parte di ci\u00f2 che era stato fatto in mille anni. E la Francia, che fino al 1788 era al primo posto in Europa, dalla Rivoluzione non si \u00e8 pi\u00f9 sollevata.<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 12px;\">Ma lei lo pu\u00f2 dimostrare?<\/strong><\/p>\n<p>Guardi, circa trent&#8217;anni fa ho contribuito a fondare la storia economica quantitativa, e oggi, con i modelli econometrici, chiunque pu\u00f2 arrivare a queste conclusioni. Sono fatti e cifre. Tutte le curve di crescita del mio Paese si bloccano alla Rivoluzione. Era un Paese di 28 milioni di abitanti, il pi\u00f9 sviluppato, creativo, evoluto, con un trend da primato: la Rivoluzione, insieme alle devastazioni sull&#8217;apparato produttivo, ha scavato un abisso di due milioni di morti, un crollo di generazioni che ha accompagnato il crollo economico.<\/p>\n<p>Nella produzione media procapite, Francia e Inghilterra, i due Paesi pi\u00f9 sviluppati del mondo, avevano rispettivamente, nel 1780, un indice 110 e 100. Ebbene nel 1815 la Francia era precipitata a 60, contro 100 dell&#8217;Inghilterra, che da allora non ha avuto pi\u00f9 concorrenti. \u00c8 stato il prezzo della Rivoluzione.<\/p>\n<p><strong>Ce ne spieghi almeno un motivo<em>.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Attorno al &#8217;93 &#8211; e per un decennio &#8211; la Francia ha cominciato a vivere al 78 per cento del prelievo sul capitale e per il 22 per cento sulle tasse e le rendite, che non venivano reinvestite, ma consumate, bruciate e rubate per arricchire la Nomenklatura. \u00c8 stata una dilapidazione spaventosa, un impoverimento storico. Quando Chateaubriand \u00e8 tornato in Francia, nel 1800, ha avuto un&#8217;intuizione fulminante: \u201c\u00e8 strano: da quando sono partito non hanno pi\u00f9 pitturato persiane e porte&#8221;. Quando le finestre sono sverniciate e le latrine non funzionano pu\u00f2 star certo che c&#8217;\u00e8 stata una rivoluzione.<\/p>\n<p><strong>Ma comunque la Rivoluzione ha spalancato il pensiero umano.<\/strong><\/p>\n<p>Oh, santo cielo! Ma \u00e8 stata una colossale distruzione di intelligenze e di ricchezze. Se lei taglia la testa a Lavoisier, il fondatore della chimica moderna, a 37 anni, il costo per l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 enorme. Moltiplichi quel caso per cento. Come fin\u00ec tutta l&#8217;\u00e9lite scientifica e intellettuale? Quelli che non sono emigrati sono stati massacrati. Una perdita gigantesca. Sarebbe questa la conquista della civilt\u00e0?<\/p>\n<p>Il 43 per cento dei francesi, nel 1788, sapeva firmare, sapeva scrivere. Dopo la Rivoluzione si crolla al 39 per cento, perch\u00e9 si erano sottratti i beni alla Chiesa (che per secoli aveva educato il popolo) e si erano distribuiti alla Nomenklatura. E le chiese trasformate in porcili e i tesori d&#8217;arte devastati.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; vero: fecero a pezzi le statue di Notre Dame, distrussero Cluny, e quasi tutte le chiese romaniche e gotiche&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Le ripeto: furto, menzogna e crimine, questa \u00e8 la vera trilogia della Rivoluzione, che ha messo a ferro e fuoco l&#8217;Europa. I francesi sono persuasi che la democrazia sia nata nell&#8217;89 e che l&#8217;umanit\u00e0 abbia imitato loro. \u00c8 pazzesco! In realt\u00e0 la sola rivoluzione da festeggiare sarebbe quella inglese del 1668: da l\u00ec \u00e8 venuto il sistema rappresentativo e il governo parlamentare, lo Stato liberale che tutta Europa ha imitato.<\/p>\n<p><strong>Ma qualcosa di buono ci sar\u00e0 p\u00f9r stato: per esempio la Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uome e del cittadino.