{"id":69,"date":"2004-11-07T00:00:00","date_gmt":"2004-11-06T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2024-01-05T12:56:52","modified_gmt":"2024-01-05T11:56:52","slug":"cristiani-nei-paesi-islamici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cristiani-nei-paesi-islamici\/","title":{"rendered":"Cristiani nei paesi islamici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31250 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/cristiani_perseguitati.jpg\" alt=\"cristiani nei paesi islamici cittadini di serie B\" width=\"273\" height=\"185\" \/><span style=\"color: #000000;\">Abstract:<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><em> Cristiani nei paesi islamici, come vivono, a quali discriminazioni sono sottoposti, il regime della dhimma e l&#8217;erosione del cristianesimo in Medio Oriente, dove erano presenti ben prima dell&#8217;invasione mussulmana. <\/em><\/span><span style=\"color: #000000;\"><em>Segue l&#8217;intervista a Youssef Sidhom \u00e8 direttore del settimanale \u201cWatani\u201d sulla condizione dei cristiani in Egitto<\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">per gentile autorizzazione della rivista, un ampio estratto dell\u2019articolo, \u00a0uscito su \u201c<a href=\"https:\/\/www.laciviltacattolica.it\/articolo\/i-cristiani-nei-paesi-islamici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/strong>\u201d<\/a> n. 3680 del 18 ottobre 2003<\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">I cristiani nei paesi islamici<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0di\u00a0<strong>Giuseppe De Rosa S.J.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come vivono i cristiani nei paesi a maggioranza islamica? [&#8230;] Si deve rilevare anzitutto un fatto in apparenza assai curioso: in tutti i paesi dell\u2019Africa del Nord (Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco), prima dell\u2019invasione musulmana e nonostante l\u2019invasione dei vandali, c\u2019erano fiorenti comunit\u00e0 cristiane, che avevano dato alla Chiesa universale grandi personalit\u00e0, come Tertulliano, san Cipriano, vescovo di Cartagine, morto martire nel 258, sant\u2019Agostino, vescovo di Ippona e san Fulgenzio, vescovo di Ruspe. Ma dopo la conquista araba, il cristianesimo fu assorbito a tal punto dall\u2019Islam che oggi esso \u00e8 presente con un significativo numero di fedeli soltanto in Egitto con i copti ortodossi e con altre piccole minoranze cristiane, che rappresentano in tutto il 7-10 per cento della popolazione egiziana<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo stesso si deve dire del Medio Oriente (Libano, Siria, Palestina, Giordania, Mesopotamia), nel quale c\u2019erano fiorenti terre cristiane prima dell\u2019invasione islamica e in cui oggi sono presenti solamente piccole comunit\u00e0 cristiane, a eccezione del Libano dove i cristiani costituiscono una significativa parte della popolazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per quanto riguarda l\u2019attuale Turchia, essa era stata nei primi secoli cristiani la terra in cui il cristianesimo aveva dato i suoi frutti migliori nel campo sia della liturgia e della teologia, sia della vita monastica. L\u2019invasione dei turchi selgiuchidi e la conquista di Costantinopoli da parte di Mehmet II (1453) condussero alla costituzione dell\u2019impero ottomano e alla pratica distruzione del cristianesimo nella penisola anatolica. Cos\u00ec oggi in Turchia i cristiani si aggirano intorno ai 100.000, tra i quali un piccolo numero di ortodossi, che vivono attorno al Phanar, sede del patriarca ecumenico di Costantinopoli, il quale ha il primato di onore sul mondo ortodosso e col quale sono in comunione ecclesiastica otto patriarcati e molte Chiese autocefale in Oriente e in Occidente, con circa 180 milioni di fedeli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In conclusione, possiamo storicamente constatare che in tutti i luoghi in cui si \u00e8 imposto l\u2019islam con la sua azione militare, che per la sua rapidit\u00e0 e la sua estensione ha pochi esempi nella storia, il cristianesimo, che vi era straordinariamente fiorente e radicato da secoli, \u00e8 praticamente scomparso oppure si \u00e8 ridotto a piccole isole in uno sterminato mare islamico. Come