{"id":70,"date":"2004-11-07T00:00:00","date_gmt":"2004-11-06T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2024-01-05T12:59:13","modified_gmt":"2024-01-05T11:59:13","slug":"lislam-e-la-civilta-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lislam-e-la-civilta-cattolica\/","title":{"rendered":"L\u2019Islam e La Civilt\u00e0 Cattolica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-31253\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/padre-fausti.jpg\" alt=\"padre fausti\" width=\"149\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/padre-fausti.jpg 500w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/padre-fausti-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 149px) 100vw, 149px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abstract: <\/strong><em>l&#8217;islam e la &#8220;Civilt\u00e0 Cattolica&#8221;.\u00a0 I<span style=\"color: #000000;\">n tempi recenti la rivista dei gesuiti si \u00e8 occupata del rapporto dell\u2019islam con il cristianesimo. Particolare importanza hanno avuto per\u00f2, sul piano storico-culturale sia del dialogo interreligioso, una serie di articoli pubblicati sulla\u00a0 rivista negli anni 1931-35 , in particolare quelli di padre Giovanni Fausti, che fu un precursore del dialogo tra cristiani e islam. Nei suoi articoli il p. Fausti utilizz\u00f2, oltre alle fonti letterarie dirette della religione islamica, anche gli strumenti interpretativi che la nuova scienza critica gli metteva a disposizione. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more-->A<span style=\"color: #000000;\">rticolo pubblicato su <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.laciviltacattolica.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/strong><\/a><\/span>\u00a0 n.3656 del 19 ottobre 2002<\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019Islam e \u00abLa Civilt\u00e0 Cattolica\u00bb<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>I\u00a0recenti fatti ci inducono a ricordare\u00a0 che ci furono tempi, anche non lontani dai nostri, in cui i rapporti tra musulmani e cristiani erano gi\u00e0 improntati a un tentativo di reciproco ascolto e dialogo. Gli articoli di padre Fausti: un precursore del dialogo tra musulmani e cristiani<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">di\u00a0<strong>Giovanni Sale S.J<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dopo gli attentati alle Torri di New York e al Pentagono di Washington, posti in essere da membri di Al-Qaeda, organizzazione terroristica che fa capo a Osama Bin Laden, si \u00e8 ripreso in Occidente a parlare di Islam. Gli atti di terrorismo, che hanno ucciso migliaia di persone innocenti, sono stati fermamente condannati da quasi tutti gli Stati, i quali hanno anche autorizzato attraverso l\u2019ONU, gli Stati Uniti e i loro alleati a compiere mirate azioni di polizia militare internazionale per sconfiggere tale doloroso flagello dell\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In questi mesi, molti hanno fatto sentire la propria voce di condanna e di rifiuto del terrorismo. Tale condanna andrebbe estesa, naturalmente, a ogni tipo di azione terroristica perpetrata\u00a0 sia da cristiani sia da musulmani sia da altri; infatti essa non pu\u00f2 trovare alcuna giustificazione nella fede religiosa, neppure in quella dell\u2019Islam, che crede in un Dio misericordioso (1), come i cristiani e gli ebrei . Questi recenti fatti ci inducono a ricordare\u00a0 che ci furono tempi , anche non lontani\u00a0 dai nostri, in cui i rapporti tra musulmani e cristiani erano gi\u00e0 improntati a un tentativo di reciproco ascolto e dialogo.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>P. Fausti: un precursore del dialogo tra musulmani e cristiani<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Pi\u00f9 volte\u00a0<em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, anche in tempi recenti, si \u00e8 occupata del rapporto dell\u2019islam con il cristianesimo. Particolare importanza hanno avuto per\u00f2, sul piano storico-culturale sia del dialogo interreligioso, una serie di articoli pubblicati sulla nostra rivista negli anni 1931-35 (2), che riprendiamo da un punto di vista storico. Per la prima volta in questi scritti si affronta tale tema utilizzando un approccio eminentemente storico-crisitco, nonch\u00e9 un linguaggio tipico del dialogo: non pi\u00f9 quello della polemica difensiva o offensiva, che aveva caratterizzato in passato molta lettura cristiana su questo argomento, ma quello del confronto e della valorizzazione dei punti in comune tra le due religioni. Tutto questo naturalmente a partire da una prospettiva cristiana fermamente presupposta ma che tentava di uscire dal proprio\u00a0<em>hortus conclusus<\/em>\u00a0per cerare di comprendere una religione per secoli considerata la principale nemica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli articoli furono scritti da p. missionario italiano in Albania, in una terra, cio\u00e8, di confine tra mondo cristiano e mondo islamico e perci\u00f2 particolarmente adatta al confronto tra le due religioni. Egli fu un precursore del dialogo islamico-cristiano e, pi\u00f9 in generale, un convinto sostenitore del \u00abVangelo dialogante\u00bb, inculturato nella fede e nella cultura del popolo. P.Fausti pag\u00f2 con la vita la propria fedelt\u00e0 al popolo albanese, di cui conosceva e amava le abitudini e la carit\u00e0: fu fucilato dai comunisti \u2013 con l\u2019accusa, infondata, di complottare contro il nuovo regime \u2013 la mattina del 4 marzo 1946 nei pressi del cimitero cattolico di Scutari, insieme a un confratello gesuita, un frate francescano e due seminaristi (3).