{"id":789,"date":"2005-06-30T00:00:00","date_gmt":"2005-06-29T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-01-29T12:56:24","modified_gmt":"2016-01-29T11:56:24","slug":"la-massoneria-nei-documenti-del-magistero-della-chiesa-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-massoneria-nei-documenti-del-magistero-della-chiesa-cattolica\/","title":{"rendered":"La massoneria nei documenti del Magistero della Chiesa cattolica"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">Saggio tratto da: CESNUR. CENTRO STUDI SULLE NUOVE RELIGIONI<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Massoneria e religioni<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/Massoneria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-30069\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/Massoneria.jpg\" alt=\"Massoneria\" width=\"158\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">a cura di Massimo Introvigne, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1994<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(pubblicato per gentile concessione dell&#8217;Editore)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Massoneria e religioni<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Giovanni Cantoni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel 1974 si spegneva a Firenze padre Florido Giantulli S.J., nato a Rieti nel 1906 (1), che mi \u00e8 stato guida nella vita della Chiesa e nella conoscenza della massoneria. Il padre paolino Rosario F. Esposito &#8211; dopo aver riconosciuto essere &#8220;la [sua] documentazione [&#8230;] sempre ricca e a volte rara&#8221; (2) &#8211; lo definisce epigono &#8220;[&#8230;] dell\u2019antimassoneria patologica classica&#8221; (3), &#8220;avverso a ogni tipo di apertura e a coloro che vi tendono&#8221; (4), e lo d\u00e0 come &#8220;deceduto [&#8230;] pochi giorni prima che la notizia della caduta della scomunica [sic] del 19-7-1974 divenisse di pubblica ragione&#8221; (5). A vent\u2019anni dalla scomparsa lo ricordo dedicandogli una sintetica ricognizione storico-dottrinale sulla massoneria nei documenti del Magistero della Chiesa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1993 \u00e8 caduto il decimo anniversario della pubblicazione dell\u2019ultimo documento ufficiale ed esplicito della Santa Sede sulla massoneria, appunto la <em>Dichiarazione sulla massoneria<\/em>, emessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede con la specifica approvazione del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II e con la data del 26 novembre 1983 (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trascorso decennale offre occasione opportuna e felice per rivisitare, sia pure brevemente, il Magistero ecclesiastico in argomento, in questo modo offrendo qualche risposta anche ai quesiti che la cronaca culturale e politica, quando non quella giudiziaria, con frequenza maggiore o minore, spinge a formulare in proposito e che di rado vengono adeguatamente soddisfatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. La fondazione della massoneria nel 1717 e la sua prima condanna nel 1738<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 28 aprile 1738 Papa Clemente XII pubblica la lettera apostolica <em>In eminenti apostolatus specula <\/em>, il primo documento pontificio di condanna delle associazioni massoniche (7), la cui data di nascita pare si possa fissare nel 1717, al dire, fra altri, del professor Giordano Gamberini, Gran Maestro del Grande Oriente d\u2019Italia dal 1961 al 1970: l\u2019ex alto dignitario massonico, protestante di denominazione valdese nonch\u00e9 a suo tempo vescovo della Chiesa Gnostica Italiana, pur riconoscendo che &#8220;varie strutture che ad essa [alla massoneria] fanno capo non mancano di ispirarsi a miti e a dottrine dell\u2019antichit\u00e0&#8221;, afferma che &#8220;la Massoneria quale oggi si intende non \u00e8 pi\u00f9 remota di tre secoli&#8221;, e ne definisce la ragion d\u2019essere, quindi l\u2019orizzonte, dicendo che &#8220;si \u00e8 organizzata per rispondere a quelle esigenze di universalit\u00e0 che il mondo occidentale si era visto mortificare con lo spegnimento dell\u2019idea imperiale e col frantumamento della religione cristiana&#8221;, &#8220;ossia, per offrire un\u2019etica universale in luogo di quella perdutasi poich\u00e9 era stata fondata su una fede universale di cui era venuta a mancare l\u2019unit\u00e0&#8221; (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, a seguito del frantumarsi dell\u2019ecumene cattolico costituito dalla civilt\u00e0 cristiana romano-germanica &#8211; consuetamente indicata come civilt\u00e0 medioevale o &#8220;Medioevo&#8221; -, il 24 giugno 1717, a Londra, con l\u2019intento di promuovere un &#8220;ecumenismo&#8221; surrogatorio e alternativo nasce la massoneria come corpo regolare, vale a dire come organizzazione delle logge, e nel 1723 riceve le sue Costituzioni dal pastore presbiteriano James Anderson (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 poco pi\u00f9 di vent\u2019anni dopo il prender corpo della fermentazione &#8220;filosofica&#8221; tardo-medioevale, umanistico-rinascimentale e proto-illuministica &#8211; ma non tutti i collegamenti talora pretesi dalla cultura di area massonica sono veri -, la Santa Sede, con una tempestivit\u00e0 straordinaria per rapporto ai tempi, ritiene di dover mettere in guardia contro tale organizzazione, e questa messa in guardia \u00e8 contenuta nella lettera apostolica <em>In eminenti apostolatus specula<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da questo documento di condanna e di diffida, il tema massonico ha costituito esplicita materia di circa seicento &#8211; sembra siano precisamente 586 (10) &#8211; interventi magisteriali da parte dei Romani Pontefici. Tali interventi sono stati sia diretti &#8211; cio\u00e8 si sono tradotti in costituzioni, in encicliche, in bolle, e cos\u00ec via -, sia indiretti, cio\u00e8 si sono realizzati attraverso istanze della Santa Sede e strumenti a diverso titolo impegnativi dell\u2019autorit\u00e0 dei Papi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli interventi pontifici si sono poi accompagnate innumerevoli espressioni di magistero episcopale &#8211; delle quali, a mia scienza, non esiste catalogo -, a firma di un solo presule o di un gruppo di vescovi. Inoltre, sul tema dei rapporti fra la Chiesa cattolica e la massoneria si \u00e8 venuta sviluppando una consistente letteratura, caratterizzata da una vistosa disomogeneit\u00e0 sia dal punto di vista delle intenzioni degli autori che della qualit\u00e0 degli esiti (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Gli interventi magisteriali sulla massoneria e la loro possibile periodizzazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia del deposito giuridico-dottrinale costituito dagli interventi del Magistero si pu\u00f2 periodizzare &#8211; dal suo inizio fino a oggi, cio\u00e8 dal 1738 al 1994 &#8211; in quattro fasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>a. Dal 1738 al 1903: dalla lettera apostolica In eminenti apostolatus specula<em>, pubblicata da Papa Clemente XII nel 1738, all\u2019enciclica <\/em>Humanum genus <em>di Papa Leone XIII, del 1884<\/em><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In eminenti apostolatus speculaHumanum genus. La prima fase &#8211; la pi\u00f9 ricca dal punto di vista del numero e dell\u2019ampiezza dei documenti &#8211; si apre con la ricordata lettera apostolica <em>In eminenti apostolatus specula<\/em>, di Papa Clemente XII, e si chiude con la fine del pontificato di Papa Leone XIII, cio\u00e8 con il 1903. Se le date indicate ne costituiscono i termini esatti dal punto di vista puramente cronologico, il periodo si pu\u00f2 considerare emblematicamente chiuso con l\u2019enciclica <em>Humanum genus<\/em>, pubblicata da Papa Leone XIII nell\u2019anno 1884 (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, bench\u00e9 non manchino assolutamente documenti relativi alla massoneria dal 1884 al 1903 &#8211; sono anzi numerosi, e particolarmente importanti per la storia della nazione italiana -, l\u2019enciclica <em>Humanum genus<\/em> si pu\u00f2 indicare &#8211; mutuando l\u2019espressione dal linguaggio del diritto positivo &#8211; come l\u2019enciclica-quadro sul tema massonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>b. Dal 1903 al 1962: il Codice di Diritto Canonico pubblicato da Papa Benedetto XV nel 1917<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda fase si stende cronologicamente dal 1903, cio\u00e8 dall\u2019inizio del pontificato di Papa san Pio X, all\u2019apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II nel 1962. I termini emblematici del periodo sono costituiti, da un lato, dalla promulgazione del Codice di Diritto Canonico nel 1917, da parte di Papa Benedetto XV, e, dall\u2019altro, dalla conferma della vigenza del canone 2335 di tale codice nell\u2019articolo 247 delle Costituzioni Sinodali promulgate nel 1960 dal Primo Sinodo Romano, voluto da Papa Giovanni XXIII e che avrebbe dovuto essere &#8211; ma non fu &#8211; la prova generale del Concilio Ecumenico Vaticano II (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo lasso di tempo, escludendo i due testi ricordati, i riferimenti magisteriali espliciti alla massoneria sono straordinariamente esigui &#8211; grosso modo uno per ogni Pontefice &#8211; e questa esiguit\u00e0 si pu\u00f2 facilmente attribuire al fatto che la sentenza di condanna e la conseguente diffida antimassonica erano state codificate nel citato canone 2335.