ci\u00f2 sia potuto accadere non \u00e8 facile spiegarlo. [&#8230;]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In realt\u00e0, la riduzione del cristianesimo a piccola minoranza non fu dovuta a forme di persecuzione religiosa violenta, ma alla condizione in cui i cristiani, nell\u2019organizzazione dello Stato islamico, erano costretti a vivere. [&#8230;]<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>IL VOLTO GUERRIERO DELL\u2019ISLAM: IL \u201cJIHAD\u201d<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Secondo il diritto musulmano, il mondo \u00e8 diviso in tre parti: dar al-harb (casa della guerra), dar al-islam (casa dell\u2019islam) e dar al-\u2018ahd (casa del patto), cio\u00e8 i paesi con i quali \u00e8 stato stipulato un patto. [&#8230;]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Quanto ai paesi appartenenti alla &#8220;casa della guerra&#8221;, la legge canonica islamica non riconosce altre relazioni con essi se non quelle proprie della &#8220;guerra santa&#8221; (jihad), che significa &#8220;sforzo&#8221; nella via di Allah e che ha due significati, i quali sono ugualmente essenziali e che non devono essere dissociati, quasi che l\u2019uno possa sussistere senza l\u2019altro. Nel primo significato, il jihad indica lo &#8220;sforzo&#8221; che il musulmano deve compiere per essere fedele ai precetti del Corano e in tal modo migliorare la propria &#8220;sottomissione&#8221; (islam) ad Allah; nel secondo, indica lo &#8220;sforzo&#8221; che il musulmano deve compiere per &#8220;combattere sulla via di Allah&#8221;, cio\u00e8 per lottare contro gli infedeli e diffondere l\u2019islam in tutto il mondo. Il jihad \u00e8 un precetto della massima importanza, tanto che talvolta viene annoverato tra i precetti fondamentali \u2013 come sesto &#8220;pilastro&#8221; \u2013 dell\u2019islam.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019obbedienza al precetto della &#8220;guerra santa&#8221; spiega il fatto che quella dell\u2019isl\u00e0m sia una storia di guerre senza fine per la conquista dei territori degli infedeli. [&#8230;] In particolare, tutta la storia islamica fu dominata dall\u2019idea della conquista delle terre cristiane dell\u2019Europa occidentale e dell\u2019impero romano d\u2019Oriente, la cui capitale era Costantinopoli. Cos\u00ec, durante lunghi secoli, l\u2019islam e la cristianit\u00e0 si affrontarono in terribili battaglie, che da un lato condussero alla conquista di Costantinopoli (1453), della Bulgaria, della Grecia e, dall\u2019altro, alla sconfitta dell\u2019impero ottomano nella battaglia navale di Lepanto (1571).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma lo spirito di conquista dell\u2019islam dopo Lepanto non cess\u00f2. L\u2019avanzata islamica in Europa fu definitivamente fermata soltanto nel 1683, quando Vienna fu liberata dall\u2019assedio ottomano dalle armate cristiane al comando di Giovanni III Sobieski, re di Polonia. [&#8230;] In realt\u00e0, per quasi mille anni l\u2019Europa \u00e8 stata sotto la costante minaccia dell\u2019islam, che per ben due volte ne ha messo in serio pericolo la sopravvivenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C<span style=\"color: #000000;\">os\u00ec, in tutta la sua storia, l\u2019islam ha mostrato un volto guerriero e uno spirito conquistatore a gloria di Allah, [&#8230;] contro gli &#8220;idolatri&#8221; che devono essere posti nell\u2019alternativa: convertirsi all\u2019islam o essere uccisi. [&#8230;] Quanto alla &#8220;gente del Libro&#8221; (cristiani, ebrei e sabei), i musulmani devono &#8220;combatterla finch\u00e9 i suoi membri non paghino il tributo, a uno a uno, umiliati&#8221; (s. 9, 29). [&#8230;]<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>IL REGIME DELLA \u201cDHIMMA\u201d<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Secondo il diritto musulmano, i cristiani, gli ebrei e i seguaci di altre religioni assimilate al cristianesimo e all\u2019ebraismo (i &#8220;sabei&#8221;) che abitano in uno stato musulmano appartengono a un ordine sociale inferiore, nonostante la loro eventuale appartenenza alla stessa razza, alla stessa lingua e alla stessa discendenza. La legge islamica non conosce i concetti di nazione e di cittadinanza, ma solamente l\u2019umma, l\u2019unica