{"id":942,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-02T13:34:51","modified_gmt":"2016-03-02T12:34:51","slug":"la-questione-democristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-questione-democristiana\/","title":{"rendered":"La &#8220;questione democristiana&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-31331\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/DC-1.jpg\" alt=\"DC\" width=\"250\" height=\"157\" \/>Cristianit\u00e0<\/strong> n.10 &#8211; 1975<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Un mistero che pesa sul futuro dell&#8217;Italia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Giovanni Cantoni<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> Quando la vita politico-sociale della nazione subisce qualche accelerazione, attraversa qualche passaggio obbligato o si trova in qualche vicolo cieco, ogni cittadino &#8211; sia egli credente oppure &#8220;uomo di buona volont\u00e0&#8221; &#8211; \u00e8 necessariamente portato a rivolgere la propria attenzione e, quindi, a interessarsi alle forze politiche presenti sulla scena nazionale, con l&#8217;intento preventivo di farne l&#8217;inventario e poi di operare una scelta, che, di volta in volta, pu\u00f2 tradursi in un suffragio elettorale o in un&#8217;altra manifestazione di consenso sociale.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non diversamente in altri regimi, definiti da istituzioni diverse da quelle che ci reggono, l&#8217;uomo libero si volgeva &#8211; per esempio nei periodi di interregno o di vacanza di autorit\u00e0 &#8211; alle famiglie &#8220;note&#8221;, cio\u00e8 nobili, o ai membri della Casa regnante, cercando a chi rinnovare la propria fedelt\u00e0 o a chi tacitamente offrire il proprio consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nostra condizione istituzionale, l&#8217;interesse di ogni cittadino \u00e8 attirato &#8211; o almeno dovrebbe essere attirato &#8211; dalle &#8220;famiglie ideologiche&#8221; costituite dai partiti politici, per coglierne la natura, cio\u00e8 per indagarne e penetrarne la dottrina, e quindi per immaginarne il comportamento di fronte a improrogabili decisioni che si stagliano all&#8217;orizzonte della vita nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> Mentre le scelte degli &#8220;amici di famiglia&#8221;, cio\u00e8 delle persone politicizzate, sono abbondantemente predeterminate e influenzate da ragioni di simpatia anche umana, i pi\u00f9 sono disponibili per un esame accurato e sempre rinnovato delle possibilit\u00e0 offerte dal foro, dalla vita pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A costoro si rivolge la mia analisi, utile per oggi e per domani, <em>rebus sic stantibus <\/em>e <em>ceteris paribus<\/em>, e forse di interesse tutto particolare proprio perch\u00e9 vertente su un oggetto macroscopico come la Democrazia Cristiana, destinata &#8211; come ogni realt\u00e0 tanto grande da parere naturale &#8211; a essere considerata, appunto, una &#8220;forza della natura&#8221;, creata da Dio come mari e fiumi, monti e valli, piuttosto che una &#8220;forza storica&#8221;, costituita dagli uomini nella storia sotto la loro responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gravit\u00e0 della situazione non solo nazionale ma mondiale &#8211; a misura di &#8220;crisi&#8221;, cio\u00e8 di &#8220;giudizio universale&#8221; &#8211; rende pericoloso e gravido di conseguenze ogni errore, ogni comportamento non &#8220;all&#8217;altezza della situazione&#8221;; e iscrive di fatto nel novero degli atti caritatevoli ogni gesto che miri a fornire elementi di giudizio, che tale errore possano eventualmente permettere di evitare. Se esiste &#8211; come esiste &#8211; una &#8220;carit\u00e0 politica&#8221;, l&#8217;analisi che mi appresto a offrire al lettore intende esserne sentita, calorosa, fraterna espressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. <\/strong>Chiaro o no che sia, gradito o meno, il problema del nostro tempo \u00e8 costituito dal rapporto con il comunismo e con la sua presenza statuale &#8211; come nell&#8217;Unione Sovietica, nella Cina Popolare e nei paesi satelliti &#8211; o partitica &#8211; come in moltissime nazioni non comuniste, tra cui ha una posizione di primissimo piano l&#8217;Italia. Il problema dell&#8217;Italia, dunque, \u00e8 la &#8220;questione comunista&#8221;. E l&#8217;interesse di ogni italiano \u00e8 racchiuso nel sapere se, ed eventualmente <em>in che modo<\/em>, il comunismo andr\u00e0 al potere anche nel nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in Italia &#8220;regna&#8221; la &#8220;Casa democristiana&#8221; e questo fatto aggiunge problema a problema, questione a questione, s\u00ec che presenta un interesse tutt&#8217;altro che volgare la risposta ai quesiti: che cos&#8217;\u00e8 la Democrazia Cristiana? Quale la sua dottrina, cio\u00e8 la sua natura politica? La risposta a questi quesiti pu\u00f2, dunque, aiutare a impostare correttamente la &#8220;questione comunista&#8221; e quindi anche, ultimamente, la questione italiana, che, volenti o nolenti, tutti ci coinvolge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prospettiva, priva di alternative di rilievo, il tema che mi sono proposto di