{"id":919,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-02-25T15:18:35","modified_gmt":"2016-02-25T14:18:35","slug":"rifondazione-democristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/rifondazione-democristiana\/","title":{"rendered":"Rifondazione democristiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/bandiere_Dc_Pci.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-30947\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/bandiere_Dc_Pci.jpg\" alt=\"bandiere_Dc_Pci\" width=\"240\" height=\"163\" \/><\/a>Rinnovamento dell\u2019egemonia dei &#8220;cattolici democratici&#8221; e rinascita del movimento cattolico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da un articolo di padre Giuseppe De Rosa S.J. elementi per mettere a fuoco lo stato attuale del problema politico dei cattolici italiani.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">di <b>Giovanni Cantoni<\/b><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\">Dire che la vita della nazione italiana \u00e8 immersa nella confusione e in essa va sprofondando significa affermare l\u2019ovvio, quindi &#8211; di fatto &#8211; non portare alcun particolare contributo al chiarimento, che non sia quello dell\u2019enunciazione di un asserto socialmente condiviso. N\u00e9 migliora la qualit\u00e0 del contributo articolare la descrizione della confusione in culturale, politica, sociale ed economica. Ma quando, nel dibattito generale o settoriale, si fanno singole asserzioni vere, immediatamente almeno un aspetto della situazione si illumina, e questo accade non solamente quando vengono affermate verit\u00e0 di principio, ma anche quando sono presentate verit\u00e0 di fatto.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>1.<\/strong>\u00a0In questa prospettiva va dato merito a padre Giuseppe De Rosa S.J., un merito conquistato dal noto pubblicista gesuita con un articolo comparso nel marzo del 1993 con il titolo impegnativo <i>S\u00ec, una nuova Dc sta gi\u00e0 rifondandosi<\/i> (1). Perch\u00e9 il vero affermato appaia con la massima chiarezza, comincio da quanto \u00e8 tanto discutibile da rasentare il falso, cio\u00e8 dal &#8220;falsosimile&#8221;, dalla descrizione favolistica della storia della Repubblica Italiana e del suo rapporto con il regime dei partiti politici.<\/p>\n<p align=\"justify\">Infatti, l\u2019articolo si apre con un esame del sistema politico italiano, nel quale i partiti avrebbero avuto <i>\u00ab<\/i>[&#8230;]<i> una profonda evoluzione che ne ha praticamente cambiato la natura: da partiti di opinione, scarsamente organizzati, che si facevano vivi in pratica solo nei momenti elettorali, sono divenuti partiti fortemente organizzati, burocratici e di apparato, e quindi bisognosi di grandi risorse per vivere; da partiti di <\/i>\u00e9lites<i> sono divenuti partiti di massa, e quindi bisognosi di un ampio consenso, per acquistare e mantenere il quale hanno dovuto essere larghi di favori a fasce sempre pi\u00f9 ampie di cittadini; da organizzatori del consenso per determinare la politica nazionale sono divenuti praticamente i padroni della vita politica italiana con l\u2019occupazione delle istituzioni e con la lottizzazione di tutte le cariche pubbliche. In tal modo, la Repubblica italiana \u00e8 divenuta una Repubblica partitocratica. Il &#8220;sistema dei partiti&#8221; \u00e8 divenuto il &#8220;sistema della partitocrazia&#8221;\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dunque, <i>in illo tempore<\/i> se non <i>in principio<\/i> &#8211; la descrizione ha un andamento quasi da narrazione mitologica -, vi erano delle specie di &#8220;comitati elettorali&#8221;&#8230; Mi fermo subito e chiedo: era di questo genere anche il Partito Comunista Italiano? O si \u00e8 trattato di una realt\u00e0 cos\u00ec irrilevante per la storia politica italiana, al punto che il maggior partito comunista d\u2019Occidente non merita menzione di sorta? Oppure ha almeno la &#8220;responsabilit\u00e0&#8221; di essere stato modello di <i>&#8220;partito fortemente organizzato, burocratico e di apparato&#8221;<\/i> e di aver indotto gli altri raggruppamenti politici, con la sua sola presenza, a imitarlo, fosse anche per contrastarlo? Comunque, \u00e8 possibile &#8211; e lecito &#8211; tentare di descrivere &#8211; sia pure a linee grandissime &#8211; la storia del sistema dei partiti nell\u2019Italia repubblicana, e omettere il partito comunista?<\/p>\n<p align=\"justify\">Proseguo. Poi, sono venuti i <i>\u00abpartiti di massa, e quindi bisognosi di un ampio consenso\u00bb<\/i>. Mi fermo di nuovo e chiedo: solo i <i>&#8220;partiti di massa&#8221;<\/i> sono <i>&#8220;bisognosi di un ampio consenso&#8221;<\/i>? I partiti di <i>\u00e9lite<\/i> possono prescindere dall\u2019ampiezza del consenso?<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma, i partiti vengono detti &#8220;di massa&#8221; perch\u00e9 raccolgono un consenso ampio, appunto &#8220;di massa&#8221;, o perch\u00e9 sono caratterizzati da una forte organizzazione, da una struttura burocratizzata e da un vasto apparato? Oppure si tratta addirittura di due generi di partiti, quelli di <i>\u00e9lite <\/i>e quelli di massa?