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nei suoi articoli il p.Fausti utilizz\u00f2, oltre alle fonti letterarie dirette della religione islamica, anche gli strumenti interpretativi che la nuova scienza critica gli metteva a disposizione. In Europa infatti, come gi\u00e0 era accaduto per i testi sacri del cristianesimo, erano molti gli studiosi che sottoponevano a esame critico\u00a0 i testi religiosi dell\u2019islam, distinguendo anche una periodizzazione storica nella loro formazione. Ricordiamo che la stragrande maggioranza\u00a0 delle scuole islamiche ritengono che il Corano non sia soltanto un\u2019opera \u00abispirata dall\u2019alto\u00bb, ma \u00abdettata\u00bb direttamente da Allah, e in quanto tale \u00abincreata e senza tempo\u00bb. L\u2019intento di quegli studiosi , partendo naturalmente da una prospettiva occidentale, era di \u00abpurificare\u00bb i testi antichi dalle tante aggiunte o interpolazioni\u00a0 successive per meglio comprendere (sotto il profilo storico-religioso) il carattere dell\u2019islam primitivo. Il gesuita fece tesoro di tali ricerche e utilizz\u00f2 come schema interpretativo per la sua indagine sull\u2019islam i risultati di questo metodo \u00abstorico-critico\u00bb, rigettato ancor oggi dalla grande maggioranza dei musulmani<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dal diario delle consulte della\u00a0<em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>\u00a0risulta che fu lo stesso Pio XI a \u00abcommissionare\u00bb questi articoli. Il Papa desiderava che i cattolici conoscessero meglio il mondo dell\u2019islam; d&#8217;altronde l\u2019avventura coloniale, nella quale anche l\u2019Italia fascista poco dopo si sarebbe di nuovo lanciata, metteva sempre pi\u00f9 a contatto tra loro le due pi\u00f9 grandi religioni monoteiste. Dopo secoli di lontananza \u2013 dovuta al fatto che gli europei a partire dal Cinquecento avevano spostato dal Mediterraneo all\u2019Atlantico il centro dei propri interessi economici e commerciali \u2013 il rapporto tra questi due mondi, che precedentemente si erano incontrati e combattuti, ritornava ad annodarsi, sebbene con il giogo del colonialismo imposto\u00a0 alle nazioni islamiche dalle maggiori potenze occidentali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abFinora \u2013 diceva Pio XI \u2013 si \u00e8 fatto poco per avvicinare i musulmani . E\u2019 necessario studiare a fondo la lingua, la religione, i costumi, il loro modo di pensare; e quindi per via del\u00a0<em>bene facere<\/em>\u00a0rivolgersi a loro direttamente, procurando di acquistarne la stima e poi l\u2019amore\u00bb (4). E\u2019 su tale binario che, a partire dagli anni Trenta, si muovono gli interventi della\u00a0<em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>\u00a0su questo tema: il lavoro di redazione degli articoli, come abbiamo accennato, fu affidato non a un redattore della rivista, ma a un gesuita missionario, il quale, oltre ad avere una solida competenza nella materia, conosceva anche direttamente il mondo e la cultura islamica<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Va sottolineato ancora che in quel tempo il mondo della cultura laica occidentale, fuori dalla sfera degli specialisti di professione, guardava con un certo distacco \u2013 un misto di disprezzo e di curiosit\u00e0\u00a0 per l\u2019esotico \u2013 all\u2019Islam, sia come religione, sia come cultura: la maggior parte di questi \u00abrazionalisti\u00bb riteneva inutile occuparsi di \u00absuperstizioni orientali\u00bb, partendo dal presupposto \u00abrazionalista\u00bb\u00a0 dell\u2019indiscussa superiorit\u00e0 della cultura (laica e areligiosa) europea su quella islamica. Lo scrittore turco N\u00e2miq Kemal, nel secolo scorso se ne lamentava in questi termini: \u00abGli europei, che sanno consacrare delle vite intere a studiare le specie degli insetti, quando si tratta dell\u2019importante porzione dell\u2019umanit\u00e0 che siamo noi, danno prova di ignoranza o di una mezza scienza strabilianti. Essi hanno contro di noi dei pregiudizi che li accecano\u00bb (5).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo sfondo su cui vanno collocati questi articoli sull\u2019Islam, secondo una prospettiva pi\u00f9 marcatamente storica, \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 ampio: la Chiesa cattolica iniziava a rendersi conto che il secolarismo\u00a0 e l\u2019ateismo, nonch\u00e9 l\u2019ideologia comunista gi\u00e0 al potere in Unione Sovietica, minacciavano alla radice la societ\u00e0 occidentale, e che questi potevano essere pi\u00f9 efficacemente combattuti in unione con le altre religioni monoteiste, portatrici di alcuni valori morali comuni. Il razionalismo moderno (prevalentemente europeo), infatti, gi\u00e0 da tempo, aveva dichiarato guerra all\u2019ordine soprannaturale, escludendo a priori ogni speciale intervento di Dio nella storia degli uomini; per esso tutte le religioni erano ugualmente opera umana, frutto della paura e della superstizione dei popoli non ancora giunti allo stadio di sviluppo intellettuale che permette loro di affidarsi alla ragione critica, alla scienza e alla moderna tecnologia<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La\u00a0<em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>\u00a0riteneva che nella lotta contro \u00abrazionalisti\u00bb