{"id":64986,"date":"2026-09-10T01:00:00","date_gmt":"2026-09-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=64986"},"modified":"2026-09-08T10:27:27","modified_gmt":"2026-09-08T08:27:27","slug":"carbonari-in-italia-tra-fine-ottocento-e-meta-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/carbonari-in-italia-tra-fine-ottocento-e-meta-novecento\/","title":{"rendered":"Carbonari in Italia tra fine Ottocento e met\u00e0 Novecento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.corrispondenzaromana.it\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.corrispondenzaromana.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Corrispondenza romana<\/a> <\/strong>26 Agosto e 2 Settembre 2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di <a href=\"https:\/\/www.corrispondenzaromana.it\/author\/paolo-m-siano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Padre Paolo M. Siano<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nel <strong>2015<\/strong>, le Edizioni ETS di Pisa pubblicano il libro degli studiosi <strong>Gian Marco Cazzaniga<\/strong> (gi\u00e0 docente ordinario di Filosofia morale all\u2019Universit\u00e0 di Pisa) <strong>e Marco Marinucci<\/strong> (studioso delle democrazie radicali dell\u2019Ottocento), \u201c<strong><em>Carbonari del XX secolo fra rituali adelfici e intransigenza repubblicana<\/em><\/strong>\u201c. Nella 4<sup>a<\/sup> pagina di copertina troviamo la sintesi del libro (corsivo del testo): \u00abNei manuali scolastici la <em>Carboneria<\/em> italiana ha un ruolo importante durante la Restaurazione nei moti liberali (1821-1831), poi sembra scomparire. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Influente nelle realt\u00e0 dove l\u2019unit\u00e0 nazionale resta da raggiungere, la <em>Carboneria<\/em>, radicata in ambienti popolani, continua nel secondo Ottocento a operare come anima intransigente del movimento repubblicano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/massoneri_carboneria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"344\" height=\"180\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/massoneri_carboneria.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-64987\" style=\"width:448px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/massoneri_carboneria.jpg 344w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/massoneri_carboneria-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 344px) 100vw, 344px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>La troviamo impegnata alla fine dell\u2019Ottocento a favore di movimenti di liberazione nazionale, dalla Serbia alla Grecia, da Creta a Cuba, per cui promuove manifestazioni e organizza volontari. La troviamo in societ\u00e0 irredentistiche, in reti antifasciste e nella Resistenza. Dopo la Liberazione, la <em>Carboneria<\/em> riprende la sua attivit\u00e0 segreta in collegamento col Partito Repubblicano Italiano, mantenendo un radicamento popolano. Si tratta di una storia ancora da scrivere e, per contribuire a ci\u00f2, il libro pubblica una raccolta commentata di materiali ignoti o poco noti, da testi rituali e rapporti di polizia a immagini di <em>basi<\/em> (oggetti rituali) e <em>diplomi<\/em> (attestati del grado ricoperto) di Vendite carbonare tra il secondo Ottocento e gli anni \u201970 del Novecento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro di Cazzaniga e Marinucci \u00e8 suddiviso in 5 capitoli:<\/p>\n\n\n\n<p>1\u00b0) La Carboneria nel secondo Ottocento (pp. 21-57).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2\u00b0) La Carboneria nel primo Novecento (pp. 59-103).<\/p>\n\n\n\n<p>3\u00b0) La Carboneria nei rapporti di polizia (pp. 105-175).<\/p>\n\n\n\n<p>4\u00b0) La Carboneria sotto il Fascismo e la Resistenza (pp. 177-192).<\/p>\n\n\n\n<p>5\u00b0) La Carboneria nel secondo dopoguerra (pp. 193-196).<\/p>\n\n\n\n<p>Riporto vari brani, a mio avviso, molto interessanti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>1. La Carboneria tra Otto- e Novecento.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nell\u2019<em>Introduzione<\/em>, gli studiosiCazzaniga e Marinucci osservano che dopo i moti liberali del 1821-1831, solitamente il ruolo della Carboneria italiana viene dagli storici ridimensionato a favore delle reti mazziniane e giobertiane (dal 1831 in poi) e della strategia liberale di Cavour dal 1849 in poi.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0: \u00abla Carboneria riemerge egemone nelle congiure dell\u2019Italia centrale almeno fino alla presa di Roma (1870) e mantiene un ruolo protagonista, intrecciandosi con reti e circoli irredentistici, nei territori italofoni dell\u2019impero austro-ungarico almeno fino alla prima guerra mondiale, continuando a operare, pur in forme minoritarie e attraversate da ricorrenti divisioni, <strong>fino agli anni \u201970 del secondo dopoguerra<\/strong>\u00bb (p. 8, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Cazzaniga e Marinucci esplorano i rituali carbonari e i rapporti di Polizia, fonti importanti per la conoscenza delle idee e della storia della Carboneria italiana: \u00abI rituali in uso nelle Vendite carbonare del Novecento costituiscono una filiazione di quelli in uso in alcune Vendite meridionali del primo Ottocento, gi\u00e0 pubblicati da Oreste Dito (1905) utilizzando materiali salentini dell\u2019Archivio di Stato di Lecce.<\/p>\n\n\n\n<p>I materiali che a nostra volta pubblichiamo sono, per la parte pi\u00f9 importante, provenienti da Michele Campanelli, carbonaro e repubblicano barese del primo Novecento, e collazionati da Gino Valori, gi\u00e0 Grande Oratore del GOI negli anni \u201950, che solo recentemente (2009) la Biblioteca del Grande Oriente d\u2019Italia ha acquistato con un fondo donato da Francesco Siniscalchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Una seconda fonte, anch\u2019essa solo di recente utilizzata, \u00e8 costituita da un fondo Guastoni-De Ambris, contenente materiali carbonari dell\u2019inizio del Novecento di comune origine e di provenienza brasiliana, poi utilizzati da Vendite di esuli italiani in Francia negli anni \u201920. Si tratta di un fondo scoperto da Enrico Serventi Longhi e da lui versato all\u2019Archivio Centrale dello Stato e in parziale copia (2010) alla Biblioteca del Grande Oriente d\u2019Italia\u00bb (p. 9).<\/p>\n\n\n\n<p>Cazzaniga e Marinucci proseguono: \u00abQuesti rituali sono figli di una <strong>cultura filosofica deistica<\/strong> del tardo <strong>illuminismo<\/strong> che caratterizza la tradizione settaria adelfica, dai <em>Philadelphes<\/em> francesi all\u2019<em>Adelfia<\/em> franco-piemontese e alle societ\u00e0 buonarrotiane, una cultura fatta propria da Vendite del Regno delle Due Sicilie attive nei moti carbonari del 1820-21 e infine ripresa da Vendite repubblicane fra la fine del XIX secolo e la prima met\u00e0 del XX secolo, venendo gi\u00e0 trasmessa fin dal primo grado. Si veda il giuramento contenuto nel <em>Rituale dei Lavori in grado d\u2019Apprendente<\/em> che recita: \u201cGiuro di adoperarmi con tutte le forze all\u2019abolizione di ogni privilegio e di ogni tirannide, all\u2019annientamento della setta clericale e di tutte le superstizioni religiose, ed al trionfo della Repubblica Sociale\u201d\u00bb (p. 9, corsivo del testo, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Carboneria napoletana, il linguaggio e i valori trasmessi nel primo grado sembrano quelli tipici delle confraternite cattoliche, ma nei gradi superiori sono incentrati sulla figura di Ges\u00f9 inteso quale \u201czelota\u201d ribelle contro la tirannide, e sul <strong>ritorno a una condizione di felicit\u00e0 edenica<\/strong><em>.