{"id":861,"date":"2005-07-10T00:00:00","date_gmt":"2005-07-09T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-10-17T17:00:08","modified_gmt":"2018-10-17T15:00:08","slug":"che-guevara-tra-mito-e-realt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/che-guevara-tra-mito-e-realt\/","title":{"rendered":"Che Guevara. Tra mito e realt&agrave;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">COMUNE DI PISA Circoscrizione 1 &#8211; Marina di Pisa &#8211; Tirrenia &#8211; Calambrone<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Venerd\u00ec 7 maggio 2004, ore 21,15<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Cinema-Teatro Don Bosco Marina di Pisa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Incontro con <strong>Valerio RIVA<\/strong> Giornalista e scrittore<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Che-Guevara.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-27724\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Che-Guevara.png\" alt=\"Che Guevara\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Organizzazione a cura del <strong><em>Centro cattolico di documentazione<br \/>\n<\/em><\/strong>Col contributo della <strong>Cassa di Risparmio di Pisa Gruppo Bipielle<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_41353\" style=\"width: 164px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/valerio-Riva.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41353\" class=\"wp-image-41353\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/valerio-Riva.jpg\" alt=\"\" width=\"164\" height=\"200\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-41353\" class=\"wp-caption-text\">Valerio Riva<\/p><\/div>\n<p><strong>Presentazione dell\u2019incontro preparata dal dott. Valerio Riva.<\/strong><em><em> E\u2019 un curioso fenomeno. Da qualche tempo di libri su Che Guevara se ne pubblicano sempre meno; e negli ultimi due o tre anni, addirittura quasi niente. Comunque niente di veramente importante, sia del punto di vista storico che politico. Anche le occasionali ristampe di vecchi opuscoli proposte da qualche zelante propagandista alla Gianni Min\u00e0, non contano veramente nulla. Del resto un serio interesse per il &#8220;guerrillero heroico&#8221; morto in un angolo sperduto di Bolivia 37 anni fa, si \u00e8, a ben vedere manifestato solo in due momenti. <\/em><\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1967, cio\u00e8 nell\u2019immediatezza della morte: resoconti giornalistici, raccolte di scritti, libelli apologetici.Le cose di qualche valore furono allora: 1) il ripescaggio di ricordi (gli &#8220;episodes&#8221;) della lotta contro Batista che lo stesso Guevara aveva scritto alla fine del conflitto per un giornale dell\u2019Avana; 2) il cosiddetto Diario del Che in Bolivia pubblicato da Feltrinelli in anteprima mondiale, insieme con 3) due grossi volumi di scritti teorici; 4) gli Speeches and writings raccolti e pubblicati negli USA da un famoso giornalista americano liberal, John Gerassi. Poi per trent\u2019anni pi\u00f9 niente. Finch\u00e8 in prossimit\u00e0, appunto del trentennale della morte, 1997, c\u2019\u00e8 una improvvisa fioritura di opere, alcune di grande interesse sia politico che storiografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizia nel 1996, a Parigi, un vecchio compagno d\u2019armi del Che, &#8220;Benigno&#8221;, che apre il suo libro con questa significativa frase: &#8220;Scrivo questo libro per testimoniare della mia rottura con il castrismo&#8221;. E\u2019 dunque un libro contro. Al libro di &#8220;Benigno&#8221;, seguono due ponderosissime biografie del Che scritte da autori capaci di usare contemporaneamente sia l\u2019indagine giornalistica che la puntigliosit\u00e0 dello storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di un americano, Jon Lee Anderson, A Revolutionary Life, un volume di ben 814 pagine. Di un messicano, Jorge Castaneda, La vida en rojo, non meno voluminoso. Anderson, meno critico. Castaneda, molto critico. A chiudere la serie, vengono la scoperta di appunti di un viaggio (segreto ma deludente) di Guevara in Congo, e il capitolo di un libro autocritico di Regis D\u00e9bray, che era stato a suo tempo l\u2019inventore proprio del &#8220;guevarismo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 curioso il fatto che di tutta questa produzione bibliografica, in Italia passano sostanzialmente briciole. Il Diario del Che in Bolivia, s\u00ec; Gerassi, no. Il libro di &#8220;Benigno&#8221;, edito da noi in maniera tale da stravolgerne il significato. Castaneda, mai tradotto. Anderson, pubblicato con grande risalto, ma poi rimasto quasi interamente nei magazzini dell\u2019editore. Del capitolo del libro di D\u00e9bray, viene fatta in Italia dalla Bietti una edizione a s\u00e9. Ma sfiora l\u2019insuccesso, come l\u2019edizione italiana del viaggio in Congo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure ancor oggi su tutte le bandiere dei no-global, dei &#8220;dissidenti&#8221;, di Rifondazione comunista, dei DS o dei sindacati campeggia l\u2019immagine del Che. Ma se si chiede a un frequentatore di cortei, se sa chi era veramente Ernesto Che Guevara, si scopre che la maggioranza ne sa poco o niente. O ne ha un\u2019idea del tutto ambigua se non equivocata. Ciononostante, quell\u2019immagine \u00e8 sempre l\u00ec. Ridotta a cosa? A un emblema? A un &#8220;santino&#8221;? Esiste forse un culto quasi religioso del Che, slegato da ogni connessione terrena? O \u00e8 solo una gigantesca truffa politica?<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Valerio Riva, 25\/04\/04<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VALERIO RIVA<\/strong>: Vi ringrazio di avermi invitato in una serata cos\u00ec fredda, ma speriamo di scaldarla poco a poco con le parole. Il dottor Paolo Cognetti (Presidente della Circoscrizione 1) ha detto una cosa giusta introducendo il tema: non si capisce pi\u00f9 bene se questo Che Guevara \u00e8 stato o non \u00e8 stato una persona viva, umana o se \u00e8 una specie di marchio di fabbrica, una figurina che non appartiene pi\u00f9 alla storia per diventare un simbolo e una cosa eterea, immateriale. Io credo sia diventato una cosa immateriale, un emblema e non si sa pi\u00f9 bene di che cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Che-Guevara.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-27128\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Che-Guevara.