e \u00abcomunisti\u00bb, i quali intendevano eliminare Dio dalla storia dell\u2019uomo e in particolare emarginare la religione dalla sfera pubblica e sociale, l\u2019\u00abIslam dello spirito\u00bb &#8211; come lo chiama il p. Fausti con una sua peculiare distinzione, per differenziarlo da quello pi\u00f9 mondano, implicato nelle cose umane e politiche \u2013 poteva dare un grande contributo per il progresso dell\u2019umanit\u00e0 riaffermando, insieme al cristianesimo e all\u2019ebraismo, che Dio \u00e8 Signore della storia, e che non vi pu\u00f2 essere nessun vero progresso\u00a0 senza riconoscimento delle\u00a0 giuste e ineliminabili esigenze dello spirito e della trascendenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">A questo proposito \u2013 scrive il p. Fausti \u2013 i migliori tra i cristiani e i musulmani sono impensieriti dalla piega che stanno prendendo gli avvenimenti contemporanei. \u00abDalla Russia bolscevica si \u00e8 alzato un grido di guerra contro Dio e contro ogni fede religiosa: i ministri del culto cattolico furono accomunati alla furia persecutrice col clero delle Chiese separate e con i ministri del culto musulmano. La Repubblica sovietica tenta di rovinare coll\u2019imposizione di trattati rovinosi la giovane Turchia, mentre scatena gli odi antireligiosi nella Spagna cattolica e nel Messico martire\u00bb (p.24).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Molto apprezzato dai musulmani russi fu l\u2019aiuto economico che Pio XI invi\u00f2 nel 1931 per alleviare le pene degli islamici perseguitati dal regime sovietico. Il delegato dei musulmani residenti nell\u2019Unione Sovietica, Iyad Ishaqui, al Congresso generale di Gerusalemme lod\u00f2 apertamente la carit\u00e0 umana del Papa, aggiungendo: \u00ab[&#8230;] n\u00e9 S.M. Ibn Saud re di Higiaz e protettore dei luoghi santi, n\u00e9 gli ul\u00e2m\u00e2 [ulema] musulmani degli altri Paesi diedero ascolto ai lamenti\u00a0 di 30 milioni di musulmani, e neppure diedero loro il menomo aiuto morale\u00bb (p.142).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019intenzione del gesuita non era n\u00e9 di creare un generico concordismo teologico tra le due grandi religioni monoteiste, n\u00e9 tanto meno di metterle sullo stesso piano dal punto di vista delle verit\u00e0 di fede rivelate, ma, anticipando posizioni del Concilio Vaticano II, riteneva che si dovesse accogliere\u00a0 ci\u00f2 che di buono e di accettabile anche per il cristiano c\u2019\u00e8 nell\u2019Islam (6). Egli inoltre apprezzava i tesori di vita spirituale e ascetica che l\u2019Islam aveva prodotto nella sua storia secolare e li additava all\u2019Occidente cristiano come ricchezze da non sottovalutare: \u00abMentre l\u2019Islam si sta europeizzando al contatto con la nostra civilt\u00e0, siamo persuasi che esso pu\u00f2 portare un buon contributo di ricchezze culturali alla cultura occidentale. I suoi filosofi e i suoi teologi rappresentarono un periodo assai notevole nella storia del pensiero umano; i loro sforzi si concentrano spesso sui pi\u00f9 alti problemi religiosi, concernenti o la teodicea naturale o la rivelazione divina. Noi pensiamo che alcuni trattati dell\u2019<em>Ihya<\/em>\u00a0di Ghaz\u00e2li [&#8230;] starebbero bene in mano della nostra giovent\u00f9 studiosa\u00bb (p.69<\/span>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In ogni caso, continua l\u2019articolista, la nostra carit\u00e0 verso i fratelli islamici non potr\u00e0 mai diventare indifferenza religiosa o implicita accettazione di credenze che noi come cristiani riteniamo in contrasto con il Vangelo; \u00abma il cristiano sa che spesso, sotto l\u2019involontario errore, si nasconde l\u2019anelito di un\u2019anima che cerca sinceramente Dio e lo ama e gli ubbidisce secondo i dettami della propria coscienza\u00bb, e queste, come ci insegna la teologia cattolica, sono anime\u00a0 \u00abimplicitamente cristiane\u00bb, toccate dalla grazia di Dio e chiamate alla vita eterna (p.142). Eppure, nonostante le differenze profonde che separano le due religioni \u2013 continua p. Fausti \u2013 l\u2019islamismo \u00e8 pur sempre la religione che, meno di quanto comunemente si creda,\u00a0 sia allontana dal cristianesimo (p.9)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La ragione di tanta diffidenza tra cristiani e islamici sta nel fatto che questi due mondi si conoscono troppo poco\u00a0 e per questo sembrano stare \u00abl\u2019uno contro l\u2019altro armati\u00bb. Infatti spesso gli scrittori occidentali si sono sbizzarriti nel dire tutto il male possibile dell\u2019islam, credendo, a torto, di spingere i popoli verso una nuova vita di progresso e di civilt\u00e0. Ma al contrario \u00ab\u00e8 nostro ufficio di missionari cattolici, anzi di ogni laico cattolico, di ogni persona seria far sentire ai musulmani che noi non siamo dei gretti materialisti, che il cattolicesimo \u00e8 tutt\u2019altro che \u201creligione di corazzate e di mitragliatrici\u201d, come pensa Farhat Abbas.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La Chiesa cattolica vede con infinita tristezza che si confondono tanto\u00a0 spesso l\u2019opera sua e le sue intenzioni con le idee di un insensato imperialismo, che non \u00e8 meno antiscientifico che anticristiano;perch\u00e9 fondandosi sulla forza bruta, ignora i potenti segreti\u00a0 delle forze spirituali dell\u2019umanit\u00e0, le quali pure, come insegna la storia, presto o tardi finiscono col trionfare\u00bb (p. 141). Crediamo che non vi sia altro da aggiungere a queste illuminanti, quanto attuali, parole.