{"id":82,"date":"2004-11-10T10:43:38","date_gmt":"2004-11-10T09:43:38","guid":{"rendered":""},"modified":"2024-01-05T19:31:38","modified_gmt":"2024-01-05T18:31:38","slug":"fondamentalismo-islamico-radicalismo-terrorismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fondamentalismo-islamico-radicalismo-terrorismo\/","title":{"rendered":"Fondamentalismo islamico, radicalismo, terrorismo"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-32712 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/Bin-Laden-1.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"177\" \/><\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Abstract: <\/strong><\/span><em style=\"color: #000000;\">Fondamentalismo islamico, radicalismo, terrorismo. La tragedia dell\u201911 settembre 2001 e le sue conseguenze hanno riportato all\u2019attenzione generale il problema della terminologia da usare quando si parla di islam, fondamentalismo e radicalismo. Il terrorismo di bin Laden \u00e8 \u00abislamico\u00bb? \u00c8 \u00abfondamentalista\u00bb? Oppure si tratta di un comune criminale che abusa del nome dell\u2019islam?\u00a0<\/em><\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">Elledici, Leumann (Torino) 2001, 136 pp., Euro 6,50 (Lire 12.586), ISBN 88-01-02374X<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Quarta di copertina e primo capitolo<\/em><\/span><\/div>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Osama bin Laden. Apocalisse sull&#8217;Occidente<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Massimo Introvigne<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/osama-bin-laden-apocalisse-sull-libro-massimo-introvigne\/e\/9788801023749\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-32710 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/Introvigne_cover.jpg\" alt=\"\" width=\"136\" height=\"215\" \/><\/a><\/p>\n<h4 align=\"center\"><strong>Indice<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<div align=\"center\">\n<h4 align=\"center\"><strong>1. Fondamentalismo islamico, radicalismo, terrorismo<\/strong><\/h4>\n<div align=\"center\">\n<div>Due nozioni di fondamentalismo islamico<br \/>\nLe due branche del fondamentalismo islamico<\/div>\n<div>Fondamentalismo, millenarismo, mahdismo<\/div>\n<div>Fondamentalismo, \u00abconservatorismo\u00bb, nazionalismo<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div align=\"center\"><\/div>\n<div align=\"center\"><strong>* * *<\/strong><\/div>\n<div align=\"center\"><strong>[<em>Dal primo capitolo<\/em>]<\/strong><\/div>\n<h4 align=\"center\"><strong>1. Fondamentalismo islamico, radicalismo, terrorismo<\/strong><\/h4>\n<h4 align=\"center\"><strong>Due nozioni di fondamentalismo islamico<\/strong><\/h4>\n<p align=\"justify\">La tragedia dell\u201911 settembre 2001 e le sue conseguenze hanno riportato all\u2019attenzione generale il problema della terminologia da usare quando si parla di islam, fondamentalismo e radicalismo. Il terrorismo di bin Laden \u00e8 \u00abislamico\u00bb? \u00c8 \u00abfondamentalista\u00bb? Oppure si tratta di un comune criminale che abusa del nome dell\u2019islam? Ancora, si legge spesso della volont\u00e0 di dirigenti occidentali \u2013 dal presidente degli Stati Uniti fino al sindaco di qualche comune italiano \u2013 di dialogare con l\u2019islam \u00abmoderato\u00bb, chiudendo invece le porte a quello \u00abfondamentalista\u00bb. Quando si tratta di precisare i confini fra i due, tuttavia, emergono spesso idee alquanto nebulose. Prima di qualunque esame del problema bin Laden, \u00e8 quindi necessaria \u2013 per quanto sia faticosa \u2013 un\u2019attenta disamina dei termini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Com\u2019\u00e8 noto, il termine \u00abfondamentalismo\u00bb non nasce in ambito islamico. Sorge in ambito protestante di lingua inglese, come difesa dei \u00abfondamentali\u00bb del protestantesimo minacciati da quello che era percepito \u2013 fra la fine del secolo XIX e gli inizi del XX \u2013 come cedimento di molte comunit\u00e0 protestanti storiche alla modernit\u00e0, sotto forma soprattutto di metodo storico-critico d\u2019interpretazione della Bibbia e di evoluzionismo scientifico. Questo movimento di reazione contro la modernit\u00e0 \u00e8 arrivato fino ai giorni nostri, anche se \u2013 nello stesso ambito protestante \u2013 non \u00e8 sempre facile stabilire confini esatti fra chi \u00e8 \u00abconservatore\u00bb (<em>evangelical<\/em>, in quanto contrapposto a <em>liberal<\/em>), e quel tipo pi\u00f9 \u00abduro\u00bb di conservatorismo che \u00e8 chiamato, pi\u00f9 propriamente, \u00abfondamentalismo\u00bb (1). Nel corso del secolo XX, estrapolando alcune caratteristiche dal fondamentalismo protestante, la categoria \u00e8 stata usata per identificare movimenti e correnti nell\u2019ambito dell\u2019ebraismo, dell\u2019induismo, del buddhismo e \u2013 appunto \u2013 dell\u2019islam. Molto pi\u00f9 rari (per quanto non inesistenti) sono i tentativi di costruire una categoria di \u00abfondamentalismo cattolico\u00bb; qui, il termine pi\u00f9 usato \u2013 di origine francese \u2013 \u00e8 \u00abintegrismo\u00bb, una parola che all\u2019origine designa i sostenitori pi\u00f9 convinti della lotta del Pontefice san Pio X (1903-1914) contro la corrente teologica detta \u00abmodernismo\u00bb. Peraltro, un certo numero di dizionari e di testi inglesi traducono semplicemente il francese <em>int\u00e9grisme<\/em> (e gli italiani \u00abintegrismo\u00bb e \u00abintegralismo\u00bb) con \u00abfondamentalismo\u00bb, e l\u2019espressione \u00abintegrismo islamico\u00bb appare un semplice sinonimo di \u00abfondamentalismo islamico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso del termine \u00abfondamentalismo\u00bb si \u00e8 ormai talmente dilatato da essere, spesso, scarsamente scientifico (2). Nell\u2019ultima parte del secolo XX non sono mancati, tuttavia, apprezzabili tentativi scientifici di definire le caratteristiche generali del fondamentalismo, culminati in un progetto dell\u2019American Academy of Arts and Sciences, il <em>Fundamentalism Project<\/em>, che ha prodotto cinque volumi pubblicati fra il 1991 e il 1995 (3). Tali caratteristiche generali sono riassunte dai ricercatori del <em>Fundamentalism Project<\/em> facendo riferimento sia all\u2019ideologia, sia all\u2019organizzazione. Dal punto di vista ideologico il fondamentalismo \u00e8 un movimento di reazione alla marginalizzazione della religione; \u00e8 selettivo, in quanto sceglie alcuni aspetti della tradizione che vuole difendere e identifica nell\u2019ambito della modernit\u00e0 alcuni bersagli da colpire (mentre altri aspetti della modernit\u00e0 sono accettati); tende a una sorta di \u00abmanicheismo morale\u00bb, dividendo il mondo in \u00abnoi\u00bb e \u00abloro\u00bb; adotta un principio di assolutismo e d\u2019infallibilit\u00e0, riferito alle sue Sacre Scritture; tende ad adottare una prospettiva millenarista. Dal punto di vista organizzativo, il fondamentalismo \u2013 o meglio i fondamentalismi, giacch\u00e9 ne esistono specie diverse \u2013 tendono a considerare i loro membri come un gruppo di \u00abeletti\u00bb in lotta contro il \u00abmondo\u00bb corrotto; stabiliscono frontiere nette fra chi fa parte del gruppo e chi ne \u00e8 fuori; si organizzano in modo piuttosto autoritario; ed emanano regole di comportamento che spesso coinvolgono i segni esteriori (come gli abiti) e hanno un grande valore simbolico (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimandando alla letteratura sui fondamentalismi in genere per i vari problemi che si pongono in relazione a questa categoria, possiamo chiederci subito se il modello del <em>Fundamentalism Project<\/em> sia adeguato a descrivere una tendenza all\u2019interno dell\u2019islam. Come nota lo storico svizzero Jean-Fran\u00e7ois Mayer, per alcune delle caratteristiche e da un certo punto di vista, il modello pi\u00f9 diffuso del fondamentalismo non descrive tanto una corrente all\u2019interno dell\u2019islam quanto l\u2019islam in genere: \u00abI musulmani, in questo senso, sarebbero dunque tutti &#8220;fondamentalisti&#8221;!