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>c. Dal 1962 al 1981: il silenzio magisteriale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza fase va dal Concilio Ecumenico Vaticano II a una dichiarazione della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, del 1981, quindi &#8211; appunto &#8211; dal 1962 al 1981. Si tratta di un periodo caratterizzato dal silenzio magisteriale sulla massoneria indicata <em>nominatim<\/em>, se si eccettua una dichiarazione della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede contro false e capziose interpretazioni date a una lettera indirizzata nel 1974 dalla stessa Congregazione ad alcuni episcopati (14), un documento riservato poi divenuto di pubblico dominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>d. Dal 1981 a oggi: il Codice di Diritto Canonico del 1983 e la Dichiarazione sulla massoneria<em>, pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nello stesso anno<\/em><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiarazione sulla massoneria. Infine, la quarta fase inizia nel 1981 ed \u00e8 tuttora aperta. I suoi momenti rilevanti &#8211; e unici &#8211; sono a tutt\u2019oggi costituiti dalla pubblicazione del nuovo Codice di Diritto Canonico, nel 1983, nel quale non compare riferimento nominativo alla massoneria; da una dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede che, in coincidenza con la promulgazione di tale Codice e con approvazione specifica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, ribadisce la condanna e la diffida relativa all\u2019appartenenza, venendo cos\u00ec a costituire <em>interpretatio autentica <\/em>del canone 1374 (15); e dal documento ufficioso dello stesso dicastero vaticano che, nel 1985, offre motivazione della reiterazione della condanna e della diffida del 1983 &lt;&#8230;&#8230;ChiesaEncicliche e documentiS.Uffizio dichiarazione su massoneria.doc&gt; (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Magistero episcopale e manifestazioni culturali in tema di massoneria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019itinerario brevemente descritto merita di essere esaminato anche da un punto vista semplicemente formale. Dalla sentenza di condanna e di diffida del 1738 &#8211; contenuta nella lettera apostolica <em>In eminenti apostolatus specula<\/em> &#8211; si passa alla reiterazione di tale sentenza, con dispostivi pi\u00f9 o meno articolati, per giungere alla motivazione della sentenza stessa con l\u2019enciclica <em>Humanum genus &lt;&#8230;&#8230;ChiesaEncicliche e documentiEnciclicheLeone XIII &#8211; Humanum genus.doc&gt;<\/em>, quindi alla sua ricezione specifica nel Codice di Diritto Canonico del 1917 e generica in quello del 1983.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da documenti formalmente sintetici e rapidamente concludenti si perviene &#8211; con passaggi che si svolgono dalla prima met\u00e0 del Settecento alla prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento &#8211; a testi dottrinali ampiamente descrittivi e motivati. Questo <em>iter<\/em> &#8211; sia detto di passaggio &#8211; non ha interessato soltanto i testi magisteriali sul tema massonico, ma le forme espressive di tutto il Magistero pontificio. Comunque, a partire dalla prima codificazione canonica, gli interventi diventano esclusivamente interpretativi della legislazione vigente, una prassi all\u2019interno della quale si situa con ogni evidenza anche quella che ho chiamato &#8220;motivazione ufficiosa&#8221; del 1985.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di un analogo sforzo di periodizzazione dovrebbero essere oggetto, nella misura del possibile, sia le espressioni di magistero episcopale, sia le manifestazioni culturali &#8211; scritti e incontri -, relativi ai rapporti fra la Chiesa cattolica e la massoneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al magistero episcopale, voglio almeno ricordare, per la sua oggettiva rilevanza e per l\u2019evidente considerazione in cui \u00e8 stata tenuta dal Magistero pontificio, la <em>Dichiarazione circa l\u2019appartenenza di cattolici alla massoneria<\/em> (17), pubblicata nel 1980 dalla Conferenza Episcopale Tedesca dopo che, dal 1974 al 1980, si erano svolti colloqui fra una commissione di dialogo di tale conferenza episcopale, a ci\u00f2 incaricata dalla Santa Sede, e qualificati esponenti delle Grandi Logge Unite di Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento della Conferenza Episcopale Tedesca, che conclude per l\u2019incompatibilit\u00e0 fra la professione di fede cattolica e l\u2019appartenenza alla massoneria, \u00e8 stato illustrato, nella sua sostanza e nel suo rilevante contesto, in uno studio fondamentale di S. E. mons. Josef Stimpfle, vescovo di Augusta, che ha guidato la commissione incaricata del dialogo e di esso ha descritto le condizioni e commentato i risultati (18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa interventi di singoli vescovi, credo vadano segnalati, per la consistenza e per l\u2019importanza avuta all\u2019epoca della loro pubblicazione, oltre che per l\u2019eco e per l\u2019influenza esercitati sulla cultura dell\u2019area in cui si sono diffusi, nell\u2019Ottocento l\u2019<em>Instru\u00e7\u00e3o pastoral s\u00f4bre a Ma\u00e7onaria e os Jesu\u00edtas<\/em>, di mons. Vital Maria Gon\u00e7alves de Oliveira, vescovo francescano di Olinda, in Brasile (19); e nel Novecento l\u2019opera <em>El Misterio de la Masoneria<\/em>, del card. Jos\u00e9 Maria Caro Rodr\u00edguez, arcivescovo di Santiago del Cile e primate del paese iberoamericano (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto agli aspetti culturali e informativi, si pu\u00f2 fare stato, come episodi liminali dal punto di vista cronologico, dei colloqui che hanno avuto come protagonisti di parte cattolica il padre gesuita Hermann Gr\u00fcber nella Germania del 1928, e padre Federico Weber, pure gesuita, nell\u2019Italia del 1986.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Il contenuto del Magistero pontificio: denuncia e condanna dell\u2019organizzazione del naturalismo e del relativismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando dalla descrizione del Magistero, delle sua tappe e delle sue forme al suo contenuto, il riferimento principale &#8211; anche se non unico &#8211; \u00e8 all\u2019enciclica <em>Humanum genus<\/em>. I termini del documento non sono assolutamente riducibili alla denuncia &#8211; peraltro assolutamente fondata &#8211; dell\u2019attivit\u00e0 sovversiva svolta storicamente dalla massoneria contro la Chiesa e contro l\u2019Antico Regime e ogni sua sopravvivenza; n\u00e9 si ritiene sufficiente il richiamo alla pratica del segreto, ma la denuncia e la condanna si elevano costantemente al livello dei princ\u00ecpi, cos\u00ec che si possono riassumere nel modo seguente: nella massoneria la Chiesa condanna il veicolo del naturalismo, che \u00e8 il sistema del razionalismo &#8211; ma anche dello scetticismo &#8211; e che si traduce nella pratica del laicismo, dell\u2019indifferentismo e del relativismo; che nega il soprannaturale, la rivelazione e la grazia, quando non la stessa creazione, nonch\u00e9 la causa della necessit\u00e0 morale del soprannaturale, cio\u00e8 il peccato originale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono quindi radicalmente sanzionati, per esempio, la morale indipendente, o civile, o libera, il matrimonio civile, l\u2019ugualitarismo, il permissivismo, la radicale separazione fra Chiesa e Stato, il monopolio scolastico statale, e cos\u00ec via fino al divorzio, secondo un itinerario destinato a proseguire fino all\u2019aborto e all\u2019eutanasia (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto all\u2019attenzione dottrinale e giuridica della Chiesa, va notato come essa verta pressoch\u00e9 esclusivamente sul volto &#8220;razionalistico&#8221; o &#8220;freddo&#8221; della massoneria, con esclusione di quello &#8220;irrazionalistico&#8221; o &#8220;caldo&#8221;, dal momento che questo si condanna da solo: conferma recente di questa costante presunzione e del suo fondamento, almeno nel caso di specie, \u00e8 il fatto che, nel corso dei colloqui ricordati