{"id":7584,"date":"2014-05-26T12:25:16","date_gmt":"2014-05-26T10:25:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=7584"},"modified":"2015-06-15T17:45:30","modified_gmt":"2015-06-15T15:45:30","slug":"lintervista-proibita-e-perduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lintervista-proibita-e-perduta\/","title":{"rendered":"L\u2019intervista proibita e perduta"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Balthasar.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7587 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Balthasar.jpg\" alt=\"Balthasar\" width=\"152\" height=\"227\" \/><\/a>Dal sito <b>vittoriomessori.it<\/b> 25 maggio 2014<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quanto segue \u00e8 la versione di un libro-intervista scomparso e messo al bando trent\u2019anni fa: il controverso colloquio di Vittorio Messori e Hans Urs von Balthasar,<\/em> <em>\u00e9 stato pubblicato da pochi giorni dal sito<\/em> Papale Papale <em>ed integralmente ricopiata dal suo direttore, Antonio Margheriti Mastino. Il quale racconta &#8211; e fa raccontare a Vittorio Messori &#8211; nella succosissima prefazione al testo dell\u2019intervista i retroscena ed i postscena di questo caso editoriale che non pot\u00e8 diventarlo. Un racconto che potrete <\/em><em>l<a href=\"http:\/\/www.papalepapale.com\/develop\/lintervista-proibita-e-perduta-di-messori-a-von-balthasar-in-esclusiva-dopo-30-anni\/\" target=\"_blank\"><strong>eggere direttamente qui<\/strong><\/a><\/em><em>. Ringraziamo PapalePapale.com e Antonio Margheriti Mastino per il contributo di questo prezioso (ed attualissimo ) testo a questo nostro archivio messoriano.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"center\"><b><i>* * *<\/i><\/b><i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00ab<\/em><b>Mi raccomando <\/b><b>\u2013<\/b> dice congedandoci dopo un lungo colloquio \u2013. Non fate di me una <i>vedette<\/i>. Ci\u00f2 che importa sono i problemi, non la mia persona<em>\u00bb<\/em>. Deve partire, l\u2019abbiamo trattenuto pi\u00f9 del previsto, ma con un tocco che rivela la sua attenzione alle persone, si informa del nostro programma, vuole darci alcune indicazioni concrete.\u00abTenete presente il buffet della stazione: il prezzo \u00e8 buono e non si sta male\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Alto, asciutto, vestito<\/b> austeramente di scuro, lucidissimo: a 80 anni il\u00a0\u00abgrande vecchio di Basilea\u00bb \u00abl\u2019uomo pi\u00f9 colto del secolo\u00bb, l\u2019autore di quasi settanta libri che hanno segnato a fondo il nostro tempo (e il recente Premio Paolo VI lo ha riconfermato), Hans Urs von Balthasar, insomma, \u00e8 pi\u00f9 attivo e presente che mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Per molti, quest\u2019uomo sembra<\/b> rappresentare la sintesi vivente di ci\u00f2 che dovrebbe essere il teologo secondo lo spirito del Vaticano II. Eppure, fu escluso dai lavori di quel Concilio per il quale aveva profondamente contribuito a creare un clima propizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Anche nella Roma di Papa Giovanni<\/b> si diffidava d\u00ec lui e delle sue aperture, della sua attenzione ai sogni del tempo. Soltanto nel 1969 finiva il suo lungo esilio \u201cufficiale\u201d, con la chiamata &#8211; fattagli da Paolo VI &#8211; alla Commissione teologica internazionale che affianca la Congregazione per la Dottrina della Fede. Pensatore tra i pi\u00f9 moderni, e insieme incrollabilmente radicato nella grande tradizione della Chiesa, il destino di von Balthasar \u00e8 stato quello di altri grandi vecchi della teologia cattolica, da Maritain al suo amico e maestro De Lubac in odore di \u201cprogressismo\u201d prima del Vaticano II, in sospetto di \u201cmoderatismo\u201d dopo, stando almeno alle lobbies che controllano e manipolano gran parte dell\u2019attuale informazione ecclesiale. Nessuno per\u00f2, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo, ha mai messo in discussione la sua straordinaria statura teologica e, quel che pi\u00f9 conta, spirituale. I molti volumi di <i>Gloria<\/i>, la sua opera maggiore, sono gi\u00e0 tra i classici: ma \u00e8 ben noto anche il suo coinvolgimento nella teoria e nella pratica della mistica in cui vede il vertice dell\u2019esperienza religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Lo studio \u00e8 dominato da una grande statua<\/b> in legno della Vergine mentre, proprio sopra la porta, \u00e8 collocata quella tragica Crocifissione di Grunewald davanti alla quale Dostoewskij cadde nel delirio epilettico: forse l\u2019immagine pittorica pi\u00f9 consona a illustrare il<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abGes\u00f9 sar\u00e0 