comunit\u00e0 islamica, per cui il musulmano, in quanto fa parte dell\u2019umma, pu\u00f2 vivere in qualsiasi paese islamico come nella sua patria: egli \u00e8 soggetto alle stesse leggi, trova le stesse usanze e gode della stessa considerazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<span style=\"color: #000000;\">nvece gli appartenenti alla &#8220;gente del Libro&#8221; sono soggetti alla dhimma, che \u00e8 una specie di patto bilaterale, consistente nel fatto che lo stato islamico autorizza la &#8220;gente del Libro&#8221; a risiedere sul proprio territorio, ne tollera la religione, le garantisce la &#8220;protezione&#8221; delle persone e dei beni e la difesa contro i nemici esterni. Cos\u00ec la &#8220;gente del Libro&#8221; (Ahl al-Kitab) diviene &#8220;gente protetta&#8221; (Ahl al-dhimma). In cambio di tale &#8220;protezione&#8221;, la &#8220;gente del Libro&#8221; si impegna a pagare allo stato islamico un\u2019imposta (jizya), che grava soltanto sugli uomini abili, di condizione libera, escludendo donne, bambini, infermi e vecchi, e a pagare un tributo, detto haram, sulle terre possedute.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per quanto riguarda la libert\u00e0 di culto, ai dhimmi sono proibite soltanto le manifestazioni esterne di culto, come il suono delle campane, le processioni con croci, i funerali solenni, la vendita pubblica di oggetti di culto o di altri articoli proibiti per i musulmani. Un musulmano che sposa una cristiana o un\u2019ebrea dovr\u00e0 lasciarla libera nell\u2019esercizio della sua religione e anche nell\u2019uso dei cibi permessi dalla sua religione, anche se proibiti a un musulmano, come la carne di maiale e il vino. I dhimmi possono conservare o riparare le chiese o sinagoghe che gi\u00e0 posseggono; ma, se non c\u2019\u00e8 stato un patto che permetta ad essi il possesso di terre proprie, non possono costruire nuovi luoghi di culto, perch\u00e9 per fare questo dovrebbero occupare una terra musulmana, che non pu\u00f2 essere ceduta a nessuno, essendo divenuta, con la conquista musulmana, terra &#8220;sacra&#8221; ad Allah.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nella sura 9, 29 il Corano afferma che la &#8220;gente del Libro&#8221;, oltre ad essere costretta a pagare le due tasse di cui si \u00e8 detto sopra, va sottoposta ad alcune restrizioni, come il vestire in modo speciale, la proibizione di portare armi e di montare a cavallo. Inoltre i dhimmi non possono far parte dell\u2019esercito, essere funzionari dello stato, essere testimoni in giudizi tra i musulmani, prendere in moglie le figlie di questi, essere tutori di minori musulmani o tenere schiavi musulmani. Non possono ereditare da musulmani, n\u00e9 questi da essi; sono per\u00f2 permessi i legati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo scioglimento della dhimma sopravviene, anzitutto, con la conversione della &#8220;gente del Libro&#8221; all\u2019islam; ma i musulmani, specialmente nei primi secoli, non hanno visto con favore tali conversioni, perch\u00e9 significavano una grave perdita per l\u2019erario, che era tanto pi\u00f9 florido quanto pi\u00f9 numerosi erano i dhimmi, che pagavano la tassa personale e l\u2019imposta fondiaria. Lo scioglimento della dhimma poteva avvenire, inoltre, per il mancato adempimento del &#8220;patto&#8221;, nel caso cio\u00e8 che i dhimmi prendessero le armi contro i musulmani; nel caso che rifiutassero di stare sottomessi o di pagare i tributi; nel caso che rapissero una musulmana, bestemmiassero o oltraggiassero in qualche maniera il profeta Muhammad e la religione islamica; nel caso, infine, che facessero allontanare un musulmano dall\u2019islam, cercando di convertirlo alla propria religione. Secondo la gravit\u00e0 di ciascun caso, la pena poteva essere la confisca dei beni, la riduzione in schiavit\u00f9 o la pena di morte; salvo che chi avesse commesso tali delitti non si convertisse all\u2019islam. In tal caso, ogni pena era abolita.