trattare non \u00e8, dunque, n\u00e9 esotico n\u00e9 peregrino, e non interessa solamente coloro che studiano o coltivano la storia della Chiesa e degli uomini in essa militanti, cio\u00e8 dei cattolici, come a prima vista potrebbe parere, ma gli italiani tutti, indistintamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fatti &#8211; come mi pare di avere messo in evidenza &#8211; dispongono proprio cos\u00ec e costringono pure chi eventualmente non volesse a meditare e a piegarsi con la massima attenzione sulla realt\u00e0 e quindi anche &#8211; a maggiore titolo &#8211; su una parte macroscopica di essa, come \u00e8 quella costituita dal partito democratico cristiano. E questo si impone non solo a coloro che si propongono di capire, come si dice, &#8220;il proprio tempo&#8221;, ma soprattutto a quanti considerano giustamente il capire, nella storia, e quindi il giudicare, presupposti indispensabili per agire, per essere presenti non soltanto fisicamente e passivamente, ma anche attivamente e consapevolmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4.<\/strong> Le considerazioni che verr\u00f2 facendo, e la storia che almeno nelle sue grandi linee &#8211; racconter\u00f2, solleveranno certo obiezioni, e non trascurabili. Qualcuno si chieder\u00e0 certamente, e sar\u00e0 tentato di chiedermi, che senso ha interessarsi della Democrazia Cristiana in momenti come quelli che stiamo vivendo, nei quali ogni sforzo dovrebbe essere teso a fare votare per questo partito in occasione di competizioni elettorali, a sostenerlo in ogni altro frangente, e non a metterlo in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il discuterlo e l&#8217;esaminarlo criticamente non nascondono, forse, l&#8217;intento di fare il gioco se non dell&#8217;avversario, almeno di forze politiche concorrenti della Democrazia Cristiana stessa?\u00a0Premesso di non avere la vocazione di arruolatore per nessun partito, confesso che la ragione principale del mio interessamento \u00e8 costituito dalla presenza, nel nome di questo movimento politico, dell&#8217;aggettivo &#8220;cristiana&#8221; e dalla consapevolezza, di fatto e di esperienza, della ignoranza che, a suo proposito, caratterizza non solo chi lo privilegia con il suo suffragio, ma, spesso, anche chi vi milita &#8211; per tacere, per &#8220;carit\u00e0 di Chiesa&#8221;, di chi lo sostiene con l&#8217;autorit\u00e0 sociale che gli deriva dalla propria funzione anche spirituale! In questa prospettiva, una presentazione critica della &#8220;questione democristiana&#8221; \u00e8 un contributo di informazione utile alla formulazione del giudizio di ciascuno e, quindi, alla sconfitta di ogni sconsiderato pre-giudizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cos&#8217;\u00e8, dunque, il movimento democristiano? Quali sono le premesse storiche e ideali di questa realt\u00e0 comparsa dopo l&#8217;ultimo conflitto mondiale sulla scena politica di molte nazioni di tradizione cattolica? Quali sono i connotati di questa enorme &#8220;quinta&#8221; del &#8220;paesaggio&#8221; politico nostrano, delimitante una scena che ci vede doverosamente attori, impegnati a recitare la parte che la coscienza ci detta e la situazione ci concede? La prima risposta a questa serie di quesiti, la pi\u00f9 spontanea forse, suona cos\u00ec: &#8221; Il partito democristiano \u00e8 l&#8217;organizzazione politica dei cattolici, e, nel caso concreto, dei cattolici italiani&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta ha del vero, qualora si accetti di osservare il fenomeno nella sua complessit\u00e0 e come dato monolitico, ma un esame pi\u00f9 attento non pu\u00f2 non arrestare la nostra attenzione sulla presenza, nella sua denominazione, di un elemento non indispensabile alla definizione data, cio\u00e8 quella di &#8220;organizzazione politica dei cattolici italiani&#8221;. Si parla, infatti, di partito o di movimento <em>democratico-cristiano<\/em> e questo aggettivo, <em>democratico<\/em>, non \u00e8 per niente essenziale a ogni possibile &#8220;organizzazione politica dei cattolici italiani&#8221;. <em>Cristiano<\/em> \u00e8 certo essenziale, ma <em>democratico<\/em> no, e questa considerazione basta a sollevare alcuni problemi, a porre e a fare porre alcuni quesiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiaramente si tratta di primi problemi e di primi quesiti, perch\u00e9 subito se ne vedono sorgere altri, a proposito della stessa nozione di &#8220;organizzazione politica dei cattolici italiani&#8221;, democratica o meno che sia. Non si pu\u00f2, infatti, non chiedersi, e non per pura petulanza, che senso ha parlare di organizzazione politica dei cattolici, soprattutto in uno Stato che organizza una nazione cattolica. Inoltre, all&#8217;orizzonte, si staglia anche il problema della esistenza di quelle organizzazioni politiche denominate partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo la risposta a ognuno di questi quesiti, o almeno la loro corretta impostazione, pu\u00f2 permettere di intendere le diverse componenti della realt\u00e0 &#8220;partito o movimento democratico-cristiano&#8221;, e quindi di preparare i termini per un giudizio, presupposto, come dicevo, di ogni azione che non voglia essere semplicemente