fra vescovi tedeschi e massoni pure tedeschi, questi ultimi rifiutarono di trattare dei gradi superiori ai primi tre &#8211; non fu fornita in proposito alcuna documentazione -, confessandone apertamente loro stessi l\u2019incompatibilit\u00e0 con la professione di fede cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, ritornando alla condanna, importa sottolineare che essa non ha tanto di mira una dottrina e i suoi corollari, tante volte e a diversi titoli denunciati e sanzionati anche senza riferimento alle associazioni massoniche, ma colpisce &#8211; per usare una felice formula di padre Denis Fahey, della Congregazione dello Spirito Santo &#8211; il naturalismo organizzato, <em>organized naturalism<\/em> (22), meglio, l\u2019organizzazione del naturalismo, in quanto non sanziona soprattutto una dottrina dichiarandola falsa, ma l\u2019ascrizione a un organismo che ammette la professione di tutte le possibili dottrine, vere e false, e che, quindi, si fa diffusore di una dottrina falsa, quella della non esistenza o almeno della non conoscibilit\u00e0 di una verit\u00e0 assoluta, n\u00e9 soprannaturale n\u00e9 naturale, e sulla base di questa dottrina falsa costruisce e propone una convivenza dannosa, perci\u00f2 opera esplicitamente oppure implicitamente contro la Chiesa, &#8220;colonna e fondamento della verit\u00e0&#8221; (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>a. Relativismo religioso<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la formulazione dell\u2019enciclica <em>Humanum genus<\/em>, &#8220;[&#8230;] Massonicum foedus [..] a sententiarum summa iudicandum&#8221;, &#8220;[&#8230;] la lega massonica deve essere giudicata [&#8230;] sulla base del complesso dei suoi princ\u00ecpi&#8221; (24). I termini della <em>summa sententiarum<\/em> del &#8220;Massonicum foedus&#8221; si ricavano agevolmente dal documento di Papa Leone XIII, di cui \u00e8 capitale il passo relativo all\u2019indifferentismo religioso: &#8220;[&#8230;] anche se la setta non impone agli affiliati di rinnegare espressamente la fede cattolica &#8211; scrive il Sommo Pontefice -, questo comportamento \u00e8 tanto lontano dall\u2019opporsi agli intenti massonici che anzi, piuttosto, li asseconda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, infatti, con questo sistema i massoni ingannano facilmente i semplici e gli incauti, e a un numero ancora maggiore di persone offrono allettamenti. In secondo luogo essi, aprendo le loro file a persone provenienti da qualunque confessione religiosa, ottengono perci\u00f2 stesso la propagazione del grande errore dei tempi attuali, che consiste nel relegare tra le cose indifferenti la preoccupazione per la religione e nella convinzione che non vi sia alcuna differenza tra le varie forme religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo criterio \u00e8 adottato con lo scopo di annientare tutte le religioni, e segnatamente quella cattolica, che, essendo tra tutte l\u2019unica vera, non pu\u00f2, se non con somma ingiustizia, essere posta su di un piano di parit\u00e0 rispetto alle altre&#8221; (25). Il tratto leoniano svolge quanto pi\u00f9 sinteticamente espresso da Papa Clemente XII &#8220;[&#8230;] meditando sui gravissimi danni che per lo pi\u00f9 tali Societ\u00e0 o Conventicole recano [&#8230;] anche alla salute spirituale delle anime&#8221; (26), in quanto costituite da &#8220;uomini di qualunque religione e setta, contenti di una certa affettata apparenza di naturale onest\u00e0&#8221; (27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>b. Relativismo filosofico e scetticismo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la condanna dell\u2019organizzazione del naturalismo ha di mira non soltanto quanto \u00e8 in diretta relazione con la fede come deposito di verit\u00e0 rivelate, ma anche con tutto l\u2019umano sapere e l\u2019umano agire corretti e integrati dalla fede, perci\u00f2 con la filosofia, con le scienze, con la politica e con l\u2019arte, sia nel loro momento teorico che in quello pratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, Papa Leone XIII prosegue immediatamente: &#8220;Ma i naturalisti si spingono pi\u00f9 oltre. Messisi audacemente, in questioni della massima rilevanza, per una via totalmente falsa, cadono a precipizio verso le estreme conseguenze sia per la debolezza della natura umana, sia per giusto giudizio di Dio, che punisce la superbia. Cos\u00ec avviene che le stesse verit\u00e0 che si conoscono per lume di ragione, quali sono certamente la esistenza di Dio, la spiritualit\u00e0 e la immortalit\u00e0 dell\u2019anima umana, non hanno pi\u00f9 per essi consistenza e certezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Orbene, la setta massonica, per un non diverso errore di rotta, va a urtare proprio contro questi scogli. Infatti, sebbene professino generalmente la esistenza di Dio, tuttavia essi stessi fanno fede del fatto che questa convinzione non \u00e8 impressa con fermo assenso e stabile giudizio nelle menti dei singoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E neppure dissimulano che tale questione intorno a Dio \u00e8 presso di loro la fonte e la causa principale di dissidio; anzi \u00e8 noto come anche di recente si ebbe tra loro, su questo punto, una non lieve contesa&#8221;. Ma &#8211; insiste il Sommo Pontefice &#8211; anche i massoni che ammettono l\u2019esistenza di Dio, spesso &#8220;[&#8230;] ne hanno un concetto erroneo, come sono i panteisti, il che altro non \u00e8 che il tenere una certa quale assurda idea della natura divina, eliminandone la verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, abbattuto o scalzato questo supremo fondamento, \u00e8 inevitabile che vacillino anche molte verit\u00e0 conosciute dalla ragione naturale, come il fatto che tutte le cose hanno avuto esistenza per libera volont\u00e0 di Dio creatore; che il mondo \u00e8 retto dalla Provvidenza; che l\u2019anima \u00e8 immortale; che a quella terrena seguir\u00e0 una seconda ed eterna vita&#8221; (28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>c. Relativismo morale, privato e pubblico<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 \u00e8 ancora tutto &#8211; insiste Papa Leone XIII &#8211; perch\u00e9, &#8220;persi questi che sono come i princ\u00ecpi dell\u2019ordine naturale, importantissimi per la conoscenza e per la pratica, appare facilmente quali saranno i costumi privati e quelli pubblici. &#8220;Non parliamo delle virt\u00f9 soprannaturali [&#8230;].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Parliamo dei doveri che derivano dalla morale naturale. Dio, creatore e provvido reggitore del mondo; la legge eterna che prescrive il rispetto e proibisce la violazione dell\u2019ordine naturale; il fine ultimo dell\u2019uomo, posto di gran lunga al di sopra delle cose umane e collocato molto al di l\u00e0 di questa transitoria sede mondana: queste sono le fonti, questi i princ\u00ecpi di tutta la giustizia e di tutta la moralit\u00e0. Se essi vengono soppressi [&#8230;], subito la precisa conoscenza del giusto e dell\u2019ingiusto non avr\u00e0 pi\u00f9 dove appoggiarsi n\u00e9 come sostenersi&#8221; (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, il Sommo Pontefice svolge con ampiezza il tema de &#8220;la pubblica e totale indifferenza nei confronti della religione e il non curarsi di Dio, come se non esistesse affatto, nella costituzione e nella amministrazione dello Stato, [&#8230;] atteggiamento temerario ignoto agli stessi gentili, nel cui animo e nel cui cuore era cos\u00ec profondamente impressa non solo la credenza negli dei, ma anche la necessit\u00e0 di un culto pubblico, che consideravano pi\u00f9 facile trovare una citt\u00e0 senza territorio che senza Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in realt\u00e0 la societ\u00e0 umana, per la quale siamo stati creati per natura, fu istituita da Dio, autore della natura: e da Dio, come principio e fonte, procede tutta la perenne abbondanza dei beni innumerevoli dei quali essa abbonda. Come dunque in quanto singoli siamo dalla voce stessa della natura ammoniti a onorare piamente e santamente Dio per il fatto che da Dio abbiamo ricevuto la vita e i beni che a essa si accompagnano, cos\u00ec per la stessa ragione devono fare i popoli e gli Stati. \u00c8 dunque evidente che quanti vogliono uno Stato svincolato da ogni dovere religioso, agiscono non solo ingiustamente, ma anche con ignoranza e in modo insensato&#8221; (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con ogni evidenza, l\u2019itinerario percorso nel documento di Papa Leone XIII non \u00e8 &#8220;logico&#8221;, nel qual caso si sarebbe passati dal relativismo filosofico e dallo scetticismo al relativismo morale, quindi a quello religioso, cio\u00e8 dai <em>preambula fidei<\/em> alla <em>fides<\/em>, ma lo si pu\u00f2 definire come &#8220;sociologico&#8221;, dunque inteso a