{"id":64545,"date":"2026-04-30T01:00:00","date_gmt":"2026-04-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=64545"},"modified":"2026-04-22T09:09:40","modified_gmt":"2026-04-22T07:09:40","slug":"antonio-capace-minutolo-autodifesa-di-un-legittimista-scomodo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/antonio-capace-minutolo-autodifesa-di-un-legittimista-scomodo\/","title":{"rendered":"Antonio Capace Minutolo, Autodifesa di un legittimista scomodo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.altaterradilavoro.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Alta Terra di lavoro<\/a> <\/strong>26 Aprile 2026<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nato a Napoli nel 1768, Antonio Capece Minutolo, principe di Canosa, compie severi studi di filosofia al Collegio Nazareno di Roma. Intraprende quindi la carriera forense. Nella sua qualit\u00e0 di esponente primo della Deputazione, esordisce in politica in momenti calamitosi per i Borboni, rifugiatisi in Sicilia, dopo la sconfitta subita ad opera dei francesi. Senza mai venir meno al pi\u00f9 schietto lealismo, \u00e8 tra i pi\u00f9 accesi fautori dell\u2019idea organica dello Stato, lontano da ogni servilismo nei confronti del sovrano e da ogni soperchieria nei confronti del popolo.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Antonio_Capece_di_Canosa.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"293\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Antonio_Capece_di_Canosa.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-64546\" style=\"width:205px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Antonio_Capece_di_Canosa.jpeg 293w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Antonio_Capece_di_Canosa-220x300.jpeg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><em>Per difendere l\u2019autorit\u00e0 legittima, accetta di ricoprire l\u2019ingrata carica di Ministro di Polizia. La sua intransigenza nei confronti di Massoni e Liberali, lo mette in cattiva luce presso gli stessi circoli politici legittimisti. E\u2019 costretto a lasciare incarichi di governo a Napoli; compie viaggi in tutta Italia, stringendo rapporti con esponenti della cultura e della politica di parte controrivoluzionaria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019 fra i pi\u00f9 attivi divulgatori delle idee reazionarie, e collabora alle pi\u00f9 prestigiose pubblicazioni che allora le propugnavano (<\/em>La Voce dalla Ragione<em>, <\/em>L\u2019Amico della Giovent\u00f9<em>, <\/em>La Voce della Verit\u00e0<em>, etc.). Per due volte, l\u2019Austria stronca due suoi tentativi di costituire corpi di volontari armati contro la rivoluzione, nel Ducato di Modena e negli Stati Pontifici (1836). Stabilitosi a Pesaro e allontanatesi definitivamente dalla politica, muore nel 1838.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">_____________________________________<\/p>\n\n\n\n<p>Sono plebeo per genio perch\u00e9 sono cattolico romano per convincimento. Non ho mai corbellato il popolo dandogli ad intendere (come praticano, per ingannarlo, i demagoghi) che esso era il sovrano di diritto; che potea far tutto ci\u00f2 che gli gradiva, che sarebbe stato ricco ed eguale a\u2019 pi\u00f9 gran signori dopo la rivoluzione, con tutte quelle altre minchionature ed inganni, che verso il popolo usano i falsi liberali: l\u2019ho per altro amato di cuore; l\u2019ho soccorso quando ho potuto, e con tutti quei mezzi che poteano essere alla mia disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli dice (ha inizio qui una delle feroci tirate con cui il Canosa, nel libro da cui abbiamo tratto queste pagine, intende confutare le accuse calunniose mossegli dal Colletta nella sua Storia del Reame di Napoli, N.d.C.) che venne a me promesso il ministero di polizia nel caso fosse stato Napoli nuovamente del legittimo Re.