<\/strong><\/p>\n<p>Quello fu l&#8217;inganno pi\u00f9 perverso. Le due Costituzioni pi\u00f9 democratiche che siano mai state fatte sono quella sovietica di Stalin del 1936 e quella dei ghigliottinatori francesi del 1793. I loro frutti furono orrendi. Al contrario, il Paese che ha fondato la libert\u00e0, l&#8217;Inghilterra, non ha mai avuto Costituzioni. Delle Dichiarazioni io me ne infischio! E d&#8217;altra parte libert\u00e0, fraternit\u00e0 e uguaglianza non esistono che davanti a Dio.<\/p>\n<p>Le dir\u00f2 che il miglior giudizio sulla Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo lo formul\u00f2 Fustelle de Coulange, il pi\u00f9 grande storico francese dell&#8217;800 e mio predecessore all&#8217;Accademia di scienze morali e politiche. Egli disse: questi principi hanno mille anni, semmai la Dichiarazione li formula in modo un po&#8217; astratto. Ma una cosa nuova c&#8217;\u00e8: hanno spacciato dei principi antichi per una scoperta loro e l&#8217;hanno usata come un&#8217;arma contro il passato. Questo \u00e8 perverso.<\/p>\n<p><strong>La conseguenza politica della Filosofia dei Lumi, no?<\/strong><\/p>\n<p>No. L\u2019Illuminismo c&#8217;\u00e8 stato in tutta Europa. Kant non era certo da meno di Voltaire. Ma la Rivoluzione c&#8217;\u00e8 stata solo qui da noi. Non si pu\u00f2 certo credere che i francesi fossero gli unici a pensare, in Europa. Dunque non c&#8217;\u00e8 un nesso storico. \u00c8 una menzogna anche parlare di fatalit\u00e0 storica, inevitabile. La persecuzione contro la Chiesa e il progetto di sradicare il cristianesimo dalla Francia ebbe come sua prima causa degli interessi finanziari, non questioni metafisiche.<\/p>\n<p><strong>Ci spieghi, professore.<\/strong><\/p>\n<p>Nel XVII secolo tutti gli Stati europei hanno istituzioni rappresentative. La Francia per\u00f2, a poco a poco, le lasci\u00f2 cadere in desuetudine. Per questo divenne una sorta di paradiso fiscale, perch\u00e9 &#8211; \u00e8 noto &#8211; non si possono aumentare le imposte senza istituzioni rappresentative. Un esempio: la pressione fiscale fra 1670 e 1780 in Francia rimane ad un indice 100, mentre in Inghilterra sale da 70 a 200, in proporzione. La Francia si trova cos\u00ec ad avere uno Stato moderno, un moderno esercito, 450mila uomini, una potenza di prim&#8217;ordine, ma con risorse finanziarie vicino alla bancarotta perch\u00e9 per poterle mantenere come l&#8217;Inghilterra dovrebbe aumentare le tasse del 100 per cento.<\/p>\n<p><strong>Dunque viene chiamata ad affrontare la questione la rappresentanza del popolo, gli Stati generali.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, i rappresentanti eletti per\u00f2 sono la pi\u00f9 colossale assemblea di dementi che la storia abbia mai visto. Irresponsabili. Sfrenati solo nelle pretese, perch\u00e9 nessuno voleva farsi carico dei sacrifici (basti pensare che fra i deputati del Terzo stato c&#8217;erano un banchiere, 30 imprenditori e 622 avvocati senza causa). Non capiscono nulla di economia, hanno chiaro solo che a pagare devono essere gli altri. Cos\u00ec cominciano a vedere cosa possono confiscare: prima sopprimono la decima alla Chiesa, che nessuno nel popolo chiedeva di sopprimere perch\u00e9 significava sopprimere i finanziamenti per le scuole e gli ospedali. Si confiscano i beni del clero, donati alla Chiesa nel corso dei secoli, che ammontavano per\u00f2 solo al 7-8 per cento delle terre. Si comincia a diffondere l&#8217;idea che la Chiesa nasconda i suoi tesori, si confiscano i beni delle Abbazie.<\/p>\n<p><strong>E l&#8217;operazione si d\u00e0 pure una maschera ideologica.