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">CONSEGUENZA: L\u2019EROSIONE DEL CRISTIANESIM<\/span>O<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 evidente che la condizione di dhimmi, prolungandosi nei secoli, ha portato lentamente, ma inesorabilmente, alla quasi sparizione del cristianesimo nelle terre musulmane: la condizione di inferiorit\u00e0 civile, che impediva ai cristiani di accedere alle cariche pubbliche, e la condizione d\u2019inferiorit\u00e0 religiosa, che li chiudeva in una vita e una pratica religiosa asfittica e senza nessuna possibilit\u00e0 di sviluppo, poneva i cristiani o nella necessit\u00e0 di emigrare o, pi\u00f9 frequentemente, nella tentazione di passare all\u2019islam. Tanto pi\u00f9 che un cristiano non poteva sposare una donna musulmana se non si convertiva all\u2019islam, anche perch\u00e9 i suoi figli dovevano essere educati nell\u2019islamismo. C\u2019era inoltre per un cristiano passato all\u2019islam la possibilit\u00e0 di divorziare con estrema facilit\u00e0, mentre il cristianesimo proibiva il divorzio. D\u2019altra parte, i cristiani che si trovavano nei territori musulmani erano fortemente divisi tra loro \u2013 e spesso anche nemici \u2013 poich\u00e9 appartenevano a Chiese diverse per confessione (Chiese calcedonesi e non-calcedonesi) e per riti (siro-orientale, antiocheno, maronita, copto-alessandrino, armeno, bizantino): cosicch\u00e9 ogni mutuo aiuto era praticamente quasi impossibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il regime della dhimma \u00e8 durato per oltre un millennio, sia pure non sempre e dappertutto nella forma dura datagli dalle &#8220;condizioni di \u2018Umar&#8221;, secondo le quali non soltanto i cristiani non hanno diritto a costruire nuove chiese e a restaurare quelle esistenti, anche se cadono in rovina (e, se hanno il permesso di costruire dalla benignit\u00e0 del governatore musulmano, le chiese non devono essere di grandi dimensioni: l\u2019edificio dev\u2019essere pi\u00f9 modesto di tutti gli edifici religiosi dei dintorni); ma le chiese pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 belle devono essere trasformate in moschee. Tale trasformazione faceva s\u00ec che le chiese-moschee non potessero pi\u00f9 essere rese alla comunit\u00e0 cristiana, perch\u00e9 un luogo divenuto moschea non pu\u00f2 essere destinato ad altro uso<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La conseguenza del regime della dhimma \u00e8 stata l\u2019&#8221;erosione&#8221; delle comunit\u00e0 cristiane e il passaggio di molti cristiani all\u2019islam per motivi economici, sociali e politici: per trovare un lavoro migliore, per godere di maggiore considerazione sociale, per partecipare alla vita amministrativa, politica e militare, e non vivere in una condizione di perpetua discriminazion<\/span>e.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Negli ultimi secoli, il sistema della dhimma ha sub\u00ecto alcune attenuazioni, anche perch\u00e9 pure nei paesi musulmani hanno preso piede la nozione di cittadinanza e quella di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte allo stato. In pratica, tuttavia, la concezione tradizionale resta presente. [&#8230;] Il cristiano, che lo voglia o no, \u00e8 ricondotto suo malgrado al concetto di dhimmi, anche se il termine non ricorre pi\u00f9 nel diritto attuale di buona parte dei paesi a maggioranza islamica<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P<span style=\"color: #000000;\">er comprendere la condizione attuale di questi cristiani, bisogna rifarsi alla storia dei secoli XIX e XX. Nel secolo XIX, nell\u2019impero ottomano, in cui vigeva il sistema del millet, furono introdotte le tanzimat, &#8220;regolamentazioni&#8221; di impronta liberale. [&#8230;] Dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento fino alla fine della prima guerra mondiale ci fu nel mondo arabo un movimento di &#8220;Risveglio&#8221; (Nahda), sotto l\u2019influsso occidentale, nel campo della letteratura, della lingua e del pensiero. Molti intellettuali furono conquistati dalle idee liberali<\/span>.