descrivere le ricadute filosofiche e morali di un contesto, concettuale ed esistenziale, caratterizzato dal fondamentale indifferentismo religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, all\u2019intronizzazione del relativismo religioso, filosofico e morale, alla sua egemonia, &#8220;[&#8230;] non possono seguirne altro che una rivoluzione e una sovversione universale&#8221; (31), il cui senso &#8220;[&#8230;] altro non \u00e8 che sospingere il genere umano verso la pi\u00f9 abbietta e ignominiosa degradazione&#8221; (32), cio\u00e8 &#8220;[&#8230;] distruggere dalle fondamenta tutto l\u2019ordine religioso e sociale nato dalle istituzioni cristiane e creare un nuovo ordine a suo arbitrio&#8221; (33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con ogni evidenza &#8211; ancora -, la visione del mondo descritta si pu\u00f2 sinteticamente indicare, sia quanto al soprannaturale che quanto al naturale, come il trionfo del relativismo, il cui apice non sta tanto nella sua affermazione &#8211; dal momento che il relativismo affermato potrebbe parere contraddittoriamente l\u2019ultimo &#8220;dogma&#8221; -, ma nella sua pratica, e all\u2019interno del quale l\u2019ateismo \u00e8 una specie, talora virulenta, ma che ha il proprio limite propagandistico, cio\u00e8 pedagogico, nella sua perentoriet\u00e0, nella sua &#8220;dogmaticit\u00e0&#8221;, dal momento che proibisce la ricerca della verit\u00e0 piuttosto che insinuare la vanit\u00e0 di tale ricerca, in quanto ricerca dell\u2019inesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa la sua fenomenologia e dal punto di vista naturale, l\u2019itinerario leoniano &#8220;dall\u2019indifferentismo religioso agli universali abiezione e degrado nella prospettiva di un &#8220;nuovo ordine&#8221;&#8221; suggerisce il richiamo al filosofo della Provvidenza, a Giambattista Vico, e alla &#8220;barbarie della riflessione&#8221;: infatti, il pensatore della Contro-Riforma o Riforma cattolica afferma che, &#8220;[&#8230;] perdendosi la religione ne\u2019 popoli, nulla resta loro per vivere in societ\u00e0, n\u00e9 scudo per difendersi, n\u00e9 mezzo per consigliarsi, n\u00e9 pianta dov\u2019essi reggano, n\u00e9 forma per la qual essi sien affatto nel mondo&#8221;, dal momento che, in una citt\u00e0 indifferente a Dio &#8211; quindi, finalmente, &#8220;senza Dio&#8221; &#8211; si corrompono &#8220;[&#8230;] ancor le filosofie (le quali cadendo nello scetticismo, si diedero gli stolti dotti a calonniare la verit\u00e0), e nascendo quindi una falsa eloquenza, apparecchiata egualmente a sostener nelle cause entrambe le parti opposte&#8221;; quindi, &#8220;[&#8230;] non potendovi appena due convenire, seguendo ognun de\u2019 due il proprio piacere o capriccio, vadano a fare selve delle citt\u00e0, e delle selve covili d\u2019uomini; e, \u2019n cotal guisa, dentro lunghi secoli di barbarie vadano ad irruginire le malnate sottigliezze degl\u2019ingegni maliziosi, che li avevano rese fiere pi\u00f9 immani con la barbarie della riflessione che non era stata la prima barbarie del senso&#8221; (34): dunque, l\u2019indifferentismo religioso alimenta la sofistica e produce una condizione sociale d\u2019incomunicabilit\u00e0, fonte di abiezione e di degrado, qualunque sia l\u2019utopia che surroga la metafisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa l\u2019esito e dal punto di vista soprannaturale, lo stesso itinerario leoniano rimanda al teologo della Provvidenza, a sant\u2019Agostino, che, a proposito di Babilonia, scrive: &#8220;Nella citt\u00e0 adoratrice dei demoni, [&#8230;] sebbene si dicessero alcune verit\u00e0, si dicevano pure, con tutta libert\u00e0, cose false, onde, non senza ragione, tale citt\u00e0 si merit\u00f2 il nome simbolico di Babilonia. Babilonia, infatti, significa &#8220;confusione&#8221; [&#8230;]. Al demonio, suo re, non importa che bisticcino tra loro, per errori diversi, coloro che egli possiede ugualmente a causa delle loro varie e molte empiet\u00e0&#8221; (35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. La formulazione giuridica del giudizio, la sua comprensione e lo sviluppo della sua &#8220;motivazione&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si pu\u00f2 chiedere se la condanna e la diffida magisteriali nei confronti della massoneria in quanto veicolo di relativismo siano state adeguatamente tradotte dalla loro formulazione pi\u00f9 estesa, l\u2019enciclica <em>Humanum genus<\/em>, nei termini del Codice di Diritto Canonico del 1917, quindi di quello del 1983: si tratta di quesiti che non intendono certo essere polemici n\u00e9 nei confronti degli estensori dei due dispositivi n\u00e9 &#8211; tanto meno &#8211; dell\u2019autorit\u00e0 che li ha promulgati, ma che sono particolarmente utili per evidenziare la difficolt\u00e0 di descrivere adeguatamente la natura del fenomeno massonico, quindi per tentare di raggiungere questo risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a.<\/strong> Dunque, secondo la prima codificazione, a tenore del canone 2335, vengono scomunicati <em>ipso facto<\/em> &#8220;coloro i quali danno il proprio nome alla setta massonica o ad altre associazioni dello stesso genere, che complottano contro la Chiesa e contro i legittimi poteri civili&#8221;. Secondo la codificazione vigente, il canone 1374 prevede sia punito &#8220;chi d\u00e0 il nome ad una associazione, che complotta contro la Chiesa&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, nel caso del canone 2335 i termini intendono rimandare alla massoneria che cos\u00ec si qualifica, cio\u00e8 a una realt\u00e0 di cui si ritiene inequivoca l\u2019identificazione in quanto si presenta come tale, quindi ad &#8220;associazioni dello stesso genere&#8221;, e il canone stesso \u00e8 costruito con riferimento implicito \u00e8 ai due primi &#8220;doveri&#8221;, ai due primi &#8220;charge&#8221; massonici. A norma del primo &#8211; <em>Su Dio e la Religion<\/em>e -, &#8220;il Massone \u00e8 obbligato, dalla sua condizione, ad obbedire alla legge morale; e se egli ben comprende l\u2019Arte, non sar\u00e0 mai uno stupido <em>ateo <\/em>n\u00e9 un <em>libertino <\/em>irreligioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quantunque nei tempi antichi i Massoni avessero l\u2019obbligo in ogni paese di praticare la religione di questo paese o nazione, qualunque fosse, ora si ritiene pi\u00f9 opportuno d\u2019imporre loro soltanto la religione sulla quale tutti gli uomini sono d\u2019accordo, lasciando a ciascuno le proprie opinioni, cio\u00e8 d\u2019essere uomini dabbene e sinceri ovvero uomini onorati e onesti, quali che siano le denominazioni o le credenze religiose che li differenziano, quindi la Massoneria diviene il Centro d\u2019Unione e il tramite per stringere una leale amicizia fra persone che avrebbero potuto restare sempre separate&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tenore del secondo &#8220;dovere&#8221; &#8211; <em>Della Magistratura civile suprema e subordinata<\/em> -, &#8220;il Massone \u00e8 un pacifico suddito dei poteri civili, ovunque risieda o lavori, e non deve mai immischiarsi in complotti e cospirazioni contro la pace e il benessere della nazione, n\u00e9 mancare ai suoi doveri verso i magistrati inferiori; poich\u00e9 la Massoneria ha sempre sofferto dalla guerra, dall\u2019effusione del sangue e dal disordine, ne \u00e8 derivato che gli antichi re e principi sono stati molto disposti a incoraggiare gli artigiani a causa della loro pacificit\u00e0 e della loro lealt\u00e0, grazie alle quali rispondevano praticamente alle insinuazioni dei loro avversari e contribuivano all\u2019onore della Fraternit\u00e0, sempre fiorente in tempi di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, se un fratello diventa ribelle allo Stato, non deve essere sostenuto nella sua ribellione, qualunque sia la piet\u00e0 che possa ispirare in quanto uomo sfortunato e se non \u00e8 dichiarato colpevole di qualche altro delitto, anche se la leale Fraternit\u00e0 deve e ha il dovere di sconfessare la sua ribellione, e di non dare nessuna ombra n\u00e9 motivo di sfiducia politica al Governo esistente, non si pu\u00f2 espellerlo dalla Loggia, e la sua relazione con essa rimane indefettibile&#8221; (36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b. <\/strong>Credo che il percorso concettuale che ha portato alla formulazione del canone 2335 possa essere ricostruito nei seguenti termini: &#8220;Esiste un\u2019associazione &#8211; meglio, una lega di associazioni &#8211; che pratica l\u2019indifferentismo religioso, la massoneria o lega massonica; tale indifferentismo religioso erode surrettiziamente le basi della fede e, nell\u2019ipotesi, produce e alimenta il relativismo filosofico, quindi morale, cos\u00ec danneggiando radicalmente non solo la vita individuale, ma anche quella sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, si vieta