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque ignorava il somaraccio che il Re Ferdinando IV pieno di buon senso, non volea sapere nulla delle novit\u00e0 rivoluzionarie, ed era in quell\u2019epoca nella piena risoluzione di tutto volere restituire <em>ad pristinum<\/em>? Troppo inoltre conoscendo l\u2019ottimo Ferdinando quale, pel pubblico, molestissimo magistrato era quello della polizia (se non cade in mano di un angelo incarnato) era di lui pensiero in Sicilia non volerlo in Napoli installare, ma fare che le cose rimanessero com\u2019erano prima che da Napoli si partisse, quando comandava il Duca d\u2019Ascoli.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Italia_borboni_risorgimento.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Italia_borboni_risorgimento-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-47935\" style=\"width:364px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Italia_borboni_risorgimento-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Italia_borboni_risorgimento-300x200.png 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Italia_borboni_risorgimento-768x512.png 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Italia_borboni_risorgimento.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Argomento tortissimo di quanto asserisco \u00e8 che in Sicilia trovandosi il Re, e correndo tempi pericolosissimi (i francesi in Napoli, gl\u2019inglesi e giacobini in Sicilia e molti tra finti emigrati ancora), non volle ci\u00f2 non ostante mai decidersi tormentare i sudditi suoi colla pesante, molestissima istituzione della polizia. Lasci\u00f2 quindi i capitani come si trovavano, ciascuno comandando il dipartimento proprio per quanto quell\u2019antica istituzione sicula fosse alquanto imperfetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ferdinando IV, ripeter\u00f2 mille volte, pieno di buon senso, era tanto avverso alle rivoluzionarie novit\u00e0, e tanto ne conoscea l\u2019interno male, ed i pessimi risultamenti per la monarchia legittima (e di fatto tutto era istituito per la repubblica e le monarchie militari rivoluzionarie), che, con saggio avvedimento e con fina politica, fece brugiare per mano del carnefice pagina per pagina, quel codice napoleonico, che in taluni regni legittimi trovasi in pieno vigore, o perch\u00e9 taluni che governano sono ignoranti, ovvero perch\u00e9, nel servire in apparenza la legittimit\u00e0, cercano in sostanza servire la rivoluzione. Dunque l\u2019idea di eleggere un ministero di polizia non entr\u00f2 in capo giammai a Ferdinando IV, quindi potea molto meno prometterlo al Principe di Canosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 io fui sempre, per grazia di Dio, un galantuomo. Le calunnie, il convocio, gli schiamazzi de\u2019 falsi liberali contro me non saranno mai capaci di altro che di rendere pi\u00f9 gigantesca la mia opinione, non che presso i legittimisti, ma presso gl\u2019indifferenti, ed i veri liberali che mi rendono giustizia abbench\u00e9 di sentimenti diversi. Se dunque io sono un galantuomo, e se nessuno mi nega qualche talento e perspicacia, pu\u00f2 credermi quando dico, che, conoscendo che il ministero di polizia, non essere mestiere di galantuomo non lo avrei desiderato giammai ne\u2019 accettato tampoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Reduce dalle Spagne lo accettai, ma perch\u00e9 supposi che se non avrei potuto fare il bene, avrei impedito molti mali: fino in fatti da Milano, trovandomi nel teatro della Scala reduce dalla Spagna nel 1815, sentendo leggere certe gazzette, mi avvidi delle trame de\u2019 rivoluzionarii, i quali, colla pelle dell\u2019agnello sul dorso, stavano organizzando una nuova rivoluzione che non era conosciuta che dagli uomini di sopraffino intendimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quell\u2019istante in poi me ne confermai sempre pi\u00f9, e lo andava ripetendo al Re tanto che al marchese di Circello. Mi guardava dirlo soltanto a Medici e Tommasi, come mi guarderei leggere un pezzo di Vangelo al Muft\u00ec in Marocco, giacch\u00e9 la mia lettura sarebbe inutile per convertirlo, e sicura per farmi impalare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Borbone_Ferdinando_IV_Regno_Sicilia.