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"200\" \/><\/a>Ho provato qualche volta a chiedere a qualcuno di quei ragazzi che vanno in giro con la bandierina del &#8220;Che&#8221; a chiedere chi fosse questo personaggio e non mi hanno saputo dire assolutamente niente. Non sanno dire chi era, quando \u00e8 vissuto; insomma non sanno assolutamente niente. Ma questo non \u00e8 dovuto semplicemente all\u2019ignoranza di una generazione.Purtroppo chi ha una certa et\u00e0 sa che in un momento della nostra storia pi\u00f9 recente c\u2019\u00e8 stata una sorta di saracinesca, per cui le cose che si sapevano prima sono scomparse e c\u2019\u00e8 ora tutta una parte dell\u2019umanit\u00e0 che va avanti senza sapere cosa \u00e8 avvenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Disgraziatamente si fanno grandi discussioni sul revisionismo storico, sulla necessit\u00e0 di ricercare quello che \u00e8 veramente avvenuto e in realt\u00e0 si scopre che la maggior parte della gente non solo fa nessun revisionismo ma non sa neppure cos\u2019\u00e8 la storia. Nei licei non si insegna pi\u00f9 ed \u00e8 diventata un fenomeno di cui parlare in certe trasmissioni televisive in onda alle tre di notte. Il caso di &#8220;Che&#8221; Guevara, che da essere umano \u00e8 diventato una specie di simbolo quasi di culto, \u00e8 per\u00f2 una storia molto crudele e allo stesso tempo istruttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Che&#8221; Guevara \u00e8 vissuto pochissimo e la sua carriera politica si svolge entro un periodo estremamente ristretto: dal 1956 al 1967, poco meno di undici anni, che \u00e8 pi\u00f9 o meno il periodo in cui \u00e8 vissuto Hitler, e rappresenta un balzo immediato da un periodo all\u2019altro. Il 1956 \u00e8 infatti l\u2019inizio della rivoluzione cubana, mentre il 1967 \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019anno in cui essa finisce per diventare un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera politica del &#8220;Che&#8221; comincia per\u00f2 nel 1959, ed \u00e8 quindi ancora pi\u00f9 breve. Di questi otto anni alcuni sono trascorsi nel silenzio e nel mistero. Quindi un\u2019esistenza in pratica quasi nulla e tutto sommato quasi sprecata, perch\u00e9 non \u00e8 servita a niente; \u00e8 stato un esperimento fallito. Fallito fin dal principio, e vedremo perch\u00e9. Come mai da questo grande fiasco, durato come dicono i francesi lo spazio di un mattino, \u00e8 arrivato questo mito che dura da oltre quarant\u2019anni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo me si tratta di una grande lezione della storia; non tanto perch\u00e9 questa si vendica di quelli che pretendono di dominarla ma perch\u00e9 la storia delle rivoluzioni \u00e8 la storia del nulla. Bisogna ricordarsi con grande lucidit\u00e0 che tutto ci\u00f2 che sembra la creazione di un mondo nuovo in realt\u00e0 non avviene. &#8220;Che&#8221; Guevara \u00e8 una di queste cose che &#8220;non avviene&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sapete il &#8220;Che&#8221; era figlio di una famiglia medio borghese argentina: suo padre era un peronista, la madre, come spesso succede nelle famiglie della sinistra, era una fanatica e impulsiva, senza tante conoscenze politiche. Vivevano in una nazione in grande crisi economica e politica, quando ormai era tramontato il sogno peronista e si viveva soltanto nel ricordo del trascorso momento di splendore della politica argentina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Guevara.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32451\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Guevara.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"177\" \/><\/a>In queste famiglie peroniste del dopo-Peron c\u2019era lo stesso sentimento che troviamo spesso nelle famiglie del post-fascismo, ovvero l\u2019anelare ad un momento di gloria che non si \u00e8 ripetuto e che non si ripeter\u00e0 mai pi\u00f9. Sapete che il post-peronismo in Argentina ha rappresentato uno dei pi\u00f9 grandi guai, perch\u00e9 ha impedito la modernizzazione del paese, incastrato in una ripetizione di schemi sindacali, che in realt\u00e0 hanno portato solo alla corruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia del &#8220;Che&#8221; Guevara rimane chiusa in questa nostalgia; il figlio studia medicina senza grande passione e dedicandosi pi\u00f9 che atro allo sport e all\u2019avventura; fino a che con un po\u2019 pi\u00f9 di soldi in tasca e un compagno un po\u2019 pi\u00f9 ricco di lui decide di andare a fare un viaggio dal sud al nord dell\u2019America Latina in motocicletta. Un viaggio di piacere pi\u00f9 che politico, anche se in seguito verr\u00e0 ammantato dell\u2019alone mitico del giovane medico generoso che parte dall\u2019Argentina per andare a curare i lebbrosi lungo la strada verso il nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo in realt\u00e0 non \u00e8 mai avvenuto e se si sono fermati in una colonia di lebbrosi lo hanno fatto per sbaglio o per curiosit\u00e0, senza vero interesse. Il loro interesse era di arrivare almeno fino al Messico e, come sognavano tutti i giovani latino-americani di quel tempo, trovare il modo di andare a Parigi con minima spesa. A Parigi a far che non si sa ma era quello il luogo verso cui era attratta la giovent\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guevara arriv\u00f2 fino al Messico passando per il Guatemala, che in quel momento era in una fase rivoluzionaria, e i due ragazzi &#8211; che rivoluzionari non erano affatto &#8211; entrano in questa avventura guatemalteca, l\u2019ennesima rivoluzione fallita dell\u2019America latina. Qui hanno il loro esploit militare e quando la rivoluzione finisce malamente sono costretti a scappare dal Guatemala e a rifugiarsi in Messico, paese capace di accogliere tutti quanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando qualcuno arriva in Messico sa che quella \u00e8 la sua patria perch\u00e9 chiunque, qualsiasi sia il colore della sua pelle, la religione, l\u2019ideologia politica, in questa civilt\u00e0 antica e contraddittoria pu\u00f2 vivere tranquillamente. I due arrivano dunque in Messico senza una lira ma con dietro la piccola fama di aver fatto la rivoluzione in Guatemala, che cercano di sfruttare. Entrambi, in particolare Guevara, sono bei ragazzi con un\u2019aria romantica e una signora molto pi\u00f9 anziana del &#8220;Che&#8221; si innamora di lui, mantenendolo per un certo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cambio lui offre un affetto un po\u2019 dubbio, perch\u00e9 Guevara nei confronti della donna non ha alcuna passione e cerca di sfruttarla pi\u00f9 che pu\u00f2: va in giro, fa altre cose, ha altre fidanzate. Lei, gelosissima, cerca di tenerlo ma si tratta di un <em>affaire <\/em>sentimentale molto spento. Questa atmosfera a met\u00e0 tra <em>bohemienne<\/em>, avventuriera e anche un po\u2019 cinica dura fino quando Guevara incontra un gruppo di persone mantenute da un produttore cinematografico, il quale pensa di fare un film politico con un gruppo di ragazzi della stessa et\u00e0, tra i quali c\u2019\u00e8 anche uno strano personaggio, molto pi\u00f9 alto di statura di tutti quanti; quasi un marziano: Fidel Castro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castro ha l\u2019aria del capo, anche perch\u00e9 supera in altezza di dieci-quindici centimetri tutti gli altri, \u00e8 sempre sicuro di s\u00e9 stesso e sa sempre quello che deve fare. Guevara, quasi indistintamente, se ne innamora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/castro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-20112 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/castro.