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>La teologia islamica vista dalla \u00abCivilt\u00e0 Cattolica\u00bb<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019idea di fondo che percorre gli articoli del p. Fausti, e attraverso la quale l\u2019Autore fissa i punti di vicinanza, di contatto e allo stesso tempo di distanza e di opposizione tra le due religioni monoteiste, \u00e8 la distinzione, peraltro specifica del p. Fausti (7), tra un \u00abIslam della carne\u00bb e un \u00abIslam dello spirito\u00bb. Il primo sarebbe, secondo l\u2019articolista, una sorta di degenerazione dell\u2019Islam primitivo predicato da Maometto alla Mecca. In questa definizione rientrerebbero \u00abgli splendori mondani\u00a0 della paganeggiante corte di Baghdad, i loro loschi intrighi di palazzo e le dispute degli ul\u00e2m\u00e2 [ulema] coi sottili cavilli in cerca\u00a0 di una via d\u2019uscita per tirare la legge\u00a0 a proprio capriccio; le persecuzioni talvolta violente contro i migliori elementi dell\u2019Islam\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">All\u2019opposto i rappresentanti \u00abdell\u2019Islam dello spirito\u00bb sarebbero i sostenitori di una religione pure, indipendente dai legami politici, volta ad affermare la preminenza della trascendenza di Dio, anche attraverso una vita santa, votata alla rinuncia dei beni materiali. Questo Islam \u2013 continua l\u2019Autore &#8211; \u00abprima nascosto nell\u2019ombra, perch\u00e9 perseguitato dall\u2019Islam carnale, fu visto poi comparire arditamente in pubblico, sostenere la lotta decisiva contro gli ul\u00e2m\u00e2, suoi nemici mortali, e infine incorporarsi alla dottrina ortodossa musulmana col poderoso trattato\u00a0 della \u201cRivelazione delle scienze religiose\u201d di Ghaz\u00e2li (1058-1111). Con questo Islam iniziale cominci\u00f2 Maometto la sua carriera alla Mecca\u00bb (p.22). L\u2019Islam dello spirito ebbe pi\u00f9 di un tratto comune con il cristianesimo, anzi, questo \u00abnon cess\u00f2 mai di influire sulla corrente mistica e spirituale sviluppata in seno all\u2019islam\u00bb (p.23)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Anche l\u2019esperienza spirituale di Maometto, il profeta di Allah, \u00e8 segnata da questa dicotomia che ha attraversato tutta la storia islamica fino ai nostri giorni; anzi; proprio in essa trova il suo punto di riferimento pi\u00f9 sicuro. Secondo il p.Fausti, infatti, bisogna distinguere il Maometto della mecca, il predicatore dell\u2019unico vero Dio, misericordioso e compassionevole,\u00a0 il restauratore dell\u2019antica fede dei patriarchi e del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo corrotto dalla tradizione degli uomini, da quello di Medina, impegnato, spada alla mano, insieme ai suoi primi seguaci a combattere gli \u00abarabi idolatri\u00bb e a conquistare un impero vasto e potente, sul quale \u00abimpiantare il nuovo regno di Allah\u00bb e dal quale partire per universalizzarne, anche con la forza, il messaggio di verit\u00e0. \u00abQuando purtroppo ai primi impeti religiosi dell\u2019Ammonitore si sostituirono le mire\u00a0 politiche del profeta, in Medina si posero anche i fondamenti dell\u2019Islam carnale, e si scav\u00f2 quel solco fra le due opposte correnti, il quale si fece poscia sempre pi\u00f9 profondo\u00bb (p.22)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il p.Fausti, seguendo l\u2019idea che nel dibattito interreligioso bisogna partire \u00abdalle cose vere e buone\u00bb che uniscono le due religioni, in una serie di articoli mise a confronto la \u00abdogmatica\u00bb cristiana con quella islamica; egli basava tutta la sua trattazione su un assioma fondamentale: \u00abL\u2019Islam poggia tutto sopra la parola di Dio rivelata, e come rivelazione divina esso accetta il Pentateuco di Mos\u00e8, il vangelo di Ges\u00f9 Cristo, aggiungendovi il Corano di Maometto\u00bb. Per il Profeta, inoltre, come il Vangelo fu suggello della profezia per il popolo d\u2019Israele \u2013 che non lo accolse, e per questo verr\u00e0 giudicato\u00a0 nell\u2019ultimo giorno \u2013 cos\u00ec il Corano lo fu per il popolo arabo<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Secondo il p. Fausti, insomma, all\u2019inizio della sua predicazione per Maometto non c\u2019era contrapposizione fra\u00a0 cristianesimo e islamismo, ma complementariet\u00e0: soltanto che per lui il Vangelo, cio\u00e8 il libro dato da Dio a Ges\u00f9, predicato dai cristiani, sarebbe in realt\u00e0 non un Vangelo autentico, ma corrotto, al quale non si pu\u00f2 prestare fede. L\u2019articolista su questo punto d\u00e0 ragione al Profeta; infatti questi avrebbe conosciuto non l\u2019autentico Vangelo di Ges\u00f9 Cristo \u2013 quello cio\u00e8 da sempre custodito a annunciato dalla Chiesa Cattolica -, ma un Vangelo alterato, apocrifo, redatto da s\u00e9tte ereticali che vivevano da secoli in quella parte dell\u2019Oriente, abitato da popolazioni beduine<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Se Maometto \u2013 continua il p. Fausti \u2013 avesse conosciuto il vero Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, forse egli lo avrebbe accolto e predicato al suo popolo, come prima avevano fatto i discepoli del Nazareno. In ogni caso il Profeta ebbe simpatia per i cristiani, non condann\u00f2 mai la loro fede anche se la ritenne incompleta e viziata da gravi errori teologici, anzi in diverse occasioni li protesse. Si