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"412\" height=\"254\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Borbone_Ferdinando_IV_Regno_Sicilia.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-64547\" style=\"width:372px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Borbone_Ferdinando_IV_Regno_Sicilia.webp 412w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Borbone_Ferdinando_IV_Regno_Sicilia-300x185.webp 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ferdinando IV Borbone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Per tale ragione dunque soltanto accettai una carica, la quale se sapea disimpegnarla, se ne avvide per tre anni Saliceti, ma mi era assolutamente antipatica, e non per il mio modo di pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Io immaginava poter impedire una nuova rivoluzione nel mio paese che vedeva nascere, e pargoleggiare fra tutti quegli asini liberali, e quindi salvare la patria mia da quel flagello straniero, che puranco prevedeva.<\/p>\n\n\n\n<p>E ci sarei riuscito felicissimamente, se tutti gli strumenti dell\u2019orchestra suonato avessero d\u2019accordo. Come per\u00f2 andare innanzi con Medici e Tommasi, puerilmente invasati di filosofia, d\u2019illuminismo, di novit\u00e0, che supponevano che per chiudere le piaghe non eravi rimedio pi\u00f9 adatto delle cantaridi e butirro d\u2019antimonio!!!<\/p>\n\n\n\n<p>Il Re Ferdinando era ottimo, e il buon senso di lui lo facea essere tutto d\u2019accordo con me. Egli per\u00f2 mi conoscea poco, mentre avea ogni fiducia e tutta l\u2019opinione in que\u2019 due defunti scimmioni ricamati.<\/p>\n\n\n\n<p>Non aveva per me che l\u2019ottimo signor marchese di Circello. Ci\u00f2 che vedeva io, esso pure vedeva; che se quel signore non erasi consumato sopra i libri, aveva per\u00f2 una grande esperienza, ed una pratica di mondo estesa e profonda, si potea dire di lui ci\u00f2 che di Platone dicea il Dottore Africano: Rem vidit causam nescivit. Come que\u2019 medici di buon senso che hanno studiato poco, e veduti molti ammalati, il prognostico di lui era sicuro. Per il maggior vantaggio per la causa della legittimit\u00e0, il marchese di Circello era conosciuto e ben veduto dal Re N. S. Uniti dunque si potea fare moltissimo (quante volte tali discorsi con quel venerando patrizio si fecero nel 1821!): come tirare innanzi per\u00f2 quando al marchese mancava ci\u00f2 che si chiama vigore!! Ecco perci\u00f2 che spesso rimanea solo esposto al fuoco granellato ed alle mine (iacobinico more) de\u2019 due RR. PP. della Patria de Medici e Tommasi che avevano preso tutto l\u2019ascendente sopra l\u2019ottimo monarca!<\/p>\n\n\n\n<p>Vedendo io dunque che la rivoluzione progrediva, e che io non avendo forze da impedirla, andava a fare la figura o dell\u2019asino o del traditore (dopo aver tutto rassegnato a S. M. per ben tre volte in iscritto, e molte pi\u00f9 a voce non curando essere chiamato fanatico, testa calda, allarmista) non volendo, dicea, farmi rompere il bicchiere nelle mani rinunciai una carica che, ripeto, sapea disimpegnarla, ma mi era antipatica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/Mazzini_Armellini_Saffi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"223\" height=\"226\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/Mazzini_Armellini_Saffi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20372\" style=\"width:295px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Che se taluno volesse in me trovar contraddizione tra quello che scrivo e ci\u00f2 che ho operato, mirando che io nel 1821 cedei agli ordini del Re mio signore in Firenze che volle che io la carica riassumessi di ministro di polizia, dir\u00f2 che lo stesso fine del bene del mio paese mi fece fare quel secondo sagrificio. Mirava la necessit\u00e0 d\u2019introdurre uomini voracissimi nella mia povera patria!! Mi figurava farceli stare poco. Questo pensiero manifestato, rovin\u00f2 tutti i miei patriottici