in agonia sino alla fine del mondo\u00bb di cui parl\u00f2 quell\u2019altro grande, Blaise Pascal, carissimo a von Balthasar. Assieme alla Trinit\u00e0, a Maria, alla Chiesa, al centro della sua riflessione vi \u00e8 da sempre \u201cil caso serio\u201d della Croce che giudica ogni ottimismo umano troppo facile e superficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Sulla scrivania, sotto una piccola foto<\/b> di Giovanni Paolo II, \u00e8 aperta la <i>Basel<\/i> <i>Zeitung<\/i>, uno dei tanti giornali del mondo che hanno pubblicato l\u2019ultima, furibonda aggressione di Hans Kung al Papa e ai suoi diretti collaboratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Iniziando il colloquio<\/b>, viene spontaneo chiedergli se ha gi\u00e0 letto il testo di quel suo collega nato, come lui, nel cantone di Lucerna. Scuote il capo, come rattristato, parla a voce bassa, guardando fisso negli occhi:<\/p>\n<p align=\"center\"><b>* * *<\/b><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>KUNG NON \u00c8 PI\u00d9 CRISTIANO DA UN PEZZO<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSono almeno dieci anni che quest\u2019uomo ripete sempre le stesse cose. Il solo fatto nuovo \u00e8 il crescere del tono polemico. In realt\u00e0, sin dai tempi del suo libro \u201cEssere cristiani\u201d, Hans Kung non \u00e8 pi\u00f9 cristiano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Vorr\u00e0 dire non pi\u00f9 cattolico.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNo, non \u00e8 pi\u00f9 cristiano. Basta leggere i suoi ultimi libri, anche quello recentissimo sulle altre religioni: Kung non \u00e8 pi\u00f9 cristiano. Per lui, Ges\u00f9 non \u00e8 altro che un profeta; il problema, dunque, si riduce a una discussione se sia stato o no un profeta maggiore di Budda, di Confucio, di Maometto. Non a caso \u00e8 stato invitato da Khomeini in Iran per delle conferenze, dove ha ribadito che c\u2019\u00e8 un solo Dio e tanti profeti. Ormai, per lui &#8211; lo dice chiaro, appunto, in quel suo libro non ancora tradotto in italiano &#8211; il cristianesimo \u00e8 una via di salvezza tra le tante\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Se davvero \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 inutile attardarsi in quel \u201cdialogo\u201d che pur pretende con toni tanto urlati dalla gerarchia cattolica<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abKung si situa ormai fuori per sua scelta, dalla Chiesa: dunque, non ha pi\u00f9 nulla da dire ai vescovi. In realt\u00e0, non ha pi\u00f9 nulla da dire neanche ad altri, a cominciare dai protestanti. In effetti, da quando il suo Istituto di teologia ecumenica non \u00e8 pi\u00f9 riconosciuto come cattolico, Kung rappresenta solo s\u00e9 stesso. Forse, anche per questa situazione in cui si \u00e8 trovato, ha spostato il discorso dall\u2019ecumenismo tra cristiani a quello con le religioni non cristiane\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Eppure, si ha l<\/b><b>\u2019<\/b><b>impressione che continui ad esercitare una notevole influenza: tutti i grandi quotidiani borghesi del mondo opulento hanno dedicato pagine e pagine alla sua requisitoria contro il Papa e Ratzinger.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl settore che rappresenta \u00e8 quello di una certa intelligencija, ma con sempre minor peso: in Germania ha perso influenza ed \u00e8 di rado invitato per conferenze, soprattutto nelle universit\u00e0. Cos\u00ec, viaggia all\u2019estero: \u00e8 conosciuto come un buon oratore e, soprattutto, come un nemico di Roma. Questo gli attira molte simpatie, in certi ambienti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La virulenza dell\u2019attacco all\u2019attuale prefetto della Congregazione per la Fede ha stupito anche coloro che conoscevano i suoi rapporti tesi con il professor Ratzinger, quando entrambi insegnavano a Tubinga<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCredo che sia esasperato anche dalla progressiva perdita di ascolto. Tra l\u2019altro, \u00e8 una menzogna l\u2019accusa a Ratzinger di essere cambiato da quando \u201cha fatto carriera\u201d, come dice lui. Io conosco Ratzinger da sempre e sempre \u00e8 stato cos\u00ec, sempre l\u2019ha pensata cos\u00ec. In ogni caso, non \u00e8 Ratzinger ma Kung che attacca il Vaticano II giudicandolo ancora \u201cclericale\u201d, angusto, insufficiente, chiedendo dunque un Vaticano III. Ratzinger \u00e8 fedele al Concilio e il suo \u201cRapporto sulla fede\u201d lo dimostra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>RATZINGER HA RAGIONE SU TUTTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>L\u2019edizione tedesca \u00e8 uscita da poche settimane. L\u2019ha gi\u00e0 letta?