\u00bb (5). Per esempio, la reazione contro la marginalizzazione della religione, l\u2019idea dell\u2019infallibilit\u00e0 delle Sacre Scritture, e cos\u00ec via sono caratteristiche su cui \u2013 certo con sfumature diverse \u2013 tutti i musulmani, in genere, concordano. La categoria di fondamentalismo islamico \u00e8 stata ampiamente costruita facendo entrare in gioco un altro elemento, cui il <em>Fundamentalism Project<\/em> non ha dato rilievo primario, pur non ignorandolo: la non distinzione (non solo la non separazione) fra religione e politica, e il desiderio di ristabilire \u00abl\u2019ordine ideale della Citt\u00e0 di Dio\u00bb (6) nella citt\u00e0 degli uomini, attraverso la rigorosa applicazione della legge islamica, la <em>shari\u2019a<\/em>. In questi termini generalissimi, peraltro, non \u00e8 ancora facilissimo identificare lo specifico del \u00abfondamentalismo\u00bb all\u2019interno dell\u2019islam, dal momento che \u00e8 impossibile rintracciare <em>tout court<\/em> la distinzione tipicamente occidentale fra religione e politica nella \u00ablegge sociale dell\u2019islam\u00bb, e i musulmani disposti a sottoscrivere la tesi secondo cui gli Stati debbono essere governati da leggi \u00ablaiche\u00bb prescindendo completamente dalla <em>shari\u2019a<\/em> rappresentano una minoranza, scarsamente rappresentativa (7). Si possono preferire a \u00abfondamentalismo\u00bb, quando si parla dell\u2019islam, termini diversi come \u00abislamismo\u00bb o \u00abradicalismo\u00bb (quest\u2019ultimo usato da alcuni autori, come vedremo, in un senso pi\u00f9 specifico, per indicare una corrente <em>all\u2019interno<\/em> del \u00abfondamentalismo\u00bb): ma il problema di fondo non cambia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra, in realt\u00e0, che la letteratura scientifica parli di \u00abfondamentalismo islamico\u00bb in due sensi diversi. Nel primo senso il \u00abfondamentalismo islamico\u00bb \u00e8 un tipo ideale (un \u00abidealtipo\u00bb nel senso del sociologo Max Weber, 1864-1920) di pensiero e di atteggiamento, secondo le categorie del <em>Fundamentalism Project<\/em> interpretate in senso rigoroso e radicale (diversamente, tutti o gran parte dei musulmani sarebbero, per le ragioni accennate, \u00abfondamentalisti\u00bb), con una particolare insistenza sulle caratteristiche sociologiche che rimandano a un attivismo militante. Inteso come idealtipo, il fondamentalismo islamico comprende una serie di correnti puritane e antimoderne che si sono manifestate \u2013 come nota Olivier Roy (8), spesso nella scia della pi\u00f9 rigorista delle scuole giuridiche (9), quella hanbalita fondata da Ibn Hanbal (780-855) \u2013 a partire dal XVIII secolo (il wahabismo), quindi nel XIX (il movimento deobandi), e infine altre nate solo nel XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A favore dell\u2019uso di questa prima nozione di fondamentalismo islamico sta il fatto che queste correnti oggi spesso collaborano fra loro. In un secondo senso, oggi spesso usato dagli studiosi, l\u2019espressione \u00abfondamentalismo islamico\u00bb designa invece un movimento, che ha uno specifico inizio e un percorso nella storia. Qualche cosa di simile \u00e8 avvenuto, nella storia delle religioni, per il termine \u00abgnosticismo\u00bb, il quale ha certamente una pluralit\u00e0 di significati teorici ma \u00e8 usato, in senso pi\u00f9 stretto, per identificare uno specifico movimento con una nascita, una fioritura e un declino fra il II e il IV secolo dopo Cristo. In questo senso, il fondamentalismo islamico nasce (con una preparazione che si pu\u00f2 fare risalire alle reazioni contro la campagna d\u2019Egitto [1798-99] di Napoleone I, 1769-1821) dopo la Prima guerra mondiale come reazione alla penetrazione di idee occidentali \u00abmoderne\u00bb nel mondo musulmano, cui oppone come antidoto il ritorno al Corano, una certa ostilit\u00e0 all\u2019Occidente, e l\u2019applicazione della <em>shari\u2019a<\/em> in opposizione a qualunque tentativo d\u2019instaurare nelle terre dell\u2019islam sistemi giuridici di tipo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le date rilevanti sono, da questo punto di vista, il 1928 in Egitto, data della fondazione dei Fratelli Musulmani da parte di Hassan al-Banna (1906-1949) e il 1941 nel subcontinente indiano, dove Maulana Sayyid Abul Al\u2019a Maududi (1903-1979) fonda la Jama\u2019at at-i Islami. Come teorico radicale, Maududi \u00e8 spesso accostato a Sayyid Qutb (1906-1966), esponente dei Fratelli Musulmani giustiziato in Egitto nel 1966. Si afferma spesso che l\u2019influenza politica del fondamentalismo islamico nasce con la Guerra dei Sei Giorni del 1967 e con l\u2019emergere della questione palestinese. Tuttavia, i Fratelli Musulmani avevano gi\u00e0 partecipato alla rivolta palestinese degli anni 1936-1939 e al conflitto arabo-israeliano del 1948, ponendo cos\u00ec la questione di Israele e della Palestina al centro delle loro preoccupazioni senza che il suo ruolo fosse, peraltro, unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, il fondamentalismo islamico \u2013 anche se lo s\u2019intende non come posizione ideale ma come movimento che ha un\u2019origine e una storia \u2013 non nasce in una sorta di vuoto. Fra i suoi antecedenti pi\u00f9 o meno immediati va citato almeno il movimento wahabita. Il movimento di Muhammad Ibn Abdul Wahab (1703-1792) costituisce un tentativo puritano settecentesco (10) di tornare all\u2019islam originario separandolo da tutte le \u00abinnovazioni riprovevoli\u00bb successive, strettamente associato alla formazione della monarchia saudita, di cui il wahabismo \u00e8 insieme elemento formativo (in forza del patto stipulato nel 1744 fra Wahab e la famiglia Saud) e ideologia ufficiale. Nella repressione anti-cecena sovietica, e negli Stati ex-sovietici dell\u2019Asia Centrale, \u00abwahabismo\u00bb \u00e8 spesso usato come sinonimo di \u00abfondamentalismo\u00bb; l\u2019uso fa riferimento al fondamentalismo islamico in senso lato o come idealtipo, mentre se s\u2019intende il fondamentalismo come un movimento storico il wahabismo \u00e8 un proto-fondamentalismo di tipo conservatore, perch\u00e9 i contatti fra l\u2019Arabia settecentesca e la modernit\u00e0 (contro cui il fondamentalismo <em>stricto sensu<\/em> \u00e8 una reazione) rimangono limitati, e oggi non tutti i wahabiti sostengono il movimento fondamentalista, di cui il wahabismo ufficiale non condivide lo stile populista e l\u2019avversione alle autorit\u00e0 islamiche costituite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive, ancora, Olivier Roy, \u00absul piano politico il wahabismo non \u00e8 rivoluzionario\u00bb e predica il rispetto delle autorit\u00e0 costituite: mentre l\u2019\u00abislamismo contemporaneo\u00bb \u00e8 un\u2019ideologia rivoluzionaria assai poco rispettosa delle autorit\u00e0 tradizionali, che \u00abpensa l\u2019Islam [\u2026] a partire da una percezione politica della societ\u00e0\u00bb assai pi\u00f9 moderna di quanto vorrebbe far credere dove \u00absi percepisce nettamente [\u2026] l\u2019influenza del marxismo\u00bb (11). Quanto a \u00absalafita\u00bb (da <em>salaf<\/em>, i \u00abpii antenati\u00bb cui si deve ritornare), il termine \u2013 oggi a sua volta talora presentato come sinonimo di \u00abfondamentalista\u00bb \u2013 \u00e8 usato con un numero tale di significati diversi da