disegni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pu\u00f2 esservi pi\u00f9 grave errore di quello generalmente adottato da molti moderni politici, quello cio\u00e8 di credere che gli uomini veramente tristi, come sono i settari e falsi liberali, in seguito di misure che loro dispiacciono possono diventare maggiormente nemici del governo. Questo errore nasce dalla crassa ignoranza, in cui gli uomini della nostra et\u00e0 sono delle scienze morali. Conciossiacch\u00e9 gli etici filosofi insegnano che quando l\u2019uomo \u00e8 arrivato ad un certo grado di passione, non pu\u00f2 andare pi\u00f9 oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che solo pu\u00f2 accadere \u00e8 che gli uomini perversi del movimento o per timore o per accresciuta irritazione possono un mese una settimana prima far ci\u00f2 che avevano prefisso e stabilito fare dopo l\u2019elasso di altro tempo. Ma non saranno taluni politici atti a comprendere che ci\u00f2, anzich\u00e9 male, \u00e8 un vero e positivo bene? Tutto ci\u00f2 che \u00e8 immaturo deve avere un esito infelice. E in vero perch\u00e9 le rivoluzioni hanno fatto sempre fiasco? Per la sola ragione che i somari settarii si sono affrettati sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora calunnioso lo storico (si parla ancora, ovviamente, di Pietro Colletta N.d.C.) viene dimostrato dal conosciuto sistema del Principe di Canosa. Che la sovrana liberalesca canaglia lo voglia accreditare come feroce va benissimo. Ci\u00f2 conviene alle mire delle sette; che lo stesso proclamino tutti quei sciocconi (anche non rivoluzionarii) i quali, senza causa di scienza, ripetono ci\u00f2 che hanno sentito proclamare; pazienza, ci\u00f2 \u00e8 nella natura imperfettissima del volgo: che voglia sostenersi sul serio che io sia feroce, che abbia fatto correre il sangue a rivi; che abbia spente mille vite come dice il buffone Colletta \u00e8 la maggiore di tutte le menzogne, smentita da tutti i fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non che il mio temperamento mi fa essere nemico fisicamente del sangue (ariserba de\u2019 momenti di escandescenza) ma i miei studi mi hanno convinto e persuaso, che lo spargimento del sangue non \u00e8 rimedio indicato per le infermit\u00e0 di opinioni. Il sangue fa i martiri; e gli esilii rendono i rivoluzionari pi\u00f9 pericolosi, perch\u00e9 li trasmutano in apostoli del partito. \u201cTrajanus cum videret Christianissimum per tormenta augeri noluit alterius in Cristianos inquiri\u201d disse Plinio nel suo panegirico a Trajano. Dunque io per carattere morale e fisico per istudii fatti sulla materia e per lunga esperienza, anzich\u00e9 ferocissimo, come dicono gli asini liberali sono stato invece sempre indulgentissimo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Regno_Napoli.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"195\" height=\"258\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Regno_Napoli.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-44465\" style=\"width:225px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La massima delle pene alla quale si possono e si devono assoggettare i delinquenti per opinioni criminose, dev\u2019essere il disprezzo ed il ridicolo, in cui si devono far cadere in tutti modi. Ci\u00f2 poi che conduce le trame rivoluzionarie ad una perfetta paralisi; il rimedio vero che non avrebbe fatto parlare pi\u00f9 di rivoluzioni \u00e8 quello di togliere a tutti i dilettanti e professori e mercadanti di rivolte ed opinioni, ogni influenza civile. Il germe della ribellione sbucci\u00f2 pi\u00f9 rigoglioso dopo la restaurazione, perch\u00e9 si lasci\u00f2 ai rivoluzionarii tutta l\u2019antica influenza nello stato civile, superiore di molto a quelle che aver potessero i legittimisti e gli uomini leali e di onore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019influenza dunque da un lato; il nullo timore di pena dall\u2019altro (nel caso andasse fallito il colpo, per la conosciuta stazionaria teoria dell\u2019obblio ed amnistia) fece venire il prurito di nuove rivoluzioni; e loro si rese facile concertarle e portarle innanzi per quella grande influenza lasciata a falsi liberali, non che i grandi mezzi che aveano per nudrirle e farle progredire, mentre gli uomini attaccati all\u2019altare ed alla legittimit\u00e0 non erano nella debita proporzione muniti di mezzi per fare loro la guerra di contromine.