\u00f9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">D\u2019altra parte, i cristiani strinsero forti legami con le potenze occidentali \u2013 in particolare con la Francia e la Gran Bretagna \u2013 che, dopo la dissoluzione dell\u2019impero ottomano, ottennero il protettorato sui paesi che facevano parte di esso. Questo fatto permise ai cristiani sia una maggiore libert\u00e0 civile e religiosa, sia una crescita del loro livello culturale. Inoltre, nella prima met\u00e0 del secolo XX, nacquero vari partiti politici d\u2019intonazione nazionalista e socialista, e dunque laici, come il Ba\u2018th, Partito socialista della risurrezione araba, fondato alla fine degli anni trenta a Damasco dall\u2019insegnante siriano Michel \u2018Aflaz, di religione greco-ortodossa, che nel 1953 si fuse col Partito popolare siriano, fondato nel 1932 dal libanese greco-ortodosso Antun Sa\u2018ada. Infine, in vari paesi islamici sorsero regimi politici ispirati ai princ\u00ecpi liberali e laici dell\u2019Occidente europeo<\/span>.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>N<span style=\"color: #000000;\">ASCITA DELL\u2019ISLAMISMO RADICALE<\/span><\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Questi fatti suscitarono nel mondo islamico una forte reazione, dovuta al timore che le idee laiche e i costumi &#8220;corrotti&#8221; del mondo occidentale, identificato con il cristianesimo, nuocessero alla purezza dell\u2019islam e costituissero un pericolo mortale per la sua stessa esistenza. Questa reazione era alimentata da un forte risentimento contro le potenze occidentali, che avevano osato imporre il loro dominio politico all\u2019islam, &#8220;la migliore nazione mai suscitata da Allah tra gli uomini&#8221; (Corano, s. 3, 110), e i loro costumi &#8220;depravati&#8221; alla &#8220;nazione (umma) che invita al bene, promuove la giustizia e impedisce l\u2019iniquit\u00e0&#8221; (ivi, s. 3, 104).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nacque cos\u00ec &#8220;l\u2019islamismo radicale&#8221; che si fece interprete delle frustrazioni delle masse musulmane. Hasan al Banna, Sayyd Qutb, Abd al-Qadir \u2018Uda in Egitto con i fratelli Musulmani; Abu l-A\u2018li al-Mawdudi in Pakistan e l\u2019ayatollah Khomeini in Iran ne sono i testimoni pi\u00f9 significativi e i loro seguaci, da Dakar e Kuala Lumpur, si sono moltiplicati . [&#8230;]<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>CONDIZIONE ATTUALE DEI CRISTIANI NEL MONDO ISLAMICO<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019islamismo radicale, il quale propone che in ogni stato islamico sia instaurata la shari\u2018a, sta prendendo piede in molti paesi islamici, in cui sono presenti gruppi di cristiani. \u00c8 evidente che l\u2019instaurazione della shari\u2018a renderebbe assai difficile la vita ai cristiani e la loro stessa esistenza sarebbe in continuo pericolo. Di qui l\u2019emigrazione massiccia dei cristiani dai paesi islamici verso i paesi occidentali: Europa, Stati Uniti, Canada e Australia. [&#8230;] Le stime degli arabi cristiani che sono emigrati negli ultimi decenni da Egitto, Iraq, Giordania, Siria, Libano, Palestina e Israele si aggirano intorno ai tre milioni, cio\u00e8 fra il 34,1 e 26,5 per cento del numero stimato di cristiani attualmente presenti nel Medio Oriente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Inoltre non bisogna sottovalutare fatti gravi avvenuti di recente a danno dei cristiani in alcuni paesi a maggioranza islamica. In Algeria, il vescovo di Orano, P. Claverie (1996), sette trappisti di Tibehirini (1999), quattro Padri Bianchi (1994) e sei suore di diverse congregazioni religiose sono stati barbaramente uccisi dai fondamentalisti islamici, anche se l\u2019assassinio \u00e8 stato condannato da numerosi responsabili musulmani. Nel Pakistan, che conta 3.800.000 cristiani su una popolazione per il 96 per cento islamica di 156.000.000 di abitanti, il 28 ottobre 2001 alcuni islamici entrarono nella chiesa san Domenico a Bahawalpur e uccisero a fucilate 18 cristiani. Il 6 maggio 1998, il vescovo cattolico John Joseph si era tolto la vita per protestare contro la legge sulla bestemmia, che punisce con la morte chi \u00e8 accusato di offendere Maometto anche solo &#8220;pronunciando parole, o con gesti e mediante allusioni, direttamente o indirettamente&#8221;. Dicendo, per esempio, che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il Figlio di Dio, si offende Maometto, il quale afferma che Ges\u00f9 non \u00e8 Figlio di Dio, ma suo &#8220;servo&#8221;. Perci\u00f2 con tale legge la vita dei cristiani \u00e8 in continuo pericolo di morte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In Nigeria \u2013 dove 13 stati hanno introdotto