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"198\" \/><\/a>Anche Fidel Castro \u00e8 figlio di una famiglia benestante, cubana; isola in cui l\u2019attivit\u00e0 rivoluzionaria dura praticamente da quasi un secolo. Anche lui \u00e8 un rivoluzionario costretto a rifugiarsi in Messico dopo aver tentato di organizzare un fallito golpe a Santiago di Cuba con un gruppo male armato composto da quasi tutti amici di infanzia e di scuola coi quali assalta una caserma dell\u2019esercito batistiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante questo assalto vengono decimati facendo qualche perdita tra i militari, che arrestano quasi tutti tranne Castro. Ci sono anche delle scene molto violente, perch\u00e9 alcuni sono uccisi dopo l\u2019arresto e a una ragazza, fidanzata di uno dei rivoluzionari, vengono mostrati i testicoli a dimostrazione che il suo amato \u00e8 morto. Lei subisce un trauma terrificante, anche perch\u00e9 si tratta di figli della buona borghesia cubana che si scontrano per la prima volta con la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fidel Castro riesce a scappare nascondendosi in un luogo met\u00e0 foresta e met\u00e0 palude, dove viene arrestato. Rimane dietro le sbarre qualche mese e subisce un processo in cui viene condannato. Durante il giudizio legge un famoso discorso, che non aveva neppure scritto lui ma una giornalista cubana, che verr\u00e0 intitolato con una famosa frase del Main Kampf: &#8220;la storia mi assolver\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo parte di una famiglia benestante, imparentata con Batista, viene poi liberato e mandato in Messico, dove arriva con l\u2019aureola di martire. Qui si ripromette di tornare in patria entro una certa data, per la quale dovr\u00e0 armare una piccola flotta; e in effetti sar\u00e0 in seguito armata a spese del produttore cinematografico. Tra le altre persone che incontra sulla sua strada &#8211; perch\u00e9 Fidel ha bisogno di compagni, non tanti; poche decine di persone &#8211; c\u2019\u00e8 anche il giovane argentino &#8220;Che&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Che&#8221; \u00e8 una parola che gli argentini usano per dire &#8220;tu&#8221; e questi cubani e messicani che sentono questo argentino dire sempre &#8220;che&#8221; finiscono per chiamarlo &#8220;Che&#8221;, e basta. Guevara si presenta come medico e Castro lo nomina medico della spedizione. Un pessimo medico, tanto che stando per un po\u2019 con tutti gli altri nasce la battuta che \u00e8 meglio morire sotto il fuoco del nemico che farsi suturare una ferita da Ernesto Guevara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Castro_Guevara_Cuba.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-41354\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Castro_Guevara_Cuba.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>Finalmente tentano lo sbarco a Cuba, durante una tempesta, e si arenano al largo della costa. Sono allora costretti a disperdersi e fuggire inseguiti dall\u2019esercito di Batista. E\u2019 l\u2019ennesima sconfitta. Alcuni sono catturati ma Castro con altri dodici, anche se questa \u00e8 un po\u2019 una leggenda, riesce a fuggire all\u2019arresto. E\u2019 adesso che nasce il primo mito: i dodici di Castro, tra cui c\u2019\u00e8 anche Guevara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo questo perch\u00e9 quando facevo l\u2019editore sono stato proprio quello che pubblicato per la prima volta il libro &#8220;I dodici di Castro&#8221; diventando in un certo senso l\u2019iniziatore del primo mito di &#8220;Che&#8221; Guevara. Da quel momento i fuggiaschi si nascondono per tre anni nella Sierra Maestra, una modesta montagna nella parte orientale di Cuba inospitale e piena di difficolt\u00e0 geologiche su cui vivono soltanto dei pastori e dei briganti. Da l\u00ec comincia l\u2019epopea della rivoluzione cubana, fino alla discesa verso l\u2019Avana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 in realt\u00e0 una epopea molto modesta, perch\u00e9 rimangono chiusi dentro il loro rifugio semi alpino per tutto il tempo in cui l\u2019esercito batista ha una reale forza politica e militare. Poi a poco a poco, dopo tutto ci\u00f2 che succede nel paese e sopratutto all\u2019Avana e nelle grandi citt\u00e0, convince gli Stati Uniti ad abbandonare Fulgenzio Batista, diventato un dittatore semi fascista ma anche semi comunista, perch\u00e9 non si deve dimenticare che il suo capo della polizia era un uomo del Kgb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Batista se ne va e cos\u00ec il piccolo gruppo rifugiato in cima alla Sierra Mastra scese a valle moltiplicandosi finch\u00e9, all\u2019inizio del 1959, arriv\u00f2 all\u2019Avana compiendo una rivoluzione senza colpo ferire, almeno sul piano militare. Nella capitale invece la polizia di Batista fu capace di colpire gli oppositori in modo drammatico e violento ma tutto fin\u00ec e tra quelli scesi all\u2019Avana c\u2019era anche il giovane Guevara, che venne subito cooptato nella sfera del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio la rivoluzione aveva un carattere democratico, proponendosi di abbattere la dittatura e una volta realizzato ci\u00f2 ricreare le condizioni per una vita civile e democratica. Il presidente della Corte di Assise dell\u2019Avana venne nominato Presidente della Repubblica, ci furono una serie di ministri pi\u00f9 o meno borghesi mentre Fidel Castro, l\u2019uomo del potere militare, si ritir\u00f2 come corrucciato da una parte, senza veri poteri, come garanzia che la rivoluzione non sarebbe stata tradita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 fino a quando Castro &#8220;perse la pazienza&#8221;, diciamo cos\u00ec; ma in realt\u00e0 capir\u00e0 che il rifiuto del potere non serve a niente e abolir\u00e0 con violenza il governo democratico per sostituirlo con uno dittatoriale. Questo governo dittatoriale, sar\u00e0 accompagnato da una quantit\u00e0 enorme di sevizie e violenze, una vera e propria strage, e Castro assumer\u00e0 tutti i poteri facendo diventare &#8220;Che&#8221; Guevara suo ministro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guevara divent\u00f2 ministro per sbaglio, perch\u00e9 un po\u2019 per scherzo, un po\u2019 sul serio si racconta che al momento di dividere le cariche Castro disse: &#8220;Chi si intende di economia?&#8221;; Guevara alz\u00f2 la mano dicendo: &#8220;Io&#8221; e Fidel: &#8220;Allora tu diventerai ministro dell\u2019economia&#8221;; Guevara, di rimando: &#8220;Ma io ho capito \u2018 chi \u00e8 comunista?\u2019&#8221; e Castro: &#8220;Non importa, tu diventerai ministro dell\u2019economia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il primo equivoco della vita di Guevara, che non solo non sa di economia ma non sa niente di niente, e al quale viene affidata la banca centrale dello stato e da l\u00ec comincia la lunga storia di disperazione, di degrado e di dissoluzione sociale che \u00e8 stata la storia di tutta la cosiddetta rivoluzione castrista. Questo \u00e8 per inquadrare la storia di questo personaggio che in realt\u00e0 dura pochi anni sulla scena della storia mondiale e che \u00e8 un continuo di errori, equivoci, malintendimenti e che anche per questo ha una dimensione tragica, vista anche la fine che far\u00e0, come del resto \u00e8 la tragedia moderna: sempre in bilico tra la comicit\u00e0 e la tragicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/05\/Guevara-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15823 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/05\/Guevara-1.