<\/p>\n\n\n\n<p>Di me potrebbe dirsi come l\u2019abate Proyart disse di Luigi XVI. Detronizzato prima di ascendere al trono. N\u00e9 a me (che li conosco assai) isfuggirono le trame fino da che venni da Pisa chiamato dal fu Ferdinando in Firenze. Le conobbi benissimo e tutto dissi a D. Alvaro Ruffo, raccomandando al lupo la conservazione delle pecore. Siccome per\u00f2 a me non importava punto rimanere Ministro di Polizia (carica come dissi sempre a me antipatica) cos\u00ec non reagii punto, ed ogni reazione sarebbe stata ancora inutile. Molti difatti devono come e quanto me conoscere l\u2019indole, la forza, l\u2019influenza delle societ\u00e0 segrete, e questi godere la piena fiducia de\u2019 Monarchi, a\u2019 quali spettava paralizzarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Trem\u00f2 la Massoneria al primo sentirmi eletto Ministro della Polizia in Napoli. Fece tutti i suoi sforzi per impedire una tale scelta. Essa per\u00f2 si trov\u00f2 impotente e frastornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Spaventava maggiormente i massoni il mio dimostrato carattere. Essi non ignoravano le seduzioni che avea avute da Saliceti, da Giuseppe Bonaparte e da Gioacomino. Pi\u00f9 che ogni altro essi vennero atterriti dal ritornare che feci in Sant\u2019Elmo, quando mandato ambasciatore dei francesi all\u2019ammiraglio Nelson, dopo aver perorato contro l\u2019oggetto della mia missione, ritornai tra quei nemici che mi avevano anticipatamente condannato alla morte. Questo tratto di buona fede in un\u2019et\u00e0 tanto disonorata e corrotta, colpito aveva ancora i miei nemici, per cui i veri liberali moltissimo mi rispettavano. Cosa poter sperare da uomo di tale pasta? dicea in Firenze un reverendissimo tuttora (ai ciechi) invisibile!!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Regno_sud.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"215\" height=\"188\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Regno_sud.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28067\" style=\"width:327px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>I Pifferi della Montagna, ch\u2019erano comparsi tre mesi prima della ribellione del 1820 aveano reso la mia riputazione troppo colossale, mentre veniva riguardato come un Profeta, ed uno de\u2019 pochissimi (ed era troppo vero, se mi avessero fatto agire liberamente). Ogni discorso dunque che veniva introdotto contre me veniva respinto come un parlare di persona sospetta. Per poche settimane divenni l\u2019uomo di moda, e da tutti (coloro che non partecipavano ai segreti massonici) riguardato con il maggior rispetto: Ecco dunque che non poterono punto frastornare il mio novello inalzamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Trattare debitamente un tale argomento non \u00e8 di questo luogo n\u00e9 del presente momento. Serviranno questi pochi cenni per avvertire gli uomini che hanno perduto ogni sinderesi; e spensierati n\u00e9 del passato si rammentano, e vivono come non andassero incontro ad uno spaventoso futuro, che sopra questa terra permette Iddio che esiste un Uomo, il quale pu\u00f2 contro essi anticipare quell\u2019universal giudizio spaventevole che far\u00e0 imbrividire tutti gli iniqui, gli oppressori ed ingiusti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ove non vi \u00e8 Monarca non vi \u00e8 nobilt\u00e0. Ove non vi \u00e8 nobilt\u00e0 non vi \u00e8 Monarca, ma si ha uno stato popolare o dispotico. Ecco ci\u00f2 che dicea e scrivea nello scorso secolo il dotto autore dello spirito delle leggi. Ecco quello che scrivea uno non profano a quella filosofia negativa che ridusse la specie