l\u2019ascrizione del cattolico a tale associazione, avendo presente sia il bene soprannaturale che quello naturale, indicato sinteticamente come socio-politico e descritto attraverso il richiamo all\u2019autorit\u00e0 e alla salute pubblica. Uguale atteggiamento di diffidenza \u00e8 da tenersi nei confronti di qualunque altra associazione pratichi lo stesso errore, cio\u00e8 l\u2019indifferentismo religioso, da cui gli altri derivano&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo percorso nasce il canone 2335, secondo cui &#8220;nomen dantes sectae massonicae aliisve eiusdem generis associationibus quae contra Ecclesiam vel legitimas civiles potestates machinantur, contrahunt ipso facto excommunicationem&#8221;, cio\u00e8 vengono <em>ipso facto<\/em> scomunicati quanti &#8220;si iscrivono alla setta massonica e alle altre associazioni dello stesso genere, che complottano contro la Chiesa e i legittimi poteri civili&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiarissima analisi dottrinale dell\u2019enciclica di Papa Leone XIII &#8220;precipita&#8221; &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; nell\u2019evocazione del nome &#8220;setta massonica&#8221;, cui vengono affiancate &#8220;associazioni dello stesso genere&#8221;, e di queste realt\u00e0 si dice &#8220;che complottano contro la Chiesa e i legittimi poteri civili&#8221;; ma dai termini del canone non emerge assolutamente n\u00e9 la molteplicit\u00e0 delle associazioni massoniche vero nomine, il &#8220;Massonicum foedus&#8221;, &#8220;la lega massonica&#8221;, n\u00e9 &#8211; soprattutto &#8211; la ragione del &#8220;complottare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, quanto al primo punto, cio\u00e8 alla realt\u00e0 presa in considerazione, il &#8220;sectae massonicae&#8221; dell\u2019originale latino viene correntemente tradotto come &#8220;alla setta massonica&#8221; piuttosto che &#8220;a una setta massonica&#8221;, in indubbia coerenza con le espressioni del documento di Papa Leone XIII, che parla costantemente di &#8220;secta Massonum&#8221; o &#8220;secta Massonica&#8221;, qualche volta di &#8220;societas Massonum&#8221; o &#8220;societas Massonica&#8221;, due volte soltanto di &#8220;Massonicum foedus&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma forse &#8211; cos\u00ec facendo &#8211; non ci si \u00e8 chiesto se nell\u2019enciclica <em>Humanum genus<\/em> la riduzione a un\u2019unica setta sia da attribuire indirettamente allo sforzo interpretativo unificante oppure direttamente all\u2019apprezzamento di una realt\u00e0 storica e giuridica unica; certo, in questo modo, si perde immediatamente la variet\u00e0 di riferimenti sociologici presente nella lettera apostolica di Papa Clemente XII, in cui si tratta di &#8220;nonnullas societates, coetus, conventus, collectiones, aggregationes seu conventicula vulgo de &#8220;liberi Muratori&#8221; seu &#8220;Francs Massons&#8221;, aut alia quavis nomenclatura pro idiomatum varietate nuncupata&#8221; (37), e conservata nel &#8220;Massonicum foedus&#8221; dell\u2019enciclica leoniana, secondo la quale appunto &#8220;varie sono le sette che, sebbene diverse di nome, di rito, di forma e di origine, tuttavia, per una certa comunanza di intenti e affinit\u00e0 di princ\u00ecpi fondamentali, concordano in sostanza con la setta massonica, che funge da centro dal quale muovono e al quale fanno capo tutte quante&#8221; (38), e che intende fare riferimento alla &#8220;setta massonica considerata in s\u00e9 stessa e in quanto abbraccia altre associazioni affini e con essa collegate&#8221; (39).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre &#8211; sempre cos\u00ec facendo -, si \u00e8 in un certo senso indebolita l\u2019indispensabile forte attenzione nei confronti di un unico errore in molteplici vesti, nonostante il permanere nel dispositivo di &#8220;associazioni dello stesso genere&#8221;, che per\u00f2 sono state schiacciate nella ricezione psico-sociale &#8211; ma non solo in questa &#8211; dalla corposa e monolitica &#8220;setta massonica&#8221;, non pi\u00f9 la &#8220;rete&#8221; o <em>network<\/em> dei documenti clementino e leoniano: a prova di quanto affermo, adduco il testo dell\u2019articolo 247 delle Costituzioni Sinodali del Primo Sinodo Romano, che parla della &#8220;secta massonica&#8221;, tradotta ufficialmente in lingua italiana con &#8220;la Massoneria&#8221;, non solo con l\u2019articolo determinativo, ma anche con la maiuscola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al secondo punto, cio\u00e8 all\u2019opera svolta dalla realt\u00e0 presa in considerazione, non esplicitare concettualmente il significato del &#8220;machinari&#8221; del testo ufficiale latino, ma affiancarlo semplicemente alla &#8220;setta massonica&#8221;, quindi tradurre lo stesso &#8220;machinari&#8221; con &#8220;complottare&#8221; ha significato oggettivamente esporre la ragione del &#8220;machinari&#8221; implicitamente, cio\u00e8 attraverso l\u2019esemplificazione storica, cio\u00e8 &#8211; ancora &#8211; attraverso il richiamo a &#8220;la massoneria&#8221;, dunque affidarne l\u2019esegesi alla verifica fattuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo procedere non \u00e8 stato privo di conseguenze, come i fatti si sono incaricati di confermare. Per esempio, fra le conseguenze di questo procedere si possono certamente rubricare &#8220;interpretazioni errate e tendenziose&#8221; date a una lettera della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, firmata dal card. Franjo Seper, al card. John Krol, arcivescovo di Filadelfia, negli Stati Uniti d\u2019America, del 19 luglio 1974, secondo cui &#8220;[&#8230;] si pu\u00f2 sicuramente insegnare che il [&#8230;] canone 2335 tocchi soltanto quei cattolici iscritti ad associazioni che veramente cospirino contro la Chiesa&#8221;, mentre &#8220;resta tuttavia proibito in ogni caso ai chierici, ai religiosi e anche ai membri di Istituti secolari di iscriversi a qualsiasi tipo di associazioni massoniche&#8221;; e proprio &#8220;interpretazioni errate e tendenziose&#8221; di questo documento, una volta di pubblico dominio, resero necessario un intervento ugualmente pubblico della stessa Congregazione, del 17 febbraio 1981, nel quale si ribadiva la vigenza dell\u2019&#8221;attuale disciplina canonica&#8221; (40).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, poich\u00e9 il rimando era fattuale, passare da &#8220;la massoneria&#8221; alle &#8220;associazioni massoniche&#8221; poteva essere interpretato come un abbandono della denuncia e della condanna della <em>sententiarum summa<\/em>, del principio unificante tali diverse associazioni &#8211; o almeno farlo sospettare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre il &#8220;complottare&#8221;, favorito da circa due secoli di immaginario collettivo in argomento, quasi spostava &#8211; o almeno concentrava &#8211; l\u2019attenzione sulla &#8220;segretezza nell\u2019opera&#8221; piuttosto che sulla &#8220;segretezza dell\u2019opera&#8221;, e poteva distogliere dalla natura dell\u2019opera stessa che \u00e8 di erosione delle fondamenta, sia per quanto attiene alla fede che alla vita sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente, a proposito della vita sociale, la trascrizione in termini riducibili al positivo riferimento storico &#8211; &#8220;i legittimi poteri civili&#8221; &#8211; di quanto Papa Leone XIII evidenziava e censurava come opera rovinosa &#8220;per la Chiesa, per l\u2019autorit\u00e0 dei governanti e per la salute pubblica&#8221; (41), finiva per fondare semplicemente un pregiudizio favorevole allo <em>status quo<\/em> e, nella migliore delle ipotesi, per suggerire e per orientare a una ricognizione relativa alla legittimit\u00e0 dell\u2019autorit\u00e0 e del regime vigente, piuttosto che attirare l\u2019attenzione sull\u2019opera di erosione dei princ\u00ecpi e delle condizioni su cui si fondano l\u2019autorit\u00e0 e la convivenza sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>c.