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"200\" \/><\/a>La tragedia antica, a cominciare da Edipo, \u00e8 in qualche modo lineare, mentre quella moderna \u00e8 sempre un qualcosa di molto ambiguo, in cui non si sa mai quando si deve piangere e quando vale la pena riderci sopra. Dopo questa inquadratura bisogna per\u00f2 scendere un po\u2019 nel particolare. Spesso vengo presentato come colui che ha conosciuto Guevara di persona, il che \u00e8 vero ma ormai i miei capelli bianchi dicono che \u00e8 passato tanto tempo da allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio primo incontro avvenne infatti il 2 gennaio del 1964 e fu un incontro gi\u00e0 abbastanza curioso. Allora ero direttore editoriale della casa editrice Feltrinelli e due anni prima avevo incontrato a Firenze in una conferenza indetta da La Pira un giornalista cubano: Carlos Franqui. Si trattava di un personaggio molto strano e interessante, un intellettuale di grande livello che nella sua vita fu tra i fondatori del partito comunista cubano dal quale venne cacciato con l\u2019accusa di essere trotzkista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 era semplicemente uno che aveva cominciato a dubitare non soltanto della consistenza del comunismo ma anche dell\u2019integrit\u00e0 morale dei comunisti e aveva creato una serie di incidenti all\u2019interno del partito, peraltro piccolissimo; parliamo del periodo della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta espulso, dopo varie esitazioni, aveva finito per avvicinarsi al partito di Fidel Castro, che si chiamer\u00e0 &#8220;Movimento 26 luglio&#8221; pur avendo un\u2019et\u00e0 superiore a quella dei ragazzi che lo componevano. Franqui era stato un personaggio importante della resistenza anti batistiana all\u2019Avana. Nella storia di Cuba ci sono state due grandi correnti, oggi perse: la corrente della montagna e la corrente del piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i sostenitori della prima la rivoluzione era stata fatta sulla Sierra Maestra, mentre per i sostenitori della seconda &#8211; a maggior ragione devo dire &#8211; se c\u2019era stata resistenza contro la dittatura di Batista questa si era svolta in citt\u00e0 e non in montagna, dove si stava ad aspettare l\u2019ora x mentre nei centri abitati si veniva arrestati e torturati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in effetti ci furono episodi anche sanguinosi, come il tentativo del dirigente dell\u2019organizzazione studentesca cubana Chevarria che aveva cercato di dare l\u2019assalto al palazzo presidenziale in uno dei tanti episodi falliti di rivolta cittadina e che era stato sterminato assieme a tutti gli altri. Lo stesso Franqui era stato arrestato, rilasciato e poi ripreso fino a quando, non riuscendo pi\u00f9 a vivere in citt\u00e0, venne mandato in montagna, dove aveva proposto a Castro di impiantare una radio, chiamata Radio Cuba Libre, e trasmettere programmi di informazione e soprattutto di propaganda. Fu una tipica idea da giornalista americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Guevara_Cuba.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-41355 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Guevara_Cuba.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"203\" \/><\/a>Impiantata la radio, che ebbe subito grande successo perch\u00e9 fece sentire la voce di quelli della montagna a tutta l\u2019isola e anche oltre, Castro nomin\u00f2 Franqui, anche perch\u00e9 erano quattro gatti, direttore dell\u2019informazione del movimento. Scesi a valle in seguito alla rivoluzione divent\u00f2 poi direttore del giornale del movimento: <em>Revolucion.\u00a0<\/em>Un giornale molto interessante anche dal punto di vista grafico, con trovate molto moderne rispetto al resto dei giornali latino americani, che erano molto classici, e anche rispetto a quelli statunitensi che erano fatti con caratteri molto puliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Revolucion<\/em> aveva invece caratteri neri, grandi, moderni; un po\u2019 tra il futurista e il surrealista e difatti Franqui si vantava di essere un surrealista sudamericano. Chi tra voi \u00e8 molto anziano come me si ricorder\u00e0 che questo tipo di giornale in Italia, subito dopo il 25 aprile del 1945, lo fece Vittorini a Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 molto curioso vedere come le stesse esperienze grafico-politiche accompagnano tentativi che si scontreranno entrambi con la resistenza conservatrice del partito comunista, che gi\u00e0 aveva espulso Franqui a Cuba ed espeller\u00e0 ben presto Vittorini in Italia con la famosa frase di Togliatti: &#8220;Vittorini se n\u2019\u00e8 <em>iuto<\/em> e soli ci ha lasciati&#8221;; frase di grande cinismo e allo stesso tempo di disprezzo intellettuale. Mentre per\u00f2 il giornale di Vittorini dur\u00f2 poco, per diventare poi un settimanale, una rivista e infine scomparire, il giornale di Franqui durer\u00e0 molti anni, fino alla morte di Guevara e con un successo molto pi\u00f9 grande, tanto da essere sempre il giornale del movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo qualche mese dalla calata dei <em>barbudos<\/em> all\u2019Avana Franqui and\u00f2 da &#8220;Che&#8221; Guevara chiedendogli di scrivere le sue memorie da guerrigliero. Ma Guevara nicchi\u00f2, dicendo che scrivere non era il suo mestiere ma dopo un po\u2019 di tira e molla, anche con l\u2019aiuto di un dattilografo molto intelligente, che ho conosciuto, il quale pi\u00f9 che un dattilografo era un vero e proprio redattore editoriale, tir\u00f2 gi\u00f9 dei brevi racconti che Franqui pubblic\u00f2 in un libro col titolo: <em>Pasaches de guerra e de guerrilla<\/em>, dove &#8220;pasaches&#8221; in spagnolo significa &#8220;raccontini&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi brevi testi, nei quali Guevara cerc\u00f2 di raccontare cosa gli era successo, vennero pubblicati e sono il primo tentativo di raccontare dall\u2019interno della guerriglia cubana cosa successe in quei mesi della rivoluzione. Ebbero molto successo, sia a Cuba che all\u2019estero e da quel momento Guevara divent\u00f2 suo malgrado anche scrittore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo inizi\u00f2 una diversa storia: Guevara ministro, Guevara uomo che spinge Castro su posizioni estreme, che promuove la riforma agraria; la quale consistette semplicemente nel tentativo di sequestrare e collettivizzare la terra dei contadini e che susciter\u00e0 delle rivolte e una lunga guerra civile di cui non si sa niente, perch\u00e9 \u00e8 stato nascosto tutto, ma che dur\u00f2 anni procurando enormi danni all\u2019esercito regolare cubano. Si tratt\u00f2 infatti di una guerriglia forte e guidata da capi molto bravi dal punto di vista militare e politico, naturalmente sostenuta anche dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guevara sar\u00e0 l\u2019uomo della repressione, sia nei confronti dei contadini che degli oppositori interni. E\u2019 lui che spinge Castro sulla strada delle condanne a morte, dei grandi processi che finiscono sempre drammaticamente ed \u00e8 anche l\u2019uomo dell\u2019intransigenza. Questa intransigenza diventer\u00e0 poi scomoda per il potere di Castro, che \u00e8 un grande mediatore e un personaggio capace di svolgere quaranta politiche in un solo momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/cuba_4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-20120\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/cuba_4-300x155.