creare pi\u00f9 confusione che chiarezza. Pi\u00f9 che a \u00abfondamentalismo\u00bb, equivale in via analogica al termine \u00abmovimento di risveglio\u00bb in ambito protestante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I wahabiti si auto-definiscono \u00absalafiti\u00bb, ma si tratta \u2013 come ricorda Fran\u00e7ois Burgat \u2013 di <em>una<\/em> Salafiyya, non certo dell\u2019unica (12). Lo stesso termine indica nel secolo XIX il risveglio islamico che mira a risollevare l\u2019islam dallo stato di decadenza in cui era caduto. In realt\u00e0, da questo risveglio salafita guidato da figure come Djamal el-Din Afghani (1839-1897) e Muhammad Abduh (1849-1905) si alimentano nel secolo XX filoni diversi, in parte effettivamente fondamentalisti (che leggono la Salafiyya ottocentesca attraverso gli occhiali del suo esponente tardo Rashid Rida, 1865-1935, che ne rappresenta secondo Burgat \u00abla transizione verso le concezioni dei Fratelli Musulmani\u00bb (13)), in parte invece \u00abmodernisti\u00bb, giacch\u00e9 il programma di \u00abmodernizzare l\u2019Islam\u00bb e \u00abislamizzare la modernit\u00e0\u00bb (14) non manca di una certa ambiguit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong style=\"color: inherit; font-family: inherit; font-size: 18px; text-align: center;\">Le due branche del fondamentalismo islamico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una serie di scritti, citati spesso anche al di fuori del nostro paese, il sociologo italiano Renzo Guolo \u2013 che utilizza \u00abfondamentalismo\u00bb con riferimento pi\u00f9 spesso a un movimento storico che non a un idealtipo \u2013 ha esaminato l\u2019evoluzione del movimento storico chiamato fondamentalismo islamico (ma il sociologo di Padova preferisce parlare di \u00abislamismo\u00bb, considerando l\u2019espressione \u00abfondamentalismo\u00bb troppo legata al protestantesimo) come segnato, nel suo divenire nel corso del XX secolo, da una divisione in due branche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Divisione, precisa Guolo, e non \u00abrottura poich\u00e9 il fine, la reislamizzazione della societ\u00e0, \u00e8 comune\u00bb: ma divisione reale fra un\u2019ala \u00abradicale\u00bb e una \u00abneotradizionalista\u00bb (15). Se il fine ultimo, infatti, \u00e8 lo stesso \u2013 la costruzione di un soggetto musulmano unitario governato dalla legge islamica, la <em>shari\u2019a<\/em>, e da un <em>leader<\/em> unico, il califfo, nella prospettiva millenarista ultima, su cui torneremo, di una islamizzazione del mondo intero \u2013 diverse sono le strategie attraverso cui \u00e8 perseguito. Per l\u2019ala \u00abradicale\u00bb si tratta di una \u00abislamizzazione dall\u2019alto\u00bb, cio\u00e8 di acquisire subito la titolarit\u00e0 del potere politico: nella maggior parte dei paesi, tramite una rivoluzione o un colpo di Stato, considerando irrecuperabili alla causa le autorit\u00e0 costituite, mentre in altri non \u00e8 esclusa la partecipazione a elezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019ala che Guolo chiama \u00abneotradizionalista\u00bb si tratta invece di una \u00abislamizzazione dal basso\u00bb che \u2013 prima di affrontare qualunque ipotesi di conquista della titolarit\u00e0 del potere \u2013 ritiene necessaria una paziente opera di nuova diffusione della cultura islamica tramite una fitta rete di moschee e la penetrazione delle idee fondamentaliste cos\u00ec fra gli studenti e intellettuali come nel mondo del lavoro e delle professioni, secondo modelli che si sarebbe tentati di paragonare alla \u00abnuova evangelizzazione\u00bb richiesta ai cattolici da Giovanni Paolo II o ancora alla strategia dell\u2019egemonia di Antonio Gramsci (1891-1937). Come ci ricorda la pagina Internet dei Fratelli Musulmani, citata da Jean-Fran\u00e7ois Mayer, \u00abdirigere un governo deve essere la tappa che segue la preparazione della (maggior parte della) societ\u00e0 islamica ad accettare le leggi islamiche. Altrimenti dirigere una societ\u00e0 completamente corrotta mediante un rovesciamento militare del governo \u00e8 un grande rischio\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una serie di scritti, citati spesso anche al di fuori del nostro paese, il sociologo italiano Renzo Guolo \u2013 che utilizza \u00abfondamentalismo\u00bb con riferimento pi\u00f9 spesso a un movimento storico che non a un idealtipo \u2013 ha esaminato l\u2019evoluzione del movimento storico chiamato fondamentalismo islamico (ma il sociologo di Padova preferisce parlare di \u00abislamismo\u00bb, considerando l\u2019espressione \u00abfondamentalismo\u00bb troppo legata al protestantesimo) come segnato, nel suo divenire nel corso del XX secolo, da una divisione in due branche.Divisione, precisa Guolo, e non \u00abrottura poich\u00e9 il fine, la reislamizzazione della societ\u00e0, \u00e8 comune\u00bb: ma divisione reale fra un\u2019ala \u00abradicale\u00bb e una \u00abneotradizionalista\u00bb (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il fine ultimo, infatti, \u00e8 lo stesso \u2013 la costruzione di un soggetto musulmano unitario governato dalla legge islamica, la , e da un unico, il califfo, nella prospettiva millenarista ultima, su cui torneremo, di una islamizzazione del mondo intero \u2013 diverse sono le strategie attraverso cui \u00e8 perseguito. Per l\u2019ala \u00abradicale\u00bb si tratta di una \u00abislamizzazione dall\u2019alto\u00bb, cio\u00e8 di acquisire subito la titolarit\u00e0 del potere politico: nella maggior parte dei paesi, tramite una rivoluzione o un colpo di Stato, considerando irrecuperabili alla causa le autorit\u00e0 costituite, mentre in altri non \u00e8 esclusa la partecipazione a elezioni. Per l\u2019ala che Guolo chiama \u00abneotradizionalista\u00bb si tratta invece di una \u00abislamizzazione dal basso\u00bb che \u2013 prima di affrontare qualunque ipotesi di conquista della titolarit\u00e0 del potere \u2013 ritiene necessaria una paziente opera di nuova diffusione della cultura islamica tramite una fitta rete di moschee e la penetrazione delle idee fondamentaliste cos\u00ec fra gli studenti e intellettuali come nel mondo del lavoro e delle professioni, secondo modelli che si sarebbe tentati di paragonare alla \u00abnuova evangelizzazione\u00bb richiesta ai cattolici da Giovanni Paolo II o ancora alla strategia dell\u2019egemonia di Antonio Gramsci (1891-1937). Come ci ricorda la pagina Internet dei Fratelli Musulmani, citata da Jean-Fran\u00e7ois Mayer, \u00abdirigere un governo deve essere la tappa che segue la preparazione della (maggior parte della) societ\u00e0 islamica ad accettare le leggi islamiche. Altrimenti dirigere una societ\u00e0 completamente corrotta mediante un rovesciamento militare del governo \u00e8 un grande rischio\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente il fatto che il fine ultimo sia comune porta a non esagerare la profondit\u00e0 delle divisioni fra le due branche, che in diversi paesi possono allearsi per il raggiungimento di obiettivi comuni, cos\u00ec come gruppi \u00abneotradizionalisti\u00bb e \u00abconservatori\u00bb possono coesistere nell\u2019ambito di una stessa organizzazione. Per esempio, dopo la morte di Qutb, la maggioranza dei Fratelli Musulmani si schiera decisamente \u2013 secondo Guolo \u2013 sulle posizioni che egli chiama neotradizionaliste, e denuncia le posizioni pi\u00f9 estremiste soprattutto attraverso la pubblicazione di una serie di critiche ad aspetti del pensiero di Maududi (17). In questa chiave, sostiene Guolo, alcuni dirigenti dei Fratelli Musulmani stabiliscono alleanze con gruppi conservatori, prendono le distanze dal radicalismo e condannano (senza che in diversi casi ci siano ragioni per dubitare della loro