gesto, <em>actus hominis<\/em>, ma significativo <em>actus humanus<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedr\u00f2 di percorrere, sia pure rapidamente, le tappe di questo itinerario di comprensione, o che almeno mi auguro tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. <\/strong>Gli elementi necessari alla comprensione cui miro possono emergere soltanto da osservazioni di carattere storico-sociologico che, dal momento che lo studio verte sulla realt\u00e0 politica, devono prendere le mosse da un fatto politico di portata tutt&#8217;altro che trascurabile nello svolgimento della vita della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto politico in questione \u00e8 quello che va sotto il nome di Rivoluzione francese e si sintetizza nello sforzo di realizzare nella vita associata i tre principi denominati <em>libert\u00e9, \u00e9galit\u00e9, fraternit\u00e9<\/em>, che non traduco per non fare loro perdere il significato storicamente condizionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Rivoluzione francese \u00e8 il massimo attacco politico alla tradizione, cos\u00ec come il protestantesimo era stato il massimo attacco &#8220;religioso&#8221;.\u00a0Dei molteplici aspetti della tradizione &#8211; cio\u00e8 della trasmissione di qualcosa e di questo &#8220;qualcosa&#8221; trasmesso, della verit\u00e0 rivelata, di quella enucleata dalla ragione retta e illuminata, delle funzioni sociali e dei beni materiali &#8211; la funzione sociale \u00e8 tra quelli principalmente presi di mira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>libert\u00e9 <\/em>\u00e8 condizione prima della <em>\u00e9galit\u00e9<\/em>, e nei rapporti tra i due termini la <em>fraternit\u00e9 <\/em>pare avere la parte che ha lo Spirito Santo nella vita trinitaria, &#8220;<em>procede dal Padre e dal Figlio<\/em>&#8221; (1). La nozione che cade vittima del sussulto rivoluzionario \u00e8 quella di ereditariet\u00e0 delle funzioni sociali, e il trionfo storico va al carattere &#8220;<em>anonimo e vagabondo<\/em>&#8221; della &#8220;<em>fortuna<\/em>&#8221; borghese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gerarchia sociale non crolla immediatamente, ma nascono gruppi umani che presentano un loro <em>progetto <\/em>di societ\u00e0, non pi\u00f9 semplicemente un <em>modo <\/em>di governare la societ\u00e0 naturale che non \u00e8 da inventare. Ognuno di questi gruppi umani presenta <em>una alternativa di societ\u00e0<\/em>, non pi\u00f9 una <em>alternativa di governo <\/em>della societ\u00e0, e ai partiti &#8220;all&#8217;inglese&#8221;, che comportano una &#8220;opposizione di Sua Maest\u00e0&#8221;, subentrano i partiti moderni, <em>club <\/em>rivoluzionari, cui Lenin dar\u00e0 una organizzazione &#8220;industriale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno di essi propone un progetto di societ\u00e0, e quindi di Stato, e offre i suoi funzionari, gli uomini dell&#8217;apparato. Cos\u00ec come agli uomini preparati nelle corporazioni di arti e mestieri &#8211; dove si risolveva <em>in concreto <\/em>il problema della continuit\u00e0 tra studio e lavoro, cio\u00e8 tra dottrina e vita &#8211; si sostituiscono quelli formati dall&#8217;<em>\u00c9cole Polytechnique <\/em>e forniti all&#8217;industria; cos\u00ec, in analogia, agli uomini preparati nelle famiglie &#8220;note&#8221;, cio\u00e8 nobili, si offre la sostituzione con quelli preparati nei partiti, scuole private di politica &#8211; il partito unico sar\u00e0 la scuola pubblica -, che, sostenuti dal suffragio sempre pi\u00f9 universale, pongono la loro candidatura a organizzatori dello &#8220;stato&#8221; della societ\u00e0, dello &#8220;stato&#8221; della nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato il pluralismo, da un punto di vista strutturale &#8211; in questa sede mi \u00e8 impossibile seguire l&#8217;andamento cronologico e quindi storico del fenomeno &#8211; i sostenitori dell&#8217;Antico Regime, cio\u00e8 di una realt\u00e0 naturale formata dalla esperienza e dalla tradizione, si trovano a essere un partito, una delle tante fazioni, e il dato storico e razionale diventa uno dei tanti possibili &#8220;progetti&#8221; di societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 alla base del sussulto rivoluzionario sta il &#8220;dogma&#8221; della immacolata concezione dell&#8217;uomo, della sua bont\u00e0 naturale, &#8220;dogma&#8221; che urta frontalmente quello cattolico della caduta e del peccato, il &#8220;partito&#8221; dei sostenitori dell&#8217;Antico Regime \u00e8, soprattutto, un partito di cattolici, il partito dei cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin da subito, per\u00f2, il partito dei cattolici, cio\u00e8 degli uomini <em>tout court <\/em>legati alla costituzione implicita dell&#8217;Antico Regime, si dipana secondo modalit\u00e0 di sempre. Come di fronte a qualsiasi realt\u00e0 vi \u00e8 chi dice <em>s\u00ec<\/em>, chi <em>ni <\/em>o <em>so<\/em>, chi <em>no<\/em>, cos\u00ec, di fronte all&#8217;Ordine Nuovo rivoluzionario si dispiegano, all&#8217;interno del mondo cattolico, una destra, una sinistra e un centro, come sempre ulteriormente variegato: &#8220;<em>Avremo tre scuole cattoliche: quella che ripudia l&#8217;eredit\u00e0 <\/em>[della Rivoluzione], <em>quella che si rassegna e quella che l&#8217;accetta con entusiasmo: scuola intransigente di de Maistre, de Bonald e Veuillot; scuola liberale del secolo XIX; scuola della democrazia cristiana<\/em>&#8221; (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin da subito, dunque, il movimento cattolico e tradizionale, divenuto di fatto e di necessit\u00e0 un partito, vede nascere una destra coerente, intransigente e oltranzista; poi un centro &#8211; sar\u00e0 il liberalismo cattolico -, che accetta la <em>libert\u00e9 <\/em>e cerca di interpretare <em>pro bono \u00e9galit\u00e9 <\/em>e <em>fraternit\u00e9<\/em>; da ultimo, quindi, una sinistra &#8211; sar\u00e0 il democristianismo -, che legge la Rivoluzione nei termini di positivo &#8220;segno dei tempi&#8221;, di ulteriore Rivelazione (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6.<\/strong> Sia pure a grandi linee, sono finalmente giunto all&#8217;oggetto della mia ricerca, che emerge chiaro da un processo purtroppo dimenticato; eccoci, dunque, al partito democratico cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua storia lo vede crescere lentamente, s\u00ec che pare sviluppo del movimento cattolico, inevitabile e coerente sviluppo, frutto di dialettiche contrapposizioni. Ma, secondo la prospettiva che ho cercato di indicare, non \u00e8 svolgimento di nulla, ma originaria presa di posizione di fronte a una situazione storica alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non vuole dire che il movimento democristiano non abbia una storia &#8211; ogni realt\u00e0 ha una vita -, ma semplicemente che emerge chiaro nelle scelte di fondo fin dall&#8217;inizio del &#8220;partito&#8221; cattolico: \u00e8 costituito da coloro che accettano la Rivoluzione e che vogliono la instaurazione della <em>libert\u00e9<\/em>, della <em>\u00e9galit\u00e9<\/em> e della <em>fraternit\u00e9<\/em>. Costoro seguono la Rivoluzione nel suo svolgersi, sempre alla retroguardia, incaricati principalmente, nell&#8217;esercito rivoluzionario in marcia verso il &#8220;paradiso in terra&#8221;, di rappresentare soprattutto il momento fumoso, &#8220;mistico&#8221;, quello della fraternit\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strada facendo verranno raggiunti dai liberali cattolici, quindi dagli intransigenti che non hanno tenuto. La loro predicazione sar\u00e0 di pace con il mondo, il loro &#8220;cavallo di Troia&#8221; la democrazia come possibile forma di governo. La sostanza del movimento rimarr\u00e0, per\u00f2, sempre la stessa, quella che ho prima enunciato, e cio\u00e8 l&#8217;accettazione della Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7.<\/strong> Questa accettazione \u00e8 bene espressa, felicemente espressa &#8211; lo dico, sia ben chiaro, solo quanto alla forma! -, dalla consonanza di due testi che ora citer\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo \u00e8 dello storico liberale Luigi Salvatorelli, ed \u00e8 tratto dal suo <em>Chiesa e Stato dalla Rivoluzione Francese ad oggi<\/em>. Eccolo: &#8220;<em>La Rivoluzione francese condusse, per la prima volta nella storia dell&#8217;Europa cristiana, alla laicizzazione completa dello Stato e della vita pubblica; essa realizz\u00f2, per la prima volta dal tempo di Costantino, la separazione completa, integrale, della Chiesa e dello Stato. Dalla Rivoluzione in poi l&#8217;umanit\u00e0 &#8211; anche quella credente, cattolica &#8211; si \u00e8 abituata a vivere la sua vita sociale e politica senza farci intervenire la Chiesa, senza far ricorso ai suoi poteri trascendenti, e ai suoi ministri ritenuti forniti di questi poteri. Fino allora, la nascita dei figli, la loro educazione, i matrimoni, la morte, l&#8217;organizzazione della vita collettiva, la costituzione e il funzionamento del potere politico, tutto questo insieme di fatti, era rimasto sotto il segnacolo della religione, e della religione confessionale, sacerdotale, gerarchica. La Religione era affare di Stato, e lo Stato era consacrato dalla Religione. Non soltanto non si pensava a separare la Chiesa dallo Stato, ma non se ne concepiva neppure l&#8217;idea, non si sapeva neppure che cosa ci\u00f2 potesse significare. Si parla anzi raramente, prima della fine del secolo XVIII, di Chiesa e di Stato. Si diceva piuttosto: potere politico e potere religioso; governo e clero, re e vescovi, o papa. Queste autorit\u00e0 differenti si consideravano come parti diverse della stessa societ\u00e0 cristiana<\/em>&#8221; (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo testo cui facevo pi\u00f9 sopra riferimento \u00e8 tratto da un discorso di don Luigi Sturzo, il fondatore del Partito Popolare Italiano, discorso pronunciato a Verona il 16 marzo 1919 e riportato dal <em>Corriere d&#8217;Italia <\/em>del 19 marzo dello stesso anno. Eccolo: &#8220;<em>Il partito popolare italiano \u00e8 stato promosso da coloro che vissero l&#8217;azione cattolica, ma \u00e8 nato come un partito non cattolico, aconfessionale, come un partito a forte contenuto democratico, e che si ispira alla idealit\u00e0 cristiana, ma che non prende la religione come elemento di differenziazione politica<\/em>&#8221; (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si pu\u00f2 notare, la descrizione della Rivoluzione nelle parole di Salvatorelli diventa programma in quelle di don Sturzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8.