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCerto che l\u2019ho letta. Che ne penso? C\u2019\u00e8 poco da dire: Ratzinger ha ragione. Qualcuno chiama pessimismo quello che non \u00e8 che realismo: chi ha il coraggio della verit\u00e0 deve riconoscerlo. Nessuno parla di questa immensa, spaventosa defezione di preti e di suore: se ne sono andati, e continuano ad andarsene a migliaia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Dunque, Lei si riconosce nella lettura data da Ratzinger di questi ultimi vent\u2019anni?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi si pu\u00f2 chiedere se la colpa di ci\u00f2 che \u00e8 successo \u00e8 del Concilio (e Ratzinger l\u2019esclude) o se c\u2019erano gi\u00e0 prima le condizioni che avrebbero provocato lo scatenarsi della crisi. \u00c8 certo che Giovanni XXIII (quello autentico, non quello di un certo mito creato dopo la sua morte) non si aspettava che le cose sarebbero andate in questo modo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Eppure, Lei \u00e8 tra coloro che prepararono il clima che avrebbe portato al Concilio. Il suo libro \u201cAbbattere i bastioni\u201d \u00e8 del 1952 e le procur\u00f2 grossi problemi con Roma.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 stato un equivoco attorno a quel libro. Io volevo che si \u201cabbattessero i bastioni\u201d non certo perch\u00e9 si scappasse dalla Chiesa, ma per permettere alla Chiesa stessa di essere sempre pi\u00f9 missionaria, di annunciare con ancor maggiore efficacia il Vangelo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Anche l\u2019intenzione primaria dei Padri conciliari era missionaria ma si ha l\u2019impressione che, invece di proiettarsi ad extra, ci si sia ripiegati ad intra, in una interminabile discussione tra noi a uso interna.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMa s\u00ec, tutti questi documenti che nessuno legge, questa carta che io stesso sono costretto ogni giorno a cestinare, tutte queste strutture, questi uffici delle nostre conferenze episcopali e delle nostre diocesi! Gli stessi che chiedevano lo snellimento della Curia romana hanno contribuito a creare una miriade di mini -curie alla periferia della Chiesa\u00bb.<\/p>\n<p align=\"center\"><b>LA BUROCRAZIA CLERICALE <\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>CHE SOFFOCA LA MISSIONE CRISTIANA<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Dunque, lei concorda anche con le denunce del pericolo che la Chiesa con lo sviluppo ipertrofico delle strutture clericali si trasformi in un\u2019enorme burocrazia fine a s\u00e9 stessa.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCerto. Rileggiamoci anche qui il Vangelo: Ges\u00f9 ha sempre designato a un servizio delle persone, mai delle istituzioni. Della struttura fondante della Chiesa fanno parte le persone dei vescovi, non gli uffici burocratici. Niente di pi\u00f9 grottesco che pensare a un Cristo che volesse istituire delle commissioni! Dobbiamo riscoprire una verit\u00e0 cattolica: nella Chiesa, tutto \u00e8 personale, niente deve essere anonimo. Sono invece delle strutture anonime quelle dietro le quali si nascondono ora tanti vescovi. Commissioni, sottocommissioni, gruppi e uffici di ogni tipo\u2026 Si lamenta [<b>sic!<\/b>] che mancano i preti, ed \u00e8 vero; ma migliaia di ecclesiastici sono addetti alla burocrazia clericale. Documenti, carte che non sono lette e che comunque non hanno alcuna importanza per la Chiesa viva. La fede \u00e8 ben pi\u00f9 semplice di tutto questo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ma perch\u00e9, a suo avviso, questo avviene?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abForse, hanno l\u2019impressione di fronteggiare cos\u00ec la crisi, di fare qualcosa. Siamo in un mondo tecnico e allora ci si rivolge ai computer. Nelle nostre diocesi adesso \u00e8 arrivata anche l\u2019elettronica, si sfornano tabulati con le statistiche della frequenza alla Messa, delle comunioni distribuite\u2026 Il che, oltretutto, non ha proprio alcuna rilevanza: questo tipo di conti pu\u00f2 e deve tenerli solo Dio per il quale una sola comunione vera vale pi\u00f9 di mille superficiali registrate dal computer\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Secondo molti il problema pi\u00f9 urgente oggi \u00e8 quello della crisi del concetto autenticamente cattolico di Chiesa. Dicono che occorrerebbe parlarne al Sinodo.