legge nella sura 2, 62 del Corano: \u00abCertamente coloro che credono e coloro che seguono la religione giudaica e i cristiani e i sabei,in una parola tutti quelli che credono in Dio e nel giorno ultimo e che avran fatto del bene, tutti costoro riceveranno una ricompensa dal loro Signore\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma quali furono i maggiori errori teologici che Maometto rimprovera ai cristiani del suo tempo? Essi riguardavano fondamentalmente la dottrina trinitaria e quella dell\u2019Incarnazione. Per quanto riguarda la prima, cos\u00ec egli la commenta nella sura 4, 169 del Corano: \u00abO gente del libro non oltrepassate il limite della vostra religione n\u00e9 dite di Dio se non la verit\u00e0. certo il Messia Ges\u00f9, figlio di Maria, \u00e8 legato ad Allah e suo Verbo, che fece discendere in Maria, e spirito suo. Credete dunque in Dio e ai suoi legati, ma non dite: tre. Astenetevene\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Infatti la Trinit\u00e0 del dogma cristiano, secondo Maometto che la combatteva, sarebbe composta da Allah, Ges\u00f9 e Maria. La sura 5, 116 su questo punto recita: \u00abE allora dir\u00e0 Allah: o Ges\u00f9 figlio di Maria, forse tu hai detto agli uomini: prendete me e la madre mia come due dii oltre Allah?\u00bb. Anche per la dottrina dell\u2019Incarnazione, Maometto utilizza fonti coeve ai Vangeli canonici (egli dice, per esempio, che ogni uomo \u00e8 toccato alla sua nascita da Satana, salvo Ges\u00f9 e Maria), ma apocrife; lo stesso vale per il racconto della morte di Ges\u00f9, dove, seguendo una teoria gnostica, afferma che al momento della morte il Messia fu sostituito da Dio con un altro uomo (Giuda il traditore), mentre Ges\u00f9 fu assunto in cielo (portando con s\u00e9 il suo Vangelo), e che ritorner\u00e0 nel gran giorno della resurrezione come testimone contro i giudei<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come \u00e8 evidente, queste non erano le dottrine che la Chiesa antica professava e insegnava, ma erano le sole che il Profeta e le popolazioni dell\u2019Arabia a quel tempo conoscessero; egli, inoltre, nelle dottrine (ereticali) professate dai cristiani dell\u2019Arabia, in particolare nella credenza gnostica che Ges\u00f9 fosse figlio \u00abnaturale\u00bb di Dio e che egli fosse Dio al pari di sua madre, vedeva annidato il pericolo del politeismo, che combatteva con tutte le sue forze alla Mecca<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Cos\u00ec il rapporto tra cristianesimo e Islam fu sin dall\u2019inizio inficiato da un sostanziale malinteso, che successivamente \u00abl\u2019Islam della carne\u00bb avrebbe continuato ad alimentare, tanto da creare tra le due religioni una distanza incolmabile, e questo diede luogo a tutte le sciagure che purtroppo successivamente arrivarono. L\u2019islam posteriore and\u00f2 sempre crescendo nella sua avversione al cristianesimo; ragioni politiche e questioni di interesse si mescolarono in questa gigantesca lotta secolare<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma la corrente mistica\u00a0 e le scuole riformiste del XIII secolo (ad esempio quella di Al Ghaz\u00e2li), le quali influirono anche sulla scolastica che si stava sviluppando nell\u2019Occidente cristiano, non cessarono mai di richiamarsi alle origini dell\u2019esperienza spirituale di Maometto, simpatizzando anche per il cristianesimo. Dal canto suo,\u00a0 questo vedeva sempre pi\u00f9 nell\u2019islam un pericolo incombente\u00a0 per la fede e per la civilt\u00e0 cristiana e quindi un nemico da combattere o in ogni caso da tenere lontano, sopratutto dopo la conquista della Terra Santa da parte dei turchi. Dove invece le due religioni monoteiste trovarono un punto di incontro, fu la dottrina spirituale predicata dalle scuole ascetiche dei s\u00fbfi, amanti della penitenza e dell\u2019ascesi mistica; animati dal desiderio di interiorizzare l\u2019islam ufficiale. Essi, come \u00e8 noto, furono costantemente combattuti e perseguitati da califfi e sultani (cio\u00e8 dai sostenitori \u00abdell\u2019Islam della carne\u00bb, pi\u00f9 interessati agli affari politici che a quelli spirituali.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><b>\u00abLa Civilt\u00e0 Cattolica\u00bb vista dal mondo islamico<\/b><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli articolo pubblicati sulla nostra rivista negli anni 1931-35 attirarono l\u2019attenzione di molti intellettuali islamici, i quali, pieni di sorpresa, apprezzarono il lavoro di p.Fausti e lodarono il coraggio e l\u2019audacia della\u00a0<em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, che, nonostante il suo punto di vista \u00abdi parte\u00bb, si dissociava apertamente dal coro, a quel tempo maggioritario, di quelli\u00a0 che, per difendere la religione laica del progresso, disprezzavano tutte le culture che si fondavano su tradizioni religiose e, in particolare, quella islamica, considerata oscurantista e perturbatrice dei \u00abcostumi naturali\u00bb. A conferma di quanto diciamo riportiamo un articolo apparso nel febbraio1935 su un giornale iracheno ,\u00a0<em>AL Tariq<\/em>. Tale scritto fu inviato per conoscenza, nella traduzione francese, dal segretario della Sacra Congregazione orientale all\u2019allora direttore della Civilt\u00e0 Cattolica, p. Carlo G.Rinaldi (8)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abUna rivista cattolica,\u00a0<em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, ha pubblicato una serie