<\/strong><\/p>\n<p>Certo. Si impone la Costituzione civile del clero, perch\u00e9 senza modificare e manomettere la struttura della Chiesa non avrebbero potuto rubare. I beni della Chiesa, che da secoli mantenevano scuole e ospedali, vengono accaparrati da una masnada di 80mila famiglie di ladri, nobili e borghesi, destra e sinistra: \u00e8 per questo che tuttora la Rivoluzione in Francia \u00e8 intoccabile! Perch\u00e9 fu una Grande Ruberia a vantaggio della classe dirigente. Il furto ha bisogno della menzogna e della persecuzione perch\u00e9 non era facile imporre ai preti e al popolo il sopruso. Per questo si impose il giuramento ai preti e chi non giur\u00f2 fu massacrato. La Rivoluzione \u00e8 stata una guerra di religione.<\/p>\n<p><strong>E in Vandea cos&#8217;\u00e8 accaduto?<\/strong><\/p>\n<p>Il popolo si ribell\u00f2 per difendere la sua fede. Il Direttorio voleva imporre la coscrizione militare obbligatoria (\u00e8 una loro invenzione perch\u00e9 fino ad allora solo i nobili andavano a far la guerra e per il tributo del sangue erano esonerati dalle tasse). Nello stesso giorno chiudono tutte le, loro chiese. I contadini vandeani si sono ribellati: allora tanto vale morire per difendere la nostra libert\u00e0. Hanno imposto ai nobili, assai refrattari, di mettersi al comando dell&#8217;esercito cattolico di Vandea e sono andati al massacro, perch\u00e9 sproporzionata era la loro preparazione al confronto di quella dell&#8217;esercito di Cl\u00e9bert. Cos\u00ec la Vandea \u00e8 stata schiacciata senza piet\u00e0. Ma vorrei ricordare che sotto le insegne del Sacro Cuore combatterono anche dei battaglioni dei paesi protestanti della Vandea. Cattolici, protestanti ed ebrei affrontarono insieme la ghigliottina, per esempio a Montpellier, per difendere la libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ma in Vandea non finisce cos\u00ec.<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 il capitolo pi\u00f9 orrendo. Nel di cembre 1793 il governo rivoluzionario d ordine di sterminare la popolazione dell 778 parrocchie: \u201cBisogna\u00a0massacrare le donne perch\u00e9 non riproducano e i bambini perch\u00e9 sarebbero i futuri briganti\u201d. Questo scrissero. Firmato dal ministro della Guerra del tempo Lazare Carnot. Il generale Cl\u00e9bert si \u00e8 rifiutato di eseguire quell&#8217;ordine: \u201cMa per chi mi prendete? Io sono un soldato non un macellaio\u201d. Allora hanno mandato Turreau, un cretino, alcolizzato, con un&#8217;armata di vigliacchi.<\/p>\n<p><strong>Fu il massacro?<\/strong><\/p>\n<p>Nove mesi dopo il generale Hoche, nominato comandante, arriv\u00f2 in Vandea. Rest\u00f2 inorridito. Scrisse una lettera memorabile e ammirabile al governo della Convenzione: \u201cNon ho mai visto nulla di cos\u00ec atroce. Avete disonorato la Repubblica! Avete disonorato la Rivoluzione! Io porto alla vostra conoscenza che a partire da oggi far\u00f2 fucilare tutti quelli che obbediranno ai vostri ordini&#8230;\u201d. Cosa aveva visto? <strong>250.000 massacrati su <\/strong>una popolazione di <strong>600.000<\/strong> abitanti, paesi e citt\u00e0 rase al suolo e bruciate, donne e bambini orrendamente straziati. A Evreux e a Les Mains si ghigliottinavano a decine colpevoli solo di essere nati a Fontaine au Campte. Questo fu il genocidio vandeano. \u00c8 questo che festeggiamo?<\/p>\n<p><strong>Fece scandalo, nel 1983, quando lei, per la prima volta, us\u00f2 la parola genocidio, imputando la Rivoluzione. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>I fatti parlano. Nessuno ha saputo negarli. E nulla pu\u00f2 giustificare un simile orrore. Ma prima di me, nel 1894, fu un rivoluzionario socialista, Babeuf, che denunci\u00f2 \u201cil popolicidio della Vandea\u201d (in un libro introvabile che noi abbiamo fatto ristampare). Non c&#8217;\u00e8 differenza alcuna fra ci\u00f2 che ha fatto il governo rivoluzionario in Vandea e ci\u00f2 che ha fatto Hitler. Anzi una c&#8217;\u00e8. Hitler era scaltro e non dette mai per scritto l&#8217;ordine di eliminazione degli ebrei. Questi dell&#8217;89, oltrech\u00e9 assassini, erano anche stupidi e dettero l&#8217;ordine per scritto e lo pubblicarono perfino su Le Moniteur.