sincerit\u00e0) il terrorismo. Ma il mondo dei Fratelli Musulmani (18) non \u00e8 privo di sfumature e contrasti al suo interno. Don Augusto Tino Negri ricorda che, anche in tempi recenti, militanti dei Fratelli Musulmani \u00absono gli autori di vari attentati terroristici<strong>\u00bb<\/strong> (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sudan, l\u2019influente leader dei Fratelli Musulmani Hassan al-Turabi, l\u2019architetto della rivoluzione islamica sudanese, ha accolto bin Laden nel paese nel 1992 e, in genere, \u00e8 certamente esponente della corrente radicale. Peraltro, all\u2019interno dei Fratelli Musulmani sudanesi, Turabi (arrestato nel 2001 con diversi seguaci, dopo essere stato a lungo l\u2019\u00abuomo forte\u00bb del regime) \u00e8 stato accusato di \u00abrevisionismo\u00bb da Sadukabd el-Mayid, il quale rappresenta un\u2019ala dei Fratelli che chiede un\u2019applicazione ancora pi\u00f9 stretta della <em>shari\u2019a<\/em> in Sudan (20). Tutto questo non fa venire meno l\u2019utilit\u00e0 della distinzione fra neotradizionalisti e radicali, ma mostra come la sua applicazione \u2013 cos\u00ec nei paesi islamici come nelle terre di emigrazione \u2013 non sia sempre, caso per caso, facile e immediata. A proposito dei Fratelli Musulmani, essi sono passati attraverso quelle che Bourgat chiama una \u00abdiversificazione interna\u00bb e una \u00abautonomizzazione dottrinale parziale\u00bb (21), cos\u00ec che oggi il loro movimento non pu\u00f2 che essere esaminato paese per paese. Se in Giordania, dove dal 1991 i Fratelli partecipano al governo, \u00abla loro rivendicazione &#8220;islamista&#8221; \u2013 come nota Edgard Weber \u2013 \u00e8 naturalmente moderata dal pragmatismo e dall\u2019elasticit\u00e0 che la responsabilit\u00e0 di governo e la partecipazione al potere esigono\u00bb (22), in altri paesi le cose non stanno affatto cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla corrente radicale, che sostiene l\u2019islamizzazione \u00abdall\u2019alto\u00bb, da un certo punto di vista si potrebbe ritenere che il suo trionfo sia stato rappresentato dal successo nel 1979 della rivoluzione islamica in Iran guidata dall\u2019<em>ayatollah<\/em> Ruhollah Khomeini (1901-1989). In realt\u00e0, tuttavia, la corrente radicale non considera unanimemente l\u2019Iran khomeinista un modello, sia per i suoi relativi insuccessi in politica interna ed estera, sia per il fatto che molti radicali, sunniti, sono tradizionalmente sospettosi nei confronti dell\u2019islam sciita, di cui la Repubblica Islamica dell\u2019Iran rappresenta oggi non solo un\u2019espressione, ma una guida internazionale. Peraltro, nel mondo del fondamentalismo islamico, le divergenze teologiche e ideologiche s\u2019incontrano spesso con problemi politici squisitamente nazionali e regionali, determinando rotture fra gruppi che sembrerebbero dottrinalmente affini e, nello stesso tempo, strane alleanze che pure potrebbero apparire concettualmente impossibili<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>Fondamentalismo, millenarismo, mahdismo<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si \u00e8 accennato, fra le caratteristiche generali dei fondamentalismi rilevate nel <em>Fundamentalism Project<\/em> vi \u00e8 una tendenza al millenarismo. \u00abMillenarismo\u00bb designava inizialmente, nel linguaggio teologico protestante \u2014 e anche cattolico, dove se ne parlava per condannarlo \u2014, la tesi secondo cui, dopo la sconfitta dell\u2019Anticristo vi saranno mille anni esatti di regno visibile di Ges\u00f9 Cristo sulla Terra, il Millennio, seguiti da una breve, ultima rivolta di Satana e infine dal giudizio finale. Originariamente, il \u00abmillenarismo\u00bb non era necessariamente collegato a previsioni precise sulla data d\u2019inizio del Millennio. Era pi\u00f9 un sapere su <em>come<\/em> sarebbe stato il Millennio che su <em>quando<\/em> sarebbe arrivato (23). Gi\u00e0 nel secolo XIX \u2013 e ancor pi\u00f9 nel XX \u2013 il termine diventa meno preciso, e si comincia a chiamare \u00abmillenarista\u00bb chi attende la fine del presente ordine di cose come imminente, che creda o no a un letterale Millennio, o comunque a un regno <em>cristiano<\/em> di felicit\u00e0 e di pace; infatti si parla di millenarismi anche al di fuori del cristianesimo, per esempio in ambito islamico, buddhista o esoterico. Ormai, nella disciplina universitaria dei <em>Millennial Studies<\/em> \u2014 riconosciuta nella sua autonomia dalla stessa American Academy of Religion \u2014 si prendono in considerazione, sotto il nome di gruppi \u00abmillenaristi\u00bb, tutti quei movimenti che affermano di sapere qualche cosa di preciso sulla fine del mondo, o di questo mondo, e che in genere la considerano imminente. Fra questi, non manca una corrente di rilievo anche all\u2019interno del mondo islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte dei fondamentalisti in genere la situazione del mondo religioso di riferimento, infiltrata dalla modernit\u00e0, \u00e8 considerata cos\u00ec corrotta da essere un segno degli imminenti tempi ultimi. Inoltre i fondamentalisti si rendono spesso conto di non avere, umanamente, speranze di completa vittoria. Si affidano allora a profezie di tipo apocalittico, per cui la vittoria \u2013 per quanto impossibile secondo previsioni meramente umane \u2013 diventa invece certa alla luce di profezie sui tempi ultimi, le quali assicurano un intervento miracoloso di Dio. Il mondo islamico tradizionale e conservatore \u00e8 sempre stato piuttosto riluttante ad applicare il <em>corpus<\/em> che le fonti offrono in tema di tempi ultimi ad avvenimenti politici presenti. In un certo senso, i dotti hanno sequestrato l\u2019apocalittica islamica \u2013 tutt\u2019altro che assente nelle fonti, dove per esempio si \u00abd\u00e0 un grande ruolo alla figura di Ges\u00f9\u00bb che \u00abnei Tempi Ultimi [\u2026] scender\u00e0 su Damasco, affronter\u00e0 e sconfigger\u00e0 l\u2019Anticristo\u00bb (24) \u2013 prevenendo (anche se non senza eccezioni) la fioritura a getto continuo di movimenti apocalittici e millenaristi che si \u00e8 verificata invece nel mondo cristiano (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coerentemente con il modello del <em>Fundamentalism Project<\/em>, il fondamentalismo islamico recupera il millenarismo \u2013 tenuto sotto chiave da generazioni di dotti \u2013 e ne fa una concreta guida per l\u2019azione. Non solo \u2013 nel mondo rigorosamente diviso in \u00abnoi\u00bb e \u00abloro\u00bb dei fondamentalisti \u2013 il nemico appare come satanico e collegato all\u2019Anticristo dei tempi ultimi (<em>Dajjal<\/em> nella tradizione islamica) ma la prospettiva \u2013 che umanamente apparirebbe disperata \u2013 \u00e8 quella della fine della divisione politica fra i tanti Stati del mondo islamico e della restaurazione del califfato, seguita dall\u2019islamizzazione del mondo intero. La nostalgia del califfato (cio\u00e9 di una guida politico-religiosa unitaria di tutto l\u2019islam, o almeno di tutto l\u2019islam sunnita) percorre trasversalmente tutto il mondo islamico, ma pochi la ritengono una prospettiva veramente praticabile nell\u2019attuale congiuntura politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: revert;\">Quello che non \u00e8 possibile alla politica umana \u2013 ribattono i fondamentalisti \u2013 \u00e8 per\u00f2 certamente possibile a Dio, e il sogno del califfato si confonde con le profezie messianiche (su cui torneremo nel terzo capitolo) sulla figura del Mahdi, il condottiero che sconfigger\u00e0 l\u2019Anticristo. In nome di questa utopia mahdista (che ha gi\u00e0 avuto rilevanti incarnazioni nell\u2019Ottocento, primo fra tutti il mahdismo di Muhammad Ahmad ibn \u2018Abd Allah, 1844-1885, protagonista in Sudan di una rivolta scoppiata nel 1881 contro l\u2019Egitto e gli inglesi) i fondamentalisti criticano la <\/span><em style=\"font-size: revert;\">realpolitik<\/em><span style=\"font-size: revert;\"> degli attuali governanti dei paesi islamici.