<\/strong> A fronte di questo &#8220;degrado&#8221;, di questo &#8220;scadimento&#8221; evidente &#8211; uso i termini secondo etimologia e non secondo fraseologia &#8211; nell\u2019apprezzamento della sostanza di quanto vietato &#8211; per rendersene conto basta avere una sia pur minima dimestichezza con la letteratura relativa alla <em>querelle<\/em> soprattutto della seconda met\u00e0 del secolo XIX e della prima met\u00e0 del secolo XX -, la codificazione postconciliare non pone la scure alla radice, ma la formulazione del Codice di Diritto Canonico del 1983, forse facendosi forte dell\u2019itinerario &#8220;sociologico&#8221; e non &#8220;logico&#8221; che ho indicato come specifico nell\u2019approccio di Papa Leone XIII, ha creduto di evitare almeno parte dei rischi indicati &#8220;liberandosi&#8221; dei &#8220;legittimi poteri civili&#8221; e della stessa &#8220;massoneria&#8221;, e ha adottato una formulazione generica nella quale la massoneria diventa una specie: infatti, il canone 1374 prevede sia punito &#8220;chi d\u00e0 il nome ad una associazione, che complotta contro la Chiesa&#8221;, quindi \u00e8 traducibile nella formula secondo cui un cattolico non pu\u00f2 aderire a organismi che operano contro la Chiesa, cio\u00e8 sono a diverso titolo portatori attivi di errori, cio\u00e8 &#8211; ancora &#8211; di tesi e di pratiche contrastanti con la verit\u00e0 &#8220;naturale e cristiana&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, l\u2019espressione &#8220;naturale e cristiana&#8221; \u00e8 un\u2019endiadi che rimanda all\u2019unico Dio creatore e redentore-santificatore. In questa categoria pi\u00f9 ampia sono compresi &#8211; e non in subordine &#8211; anche organismi portatori dell\u2019ideologia socialcomunista. Ma di nuovo, purtroppo, non emerge in positivo il significato complesso e articolato del &#8220;complottare&#8221; e, soprattutto, non viene apertamente indicata la ragione della denuncia e della condanna, cio\u00e8 l\u2019&#8221;errore degli errori&#8221;, la negazione dell\u2019esistenza o, almeno, della conoscibilit\u00e0 certa, quindi della conseguente assolutezza, di qualsiasi verit\u00e0, naturale e soprannaturale. Inoltre, scompare anche l\u2019&#8221;esemplificazione&#8221; massonica, s\u00ec che il &#8220;complottare&#8221; si fa ancora pi\u00f9 denso e ancora pi\u00f9 implicito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>d.<\/strong> Detto questo quanto alla formulazione, mi pare si possa obbiettare anche quanto alla prudenza rivelata dal mutamento del canone 2335 nel canone 1374, poich\u00e9 &#8211; com\u2019era per altro decisamente prevedibile &#8211; tale trasformazione \u00e8 stata interpretata immediatamente ed erroneamente come abolizione della scomunica, o almeno ha dato adito a una simile affermazione, superficiale e maliziosa quanto si vuole, ma non per questo con minore impatto sull\u2019opinione pubblica (42); n\u00e9, a frenare l\u2019effetto negativo del mutamento, \u00e8 bastato che il nuovo canone 1374 venisse immediatamente interpretato in modo autentico nella dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1983, che usa come fungibili il termine &#8220;massoneria&#8221; e l\u2019espressione &#8220;associazioni massoniche&#8221;, e secondo cui le &#8220;associazioni massoniche&#8221; sono certamente da rubricare fra quelle associazioni che complottano contro la Chiesa: infatti, facendo eco a una sentenza costante, in tale dichiarazione si conferma che &#8220;rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poich\u00e9 i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perci\u00f2 l\u2019iscrizione a esse rimane proibita&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, &#8220;non tutto il male vien per nuocere&#8221; &#8211; cos\u00ec suona la formulazione proverbiale dell\u2019eterogenesi dei fini -, in quanto l\u2019emergenza costituita dalla pubblicazione del Codice di Diritto Canonico del 1983 ha fatto ribadire la condanna e la diffida nonch\u00e9, soprattutto, ricomparire i &#8220;principi&#8221;. Infatti, finalmente, nel 1985 &#8211; nella preziosa motivazione ufficiosa di questo ennesimo verdetto &#8211; viene esplicitata la natura &#8220;sociologica&#8221; dell\u2019itinerario concettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto vengono ricordate le motivazioni storiche della denuncia, della condanna e della conseguente diffida, e non si manca di evocare &#8220;il clima di segretezza [che] comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote&#8221;, ma ci si colloca &#8220;[&#8230;] al livello pi\u00f9 profondo e d\u2019altra parte essenziale del problema: sul piano cio\u00e8 dell\u2019inconciliabilit\u00e0 dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi viene esposto l\u2019argomento secondo cui &#8220;a proposito dell\u2019affermazione sull\u2019inconciliabilit\u00e0 dei principi tuttavia si va ora da qualche parte obiettando che essenziale della massoneria sarebbe proprio il fatto di non imporre alcun \u2018principio\u2019, nel senso di una posizione filosofica o religiosa che sia vincolante per tutti i suoi aderenti, ma piuttosto di raccogliere insieme, al di l\u00e0 dei confini delle diverse religioni e visioni del mondo, uomini di buona volont\u00e0 sulla base di valori umanistici comprensibili e accettabili da tutti&#8221;; perci\u00f2 &#8220;la massoneria costituirebbe un elemento di coesione per tutti coloro che credono nell\u2019Architetto dell\u2019universo e si sentono impegnati nei confronti di quegli orientamenti morali fondamentali che sono definiti ad esempio nel Decalogo; essa non allontanerebbe nessuno dalla sua religione, ma al contrario costituirebbe un incentivo ad aderirvi maggiormente&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la notazione che &#8220;l\u2019associarsi alla massoneria va tuttavia decisamente oltre questa legittima collaborazione e ha un significato ben pi\u00f9 rilevante e determinante di questo&#8221;, vengono i passaggi fondamentali del documento: &#8220;Innanzi tutto si deve ricordare che la comunit\u00e0 dei \u2018liberi muratori\u2019 e le sue obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente impegnativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rigida disciplina dell\u2019arcano rafforza ulteriormente il peso dell\u2019interazione di segni e di idee&#8221;; quindi, &#8220;anche se si afferma che il relativismo non viene assunto come dogma, tuttavia si propone di fatto una concezione simbolica relativistica, e pertanto il valore relativizzante di una tale comunit\u00e0 morale-rituale, lungi dal poter essere eliminato, risulta al contrario determinante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;In tale contesto, le diverse comunit\u00e0 religiose, cui appartengono i singoli membri delle logge, non possono essere considerate se non come semplici istituzionalizzazioni di una verit\u00e0 pi\u00f9 ampia e inafferrabile. Il valore di queste istituzionalizzazioni appare, quindi, inevitabilmente relativo, rispetto a questa verit\u00e0 pi\u00f9 ampia, la quale si manifesta invece piuttosto nella comunit\u00e0 della buona volont\u00e0, cio\u00e8 nella fraternit\u00e0 massonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Per un cristiano cattolico, tuttavia, non \u00e8 possibile vivere la sua relazione con Dio in una duplice modalit\u00e0, scindendola cio\u00e8 in una forma umanitaria &#8211; sovraconfessionale e in una forma interna &#8211; cristiana. Egli non pu\u00f2 coltivare relazioni di due specie con Dio, n\u00e9 esprimere il suo rapporto con il Creatore attraverso forme simboliche di due specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 sarebbe qualcosa di completamente diverso da quella collaborazione, che per lui \u00e8 ovvia, con tutti coloro che sono impegnati nel compimento del bene, anche se a partire da principi diversi. D\u2019altronde un cristiano cattolico non pu\u00f2 nello stesso tempo partecipare alla piena comunione della fraternit\u00e0 cristiana e, d\u2019altra parte, guardare al suo fratello cristiano, a partire dalla prospettiva massonica, come a un \u2018profano\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Anche quando non vi fosse un\u2019obbligazione esplicita di professare il relativismo come dottrina, tuttavia la forza relativizzante di una tale fraternit\u00e0, per la sua stessa logica intrinseca ha in s\u00e9 la capacit\u00e0 di trasformare la struttura dell\u2019atto di fede in modo cos\u00ec radicale da non essere accettabile da parte di un cristiano, \u2018al quale cara \u00e8 la sua fede\u2019 (Leone XIII).