<\/em> In altri rituali, come quelli salentini pubblicati da Oreste Dito, e in altri del primo Ottocento, la cultura <em>a-cristiana<\/em>, adelfica, \u00e8 trasmessa fin dal primo grado e tale cultura, fin dal tardo Ottocento, sar\u00e0 ripresa dalla rifondata Carboneria repubblicana (cf. pp. 10-11).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la Presa di Roma e la caduta del potere temporale pontificio, le Vendite (o \u201cLogge\u201d) carbonare si riorganizzano e si riaggregano intorno a dirigenti repubblicani. Sotto la direzione di Ermenegildo Tondi viene riorganizzata una Vendita suprema romana (1877-78) e nel 1882 si costituisce una Direzione nazionale della Carboneria col nome di \u201c<em>Sovrana Vendita dell\u2019Universo<\/em>\u201d che mira alla realizzazione di una \u00abRepubblica sociale\u00bb (cf. p. 11).<\/p>\n\n\n\n<p>Citt\u00e0 italiane di tradizione repubblicana sono: Roma, Ancona, Terni.&nbsp; In documenti carbonari l\u2019idea repubblicana fa riferimento alla figura di Mario Pagano, in tal modo alla Carboneria viene attribuita un\u2019origine spirituale risalente alla Repubblica Partenopea del 1799. Altre figure di riferimento del mondo carbonaro sono: Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Il primo Fascismo sansepolcrista, repubblicano e anticlericale, porta divisione sia nelle Vendite carbonare che nelle Logge massoniche. Dirigenti carbonari come Salvatore Barzilai, Costanzo Premuti e Sotero Ferri si avvicinano al Fascismo sansepolcrista. Nel 1923 l\u2019Assemblea Generale Carbonara di Ancona decreta lo scioglimento della Carboneria (cf. p. 14).<\/p>\n\n\n\n<p>Vendite carbonare continuano clandestinamente in epoca fascista. Alcuni Statuti carbonari prescrivono l\u2019obbligo d\u2019iscriversi al Partito Repubblicano. Nel primo Novecento ci sono Carbonari nei movimenti anarchici, nel Partito Socialista, nel Partito Comunista; ci sono perfino Brigate Carbonare nella Resistenza anti-nazifascista, e Carbonari nel Partito d\u2019Azione o nel movimento \u201cStella Rossa\u201d (cf. p. 15).<\/p>\n\n\n\n<p>Circa il secondo dopoguerra, Cazzaniga e Marinucci scrivono: \u00abDopo la Liberazione la Carboneria riprende la sua attivit\u00e0 segreta, privilegiando il collegamento col Partito Repubblicano Italiano e mantenendo il suo tradizionale radicamento in quartieri popolari e fra lavoratori manuali: facchini, muratori, barcaioli, vetturini, calzolai e macellai.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019affermarsi prima di una direzione pacciardiana favorevole a governi di coalizione con la Democrazia cristiana, poi di una direzione azionista moderata nel Partito Repubblicano determina spostamenti elettorali nella base popolana, dove il radicamento del Partito Repubblicano Italiano, grazie anche alla ricostituzione di Vendite, lo aveva portato a essere nelle elezioni del 1946 il secondo partito romano dopo la DC, con flussi progressivi verso il PCI e il PSI.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 indubbio resti un rapporto privilegiato di dirigenti carbonari nei confronti del PRI, dove la tradizione orale (carbonari viventi) e materiale (diplomi e basi) da noi raccolta segnala una operativit\u00e0 di Vendite, collegata a sezioni del PRI, almeno fino alla fine degli anni \u201970. Al riguardo sarebbe da verificare la militanza carbonara di alcuni dirigenti repubblicani, fra cui forse Pacciardi, e da ci\u00f2 un possibile intreccio fra lotta politica nel partito e tentativi di influenza politica sulle Vendite da parte di singoli dirigenti del PRI, intreccio che contribuirebbe a meglio spiegare il silenzio sulle Vendite del periodo\u00bb (p. 16).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giuseppe Dolfi<\/strong> (1818-1869), fornaio fiorentino, massone e carbonaro, fondatore della \u201c<em>Fratellanza Artigiana<\/em>\u201c, per molto tempo fu dirigente mazziniano cercando di riunire (ma non riusc\u00ec) le reti mazziniane e garibaldine per portare Roma al nuovo Regno d\u2019Italia (cf. p. 26, nota con asterisco).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Carboneria chiama \u00abpagano\u00bb il candidato al 1\u00b0 grado carbonaro (cf. p. 27); invece il non-massone e il candidato al 1\u00b0 grado massonico di Apprendista vengono chiamati dai Massoni con il termine di \u00abprofano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Come in Massoneria, anche nel rito iniziatico del 1\u00b0 grado carbonaro di \u201cApprendente\u201d, il candidato dichiara di cercare \u00abla luce\u00bb, c\u2019\u00e8 un maestro \u201cTerribile\u201d che lo accoglie, c\u2019\u00e8 il simbolo del gallo\u2026 Ecco il giuramento degli \u00abApprendenti\u00bb carbonari (circa met\u00e0 Ottocento, rituale rinvenuto tra le carte del sopracitato Giuseppe Dolfi): \u00abGiuro odio eterno ai tiranni e la distruzione dei loro troni; giuro di non rivelare a chicchessia ci\u00f2 che ho inteso e ci\u00f2 che sto per sentire e vedere; giuro di tenere una buona condotta morale e politica; giuro di rispe[t]tare tutte le donne appartenenti ai Carb.; se mancher\u00f2 a tal giuramento il mio corpo sua pugnalato e bruciato, e le mie ceneri sparse al vento affinch\u00e9 non resti memoria sulla terra di chi ha tradito i segreti della Societ\u00e0 Carbonica\u00bb (p. 28).<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppe Mazzini fu dignitario della Carboneria prima di fondare la \u201cGiovine Italia\u201d (cf. p. 29).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1896 nuovo Gran Maestro del Grande Oriente d\u2019Italia (GOI) \u00e8 Ernesto Nathan. I Repubblicani romani si rallegrano che un loro compagno abbia raggiunto una tale carica e si augurano che con Nathan la Massoneria sia meno compromessa coi governi monarchici e pi\u00f9 fedele alle sue tradizioni anticlericali e alla sua ispirazione sovra-partitica (cf. p. 39). Tra i vertici del GOI, ci sono i seguenti repubblicani romani: Barzilai, Ettore Ferrari, Carlo Meyer, Federico Gattorno, Antonio Fratti. Con Nathan il gruppo repubblicano romano rafforza la sua posizione e il suo impegno ai vertici della Massoneria (cf. pp. 40-41).<\/p>\n\n\n\n<p>Sul finire dell\u2019Ottocento aumentano gli iscritti sia nella Massoneria che nella Carboneria e quindi tra i Repubblicani. Anche il massone (poi Gran Maestro del GOI) Ettore Ferrari \u00e8 carbonaro (cf. p. 43-44).<\/p>\n\n\n\n<p>Verso il 1894, come emerge da lettera (datata 31-5-1894) del Questore Stroni al Prefetto Casavola, ci sono sezioni carbonare anche ad Albano, Genzano, Frascati e Marino, ciascuna delle quali ha non pi\u00f9 di 20-21 affiliati (cf. p. 45).<\/p>\n\n\n\n<p>Verso il 1878 ad Ancona ci sono circa 1200 carbonari. L\u00ec, i Repubblicani pubblicano il giornale intitolato \u201cLucifero\u201d (cf. p. 46).