<\/strong> La storia richiederebbe, per completezza di quadro che parlassi anche della prima dirigenza del movimento cattolico, del principe di Canosa, del primo padre Ventura, di monsignor Baraldi, del marchese Cesare d&#8217;Azeglio. Quindi sarebbe d&#8217;obbligo la citazione dei cattolici liberali, di Manzoni, Rosmini, Lambruschini, Capponi, Cesare Cant\u00f9, Carlo Troya, Cesare Balbo, Massimo d&#8217;Azeglio, Niccol\u00f2 Tommaseo e Vincenzo Gioberti, per fare solo qualche nome, anche se non scelto a caso. Verrebbe, infine, la volta dei democristiani, di fatto e di nome: di Murri, anzitutto, e della Lega Democratica Nazionale; poi di don Sturzo e del Partito Popolare e da ultimo di De Gasperi e della Democrazia Cristiana in senso stretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una storia lunga, che necessiterebbe di un prologo in Francia e di riferimenti alle altre nazioni cattoliche, e che equivarrebbe, per qualche verso, a una stesura parallela, con diversi riferimenti storici e culturali, dell&#8217;opera di don Julio Meinvielle intitolata <em>De Lamennais a Maritain<\/em>, in uno scritto da intitolarsi <em>Da Ventura a Sturzo<\/em>, con Romolo Murri nella parte di Mare Sangnier (6). Poich\u00e9 in questa occasione non mi \u00e8 possibile dilungarmi pi\u00f9 oltre, mi arresto, sperando di avere almeno impostato il tema e fornito le coordinate per ulteriori passaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9.<\/strong> Fino a questo punto ho parlato del movimento cattolico e di quello democristiano e forse ho fatto dimenticare che queste realt\u00e0 non solo si situano a diversi livelli, ma anche in un preciso contesto che non esauriscono. Il contesto \u00e8 quello costituito dal mondo cattolico, dalla Cristianit\u00e0, che ha al suo vertice la Chiesa docente &#8211; gerarchia e magistero &#8211; e alla base il popolo discente, la grande presenza dei fedeli. E Chiesa e popolo hanno anch&#8217;essi, secondo modalit\u00e0 specifiche, preso posizione nei confronti della realt\u00e0 Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presa di posizione della Chiesa &#8211; trascurando l&#8217;aspetto politico-diplomatico &#8211; passa da una fase reattiva e declaratoria &#8211; da Pio VI al <em>Sillabo <\/em>&#8211; a una fase costruttiva e normativa &#8211; dal <em>corpus <\/em>dottrinale di Leone XIII alla <em>Mater et Magistra<\/em>. E la dottrina che ne emerge, che si dipana in questa opera magisteriale e magistrale, va a costituire la cosiddetta dottrina sociale della Chiesa, dottrina obbligatoria e vincolante, parte integrante della visione cristiana del mondo, autentica dottrina di restaurazione della societ\u00e0 cristiana che, come ricordava san Pio X, non \u00e8 da inventare, ma da instaurare e restaurare continuamente contro gli assalti della empiet\u00e0 e della Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa dottrina parla della Chiesa e dello Stato, delle forme di governo, dei diritti e dei doveri del cittadino, della propriet\u00e0 privata e delle corporazioni professionali, dei principi di sussidiariet\u00e0 e di organicit\u00e0, dei nemici dichiarati del nome cristiano e delle loro tenebrose organizzazioni. Questa dottrina \u00e8 molto di pi\u00f9 della <em>idealit\u00e0 <\/em>cristiana di cui parla don Sturzo e offre soluzioni precise, anche se, evidentemente, non tecniche, dei problemi aperti dalla Rivoluzione e dallo stato di &#8220;dissociet\u00e0&#8221; in cui sono immersi i popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 la sorte di questa dottrina? Quale la sua fine? Il popolo cattolico resiste passivamente alla Rivoluzione e qualche volta anche attivamente &#8211; la Vandea, il Tirolo, la Navarra, per esempio, insegnano &#8211; ma, lentamente o rapidamente, vengono meno i mediatori tra il Magistero e l&#8217;azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome cristiano rimane, specchio per le allodole; l&#8217;idealit\u00e0 cristiana basta a sedurre, ma la pratica \u00e8 tutt&#8217;altra. &#8220;<em>Molti sono, infatti <\/em>&#8211; lamenta Pio XI &#8211;<em>, quelli che credono o dicono di tenere le dottrine cattoliche sull&#8217;autorit\u00e0 sociale, sul diritto di propriet\u00e0, sui rapporti fra capitale e lavoro, sui diritti degli operai, sulle relazioni fra Chiesa e Stato, fra religione e patria, fra classe e classe, fra nazione e nazione, sui diritti della Santa Sede e le prerogative del Romano Pontefice e dell&#8217;episcopato, sui diritti sociali di Ges\u00f9 Cristo stesso, Creatore, Redentore, Signore degli individui e dei popoli. Ma poi parlano, scrivono e, quel che \u00e8 peggio, operano come non fossero pi\u00f9 da seguire, o non col rigore di prima, le dottrine e le prescrizioni solennemente ed invariabilmente richiamate ed inculcate in tanti documenti pontifici, nominatamente di Leone XIII, Pio X e Benedetto XV.