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abForse, il Vaticano II si \u00e8 fermato troppo a parlare della struttura della Chiesa. La <i>Lumen<\/i> <i>gentium<\/i> di cui parla la Costituzione conciliare non \u00e8 la Chiesa, \u00e8 Cristo. \u00c8 certo che, con una lettura parziale del Vaticano II, si \u00e8 fatta della Chiesa pi\u00f9 un gruppo sociale che non misterico, sacramentale. Vediamo invece che sin dagli inizi la comunit\u00e0 cristiana ha una struttura, una gerarchia, volute dal Cristo e basate sul collegio apostolico. Certa, quello che la gente d\u2019oggi cerca \u00e8 il Cristo non la Chiesa, che nel suo volto visibile non sembra credibile a molti che ne sono all\u2019esterno. Nella nostra predicazione, occorre mettere pi\u00f9 che mai in rilevo l\u2019unicit\u00e0 di Ges\u00f9, la sua persona: \u00e8 Lui che attira gli uomini di sempre. Ma poi come ricorda giustamente il Vaticano II, non dobbiamo dimenticare che non c\u2019\u00e8 Cristo senza la Chiesa e quindi dobbiamo mostrarne l\u2019assoluta necessit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Oltre a questo tema dell\u2019ecclesiologia, quale argomento vedrebbe volentieri al centro dei lavori del prossimo Sinodo straordinario?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi si potrebbe ricordare di quanto diceva il mio amico Karl Barth, il grande teologo protestante che, in una conferenza alla radio nei suoi ultimi anni ammon\u00ec: \u201cCattolici, non fate le <i>betises<\/i>, le sciocchezze, che noi protestanti abbiamo fatto a partire da un secolo fa!\u201d \u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Scegliendo tra queste <i>betises<\/i>, quale, secondo Lei, la pi\u00f9 urgente da sottoporre all\u2019attenzione del Sinodo?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abForse, \u00e8 il problema di cui si \u00e8 parlato molto al recente convegno romano su Adrienne von Speyr. Il problema cio\u00e8 dello studio della Bibbia, dell\u2019esegesi cosiddetta \u201cscientifica\u201d. Questi specialisti hanno fatto molto lavoro, ma \u00e8 un lavoro che non nutre la fede dei credenti. Bisogna riscoprire una lettura pi\u00f9 semplice della Scrittura, mettere l\u2019esegesi \u201cscientifica\u201d in equilibrio con quella \u201cspirituale\u201d, non tecnica, della grande tradizione patristica. Non credo che il Sinodo potrebbe risolvere questo problema: potrebbe per\u00f2 fare un auspicio in tal senso\u00bb.<\/p>\n<div>RIFARE CATECHISMO<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Non si pu\u00f2, peraltro, impedire con un decreto il lavoro degli esegeti.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abInfatti non dico questo. C\u2019\u00e8 per\u00f2 il dramma degli stessi specialisti, spesso cristiani buoni e pii, che devono per\u00f2 fare un lavoro al livello di quelle universit\u00e0 in cui sono inseriti. E\u2019 una condizione non sempre facile da vivere. C\u2019\u00e8 infatti il diritto degli studiosi a guardare la Scrittura come a un vecchio libro tra tanti e quindi da studiare con le stesse tecniche impiegate per gli altri testi. Ma la Scrittura che conta per la fede non \u00e8 questa: ci\u00f2 che conta \u00e8 la Bibbia vista come il luogo dove lo Spirito Santo parla del Cristo, in modo nuovo, a ciascuna generazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>L\u2019approccio \u201cscientifico\u201d alla Scrittura sembra avere un fall-out, una ricaduta sconcertante nella pastorale quotidiana.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn effetti le ipotesi degli specialisti giungono diluite se non deformate ai preti, ai laici, e fanno dei guasti. Anche di recente ho ascoltato un\u2019omelia dove un parroco spiegava l\u2019incontro dei discepoli col Cristo, sulla via di Emmaus, sentendosi in dovere di avvertire i suoi ascoltatori che non si tratta di un episodio \u201cstorico\u201d. Questo dubbio coinvolge persino la realt\u00e0, la materialit\u00e0 della radice stessa della fede: il racconto della Risurrezione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Forse, questo sconcerto tra la gente comune \u00e8 aggravato dal fatto che molti non sono pi\u00f9 raggiunti dalla catechesi. C\u2019\u00e8 qualche insegnante che segnala come molti laici affollino i suoi corsi di teologia senza per\u00f2 conoscere la base. E cio\u00e8, il catechismo.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, bisogna tornare a dei catechismi seri, autentici. Anche qui Ratzinger ha ragione, dobbiamo ritrovare la struttura ineliminabile di ogni vera catechesi: il Credo, il Pater, i Sacramenti, il Dio creatore, il Dio redentore, lo Spirito che vive nella Chiesa. Non \u00e8 pi\u00f9 ammissibile che ciascuno si faccia un testo a suo gusto: da noi, nell\u2019area germanica, ne circolano a centinaia. Spesso non sono neppure autenticati dai. vescovi\u00bb.<\/p>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>TDL. GES\u00d9 PER LORO NON \u00c8 CHE UN PROFETA FALLITO<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ma ci sono catechismi ufficiali (come <i>Pierres Vivantes<\/i> in Francia) che sono stati approvati da tutta intera la Conferenza episcopale nazionale. Eppure sono stati criticati da Roma e si \u00e8 dovuto rivederli.