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il 1870, i primi capi della Carboneria romana furono il Dott. Cesare Ciattaglia, l\u2019Avv. Federico Zuccari, Sante Ciani, Luigi Coralizzi. Secondo il simbolismo della Carboneria, il mondo profano \u00e8 raffigurato come una foresta, gli oppressori come lupi, dunque compito dei Carbonari \u00e8 liberare la \u201cforesta\u201d dai \u201clupi\u201d, cio\u00e8 combattere l\u2019oppressione e gli oppressori\u2026 Alcuni dei simboli usati nelle \u201cbaracche\u201d (Logge carbonare) sono: la Croce (simbolo di martirio), il fascio di legna (simbolo di forza e unione), il fornello (simbolo del fuoco della carit\u00e0\u2026), il gallo (simbolo di vigilanza, alba della libert\u00e0) (cf. p. 52).<\/p>\n\n\n\n<p>La vecchia Carboneria romana si ritrovava nella trattoria \u201c<em>Il Giardino del Lungotevere<\/em>\u201d (presso Lungotevere della Farnesina n\u00b0 7, a ridosso di Ponte Sisto), poi chiusa col nome di \u201c<em>Orti Aureliani<\/em>\u201d (cf. p. 51).<\/p>\n\n\n\n<p>Poi dal 1870 al 1910 gli esponenti pi\u00f9 autorevoli della Carboneria romana si ritrovavano preferibilmente in 3 locali: 1) \u201c<em>Il Giardino del Lungotevere<\/em>\u201d fondato nel 1878, tenuto in origine da Bartolomeo Filipperi in societ\u00e0 con Giovanni Mancini (gi\u00e0 gestori del \u201c<em>Caff\u00e9 di Genova<\/em>\u201d in piazza Santa Maria di Trastevere (Roma);&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2) il \u201c<em>Galitta<\/em>\u201d alle Zoccolette, che era il covo dei Repubblicani della Regola, con la celebre squadraccia abituata a colpi di mano specie in periodo elettorale;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>3) il locale \u201c<em>Monte de li cocci<\/em>\u201d gestito da Antonio Curti, dove convenivano i carbonari del Testaccio e dell\u2019\u201cAmmazzatora\u201d. I luoghi di iniziazione erano invece alcune grotte o antiche cave di pozzolana nel suburbio appio-casilino\u2026 &nbsp; Ma il ritrovo pi\u00f9 originale era \u201c<em>Il Giardino del Lungotevere<\/em>\u201d dove si coniugavano chiassosa cucina da osteria e Vendita carbonara (cf. pp. 52-53).<\/p>\n\n\n\n<p>Ai funerali di Giuseppe Garibaldi (1882) furono scelti come cocchieri tutti carbonari romani. Tra i carbonari che frequentavano il \u201c<em>Giardino del Lungotevere<\/em>\u201d nacque l\u2019iniziativa di costituire il \u201c<em>Satana<\/em>\u201d, ovvero un giornale o foglio settimanale di intransigenza anticlericale. Il direttore, amministratore e gerente del \u201c<em>Satana<\/em>\u201d fu Agesilao Milano Filipperi, figlio del patriota Bartolomeo Filipperi. Tra le \u00abpenne maestre\u00bb che collaborarono al \u201c<em>Satana<\/em>\u201d ci fu anche Cesare Bertini (che si firmava \u201cVespa\u201d) che in seguito divenne Questore di Roma e Consigliere di Stato. Il giornale \u201c<em>Satana<\/em>\u201d nacque nel 1889, primo centenario della Rivoluzione francese. In quello stesso anno, 1889, fu eretto il monumento a Giordano Bruno in Campo de\u2019 Fiori. Nel locale trasteverino fece breve comparsa anche Giosu\u00e9 Carducci. Nel 1891, dopo la morte di Giovanni Mancini successore del Filipperi, la trattoria \u201cIl Giardino del Lungotevere\u201d fu rilevata da Agostino Giovannoli (detto <em>Agostinello<\/em>) anche lui \u201ccugino carbonaro\u201d. Gi\u00e0 da qualche anno la trattoria aveva cambiato nome in \u201cOrti Aureliani\u201d (cf. pp. 56-57).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>2. Ancora Carbonari nel primo Novecento: memorie, nuove fondazioni, gradi\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nel libro di Cazzaniga e Marinucci sono riportate le \u201c<em>Memorie<\/em>\u201d del 1955 di Camillo Marabini (Camerino 1887 \u2013 Parigi 1965).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Marabini fu tra i fondatori della \u201c<em>Federazione Giovanile Repubblicana<\/em>\u201d voluta da Oddo Marinelli [massone del GOI]. Marabini combatt\u00e9 in Grecia nel 1912-13, in Francia nel 1914-15, in Italia nel 1915-18, in Finlandia nel 1940 (nella prima guerra finno-russa), poi in Norvegia. Ha vissuto in America, Londra e Parigi. Colonnello garibaldino, a Parigi \u00e8 capo dei garibaldini repubblicani, collegato con l\u2019associazione italiana presieduta dal senatore Spallicci, vice-presidente l\u2019on. Chistergi.<\/p>\n\n\n\n<p>Marabini afferma che dopo essere stato iniziato carbonaro torn\u00f2 a Roma nel 1902. A quel tempo, Roma, capitale del regno d\u2019Italia e della Chiesa, era politicamente in mano alla Carboneria, associazione segreta repubblicana. Secondo Marabini, la Carboneria, che aveva migliaia di affiliati, era pi\u00f9 influente della Massoneria, al punto che, a Roma, i Massoni dovevano cedere il passo ai \u201ccugini\u201d Carbonari. Vi erano carbonari anche nella Polizia. Carbonaro era il commissario di Polizia a Trastevere. A Roma il Partito Repubblicano era dominato dalla Carboneria (cf. p. 60).<\/p>\n\n\n\n<p>Marabini riferisce anche che certe Corporazioni, ad esempio quella dei cocchieri, erano totalmente in mano ai Carbonari, e pertanto erano carbonari anche i cocchieri (con parrucca bianca) del Re, dei Cardinali e dei nobili romani.&nbsp; Scalpellini, selciaroli, lavoratori dei servizi pubblici erano tutti carbonari; solo fra i muratori, metallurgici e tipografi avanzavano i socialisti. Partito Socialista e Partito Repubblicano erano avversari. Nel 1904 la citt\u00e0 di Terni (in Umbria) era carbonara e repubblicana, e l\u00ec si tenne in quell\u2019anno il primo congresso della giovent\u00f9 repubblicana italiana (cf. p. 60).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo ventennio del Novecento, carbonari italiani si insediano anche in Brasile costituendo nuove Vendite. Alceste De Ambris, carbonaro del V\u00b0 grado (Maestro), col nome iniziatico \u201c<em>Guerra<\/em>\u201d, \u00e8 anche massone della Grande Loge de France, passato al 2\u00b0 grado di Compagno nel 1926. Nel 1929 De Ambris riceve dal Gran Capo Vendita di San Paolo (Brasile) i materiali per fondare una Vendita, previa iniziazione carbonara di due adepti ai gradi di Apprendista e Maestro (cf. pp. 97-99).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalle <em>Costituzioni Generali (carbonare) della Gran Vendita dell\u2019Universo<\/em> del 1908, si legge che i gradi sono 9 anche se i gradi effettivamente trasmessi sono 4. All\u2019art. 8 si legge che \u201ci Buoni Cugini Carbonari\u201d sono divisi in due classi: Apprendisti e Maestri. I Maestri sono di tre gradi: 1\u00b0. Maestri (o Maestri Quinti); 2\u00b0. Maestri Grandi Cavalieri di Tebe (o Maestri Settimi); 3\u00b0. Grandi Maestri Grandi Eletti (o Maestri Noni, o Maestri d\u2019Alta Luce). In quelle Costituzioni carbonare del 1908 (art. 46), come pure nelle Costituzioni carbonare del 1912, \u00e8 obbligatoria l\u2019iscrizione al Partito Repubblicano; invece \u00e8 facoltativa nelle Costituzioni del 1916, dove per\u00f2 \u00e8 comunque richiesta la professione delle idee repubblicane (cf. p. 99).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong><em>2.1. Giuramenti dell\u2019Apprendente e del Maestro Carbonaro<\/em><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Cazzaniga e Marinucci pubblicano i giuramenti dell\u2019Apprendente e del Maestro Carbonaro, come riportato in un opuscolo carbonaro del 1909. Vediamo il primo: \u00ab\u201c[\u2026] Tale giuramento, pronunciato dal neofita con la mano sinistra sopra un teschio e brandendo con la destra un pugnale la cui punta era rivolta verso il cuore, diceva: \u2018Io giuro e prometto sotto gli stabilimenti dell\u2019Ordine in generale e su questo ferro punitore degli spergiuri di guardare scrupolosamente il segreto della Rispettabile Carboneria; di non scrivere, incidere o dipingere cosa alcuna appartenente alla Carboneria senza avere ottenuto il permesso in iscritto. Giuro ancora di soccorrere i BB\u2026(uoni) CC\u2026(ugini) in caso di bisogno, per quanto comportano le mie forze e facolt\u00e0, come ancora di non tentare l\u2019onore delle loro famiglie. E se divento spergiuro, consento che il mio corpo sia fatto in pezzi, indi bruciato, e la mia cenere sparsa al vento acci\u00f2 che sia il nome mio di esperienza a tutti i BB\u2026 CC\u2026 sparsi sulla terra. Cos\u00ec Iddio mi sia d\u2019ajuto\u2019\u00bb (p. 80).