{"id":64473,"date":"2026-04-16T09:11:08","date_gmt":"2026-04-16T07:11:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=64473"},"modified":"2026-04-08T09:35:00","modified_gmt":"2026-04-08T07:35:00","slug":"ecumenismo-tra-modernismo-relativismo-gender-gnosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/ecumenismo-tra-modernismo-relativismo-gender-gnosi\/","title":{"rendered":"Ecumenismo tra Modernismo, relativismo, gender, Gnosi\u2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.corrispondenzaromana.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Corrispondenza Romana <\/a><\/strong>n.1994 del 1 Aprile 2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">padre <strong>Paolo M Siano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla prima pagina del <em>website<\/em> del \u201c<strong>Segretariato Attivit\u00e0 Ecumeniche \u2013 A.P.S.<\/strong>\u201d (<strong>SAE<\/strong>), leggiamo che esso \u00e8 un\u2019\u00abAssociazione interconfessionale di laiche e laici per l\u2019Ecumenismo e il dialogo a partire dal dialogo ebraico-cristiano\u00bb (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.saenotizie.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.saenotizie.it\/<\/a>). Sul sito c\u2019\u00e8 una breve storia del SAE, \u00abassociazione laica e interconfessionale\u00bb, fondata nel <strong>1966<\/strong> da <strong>Maria Vingiani (1921-2000)<\/strong> la quale sin dal 1947 promuoveva attivit\u00e0 di dialogo e formazione ecumenica (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.saenotizie.it\/sae\/chi-siamo\/breve-storia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.saenotizie.it\/sae\/chi-siamo\/breve-storia.html<\/a>; vedi anche qui: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maria_Vingiani\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maria_Vingiani<\/a>). Maria Vingiani \u00e8 stata definita tra l\u2019altro: \u00abmadre dell\u2019Ecumenismo italiano\u00bb e \u00abuna laica \u201cadulta\u201d e indipendente\u00bb (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.saveriani.it\/missioneoggi\/item\/maria-vingiani-madre-dell-ecumenismo-italiano\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.saveriani.it\/missioneoggi\/item\/maria-vingiani-madre-dell-ecumenismo-italiano<\/a>, 01 marzo 2020).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/massoneria.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"255\" height=\"197\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/massoneria.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-48772\" style=\"width:363px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">* &nbsp;* &nbsp;*<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dal 23 al 29 luglio 2023<\/strong> presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, Assisi (PG), a cura del \u201c<strong>Segretariato Attivit\u00e0 Ecumeniche \u2013 A.P.S.<\/strong>\u201d (SAE), si \u00e8 svolta la 59<sup>a<\/sup> Sessione di Formazione Ecumenica sul tema: \u00ab<strong><em>Chiese inclusive per donne nuove e uomini nuovi. \u201cEdificati insieme per diventare abitazione di Dio\u201d (Ef 2,22)<\/em><\/strong>\u00bb. Gli Atti sono stati pubblicati nel \u201c<strong><em>Quaderno di Studi Ecumenici<\/em><\/strong>\u201d, <strong>n. 48\/2023<\/strong>, (Suppl. al n. 3-4 del 2023 di \u201c<strong><em>Studi Ecumenici<\/em><\/strong>\u201d \u2013 rivista trimestrale, Istituto Studi Ecumenici San Bernardino, Venezia). Proprietario ed Editore del Quaderno\/Rivista \u00e8 la Provincia Sant\u2019Antonio dei Frati Minori (OFM) di Bologna.<\/p>\n\n\n\n<p>Da vari interventi tenuti in quella Sessione di Formazione Ecumenica, emergono idee e proposte che ritengo siano ben in sintonia con movimenti o atteggiamenti culturali quali il Modernismo, il relativismo, la teoria <em>gender<\/em> e la Gnosi\u2026 Il tutto, poi, si intona perfettamente con la cultura o mentalit\u00e0 della <strong>Massoneria<\/strong>. Non voglio dire n\u00e9 suggerire che siano Massoni o Massone i relatori e le relatrici che \u2013 come vedremo \u2013 espongono tali idee. Dico solo che quelle idee (con cui intitolo i paragrafi di questo mio studio) corrispondono perfettamente al \u201csentire\u201d <em>della<\/em> e <em>nella<\/em> Massoneria, ovvero a quella mentalit\u00e0 che l\u2019Uomo e la Donna iniziati in Massoneria possono giungere ad acquisire. Lo dico sulla base della mia esperienza poco pi\u00f9 che trentennale di studi sulla Massoneria, su testi massonici. Inoltre, nel corso dei miei studi ho avuto anche colloqui con alcuni Massoni\u2026<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>1. Secolarismo e superamento di <em>opposti\/contrari\/dualismi<\/em>\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nella \u201c<strong><em>Prefazione. Proprio