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"130\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/cuba_4-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/cuba_4.jpg 312w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Avere al fianco questa specie di pungolo che lo spinge verso l\u2019estremismo finir\u00e0 per stancarlo e a poco a poco relega il &#8220;Che&#8221; in ruoli sempre pi\u00f9 marginali; anche perch\u00e9 dopo averlo casualmente nominato ministro dell\u2019economia, ma in realt\u00e0 presidente della banca di Stato, i risultati della gestione Guevara sono assolutamente disastrosi. Divent\u00f2 quindi necessario rimuoverlo anche di l\u00ec e sostituirlo con dei, pi\u00f9 o meno, tecnici, i quali sesso erano indicati dai sovietici con una mentalit\u00e0 sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto sorse una certa difficolt\u00e0 di rapporti tra Guevara e Castro ma non bisogna credere che questa difficolt\u00e0 si traducesse in scontro aperto, come \u00e8 stato spesso falsamente raccontato dagli analisti nordamericani. Non c\u2019\u00e8 mai stato uno scontro aperto; piuttosto c\u2019\u00e8 stata l\u2019impossibilit\u00e0 di mettere assieme le esistenze di due persone che sul piano intimo erano invece molto amiche tra di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 spinse Guevara a scegliere la via della fuga, non per scappare da Cuba, come si \u00e8 detto, ma per cercare delle alternative. Guevara comincia cos\u00ec ad andare a combattere, per modo di dire, in Algeria durante la guerra per l\u2019indipendenza dalla Francia, poi pi\u00f9 avanti parteciper\u00e0 al tentativo di costruire in Algeria uno stato socialista, assecondando il tentativo dei sovietici di mettere sotto controllo il paese &#8211; del resto la rivolta l\u2019avevano pagata loro &#8211; con le sue riserve petrolifere e di gas naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo fece un lungo giro in Africa, pensando fosse il continente delle future rivoluzioni. Qui si trov\u00f2 di fronte situazioni insopportabili per il suo punto di vista di argentino; ovvero reputava gli africani una schiatta umana arretrata e incapace di potersi sviluppare, dimostrando un fondo razzista nei loro confronti. Se ne and\u00f2 anche da qui e come estremo tentativo di esportate la rivoluzione cubana, i suoi simboli e i suoi miti torn\u00f2 in America Latina, ma era ormai troppo tardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la tradizione storiografica e politica latino-americana &#8211; di tipo bolivariano &#8211; il Sud America \u00e8 una sola entit\u00e0 politica e sociale spezzettata in tante repubbliche diverse che mirano soltanto all\u2019unit\u00e0. Una nuova rivoluzione doveva fare del continente latino-americano un tutto unico che potesse essere un\u2019alternativa agli Stati Uniti. Si trattava di un sogno ricorrente fin dagli inizi dell\u2019Ottocento ma che non si era mai avverato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la nuova ideologia, misto di castrismo e guevarismo, codificata dallo scrittore francese Regis Debray nel volumetto <em>Rivoluzione nella rivoluzione<\/em>, c\u2019era una maniera nuova di concepire il marxismo e la rivoluzione marxista. Secondo questa nuova teoria del cosiddetto &#8220;Fuoco guerrillero&#8221;, elaborata a Parigi, la rivoluzione non si fa quando la classe operaia \u00e8 arrivata alla maturit\u00e0 o quando un partito, come quello bolscevico, prende le redini del movimento rivoluzionario ma quando un piccolissimo gruppo di persone accende un fuoco in un punto del mondo che a poco a poco si allarga come un cerchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede \u00e8 una teoria ancora pi\u00f9 astratta di quella del colpo di stato leninista e del partito guida della classe operaia ma \u00e8 quella che viene esportata come ultima notizia in campo rivoluzionario. Guevara decide cos\u00ec di partire alla volta della Bolivia, dove resta in attesa del momento buono e che si formino le condizioni oggettive per la rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Guevara_arresto_Cuba.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-41356\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Guevara_arresto_Cuba.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"200\" \/><\/a>Secondo me in realt\u00e0 Guevara era in attesa di un\u2019altra cosa: che avvenga a La Paz una trasformazione politico-militare molto simile a quella che un paio di anni prima era avvenuta in Per\u00f9; dove i generali e gli alti ufficiali dell\u2019esercito peruviano si erano convinti che l\u2019unico modo per sopravvivere e prendere il potere era di marxisteggiare e vestirsi di una ideologia rivoluzionaria per diventare in realt\u00e0 un potere militare, come avvenuto anche nel caso di Castro all\u2019Avana. I militari peruviani presero cos\u00ec il potere ma non riuscirono a resistere a lungo perch\u00e9 era molto difficile durare con simili idee in un continente dalla vita economica, sociale e politica assai diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea che circolava nella classe militare dell\u2019America Latina, secondo la quale bisogna darsi una ideologia per conquistare il potere e che questa ideologia \u00e8 marxista o comunista, finisce per frullare a lungo nelle teste dei militari degli atri paesi. In Bolivia, per esempio; ma anche in Brasile. Non bisogna poi dimenticare che anche i generali torturatori e oppressori della libert\u00e0 in Argentina saranno imbevuti di questa idea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si presenteranno come generali di estrema destra ma avranno rapporti molto cordiali con l\u2019Unione sovietica e con i servizi segreti sovietici. La mia impressione \u00e8 che anche Guevara, nelle capanne di legno che gli furono messe a disposizione dai trafficanti di cocaina, stesse aspettando che anche a La Paz avvenga qualcosa del genere. Naturalmente dopo la cattura, l\u2019uccisione di Guevara e la dispersione della sua banda, ci si affrett\u00f2 a cancellare questa teoria per\u00f2 non va dimenticato che morto il &#8220;Che&#8221; il ministro degli interni del governo boliviano fugg\u00ec all\u2019estero, presentandosi da Fidel Castro cui consegn\u00f2 le mani del Guevara sotto formalina a dimostrazione che lui era stato dalla sua parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggio continuer\u00e0 da l\u2019Avana a Washington dove porter\u00e0 la testa di &#8220;Che&#8221; Guevara alla Cia. In realt\u00e0 non solo la fine di Guevara non fu eroica, fu infelice e triste come pu\u00f2 esserlo quella di un uomo preso in trappola; ma fu il risultato di uno scontro interno nelle forze armate boliviane, una parte delle quali si comportava come il ministro degli interni: in gioco su diversi tavoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra era composta da ufficiali superiori pi\u00f9 giovani che misero insieme una <em>force de frappe<\/em>, come direbbe De Grulle; una unit\u00e0 di combattimento molto abile e addestrata nelle scuole americane, che scopr\u00ec il rifugio di Guevara, lo insegu\u00ec e in pochi giorni lo cattur\u00f2 e lo uccise. Questo procur\u00f2 in qualche modo un danno psicologico, storico, militare e politico a quel Castro che era rimasto chiuso a l\u2019Avana, impossibilitato ad aiutare l\u2019amico Guevara perch\u00e9 i giovani ufficiali boliviani e naturalmente gli americani avevano tagliato le vie di comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castro era incerto su cosa fare, non potendo intervenire trattenuto com\u2019era per la giacca dai sovietici, che non avevano nessuna intenzione di salvare Guevara, ma spinto dalla voglia di fare qualcosa nel discorso funebre che scrisse per la morte del &#8220;Che&#8221;, con il tipico stile oratorio che ripete in continuazione la stessa frase come una giaculatoria, espresse da una parte il suo senso di colpa e dall\u2019altra un dubbio sulla propria efficacia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Guevara_Cuba_morto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-41357\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Guevara_Cuba_morto.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>In realt\u00e0 la morte di Guevara \u00e8 anche la morte di Castro. A quel punto il sogno della rivoluzione latino americana che Castro ha portato avanti dal 1963 fin al 1967 fallisce e avviene, come ha scritto un autore americano, &#8220;La domazione di Castro&#8221;; titolo del libro che parafrasa Shakhespeare che scrisse &#8220;La bisbetica domata&#8221;. Sovietici e Stati Uniti si misero d\u2019accordo per ridurre ai minimi termini Fidel Castro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 una volta fu salvato da un accordo tra Krusciov e Kennedy, quando per evitare lo scoppio della guerra atomica nel \u201962 gli Usa si impegnarono per oltre cinquant\u2019anni a non attaccare Cuba in cambio della sua emarginazione. Questo \u00e8 uno dei fondamenti della politica degli Stati Uniti che dura ancora adesso e a cui gli Stati Uniti hanno mai contravvenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento Castro non sar\u00e0 pi\u00f9 un soggetto attivo della storia internazionale, come avrebbe voluto, ma a poco a poco e soprattutto dopo la grande sconfitta del tentativo di Guevara diventa quello che \u00e8 stato chiaro per tanti anni: un mercenario. C\u2019\u00e8 la canzone di un cubano in esilio che dice che Castro ha venduto il sangue dei suoi soldati per un barile di petrolio. In realt\u00e0 \u00e8 proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha mandato le truppe cubane a combattere prima in Etiopia e poi in Angola dissanguando il suo esercito in guerre che non toccavano affatto gli interessi e la politica cubana per ricavarne in cambio forniture di petrolio, di generi alimentari e quattrini dall\u2019Unione Sovietica. Non bisogna dimenticare che in Angola le truppe cubane facevano anche la guardia ai pozzi di petrolio delle grandi societ\u00e0 americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la perestroika Gorbaciov gli dir\u00e0 che tutto \u00e8 finito e che bisogna mettersi d\u2019accordo con gli americani e con l\u2019Occidente, cos\u00ec come dir\u00e0 a Honeker che non ci saranno pi\u00f9 due germanie. Honeker lo capir\u00e0 perfettamente e se ne andr\u00e0 mentre Castro si impunta e a partire da quel momento inizia il periodo pi\u00f9 tragico e drammatico della storia cubana, con i cubani ridotti senza cibo, senza luce, senza petrolio e abbandonati a s\u00e9 stessi; fino a che, poco per volta, Stati Uniti e Unione Europea trovano un sistema per far stare in piedi questo personaggio e il suo potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque di voi ha compiuto un viaggio di piacere a Cuba sa che l\u00e0 si vive in una atmosfera irreale e in una doppia realt\u00e0, con un aspetto ufficiale pieno di lustrini e di grandi parole e una societ\u00e0 sottostante che fa affari pi\u00f9 o meno sporchi e che vive in modo da costituire &#8211; quando Castro morir\u00e0 &#8211; un potere molto somigliante ad una mafia di gangster.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cognetti. <\/strong><em>In una America Latina controllata dagli Stati Uniti dal punto di vista economico, politico e &#8211; dagli anni \u201960 e \u201970 &#8211; anche militare, attraverso feroci dittature, possiamo considerare il &#8220;Che&#8221; Guevara, pur con le sue contraddizioni, il tentativo di realizzare un socialismo alternativo al Nord America e al comunismo castrista?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>RIVA:<\/strong> No, non ci fu alcuna alternativa e che Guevara abbia rappresentato un\u2019alternativa alla politica castrista e in realt\u00e0 alla politica sovietica \u00e8 un\u2019altra delle illusioni. Guevara non era portatore di un socialismo avanzato; semmai era portatore di un socialismo pi\u00f9 chiuso e arretrato, pi\u00f9 dittatoriale e lontano dalle possibilit\u00e0 dello sviluppo di una economia non dico borghese ma neppure come quella che sarebbe potuta venir fuori dalla terza via dell\u2019eurocomunismo, se ci fosse stata effettivamente una terza via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine l\u2019idea di Guevara era diventato un misto confuso di marxismo algerino, praticamente militare, e di ideologia cinese. I cinesi, quando lui and\u00f2 a Pechino ad esporre le sue teorie, lo rifiutarono e lo cacciarono immediatamente dicendo che non avevano niente a che fare con lui e poi Guevara un progetto politico non lo ha mai avuto, tranne quello dell\u2019accesso al potere manu militari. In tutti gli scritti che passano per scritti economici e filosofici di Guevara, e che in realt\u00e0 sono gli scritti di un gruppo di suoi amici che si riunivano di notte nel ministero dell\u2019economia per cercare di spiegargli cosa era l\u2019economia, si esprimevano idee non corrette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma non c\u2019era niente di tutto questo ma solo idee autoritarie e una grande confusione. Ci\u00f2 rappresenta un altro dei fallimenti di Guevara. Che cosa \u00e8 rimasto in realt\u00e0 del &#8220;Che&#8221;? E\u2019 rimasto il ricordo del sacrificio di un uomo che \u00e8 finito tragicamente. Il libro pi\u00f9 vicino alla figura di Guevara che ci \u00e8 rimasto \u00e8 quello intitolato <em>Diario del Che in Bolivia<\/em>, che racconta quasi giorno per giorno una esperienza disperata e che si \u00e8 svolta in condizioni superiori alle sue forze e che poco a poco si disperde in una serie di scaramucce sempre pi\u00f9 fallimentari e violente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019uomo vi rimane doppiamente sconfitto ma questa specie di Calvario \u00e8 rimasto quasi un simbolo; il simbolo del sacrificio. In realt\u00e0 \u00e8 la perdita di una vita che poteva essere spesa in maniera migliore ma che l\u00ec si inchioda nella morte e nella sconfitta. Ci\u00f2 \u00e8 molto