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora nel terzo capitolo, vedremo come negli scritti di Osama bin Laden (e di molti altri) la prospettiva del millenarismo rivoluzionario diventa anche giustificazione del terrorismo. Non \u00e8 inopportuno tuttavia ricordare che sul terrorismo contro obiettivi civili (e non solo militari) non vi \u00e8 unanimit\u00e0 all\u2019interno della stessa corrente radicale. Per esempio, in Egitto \u2013 fra i gruppi radicali che s\u2019ispirano agli insegnamenti di Qutb \u2013 \u00e8 tuttora in corso un dibattito sulla liceit\u00e0 di uccidere turisti stranieri, per alcuni agenti di de-islamizzazione e di corruzione, per altri invece esenti \u2013 salvo casi individuali da verificare \u2013 da specifiche responsabilit\u00e0 (oltre che, naturalmente, risorsa fondamentale per la sussistenza di molti egiziani, il cui consenso gli stessi radicali vorrebbero conquistare o mantenere). Gli attentati terroristici di Osama bin Laden sono stati condannati dalla maggioranza degli esponenti neotradizionalisti pi\u00f9 noti; anche presso i fondamentalisti radicali, il consenso non \u00e8 unanime. Non tutti i fondamentalisti islamici sono terroristi, e non tutti i terroristi riconoscono la <em>leadership<\/em> di bin Laden; ma il carattere \u00aborizzontale\u00bb e non \u00abverticale\u00bb di molte organizzazioni e <em>network<\/em> islamici (come dell\u2019islam in genere, dove non esiste un\u2019autorit\u00e0 gerarchica ultima) rende sempre incerte le linee di confine che gli specialisti si sforzano di tracciare.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>Fondamentalismo, \u00abconservatorismo\u00bb, nazionalismo<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo non tutti i fondamentalisti sono terroristi, ma \u2013 come si sente spesso ripetere in questi giorni \u2013 non tutti i musulmani sono fondamentalisti. L\u2019affermazione \u00e8 sicuramente esatta, ma va precisata. Enunciata l\u2019affermazione generale, raramente si procede infatti a un inventario delle correnti islamiche <em>non<\/em> fondamentaliste, pure cos\u00ec necessario all\u2019Occidente per identificare possibili interlocutori (anche se non necessariamente i nemici dei fondamentalisti, all\u2019interno del mondo islamico, sono amici dell\u2019Occidente).<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, si pu\u00f2 affermare che quattro correnti vanno distinte dal fondamentalismo (<em>stricto sensu<\/em>), all\u2019interno del complesso mondo islamico contemporaneo: l\u2019islam conservatore, i nazionalismi islamici, alcune correnti sufi e infine il modernismo islamico. Naturalmente, anche queste correnti sono a loro volta tipi ideali, costruzioni orientate a risultati cognitivi che tentano di rappresentare e ridurre a unit\u00e0 una realt\u00e0 ben altrimenti complessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo islamico conservatore \u00e8 stato, e rimane, uno degli obiettivi critici della corrente fondamentalista (intesa come movimento storico, mentre l\u2019idealtipo del fondamentalismo ben potrebbe ricomprendere anche gran parte di questo mondo), anche se non mancano momenti di collaborazione, e se il fondamentalismo condivide con i conservatori un\u2019interpretazione rigorista dell\u2019islam e il desiderio di preservarlo da influenze occidentali corruttrici. Le differenze principali fra conservatori e fondamentalisti riguardano il ruolo del potere politico, la funzione degli \u2018<em>ulama<\/em>, e il millenarismo. Per i conservatori \u2013 eredi di una lunga tradizione all\u2019interno dell\u2019islam \u2013 si deve obbedienza al potere politico islamico, da chiunque detenuto, e la rivoluzione contro le autorit\u00e0 costituite \u00e8 lecita soltanto in casi estremi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I conservatori ritrovano nella tradizione testi secondo cui il disordine causato dalla rivoluzione e dalla guerra civile \u00e8 peggiore dei vantaggi che ipoteticamente se ne potrebbero trarre, e bisogna andare con i piedi di piombo prima di dichiarare un governante musulmano apostata o non pi\u00f9 islamico. Di fatto, questo atteggiamento si traduce in una certa acquiescenza di fronte al potere costituito, soprattutto quando pu\u00f2 vantare una lunga tradizione (come avviene oggi nei casi del Marocco, i cui regnanti affermano di discendere dalla famiglia stessa del Profeta, e dell\u2019Arabia Saudita). La custodia dell\u2019atteggiamento conservatore \u00e8 affidata agli \u2018<em>ulama<\/em>, i \u00abdotti\u00bb, che in questo senso agiscono come classici professionisti del sacro, affermandosi \u2013 pure in una religione senza clero come l\u2019islam \u2013 quali detentori di un sapere superiore a quello della massa dei fedeli. In molti paesi il sistema degli \u2018<em>ulama<\/em> \u00e8 controllato dallo Stato, il che rafforza la loro tendenza a porsi come guardiani e sostenitori dell\u2019ordine costituito.\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli \u2018<em>ulama<\/em>, e l\u2019accostamento conservatore in genere, custodiscono anche un\u2019interpretazione tendenzialmente atemporale e astorica dei testi apocalittici, e sono estremamente diffidenti nei confronti del millenarismo. Padre Christian W. Troll, S.J., attira l\u2019attenzione al proposito su una controversia \u2013 piuttosto nota nel mondo islamico del subcontinente indiano \u2013 in cui le opere del gi\u00e0 citato Maulana Sayyid Abul Al\u2019a Maududi, fondatore della Jama\u2019at at-i Islami, una delle due maggiori organizzazioni del fondamentalismo islamico (insieme ai Fratelli Musulmani) sono sottoposte a una serrata critica da parte di Maulana Wahiduddin Khan (1925-), esponente del mondo degli <em>\u2018ulama<\/em> conservatori che nel 1962 lascia la Jama\u2019at at-i Islami cui aveva in un primo tempo aderito. Preoccupato delle derive rivoluzionarie del fondamentalismo di Maududi, Wahiduddin sostiene che il comando di <em>Corano<\/em> 9, 33 che invita a \u00abfare prevalere la Religione della Verit\u00e0 su ogni altra religione\u00bb e altri brani simili \u00abesprimono un piano speciale della saggezza di Dio, limitato a questa situazione particolare [dei primi secoli dell\u2019islam], e non una missione permanente della comunit\u00e0 musulmana\u00bb (26), cos\u00ec che oggi i sogni di un\u2019islamizzazione del mondo guidata da un califfo o da un Mahdi esporrebbero i musulmani a conseguenze sovversive o disastrose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Troll, per inciso, dubita che la posizione di Wahiduddin a proposito di <em>Corano <\/em>9, 33 (che peraltro non \u00e8 tipica del mondo conservatore in genere) sia sostenibile nei termini di un\u2019esegesi coranica corretta: ma la sua critica a Maududi mostra le divergenze che possono nascere fra esponenti del mondo degli <em>\u2018ulama<\/em> e teorici del fondamentalismo. All\u2019interno del conservatorismo si possono poi distinguere: una corrente puritana (ispirata all\u2019ambiente \u00abtradizionalista\u00bb arabo del secolo XVIII, di cui fanno parte sia il gi\u00e0 citato Wahab, sia gli ispiratori arabi di Mohammed Qasim Naunutawi [1833-1877], di Rashid Ahmed Gangohi [1829-1905] e degli altri iniziatori negli anni 1860 della scuola deobandi, che prende il nome dalla sua sede centrale nella citt\u00e0 indiana di Deoband, nell\u2019Uttar Pradesh); una missionaria (la cui pi\u00f9 matura espressione \u00e8 la Jama\u2019at at-Tabligh, fondata in India negli anni 1925-27 da Muhammad Ilyas Kandhalawi, 1885-1944, non senza un\u2019influenza deobandi); e una moderata (di cui \u00e8 principale espressione la monarchia marocchina).