<\/p>\n<p><strong>Certe persecuzioni hanno rinsaldato la fede del popolo. Ma questa francese sembra aver cancellato la cristianit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. Per 15 anni fu resa impossibile la trasmissione della fede. Un&#8217;intera generazione. Pensi che Michelet fu battezzato a 20 anni e Victor Hugo non ha mai saputo se era stato battezzato o no. Le chiese chiuse. I preti uccisi o costretti a spretarsi e sposarsi o deportati e esiliati. Francamente io non capisco come oggi i cattolici possano inneggiare alla Rivoluzione, Altra cosa \u00e8 il perdono e altra solidarizzare con i carnefici, rinnegando le vittime e i martiri. Penso che la Chiesa tema, parlando male della Rivoluzione, di sembrare antimoderna, di opporsi alla modernit\u00e0. lo credo che sia il contrario. E sono orgoglioso che sia stato un Paese protestante come l&#8217;Inghilterra a dare asilo ai preti cattolici perseguitati. Infatti non c&#8217;\u00e8 libert\u00e0 pi\u00f9 fondamentale della libert\u00e0 religiosa\u201d.<\/p>\n<p><em>da Il Sabato, 29 aprile 1989<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Voltaire: a lezione di antisemitismo<\/strong><\/p>\n<p>Gli ebrei di Alsazia e Lorena non hanno certo un buon ricordo della rivoluzione francese del 1789. Lo ricorda anche Ren\u00e9 Gutman, attuale gran rabbino di Strasburgo, tracciando un profilo del gran rabbino David Sintzheim, presidente del Gran Sinedrio all\u2019epoca di Napoleone. I giacobini compirono in quelle regioni stragi e saccheggi analoghi a quelli contro i cristiani. E le sinagoghe, come le chiese, vennero devastate. L\u2019intolleranza dei tolleranti, di cui naturalmente nei nostri manuali di filosofia non c\u2019\u00e8 traccia.<\/p>\n<p>Un esempio per tutti? Il padre della Tolleranza per eccellenza, Voltaire, scriveva queste parole a proposito del popolo ebraico: \u201cNon troverete in loro che un popolo ignorante e barbaro, che unisce da tempo la pi\u00f9 sordida avarizia alla pi\u00f9 detestabile superstizione e al pi\u00f9 invincibile odio per tutti i popoli che li tollerano e li arricchiscono\u201d. \u00c8 quantomeno interessante scoprire, nei molti articoli loro dedicati nel Dizionario filosofico e in vari Dialoghi, quanto livore l\u2019autore del Candide nutra verso gli ebrei.<\/p>\n<p>A mettere in luce il suo atteggiamento ostile &#8211; e non solo il suo &#8211; nei confronti del popolo ebraico \u00e8 stato lo storico Leon Poliakov nella celebre Storia dell\u2019Antisemitismo. Il campo \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 ampio. Attilio Milano nella Storia degli ebrei in Italia nota come nonostante gli illuministi professassero una salda volont\u00e0 di lotta contro l\u2019oscurantismo e l\u2019intolleranza, \u201cnon tutti seppero liberarsi dai vecchi preconcetti ed esprimere un giudizio equanime sulla questione ebraica\u201d. E qui l\u2019autore cita esplicitamente Montesquieu, D\u2019Alembert e &#8211; udite, udite &#8211; proprio Voltaire.<\/p>\n<p>Insomma, praticamente tre fra i pi\u00f9 famosi illuministi francesi. Voltaire se la prende contro i riti e le tradizioni di questo popolo: \u201cRicordo bene che ci sono molti paesi, tra cui quello dei giudei, in cui talvolta gli uomini vengono mangiati gli uni dagli altri\u201d, dice il Cappone in uno dei Dialoghi di Voltaire. E la Pollastra gli risponde: \u201cPassi per questo. \u00c8 giusto che una specie cos\u00ec perversa divori se stessa e che la terra venga purificata da questa razza\u201d. Se queste affermazioni non sono sufficienti ve ne sono altre in cui Voltaire si scaglia contro la fede nei miracoli del <em>Vecchio Testamento<\/em> oppure quando li definisce \u201ci pi\u00f9 rozzi tra gli asiatici\u201d.