<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli interrogativi non si esauriscono: infatti, dei <i>\u00abpartiti di massa, e quindi bisognosi di un ampio consenso\u00bb<\/i>, padre Giuseppe De Rosa S.J scrive che, <i>\u00ab<\/i>[&#8230;]<i> per acquistare e mantenere il quale <\/i>[consenso]<i> hanno dovuto essere larghi di favori a fasce sempre pi\u00f9 ampie di cittadini\u00bb<\/i>. Dunque, i partiti di <i>\u00e9lite<\/i>, essendo misteriosamente non <i>&#8220;bisognosi di un ampio consenso&#8221;<\/i>, non sono costretti a <i>&#8220;essere larghi di favori a fasce sempre pi\u00f9 ampie di cittadini&#8221;<\/i>, mentre per i partiti di massa questa necessit\u00e0 sarebbe strutturale? Il tipo ideale \u00e8 dunque il partito di <i>\u00e9lite<\/i>, perch\u00e9 pu\u00f2 permettersi di non essere largo di favori verso fasce sempre pi\u00f9 ampie di cittadini; ma come far\u00e0 mai a guidare la nazione, privo di un ampio consenso? Non sar\u00e0 piuttosto che i partiti di <i>\u00e9lite<\/i> diventano di massa, cio\u00e8 raccolgono un ampio consenso, perch\u00e9 sono larghi di favori verso fasce sempre pi\u00f9 ampie di cittadini?<\/p>\n<p align=\"justify\">Comunque sia, <i>\u00abapprofittando di questa condizione di privilegio, del fatto, cio\u00e8, di avere in mano tutte le leve del potere politico ed economico, sia a livello nazionale, sia a livello locale, i partiti &#8211; a seconda del potere che avevano, e dunque chi pi\u00f9, chi meno &#8211; hanno prevaricato, abusando del proprio potere a spese dello Stato, e quindi a danno dei cittadini\u00bb<\/i>. Segue una fenomenologia della prevaricazione, conclusa da una considerazione almeno ambigua, secondo cui <i>\u00abil sistema della partitocrazia \u00e8 durato per molto tempo: ha suscitato, s\u00ec, critiche e mugugni, ma \u00e8 stato praticamente accettato da gran parte dei cittadini che ne traevano vantaggio\u00bb<\/i>: la prevaricazione <i>consentita<\/i> \u00e8 meno prevaricazione? &#8220;Furto comune, mezzo gaudio&#8221;? Che ne \u00e8 degli &#8220;emarginati dal furto&#8221;, come si potrebbero eufemisticamente definire gli &#8220;onesti&#8221; per rapporto alla centralit\u00e0 del furto stesso?<\/p>\n<p align=\"justify\">Quindi, l\u2019articolista passa alla descrizione delle conseguenze della situazione scandalosa evidenziata dall\u2019operato della magistratura, cio\u00e8 alla squalifica che, dai partiti, si rovescia sulla politica in s\u00e9, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p align=\"justify\">Finalmente, padre Giuseppe De Rosa S.J. si dilunga nella descrizione di un presunto rinnovamento della Democrazia Cristiana &#8211; sotto la guida dell\u2019attuale segretario nazionale, on. Mino Martinazzoli -, rinnovamento di cui afferma la radicalit\u00e0 e a proposito del quale si espone alla verifica fattuale da parte di tutti e di ciascuno. Ma in questo passaggio, l\u2019ultimo dell\u2019articolo, non colpiscono tanto le affermazioni relative al citato rinnovamento della DC &#8211; per la cui evidenza globale viene proposto come termine di paragone il rinnovamento messo in opera dal Partito Socialista Italiano, mentre brilla ancora una volta per la sua assenza ogni riferimento al PCI e al suo radicale mutamento&#8230; di sigla in PDS, Partito Democratico della Sinistra -, quanto le espressioni appassionate e di parte, che trovano il loro culmine nella conclusione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Infatti, in essa si afferma lapidariamente che <i>\u00abil problema pi\u00f9 grave per il segretario della Dc\u00bb<\/i> \u00e8 <i>\u00ab<\/i>[&#8230;]<i> quello di contrastare lo sforzo che fanno altri partiti per spingere il suo partito non solo a passare all\u2019opposizione &#8211; ci\u00f2 che poi non sarebbe un gran male, potendo un periodo di opposizione purificare la Dc da coloro che si sono aggrappati al suo carro per interessi economici e di carriera e non per servire i suoi ideali -, ma anche, e soprattutto, a divenire un partito conservatore\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma, per quanto le asserzioni siano gravi, non siamo ancora sulla vetta: <i>\u00abIn realt\u00e0, se questo tentativo, anche per colpa di taluni democristiani, dovesse riuscire, sarebbe inevitabile per molti cattolici &#8211; che non sono n\u00e9 vogliono essere conservatori &#8211; l\u2019abbandono della Dc e il passaggio ad altre formazioni politiche. \u00c8 questo il problema decisivo con cui Martinazzoli dovr\u00e0 misurarsi e un risultato positivo non \u00e8 affatto scontato. Di qui la necessit\u00e0 che tutti coloro che ritengono che la presenza politica del cattolicesimo democratico, per sua natura progressista e riformatore, sia necessaria per il bene dell\u2019Italia, a motivo dei valori di cui \u00e8 portatore, s\u2019impegnino ad appoggiare lo sforzo di Martinazzoli, teso a &#8220;rifondare&#8221; la Democrazia cristiana e a farne un partito &#8220;nuovo&#8221;\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quanto al <i>&#8220;passare all\u2019opposizione&#8221;<\/i>, chiedo quasi con ansia: perch\u00e9 questa scelta, cos\u00ec salutare, non \u00e8 stata fatta &#8211; per esempio &#8211; al momento di ratificare l\u2019introduzione del divorzio e dell\u2019aborto nell\u2019ordinamento giuridico italiano? Ma, la comparsa di un personaggio nuovo, il <i>&#8220;cattolicesimo democratico&#8221;<\/i>, fa s\u00ec che, sul quesito appena formulato, se ne innesti immediatamente un altro: forse perch\u00e9 erano in questione soltanto il divorzio e l\u2019aborto, non l\u2019egemonia dei &#8220;cattolici democratici&#8221; nella DC?