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, a seconda delle scuole teologiche e delle scuole giuridiche, il conservatorismo pu\u00f2 essere pi\u00f9 (Arabia Saudita) o meno (Marocco) rigorista; ma \u2013 in ogni caso \u2013 non condivide, del fondamentalismo del secolo XX, il carattere populista, le derive millenaristiche e la pretesa (oggi in nome del sogno millenarista del califfato) di ergersi a giudice delle autorit\u00e0 politiche costituite, cui si vorrebbe sostituire l\u2019autorit\u00e0 carismatica di <em>leader<\/em> popolari e di una \u00abrivoluzione islamica\u00bb. Questo non significa, come si \u00e8 accennato, che conservatori e fondamentalisti non abbiano parecchie cose in comune e che non possano svilupparsi fra loro alleanze. Per esempio, soprattutto in funzione anti-iraniana dopo la rivoluzione di Khomeini, gli Stati tradizionalisti \u2013 secondo Guolo \u2013 \u00abhanno sviluppato fuori dai propri confini una politica di sostegno ai movimenti islamisti sunniti capace di garantire la propria stabilit\u00e0 interna proiettando all\u2019esterno l\u2019instabilit\u00e0\u00bb (27). Queste alleanze si sono riprodotte \u2013 non senza temporanee rotture e difficolt\u00e0 \u2013 anche in terra d\u2019immigrazione, attraverso la collaborazione fra associazioni che fanno capo ai Fratelli Musulmani e altre invece legate al governo dell\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">n Italia, questa collaborazione \u2013 e relative difficolt\u00e0 \u2013 si esprimono nel rapporto fra l\u2019UCOII (legata ai Fratelli Musulmani) e la Lega Musulmana Mondiale (in arabo Rabita), fondata alla Mecca nel 1962, una realt\u00e0 particolare, che merita un cenno a parte. Per Guolo si tratta di un tentativo dell\u2019Arabia Saudita di creare un movimento internazionale (<em>ad extra<\/em>, cercando di mantenere il fondamentalismo in senso stretto al di fuori dei confini sauditi), insieme capace di reclutare aderenti di tendenza fondamentalista (neotradizionalista) \u2013 cui si cerca di sovrapporre una dirigenza wahabita \u2013 e leale al governo (conservatore) di Riyadh (28). Si pu\u00f2 aggiungere che la Lega attua questa strategia attraverso un attento tentativo di riduzione del fondamentalismo al wahabismo. Nella visione della Lega, separando il fondamentalismo dai suoi caratteri populisti e millenaristi si denuncia la sua contaminazione con aspetti della modernit\u00e0 (tipica del resto, nonostante le apparenze, di tutti i fondamentalismi) e si evitano le derive radicali e terroristiche: ma un fondamentalismo separato dal populismo millenarista assomiglia veramente molto al wahabismo. In questa prospettiva si situano i tentativi di collaborazione fra la Lega Musulmana Mondiale di obbedienza saudita (che costituisce un ponte fra conservatorismo wahabita e fondamentalismo) e i Fratelli Musulmani (fondamentalisti neotradizionalisti) attuati in molti paesi diversi dall\u2019Arabia Saudita (da cui il governo di Riyadh vorrebbe invece tenere fuori i Fratelli), con alterne vicende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 violento di quello con i conservatori \u00e8 stato \u2013 storicamente \u2013 il conflitto fra fondamentalisti e nazionalisti. Per movimenti nazionalisti \u2013 peraltro diversi da una nazione all\u2019altra \u2013 s\u2019intendono quei movimenti che, non di rado ispirandosi anche a idee occidentali (in particolare socialiste), si sono proposti nel corso del secolo XX di costruire in terra islamica moderni Stati-nazione che, accantonato il sogno del califfato unitario, lottano con i paesi vicini per imporre la loro identit\u00e0 nazionale, per rivendicazioni territoriali, e spesso per imporre un\u2019egemonia regionale. La critica fondamentalista colpisce nel segno quando ricorda che il Corano non conosce nazioni ma solo l\u2019<em>umma<\/em>, la comunit\u00e0 universale dei credenti in Dio. Per questo i nazionalismi di area islamica \u2013 pur presentandosi spesso come \u00abislamo-nazionalismi\u00bb, e affermando che la rispettiva identit\u00e0 nazionale \u00e8 vera e valida solo in quanto si radica nell\u2019islam \u2013 devono sottoporre la vita politica a un certo processo di laicizzazione. Non infrequenti sono l\u2019adozione di sistemi legislativi che non coincidono con la <em>shari\u2019a<\/em>, la concessione di diritti (pi\u00f9 o meno parziali) ai non musulmani e anche l\u2019ascesa di cristiani a importanti cariche di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso, uno dei fondatori del partito <em>Ba\u2019th<\/em> (o del \u00abrinascimento arabo\u00bb), fondato nel 1940 a Damasco e che si situa fra l\u2019altro alle origini dei regimi di Hafez al-Assad (1930-2000) in Siria e di Saddam Hussein (1937-) in Iraq, \u00e8 il cristiano ortodosso \u2013 e socialista \u2013 Michel Aflaq (1910-1989), di cui si potrebbe peraltro considerare emblematica la morte da musulmano. Pi\u00f9 complesso \u00e8 l\u2019itinerario di Gamal Abdel Nasser (1918-1970), creatore di un nazionalismo egiziano ma anche \u2013 a suo tempo \u2013 affiliato ai Fratelli Musulmani, con i quali rompe dopo la presa del potere (e ai cui attentati sfuggir\u00e0 ripetutamente). Il nazionalismo islamico varia a seconda delle sue incarnazioni nazionali \u2013 dall\u2019Algeria all\u2019Indonesia, dall\u2019Egitto alla Tunisia \u2013 ma il conflitto sia con i fondamentalisti neotradizionalisti sia con quelli radicali \u00e8 stato spesso duro e sanguinoso (il che non impedisce a regimi nazionalisti, quando \u00e8 loro utile per ragioni di politica internazionale, di trasformarsi in \u00abStati canaglia\u00bb \u2013 secondo l\u2019espressione del governo americano \u2013 e patrocinare il terrorismo di gruppi fondamentalisti radicali). Come scrive \u2013 ancora \u2013 Renzo Guolo, \u00e8 vero che \u00abil nazionalismo, sia nella versione <em>Ba\u2019th<\/em> che in quella nasseriana o del FNL algerino, mescolando insieme l\u2019utopia dell\u2019arabismo e Islam, non riesce a portare sino a livelli d\u2019irreversibilit\u00e0 il processo di secolarizzazione e a trasformare il carattere pubblico dell\u2019Islam in carattere privato\u00bb, cos\u00ec che \u00abil mantenimento di un aspetto mistico della politica, dovuto al recupero dell\u2019Islam, impone alle avanguardie nazionaliste la sacralizzazione della politica stessa\u00bb. Ma non \u00e8 meno vero che \u00abquando l\u2019ideologia nazionalista, dopo la prima fase &#8220;nascente&#8221;, si stempera nell\u2019adozione di un programma politico modernizzante non riesce pi\u00f9 a esercitare la sua funzione di mobilitazione totale. La risposta dell\u2019Islam \u00e8 allora la politicizzazione radicale del sacro\u00bb (29), e lo scontro fra fondamentalisti e nazionalisti \u00e8 inevitabile, come mostra, in tutta la sua tragica evidenza l\u2019assassinio del successore di Nasser, Anwar as-Sadat (1918-1981), da parte di fondamentalisti radicali nel 1981.