umana in uno stato, a quello degli stessi bruti, inferiore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aristocrazia, la madre delle generose azioni e dell\u2019eroismo, \u00e8 dunque tanto essenziale alla monarchia moderata, che senza aristocrazia non pu\u00f2 sussistere monarchico reggimento. Unitamente a tutti i politici disse ci\u00f2 il medesimo Montesquieu, il quale vaticin\u00f2 la caduta della monarchia francese molti anni prima che seguisse, e ne prognostic\u00f2 il rovescio, solo perch\u00e9 i magistrati di quella nazione (che in corpo erano giacobini, come si dice del manicheismo prima di Manete) cercavano distruggere l\u2019aristocrazia tanto sacerdotale che patrizia. \u201cCertuni magistrati di un grande stato europeo da molto tempo cercano distruggere la giurisdizione patrimoniale degli ecclesiastici e dei signori. Non cerchiamo censurare (perch\u00e9 era della lega) cos\u00ec saggi magistrati, ma lasciamo indeciso fino a quel segno ne sar\u00e0 cangiata la costituzione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Se dunque alla monarchia \u00e8 necessaria la nobilt\u00e0, e se distrutta la giurisdizione patrimoniale del clero e della nobilt\u00e0 deve per forza della natura delle cose venire distrutta la monarchia, se il principe di Canosa era aristocratico, lo era perch\u00e9 fedele alla monarchia, e non ad essa ribelle, come sogna il nostro canta storie.<\/p>\n\n\n\n<p>Volea l\u2019aristocrazia come necessaria alla difesa del re contro le macchinazioni demagogiche, non per sostituire il governo aristocratico al regio. Egualmente avverso il principe di Canosa tanto al dispotismo quanto alla licenza popolare, era attaccatissimo alle diverse classi aristocratiche e differenti ordini dello stato, riguardando in essi tanti argini alla licenza popolare, che, tutti uniti, agendo di concerto venivano a formare un fiume che, circondando il trono della monarchia moderata, impediva l\u2019accesso tanto al dispotismo che alla tirannide popolare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/soldati_borbonici_regno_sud.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"214\" height=\"161\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/soldati_borbonici_regno_sud.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53099\" style=\"width:334px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il baronaggio, che era l\u2019istituzione la pi\u00f9 atta alla difesa della monarchia (per\u00f2 la pi\u00f9 odiata dal manicheismo innanzi Manete, ovvero dai dilettanti di democrazia innanzi la rivoluzione francese), il baronaggio, io dico, resosi un poco troppo potente, diede qualche volta a pensare ai Re, facendoli talvolta impallidire sullo stesso di loro trono. Questo era un eccesso ed un abuso. Ma di che non abusa l\u2019uomo! Quali possono essere le umane istituzioni perfette! e quali quelle che col corso del tempo non vengano ad atterrarsi!!?<\/p>\n\n\n\n<p>A porre riparo ad un tale grave disordine i pi\u00f9 saggi monarchi crearono una classe che, posta a fronte del baronaggio, lo tenesse in iscacco, e ne rendesse meno terribile l\u2019influenza potentissima. Questa classe fu quella degli uomini di toga e dei dottori in legge, quella precisamente che in Napoli chiamavasi paglietti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo gran pensiero, figlio delle pi\u00f9 profonde riflessioni dei politici regi, ebbe il compiuto desiderato effetto. Il corpo de\u2019 togati divenne un tale contrappeso al potere de\u2019 baroni, che gi\u00e0 da gran tempo, utilissimi rimasero alla monarchia (come si osserv\u00f2 nell\u2019epoca della rivoluzione di Masaniello e nella guerra di Velletri per citare due soli esempi) senza menomare o intimorire il potere monarchico moderato.