<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo prosegue: \u00ab\u201cCos\u00ec quello del Neofita. Quello del <em>Maestro<\/em>, carica alla quale si ascendeva dopo altre prove di zelo e fedelt\u00e0, invece diceva: \u2018Io giuro e prometto su questo crocefisso, G\u2026M\u2026D\u2026U\u2026 (Gran Maestro dell\u2019universo), sulla mia parola d\u2019onore e su questo ferro punitore degli spergiuri di guardare scrupolosamente i sublimi segreti della R\u2026(spettabile) C\u2026(arboneria), di non appalesare mai i segreti di App\u2026(rendente) ai pagani, n\u00e9 quelli di M\u2026(aestro) agli App\u2026(rendenti), come ancora di non iniziare alcuno, n\u00e9 di fondare alcuna V\u2026(endita) senza permesso delle Gerarchie Carb\u2026(onariche) che ne hanno facolt\u00e0, oppure in numero giusto e perfetto. Di non scrivere, n\u00e9 incidere i segreti suddetti, di soccorrere tutti i miei BB\u2026(uoni) CC\u2026(ugini), di non attentare all\u2019onore delle loro famiglie. Ed ove diventassi spergiuro, acconsento e desidero che il mio corpo venga fatto in pezzi, indi bruciato e il cenere che ne risulta sparso al vento, acci\u00f2 il mio nome sia in esecrazione a tutti i BB\u2026 CC\u2026 sparsi sui due Emisferi. Cos\u00ec Iddio mi sia d\u2019ajuto\u2019 \u201d\u00bb (p. 80).<\/p>\n\n\n\n<p>Indubbiamente, la punizione indicata nel giuramento rituale dei gradi carbonari di Apprendente e Maestro, richiama, in parte, quella prevista nei giuramenti iniziatici della Massoneria sin dal XVIII secolo<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>3. La Carboneria secondo rapporti di Polizia italiana nella prima met\u00e0 del Novecento<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il libro di Gianmarco Cazzaniga e Marco Marinucci riporta anche rapporti di Polizia italiana sulla Carboneria del primo Novecento, prima, durante e dopo il Fascismo. Vediamone alcuni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>3.1. Un rapporto del 1913<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel rapporto datato <strong>Roma 15 marzo 1913<\/strong> (conservato presso \u201cArchivio Centrale di Stato \u2013 Ministero Interno, Direzione Generale Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Associazioni G1, 1912-1945. Busta 162, Fascicolo 436, Sottofasc. 7), il Partito Repubblicano (italiano) dell\u2019epoca viene definito \u00absetta politica\u00bb. Il rapporto afferma che la caduta della monarchia in Portogallo \u00e8 dovuta alla cospirazione della \u00abAssociazione-Carboneria\u00bb. Il movimento repubblicano si organizza a livello internazionale; i comitati direttivi dei partiti repubblicani delle varie nazioni si tengono in contatto tra loro e pensano sia a un prossimo congresso internazionale, per stringere cos\u00ec i rapporti tra i repubblicani di tutto il mondo, e sia ad istituire un\u2019organizzazione internazionale che tenga in contatto i vari gruppi nazionali (cf. Gianmarco Cazzaniga \u2013 Marco Marinucci, \u201c<em>Carbonari del XX secolo fra rituali adelfici e intransigenza repubblicana<\/em>\u201c, Edizioni ETS, Pisa 2015, p. 134).<\/p>\n\n\n\n<p>Ora cito testualmente quel rapporto del 1913: \u00abDue sono le Associazioni segrete che fanno capo al movimento repubblicano. LA CARBONERIA, pi\u00f9 antica, che rimonta alla caduta della Repubblica partenopea nel 1799 e che poi ebbe una parte importante e nella storia italiana e nella storia del partito repubblicano; l\u2019ALLEANZA REPUBBLICANA UNIVERSALE, pi\u00f9 recente, indicata generalmente con le sole iniziali A.R.U., fondata da Mazzini nel 1866.<\/p>\n\n\n\n<p>Con fini che si compendiano nel proposito di <strong>instaurare il governo repubblicano<\/strong> e con modalit\u00e0 quasi identiche, tali sette vivono nell\u2019ombra, svolgono nel mistero le fasi della loro esistenza, si ammantano di simboli strani ed hanno <strong>intenti spiccatamente rivoluzionari<\/strong>. Il mistero di cui si circondano tali Associazioni segrete, l\u2019occultismo dei capi che mantengonsi sconosciuti agli stessi gregari, il giuramento prestato sui pugnali, l\u2019obbligo della cieca ubbedienza, del segreto pi\u00f9 assoluto, la minaccia della vendetta sociale contro i fedifraghi, rendono i neofiti di tali Associazioni ciechi strumenti in mano dei capi, dietro i cui ordini possono quindi compiersi atti inconsulti e violenti od attentati\u00bb (p. 134, maiuscolo del testo, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto di polizia prosegue: \u00abLa Carboneria \u00e8 forte nel Portogallo ed in Alessandria d\u2019Egitto, ove se ne form\u00f2 una Sezione importante verso il 1905; l\u2019Alleanza invece ha salde radici in Ispagna, in Albania, nella Svizzera, Belgio e nell\u2019America meridionale. In Italia la Carboneria \u00e8 pi\u00f9 estesa nel Lazio e nelle Marche, l\u2019Alleanza in Lombardia, Liguria, Romagna ove ha pi\u00f9 di 10mila affiliati, a Napoli ed in Calabria e si sta organizzando a Terni ove conta 400 affiliati, a Foligno e Perugia\u00bb (pp. 134-135).<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo prosegue circa la Carboneria e l\u2019A.R.U.: \u00abAmbedue sono suddivise in Sezioni, per l\u2019Alleanza, e nelle cosiddette vendite, per la Carboneria, alle quali sono poi aggregati i componenti dei vari raggruppamenti in cui il partito repubblicano ufficiale si suddivide. Non tutti gli iscritti a detti raggruppamenti appartengono per\u00f2 alle Associazioni segrete, ma soltanto quelli che hanno dato prova sicura di salda fede e di coraggio e dopo un certo periodo di esperimento.&nbsp; I gruppi o circoli di cui trattasi non sono quindi altro che scuole preparatorie per entrare nell\u2019una o nell\u2019altra Associazione segreta. In Roma il Comitato della Carboneria \u00e8 formato da Costanzo Premuti, Pasquali Rinaldo, Ammonini Filippo, Petroni Avv. Arnaldo, Zuccari Avv. Federico, Torti Cesare, e dall\u2019On. Barziali [Barzilai]. \u2013<\/p>\n\n\n\n<p>Il maggior contingente dei repubblicani carbonari in Roma trovasi alla Regola tra i Vaccinari, e nei Rioni Trastevere e Testaccio. I primi hanno per capo l\u2019Avv. Zuccari, i secondi che gi\u00e0 obbedivano al defunto Girolamo Malloni, sono ora diretti dal sarto Romani Cesare, abitante in Via della Luce 13, ed i terzi dal macellaio Lamberto Saus\u00e8. Un forte gruppo di carbonari (circa 200) trovasi a Marino ed obbedisce agli ordini dell\u2019ex sindaco di quel Comune, Marco Bellucci. Gli aderenti all\u2019Associazione settaria predetta formano i locali Circoli Aurelio Saffi, Agesilao Milano, Girolamo Malloni, Pietro Barsanti, Mentana, Aventino e parecchi appartengono pure all\u2019Associazione Giuditta Tavani Arquati di Trastevere.