<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019&#8221;uomo della strada&#8221; &#8211; ma dove sono gli altri? &#8211; \u00e8 certamente portato a pensare che si tratti di termini fungibili: per lui, &#8220;cattolico democratico&#8221; e &#8220;democratico cristiano&#8221; sono espressioni equipollenti, utili solo per ridurre le ripetizioni nei discorsi. Ma la cosa \u00e8 meno certa di quanto egli creda, e non si tratta di un\u2019incertezza di scarsa portata, dal momento che, mentre nell\u2019articolo di padre Giuseppe De Rosa S.J. si immagina una DC abbandonata dai &#8220;cattolici democratici&#8221;, cio\u00e8 da s\u00e9 stessa, se i due termini coincidono, nel manifesto di adesione alla DC, <i>A quanti hanno passione civile<\/i>, reso noto il 31 dicembre 1992 e ampiamente ricordato dal notista gesuita, vengono richiamati in modo esclusivo <i>&#8220;il patrimonio e l\u2019esperienza dei cattolici democratici&#8221;<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come non chiedersi, di nuovo, quale rapporto corra fra la DC e il <i>&#8220;cattolicesimo democratico&#8221;<\/i>? Si tratta di un rapporto di coincidenza? Parrebbe di no, se i &#8220;cattolici democratici&#8221; possono lasciare la DC, cos\u00ec non scomparsa, ma semplicemente trasformata in un &#8220;partito conservatore&#8221;; parrebbe di s\u00ec, se nel manifesto politico proposto dall\u2019on. Mino Martinazzoli come base per la rifondazione della DC si fa riferimento soltanto al patrimonio e all\u2019esperienza dei &#8220;cattolici democratici&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per risolvere l\u2019incertezza sarebbe indispensabile percorrere una storia lunga e ignorata, quando non nascosta, di cui mi pare comunque utile fornire un saggio, traendolo da uno studioso di parte, quindi insospettabile. Nella sua <i>Storia della democrazia cristiana<\/i>, Maurice Vaussard tratta evidentemente del Sillon, un movimento sociopolitico fondato in Francia alla fine del secolo XIX da Marc Sangnier, e a suo proposito, fra l\u2019altro, scrive: <i>\u00abSin dal 1905 Marc Sangnier teneva a far risaltare che egli andava oltre la definizione ristretta data da Leone XIII della democrazia cristiana nella sua enciclica <\/i>Graves de communi<i>. &#8220;Noi siamo democratici cristiani come tutti i cattolici che si occupano di azione popolare&#8221;, dichiarava a Roubaix il 9 marzo 1905 durante un dibattito con Jules Guesde, ma come giovani democratici francesi del XX secolo,&#8230; noi vogliamo lavorare per realizzare l\u2019ideale che abbiamo concepito nella nostra indipendenza di cittadini&#8221;. E nel 1907 a Orl\u00e9ans, nel discorso di chiusura del VI Congresso nazionale del Sillon, ribadiva: &#8220;Se la democrazia del Sillon non si confonde con la democrazia cristiana la ragione \u00e8 una sola: la seconda altro non rappresenta che \u2018la benefica azione del cristianesimo negli ambienti popolari\u2019, mentre la prima \u00e8 una concezione propria di un paese, di un\u2019epoca che nasce spontaneamente dal nostro spirito e che la nostra volont\u00e0 si propone liberamente di realizzare\u00bb.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i><\/i>\u00abDenunciando il &#8220;persistente equivoco&#8221; connaturato alla parola democrazia cristiana<i>, a mala pena sinonimo di <\/i>cattolicesimo sociale<i>, equivoco convalidato dall\u2019enciclica <\/i>Graves de communi<i> e poi riaffermato anche da Pio X in un suo <\/i>Motu proprio<i>, Georges Hoog giungeva sino ad opporre, nel 1910, la democrazia cristiana allo spirito democratico: &#8220;Si pu\u00f2 essere democratici cristiani senza essere democratici&#8221;. Di conseguenza le parole perdevano il loro ovvio significato\u00bb<\/i> (2).<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si vede, si tratta di un significato ovvio perduto all\u2019inizio del secolo XX e non ancora ritrovato, nonostante il fatto che l\u2019ultimo testo riportato da Maurice Vaussard sia dell\u2019aprile del 1910, e nell\u2019agosto dello stesso anno il movimento del Sillon venga condannato da Papa san Pio X (3); comunque, a descrivere l\u2019esito dell\u2019ambiguit\u00e0, dell\u2019equivoco persistente, aiutano vecchie tesi di Pietro Scoppola, non tematicamente meditate, secondo cui<\/p>\n<p align=\"justify\">a.\u00a0<i>\u00ab<\/i>[&#8230;]\u00a0<i>la Dc deve sapere che la tradizione cattolico-democratica non si esaurisce nella Dc, anzi non si esaurisce in nessuna esperienza partitica, come diceva De Gasperi\u00bb<\/i>;<\/p>\n<p align=\"justify\">b .\u00ab<i>Sturzo era minoritario e all\u2019inizio anche De Gasperi. Ma nei momenti migliori il filone democratico ha egemonizzato il mondo cattolico.\u00a0<\/i>[&#8230;]\u00a0<i>Perci\u00f2 non facciamo un nostro partito, che rischierebbe di essere un partitino.\u00a0<\/i>[&#8230;]\u00a0<i>Se devono esserci lacerazioni nella Dc, che avvengano a destra, non a sinistra\u00bb<\/i>;<\/p>\n<p align=\"justify\">c.