<\/em>&#8220;[&#8230;] <em>questa specie di modernismo morale, giuridico, sociale, <\/em>[\u00e8] <em>non meno condannevole del noto modernismo dogmatico<\/em>&#8221; (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco elementi sufficienti per completare il quadro del movimento democristiano che, nel movimento cattolico, \u00e8 tendenza che conserva il nome cristiano, ma, modernisticamente, trascura la dottrina, che sostituisce con un vago riferimento ideale, una vaga <em>ispirazione<\/em>, e nell&#8217;azione \u00e8 &#8220;<em>a forte contenuto democratico<\/em>&#8220;, ovvero accetta la Rivoluzione, i suoi presupposti e i suoi fini, almeno implicitamente, diventandone &#8220;compagno di strada&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la disubbidienza dei democristiani non \u00e8 senza influsso se non sulla dottrina della Chiesa, sulla pastorale, che si esprime all&#8217;ombra della considerazione del &#8220;male minore&#8221;. Cos\u00ec, purtroppo, l&#8217;accettazione di fatti compiuti fa talora perdere di vista i principi, si &#8220;dogmatizza&#8221; la situazione nella quale si \u00e8 tragicamente caduti, e non \u00e8 certo la maggioranza a tenere conto dell&#8217;ammonimento di Pio XII, che suona cos\u00ec: &#8220;<em>Pu\u00f2 darsi che su questo o quel particolare sia necessario cedere davanti alla superiorit\u00e0 delle forze politiche. Ma in questo caso si pazienta, non si capitola. E\u2019 ancora necessario, in caso simile, che si salvi la dottrina, e si mettano in opera tutti i mezzi efficaci per avviare la cosa a poco a poco al fine cui non si rinuncia<\/em>&#8221; (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10. <\/strong>Chi mi ha seguito fino a questo punto non pu\u00f2 non avere visto crescere in lui, lentamente ma con passo sicuro, un quesito: se \u00e8 vero che la Democrazia Cristiana \u00e8 una realt\u00e0 politica cosiffatta, come \u00e8 riposta la fiducia di quanti vedono in essa un baluardo contro il comunismo, che \u00e8 la punta storicamente pi\u00f9 avanzata della Rivoluzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualsiasi risposta personale sarebbe assolutamente insufficiente. Preferisco fare parlare i fatti, le situazioni oggettive, nella loro ovviet\u00e0 quotidiana. Or non \u00e8 molto, un lettore non anonimo scriveva alla direzione de <em>la Discussione<\/em>, il settimanale politico-culturale fondato da Alcide De Gasperi, e si complimentava con il segretario politico del partito democristiano per essersi &#8220;<em>pronunciato pi\u00f9 chiaramente del passato sul compromesso storico<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Era ora di respingere energicamente ogni lusinga tattica fatta dal PCI<\/em>&#8220;, commentava. E a lui testualmente la direzione rispondeva: &#8220;<em>mettiamo in chiaro una volta per tutte che la linea del Partito <\/em>[&#8230;] <em>\u00e8 contro il cosiddetto compromesso storico. Che alcuni uomini della DC abbiano rilasciato dichiarazioni, concesso interviste (tra l&#8217;altro deformate) in cui non formulavano chiaramente questa linea del Partito \u00e8 un conto, ma che la DC sia stata sempre chiara su questo punto \u00e8 cosa da chiarire una volta per tutte. Per cambiare questa linea del Partito c&#8217;\u00e8 bisogno d&#8217;un congresso: un Partito come il nostro va avanti a congressi e non a interviste. Se la maggioranza del prossimo congresso sar\u00e0 per il compromesso, il partito cambier\u00e0 linea, se invece non sar\u00e0 per il compromesso la linea sar\u00e0 quella di sempre<\/em>&#8221; (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, \u00e8 ormai tutto chiaro: non esistono preclusioni di principio al &#8220;compromesso storico&#8221; con il comunismo, ma \u00e8 solo un problema di maggioranza all&#8217;interno del partito democristiano. Ma \u00e8 mai possibile, si chieder\u00e0 qualcuno, che non ci si possa appellare allo statuto, al programma, e bloccare anche una eventuale maggioranza capitolarda?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggo e rileggo lo statuto, e l&#8217;unico articolo &#8220;dottrinale&#8221; dell&#8217;ultima edizione che ho tra le mani \u00e8 l&#8217;articolo 82 che recita cos\u00ec: &#8220;<em>Il Congresso Nazionale delibera gli indirizzi generali della politica del Partito ed elegge il Consiglio nazionale<\/em>&#8221; (10). Proprio cos\u00ec, e nient&#8217;altro. Se la Scrittura chiama stolto chi confida in un uomo, che cosa direbbe di chi confidasse nel nulla?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11.<\/strong> In queste condizioni, che dire del silenzio dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica, che permette lo sfruttamento dell&#8217;aggettivo &#8220;cristiano&#8221;, sapendo che alla etichetta corrisponde un contenuto per dire il meno neutrale, ma di fatto costituito da ci\u00f2 che piace ai vincitori di ogni battaglia storica? A loro parziale sgravio dir\u00f2 che non hanno taciuto, ma non si sono fatti sentire!