la shari\u2018a come legge dello stato \u2013, parecchie migliaia di cristiani sono state vittime di incidenti. Stanno avvenendo fatti gravi nel Sud delle Filippine e nell\u2019Indonesia, che con i suoi 212 milioni di abitanti \u00e8 il paese musulmano pi\u00f9 popoloso del mondo, a danno dei cristiani di Giava, di Timor Est e delle Molucche. Ma la situazione pi\u00f9 tragica \u2013 e purtroppo dimenticata dal mondo occidentale! \u2013 \u00e8 quella del Sudan, dove il Nord \u00e8 arabo e musulmano, e il Sud \u00e8 nero e cristiano e, in parte, animista. Dai tempi del presidente G. M. Nimeiry c\u2019\u00e8 uno stato di guerra civile tra il Nord, che ha proclamato la shari\u2018a e intende imporla con feroce violenza a tutto il paese, e il Sud che intende conservare e difendere la propria identit\u00e0 cristiana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il Nord si serve di tutta la sua potenza militare \u2013 finanziata dalle esportazioni di petrolio in Occidente \u2013 per distruggere i villaggi cristiani, impedire l\u2019arrivo di sussidi umanitari, uccidere il bestiame, fonte di sostentamento per molti sudanesi del Sud, fare razzie, in particolare di ragazze cristiane, che vengono portate al Nord, stuprate e vendute come schiave o concubine di anziani ricchi sudanesi. Secondo il rapporto 2001 di Amnesty International, &#8220;alla fine del 2000, la guerra civile, ripresa nel 1983, era costata la vita a quasi due milioni di persone ed era stata la causa dello sfollamento forzato di altri 4.500.000. Decine di migliaia di persone sono state spinte dal terrore a lasciare le proprie case nell\u2019area del Nilo superiore, ricca di petrolio, in seguito a bombardamenti aerei, esecuzioni di massa e torture&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Si deve infine ricordare un fatto che spesso si dimentica perch\u00e9 l\u2019Arabia Saudita \u00e8 la maggiore fornitrice di petrolio del mondo occidentale, e quest\u2019ultimo ha quindi interesse a non guastare i suoi rapporti con quel paese. In realt\u00e0, nell\u2019Arabia Saudita, dove vige il wahhabismo, non solo non \u00e8 possibile costruire una chiesa o anche un piccolissimo luogo di culto cristiano, ma \u00e8 severamente proibito con pene durissime ogni atto di culto cristiano e anche ogni segno di fede cristiana. Cos\u00ec circa un milione di cristiani e cristiane, che lavorano in Arabia Saudita, sono privati, con la violenza, di ogni pratica e di ogni segno cristiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Essi possono partecipare alla messa o ad altre pratiche cristiane \u2013 e anche allora con grave pericolo di perdere il lavoro \u2013 soltanto nei locali delle imprese petrolifere estere. Eppure, l\u2019Arabia Saudita spende miliardi di petrodollari, non a beneficio dei suoi cittadini poveri o dei musulmani poveri di altri paesi musulmani, ma per costruire in Europa moschee e madrasa e finanziare gli imam delle moschee in tutti i paesi occidentali. Si pu\u00f2 ricordare che la moschea romana di Monte Antenne, costruita su un suolo donato gratuitamente dal governo italiano, \u00e8 stata finanziata principalmente dall\u2019Arabia Saudita ed \u00e8 stata costruita per essere la moschea pi\u00f9 grande d\u2019Europa nel cuore stesso della cristianit\u00e0.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\">______________________<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Quella che segue \u00e8 un\u2019intervista uscita sull\u2019ultimo numero di \u201cIl Regno\u201d, quindicinale dei religiosi dehoniani di Bologna. L\u2019intervistato \u00e8 un cristiano copto-ortodosso, direttore di un settimanale del Cairo. Il ritratto che d\u00e0 della condizione dei cristiani in Egitto \u2013 abitualmente classificato tra i paesi arabi \u201cmoderati\u201d \u2013 conferma in pieno quanto scritto pi\u00f9 in generale da \u201cLa Civilt\u00e0 Cattolica<\/span>\u201d:<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Cristiani in Egitto. L\u2019umiliazione continua<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0<\/em><span style=\"color: #000000;\"><em>Intervista con Youssef Sidhom, direttore di \u201cWatani\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">(Intervista a cura di\u00a0<strong>Camillo