\u00a0<i>\u00ab<\/i>[&#8230;]\u00a0<i>noi cattolici democratici non vogliamo offrire una zattera a tutta la Dc. Ma siamo disposti ad impegnarci per una Dc migliore, per la parte migliore, democratica, della Dc\u00bb\u00a0<\/i>(4).<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>2.<\/strong>\u00a0Dunque, in un quadro desolante, il cui punto di partenza bisogna far decorrere dalla fine della seconda guerra mondiale o &#8211; almeno &#8211; dall\u2019apertura a sinistra e dal V congresso della DC, che nel 1954, a Napoli, ne pose le premesse; in un quadro in cui si pu\u00f2 verificare con estrema facilit\u00e0 quale squalifica abbia patito il nome cristiano da quasi mezzo secolo di gestione del potere da parte di una forza politica sedicente cristiana; in un momento in cui i nodi di questo mezzo secolo vengono al pettine non solamente in termini di maltolto, ma soprattutto di secolarizzazione della nazione &#8211; cio\u00e8 per relazione non solo ai suoi beni materiali e alla sua cultura economico-finanziaria, ma a <i>tutta<\/i> la sua cultura, cio\u00e8 a tutta la sua tradizione -, il peggio sarebbe che la DC diventasse un <i>&#8220;partito conservatore&#8221;<\/i> e il problema pi\u00f9 importante sarebbe il salvataggio del <i>&#8220;cattolicesimo democratico&#8221;<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quindi, non il divorzio, non l\u2019aborto, non la pornografia, non la droga, non la criminalit\u00e0 organizzata e la necessit\u00e0 di porvi rimedi adeguati costituiscono il problema dei cattolici; non la necessit\u00e0 di identificare &#8211; accanto e oltre l\u2019operazione Mani Pulite &#8211; i responsabili dello sfiguramento culturale, politico e sociale, prima che economico-finanziario, del profilo istituzionale della nazione; non la necessit\u00e0 di ricostruire nella verit\u00e0 e nella chiarezza il rapporto fiduciario fra la gerarchia ecclesiastica e il popolo dei fedeli, gravemente incrinato dall\u2019essersi fatta, la Gerarchia, in qualche modo garante di una realt\u00e0 partitica in &#8220;crisi&#8221;, cio\u00e8 in &#8220;giudizio&#8221;; non l\u2019urgenza di riesaminare la relazione fra classe politica e popolo, attraverso una rivisitazione sostanziale della nozione di rappresentanza; no, niente di tutto questo, anzi: non esistono neppure i cattolici, esistono soltanto i &#8220;cattolici democratici&#8221;, coloro che, quando non hanno prodotto direttamente lo sfascio, hanno metodicamente affiancato chi lo \u00e8 venuto producendo, e la loro <i>salus<\/i> deve essere affermata come <i>suprema lex<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">La passione di parte &#8211; questa \u00e8 la verit\u00e0 di fatto inequivocamente testimoniata da padre Giuseppe De Rosa S.J. e di cui gli si deve essere ultimamente grati &#8211; acceca e spinge a enunciare con serenit\u00e0 formale i termini di un ricatto: <i>\u00ab<\/i>[&#8230;] <i>se questo tentativo\u00bb<\/i>, cio\u00e8 il tentativo di trasformare la DC in un <i>&#8220;partito conservatore&#8221;<\/i>, <i>\u00ab<\/i>[&#8230;] <i>anche per colpa di taluni democristiani, dovesse riuscire, sarebbe inevitabile per molti cattolici &#8211; che non sono e non vogliono essere conservatori &#8211; l\u2019abbandono della Dc e il passaggio ad altre formazioni politiche\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anzitutto attiro sull\u2019asserto l\u2019attenzione dei componenti del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, tematicamente tesi a perorare la causa dell\u2019unit\u00e0 politica dei cattolici e a sollecitarne la realizzazione elettorale, come un bene in s\u00e9: dunque, un portavoce autorevole del progressismo politico cattolico, o almeno un suo fiancheggiatore, avverte &#8211; e <i>&#8220;uomo avvisato, mezzo salvato&#8221;<\/i> &#8211; che, se dovesse venir meno l\u2019egemonia dei &#8220;cattolici democratici&#8221; nella DC, questi se ne andrebbero inevitabilmente e passerebbero ad altre formazioni politiche, ma che il tutto dovrebbe essere imputato a chi non accetta la loro egemonia, cio\u00e8 la <i>&#8220;colpa&#8221;<\/i> non sarebbe dei &#8220;cattolici democratici&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quindi, per quanti sono stati e sono egemoni della DC e cos\u00ec hanno fruito e fruiscono dei vantaggi dell\u2019unit\u00e0 elettorale dei cattolici, nella misura in cui si \u00e8 realizzata e si realizza ancora, non la contingenza storica spinge a questa unit\u00e0 &#8211; come afferma la Gerarchia -, ma un titolo specifico, che vale solamente per loro, quindi costituisce propriamente un &#8220;privilegio&#8221;: <i>apertis verbis<\/i>, i cattolici hanno il dovere di essere uniti nella DC egemonizzata dai &#8220;cattolici democratici&#8221;, i &#8220;cattolici democratici&#8221; non hanno il dovere di essere uniti nello stesso partito se diventa un <i>&#8220;partito conservatore&#8221;<\/i>. Come si vede, i termini all\u2019interno dei quali si muovono i cattolici <i>simpliciter<\/i> sono quelli di un proverbio brasiliano, con cui un padre dichiara la totale libert\u00e0 <i>ad nuptias<\/i> della figlia: <i>&#8220;Sposi chi vuole, purch\u00e9 sposi Jos\u00e9&#8221;<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>3.