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i pi\u00f9 importanti che hanno il grado di maestri si annoverano il Prof. Sotero Ferri, direttore di una scuola municipale, Virgilio Martorelli e Costanzo Premuti. Gli affiliati a tale setta tengono le loro riunioni nei retro bottega o cantine di macelleria o di pubblici esercizi, o nella sala dei conciatori di pellami in piazza Santa Maria in Monticelli. Il 23 Febbraio scorso, ad esempio, ebbe luogo un\u2019assemblea generale di affiliati alla Carboneria per la nomina dei capi squadra e capi gruppo, con l\u2019intervento dell\u2019On. Barzilai e di oltre 200 persone nei locali della conceria del repubblicano Curti Pietro al Viale Aventino N. 137.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ammissioni vengono ancora oggi eseguite con rito simbolico e cio\u00e8 col giuramento sui pugnali, nei locali suindicati nel massimo segreto. Alcuni anni or sono, appunto dopo l\u2019ammissione di un nuovo affiliato, vennero fermati in Trastevere parecchi repubblicani armati di rivoltella e pugnale e trovati in possesso di una fascia dai tre colori carbonici: nero, rosso e bleu. Nella circostanza gli arrestati non vollero dare alcuna indicazione sull\u2019uso della sciarpa e delle armi e vennero perci\u00f2 solo condannati per porto d\u2019armi abusivo. Nelle perquisizioni eseguite nei loro domicili si rinvennero per\u00f2 documenti e scritti da cui risult\u00f2, in modo non dubbio, ch\u2019essi appartenevano alla Carboneria\u00bb (p. 135).<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto di polizia prosegue: \u00abNella detta Associazione segreta, [\u2026] sono affiliati, eccettuati alcuni tra i dirigenti, nella maggioranza elementi ignoranti, turbolenti ed anche pregiudicati che obbediscono per\u00f2 tutti ciecamente agli ordini dei capi e che specialmente in occasione di elezioni politiche ed amministrative in cui sono in lotta candidati repubblicani, (com\u2019ebbe a verificarsi nel IV\u00b0 Collegio all\u2019epoca dell\u2019elezione Torlonia contro Zuccari) cercano d\u2019imporsi con la violenza, provocando disordini ed incutendo timore anche con le armi\u00bb (pp. 135-136).<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 avanti, ancora circa Carboneria e A.R.U., il rapporto di polizia afferma: \u00abIl presente risveglio nel partito repubblicano e specialmente delle due Associazioni segrete suindicate, i propositi evidentemente rivoluzionari contenuti nei programmi di esse, la segretezza delle deliberazioni, l\u2019attiva propaganda che si esercita contro le Istituzioni dello Stato, merita di essere seguita con speciale attenzione e vigilanza particolarmente anche in occasione delle prossime elezioni generali politiche che potrebbero servire di pretesto per qualche sorpresa da parte delle Associazioni stesse. E se si tien conto che la propaganda repubblicana si esercita pure nei pubblici uffici e tra le file dell\u2019Esercito, la sua temibilit\u00e0 nei riguardi della sicurezza interna dello Stato si presenta pi\u00f9 grave e preoccupante\u00bb (pp. 136-137).<\/p>\n\n\n\n<p>Poco oltre, leggiamo nel suddetto rapporto di polizia: \u00ab[\u2026] Tra i repubblicani affiliati alle Associazioni segrete si annoverano a Roma alcuni impiegati dello Stato e tra essi il <strong>Prof. Dunstano Cancellieri<\/strong>, addetto al Ministero di Grazia e Giustizia, Aureli Gio. Battista, ufficiale postale, che \u00e8 solito recarsi frequentemente in Isvizzera ed in Francia per incarico, dicesi, della Carboneria. Tanto l\u2019una che l\u2019altra Associazione segreta danno anche opera attiva da qualche tempo per ottenere maggiore influenza nella Massoneria, nell\u2019intento di averne la prevalenza e di prenderne la direttiva per sollecitare l\u2019avvento dei loro ideali. \u2013<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre tener presente inoltre che nel 1898, in occasione dei moti di Milano, bande armate composte di elementi repubblicani, tentarono dalla Francia e dalla Svizzera di scendere in Italia per far causa comune con i rivoltosi, e che le due nazioni confinanti, rette a forma repubblicana, avrebbero una speciale influenza in un eventuale movimento rivoluzionario in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli affiliati alla setta anarchica, i sindacalisti, i socialisti infine, che al presente sono assai meno temibili dei repubblicani, perch\u00e9 non costituiti, come questi, in Associazioni segrete, farebbero senz\u2019altro, almeno sul primo momento, causa comune con i primi, per abbattere le Istituzioni monarchiche, costituendo ci\u00f2 anche una parte del programma della setta e dei partiti suaccennati\u00bb (p. 137, grassetto mio).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec termina quel rapporto di polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene sapere che Dunstano Cancellieri era Maestro Massone del GOI e 18\u00b0 grado del Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA). In seguito ricever\u00e0 il 33\u00b0 grado del RSAA.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>3.2. Due rapporti del 1919<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella lettera non firmata, <strong>Prot. 941,<\/strong> datata <strong>Roma 4 marzo 1919<\/strong> su carta intestata <strong>\u201cMinistero dell\u2019Interno \u2013 Direzione Generale della Pubblica Sicurezza \u2013 Ufficio Speciale d\u2019Investigazione\u201d<\/strong>, inviata al Gabinetto del Presidente del Consiglio, al Sottosegretario di Stato per l\u2019Interno, e al Direttore Generale della P.S., leggiamo tra l\u2019altro: \u00abLa data dell\u2019adunanza segreta delle rappresentanze della Carboneria italiana \u00e8 stata fissata (come si prevedeva nella precedente informazione) al 9 corrente. Sono gi\u00e0 in Roma alcuni rappresentanti di vendite carbonare italiane dell\u2019America del Nord e del Sud. Il locale per tale adunanza non \u00e8 ancora stabilito ma si sta alacremente ricercando. Si conferma che l\u2019<strong>atuale Gran Sovrano della Carboneria \u00e8 il massone Meli<\/strong> su cui si riservano ulteriori notizie. Egli per\u00f2 non intende conservare pi\u00f9 oltre la sua carica e forse la prossima assemblea ne accetter\u00e0 le dimissioni e ne nominer\u00e0 il successore. [\u2026]\u00bb (p. 142, grassetto mio; nel testo \u00e8 scritto \u00abatuale\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In un rapporto (senza firma) dell\u2019Ufficio Speciale d\u2019Investigazione (senza destinatario) del Ministero dell\u2019Interno \u2013 Direzione Generale della P.S., datato <strong>Roma 18 dicembre 1918<\/strong>, leggiamo che il capo della Carboneria, ossia il su indicato Meli \u00e8 \u00abimpiegato della Massoneria di Roma la quale influisce in senso legalitario sull\u2019attivit\u00e0 carbonara\u00bb (p. 143).