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ai documenti sul comunismo ha fatto seguito, nel 1949, una dichiarazione del Santo Offizio, cos\u00ec quelli sulla democrazia cristiana si sono trasformati in una dichiarazione riportata nell&#8217;<em>Enchiridion Symbolorum <\/em>al n. 3930 e di cui trascrivo, a conclusione, la traduzione offerta da <em>L&#8217;Osservatore Romano <\/em>del 13-14 aprile 1959: &#8220;<em>E\u2019 stato chiesto a questa Suprema Sacra Congregazione se, nella scelta dei rappresentanti del popolo, sia lecito ai cattolici dare il voto a quei partiti o a quei candidati, i quali, quantunque professino princ\u00ecpi non in contrasto con la dottrina cattolica, o addirittura si attribuiscono la qualifica di cristiani, tuttavia di fatto si uniscono ai comunisti e con la loro azione li favoriscono. Nella adunanza di mercoled\u00ec 25 marzo 1959, gli Eminentissimi e Reverendissimi Signori Cardinali, preposti alla difesa della fede e dei costumi, hanno decretato che sia risposto: Negativamente, a norma del Decreto del S. Offizio in data 11 luglio 1949, n. 1 (A.A.S. XLI (1949) 334). Riferita tale risoluzione degli Eminentissimi Padri al Sommo Pontefice <\/em>[Papa Giovanni XXIII]<em>, nell&#8217;udienza accordata il 2 corr. all&#8217;E.mo Cardinale Pro-Segretario del S. Offizio, Sua Santit\u00e0 l&#8217;ha approvata ed ha disposto che sia pubblicata. Roma, dal Palazzo del S. Offizio, 4 aprile 1959<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12.<\/strong> La descrizione che ho offerto della Democrazia Cristiana comporta un giudizio assai negativo, che certamente dispiacer\u00e0 a molti. Tra essi, alcuni tenteranno di argomentare in senso contrario, adducendo il caso di tante &#8220;brave persone&#8221; di loro conoscenza, e magari il loro caso personale. <em>Come \u00e8 assolutamente evidente, tutte queste brave persone cadono fuori dal mio cono di interesse, n\u00e9 la mia \u00e8 una analisi sociologica e tanto meno morale dei democristiani italiani considerati singolarmente!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa riserva su fatti concreti, su persone viventi o vissute non toglie niente alla liceit\u00e0 di un giudizio di principio su una realt\u00e0 politicamente identificabile e quindi pubblica, su una organizzazione con un passato ricostruibile, con un presente definito, tra l&#8217;altro, dal suo dettato statutario, e con un futuro gravido di conseguenze per tutti gli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;anima di questa organizzazione politica, di questa &#8220;famiglia ideologica&#8221;, \u00e8 costituita da una vaga ispirazione cristiana e dallo sforzo di farla concordare con la realt\u00e0 rivoluzionaria di volta in volta presente sulla scena storica. Per potere &#8220;seguire&#8221; la sua dottrina, che \u00e8 la Rivoluzione continuamente battezzata, non si d\u00e0 una dottrina determinata &#8211; che si potrebbe passare al vaglio di altrettanto determinati princ\u00ecpi -, ma si vuole momento di equilibrio sociale di una realt\u00e0 in continuo movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perfetta trascrizione di quest'&#8221;anima morta&#8221; sul piano dell&#8217;agire politico \u00e8 una frase di un noto democristiano francese. Di essa sono reperibili versioni nostrane, ma preferisco l&#8217;originale, perch\u00e9 veramente sintetico e in un certo senso insostituibile. La formula di Georges Bidault suona cos\u00ec: &#8220;<em>gouverner au centre et faire, avec les moyens de la droite, la politique de la gauche<\/em>&#8220;, &#8220;<em>governare al centro, e fare, con i mezzi della destra, la politica della sinistra<\/em>&#8221; (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ancora il caso di chiedersi qual \u00e8 l&#8217;indirizzo di questa organizzazione politica senza contenuti bene definiti? Oppure, ormai, i contenuti sono bene definiti? Non \u00e8 possibile, a questo punto, tacere che Antonio Gramsci, &#8220;<em>nel 1922 <\/em>[&#8230;] <em>riteneva la fondazione della Democrazia cristiana un evento di tale importanza per l&#8217;Italia quale era stato per la Germania la Riforma protestante<\/em>&#8221; (12), e non concludere con Plinio Corr\u00eaa de Oliveira che la Democrazia Cristiana &#8220;<em>non \u00e8 altro che un dispositivo ideologico e politico specificamente fatto per trascinare verso l&#8217;estrema sinistra uomini di destra e, soprattutto, centristi ingenui<\/em>&#8221; (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Sine ira et studio, ad maiorem Dei gloriam<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Senza animosit\u00e0, per amore della verit\u00e0, a maggior gloria di Dio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> Al tempo stesso della prima esplosione rivoluzionaria Babeuf coglier\u00e0 l\u2019impossibile convivenza della <em>libert\u00e9<\/em> e della <em>\u00e9galit\u00e9<\/em>, ponendo quest\u2019ultima, cio\u00e8 l\u2019<em>\u00e9galit\u00e9<\/em>, a fondamento e a presupposto della prima, cio\u00e8 della <em>libert\u00e9<\/em>, ma il suo comunismo esplicito e statalistico ritorner\u00e0 ad essere implicito, in attesa di passare, con Marx e Engels, &#8220;<em>dall\u2019utopia alla scienza<\/em>&#8221; e di trovare le sue formule operative in <em>Che fare? <\/em>e in <em>Stato e rivoluzione<\/em> di Lenin. Cfr. Albert Soboul, <em>Feudalesimo e Stato rivoluzionario &#8211; problemi della Rivoluzione francese<\/em>, trad. it., Guida Editori, Napoli 1973, pp. 36-38\u00b8e Jacob Talmon, <em>Le origini della democrazia totalitaria<\/em>, trad. it., Il Mulino, Bologna 1952, pp. 258-269.