di articoli su \u201cl\u2019Islam e il cristianesimo\u201d. Essa ha seguito vie non ancora battute dal clero occidentale nello studio della religione musulmana. per questo abbiamo deciso di dare una sintesi di questi articoli ai lettori, perch\u00e9 questo movimento di idee nuove contribuir\u00e0 al bene del mondo inero. Alcuni pensatori europei hanno iniziato studiare l\u2019islam in modo realmente scientifico, senza lasciare traccia del detestato fanatismo. E\u2019 una buona cosa. ma quello che meglio, \u00e8 che persino gli uomini di chiesa studiano la religione musulmana e ne comprendono la bellezza e la diffusione<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abEssi dicono: \u201cI musulmani sono oggi in relazione con l\u2019Europa, essi approfittano della sua scienza e delle sue arti. Anche noi vogliamo approfittare della religione dei musulmani e della ricchezza del loro pensiero. I filosofi dell\u2019islam e i suoi s\u00fbfi hanno svolto una parte molto importante nella storia del pensiero umano. essi hanno tratto le pi\u00f9 sublimi\u00a0 questioni religiose e in particolare la Rivelazione. L\u2019orientalista spagnolo Miguel Asin Palacios ha provato che la nostra filosofia religiosa scolastica \u00e8 molto debitrice alla filosofia islamica e che Dante Alighieri e San Tommaso d\u2019Aquino vivevano in relazione semi-spirituale con il pensiero dell\u2019islam. In effetti la maggior parte delle pubblicazioni dei sapienti musulmani, e in particolare di Al-Ghaz\u00e2li, possono essere messe in mano a studenti cattolici. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Noi chiediamo fin d\u2019ora un\u2019interpretazione dei libri di Al-Ghaz\u00e2li fatta da penne cristiane, perch\u00e9 le opinioni di questo autore, esposte con una mirabile sintesi, la sua straordinaria potenza psicologica, i suoi studi approfonditi su molte questioni concernenti la morale e il sufismo, tutto ci\u00f2 ha una importanza\u00a0 che non deve essere minore, a nostro avviso, di quella degli scritti di san Giovanni Crisostomo. Quello che diciamo di Al-Ghaz\u00e2li pu\u00f2 dirsi di decine e anche di centinaia di autori musulmani. Gli studi di questi grandi pensatori danno alla nostra filosofia cristiana vita e vigore e rivelano ai nostri giovani studenti una fede nuova nella forza dello spirito umano; questo spirito al quale Dio ha dato la forza di elevarsi al di sopra delle questioni materiali e del mondo sensibile, verso il cielo e l\u2019infinito dove gli sono posti i pi\u00f9 grandi interrogativi dell\u2019esistenza<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abIl fanatismo\u00a0 ci ha impedito finora di studiare l\u2019islam e di conoscerne la verit\u00e0. Noi lo consideravamo come una cattiva confessione nella storia delle religioni. ma oggi conosciamo la bellezza dell\u2019islam e la nobilt\u00e0 dei suoi insegnamenti. per questo desideriamo avvicinarci ai musulmani non per debolezza o per paura, ma col desiderio di affermare il pensiero religioso nel mondo e dare il colpo di grazia alle tendenze atee. Alcuni scrivono che il ricordo doloroso delle crociate \u00e8 un ostacolo all\u2019unit\u00e0 tra musulmani e cristiani, ma dobbiamo ricordarci che queste guerre sono state suscitate dall\u2019ignoranza dei fatti. per questo dobbiamo considerarle come uno spiacevole errore di cui non si considera il ritorno, e che non deve essere un ostacolo alla reciproca comprensione. Noi dobbiamo ricordare che esiste oggi un nemico che minaccia l\u2019islam\u00a0\u00a0 e il cristianesimo: \u00e8 l\u2019empiet\u00e0 di cui i bolscevichi portano la bandiera. Inoltre ci rende felici vedere che Sua Santit\u00e0 il Papa guardi i musulmani in una maniera nuova, con sentimenti di amore [\u2026]\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abAccanto a questi cambiamenti di pensiero verso i musulmani e i loro pensatori, cambia ugualmente il modo di vedere\u00a0 il Profeta arabo. Quelli che lo calunniavano accusandolo di materialismo e di sensualit\u00e0 ignoravano tutto. Egli, infatti, pass\u00f2 25 anni con una sola moglie, Khadija; visse una vita umile, mortificata, sopport\u00f2 la persecuzione e diversi guai\u00a0 a causa della sua missione. Quanto alle molte mogli, ci\u00f2 era dovuto ad uno scopo politico, non a passione carnale. Tutti gli uomini giusti, studiandola sua vita quale fu e non come l\u2019hanno dipinta quelli che avevano interesse a denigrarla, riconosceranno che egli fu di un livello umano al di sopra di tutti gli uomini\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Questa \u00e8 la lettura che l\u2019autore islamico faceva degli scritti del p.fausti. Ci\u00f2 che a noi interessa in questa sede non \u00e8 tanto verificare la congruit\u00e0 delle sue affermazioni con ci\u00f2 che realmente il gesuita scrisse nei suoi articoli, ma soltanto sottolineare, e non \u00e8 poca cosa, il modo \u00abamichevole\u00bb con cui questi furono accolti e commentati in una parte del mondo musulmano. Ci chiediamo, soltanto, se oggi accadrebbe la stessa cosa.