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante anche il rapporto del <strong>Prefetto di Firenze al Ministero dell\u2019Interno<\/strong> datato <strong>Firenze<\/strong> <strong>3 agosto 1919<\/strong> [contenuto in : A.C.S. \u2013 Fondo: P. S. Busta: 108&nbsp; Fascicolo: K3 \u2013 Sottofascicolo: 1 \u2013 Anno 1920, K3 \u2013 Carboneria, Affari generali]: \u00ab[\u2026] Mi viene riferito che <strong>il centro della Carboneria in tutta l\u2019Italia \u00e8 nel Lazio<\/strong>, e che questa associazione <strong>comprende quasi tutta la parte sovversiva della Massoneria<\/strong>. A Firenze risiede un fervente repubblicano, l\u2019editore Quattrini Attilio di Domenico e Filomena Bertolini, nato a Morlupo il 3 dicembre 1883. Egli fa frequenti gite a Roma anche per abboccarsi coi membri costituenti il potere supremo della stessa Carboneria\u00bb (p. 150, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong><em>3.3. Alcuni rapporti di polizia nel periodo fascista<\/em><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Da un rapporto datato <strong>29 dicembre 1927<\/strong> (ACS \u2013 Ministero dell\u2019Interno \u2013 D.G. della P.S. \u2013 Divisione Polizia politica (1926-1944) \u2013 Busta 103 \u2013 Fascicolo 20 \u2013 Carboneria): \u00abA Velletri si \u00e8 ricostituita una vendita della Carboneria. Di essa \u00e8 capo-vendita tale Ricci, economo del Comune. La vendita ha una quindicina di affiliati, ma \u00e8 pronto ad iniziarsi un gruppo di una cinquantina di giovani. A Roma la ricostituzione procede lentamente, stante che, come si \u00e8 detto, i dissidi avevano scompaginato la vendita. Si spera di nominare in gennaio il Consiglio Supremo. Comunque il movimento \u00e8 sotto il nostro controllo\u00bb (p. 162).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">* &nbsp;* &nbsp;*<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante anche il <strong>rapporto dell\u2019allora polizia<\/strong> <strong>politica<\/strong> <strong>italiana<\/strong>, datato <strong>Parigi 3 ottobre 1928<\/strong> [contenuto in: ACS \u2013 Ministero dell\u2019Interno \u2013 Direzione Generale della Pubblica Sicurezza \u2013 Divisione Polizia Politica (1926-1944) \u2013 Busta 103 \u2013 Fascicolo 20 \u2013 Carboneria]. Lo riporto per intero: \u00abLa lotta per l\u2019accaparramento della sovvenzione massonica che deve venire assegnata a una delle due associazioni segrete (Carboneria o Alleanza) che dovrebbe risorgere in Italia, si fa aspra e serrata.&nbsp; Sapete, come vi abbiamo detto che alla massoneria francese sono stati presentati un progetto per la riorganizzazione in Italia della Carboneria e un controprogetto per la riorganizzazione dell\u2019Alleanza, che sarebbe setta pi\u00f9 \u201cpura\u201d della prima. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Due giorni fa tre fautori della Carboneria, fra i quali il prof. Pistocchi, hanno ottenuto un interessantissimo colloquio. Essi avevano chiesto di difendere il loro progetto davanti al Gran Maestro Lucien Le Foyer, ma sono stati ricevuti, invece dal vice Gran Maestro Louis Doignon. I nomi delle personalit\u00e0 massoniche presenti al colloquio, li rilevo da un principio di relazione che sta preparando, ma che ha lasciato in sospeso assentandosi da Parigi, il Prof. Pistocchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al Vice Gran Maestro, erano presenti il segretario Jaques Mar\u00e9chal e certo Sig. Bernardin la cui attribuzione trovo spiegata col curioso nome di \u201cguardasigilli\u201d. Gli italiani hanno difeso progetto di ricostituzione in Italia della Carboneria, dimostrando anche con documenti, che vi sarebbe una maggiore facilit\u00e0 per tale ricostituzione in Italia che non ne possa vantare l\u2019Alleanza, organizzazione addirittura sconosciuta in diverse zone d\u2019Italia. So che l\u2019ufficio della Gran Loggia di Francia, prima di decidere, ascolter\u00e0 anche un\u2019analoga spiegazione dai sostenitori dell\u2019Alleanza\u00bb (p. 167).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">* &nbsp;* &nbsp;*<\/p>\n\n\n\n<p>Nel rapporto di polizia, datato <strong>31 marzo 1931<\/strong> (A.C.S. \u2013 Ministero dell\u2019Interno \u2013 Direz. Gen. della P.S. \u2013 Divisione Polizia Politica (1926-1944) \u2013 Busta 103 \u2013 Fascicolo 20 \u2013 Carboneria), intitolato \u00ab<strong>Massoni carbonari<\/strong>\u00bb, leggiamo che l\u2019informatore (o agente) della Polizia politica \u00e8 proprio un anziano massone e carbonaro, il quale si mostra buon conoscitore dell\u2019ambiente sia massonico che carbonaro di Roma:<\/p>\n\n\n\n<p>Da oltre tre settimane il Fioroni \u00e8 partito per Parigi, latore si intende di comunicati. Torner\u00e0 a Roma dopo aver visitato influenti fratelli in alcune citt\u00e0 d\u2019Italia cui trasmetter\u00e0 le comunicazioni ricevute. Indubbiamente il Mencarelli \u00e8 uno dei membri che dirigono l\u2019organizzazione massonica di Roma anche per la facilit\u00e0 di avvicinarlo in ogni momento senza destare sospetti, e poi \u00e8 tanta la stima e fiducia che gode fra tutti i massoni. Perch\u00e9 poi mi avrebbe pochi giorni fa richiesto se sono sempre in condizioni di assentarmi per qualche giorno da Roma? L\u2019Imperi invece \u00e8 il tratto di unione della organizzazione carbonara voluta dai massoni carbonari e presieduta da Gius. Ari\u00e9 (<strong>anche due sacerdoti sono affigliati al gruppo<\/strong>). All\u2019Ari\u00e9 il Mencarelli ha da vario tempo prestato una somma non indifferente.&nbsp; Altra volta ho spiegato all\u2019Ecc. V. che la costituzione del gruppo Ari\u00e9 \u00e8 fatta come lui dice a piramide al vertice della quale sta lui, quindi siccome poco possono sapere e riferirmi quegli affigliati che ho fatto infiltrare in mezzo ai soci, e che mi sono devotissimi, <strong>ho fatto intervenire vari maestri massoni e carbonari, che hanno molta fiducia in me, vecchio di ambedue le associazioni<\/strong>, mentre l\u2019Ari\u00e9 \u00e8 solo carbonaro, ed hanno obbligato l\u2019Ari\u00e9 ad accettare la mia collaborazione, spero con ci\u00f2 di venire a conoscenza della forza del gruppo e le sue ramificazioni. [\u2026]\u00bb (p. 170, sottolineatura del testo, grassetto mio).&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>3.4 Un rapporto di Polizia e un rapporto di Carabinieri nel 1945.&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In un rapporto destinato al Ministero dell\u2019Interno, datato <strong>Roma, 16 agosto 1945<\/strong>, avente come \u00abOGGETTO Carboneria Italiana\u00bb (conservato in: ACS \u2013 Archivio Ferruccio Parri \u2013 Schedario riservato \u2013 Busta 23 Fascicolo 126), l\u2019allora \u00abCapo della Polizia p.fto Severini\u00bb scrive: \u00abIn relazione al foglio 4-6-pp n\u00b0441-C4599, si trascrive, qui di seguito, per opportuna conoscenza, quanto ha ulteriormente riferito la locale Questura in merito all\u2019argomento in oggetto:<\/p>\n\n\n\n<p>A completamento delle informazioni fornite con note p.n. del 16\/3 e 26\/5 u.s. informo che l\u2019Associazione in oggetto ha definitivamente stabilita la sua sede in Piazza Rondanini 48, 1\u00b0 piano, presso l\u2019Associazione Bersaglieri in congedo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Carboneria Italiana, che incontra scarso favore nell\u2019opinione pubblica, a quanto viene confidenzialmente riferito, sarebbe stata di recente riconosciuta al congresso di Marsiglia. Poich\u00e9 i suoi dirigenti sono in prevalenza massonici, si ha motivo di ritenere che possa avere rapporti d\u2019indole politica con il gruppo massonico \u201cCoglitore\u201d di Rito Scozzese, con sede presso l\u2019associazione Bersaglieri in congedo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I maggiori esponenti della Carboneria Italiana, si identificano nelle sottonotate persone:<\/p>\n\n\n\n<p>I\u00b0 Del Bello Ernesto Mario di Antonio e di Scarpa Agnese, nato a Montegiorgio il 12.5.1885, avvocato, abitante in Via Dandolo 32. Il De Bello che \u00e8 Gran Cancelliere dell\u2019Ordine, serba regolare condotta in genere ed in questi atti non ha precedenti sfavorevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>2\u00b0 Jurlaro Attilio di Guglielmo e di Vinci Felicita, nato a Taranto il 18 giugno 1885, abitante in Via Tacito, n. 50. Da questi atti risulta condannato nel 1908 a mesi sei di reclusione e lire 300 di multa per corruzione di minorenne e poscia riabilitato e fu iscritto al cessato partito fascista dal 1924, allo scioglimento; non consta abbia ricoperto cariche politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>3\u00b0 Capadaglio Antonio fu Celeste e di Lattanzi Matilde, nato a Castrovillari il 22 luglio 1901, ingegnere, abitante in via Savoia, 78, di regolare condotta in genere e senza precedenti sfavorevoli in questi atti.