Ballin<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Francesco Strazzari<\/strong>)<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"color: #000000;\">IL CAIRO \u2013 Youssef Sidhom \u00e8 direttore del settimanale \u201cWatani\u201d, la mia patria. Fondato nel 1958 da suo padre, Antoun Sidhom, s\u2019\u00e8 sempre prefisso di pubblicare notizie e commenti sulla Chiesa e sul cristianesimo, temi completamente trascurati in tutti gli altri giornali egiziani. Molti pensano che sia un giornale della Chiesa copto-ortodossa, ma non \u00e8 cos\u00ec. \u00c8 indipendente e non ha relazioni particolari con tale Chiesa, n\u00e9 tanto meno riceve da essa sussidi. [&#8230;]<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Quali sono i principali problemi dei cristiani in Egitto?<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<span style=\"color: #000000;\">Il problema che pi\u00f9 ci colpisce \u00e8 la difficolt\u00e0 estrema ad avere il permesso di costruire una chiesa. La legislazione attuale offre tutte le facilitazioni per la costruzione di moschee, mentre frappone ostacoli quasi invalicabili per la costruzione di chiese. Nel 1934 il sottosegretario al Ministero degli interni, Muhammad al-\u2018Azabi, pose dieci condizioni per dare il permesso di costruire una chiesa e tali condizioni sono tuttora valide. Ne citiamo alcune: una chiesa non deve essere costruita su un terreno agricolo; non deve essere vicina a una moschea n\u00e9 a monumenti; se viene costruita in una zona abitata anche da musulmani, occorre avere prima il loro permesso; ci deve essere in quella zona un numero sufficiente di cristiani; non devono esserci altre chiese vicine; occorre il permesso della polizia se si \u00e8 vicino a ponti sul Nilo o a suoi canali o alla ferrovia; \u00e8 necessaria la firma del presidente della repubblica. Tutte queste condizioni causano difficolt\u00e0 insormontabili. Infatti, prima che si arrivi ad avere il permesso della polizia, possono passare anche pi\u00f9 di dieci anni e nel frattempo sorgono in fretta moschee vicine al terreno dove si voleva costruire la chiesa, per cui si cade in un altro divieto. Inoltre, non \u00e8 specificato quanti devono essere i cristiani per avere diritto alla chiesa. Se, per esempio, ce ne sono 1.500, il governo pu\u00f2 dire che non \u00e8 un numero sufficiente, quando ne basterebbero cento per riempire una nostra chiesa&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Ma il presidente Mubarak non ha facilitato i rilasci di questi permessi delegandoli ai prefetti delle province?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8220;S\u00ec, ha consentito che i permessi siano dati dai prefetti delle province e un anno pi\u00f9 tardi ha stabilito che possono essere dati anche dall\u2019autorit\u00e0 locale del paese. Ma questa delega riguarda solo i permessi per riparazioni e ristrutturazioni delle chiese. Il permesso di costruire una chiesa nuova \u00e8 ancora prerogativa del solo presidente della repubblica. [&#8230;] Questa discriminazione nella costruzione delle chiese porta i cristiani all\u2019amara convinzione che lo stato li considera cittadini di seconda categoria. Per lo stato un cristiano \u00e8 un kafir, un infedele, non conosce la vera religione n\u00e9 ha la vera fede, quindi non vale la pena che sia ascoltato. In Egitto viviamo un\u2019umiliante discriminazione su base religiosa&#8221;. [&#8230;]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>La discriminazione riguarda solo la costruzione di chiese o anche altri aspetti della vita sociale dei cristiani in Egitto?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Riguarda tutta la nostra vita. C\u2019\u00e8 discriminazione nelle cariche dello stato. Per costituzione il presidente deve essere musulmano. La religione islamica \u00e8 il fondamento della legislazione egiziana. Oggi nessun cristiano pu\u00f2 essere primo ministro, bench\u00e9 ce ne siano stati in passato. Dei trentadue ministri solo due sono cristiani, il ministro dell\u2019economia e il ministro dell\u2019ambiente. Nessun sindaco di citt\u00e0 n\u00e9 di villaggio pu\u00f2 essere cristiano. Le alte cariche dell\u2019esercito, della polizia, della guardia presidenziale sono coperte solo da musulmani. Il corpo diplomatico conta centinaia di