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(2)<\/strong> Robert Havard de la Montagne, <em>Historia de la democracia cristiana<\/em>, trad. spagnola, Editorial Tradicionalista, Madrid 1950, pp. 13-14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(3)<\/strong> In questo senso \u00e8 emblematica la frase di Ph.-Jos. Benjamin Buchez, secondo cui &#8220;<em>la Rivoluzione francese \u00e8 l&#8217;ultima conseguenza, e la pi\u00f9 progredita, della civilt\u00e0 moderna e la civilt\u00e0 moderna deriva interamente dal Vangelo<\/em>&#8221; (<em>Histoire parlementaire de la R\u00e9volution fran\u00e7aise<\/em>, cit. in Constant Van Gestel, <em>La dottrina sociale della Chiesa<\/em>, trad. it., Citt\u00e0 Nuova, Roma 1966, p. 42). Con Buchez e con i suoi discepoli, scrive Maurice Vaussard, &#8220;<em>abbiamo i pi\u00f9 autentici precursori di ci\u00f2 che <\/em>[&#8230;] <em>avrebbe potuto essere una democrazia cristiana <\/em>[&#8230;]. <em>Nato da una modesta famiglia di tradizioni repubblicane, temperamento molto combattivo, Buchez fu un autodidatta, m\u00eclit\u00f2 nelle file della Carboneria francese e frequent\u00f2 gli ambienti imbevuti delle dottrine di Saint-Simon<\/em>&#8221; (<em>Storia della Democrazia Cristiana<\/em>, trad. it., Cappelli, Bologna 1959, pp. 13-14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(4)<\/strong> Luigi Salvatorelli, <em>Chiesa e Stato dalla Rivoluzione Francese ad oggi<\/em>, 3\u00b0 ristampa, La Nuova Italia, Firenze 1968, p. 4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(5)<\/strong> Il testo citato \u00e8 in Pietro Scoppola, <em>Dal neoguelfismo alla democrazia cristiana<\/em>, 2\u00b0 ed. riveduta, Studium, Roma 1963, pp. 133-134. Se il riferimento a don Sturzo dovesse parere a qualcuno provinciale e non, com&#8217;\u00e8, significativo per tutto il movimento democristiano, anche straniero, a fondazione della autorevolezza del politico siciliano riporto il giudizio dello storico democristiano francese Maurice Vaussard: &#8220;<em>Non credo di essere accecato da un sentimento di amicizia che dura inalterato da quarant&#8217;anni affermando che <\/em>[don Sturzo] <em>\u00e8 stato non solo il pi\u00fa grande ma forse l&#8217;unico pensatore democratico cristiano che abbia avuto l&#8217;Occidente dall&#8217;inizio di questo secolo<\/em>&#8221; (<em>Storia della Democrazia Cristiana<\/em>, cit., p. 289).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(6)<\/strong> Cfr. don Julio Meinvielle, <em>De Lamennais a Maritain<\/em>, 2\u00b0 ed. riveduta e aumentata, Theoria, Buenos Aires 1967. A proposito di padre Ventura come punto di partenza del democristianismo italiano vale riportare il giudizio di don Sturzo in una lettera all&#8217;on. Gonella, in occasione del IV Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana, svoltosi a Roma dal 21 al 26 novembre 1952: &#8220;[&#8230;] <em>del passato democratico cristiano dal 1895 ad oggi sono ancora testimonio vivente, mentre mi sento legato allo spirito dei nostri precursori, da Gioacchino Ventura in poi <\/em>[&#8230;]&#8221; (Alberto Alessi, <em>Meditazioni sul pensiero politico di padre Gioacchino Ventura<\/em>, Cinque Lune, Roma 1970, p. 67).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(7)<\/strong> Pio XI, Enciclica <em>Ubi arcano<\/em>, del 23-12-1922, in <em>Il laicato<\/em>, insegnamenti pontifici a cura dei monaci di Solesmes, trad. it., Edizioni Paoline, Roma 1962, p. 276.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(8)<\/strong> Pio XII, Discorso ai padri di famiglia francesi, del 18-9-1951, in <em>Discorsi e Radiomessaggi<\/em>, vol. XIII, p. 243.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(9)<\/strong> <em>La Discussione,<\/em> anno XXIII, n. 1057, 10-2-1975, p. 3.<em> La sottolineatura \u00e8 mia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(11)<\/strong> La frase \u00e8 citata in Hans Mayer, <em>Revolution und Kirche. Studien zur Fr\u00fahgeschichie der christlichen Demokratie (1789-1901),<\/em> 2\u00b0 ed. ampliata, Verlag Rombach, Friburgo i. B. 1965, p. 20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(12)<\/strong> Maurice Vaussard, <em>Storia della Democrazia Cristiana,<\/em> cit., p. 292. Un giudizio di Gramsci sulla Democrazia Cristiana, meno generico e pi\u00f9 articolato, ho riportato nella mia nota <em>La funzione della Democrazia Cristiana nella strategia comunista, <\/em>in<em> Cristianit\u00e0,<\/em> anno II, n. 3, gennaio-febbraio 1974, cui rimando come a complemento di questo scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(13)<\/strong> Plinio Corr\u00eaa de Oliveira, Prefazione a Fabio Vidigal Xavier da Silveira<em>, Frei, il Kerensky cileno,<\/em> trad. it., Cristianit\u00e0, Piacenza 1973, p. 11.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 n.10 &#8211; 1975 Un mistero che pesa sul futuro dell&#8217;Italia di Giovanni Cantoni<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-questione-democristiana\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":31331,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79,20],"tags":[473],"class_list":["post-942","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-democrazia-cristiana","category-politica-nazionale","tag-dc","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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