<\/p>\n\n\n\n<p>Se per\u00f2 col tempo degener\u00f2 l\u2019istituzione feudale, degener\u00f2 egualmente quella che, formata dagli uomini di toga e di legge, se gli era posta incontro per menomarne l\u2019influenza ed il potere. I togati andando troppo in l\u00e0, col perpetuo contraddire ed abbassare l\u2019orgoglio de\u2019 baroni, ne resero una classe di poltroni, ed inutili in conseguenza al re, al popolo, alla monarchia. Il fiume che circondava i piedi del trono venne con questa politica a seccarsi, per cui libero si rese il passo tanto al dispotismo che all\u2019audacia popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tale argomento porterebbe una lunga disamina e sar\u00e0 uno di quelli che tratter\u00f2 nelle mie opere inedite. Per ora mi restringer\u00f2 a dire che, entrata nello spirito de\u2019 paglietti, gi\u00e0 da gran tempo, la smania dell\u2019eguaglianza, dopo che riuscirono avvilire i baroni, passarono ad attaccare la nobilt\u00e0 ne\u2019 suoi diritti e privilegi che la rendeva (per proprio interesse ereditario) cos\u00ec ligia del potere monarchico ereditario.<\/p>\n\n\n\n<p>E siccome pi\u00f9 o meno da monarchi poco politici e da\u2019 paglietti, nemici di tutto e di tutti (fuorch\u00e9 della propria borsa) una tale operazione venne pi\u00f9 o meno praticata in tutta l\u2019Italia, cos\u00ec quei baroni e que\u2019 nobili che aveano per lo passato dato a\u2019 diversi regni tanti eroi in fedelt\u00e0 e valore, e che resi avevano a\u2019 monarchi i pi\u00f9 segnalati servigi, combattendo strenuamente gli avversarii di loro tanto esterni che intestini, si resero una classe di poltroni egoisti, ed in seguito (spogliati di tutti i loro dritti, privilegi, ricchezze) di nemici, in talune monarchie in particolare ove aveano maggiormente sofferto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/02\/massoneria_logo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"215\" height=\"234\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/02\/massoneria_logo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15332\" style=\"width:261px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Tutto questo corso di vita politica delle diverse istituzioni e classi dello stato le avea io studiato con tutta la possibile riflessione sulla storia del mio paese. Posto ci\u00f2, conoscendo molto bene quanto valere poteano i miei colleghi baroni tanto che patrizii, ancora che fossi stato un fellone (come mi caratterizza lo storico mendace e buffone) ed un ribelle, avrei dovuto essere assai poco calcolatore, onde supporre che in tempi tanto burrascosi fossero i patrizi napoletani capaci di reggere alla bufera della pi\u00f9 gran forza, ponendosi alla testa di un governo aristocratico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti sono i mali civili che affliggono tutte le societ\u00e0 europee nell\u2019et\u00e0 in cui viviamo, sono tutti conseguenze dell\u2019anatemizzata massoneria, della congiura de\u2019 filosofi miscredenti, della rivoluzione per dirlo in una sola parola. Lo stupendo per altro, e ci\u00f2 che \u00e8 degno veramente della morale del buon senso del secolo del progresso de\u2019 lumi, \u00e8, che coloro che seguono le massime e le dottrine negative di que\u2019 filosofi del secolo XVIII; quelli che, a\u2019 mali presenti dai quali vengono afflitte le societ\u00e0 europee, il doppio, il triplo, del centesimo di maggiori mali le aggraverebbero, per solo guadagnare pochi zecchini, sono quelli per l\u2019appunto che il Papa, i Cardinali, il clero, i cenobiti, ed in particolare i Gesuiti incolpano di tutti que\u2019 malanni dei quali la sola vera unica colpa non sono che essi esclusivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu nel 1787 che io, uscito dal collegio Nazareno (ove compii i miei studii di filosofia) entrai nella grande scena del mondo, in seguito di essere stato per due anni nella citt\u00e0 di Canosa coi miei buoni genitori. Che bella cosa era il mondo allora sotto il tiranno Ferdinando IV e sotto il giogo della superstizione di tanti frati e preti intolleranti e fanatici!