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Conclusione<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli articoli del p. Fausti davano un\u2019immagine nuova, del tutto inedita, dell\u2019islam, a quel tempo poco conosciuto nell\u2019ambito della cultura cattolica; alcune delle sue intuizioni, inoltre, trovarono successivamente conferma nel decreto sul dialogo interreligioso del Concilio Vaticano II (Dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em>, n.3). Ancora oggi, attraverso questi scritti, scopriamo una tradizione religiosa e culturale ricca e varia, che per lungo tempo \u00e8 vissuta in feconda osmosi con quella cristiana. Ci furono secoli, infatti, in cui nel Mediterraneo, <em>mare nostrum<\/em>\u00a0comune alle tre grandi tradizioni monoteiste, non passavano solo mercanzie, navi cariche di soldati e di armi per combattere, ma anche idee ed esperienze spirituali condivise e rispettate in parte da tutti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il fondamentalismo islamico di questi ultimi decenni ha per cos\u00ec dire seppellito, oscurato questa comune, sebbene diversa, tradizione di civilt\u00e0 e di fede. Ma qual \u00e8 l\u2019origine storica di questa nuova ondata di fondamentalismo? E\u2019 vero, come si afferma, che anche l\u2019islam \u00e8 una religione \u00abmonolitica\u00bb, immutabile, astorica? Secondo alcuni studiosi arabi occidentali il riformismo \u00e8 uno dei pilastri della storia dell\u2019islam: \u00abDurante il periodo classico\u00a0 fino al XIII secolo \u2013 sostiene Mohamed Arkuon, storico del pensiero islamico alla Sorbona III di Parigi \u2013 ci furono riformisti come Al-Ghaz\u00e2li o gli andalusi Shatibi e Ibs Hazou (10)\u00bb. Questo pensiero, continua l\u2019autore,\u00a0 \u00e8 stato pluralista, e nessuna scuola cranica a quel tempo poteva imporre il proprio particolare punto di vista alle altre senza prima dialogare per giungere ad una soluzione concordata<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per l\u2019islam storico tutto cambi\u00f2 a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, quando gli imperi coloniali \u2013 formati nel secolo precedente o anche poche decine di anni prima \u2013 cominciarono a crollare, e nei Paesi prima colonizzati salirono al potere gruppi nazionalisti che professavano un islamismo integralista e fondamentalista. Tutti questi Stati post coloniali, secondo il professore della Sorbona, operarono una sorta di\u00a0<em>coup de force<\/em><i>\u00a0<\/i>teologico, volgendo a loro profitto la libert\u00e0 spirituale dei musulmani di avere accesso al libero dibattito sulle interpretazioni del testo cranico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019islam, scrive Arkoun, \u00e8 infatti \u00abteologicamente protestante e politicamente cattolico\u00bb, nel senso che ogni musulmano \u00e8 abilitato, secondo la tradizione classica, a leggere e interpretare il testo sacro secondo i dettami del libero esame. \u00abSi assiste invece oggi ad una statalizzazione della religione, nella quale il ministro degli affari religiosi prende le decisioni sotto il controllo del partito unico\u00bb (11); cos\u00ec \u00e8 venuto meno ogni spiraglio di riformismo religioso, tanto che la religione \u00e8 diventata, in alcuni casi, \u00abun\u2019espressione ideologizzata\u00bb del fanatismo politico (12).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per utilizzare l\u2019immagine del p. Fausti, questo sarebbe appunto l\u2019\u00abIslam della carne\u00bb, cio\u00e8 la religione sottoposta\u00a0 agli interessi mondani, alla politica e al nazionalismo fanatico e intransigente, che toglie alla fede ogni slancio verso un progetto di vera fratellanza universale, sentimento comune a tutti\u00a0 gli uomini che adorano Dio. Chi uccide invocando il nome dell\u2019Altissimo e del Misericordioso commette un grave peccato contro l\u2019unico Dio e un crimine contro la coscienza di tutti gli uomini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Note:<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(1)<\/strong>\u00a0Nel Corano si legge: \u00abVoi non deciderete pi\u00f9 le vostre dispute nel sangue come al tempo dell\u2019ignoranza\u00bb e in riferimento al proselitismo: \u00abNessuna costrizione in materia religiosa\u00bb (sura 2, 256).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(2)<\/strong>\u00a0Gli articoli pubblicati dal p. G. Fausti sulla\u00a0<em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>\u00a0furono i seguenti: \u00ab<em>Islamismo e Cristianesimo<\/em>\u00bb (1931 III 44-52; 218-244); \u00ab<em>Le fonti craniche e il vangelo cristiano<\/em>\u00bb (1931 III 326-340); \u00ab<em>I valori della vita nella concezione cristiana e nella musulmana<\/em>\u00bb (1932 II 117-131); \u00ab<em>Islamismo e Cristianesimo di fronte alla rivelazione divina<\/em>\u00bb (1932 III240-250; 353-361); \u00ab<em>Morale cristiana e morale musulmana<\/em>\u00bb (1932 IV 31-50); \u00ab<em>Asceti e mistici nell\u2019Islam<\/em>\u00bb (1932 i 433-446); \u00ab<em>L\u2019Islam nella luce del pensiero cattolico<\/em>\u00bb (1933 III 156-169); \u00ab<em>La Chiesa cattolica e l\u2019Islam<\/em>\u00bb (1935 III 63-67). Questi articoli sono stati poi riuniti nel volume\u00a0<em>L\u2019Islam nella luce del pensiero cristiano<\/em>, Roma, La Civilt\u00e0 Cattolica, 1933. nelle citazioni faremo riferimento a questo volume, riportando nel testo il numero di pagina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(3)<\/strong> Sul p. Fausti si veda la documentata biografia di A. Guidetti,\u00a0<em><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/seminario.atcult.it\/semarc\/resource?uri=118287\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un precursore del dialogo islamico-cristiano: p. Giovanni Fausti, martire in Albania<\/a><\/span>,<\/em><i>\u00a0<\/i>Roma, La Civilt\u00e0 Cattolica, 1974. Nell\u2019introduzione al libro si legge una dedica di Papa Paolo VI\u00a0 che dice: \u00abA quanti servono e onorano la memoria del compianto ed eroico p. Giovanni Fausti S.I., nel XXV anniversario della sua morte, mandiamo la nostra confortatrice benedizione, esprimiamo il nostro cordoglio e assicuriamo il nostro suffragio, sempre ricordando il compagno di studi, ammirando la sua dedizione alla vita religiosa e la sua valorosa testimonianza della fede cattolica, e auspicando che dal suo sacrificio abbia conforto ed esempio la Chiesa paziente. Paulus PP VI\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(4)<\/strong>\u00a0La citazione \u00e8 tratta dal periodico bergamasco\u00a0<em>Vita Missionaria<\/em>, novembre 1931.