<\/p>\n<p>Si sa molto bene quanto il celebre illuminista abbia attaccato la Chiesa, eppure non sembra sia stato pi\u00f9 tenero verso gli ebrei: ovviamente il suo obbiettivo era la lotta a tutto ci\u00f2 che lui non poteva comprendere e che, quindi, bollava come intolleranza. Solo in un determinato periodo della sua vita cambi\u00f2 atteggiamento, come mette in evidenza Poliakov. E cio\u00e8 quando and\u00f2 in esilio a Londra.<\/p>\n<p>Poi mut\u00f2 nuovamente quando si dedic\u00f2 all\u2019attivit\u00e0 finanziaria \u201criversando su questi capri espiatori la riprovazione che aveva per se stesso\u201d. Nonostante l\u2019atteggiamento ostile che molti illuministi mostrarono nei loro confronti, gli ebrei francesi pi\u00f9 laici apprezzarono comunque il filosofo illuminista per la sua presunta lotta all\u2019intolleranza senza sospettare che, come spiega ancora Poliakov, lo schiacciamento di quella che Voltaire definiva \u201cl\u2019Infame\u201d preluder\u00e0 a stragi ben pi\u00f9 vaste.<\/p>\n<p>\u00c8 forse necessario, quindi, rivedere la tesi secondo cui la Chiesa cattolica sarebbe dietro ogni forma di antisemitismo e riflettere su quanto ha detto lo storico ebreo Michael Tagliacozzo (cit. da Antonio Gaspari, Gli ebrei salvati da Pio XII, ed. Logos, Roma, 2001): \u201cPer capire l\u2019essenza dell\u2019antisemitismo bisogna riflettere su una frase che Hitler pronunci\u00f2 durante una conversazione a tavola: \u201cOdio gli ebrei perch\u00e9 hanno dato al mondo quell\u2019uomo Ges\u00f9\u201d. D\u2019altronde, Voltaire stesso riconosce il profondo legame fra ebrei e cristiani\u201d. L\u2019odio agli ebrei \u00e8 andato spesso di pari passo con quello ai cristiani. Molte volte l\u2019uno preparava all\u2019altro. Ecco perch\u00e9 fa riflettere che Solovev concluda il suo Breve racconto sull\u2019Anticristo con la sconfitta del male tramite un\u2019alleanza fra ebrei e cristiani.<\/p>\n<p><em>Debora Donnini<br \/>\nTempi , 12 aprile 2001<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Morte di Dio, morte dell\u2019uomo<\/strong><\/p>\n<p>(..) Secondo una suddivisione oggi purtroppo accettata in tutto l&#8217;Occidente, la storia degli ultimi millecinquecento anni viene distinta in due parti. La prima, dalla fine dell&#8217;Impero Romano al Rinascimento, corrisponde ad un unico periodo, chiamato Medioevo, nel quale vengono fatti coesistere i secoli oscuri della prevalenza barbarica e i successivi secoli della Res Publica Christiana e del Sacro Romano Impero, gli unici, questi, in cui il cristianesimo ha permeato in qualche modo la vita della societ\u00e0. Si tratterebbe in sostanza di un unico periodo regressivo per l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La seconda parte comincia con il Rinascimento, che rappresenta l&#8217;inizio dell&#8217;et\u00e0 moderna, o del progresso. In realt\u00e0 nel Rinascimento ha avuto luogo la rinascita del paganesimo, non pi\u00f9 per\u00f2 nella sua versione antica, che dava anche spazio a Dio, o almeno agli dei, tanto che Cicerone poteva scrivere:\u00a0 \u201cApud nos omnia religione reguntur\u201d (presso di noi tutto si regge sulla religione), e nel quale potevano comparire figure come Virgilio naturaliter christianus. Il nuovo paganesimo rinascimentale, invece, dopo aver conosciuto Cristo, lo respingeva: era dunque contro cristo e contro Dio. Partendo appunto da l\u00ec si \u00e8 arrivati nel nostro secolo alla proclamata \u201cmorte di Dio\u201d, che costituisce il nucleo caratterizzante la filosofia laicista contemporanea.