<\/strong>\u00a0Perch\u00e9 questa &#8220;giustizia&#8221; caratterizzata da &#8220;due pesi e due misure&#8221;? Semplicemente perch\u00e9 <i>\u00abmolti cattolici <\/i>[&#8230;]<i> non sono e non vogliono essere conservatori\u00bb<\/i>. Padre Giuseppe De Rosa S.J. non ha mai esaminato l\u2019ipotesi che, se <i>\u00abmolti cattolici <\/i>[&#8230;]<i> non sono e non vogliono essere conservatori\u00bb<\/i>, possono esistere altri cattolici &#8211; e di fatto esistono, pochi o molti \u00e8 da verificare, comunque esistono, a meno che lo scrivente, per esempio, non sia un fantasma -, che non sono e non vogliono essere &#8220;cattolici democratici&#8221;?<\/p>\n<p align=\"justify\">Di pi\u00f9, non lo ha mai sfiorato l\u2019idea che questo accada non tanto perch\u00e9 nutrono, eventualmente, &#8220;passioni&#8221; politiche diverse da quelle dei &#8220;cattolici democratici&#8221;, ma soprattutto perch\u00e9 hanno fieri sospetti sull\u2019ortodossia delle scelte sociali di questi ultimi, cio\u00e8 sul fatto che <i>&#8220;il patrimonio e l\u2019esperienza dei cattolici democratici&#8221;<\/i> siano veramente &#8211; come si afferma sempre nel manifesto martinazzoliano &#8211; <i>&#8220;fondati sul magistero sociale della Chiesa&#8221;<\/i>?<\/p>\n<p align=\"justify\">Si tratta di un\u2019affermazione della cui gravit\u00e0 sono perfettamente consapevole; perci\u00f2, vorrei addurre a sostegno di essa almeno qualche elemento di prova che, se non verr\u00e0 ritenuto sufficiente a supportare la tesi, nella peggiore delle ipotesi far\u00e0 s\u00ec che l\u2019affermazione audace venga derubricata da verit\u00e0 a dubbio, certo &#8211; comunque &#8211; non a falsit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allo scopo, credo superfluo segnalare la difficolt\u00e0 di descrivere in modo preciso il contenuto di espressioni come <i>&#8220;partito conservatore&#8221;<\/i> e <i>&#8220;cattolicesimo democratico, per sua natura progressista e riformatore&#8221;<\/i>, ma mi pare ugualmente necessario tentare un\u2019approssimazione. Quindi trascrivo tre affermazioni, una del sen. Francesco Cossiga da presidente della Repubblica Italiana, e le altre due dell\u2019on. Aldo Moro, rispettivamente come presidente del Consiglio dei Ministri e in veste di presidente della DC (5).<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel messaggio rivolto nel 1992 dal sen. Francesco Cossiga alla nazione in quanto presidente della Repubblica Italiana, si legge: <i>\u00abLa Dc ha meriti storici grandissimi nell\u2019aver saputo rinunciare alla sua specificit\u00e0 ideologica, ideale e programmatica (le leggi sul divorzio e sull\u2019aborto sono state tutte firmate da Capi di Stato e da ministri democratici cristiani, che giustamente in quel momento hanno privilegiato l\u2019unit\u00e0 politica a favore della democrazia, della libert\u00e0 e dell\u2019indipendenza), per esercitare una grande funzione nazionale di raccolta dei cittadini\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella dichiarazione fatta dall\u2019on. Aldo Moro, allora presidente del Consiglio dei Ministri, al Consiglio Nazionale della Dc, il 20 luglio 1975, si dice: <i>\u00abLa ritrovata natura popolare del partito induce a chiudere nel riserbo della coscienza alcune valutazioni rigorose, alcune posizioni di principio che erano proprie della nostra esperienza in una fase diversa della vita sociale, ma che fanno ostacolo ora alla facilit\u00e0 di contatto con le masse ed alla cooperazione politica. Vi sono cose che la moderna coscienza pubblica attribuisce alla sfera privata e rifiuta siano regolate dalla legislazione ed oggetto dell\u2019intervento dello Stato. Prevarranno dunque la duttilit\u00e0 e la tolleranza\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le domande che sorgono spontaneamente sono innumerevoli. Per esempio, ricordo anzitutto quanto afferma padre Giuseppe De Rosa S.J. relativamente al passaggio dei partiti che <i>\u00ab<\/i>[&#8230;] <i>da partiti di <\/i>\u00e9lites<i> sono divenuti partiti di massa, e quindi bisognosi di un ampio consenso, per acquistare e mantenere il quale hanno dovuto essere larghi di favori a fasce sempre pi\u00f9 ampie di cittadini\u00bb<\/i>; poi mi chiedo se, fra i favori di cui \u00e8 stata larga la DC, per acquistare e mantenere un ampio consenso, condizione per diventare un partito di massa, vanno rubricati soltanto quelli economici, oppure trovano il loro posto tutt\u2019altro che secondario anche quelli fatti <i>\u00abper esercitare una grande funzione nazionale di raccolta dei cittadini\u00bb<\/i> &#8211; come proclama il presidente della Repubblica Italiana, Francesco Cossiga -, firmando le leggi sul divorzio e sull\u2019aborto, e cos\u00ec facendosi <i>\u00abmeriti storici grandissimi nell\u2019aver saputo rinunciare alla sua specificit\u00e0 ideologica, ideale e programmatica<\/i> [&#8230;]<i> a favore della democrazia, della libert\u00e0 e dell\u2019indipendenza\u00bb<\/i>. Se le cose stanno in questi termini, basta <i>\u00ab<\/i>[&#8230;]<i> purificare la Dc da coloro che si sono aggrappati al suo carro per interessi economici e di carriera, e non per servire i suoi ideali\u00bb<\/i> &#8211; come scrive padre Giuseppe De Rosa S.J. -, oppure vanno messi in questione proprio questi <i>&#8220;ideali&#8221;<\/i>, cos\u00ec facilmente rinunciabili?