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTorniamo qui al discorso sulle strutture anonime: spesso sono delle anonimit\u00e0, degli uffici, delle commissioni. non dei vescovi con nome e cognome che danno quelle approvazioni. E poi, temo proprio che presso certi vescovi vi sia come paura per certe minoranze aggressive. Si dice che quattro o cinque persone padroneggino intere conferenze episcopali, e tra le pi\u00f9 importanti e numerose\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Occorre pur riconoscere che i problemi di fronte ai quali si trovano certe Conferenze sona talmente spinosi da rendere difficile l\u2019unanimit\u00e0. La Conferenza episcopale brasiliana, per esempio, deve gestire un caso complicato come quello di Leonardo Boff.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLeonardo Boff, come Hans Kung, non \u00e8 pi\u00f9 cristiano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Quello che lei dice \u00e8 grave.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon lo dico io, Io dice lui. Nel suo libro, <i>Passione di Cristo, passione del cristiano<\/i>, decima edizione, ammette di non credere alla divinit\u00e0 di Ges\u00f9. Sostiene quanto gi\u00e0 sosteneva, agli inizi del secolo, Albert Schweitzer. Come lui, Boff d\u00e0 per scontato che la divinizzazione di Ges\u00f9 sia stata fatta dai discepoli dopo la Passione. Dunque, Ges\u00f9 non era che un profeta che predicava il Regno imminente. Il Regno non \u00e8 venuto, lo scacco \u00e8 stato totale. In questa luce, il grido sulla croce (\u201cDio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d) esprime la disperazione di un uomo che ha fallito\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Anche questo revival di vecchie tesi del liberalismo della Belle \u00c9poque europea potrebbe confermare il sospetto di molti: certe teologie della liberazione come esportazione verso il Terzo Mondo di prodotti ormai d\u00e9mod\u00e9s di intellettuali occidentali.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abC\u2019\u00e8 del vero. Il nocciolo di quelle teologie della liberazione viene dall\u2019Europa ma certa elaborazione in senso violento \u00e8 poi stata concepita sul posto. Uno dei padri della teologia della liberazione, il tedesco J.B. Metz, ha fatto conferenze in America latina, ma a molti, laggi\u00f9, \u00e8 sembrato troppo astratto: le sue teorie volevano trasformarle in rivoluzione armata. Credo che il documento della Congregazione per la Fede abbia ragione: non ci si pu\u00f2 servire delle analisi marxiste solo come una sorta di \u201cstrumento\u201d tecnico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Si discute anche del vero influsso sul popolo di certe teologie della liberazione: alcuni affermano che si tratta ancora di un fenomeno elitario.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMolti pensavano che la rivoluzione marxista si sarebbe realizzata in pochi anni. Questo non \u00e8 avvenuto, ma ora si indottrina il popolo, \u201ccoscientizzandolo\u201d con delle pubblicazioni al cui centro c\u2019\u00e8 il Cristo <i>libertad\u00f2r<\/i>, il \u201csovversivo nazareno\u201d. Ratzinger ha dato la precedenza a questo fenomeno perch\u00e9 qui si toccano i punti decisivi della fede. \u00c9 urgente che laggi\u00f9 si faccia qualcosa. I teologi non devono pi\u00f9 improvvisarsi sociologi ed economisti. Mi sembra che tutte le teologie della liberazione dimentichino che l\u2019essenziale del Nuovo Testamento \u00e8 la carit\u00e0: non occorre altro, basta viverla\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ma molti le obietterebbero che carit\u00e0 \u00e8 proprio aiutare i poveri a fare la rivoluzione.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAnche il Papa ha detto che bisogna privilegiare i poveri (questo \u00e8 Vangelo), ma a Puebla ha ribadito anche chiaramente che il cristiano deve rifuggire dalla violenza, che il clero non deve in alcun modo mescolarsi con una politica di parte. I \u201cpoveri di Jahv\u00e8\u201d della Bibbia non sono affatto il proletariato di Marx\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>I problemi sono tali e tanti che qualcuno, basandosi anche su quanto avviene in questi mesi, teme che la Chiesa possa divenire ingovernabile da Roma.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl Vaticano II impiega il termine di \u201ccomunione gerarchica\u201d per indicare la comunione di tutti i vescovi con Roma, simbolo visibile dell\u2019unit\u00e0. C\u2019\u00e8 da chiedersi se certi episcopati abbiano ancora con il Papa quella \u201ccomunione nell\u2019amore\u201d di cui parla, ad esempio, un san Cipriano\u00bb.