<\/p>\n<p>Quella esclusione di Dio dalla vita concreta della societ\u00e0 ha prodotto fin da subito frutti amari: anzitutto, durante lo stesso Rinascimento, ha prodotto un primo piccolo Hitler o Stalin, con il Duca Valentino, che \u00e8 stato assunto da Macchiavelli come il modello della politica nuova e razionale, quella del fine che giustifica i mezzi. Non a caso ai nostri giorni Gramsci, fornendo il pi\u00f9 moderno studio della politica preconizzata dal comunismo, ha dato al Partito il nome di \u201cNuovo Principe\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, un secondo frutto tipico dell&#8217;esclusione di Dio dalla societ\u00e0 degli uomini \u00e8 stato, durante la Rivoluzione francese, il tremendo massacro vandeano, che ha presentato caratteristiche di genocidio e di menzogna molto simili a quelle comparse poi su scala molto maggiore nel nostro secolo.<\/p>\n<p>Infine il frutto maggiore, almeno fino ad oggi, \u00e8 costituito appunto dalle stragi naziste e comuniste nel nostro secolo, che hanno comportato milioni e milioni di morti. La \u201cmorte di Dio\u201d, infatti, comporta come stretta conseguenza la nullificazione dell&#8217;uomo. Di tutto questo la gente sa ben poco, perch\u00e8 il nostro \u00e8 il tempo delle mezze verit\u00e0, cio\u00e8 in conclusione della menzogna. (..)<\/p>\n<p><em>Eugenio Corti<br \/>\nda un&#8217;intervista a Tracce , maggio 1997<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La schiavit\u00f9 della menzogna<\/strong><\/p>\n<p>(..) La menzogna \u00e8 sempre non libert\u00e0 e non \u00e8 un caso, soprattutto per\u00f2 non \u00e8 falso, che nel ricordo di Israele l\u2019Egitto appare come una casa di schiavi, come un luogo di non-libert\u00e0. Solo la verit\u00e0 rende liberi. Dove l\u2019utilit\u00e0 viene anteposta alla verit\u00e0 l\u2019uomo diventa schiavo dell\u2019utilitarismo e di coloro che possono decidere quale sia l\u2019utile. (..)<\/p>\n<p>I temi del vero e del bene non sono separabili. Platone aveva ragione identificando il punto pi\u00f9 alto del divino con l\u2019idea del bene. Inversamente se non possiamo conoscere la verit\u00e0 riguardo a Dio, allora anche la verit\u00e0 riguardo a ci\u00f2 che \u00e8 bene e a ci\u00f2 che \u00e8 male resta inaccessibile. In tal caso non esiste il bene e il male; rimane solo il calcolo delle conseguenze: l\u2019ethos viene sostituito dal calcolo.<\/p>\n<p>Detto ancora pi\u00f9 chiaramente: le tre domande sulla verit\u00e0, sul bene, su Dio sono un\u2019unica domanda. E se a essa non c\u2019\u00e8 risposta, allora brancoliamo nel buio riguardo alle cose essenziali della nostra vita. Allora l\u2019esistenza umana \u00e8 veramente \u201ctragica\u201d &#8211; allora certamente capiamo anche cosa debba significare redenzione. Il concetto biblico di Dio riconosce Dio come il Bene, come il Buono (cfr. Mc 10,18).<\/p>\n<p>Questo concetto di Dio raggiunge il suo culmine nell\u2019affermazione giovannea: \u00abDio \u00e8 amore\u00bb (1Gv 4,8). Verit\u00e0 e amore sono identici. Quest\u2019affermazione &#8211; se ne raccoglie tutta la sua portata &#8211; \u00e8 la pi\u00f9 grande garanzia della tolleranza; di un rapporto con la verit\u00e0, la cui unica arma \u00e8 essa stessa e quindi l\u2019amore.<\/p>\n<p><em>Card. Joseph Ratzinger<br \/>\nRiv. Tracce , aprile 2002<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il dramma dell\u2019umanesimo ateo<\/strong><\/p>\n<p>(..) Umanesimo positivista, umanesimo marxista, umanesimo nietzschiano; molto pi\u00f9 che un ateismo propriamente detto, la negazione che sta alla base di ognuno di essi \u00e8 un antiteismo, e pi\u00f9 precisamente un anticristianesimo. Per quanto siano tra loro contrapposte, le loro implicazioni, sotterranee o manifeste, sono numerose, e come hanno un fondamento comune nel rifiuto di Dio, cos\u00ec pure arrivano a esiti analoghi, il pi\u00f9 importante dei quali \u00e8 l\u2019annientamento della persona umana.