<\/p>\n\n\n\n<p>4\u00b0 Anzalone Francesco Paolo di Ignazio e di Gianaffa Carolina, nato a Palermo il 2.12.1898, impiegato, abitante in Via Tazzoli n\u00b06, \u00e8 pregiudicato per truffe, ma attualmente non consta che dia luogo a speciali rilievi con la sua condotta in genere.<\/p>\n\n\n\n<p>5\u00b0 Cesare Serafino di Antonio e di Gioia Maria Rosa, nato ad Amorosi il 10.3.1897, dottore in scienze economiche, abitante in Via Cavour 57, di regolare condotta in genere e senza precedenti in questi atti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Il Capo della Polizia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">p.fto Severini\u00bb (p. 173).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante anche il <strong>rapporto<\/strong> del <strong><em>Comando Generale dell\u2019Arma dei Carabinieri Reali \u2013 Ufficio Servizio Situazione e Collegamenti<\/em><\/strong>, al Ministero dell\u2019Interno, datato <strong>Roma, 18 luglio 1945<\/strong>, avente per \u00abOggetto: Carboneria Italiana\u00bb. Ecco il testo: \u00abIl concistoro della \u201cCarboneria Italiana,\u201d diretto dal noto Anzalone Felice, nella seduta tenuta in Roma il 4 giugno u.s., decise di abbandonare il carattere segreto per assumere quello di libera associazione politica, mantenendo, per\u00f2, in vigore il sistema della iscrizione a catena.<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente la \u201cCarboneria\u201d ha stabilito la propria sede in piazza Rondanini 84, presso l\u2019associazione nazionale dei bersaglieri. L\u2019Anzalone, \u201cgran maestro dell\u2019ordine e buon cugino carbonaro 9\u201d \u2013 si firma con lo pseudonimo \u201cTito Speri\u201d. A carico di lui risultano diverse condanne per truffa. Detta \u201cCarboneria\u201d vorrebbe riallacciarsi alla tradizionale \u201cCarboneria del Risorgimento Italiano\u201d, ma in realt\u00e0 non ha nulla a che vedere con essa, non avendo ancora finalit\u00e0 ben definite. Si dice, infatti, che alcuni gruppi superstiti della vecchia \u201cCarboneria\u201d furono assorbiti dai vari movimenti politici dopo la liberazione di Roma. La maggioranza di essi pass\u00f2 nelle file del partito repubblicano del lavoro diretto dal prof. Busacca Attilio, che era il principale esponente della vecchia carboneria, e con il quale l\u2019Anzalone ebbe rapporti solo durante il periodo clandestino.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la liberazione della Capitale, l\u2019Anzalone fu allontanato dal Busacca per i suoi precedenti e per il suo carattere definito invadente. Recentemente, l\u2019Anzalone entr\u00f2 in rapporti col gruppo massonico dissidente di rito scozzese, diretto dal noto Coglitore Emanuele, gi\u00e0 Gran Commendatore della loggia di Piazza del Ges\u00f9, il quale sembra abbia ricostituito una loggia nella stessa sede dell\u2019anzidetta associazione bersaglieri con la collaborazione dell\u2019Anzalone e di altri non ancora identificati. Trattasi, comunque, di un gruppo di una quindicina di persone, non suscettibile di ulteriore sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Concistoro carbonaro, nella stessa seduta del 4 giugno, dopo aver riaffermato i suoi ideali repubblicani ed i fini statuari, dichiar\u00f2 che la \u201cCarboneria\u201d in omaggio alla gloriosa schiera dei suoi martiri, manterr\u00e0 integri i riti ed i simboli tramandatile dalla storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Approv\u00f2 il seguente programma:<\/p>\n\n\n\n<p>I\u00b0) non interferenza nella vita dei partiti politici, rispetto di tutte le credenze religiose e sua adesione alla dottrina universale di Ges\u00f9 Cristo;<\/p>\n\n\n\n<p>2\u00b0) fratellanza dei carbonari, credenti ed operanti nella stessa fede;<\/p>\n\n\n\n<p>3\u00b0) educazione morale e politica del cittadino;<\/p>\n\n\n\n<p>4\u00b0) lotta contro il parassitismo e l\u2019ingiustizia sociale;<\/p>\n\n\n\n<p>5\u00b0) lotta per la conquista delle riforme economiche e sociali a beneficio del popolo che lavora;<\/p>\n\n\n\n<p>6\u00b0) valorizzazione ed esaltazione del valore umano in tutte le sue manifestazioni, unico titolo che conferisce al cittadino la uguaglianza dei diritti e dei doveri, comuni a tutti, di qualsiasi razza e religione;<\/p>\n\n\n\n<p>7\u00b0) la solidariet\u00e0 e l\u2019amore verso il prossimo e la pace con tutta l\u2019umanit\u00e0 tutti i viventi in una Patria senza confini nel rispetto della libert\u00e0 ed indipendenza della Nazione;<\/p>\n\n\n\n<p>8\u00b0) il disarmo generale di tutti gli Stati del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cCarboneria\u201d pur prendendo parte attiva alla vita politica del Paese, non risulta che voglia, n\u00e9 che possa, costituire un vero e proprio movimento politico in quanto i suoi iscritti militano in vari partiti politici, spesso di concezioni diverse. Tuttavia, in questi ultimi tempi, essa ha costituito in Italia varie \u201cVendite\u201d, \u201cBaracche\u201d e \u201cAlte Vendite\u201d. Conterebbe nella Penisola 3.000 iscritti\u00bb (pp. 174-175).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>4. Carbonari-Massoni in Umbria nella prima met\u00e0 del Novecento<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nel suddetto libro di Cazzaniga e Marinucci troviamo anche alcuni brani sulla Carboneria a Perugia, tratti da uno studio (del 1975) di Ugo Bistoni e Paola Monacchia sulla Massoneria a Perugia e nell\u2019Umbria dal 1775 al 1975. Riassumo, qui di seguito, alcuni brani riportati da Cazzaniga e Marinucci.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1921, alcuni socialisti poi passati al Partito Comunista Italiano, continuarono a far parte della Massoneria e anche della Vendita carbonara costituitasi all\u2019interno della Loggia massonica \u201c<em>Concordia<\/em>\u201c; questa loggia massonica era stata da poco rifondata e si riallacciava a quell\u2019omonima Loggia Concordia costituita verso il 1814 a Perugia da massoni meno coinvolti col regime napoleonico; la Loggia massonica \u201c<em>Concordia<\/em>\u201d del 1814 form\u00f2 Vendite carbonare in molte zone dell\u2019Umbria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo un rapporto dei Carabinieri, del 25 gennaio 1926, tra i massoni ve ne era uno (ancora vivente e 85enne quando scrivono Bistoni-Monacchia) che era insegnante a Umbertide e militante attivo del Partito Comunista; costui fu iniziato alla Loggia Massonica \u201c<em>11 Settembre<\/em>\u201d di Citt\u00e0 di Castello al tempo della guerra in Libia, poi pass\u00f2 alla Loggia Massonica \u201c<em>Concordia<\/em>\u201d dopo lo scioglimento della suddetta Loggia tifernate \u201d<em>11 Settembre<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel massone fece parte anche della Vendita carbonara. Anche altri massoni umbri furono attivi carbonari contro il Fascismo. Tra i carbonari umbri pi\u00f9 attivi di quel periodo vanno segnalati Guido Cantini, Aurelio Mingozzi, <strong>Mariano Guardabassi<\/strong>, tutti massoni. Tra il 1936 e il 1940 i carbonari erano rimasti non pi\u00f9 di una dozzina, quegli stessi che con il \u201cFratello\u201d Mariano Guardabassi ricostituirono la loro vecchia Loggia massonica (\u201c<em>Concordia<\/em>\u201d) nel periodo della Resistenza, dunque prima dell\u2019arrivo degli Alleati a Perugia (cf. pp. 191-192).