curioso, perch\u00e9 di tipici eroi cos\u00ec negativi nella storia non ce ne sono tantissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guevara rappresenta un caso estremo di totale negativit\u00e0. Lui muore nella maniera che sappiamo: ferito, con i suoi dispersi, in fuga o morti; \u00e8 catturato e messo in una scuoletta in attesa che venga l\u2019ordine di ammazzarlo o processarlo. Ma di fare un processo a Guevara nessuno aveva l\u2019interesse. Non l\u2019avevano gli americani, non l\u2019avevano i sovietici e neppure Fidel Castro, perch\u00e9 avrebbe messo in luce la mancanza da parte di Cuba di tentativi concreti di soccorso, l\u2019ostilit\u00e0 dei russi e l\u2019incertezza degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine, quasi non ci fosse stata altra soluzione accettabile, il &#8220;Che&#8221; viene ucciso in maniera brutale e quasi burocratica. A suo modo un dramma moderno. Ma a partire da quel momento cosa succede? Che questo personaggio sconfitto esce dalla sua dimensione concreta e si avvia verso una strada surreale che lo porta a diventare quella immaginetta che vediamo oggi sulle bandiere sventolate dai ragazzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sono appuntato una serie di avvenimenti che portano a questo esito curioso: da uomo a mito; ma un mito, direi, di carattere televisivo. Ci sono tre momenti, da quando Guevara appare sulla scena della politica internazionale, che sono molto ben caratterizzati. All\u2019inizio, subito dopo che \u00e8 diventato uno degli eroi positivi della vittoria della rivoluzione cubana, intorno a lui si scatena un interesse di carattere giornalistico, che nasce dalla decisione di un giornalista di fargli raccontare le sue esperienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il momento iniziale in cui diviene membro del nuovo governo e viene intervistato dai giornalisti che arrivano da tutto il mondo. Chi ha un\u2019et\u00e0 veneranda ricorder\u00e0 un numero de <em>L\u2019Espresso <\/em>del 1963 con un paginone dedicato all\u2019intervista di Gianni Corbi a Guevara con una fotografia in cui il &#8220;Che&#8221; a torso nudo su un divano fuma una specie di pipa; una immagine quasi holliwoodiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019articolo Gianni Corbi domanda: &#8220;Quali possono essere i vostri rapporti con gli Stati Uniti?&#8221;, e Guevara risponde: &#8220;Uccidere tutti gli americani al di sopra dei quindici anni&#8221;. E\u2019 una frase che lasci\u00f2 sconvolto Corbi e che ancora oggi risuona molto drammatica, se non fosse che qualcuno pi\u00f9 di recente l\u2019ha ripetuta in Medio Oriente. Questo \u00e8 il primo impatto del Guevara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quello stesso periodo si cominciarono a pubblicare i suoi discorsi e brani della sua esperienza. Soprattutto un giornalista americano, John Gerassi, scrive un libro intitolato <em>Vecchi scritti di Guevara<\/em>, che ha raccolto qua e l\u00e0 e che miete negli Stati Uniti un notevole successo. Poi per trent\u2019anni non se ne parla pi\u00f9. Soltanto allo scadere del trentennale della morte di Guevara, nel 1997, escono dei libri che cercano di capirne la figura storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo \u00e8 un volume molto coraggioso ma anche molto crudele di uno dei suoi luogotenenti, il cui nome di battaglia \u00e8 &#8220;Benigno&#8221;. Questi pubblica a Parigi un libro di ricordi che si apre con la frase: &#8220;Scrivo questo libro per denunciare il mio distacco definitivo dall\u2019ideologia castrista&#8221; ed \u00e8 un testo con rivelazioni spesso scottanti sulla realt\u00e0 umana di Guevara durante l\u2019epopea boliviana, in cui \u00e8 stato descritto come un comandante coraggioso che guida le sue truppe in modo da risparmiarle il pi\u00f9 possibile dal fuoco nemico e allo stesso tempo come comandante severo che non esita a fucilare un ragazzetto per una lieve disobbedienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche un uomo confuso, che non sa bene dove andare e che spesso sbaglia strada. Insomma un libro dissacrante ma anche condito da un affetto cameratesco, in cui un commilitone descrive l\u2019uomo in tutte le sue pieghe dopo aver condiviso una esperienza drammatica nella quale si poteva anche morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo libro apre la strada ad una serie di studi molto pi\u00f9 approfonditi che sono stati preparati per alcuni anni nelle grandi case editrici nordamericane. Gli editori, pensando allo scadere del trentesimo anno dalla morte, hanno ordinato ai loro autori, per lo pi\u00f9 giornalisti di grande qualit\u00e0, per la prima volta una biografia di Guevara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine escono solo due libri, uno di Handerson, giornalista americano molto bravo, e l\u2019altro di Casta\u00f1eda, un messicano pubblicato negli Stati Uniti. Allora c\u2019era il gusto di scrivere biografie di sei-settecento pagine in cui raccontare fin nei minimi particolari la vita, interpellare tutti i testimoni e leggere tutti i documenti; dunque estremamente puntigliose dal punto di vista storico. Mentre il libro di Handerson tutto sommato cerca di dare una immagine positiva di Guevara, Casta\u00f1eda d\u00e0 una immagine molto pi\u00f9 ombreggiata, sfaccettata e in qualche caso addirittura negativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I volumi hanno molto successo e diventano a loro modo &#8220;libri scandalo&#8221; poich\u00e9 rivelano particolari che non si sapevano ma alla fine chiudono il cerchio e la possibilit\u00e0 di raccontare di questo personaggio sfuggente. Nessuno dei due tra l\u2019altro riesce a caratterizzarlo in modo completo, perch\u00e9 Guevara \u00e8 un personaggio che nella sua complessit\u00e0 e negativit\u00e0 sfugge continuamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il \u201997 escono altri libri, soprattutto dopo il crollo del comunismo, pi\u00f9 apertamente critici.Vorrei citare soprattutto un capitolo del libro di Regis Debray, filosofo althusseriano francese che cerca di dare una sistemazione filosofica al guevarismo. Debray molti anni dopo il precedente <em>Rivoluzione nella rivoluzione,<\/em> all\u2019inizio del 2000, scrive un libro pi\u00f9 generale sulla propria esperienza politica e giornalistica in cui dedica un capitolo a raccontare come la sua idea su Guevara e il guevarismo era sbagliata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un\u2019autocritica molto feroce in cui Debray si mette in gioco fino in fondo, che io poi ho pubblicato in Italia per i tipi di una piccola casa editrice che allora dirigevo, la Vietti. Basta raccontare cosa successe dopo la pubblicazione di questo piccolo volume, che era un capitolo di un libro molto pi\u00f9 grande tutto dedicato al rapporto tra Guevara e Castro e all\u2019autocritica di Debray.