persone, ma i cristiani sono solo due o tre. Nessun cristiano pu\u00f2 avere un\u2019alta carica nei tribunali. Secondo la legge occorrono due testimoni per motivare una sentenza, ma se uno dei due \u00e8 cristiano, il giudice pu\u00f2 rifiutare la sua testimonianza perch\u00e9 viene da un infedele. I rettori di universit\u00e0 devono essere musulmani. [&#8230;] In qualsiasi ufficio un musulmano arrivato da poco sopravanza nella carriera un cristiano che si trova in quel posto da anni. Nelle elezioni del 2000 il partito al-Watani che domina la politica del paese ha messo in lista solo 3 cristiani su 888 candidati. Un cristiano non pu\u00f2 insegnare arabo perch\u00e9 questa materia \u00e8 collegata all\u2019insegnamento della religione islamica. La discriminazione \u00e8 in atto anche sulla nostra carta d\u2019identit\u00e0, dove \u00e8 segnata la religione del padre&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>E in caso di divorzio?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8220;La legge prevede che i bambini restino con la mamma. Ma se il pap\u00e0 vuole divorziare perch\u00e9 \u00e8 diventato musulmano, cosa che succede spesso, il giudice stabilisce che i bambini restino con la parte che ha la vera fede, cio\u00e8 con il pap\u00e0. Quindi, i figli nati cristiani crescono in una famiglia completamente musulmana&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00c8 consentito cambiare religione?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Uno che si fa musulmano \u00e8 accolto con grandi feste. Gli si cambia molto in fretta la carta d\u2019identit\u00e0, \u00e8 facilitato nel lavoro, nella casa, eccetera. Ma se un musulmano vuol farsi cristiano non solo cercheranno con tutti i mezzi di dissuaderlo, ma la sua stessa vita sar\u00e0 in pericolo. Credo che ogni giorno ci siano egiziani che cambiano religione, ma \u00e8 impossibile sapere quanti siano. Al-Azhar pubblicherebbe volentieri le sue statistiche, che sarebbero un segno di vittoria e di gloria, ma la Chiesa non potr\u00e0 mai fare una scelta di questo tipo, perch\u00e9 comporterebbe moltissime tragedie. Tuttavia, c\u2019\u00e8 una sentenza di tribunale che stabilisce che se un egiziano nasce non musulmano e poi diventa musulmano e poi ancora vuole ritornare alla sua fede originaria, lo pu\u00f2 fare. La consideriamo una grande vittoria per i cristiani. Ma uno che \u00e8 musulmano di nascita non potr\u00e0 mai cambiare religione, pena l\u2019esclusione dall\u2019eredit\u00e0 e dalla societ\u00e0 di appartenenza, con pericolo per la sua stessa incolumit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>____________________________________<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Cristiani nei paesi islamici, per approfondire:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/arabi-cristiani-come-convivere-con-lislam\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Arabi cristiani, come convivere con l&#8217;Islam<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/viaggio-in-africa-dove-i-cristiani-restano-nel-mirino-degli-integralisti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Viaggio in Africa dove i cristiani restano nel mirino degli integralisti<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abstract: Cristiani nei paesi islamici, come vivono, a quali discriminazioni sono sottoposti, il regime della dhimma e l&#8217;erosione del cristianesimo in Medio Oriente, dove erano presenti ben prima dell&#8217;invasione mussulmana. Segue l&#8217;intervista a Youssef Sidhom \u00e8 direttore del settimanale \u201cWatani\u201d sulla condizione dei cristiani in Egitto<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cristiani-nei-paesi-islamici\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":31250,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[380],"class_list":["post-69","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cristiani-nell-islam","tag-cristiani-nellislam","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Cristiani nei paesi islamici - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"I cristiani nei paesi islamici sono sottoposti a discriminazioni e vivono in una condizione di sottomissione all&#039;islam. 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