<\/p>\n<p>Feuerbach e Marx, cos\u00ec come Comte e Nietzsche, erano convinti che la fede in Dio stesse scomparendo per sempre, che questo sole stesse tramontando sul nostro orizzonte per non sorgere mai pi\u00f9. Il loro ateismo si credeva e si voleva definitivo, pensando di avere un vantaggio sugli antichi ateismi, quello di eliminare completamente il problema che aveva fatto nascere Dio nella coscienza.<\/p>\n<p>Antiteisti come Proudhon, e in un senso ancor pi\u00f9 radicale, essi non sono arrivati a concludere come lui che l\u2019esistenza di Dio, quanto quella dell\u2019uomo, \u201c\u00e8 provata dal loro antagonismo eterno\u201d. Essi non hanno avuto come lui quel senso di un ritorno offensivo del mistero, e di un mistero che non \u00e8 solo quello dell\u2019uomo, dopo ogni sforzo tentato per vincerlo. Dietro la variet\u00e0 dei suoi stili, il loro \u201cumanesimo\u201d ci appare ugualmente cieco.<\/p>\n<p>Nietzsche stesso \u00e8 rimasto sepolto nella sua notte, e tuttavia il sole non ha smesso di sorgere! Quando Marx non era ancora morto e Nietzsche non aveva ancora scritto i suoi libri pi\u00f9 scottanti, un altro uomo, pure lui genio inquietante ma pi\u00f9 veritiero profeta, annunciava con strani bagliori la vittoria di Dio nell\u2019anima umana, la sua eterna resurrezione.<\/p>\n<p>Dostoevskij non \u00e8 che un romanziere. Non propone un sistema, non fornisce alcuna soluzione ai terribili problemi che pone al nostro secolo l\u2019organizzazione della vita sociale. \u00c8, se vogliamo, in una condizione di inferiorit\u00e0. Ma sappiamo almeno riconoscere il significato di un simile fatto. Non \u00e8 vero che l\u2019uomo, come sembra talvolta si dica, non possa organizzare il mondo terreno senza Dio.<\/p>\n<p>\u00c8 vero per\u00f2 che, senza Dio, non pu\u00f2 alla fin dei conti che organizzarlo contro l\u2019uomo. L\u2019umanesimo esclusivo \u00e8 un umanesimo disumano. Del resto, la fede in Dio, quella fede che ci inculca il cristianesimo in una trascendenza sempre presente e sempre esigente, non ha come scopo di sistemarci comodamente nella nostra esistenza terrena per farci addormentare in essa \u2013 per quanto febbricitante possa essere il nostro sonno. Ma, piuttosto, essa ci rende inquieti e incessantemente viene a rompere quell\u2019equilibrio troppo bello delle nostre concezioni mentali e delle nostre costruzioni sociali.<\/p>\n<p>Irrompendo in un mondo che tende sempre a chiudersi, Dio vi apporta senza dubbio un\u2019armonia superiore, ma che pu\u00f2 essere raggiunta solo a prezzo di una serie di rotture e di lotte, serie lunga tanto quanto il tempo stesso. \u201cNon sono venuto a portare la pace, ma la spada\u201d: Cristo \u00e8 anzitutto il grande turbatore. Questo non vuol dire certamente che non vi sia una dottrina sociale della Chiesa che deriva dal Vangelo.<\/p>\n<p>Tanto meno ci\u00f2 tende a distogliere i cristiani, uomini e membri della citt\u00e0 come i loro fratelli, dallo sforzo di risolvere, in conformit\u00e0 con i princ\u00ecpi della loro fede, i problemi della citt\u00e0: essi anzi vi si sentono spinti da una necessit\u00e0 in pi\u00f9. Ma nello stesso tempo sanno che, siccome il destino dell\u2019uomo \u00e8 eterno, non deve fermarsi alla vita di quaggi\u00f9.<\/p>\n<p>La terra, che senza Dio potrebbe cessare di essere un caos solo per diventare una prigione, \u00e8 in realt\u00e0 il campo magnifico e doloroso dove si prepara la nostra esistenza eterna. Cos\u00ec la fede in Dio, che nulla potr\u00e0 mai strappare dal cuore dell\u2019uomo, \u00e8 la sola fiamma nella quale si conserva, umana e divina, la nostra speranza.<\/p>\n<p><em>Henri De Lubac<br \/>\nIl dramma dell&#8217;umanesimo ateo, Jaka Book<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.karamazov.it\/ (raccolta di pensieri) L&#8217;etica laica \u00e8 fondata sull&#8217;utilit\u00e0. Essere etici conviene, \u00e8 utile. 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