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>5. Qualche approfondimento<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ora metto da parte il libro, molto importante, degli studiosi Cazzaniga e Marinucci, e presento al lettore qualche mio approfondimento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>5.1. Il legame tra Massoneria e Carboneria.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019articolo \u201c<strong><em>Massoneria e Risorgimento<\/em><\/strong>\u201c, pubblicato sulla rivista del <strong>Grande Oriente d\u2019Italia (GOI)<\/strong>, \u201c<strong>Hiram<\/strong>\u201c<strong>, N. 2\/1999<\/strong> (pp. 47-49), lo studioso Gian Biagio Furiozzi (Universit\u00e0 di Perugia) sottolinea: \u00ab[\u2026] alcuni fatti importanti, come il ruolo svolto fin dal triennio giacobino (1796-1799) da numerosi Massoni nella formazione delle varie repubbliche createsi in Italia in quegli anni; il fatto che in diversi casi le logge massoniche si trasformarono pari pari in clubs rivoluzionari; la funzione di risveglio nazionale e patriottico rivestita dall\u2019esercito napoleonico, esportatore delle idee di libert\u00e0 e di logge massoniche; il particolare non trascurabile che la Carboneria fu una <em>diretta<\/em> emanazione massonica, tanto che <strong>tutti i dirigenti delle Vendite carbonare dovevano rivestire il grado di Maestro massone<\/strong>\u00bb (p. 47, corsivo del testo, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>* &nbsp;* &nbsp;*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo recente libro \u201c<strong><em>La Chiesa e i Figli della Vedova. Appunti, note e documenti inediti su un\u2019annosa vicenda<\/em><\/strong> (BastogiLibri, Roma 2026), il Prof. <strong>Luigi Pruneti<\/strong>, Gran Maestro dell\u2019Ordine Massonico Tradizionale Italiano, rileva che \u00abmolti carbonari\u00bb erano o ex-massoni o massoni. Inoltre Pruneti scrive che nel verbale di una \u201cVendita\u201d carbonara, il Gran Maestro si firmava sia con i tre puntini massonici che con i sette puntini del Maestro Carbonaro (cf. p. 69).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong><em>5.2. La Massoneria spiegata dal massone (e carbonaro) Mariano Guardabassi 33\u00b0<\/em><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La rivista del GOI <strong>\u201cHiram\u201d, N. 1-2\/1983<\/strong>, pubblica l\u2019articolo \u201c<strong><em>Verit\u00e0 sulla Massoneria<\/em><\/strong>\u201d (pp. 14-16), scritto nel <strong>1950<\/strong> da <strong>Mariano Guardabassi<\/strong> (1896-1952), medico universitario, repubblicano e antifascista, Maestro Massone del GOI (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.goiumbria.org\/index.php?idpadre=1026&amp;idn=939&amp;light=1026&amp;ln=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.goiumbria.org\/index.php?idpadre=1026&amp;idn=939&amp;light=1026&amp;ln=1<\/a>). \u00c8 lo stesso Mariano Guardabassi, massone e carbonaro di cui hanno scritto Ugo Bistoni e Paola Monacchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa la Massoneria, il massone Guardabassi scrive in quell\u2019articolo: \u00abMisteri Orfici, Dionisiaci, Eleusini, Osiriaci confluiscono nella nostra dottrina che conserva la tradizione, senza mai essere dogmatica, lasciando cio\u00e8 libera la via ad ogni indagine personale, ad ogni contributo che l\u2019individuo voglia apportare al progresso della <em>Dottrina<\/em>.&nbsp; [\u2026] Sopra questo terreno fertilissimo crebbero le sementi di movimenti filosofico-religiosi che la Massoneria assorb\u00ec, subendone a sua volta influenze che lasciarono indelebili tracce nella sua dottrina e nei suoi riti: voglio dire, tracciando un quadro a linee sommarie, della Gnosi Cristiana (con la seguente dottrina Rosacruciana, alchemica e cabbalistica, il cui spirito pervase il fenomeno religioso-politico della Riforma) il Templarismo, l\u2019Umanesimo del Rinascimento, l\u2019Illuminismo settecentesco\u00bb (p. 15, corsivo del testo).<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 avanti, Guardabassi afferma: \u00ab[\u2026] la Massoneria, ripeto, \u00e8 un <em>Divenire<\/em>: nulla in Massoneria esiste di statico, di dogmatico, di cristallizzato\u00bb (p. 16, corsivo del testo).<\/p>\n\n\n\n<p>Egli ammette che il Massone \u00e8 \u00ablegato da un terribile giuramento\u00bb (p. 16).<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Guardabassi conclude il suo scritto: \u00abPremesse queste sommarie considerazioni, dovendo io rispondere per me stesso e per gli altri, alla domanda: \u201cche cosa \u00e8 dunque la Massoneria?\u201d dovrei e debbo dire: \u201c<strong>la Massoneria \u00e8 la rappresentazione reale di che cosa dovr\u00e0 essere la Umanit\u00e0 al termine di molti cicli<\/strong> o ronde e, nelle sue pi\u00f9 alte speculazioni, della umanit\u00e0 al termine del suo movimento ascensionale, <strong>quando torner\u00e0, identificandosi con la Grande Forza Formatrice, nello stato glorioso in cui era, prima della Caduta<\/strong>\u00bb (p. 16, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel libro di Ugo Bistoni e Paola Monacchia, \u201c<em>Due secoli di Massoneria a Perugia e in Umbria 1775-1975<\/em> (Editrice Volumnia, Perugia 1975, Grafiche Benucci), troviamo anche il manifesto funebre con cui la Massoneria perugina annunci\u00f2 la morte di Mariano Guardabassi (cf. foto n. 7 tra p. 558 e p. 559): in quel manifesto massonico, il massone Mariano Guardabassi \u00e8 indicato come \u00ab33.\u00b7.\u00bb (ossia 33\u00b0 grado del RSAA) e come \u00abVenerabile di L.\u00b7.\u00bb (Maestro Venerabile di Loggia).<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine di questo mio saggio, probabilmente qualche lettore si chieder\u00e0: la Carboneria si \u00e8 estinta negli Anni \u201870 del XX secolo o continua tuttora?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 se ulteriori studi, in futuro, ci daranno una risposta al riguardo\u2026&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corrispondenza romana 26 Agosto e 2 Settembre 2026 di Padre Paolo M. Siano Nel 2015, le Edizioni ETS di Pisa pubblicano il libro degli studiosi Gian Marco Cazzaniga (gi\u00e0 docente ordinario di Filosofia morale all\u2019Universit\u00e0 di Pisa) e Marco Marinucci (studioso delle democrazie radicali dell\u2019Ottocento), \u201cCarbonari del XX secolo fra rituali adelfici e intransigenza repubblicana\u201c. &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/carbonari-in-italia-tra-fine-ottocento-e-meta-novecento\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":64987,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[69,24,96],"tags":[3306,2406],"class_list":["post-64986","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-massoneria","category-storia","category-storia-italiana","tag-carboneria","tag-risorgimento","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - 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