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(5)<\/strong>\u00a0N. Kemal,\u00a0<em>Apologia contro Renan<\/em>, Costantinopoli, Mahmud bey, 1926,45.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(6)<\/strong>\u00a0\u00abMostrando le relazioni fra islamismo e cristianesimo, non vogliamo gi\u00e0 dire che le due religioni siano ugualmente buone, ma vogliamo mettere in luce il vero e il buono che c\u2019\u00e8 nell\u2019Islam, e cercare donde esso sia venuto\u00bb (p.12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(7)<\/strong>\u00a0Questa originale distinzione \u00e8 propria soltanto del p. Fausti. Egli la utilizza nei suoi scritti sull\u2019Islam come categoria interpretativa generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(8)<\/strong>\u00a0L\u2019articolo ha il seguente titolo: \u00abCambiamento importante nel mondo delle idee e delle credenze. Una rivista cattolica dice: \u201cBisogna approfittare delle credenze islamiche. Oggi noi conosciamo la verit\u00e0 dell\u2019Islam, che \u00e8 una grande religione\u201d. Il papa prende le difese dei musulmani russi. Bisogna allontanare il penoso ricordo delle crociate perch\u00e9 esse sono nate dal fanatismo e dall\u2019ignoranza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(9)<\/strong>\u00a0Archivio della\u00a0<em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>\u00a0(ACC),\u00a0<em>Fondo p.Rinaldi<\/em>, 14, 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(10)<\/strong>\u00a0M. Arkoun, \u00ab<a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/archives\/article\/2001\/10\/07\/ce-ne-sont-pas-les-bombes-et-les-bateaux-qui-vont-resoudre-toute-cette-histoire_4195231_1819218.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ce ne sont pas les bombes et les bateaux qui vont r\u00e8soudre toute cette historie<\/a>\u00bb, in\u00a0<em>Le Monde<\/em>, 8 octobre 2001, 20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(11)<\/strong>\u00a0Ivi. Cfr ID.,\u00a0<em>L\u2019Islam: morale et politique<\/em>, Paris, Maisonneuve-Larose, 1986. Questa \u00e8 anche la tesi sostenuta dallo storico Andrea Riccardi, della Comunit\u00e0 sant\u2019Egidio, secondo il quale la \u00abnazionalizzazione delle religioni\u00bb avrebbe seriamente compromesso la pacifica convivenza tra i popoli in diverse regioni del medio oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(12)<\/strong>\u00a0dello stesso avviso \u00e8 il sociologo algerino Fouad Khaled Allam, dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, secondo il quale oggi \u00ab\u00e8 la politica a definire l\u2019identit\u00e0 religiosa dell\u2019Islam e non viceversa\u00bb. Egli inoltre ritiene che sul concetto islamico di \u00abguerra santa\u00bb si sia avuto negli ultimi tempi un vero e proprio \u00abdirottamento semantico\u00bb:\u00a0<em>Jihad<\/em>\u00a0(maschile in arabo, ma spesso tradotto al femminile per meglio assimilarlo a \u00abguerra santa\u00bb) da \u00abatto conforme alla volont\u00e0 di Dio\u00bb \u00e8 divenuto, malauguratamente per tutti, \u00abazione di guerra\u00bb contro i non musulmani (cfr \u00abBibbia e Corano, le vie per la pace passano dai testi sacri\u00bb, in\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>, 14 ottobre 2001). In arabo esistono due termini differenti per definire la guerra, il primo \u00e8\u00a0<em>harh<\/em>, che indica la guerra di aggressione, l\u2019altro \u00e8\u00a0<em>jihad<\/em>\u00a0di cui sovente parla il Corano e che significa (in base a una definizione letterale del testo): \u00abSforzarsi di camminare sul cammino di Dio\u00bb (<em>Jhiad fi sabil Allah<\/em>), o ancora: \u00abSforzo verso un fine determinato\u00bb. esiste per\u00f2 anche un significato \u00abmilitare\u00bb del termine\u00a0<em>jihad<\/em>, che indica per\u00f2\u00a0 la guerra di difesa: \u00abCombattete nel cammino di Allah quelli che vi combattono, ma non siate trasgressori: Allah non ama i trasgressori\u00bb (Sura 2, 186.13) All\u2019epoca di Maometto il\u00a0<em>jihad<\/em>\u00a0contro cristiani ed ebrei non fu praticato che molto tardivamente. Questi infatti, come si \u00e8 detto, non erano considerati dal profeta, almeno nei primi tempi, come nemici della fede. Soltanto a partire dal periodo di Medina, troviamo nel Corano parole dure, rivolte a cristiani e a giudei. Cfr A. Meddeb, \u00ab<a href=\"https:\/\/www.seuil.com\/ouvrage\/la-maladie-de-l-islam-abdelwahab-meddeb\/9782020134934\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La maladie de l\u2019Islam<\/em><\/a>\u00bb, in\u00a0<em>Esprit,<\/em>\u00a0octobre 2001, 75-92. vv<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abstract: l&#8217;islam e la &#8220;Civilt\u00e0 Cattolica&#8221;.\u00a0 In tempi recenti la rivista dei gesuiti si \u00e8 occupata del rapporto dell\u2019islam con il cristianesimo. 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