<\/p>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>LEFEBVRE E I SUOI NON SONO I \u201cVERI CATTOLICI\u201d<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il suo discorso ritorna cos\u00ec alle Conferenze episcopali.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAd esse, il Concilio dedica una piccola frase. Alcuni ne hanno fatto invece il centro di tutto. Quando la struttura diventa troppo pesante, il vescovo finisce con l\u2019essere paralizzato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Qual \u00e8 il suo giudizio sullo stato attuale della liturgia?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSe giudico dall\u2019area germanica, ho l\u2019impressione che sia sobria e che, se fatta bene, (cio\u00e8 in modo davvero pio rispettosa del sacro <b>[sic!]<\/b>) sia ben accetta alla maggioranza di quelli che vanno ancora in chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Una risposta che conforta perch\u00e9 replica a certi ambienti integristi che della riforma liturgica hanno fatto il loro cavallo di battaglia. E il centro del movimento lefebvriano \u00e8 proprio qui, in Svizzera. Si dimentica troppo spesso che attacchi durissimi al Papa e a Ratzinger continuano a giungere proprio da quella direzione.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMonsignor Lefebvre e i suoi non sono i veri cattolici. L\u2019integrismo di destra mi sembra ancor pi\u00f9 incorreggibile del liberalismo di sinistra. Credono di sapere gi\u00e0 tutto, di non avere nulla da imparare. D\u2019altro canto \u00e8 contraddittoria la loro conclamata fedelt\u00e0 ai Papi, ma solo a quelli che gli danno ragione. Ma questo attacco a tenaglia, su due fronti, \u00e8 tipico di ogni fase dopo un Concilio\u00bb<\/p>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>LA CHIESA \u00c8 FEMMINA: MARIA VIENE PRIMA DI PIETRO<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Girando tra Europa e America del Nord si ha l\u2019impressione che le religiose, le suore, siano tra le pi\u00f9 sconcertate da certa predicazione, magari le pi\u00f9 sofferenti davanti alla crisi<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer una giusta risposta ai problemi della donna nella Chiesa bisogna ridare il posto che merita a una mariologia molto sobria e insieme molto buona. Bisognerebbe ricordare a tutti i cattolici &#8211; a cominciare dalle donne &#8211; che, nella Chiesa, Maria ha un posto ancor pi\u00f9 alto che quello di Pietro. La Chiesa \u00e8 una realt\u00e0 femminile ed \u00e8 posta davanti ai successori, maschi, degli apostoli: il principio-Maria (dunque, il principio femminile) \u00e8 pi\u00f9 importante di quello gerarchico stesso, affidato alla componente maschile. Alcune suore &#8211; spinte spesso da certa teologia di uomini &#8211; non vedono che i <i>cur\u00e9s<\/i>, i preti, pensano cosi che l\u2019ordinazione sacerdotale rappresenti il massimo del potere nella Chiesa. Ma questo \u00e8 clericalismo. Maria &#8211; e non si tratta di fare del sentimentalismo &#8211; \u00e8 il cuore della Chiesa. Un cuore femminile, che dobbiamo rivalutare come merita, in equilibrio con il servizio di Pietro. Questo non \u00e8 devozionismo: questa \u00e8 teologia della grande tradizione cattolica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Dunque, la devozione mariana cos\u00ec singolare di Giovanni Paolo II ha anche un significato teologico preciso?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 cos\u00ec. Il Papa sa che il perno nascosto della Chiesa non \u00e8 lui, \u00e8 Maria; non \u00e8 a caso che abbia voluto \u201cTotus Tuus\u201d come motto del suo pontificato. Non c\u2019\u00e8 bisogno, forse, di proclamare nuovi dogmi mariani, ma dobbiamo riscoprire la ricchezza di quelli che gi\u00e0 ci sono e che sono essenziali all\u2019equilibrio della fede autentica\u00bb.<\/p>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>TORNARE AL MODELLO TRIDENTINO DI SEMINARIO<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Le suore sono spesso in crisi. Ma anche il disagio dei preti non \u00e8 stato e non \u00e8 da poco. Quali sono le cause principali?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 spesso estremamente duro essere inviati in parrocchie scristianizzate, dove il curato non conta pi\u00f9 nulla. Una volta era il centro di tutto, ora deve correre dietro a qualcuno per cercare di trattenerlo. Ma per fronteggiare e sopportare questa<b> si<\/b>tuazione occorrerebbe un\u2019altra formazione dei preti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Che intende dire?