<\/p>\n<p align=\"justify\">Per la stessa ragione, e sullo stesso altare, sono state sacrificate &#8211; come ebbe a dire l\u2019on. Aldo Moro &#8211; <i>\u00abvalutazioni rigorose, alcune posizioni di principio che erano proprie della nostra esperienza in una fase diversa della vita sociale, ma che fanno ostacolo ora alla facilit\u00e0 di contatto con le masse ed alla cooperazione politica\u00bb<\/i>, per cui hanno prevalso <i>\u00abla duttilit\u00e0 e la tolleranza\u00bb<\/i>? Infatti, <i>\u00abper l\u2019aborto <\/i>&#8211; dichiara lo stesso esponente democristiano nel 1978, nella riunione interpartitica che sanciva la formazione della maggioranza per il governo detto di solidariet\u00e0 nazionale &#8211;<i> la Dc si impegna a non ostacolare la maggioranza che approver\u00e0 la legge\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questi comportamenti sono stati tenuti da cattolici &#8220;conservatori&#8221;, da &#8220;cattolici democratici&#8221; in quanto &#8220;cattolici democratici&#8221; oppure da &#8220;cattolici democratici&#8221; nonostante il &#8220;cattolicesimo democratico&#8221;?<\/p>\n<p align=\"justify\">Aiuta a rispondere al molteplice quesito una serie di affermazione dell\u2019on. Flaminio Piccoli, enunciate in sede autorevole, cio\u00e8 in occasione del XV congresso della DC, celebrato a Roma dal 2 al 6 maggio 1982:<\/p>\n<p align=\"justify\">a.\u00a0<i style=\"font-size: 12px;\">\u00abRifiutiamo <\/i><span style=\"font-size: 12px;\">[&#8230;]<\/span><i style=\"font-size: 12px;\"> l\u2019etichetta arbitraria e falsa di forza conservatrice\u00bb<\/i><span style=\"font-size: 12px;\">;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">b.\u00a0<i style=\"font-size: 12px;\">\u00abchi pensasse di imprigionarci nell\u2019angolo stagnante della conservazione, sappia che nulla ha da conservare chi tutto ha cambiato!\u00bb<\/i><span style=\"font-size: 12px;\">;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">c.\u00a0<i style=\"font-size: 12px;\">\u00abla DC <\/i><span style=\"font-size: 12px;\">[&#8230;]<\/span><i style=\"font-size: 12px;\"> non intende essere assolutamente al centro di una riaggregazione dove il comune sentimento religioso \u00e8 l\u2019unico dato unitario e certo. Questa non \u00e8 una novit\u00e0 nell\u2019esperienza storica dei cattolici italiani perch\u00e9 gi\u00e0 Sturzo aveva ricercato, al sostegno del suo partito, non gi\u00e0 l\u2019unit\u00e0 precostituita dei cattolici italiani ma il consenso della maggioranza dei cattolici democratici\u00bb<\/i><span style=\"font-size: 12px;\">;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">d.\u00a0<i style=\"font-size: 12px;\">\u00abse c\u2019\u00e8 una &#8220;societ\u00e0 civile&#8221; in Italia <\/i><span style=\"font-size: 12px;\">[&#8230;]<\/span><i style=\"font-size: 12px;\"> essa \u00e8, per tradizione incancellabile, creazione dei &#8220;cristiano-sociali&#8221;, dei &#8220;cattolici popolari&#8221;, dei &#8220;cattolici democratici&#8221;, dei &#8220;democratici cristiani&#8221;\u00bb<\/i><span style=\"font-size: 12px;\">;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">e.\u00a0<i style=\"font-size: 12px;\">\u00abquel grande processo di trasformazione &#8211; che in Europa \u00e8 stato realizzato sotto prevalente egemonia socialdemocratica o laburista &#8211; \u00e8 stato ottenuto in Italia sotto la prevalente guida di un partito democratico cristiano: \u00e8 un grande fatto storico, se si pensa che il processo di modernizzazione, altrove collaudato dallo &#8220;spirito capitalistico&#8221; originario dell\u2019&#8221;etica protestante&#8221; o da quello illuministico della rivoluzione francese o da quello socialista, marxista-leninista, della Rivoluzione d\u2019Ottobre, in Italia affonda nella tradizione cristiana propria dei cattolici democratici\u00bb<\/i><span style=\"font-size: 12px;\"> (6).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il testo non abbisogna di commento e permette di inventariare, non per attribuzione di parte oppure indiziaria, ma per orgogliosa rivendicazione, quanto hanno operato i &#8220;cattolici democratici&#8221;, quindi di che genere sono, dal momento che <i>operari sequitur esse<\/i>, &#8220;dimmi cosa fai e ti dir\u00f2 chi sei&#8221;: si pu\u00f2 asserire tranquillamente che sono cattolici, e che i <i>&#8220;valori&#8221;<\/i> di cui intendono essere portatori sono proprio necessari per il bene dell\u2019Italia, almeno in un\u2019ottica cattolica?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>4.\u00a0<\/strong>A questo punto &#8211; bench\u00e9 la problematica evocata non si possa certo dare per esaurita, non dico per risolta -, mi si potrebbe chiedere perch\u00e9 non enuncio, a mia volta e per quanto valga come intimidazione, l\u2019ipotesi di un <i>\u00abpassaggio ad altre formazioni politiche<\/i>\u00bb dei cattolici <i>simpliciter<\/i>. Non lo faccio per pi\u00f9 ragioni:<\/p>\n<p align=\"justify\">a.\u00a0anzitutto, perch\u00e9 non voglio dar esca alla &#8220;dottrina&#8221; degli &#8220;opposti estremismi&#8221;, una vecchia arma impropria dialettica, che fa bella mostra di s\u00e9 in ogni panoplia sofistica, senza che se ne debba denunciare la detenzione;<\/p>\n<p align=\"justify\">b.