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Questo stravolgimento nella struttura fondamentale dell\u2019atto di fede si compie, inoltre, per lo pi\u00f9, in modo morbido e senza essere avvertito: la salda adesione alla verit\u00e0 di Dio, rivelata nella Chiesa, diviene semplice appartenenza a un\u2019istituzione, considerata come una forma espressiva particolare accanto ad altre forme espressive, pi\u00f9 o meno altrettanto possibili e valide, dell\u2019orientarsi dell\u2019uomo all\u2019eterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La tentazione di andare in questa direzione \u00e8 oggi tanto pi\u00f9 forte, in quanto essa corrisponde pienamente a certe convinzioni prevalenti nella mentalit\u00e0 contemporanea. L\u2019opinione che la verit\u00e0 non possa essere conosciuta \u00e8 caratteristica tipica della nostra epoca e, nello stesso tempo, elemento essenziale della sua crisi generale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a queste puntuali &#8220;riflessioni&#8221;, l\u2019infelicit\u00e0 della formulazione dei dispositivi canonici &#8211; per la quale non \u00e8 assolutamente necessario immaginare malizia oppure inadeguatezza ma, molto semplicemente, verificare l\u2019oggettiva difficolt\u00e0 nell\u2019opera &#8211; viene restaurata dalla felice interpretazione, che non aggiunge quanto era assente, ma esplicita quanto era certamente patente nell\u2019enciclica <em>Humanum genus<\/em>, quindi latente oppure non facilmente apprezzabile, o semplicemente non generalmente apprezzato, nei citati dispositivi canonici senza il ricorso attento e metodico alle <em>fontes<\/em> e un adeguato esercizio ermeneutico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, il termine &#8220;massoneria&#8221; indica il momento unitario, l\u2019espressione &#8220;associazioni massoniche&#8221; fa stato della variet\u00e0 sociologica e &#8220;la capacit\u00e0 di trasformare la struttura dell\u2019atto di fede&#8221; richiama i termini dell\u2019enciclica leoniana, secondo cui &#8220;[&#8230;] nessuno ritenga che per qualunque motivo gli sia lecito iscriversi alla setta massonica, se la sua professione di cattolicit\u00e0 e la sua salvezza gli stanno a cuore nella misura in cui devono&#8221; (43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, il canone 1374, la sua esegesi ufficiale e quella ufficiosa costituiscono la reiterazione di un &#8220;giudizio di fatto&#8221; che si accompagna a un &#8220;giudizio di principio&#8221;, s\u00ec che il &#8220;giudizio di fatto&#8221; mantiene la sua vigenza fino a prova contraria, l\u2019onere di tale prova spettando ai massoni; un eventuale mutamento circa il &#8220;giudizio di fatto&#8221; in qualche caso concreto, non coinvolge minimamente n\u00e9 il naturalismo, n\u00e9 il razionalismo, n\u00e9 il laicismo, n\u00e9 l\u2019indifferentismo, n\u00e9 il relativismo; e comunque &#8211; merita di essere ricordato, affinch\u00e9 il problema venga sempre affrontato con la dovuta circospezione &#8211; si tratta di un &#8220;giudizio di fatto&#8221; legato a un &#8220;giudizio di principio&#8221; in circa seicento documenti univocamente orientati nell\u2019arco di ormai oltre duecentocinquant\u2019anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se poi qualcuno avesse nostalgia &#8211; la qualificazione sentimentale non vuole essere assolutamente polemica &#8211; della parte del canone 2335 relativa alle &#8220;legittime autorit\u00e0 civili&#8221;, cio\u00e8 al mondo socio-politico, ma ha inteso e intende il riferimento essenziale al relativismo, pu\u00f2 trovare soddisfazione leggendo quanto scrive Papa Giovanni Paolo II al paragrafo 46 dell\u2019enciclica <em>Centesimus annus<\/em>, del 1991: &#8220;Oggi si tende ad affermare che l\u2019agnosticismo ed il relativismo scettico sono la filosofia e l\u2019atteggiamento fondamentale rispondenti alle forme politiche democratiche, e che quanti sono convinti di conoscere la verit\u00e0 ed aderiscono con fermezza ad essa non sono affidabili dal punto di vista democratico, perch\u00e9 non accettano che la verit\u00e0 sia determinata dalla maggioranza o sia variabile a seconda dei diversi equilibri politici. A questo proposito, bisogna osservare che, se non esiste nessuna verit\u00e0 ultima la quale guida e orienta l\u2019azione politica, allora le idee e le convinzioni possono esser facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia&#8221; (44).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Veri e falsi problemi: &#8220;dialogo&#8221; e &#8220;doppia appartenenza&#8221; in atmosfera di relativismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Rebus sic stantibus, qual \u00e8 il senso delle querimonie levate continuamente da massoni e da massonofili contro la precisazione giuridica e magisteriale? Ha qualche fondamento l\u2019accusa rivolta alla Chiesa e ai cattolici fedeli, sempre implicita e spesso anche esplicita, di chiusura al dialogo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione &#8220;stravolgimento compiuto in modo morbido e senza essere avvertito&#8221; induce a ricordare che, dopo la pubblicazione dell\u2019enciclica <em>Ecclesiam suam<\/em>, nel 1964, da parte di Papa Paolo VI, &#8220;dialogo&#8221; \u00e8 diventato &#8211; com\u2019\u00e8 stato acutamente e adeguatamente mostrato da Plinio Corr\u00eaa de Oliveira in particolare per quanto attiene al dialogo con i socialcomunisti &#8211; una &#8220;parola-talismano&#8221;, cio\u00e8 uno strumento per condurre in porto un\u2019opera di &#8220;trasbordo ideologico inavvertito&#8221; dell\u2019interlocutore cattolico verso posizioni terze, comunque utili all\u2019interlocutore non cattolico, quando addirittura non proprie dello stesso interlocutore non cattolico (45).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo stratagemma &#8211; che trae la sua forza da abusi e da manipolazioni del documento magisteriale, reiteratamente colpiti in posteriori interventi, anche recentissimi &#8211; non inquina ogni dialogo n\u00e9 inficia il valore del dialogo in s\u00e9, s\u00ec che talora questo si pu\u00f2 svolgere correttamente, come prova quello di cui sono stati protagonisti vescovi tedeschi ed esponenti massonici dello stesso paese per ben cinque anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la conclusione di quel dialogo corretto, cio\u00e8 l\u2019incompatibilit\u00e0 dell\u2019appartenenza di cattolici ad associazioni massoniche anche dichiaratamente non avverse alla Chiesa cattolica, non \u00e8 evidentemente piaciuta a chi aveva diversa aspettativa e che quindi continua pateticamente ad auspicare, quando non a reclamare, un &#8220;sedersi attorno a un tavolo&#8221;, che fa ormai parte del passato, del <em>d\u00e9j\u00e0 vu<\/em>, e che potr\u00e0 essere ripreso esclusivamente a fronte di fatti concludenti non verificatisi &#8211; che si sappia &#8211; dal 1980 a oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ergo, da questo atteggiamento si pu\u00f2 evincere &#8211; senza fare il processo alle intenzioni di nessuno &#8211; che, almeno per chi continua a richiederlo, talora a reclamarlo, dopo che si \u00e8 concluso, ma non come gradiva, il dialogo non \u00e8, come l\u2019uomo della strada pensa, inteso come chiarificazione che definisce caratteri e limiti, talora drastici, di convivenza, di confluenza e di collaborazione, ma come un fidanzamento che si deve obbligatoriamente concludere <em>in una caro<\/em>, in &#8220;una carne sola&#8221;, possibilmente con regolari sponsali. In altre parole, appare evidente che quanto si chiede da massoni e da massonofili sotto il nome di dialogo \u00e8 semplicemente la doppia appartenenza, e questo la Chiesa cattolica nega in dottrina e quindi in diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini &#8220;logici&#8221; e non &#8220;sociologici&#8221; &#8211; per riprendere una distinzione fatta precedentemente &#8211; Papa san Pio X nota che &#8220;[&#8230;] bisogna respingere l\u2019opinione di certi antichi secondo cui non ha nessuna importanza per la verit\u00e0 della fede che si pensi in questo oppure in quel modo a proposito di Dio, perch\u00e9 l\u2019errore relativo alla natura delle cose genera una falsa conoscenza di Dio; cos\u00ec devono essere santamente e inviolabilmente conservati i princ\u00ecpi della filosofia posti dall\u2019Aquinate, con i quali [&#8230;] si ottiene una tale scienza delle cose create che si accorda in modo mirabile con la fede&#8221;. Infatti, &#8220;[&#8230;] una volta privata la verit\u00e0 cattolica di questo potente presidio, invano per difenderla si chieder\u00e0 aiuto a quella filosofia i cui princ\u00ecpi o sono comuni con gli errori del materialismo, del monismo, del panteismo, del socialismo e dei vari modernismi, oppure non si oppongono certamente a essi&#8221; (46).