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abBisogna tornare al modello tradizionale, direi \u201ctridentino\u201d, seppur prudentemente<b> <\/b>aggiornato, di seminario. Io sarei d\u2019accordo di non permettere alla maggior parte dei giovani seminaristi di<b> <\/b>studiare nelle universit\u00e0, come attualmente avviene. Devono studiare in seminari autentici, che siano seri, \u201cclericali\u201d: che li formino, cio\u00e8, ad essere \u201cclero\u201d, che li preparino al loro sempre pi\u00f9 duro servizio. Le universit\u00e0 esterne non possono fare questo. Il vescovo deve avere la possibilit\u00e0 di ricreare i seminari secondo le indicazioni date da Roma e nominarvi professori di sua fiducia. Ma spesso, anche se volesse farlo, ne \u00e8 impedito da tutte le strutture che gli sono state create intorno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il suo bilancio del post-Concilio sembra a chiazze: zone di luce e zone di ombra. Come, in effetti, sembra essere in realt\u00e0.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDopo ogni Concilio c\u2019\u00e8 stato il caos. Bisogna mettere nel bilancio anche certe cose che stanno nascendo e che sono come pianticelle; piccole per ora ma gi\u00e0 vigorose, i cui semi sono stati piantati dal Vaticano II. Oggi, sulle cattedre di teologia, giunge una generazione che aveva 18-20 anni nel \u201868 e che spesso porta nel suo insegnamento uno spirito liberale, di contestazione. Intanto, i grandi teologi di un tempo non ci sono pi\u00f9. Ma c\u2019\u00e8 anche una generazione nuova che si sta formando, giovani che si ribellano a certo conformismo, che intendono fare una teologia che sia insieme aperta alla Scrittura e alla grande tradizione cattolica. Anche tra i teologi gi\u00e0 in cattedra, ci sono persone solide che stanno ripensando in modo nuovo l\u2019intera fede. Un buon lavoro in questo senso \u00e8 stato fatto anche dal teologo Ratzinger. Lasciamo che lo Spirito lavori: ci sono dei virgulti che \u201cspingono\u201d, che stanno nascendo e che non sono certo contro il Concilio autentico, anzi sono nati da esso\u00bb.<\/p>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>NON BISOGNA RAGIONARE TROPPO DI CHIESA, MA VIVERLA<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Tra questi segni di speranza, il prefetto della Congregazione per la Fede mette anche i nuovi movimenti ecclesiali.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abE ha ragione. Essi sono, tra l\u2019altro, la possibilit\u00e0 per la Chiesa di fare una teologia vivente. Ma in alcuni, a uno slancio magnifico fa riscontro una tentazione di chiusura. Il pericolo, per alcuni, \u00e8 di divenire quasi delle s\u00e8tte, di chiudersi in se stessi, mentre occorre pi\u00f9 che mai \u201cabbattere i bastioni\u201d: essere, cio\u00e8, proiettati nella missione, verso il mondo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Non \u00e8, forse, un chiudersi istintivo per cercare di salvaguardare un\u2019identit\u00e0 cattolica che sentono minacciata?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIo cerco di costruire un istituto secolare al quale intendo comunicare uno spirito molto cattolico, un\u2019identit\u00e0 precisa di Chiesa. Ma, posta questa base, desidero che sia aperto al massimo, a tutti. La casa va sorvegliata e tenuta in ordine, ma le porte devono restare spalancate a chiunque voglia entrare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Lei si \u00e8 formato e ha lavorato per molti decenni nella Chiesa pre-conciliare. Ha poi vissuto, sempre come teologo, questo ventennio di post-Concilio. Che differenze avverte tra le due fasi?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abHa ragione il mio amico e maestro De Lubac e ha ragione Ratzinger quando rifiutano di parlare di Chiesa \u201cpre\u201d o \u201cpost\u201d conciliare. C\u2019\u00e8 una sola chiesa. Vedo i pregi e i difetti del prima e del dopo ma ci\u00f2 che mi \u00e8 sempre importato \u00e8 vivere il centro della Chiesa: questo non cambia e non cambier\u00e0 mai. Non bisogna ragionare troppo sulla Chiesa: bisogna innanzitutto viverla. Essendo al contempo consapevoli che essa sempre \u00e8 stata &#8211; e sempre sar\u00e0 &#8211; un piccolo gregge\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Sul suo tavolo c<\/b><b>\u2019<\/b><b>\u00e8 una foto del Papa. Questo mi conferma quanto \u00e8 ben noto: la sua amicizia, la sua stima profonda per Giovanni Paolo II. E si sa che i suoi sentimenti sono ricambiati.