\u00a0in secondo luogo, perch\u00e9 non intendo intimidire nessuno ma, piuttosto, indicare eventualmente i rischi oggettivi presenti in una determinata situazione, dal momento che non si tratta di un\u2019ipotesi, ma di un fatto gi\u00e0 verificatosi e destinato a verificarsi ancora, in misura maggiore o minore, s\u00ec che l\u2019intimidazione, per cos\u00ec chiamarla, \u00e8 <i>in re<\/i>, \u00e8 nelle cose;<\/p>\n<p align=\"justify\">c.\u00a0ma, poi, me ne astengo perch\u00e9 si tratta di un fatto che non amo teorizzare, assolutamente non perch\u00e9 ritenga trattarsi di &#8220;una di quelle cose che si fanno ma non si dicono&#8221;, ma perch\u00e9 non vi \u00e8 cattolico degno di questo nome che non senta la necessit\u00e0 profonda dell\u2019unit\u00e0 anche politica dei cattolici, di fronte a un mondo sempre pi\u00f9 aggressivo nei confronti della verit\u00e0 che professano, e che quindi non soffra la diaspora, insoddisfatto di ogni formazione partitica, cui dia il proprio suffragio per ragioni contingenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Aggiungo: inevitabilmente insoddisfatto, perch\u00e9, se la perfezione non \u00e8 di questo mondo, tanto pi\u00f9 essa \u00e8 lontana da dove la fede viene strumentalizzata oppure \u00e8 ignorata, trascurando evidentemente l\u2019ipotesi che vi sia combattuta.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quindi, non lo faccio soprattutto perch\u00e9, di fronte alla drammaticit\u00e0 della situazione, nessuno pensi che vi sia una soluzione adeguata preconfezionata e, per l\u2019ennesima volta, venga eluso il problema vero. Ma, qual \u00e8, a mio avviso, il problema vero?<\/p>\n<p align=\"justify\">Come prevedeva correttamente Antonio Gramsci, secondo cui <i>\u00abil cattolicesimo democratico fa ci\u00f2 che il comunismo non potrebbe: amalgama, ordina, vivifica e si suicida<\/i>\u00bb (7), i &#8220;cattolici democratici&#8221; hanno esaurito la loro funzione secolarizzatrice, cio\u00e8 rivoluzionaria, e sono stati abbandonati dalla Rivoluzione dopo il 1979, cio\u00e8 dopo il fallimento oggettivo del tentativo di portare al governo della Repubblica Italiana i socialcomunisti (8); dopo di allora, si sono mantenuti ancora al potere appoggiandosi sempre pi\u00f9 sui poteri di fatto, senza particolari remore morali quanto ai rapporti necessari allo scopo; oggi, vengono &#8220;suicidati&#8221; nel corso di un importante passaggio del processo rivoluzionario, quello rappresentato emblematicamente dal 1989, l\u2019aspetto macrostrutturale del Sessantotto, il &#8220;Sessantotto delle nazioni&#8221;, il tempo in cui i popoli si &#8220;liberano&#8221; dello Stato, perdono il loro &#8220;stato&#8221;, come nel 1968 gli individui si sono &#8220;liberati&#8221; dei loro &#8220;abiti&#8221;, hanno perduto i loro &#8220;abiti&#8221;, in tutta la gamma di significati del termine.<\/p>\n<p align=\"justify\">Perci\u00f2, in attesa della sempre auspicabile conversione dei singoli, pi\u00f9 importante che curarsi del &#8220;suicidio&#8221; del soggetto politico da essi costituito, se non addirittura reclutare &#8220;suicidi dell\u2019ultima ora&#8221;, \u00e8 pensare all\u2019unica soluzione vera, cio\u00e8 alla soluzione nella verit\u00e0, alla rinascita del movimento cattolico, preparandola &#8211; in una sofferenza operosa e sempre pi\u00f9 consapevole dell\u2019indispensabilit\u00e0 della grazia &#8211; nella scienza dei suoi difetti passati e, presumibilmente, futuri, comunque intenzionalmente esente non dai &#8220;cattolici che prediligono lecitamente il regime democratico&#8221;, ma dal morbo &#8220;cattolico democratico&#8221;, cio\u00e8 dai &#8220;cattolici che fanno della democrazia un idolo&#8221; (9), allo scopo avendo ben presenti due tesi:<\/p>\n<p align=\"justify\">a.\u00a0secondo la prima, enunciata da Papa Pio XII, il movimento cattolico nasce per reazione a una fase della modernit\u00e0, quella costituita dalla Rivoluzione detta francese e dalla secolarizzazione della vita pubblica (10);<\/p>\n<p align=\"justify\">b.\u00a0a tenore della seconda, esposta chiaramente da Papa Giovanni Paolo II, l\u2019unit\u00e0 dottrinale dei cattolici ha il primato sul pluralismo (11).<\/p>\n<p align=\"justify\">Dalla prima tesi si ricava che quanto ha suscitato il movimento cattolico, cio\u00e8 la necessit\u00e0 per <i>\u00ab<\/i>[&#8230;]<i> la Chiesa di provvedere con i propri mezzi a garantire la sua azione, il compimento della sua missione, la difesa dei suoi diritti e la sua libert\u00e0\u00bb<\/i> (12), deve sostenere la sua rinascita: infatti, il processo di secolarizzazione non solo non si \u00e8 arrestato alla vita politica, ma ha proseguito la sua marcia attraverso altri aspetti della vita sociale, s\u00ec che, poich\u00e9 il morbo si \u00e8 rivelato non episodico, ma endemico ed epidemico, richiede una terapia adeguata.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dalla seconda tesi si ricava come si possa &#8211; e si debba &#8211; certamente discutere circa la modalit\u00e0 di realizzazione dell\u2019unit\u00e0, non obbligatoriamente partitica (13), ma come sia scorretto, quindi infecondo e inefficace, ogni tentativo di fare l\u2019unit\u00e0 prescindendo dalla dottrina, nel caso dalla <i>&#8220;<\/i>[&#8230;]<i> dottrina sociale proposta dalla Chiesa <\/i>[che]<i>, pertanto, deve essere fedelmente seguita, n\u00e9 ci potranno essere ragioni di ordine storico che possano giustificare la infedelt\u00e0 alla medesima&#8221;<\/i> (14).