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 certamente questa la sede per un esame del sufismo (30), che rappresenta il cosiddetto \u00abislam delle confraternite\u00bb in quanto distinto dall\u2019\u00abislam degli Stati\u00bb (conservatore o nazionalista) e (in certi paesi) dal cosiddetto \u00abislam delle moschee\u00bb (inteso come rete di moschee autonome, dove pu\u00f2 diffondersi il fondamentalismo). Quando si parla del sufismo come della \u00abmistica\u00bb islamica, si deve subito precisare che si tratta di una mistica di massa e che le confraternite sufi contano milioni di aderenti. Esiste un \u00absufismo politico\u00bb? L\u2019interrogativo \u00e8 stato posto soprattutto quando le confraternite sufi sono diventate l\u2019anima della resistenza anti-sovietica nell\u2019Asia Centrale (31), per poi innervare \u2013 in competizione ovvero in concorso con residui del potere comunista precedente \u2013 la classe dirigente di molte repubbliche post-sovietiche nella stessa area. Il quesito \u00e8 estremamente complesso, perch\u00e9 il mondo delle confraternite sufi non \u00e8 \u2013 evidentemente \u2013 unitario, n\u00e9 \u00e8 caratterizzato da un unico atteggiamento nei confronti del rapporto fra islam, politica, modernit\u00e0 e cultura, cos\u00ec che non mancano membri di confraternite che hanno partecipato e partecipano al movimento fondamentalista (come pi\u00f9 sopra definito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro canto, non \u00e8 meno vero che il sufismo in genere privilegia l\u2019aspetto interiore dello sforzo (<em>jihad<\/em>: la parola \u00e8 maschile, e la comune versione italiana \u00abla <em>jihad<\/em>\u00bb non ha particolari giustificazioni) sulla via di Dio, e diffida di chi cerca il proprio auto-perfezionamento \u00aball\u2019esterno\u00bb, lungo le vie della lotta e della conquista politica. I teorici del fondamentalismo sono a lora volta, nei termini di Burgat, \u00abtradizionalmente ostili al sufismo\u00bb, sia perch\u00e9 lo considerano come un\u2019innovazione rispetto al messaggio coranico dei primi secoli (una critica che mutuano dal wahabismo), sia perch\u00e9 gli rimproverano quella che definiscono \u00abla sua apoliticit\u00e0\u00bb, una presunta \u00abpassivit\u00e0\u00bb di fronte alla prevaricazione delle autorit\u00e0 politiche e al colonialismo e neo-colonialismo occidentali (32). Questo non toglie che vi siano esponenti del fondamentalismo che rivendicano con orgoglio la loro appartenenza alle confraternite sufi, come il marocchino Abd as-Salam Yassin, il quale ci ricorda che il fondatore dei Fratelli Musulmani, Hassan al-Banna, \u00abera sufi\u00bb e che \u00abil Mahdismo del Sudan\u00bb ha alle sue origini \u00abmovimenti sufi\u00bb, il che dimostra che non tutto il sufismo \u00e8 \u00abun ripiegamento [\u2026] sul terreno spirituale senza pi\u00f9 occuparsi del mondo\u00bb (33) (secondo la critica pi\u00f9 comune dei fondamentalisti contemporanei alle confraternite).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, come i sovietici hanno imparato a loro spese, le confraternite sufi \u2013 quando sentono la loro comunit\u00e0 attaccata \u2013 non si rifugiano nella \u00abmistica\u00bb, ma si difendono con le armi. Peraltro \u2013 pur con particolarit\u00e0 diverse da paese a paese, e da confraternita a confraternita \u2013 il \u00absufismo politico\u00bb (posto che sia esatto chiamarlo cos\u00ec), in quanto radicato in una via \u00abinteriore\u00bb, diffida in molte sue espressioni dei sogni millenaristi e della mistica dell\u2019azione e della rivoluzione che sono tipiche dei fondamentalisti. Di fatto, in repubbliche ex-sovietiche dove la classe dirigente proviene in gran parte dalle confraternite sufi, l\u2019atteggiamento nei confronti del fondamentalismo e del radicalismo (per esempio, dei talebani in Afghanistan) \u00e8 piuttosto ostile, per quanto ragioni storiche e questioni di confine si coniughino qui con le motivazioni politico-religiose. In Africa il mondo d\u2019ispirazione sufi \u2013 tipico il caso dei muridi senegalesi \u2013 mantiene un atteggiamento di sospetto nei confronti del fondamentalismo (e di condanna del terrorismo), che appare coerente nel tempo e si riflette nei gruppi muridi dell\u2019emigrazione (34). In Occidente in genere capita spesso \u2013 senza che se ne possa fare una regola generale o assoluta \u2013 che gruppi d\u2019ispirazione sufi siano fra i meno anti-occidentali e i pi\u00f9 ostili al fondamentalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimarrebbe da parlare del modernismo islamico, categoria a sua volta tutt\u2019altro che facile da identificare. Per alcuni il modernismo islamico ha alle sue origini l\u2019ala del risveglio salafita del XIX secolo rappresentata dal pure gi\u00e0 citato Muhammad Abduh, la quale cercava d\u2019introdurre nell\u2019islam quelli che considerava i frutti migliori della modernit\u00e0 occidentale. Ma, dal momento che anche i fondamentalisti utilizzano selettivamente la modernit\u00e0 (pur condannandone i princ\u00ecpi e la filosofia), si \u00e8 gi\u00e0 visto come il movimento salafita del XIX secolo possa essere considerato un antenato sia del modernismo sia del fondamentalismo, e appaia come una corrente tipicamente riformista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel XX secolo sono stati chiamati \u00abmodernisti\u00bb quei pensatori e uomini politici islamici che hanno ritenuto di poter introdurre nell\u2019islam una distinzione fra religione e politica e una certa secolarizzazione dello Stato. In questo senso, \u00abmodernista\u00bb \u00e8 talora definito il sistema politico instaurato in Turchia da Kemal Ataturk (1880-1938). A prescindere dalle difficolt\u00e0 oggi incontrate dagli stessi eredi di Ataturk in Turchia, in molte altre aree geografiche sono certamente presenti intellettuali \u00abmodernisti\u00bb e \u00aboccidentalisti\u00bb. \u00c8 dubbio, peraltro, che essi possano essere considerati dall\u2019Occidente un interlocutore privilegiato. Infatti, se la loro disponibilit\u00e0 al dialogo \u00e8 certamente massima, la loro rappresentativit\u00e0 nei confronti della maggioranza dei musulmani sembra invece minima. Le \u00abprofezie\u00bb secondo cui l\u2019islam \u2013 di fronte all\u2019avvento delle tecnologie moderne, della televisione, di Internet \u2013 si sarebbe rapidamente \u00aboccidentalizzato\u00bb e \u00absecolarizzato\u00bb non hanno finora trovato conferma. Piuttosto, Internet \u00e8 stato ampiamente utilizzato dai fondamentalisti ed estremisti di ogni genere, al-Qa\u2019ida compresa (35). Non \u00e8 del tutto impossibile che nelle terre di emigrazione la maggioranza dei musulmani, che non frequenta le moschee e i centri islamici, sia esposta a una lenta influenza secolarizzatrice, e che lo stesso avvenga in paesi dove prevalgono classi dirigenti di tipo conservatore moderato o nazionalista. Sui tempi e sugli effetti mancano per\u00f2 dati statistici sicuri e studi convincenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Cfr. il mio <em>I Protestanti<\/em>, Elledici, Leumann (Torino) 1998, pp. 45-55.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Cfr. Jean-Fran\u00e7ois Mayer, <em>I fondamentalismi<\/em>, Elledici, Leumann (Torino) 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Cfr. Martin E. Marty &#8211; R. Scott Appleby (a cura di), <em>The Fundamentalism Project<\/em>, 5 voll., University of Chicago Press, Chicago-Londra 1991-1995. I cinque volumi hanno per titolo <em>Fundamentalisms Observed<\/em> (1991); <em>Fundamentalisms and Society. Reclaiming the Sciences, the Family, and Education<\/em> (1993); <em>Fundamentalisms and the State. Remaking Polities, Economies, and Militance <\/em>(1993); <em>Accounting for Fundamentalism. The Dynamic Character of Movements<\/em> (1994); <em>Fundamentalisms Comprehended<\/em> (1995).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> Cfr. Gabriel A. Almond &#8211; Emmanuel Sivan &#8211; R. S. Appleby, \u00abFundamentalism: Genus and Species\u00bb, in M. E. Marty &#8211; R. S. Appleby (a cura di), <em>Fundamentalisms Comprehended<\/em>, cit., pp. 399-424; cfr. J.-F. Mayer, <em>op. cit.<\/em>, pp. 51-56.