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, amo molto questo Papa. Ma in fondo, non \u00e8 questo che importa. Importante per tutta la Chiesa \u00e8 piuttosto il fatto che quest\u2019uomo vive di preghiera. Quando torna da quei suoi viaggi massacranti, tutto il suo seguito &#8211; dai prelati ai giornalisti &#8211; \u00e8 stordito dalla fatica. Lui no, lui \u00e8 raggiante: \u00e8 la preghiera che Io nutre. Quando \u00e8 venuto qui in Svizzera, qualcuno a Einsiedeln lo ha ingiuriato. Lui ha taciuto e poi, non si sa come, \u00e8 sparito. Dopo un po\u2019 Io hanno ritrovato: era in una cappella, prosternato davanti al tabernacolo. Al suo ritorno l\u2019ho visto a Roma: era pi\u00f9 che mai fresco, riposato. \u201cSantit\u00e0 &#8211; gli ho chiesto &#8211; come fa a non essere mai stanco?\u201d. Mi ha risposto ridendo: \u201cQuesto viaggio in Svizzera non \u00e8 stato che un allenamento per prepararmi alla visita in Olanda\u201d [dove infatti la contestazione clerico-progressista arriv\u00f2 al paradosso dei domenicani che lanciavano sassi contro il papa. Ndr]. Il suo segreto \u00e8 l\u2019orazione in cui \u00e8 continuamente immerso\u00bb.<\/p>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>IL CRISTIANESIMO NON \u00c8 <\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>ANONIMO<\/strong><strong>\u201d<\/strong><strong>, <\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>COME VORREBBE RAHNER<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Tra le cose che sembrano pi\u00f9 preoccupare il Papa, nei suoi viaggi al di fuori dell\u2019Europa, sembra esservi soprattutto la caduta della tensione missionaria verso i non cristiani.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, e di questa caduta \u00e8 responsabile anche una certa versione, diluita e forse mal digerita, della teologia di Karl Rahner, con la sua teoria del \u201ccristianesimo anonimo\u201d. Rahner ha forse fornito l\u2019occasione a certi teologi di esprimere ci\u00f2 che essi avevano latente: secondo loro, in ogni uomo, qualunque sia la sua credenza (o la sua non credenza) c\u2019\u00e8 gi\u00e0 la grazia, compito del cristiano sarebbe solo quello di fortificarlo nelle sue convinzioni. Poi, c\u2019\u00e8 stata un\u2019attenzione esclusiva, in ogni caso eccessiva, per la promozione socioeconomica: \u00e8 il Vangelo, in realt\u00e0, la prima ricchezza che dobbiamo donare ai poveri. Non si pu\u00f2 rimandare l\u2019annuncio del Cristo morto e risorto a quando saranno stati risolti i problemi economici\u00bb<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>DIALOGARE, SENZA ILLUSIONI<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Come svizzero di lingua tedesca, lei \u00e8 da sempre molto attento ai problemi dei rapporti tra le varie confessioni cristiane. Che giudizio d\u00e0 dell\u2019attuale momento ecumenico?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPurtroppo, il dialogo si \u00e8 rivelato un fantasma, una chimera. Non \u00e8 possibile dialogare con le Chiese che non hanno quel centro di unit\u00e0 visibile, concreto, che \u00e8 il Papato. Le Chiese protestanti sono talmente frantumate in tante denominazioni e divise poi al loro stesso interno, che ci si pu\u00f2 intendere con una persona, con un teologo; ma tutto si ferma l\u00ec perch\u00e9 certamente altri verranno a dire che non la pensano allo stesso modo. Ne ho avuto esperienza personale con Karl Barth: con molti incontri, con molto lavoro ci sembrava di essere giunti a una possibile base di accordo. Ma quando l\u2019abbiamo resa pubblica, ecco insorgere subito un altro professore di teologia di Zurigo, e poi un altro e un altro ancora, anch\u2019essi protestanti ma in completo disaccordo con quanto diceva Barth. E ci\u00f2 vale per tutto il mondo nato dalla Riforma; nessuno, ad esempio, potr\u00e0 mai far s\u00ec che l\u2019anglicanesimo sia una Chiesa, diviso com\u2019\u00e8 da sempre in vari tronconi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Una situazione deludente. Ma che, ci si augura, non vale per\u00f2 per le Chiese dell\u2019Oriente ortodosso.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPurtroppo vale anche per loro. Hai un bell\u2019abbracciare Atenagora: ci sar\u00e0 sempre un altro metropolita, un altro archimandrita, un altro vescovo che non \u00e8 d\u2019accordo. Anche nel discorso ecumenico, dunque, occorre realismo: la situazione (lo abbiamo visto di recente con il documento di Lima su Battesimo, Eucaristia, Matrimonio costato molto lavoro e respinto da molte Chiese) non permette di farsi illusioni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal sito vittoriomessori.it 25 maggio 2014 Quanto segue \u00e8 la versione di un libro-intervista scomparso e messo al bando trent\u2019anni fa: il controverso colloquio di Vittorio Messori e Hans Urs von Balthasar, \u00e9 stato pubblicato da pochi giorni dal sito Papale Papale ed integralmente ricopiata dal suo direttore, Antonio Margheriti Mastino. 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