<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Note:<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><b><\/b><strong>1)<\/strong> Cfr. Giuseppe De Rosa S.J., <i>S\u00ec, una nuova Dc sta gi\u00e0 rifondandosi<\/i>, in <i>Jesus. Supplemento di attualit\u00e0 e commenti a &#8220;Jesus&#8221;<\/i>, anno XV, marzo 1993, pp. 24-25; tutte le citazioni senza indicazione di fonte sono tratte da questo articolo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>2)<\/strong> Maurice Vaussard, <i>Storia della democrazia cristiana<\/i>, trad. it., Cappelli, Bologna 1959, pp. 84-85.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>3)<\/strong> Cfr. san Pio X, <i>La concezione secolarizzata della democrazia. Lettera agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi &#8220;Notre charge apostolique&#8221;<\/i>, del 25-8-1910, Cristianit\u00e0, Piacenza 1993; e la recensione redazionale in questo stesso numero di <i>Cristianit\u00e0<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>4)<\/strong> Pietro Scoppola, <i>&#8220;Il futuro \u00e8 di Wojtyla e Berlinguer&#8221;<\/i>, intervista a cura di Fausto De Luca, in <i>la Repubblica<\/i>, 10-7-1979; cfr. Marco Invernizzi, <i>Appunti sulla storia e sul &#8220;progetto&#8221; dei &#8220;cattolici democratici&#8221;<\/i>, in <i>Cristianit\u00e0<\/i>, anno XVI, n. 156-157, aprile-maggio 1988.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>5)<\/strong> Ricavo il <i>bouquet<\/i> di riferimenti da Francesco Migliori, del Movimento per la Vita, <i>Quali deputati a tutela della vita?<\/i>, in <i>Avvenire<\/i>, 21-3-1992, rubrica <i>L\u2019opinione<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>6)<\/strong> On. Flaminio Piccoli, <i>Una DC pi\u00f9 forte per una democrazia pi\u00f9 moderna<\/i>, relazione, del 2-5-1982, in <i>Il Popolo<\/i>, 3-5-1982; cfr. il mio <i>La &#8220;democrazia compiuta&#8221; ovvero l\u2019Italia rossa grazie alla setta democristiana<\/i>, in <i>Cristianit\u00e0<\/i>, anno X, n. 85, maggio 1982.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>7)<\/strong> Antonio Gramsci, <i>I popolari<\/i>, in <i>L\u2019Ordine Nuovo<\/i>, anno I, n. 24, 1-11-1919, in <i>L\u2019Ordine Nuovo. 1919-1920<\/i>, Einaudi, Torino 1954, p. 284.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>8)<\/strong> Cfr. il mio <i>La &#8220;lezione italiana&#8221;. Premesse, manovre e riflessi della politica di &#8220;compromesso storico&#8221; sulla soglia dell\u2019Italia rossa<\/i>, Cristianit\u00e0, Piacenza 1980.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>9)<\/strong> Cfr. Pio XII, Messaggio al popolo elvetico <i>La particuli\u00e8re affection<\/i>, del 21-9-1946, in <i>Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santit\u00e0 Pio XII<\/i>, vol. VIII, p. 238.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>10)<\/strong> Cfr. Idem, Discorso al primo Congresso mondiale dell\u2019Apostolato dei laici <i>De quelle consolation<\/i>, del 14-10-1951, <i>ibid<\/i>., vol. XIII, pp. 294-295.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>11)<\/strong> Cfr. Giovanni Paolo II, Discorso ai partecipanti a un convegno promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana sul tema <i>Dalla &#8220;Rerum Novarum&#8221; ad oggi: la presenza dei cristiani alla luce dell\u2019insegnamento sociale della Chiesa<\/i>, del 31-10-1981, in <i>Insegnamenti di Giovanni Paolo II<\/i>, vol. IV, 2, pp. 519-523.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>12)<\/strong> Pio XII, Discorso al primo Congresso mondiale dell\u2019Apostolato dei laici <i>De quelle consolation<\/i>, cit., p. 294.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>13)<\/strong> Cfr. M. Invernizzi, <i>L\u2019Unione Elettorale Cattolica Italiana<\/i>, in <i>Cristianit\u00e0<\/i>, anno VIII, n. 67, novembre 1980.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>14)<\/strong> Cfr. Giovanni Paolo II, Discorso ai partecipanti a un convegno promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana sul tema <i>Dalla &#8220;Rerum Novarum&#8221; ad oggi: la presenza dei cristiani alla luce dell\u2019insegnamento sociale della Chiesa<\/i>, cit., p. 522.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rinnovamento dell\u2019egemonia dei &#8220;cattolici democratici&#8221; e rinascita del movimento cattolico Da un articolo di padre Giuseppe De Rosa S.J. elementi per mettere a fuoco lo stato attuale del problema politico dei cattolici italiani. di Giovanni Cantoni<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/rifondazione-democristiana\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":30947,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[106,79],"tags":[825,473],"class_list":["post-919","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cattolicesimo-democratico","category-democrazia-cristiana","tag-cattolici-democratici","tag-dc","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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