<\/p>\n\n\n\n<p>La maledetta filosofia avea principato in verit\u00e0 a fare le sue stragi (appunto per la soverchia tolleranza e dolcezza del governo temporale, come del potere spirituale); queste per\u00f2 non aveano attaccato la massa sociale. Andando col saggio ed imponente mio genitore nelle grandi conversazioni, egli mi notava a dito i frammassoni conosciuti ed i dottori in miscredenza, e diceami: \u201cCon quelli non farai discorso giammai; con quello non ti assoderai, evitandone ancora l\u2019incontro e negandogli il saluto. Sono frammassoni, sono nemici del Papa (allora era ancora un segreto sconosciuto l\u2019essere nemico del Re). Sono senza religione e scostumati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Che bella cosa era mai Napoli sotto la tirannide e il regno della benefica superstizione. Non si pagava nulla sulle terre; pochissimo pagavano i Baroni; le gabelle erano mitissime. Ciascuno potea fare ci\u00f2 che voleva. I passaporti non erano che una pura e vera formalit\u00e0. Tutte le pi\u00f9 esatte regole usavansi nell\u2019inquirire dalla giustizia criminale; ed uomini dottissimi e venerandi mi rammento esser quelli che giudicavano e presiedevano alla custodia della sicurezza e della propriet\u00e0 de\u2019 cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volle stare meglio; cio\u00e8 la filosofica canaglia, la quale sotto il salvocondotto della libert\u00e0 ed eguaglianza volea occupare il posto dei Re e dei Signori (servendosi delle braccia della sconsigliata giovent\u00f9 e della canaglia rapace) guast\u00f2 tutto, tutto il bene disparve con il senso comune; n\u00e9 et\u00e0 al mondo pi\u00f9 infelice e miserabile vide mai la terra, che quella succeduta alla maledetta filosofica rivoluzione. Al presente si miri Vienna e quei paesi che non vennero sconvolti dal rivoluzionario contagio!<\/p>\n\n\n\n<p>Uno de\u2019 peggiori malanni, di cui siamo debitori alla maledetta rivoluzione figlia primogenita del progresso de\u2019 lumi, si \u00e8 il pesantissimo, molesto e spesso tirannico magistrato della polizia. Chi \u00e8 entrato in una tale putrida pozzanghera \u00e8 solo capace conoscere quali sconcerti, inconvenienti, danni gravissimi non vengono prodotti dalla istituzione della polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come si fa? Cosa ci entrano i poveri Sovrani legittimi! Essi sono tutti (senza quasi eccezione alla nostra et\u00e0) ottimi, ne sarebbe (come le mille volte ho ripetuto nelle mie opere) dell\u2019interesse di loro esser cattivi, come lo devono, per la ragione de\u2019 contrarii, esserlo gli usurpatori ed ogni rivoluzionario reggimento. Non sono difatti stati essi giammai che inventarono o stabilirono questa nocevole magistratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Essa \u00e8 figlia di quella rivoluzione che ci prometteva felicit\u00e0 e rigenerazione. I sovrani legittimi altro non hanno fatto che conservarla, e perch\u00e9? Quelli scellerati, i quali (fino i regicidi!!!) dopo essere stati perdonati di un numero pressoch\u00e9 infinito di misfatti, dopo essere stati di beneficenza ricolmati, congiurando ed intrigando ancora contro i sovrani legittimi di loro benefattori, minacciarono, come minacciano sempre il Potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il molestissimo e pesante magistrato di polizia si rese dunque tanto necessario quanto la cura del sublimato e dell\u2019arsenico per coloro, pe\u2019 quali altro rimedio non rimane per prolungare la vita. Se dunque il magistrato di polizia fu tutto di liberalesca istituzione, la conservazione di questo mostro civile \u00e8 tutta dovuta alla pervicacia, ostinazione, incorreggibilit\u00e0 dell\u2019ostinata liberalesca ingratissima canaglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>fonte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.totustuustools.net\/altrastoria\">https:\/\/www.totustuustools.net\/altrastoria<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alta Terra di lavoro 26 Aprile 2026 Nato a Napoli nel 1768, Antonio Capece Minutolo, principe di Canosa, compie severi studi di filosofia al Collegio Nazareno di Roma. Intraprende quindi la carriera forense. 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