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, il libro lo pubblicai a Milano e cercai di fargli pubblicit\u00e0 ma fu resa vana dal fatto che dopo la pubblicazione Debray si prese paura e non venne in Italia, dicendo che se lo avesse fatto probabilmente qualcuno lo avrebbe fato fuori. Era esagerato ma d\u00e0 l\u2019idea del conflitto interno di questo scrittore, peraltro molto fecondo e prolifico. Di quel capitolo, dentro un libro pi\u00f9 grande, poteva ancora assumersene la responsabilit\u00e0 ma tirato fuori dal contesto e pubblicato a s\u00e9 gli face paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da quel momento i libri su Guevara non hanno avuto successo, perch\u00e9 la gente non se ne occupa pi\u00f9. Non se ne occupa pi\u00f9 perch\u00e9 egli diventa un personaggio dell\u2019immaginario collettivo, che per\u00f2 evita di fare i conti con la storia e la verit\u00e0. Da allora in poi non emerge pi\u00f9 il vero Guevara, la sua storia e tutto quello che Handerson e Casta\u00f1eda avevano cercato di tirare fuori da una vicenda complessa, ma diventa invece un figurino in cima ad una bandiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quello che ho detto faccio capire che non ho una simpatia sfrenata per Guevara se non dal punto di vista del tragico destino di un uomo, ma in qualche modo sono arrivato a lui perch\u00e9 quella &#8220;immaginino&#8221; che si vede sulle bandiere \u00e8 una immaginino che io stesso ho scelto nel 1967. Prima ancora che Guevara morisse in quell\u2019anno &#8211; che ricordo come uno dei pi\u00f9 tragici della mia vita &#8211; andai per tre volte a Cuba insieme con l\u2019editore Giangiacomo Feltrinelli, che ancora non aveva deciso di darsi alla guerriglia lui stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Feltrinelli era tornato da un lungo viaggio negli Stati Uniti, in California, dove aveva conosciuto il movimento studentesco nord-americano scoprendo che una delle sue armi di propaganda erano dei grandi manifesti con le immagini dei rivoluzionari: Marx, Lenin, Stalin, Mao Tze Dong. Per questo andando a Cuba disse che avremmo potuto fare un manifesto su Guevara che era scomparso nel niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andammo cos\u00ec a casa di un fotografo che prima della rivoluzione era stato un fotografo di <em>Life, <\/em>molto famoso per esser stato capace di fornire a quella rivista le pi\u00f9 belle immagini di attrici e di modelle non solo cubane. Insomma un fotografo di moda; ma siccome dopo la rivoluzione un fotografo di moda di <em>Life <\/em>all\u2019Avana non poteva sopravvivere, si era acconciato di malavoglia a fare anche il fotografo di cronaca e siccome era molto amico di Castro e di altri personaggi della nomenklatura lo portavano da tutte le parti, anche perch\u00e9 era quello che gli procurava le ragazze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andammo dunque a casa di questo fotografo, che era diventato mio amico, e gli chiesi se tra le sue cose ci fosse anche una fotografia di Guevara, perch\u00e9 volevamo farne un manifesto. Lui si spavent\u00f2 e disse che avrebbe anche potuto rimetterci la testa e che occorreva un permesso di Fidel Castro. Io insistetti e cominciammo a vedere nei assetti, da cui uscirono fotografie &#8220;sovietiche&#8221;, con Guevara impomatato, con la divisa, la cravatta e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte cose che se messe su un manifesto che avrebbero dovuto potare in giro i ragazzi del movimento studentesco in Italia avrebbero fatto ridere. Ci voleva qualcosa di pi\u00f9 vivace e la scoprimmo in una foto di gruppo che mi pare fu scattata in occasione di una esplosione avvenuta a bordo di una nave carica di esplosivi proveniente dal Belgio e attraccata all\u2019Avana nel 1960, che fece una infinit\u00e0 di morti. Tra le autorit\u00e0 che accorsero c\u2019era anche un gruppo di personaggi della nomenklatura cubana, dietro ai quali &#8211; in un angolino della fotografia &#8211; c\u2019era anche Guevara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dissi a Corda, cos\u00ec si chiamava il fotografo, di ingrandire quel particolare e venne fuori l\u2019immagine che oggi tutti guardano. Fece ancora molta resistenza e ricordo che Feltrinelli gli lasci\u00f2 duecento dollari, perch\u00e9 il fotografo non potesse dire che l\u2019avevamo rubata. Anche la storia di questa immagine \u00e8 simbolica, perch\u00e9 ritrae un Guevara preso alla sprovvista, quasi fosse rubata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questa fotografia divenne una immagine per tutti i movimenti dal \u201968 in poi ma fu aspramente osteggiata dalle autorit\u00e0 cubane che non ne volevano sentir parlare. Per loro il Guevara vero era quello con la cravatta, i capelli con la brillantina e la divisa a posto; quello in mostra in cima ad uno dei palazzi della Piazza della Rivoluzione all\u2019Avana. Questa nostra invece per dieci o quindici anni non \u00e8 mai stata permessa a Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col crollo dei rapporti tra Castro e l\u2019Unione sovietica Fidel sente improvvisamente di dover tornare a Guevara come immagine di indipendenza e si mette in testa di costruire un mausoleo a Santa Clara, adoperando questa immagine per proporne un nuovo mito, quasi un culto religioso. Tanto pi\u00f9 \u00e8 svuotata di realt\u00e0 tanto pi\u00f9 questa immagine diventa oggetto di culto e ci sono discorsi di Castro, in quel momento cos\u00ec drammatico per lui e per il suo potere, abbandonato com\u2019\u00e8 da tutti, in cui viene fuori la parte pi\u00f9 antica e nascosta della sua mentalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho gi\u00e0 detto che il discorso con il quale si presenta in tribunale nel 1956 che lo condanner\u00e0 per l\u2019assalto alla caserma Moncada di Santiago si intitola <em>La storia mi assolver\u00e0<\/em>. Nell\u2019ultima parte della sua vita Castro torna al mito del sangue e della terra, che viene utilizzato come immagine della resistenza al di l\u00e0 del sacrificio della rivoluzione cubana; peraltro il sacrificio dei disgraziati che vivono a Cuba e non certo di Fidel Castro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><em>La trascrizione non \u00e8 stata rivista dal relatore che \u00e8 scomparso il 24 maggio 2004.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_____________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Leggi anche:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=860\">Che Guevara sconosciuto<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=2013\">Che Guevara Horror Picture Show<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMUNE DI PISA Circoscrizione 1 &#8211; Marina di Pisa &#8211; Tirrenia &#8211; Calambrone Venerd\u00ec 7 maggio 2004, ore 21,15 Cinema-Teatro Don Bosco Marina di Pisa Incontro con Valerio RIVA Giornalista e scrittore Organizzazione a cura del Centro cattolico di documentazione Col contributo della Cassa di Risparmio di Pisa Gruppo Bipielle<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/che-guevara-tra-mito-e-realt\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":27724,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32,72,18],"tags":[742,139,603],"class_list":["post-861","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-del-comunismo","category-cuba","category-personaggi","tag-che-guevara","tag-comunismo","tag-cuba-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Che Guevara. 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