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, contro il naturalismo e i suoi corollari, ci si deve attenere a quello che Papa Pio XI chiama &#8220;un certo Vangelo naturale&#8221; (47); quindi, sono negate tutte le composizioni dottrinali del tipo &#8220;catto&#8221; e tutte quelle pratiche del tipo &#8220;clerico&#8221;; dunque, non vi \u00e8 spazio per i catto-massoni o per i clerico-massoni, come neppure per i catto-islamici o per i catto-induisti, per fare soltanto un fuggevole riferimento a deformazioni del dialogo interreligioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. Veri e falsi problemi: appartenenza massonica e mentalit\u00e0 massonica, ovvero massoneria e massonismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il tema della doppia appartenenza accompagna parassitariamente la convivenza storica e il dialogo fra la Chiesa cattolica e le societ\u00e0 massoniche, vi \u00e8 anche un\u2019altra problematica, per certo minore in quanto esclusivamente di fatto, che per\u00f2 si manifesta con non minore frequenza, questa volta all\u2019interno del mondo cattolico, quando non della Chiesa cattolica <em>stricto sensu<\/em> considerata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta della periodica denuncia di infiltrazioni massoniche fra i cattolici e all\u2019interno della stessa gerarchia ecclesiastica, denuncia consuetamente &#8211; ma non obbligatoriamente &#8211; effettuata da e\/o attribuita a cattolici detti &#8220;integralisti&#8221;, cio\u00e8 zelanti dell\u2019ortodossia e dell\u2019ortoprassi cattoliche, dolorosamente colpiti da reazioni dottrinalmente dubbie o, almeno, di dubbio vigore, da parte del mondo cattolico e della stessa Chiesa, di fronte a situazioni storiche non rispettose &#8211; per dire il meno &#8211; della dottrina cattolica e delle indicazioni della gerarchia ecclesiastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede, il problema \u00e8 assolutamente di fatto, ma, se niente permette di escludere l\u2019eventualit\u00e0 denunciata semplicemente irridendo i denunciatori e rovesciando su di loro l\u2019accusa di &#8220;cacciatori di streghe&#8221;, questa denuncia si sostiene spesso &#8211; per non dire sempre ed esclusivamente &#8211; con la diffusione di elenchi di personaggi ascritti a questa o a quella loggia massonica, a questa o a quella associazione para-massonica, con i corrispondenti numeri di tessera e con le date di iniziazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza escludere &#8211; lo ripeto <em>ad abundantiam<\/em> &#8211; l\u2019eventualit\u00e0 che siano esistiti in passato, esistano oggi e possano esistere in futuro cattolici &#8211; e fra loro anche gerarchi della Chiesa &#8211; occultamente ascritti alla massoneria, quindi operanti nella prospettiva dell\u2019orizzonte massonico, mi permetto di indicare un criterio di giudizio meno legato a improbabili &#8211; o comunque sempre molto difficili e ampiamente incerte &#8211; verifiche anagrafiche, ma a verifiche fattuali di gran lunga pi\u00f9 cogenti come sono quelle costituite da fatti conclusi, quindi anche concludenti, piuttosto che quelle sostenute da fatti ipotetici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scopo mutuo il plesso ormai acquisito fra &#8220;nuove religioni&#8221;, organismi caratterizzati da &#8220;credenze&#8221; e da &#8220;comportamenti&#8221;, e &#8220;nuova religiosit\u00e0&#8221;, mentalit\u00e0 connotata da credenze e da comportamenti analoghi, se non identici, a quelli teorizzati nelle nuove religioni, ma posta in essere surrettiziamente e abusivamente all\u2019interno di un sistema organizzativo che non li prevede e che, anzi, ufficialmente non li accetta (48).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base della trascrizione analogica di questa articolazione, credo si possano identificare e distinguere la &#8220;massoneria&#8221;, come quadro realizzativo ufficiale delle dottrine e della pratica massoniche, costituito dalle associazioni massoniche e da organismi para-massonici; e il &#8220;massonismo&#8221;, come mentalit\u00e0 ispirata dalle dottrine e dalla pratica massoniche, introdotta in un contesto che ufficialmente e autoritativamente la rifiuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, se l\u2019anima della massoneria \u00e8 il relativismo, si pu\u00f2 affermare che esso ha una sua sede ufficiale e propulsiva, e un suo propagarsi e un suo insinuarsi tendenzialmente ovunque. Ancora: se l\u2019anima della massoneria \u00e8 il relativismo, esso \u00e8 anche l\u2019anima del massonismo. Finalmente, se le cose stanno in questi termini, si pu\u00f2 affermare con sicurezza che l\u2019enciclica <em>Veritatis splendor<\/em>, pubblicata da Papa Giovanni Paolo II nel 1993, deve essere considerata espressione esemplare della lotta condotta dal Magistero della Chiesa cattolica contro il massonismo, in quanto ha di mira &#8211; fra l\u2019altro, ma non secondariamente &#8211; appunto il relativismo (49); e nella stessa linea si situa il paragrafo n. 46 dell\u2019enciclica <em>Centesimus annus<\/em>, gi\u00e0 citato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dottrine e i comportamenti denunciati e condannati nei due documenti, il primo in campo generalmente morale, il secondo in campo politico-sociale, costituiscono espressione di massonismo, indipendentemente dalla regolare appartenenza massonica di chi li promuove e li tiene, s\u00ec che il fatto dell\u2019appartenenza alla massoneria rileva oggettivamente solo della rilevanza della conferma, non della prova, e questo &#8211; sia ben chiaro &#8211; non significa certamente negare la sua rilevanza soggettiva, cio\u00e8 riguardante la coscienza di ogni singolo e la sua sensibilit\u00e0 e docilit\u00e0 disciplinare nei confronti della verit\u00e0 e dell\u2019autorit\u00e0 della Chiesa che l\u2019afferma; rileva invece il fatto della consequenzialit\u00e0, secondo il modulo evangelico: &#8220;Dai frutti li riconoscerete&#8221; (50).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8. Per concludere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, con la crisi protestantica, la societ\u00e0 europea ha perduto l\u2019omogeneit\u00e0 cattolica, e questa disomogeneit\u00e0, questa &#8220;frantumazione&#8221; \u00e8 venuta crescendo e continua a crescere vistosamente, e di questo fenomeno sono contemporaneamente causa e prova non trascurabile &#8211; per esempio &#8211; le nuove religioni. La comprensione e la risposta alla pluralit\u00e0 delle visioni del mondo &#8211; che si situa su di un piano completamente diverso da quello del pluralismo sociale &#8211; possono essere diverse e contrastanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, si pu\u00f2 esprimere un giudizio sostanzialmente negativo sul pluralismo delle visioni del mondo e perci\u00f2 impegnarsi in uno sforzo teso al ricupero dell\u2019omogeneit\u00e0: detronizzata la verit\u00e0, poich\u00e9 imperversa la molteplicit\u00e0 degli errori, va restaurata l\u2019egemonia della verit\u00e0 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contro, il fatto del pluralismo delle visioni del mondo pu\u00f2 essere dogmatizzato, cio\u00e8 trasformato in principio: non esiste una verit\u00e0, o almeno non pu\u00f2 essere immediatamente conosciuta in quanto \u00e8 nascosta &#8211; di un nascondimento non sempre concettuale, ma talora fisico -, e dall\u2019affermazione del relativismo &#8211; e del corrispondente esoterismo &#8211; consegue quindi che non solo non esiste e non pu\u00f2 esistere un mondo omogeneo, ma non deve esistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rinnovate condanna e diffida nei confronti delle associazioni massoniche e della permanenza di tali associazioni come specie nel genere di quelle che &#8220;complottano contro la Chiesa&#8221;, si inseriscono in questo quadro drammatico e alternativo, nel quale &#8211; come ha articolatamente insegnato Papa Giovanni Paolo II a Loreto, l\u201911 marzo 1985 &#8211; il cattolico svolge il suo ruolo, cio\u00e8 ottempera ai suoi doveri verso Dio ed \u00e8 veramente utile al suo prossimo, cio\u00e8 &#8211; ancora &#8211; ama Dio, s\u00e9 stesso e il suo prossimo, solo se coltiva la propria identit\u00e0 e la conserva gelosamente (51), e cos\u00ec testimonia per l\u2019esistenza della verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando poi il cattolico, che ha sviluppato adeguatamente la propria &#8220;coscienza di verit\u00e0&#8221;, si organizza &#8211; cos\u00ec, con indicazioni sostanzialmente non datate, Papa Leone XIII incita a combattere contro l\u2019egemonia massonica, cio\u00e8 appunto attraverso l\u2019associazionismo cattolico &#8211; il martirio, il ghetto oppure la crociata non dipendono dalla sua iniziativa, non sono il risultato di sue scelte, ma sono determinate dall\u2019iniziativa del &#8220;mondo&#8221; inteso come maligno e come umanit\u00e0, in quanto sono altrettante risposte &#8220;di verit\u00e0&#8221; a puntuali sfide storiche: infatti, da parte sua il cattolico offre semplicemente una testimonianza missionaria adeguata alle diverse situazioni e caratterizzata da un atteggiamento di ben intesa tolleranza (52).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1605\" target=\"_blank\">vai alle note<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saggio tratto da: CESNUR. CENTRO STUDI SULLE NUOVE RELIGIONI Massoneria e religioni a cura di Massimo Introvigne, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1994 (pubblicato per gentile concessione dell&#8217;Editore)<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-massoneria-nei-documenti-del-magistero-della-chiesa-cattolica\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":30069,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,69],"tags":[157,2396],"class_list":["post-789","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-massoneria","tag-chiesa-2","tag-massoneria","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La massoneria nei documenti del Magistero della Chiesa cattolica - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - 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