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 29, dove si discutono tesi esposte nell\u2019opera di Abdel Salam Sidahmed &#8211; Anoushiravan Ehteshami (a cura di), <em>Islamic Fundamentalism<\/em>, Westview Press, Boulder (Colorado) 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> Cos\u00ec Renzo Guolo, <em>Il partito di Dio. L\u2019Islam radicale contro l\u2019Occidente<\/em>, Guerini e Associati, Milano 1994, p. 22.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7) <\/strong>Cfr. Giovanni Cantoni, <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/aspetti-in-ombra-della-legge-sociale-dellislam-di-giovanni-cantoni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Aspetti in ombra della legge sociale dell\u2019islam. Per una critica della <\/em>vulgata<\/a><\/span><em><a href=\"_wp_link_placeholder\"> \u00abislamicamente corretta<\/a>\u00bb<\/em>, Centro Studi \u00abA. Cammarata\u00bb, San Cataldo (Caltanissetta) 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Cfr. Olivier Roy, <em>G\u00e9n\u00e9alogie de l\u2019islamisme<\/em>, Hachette, Parigi 1995, pp. 29-30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Sulla nozione di \u00abscuole giuridiche\u00bb nell\u2019islam cfr. Silvia Scaranari Introvigne, <em>L\u2019Islam<\/em>, Elledici, Leumann (Torino) 1999, pp. 29-31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Per interessanti osservazioni dirette sui wahabiti delle origini da parte del console francese ad Aleppo fra il 1802 e il 1812, Louis Alexandre Olivier de Corancez (1770-1832) cfr., in una traduzione inglese moderna, il suo <em>The History of the Wahabis from Their Origins Until the End of 1809 <\/em>[1810], Garnet, Reading 1995.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> O. Roy, <em>op. cit.<\/em>, pp. 30-32.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Cfr. Fran\u00e7ois Burgat, <em>Il fondamentalismo islamico. Algeria, Tunisia, Marocco, Libia <\/em>[1988], trad. it., SEI, Torino 1995, p. 29.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 27.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> R. Guolo, <em>op. cit.<\/em>, p. 120.<strong>16)<\/strong> J.-F. Mayer, op. cit., p. 82.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> Cfr. R. Guolo, <em>op. cit.<\/em>, pp. 125-126.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> In Italia, i Fratelli Musulmani esercitano un\u2019influenza decisiva sulla pi\u00f9 rappresentativa organizzazione islamica italiana, l\u2019Unione delle Comunit\u00e0 ed Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> Augusto Tino Negri, <em>I cristiani e l\u2019isl\u00e0m in Italia. Conoscere, capire, accogliere i musulmani<\/em>, Elledici, Leumann (Torino) 2000, p. 29. R. Guolo (<em>Avanguardie della fede. L\u2019islamismo tra ideologia e politica<\/em>, Guerini e Associati, Milano 1999, p. 60) parla di una \u00abrinuncia all\u2019uso della violenza\u00bb da parte della dirigenza egiziana dei Fratelli; sulla complessit\u00e0 della situazione in Egitto cfr. per\u00f2 <em>I Fratelli Musulmani e il dibattito sull\u2019Islam politico<\/em>, a cura di Andrea Pacini, Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, Torino 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> Cfr. \u00abSudan: Catastroph is Imminent\u00bb, Fides New Service, aprile 1999. L\u2019Agenzia Fides \u00e8 un\u2019emanazione della Congregazione per l\u2019Evangelizzazione dei Popoli vaticana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> F. Bourgat, <em>op. cit.<\/em>, p. 40.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> Edgard Weber, <em>L\u2019Islam sunnite contemporain<\/em>, Brepols, Turnhout (Belgio) 2001, p. 176.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23)<\/strong> Cfr., per queste categorie, il mio <em>Millenarismo e nuove religioni alle soglie del Duemila. Mille e non pi\u00f9 mille<\/em>, Gribaudi, Milano 1995.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24)<\/strong> Cos\u00ec Hamza Roberto Piccardo, annotando <em>Corano <\/em>43, 61 ne <em>Il Corano<\/em>, cura e traduzione di H. R. Piccardo, revisione e controllo dottrinale dell\u2019Unione delle Comunit\u00e0 ed Organizzazioni Islamiche in Italia, Newton Compton, Roma 1996, p. 427, nota 27.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>25)<\/strong> Cfr. David Cook, <em>The Hour Shall Not Arrive Until&#8230; Studies in Classical Muslim Apocalyptic<\/em>, Darwin, Princeton (New Jersey) 2002 (in corso di stampa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>26)<\/strong> Christian W. Troll, S.J., \u00abLa Loi Divine et son \u00e9tablissement sur terre: d\u00e9bat d\u2019actualit\u00e9 en Asie du Sud\u00bb (trad. francese rivista di Idem, \u00abDivine Rule and its Establishment on Earth: a Contemporary South-Asian Debate\u00bb, in Idem &#8211; John J. Donohue, S.J., [a cura di], <em>Faith, Power, and Violence, Muslims and Christians in a Plural Society, Past and Present<\/em> [\u00abOrientalia Christiana Analecta\u00bb 258], Pontificio Istituto Orientale, Roma 1998, pp. 223-239), <em>Se Comprendre<\/em>, n. 01\/08, ottobre 2001, pp. 1-13 (p. 12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>27)<\/strong> R. Guolo, <em>Il partito di Dio. L\u2019Islam radicale contro l\u2019Occidente<\/em>, cit., p. 156.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>28)<\/strong> Cfr. <em>ibid.<\/em>, pp. 159-160<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>29)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, pp. 71-72.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>30)<\/strong> Per una scheda introduttiva cfr. Massimo Introvigne &#8211; PierLuigi Zoccatelli &#8211; Nelly Ippolito Macrina &#8211; Ver\u00f3nica Rold\u00e1n, <em>Enciclopedia delle religioni in Italia<\/em>, Elledici, Leumann (Torino) 2001, pp. 450-455.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>31)<\/strong> Cfr. Alexandre Benningsen &#8211; Enders Wimbush, <em>Mystics and Commissars. Sufism in the Soviet Union<\/em>, University of California Press, Berkeley (California) 1985; ediz. francese accresciuta: A. Benningsen &#8211; Cahantal Lemercier-Quelquejay, <em>Le soufi et le commissaire. <\/em><em>Les confr\u00e9ries musulmanes en URSS<\/em>, Seuil, Paris 1986 (trad. it.: <em>L&#8217;Islam parallelo. <\/em><em>Le confraternite musulmane in Unione Sovietica<\/em>, con prefazione di Enrico Fasana, Marietti, Genova 1990).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>32)<\/strong> F. Burgat, <em>op. cit.<\/em>, p. 12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>33)<\/strong> Abd as-Salam Yasin (<em>sic<\/em>), \u00abDal sufismo all\u2019islamismo\u00bb, in F. Bourgat, <em>op. cit.<\/em>, pp. 17-19 (p. 19). Al movimento marocchino di Yassin \u2013 che rappresenta l\u2019incontro fra un aspetto del sufismo e il fondamentalismo \u2013 dichiarano di ispirarsi gli animatori del nuovo Centro Culturale Islamico di Via Chivasso, nato nel 2001 a Torino, inducendo cos\u00ec a chiedersi in che senso esattamente si tratti, come affermano, di \u00abun\u2019ala moderata dell\u2019Islam\u00bb (Maria Teresa Martinengo, \u00ab&#8221;La gente venga a conoscerci&#8221;. Invito del responsabile del centro islamico\u00bb, <em>La Stampa<\/em>, 24 ottobre 2001). Anche la categoria di \u00abmoderatismo\u00bb islamico, cui molti affermano di richiamarsi soprattutto dopo l\u201911 settembre 2001, appare indicata <em>per relationem<\/em>, socialmente costruita e politicamente negoziata.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abstract: Fondamentalismo islamico, radicalismo, terrorismo. La tragedia dell\u201911 settembre 2001 e le sue conseguenze hanno riportato all\u2019attenzione generale il problema della terminologia da usare quando si parla di islam, fondamentalismo e radicalismo. Il terrorismo di bin Laden \u00e8 \u00abislamico\u00bb? \u00c8 \u00abfondamentalista\u00bb? 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