ora germoglia<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48\/2023, pp. 3-5), <strong>Cristina Simonelli<\/strong> (Docente di Teologia Patristica a Verona) scrive:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab[\u2026]&nbsp;<strong>La santit\u00e0, infatti, non \u00e8 rinchiusa nelle sacrestie<\/strong> e neppure limitata ai sagrati, spazi troppo angusti gli uni e troppo vicino agli edifici sacri gli altri. Corre piuttosto per le strade comuni, nei luoghi profani e mescolati, negli spazi non autorizzati e in questo modo attraversa e <strong>attrae anche le Chiese e le religioni<\/strong> <strong>verso l\u2019aperto che pu\u00f2 accoglierle, trasformarle e benedirle<\/strong>, <strong>senza separazioni ma conservando ogni differenza<\/strong>, ogni peculiarit\u00e0\u00bb (pp. 4-5, grassetto mio).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/modernismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"945\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/modernismo-945x1024.jpg\" alt=\"Modernismo eresia del XX secolo\" class=\"wp-image-44189\" style=\"width:312px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/modernismo-945x1024.jpg 945w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/modernismo-277x300.jpg 277w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/modernismo-768x832.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/modernismo.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Sembra proprio che l\u2019Autrice esorta all\u2019\u00ab<strong>uscita dalle rigidit\u00e0 di ogni binarismo<\/strong>\u00bb (p. 5, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>2. Nessuno rivendichi \u00abil primato della Verit\u00e0\u00bb\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nell\u2019 \u201c<strong><em>Introduzione alla Sessione<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48\/2023, pp. 7-14), l\u2019allora Presidente SAE, <strong>Erica Sfredda<\/strong> (\u00abPredicatrice locale valdese\u00bb) afferma: \u00abSiamo una comunit\u00e0 al cui interno sono raccolti uomini e donne <strong>appartenenti a diverse confessioni cristiane e a diverse religioni<\/strong>, perch\u00e9 abbiamo imparato che possiamo, e dunque dobbiamo, vivere il dialogo a partire dalle differenze che ci caratterizzano, perch\u00e9 <strong>insieme vogliamo iniziare, o proseguire, un cammino trasformativo verso Dio<\/strong>\u00bb (p. 9, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Erica Sfredda prosegue: \u00abEssere <strong>interconfessionali e interreligiosi<\/strong> significa, quindi, non tanto difendere la diversit\u00e0, quanto accogliere l\u2019idea che tutti e tutte dobbiamo convertirci insieme all\u2019unico Signore a partire dalle nostre specificit\u00e0, avviando un dialogo profondo, rispettoso, <em>in primis<\/em> col mondo ebraico, nella consapevolezza che <strong>la testimonianza del popolo biblico \u00e8 il riferimento comune per i cristiani divisi<\/strong>, <strong>la radice<\/strong> da cui siamo tutti e tutte portati (Rm 9-11) e <strong>nella quale, necessariamente, si fonda un corretto ecumenismo<\/strong>. Ma un dialogo aperto anche alle altre religioni, visto che il cristianesimo, nella sua ricerca e testimonianza di unit\u00e0, \u00e8 coinvolto nella prospettiva universale dell\u2019unit\u00e0 di tutta la famiglia umana. <strong>Un dialogo in cui tutti i cristiani sono alla pari, in cui nessuna confessione si possa attribuire il primato della Verit\u00e0<\/strong>, ma che riunisce, <strong>alla pari<\/strong>, le confessioni cristiane che insieme si confrontano con le altre religioni e con il mondo secolarizzato, spesso non credente, frequentemente disinteressato a qualsiasi dimensione spirituale\u00bb (p. 9, grassetto mio, corsivo del testo).<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Sfredda: \u00abL\u2019ecumenismo come stile di vita, crediamo, \u00e8 dunque l\u2019evangelizzazione pi\u00f9 urgente oggi [\u2026]\u00bb (p. 10).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>3. Aperture\u2026 Oltre confini identitari\u2026 Gloria Anzaldua\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nella relazione \u201c<strong><em>Ascoltare un tempo di cambiamento<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 27-37), <strong>Lucia Vantini<\/strong> (\u00abTeologa cattolica \u2013 Presidente Coordinamento Teologhe Italiane\u00bb) sembra positivamente sensibile all\u2019ideologia <em>gender<\/em>, allorch\u00e9 annovera tra \u00able differenti oppressioni generate dalla postura intollerante\u00bb anche l\u2019\u00abomofobia\u00bb e la \u00abtransfobia\u00bb (cf. p. 35).<\/p>\n\n\n\n<p>Valentini suggerisce tra l\u2019altro: \u00ab<strong>vigilare sul nostro attaccamento alle mappe tradizionali<\/strong>\u00bb (p. 35, grassetto mio), \u00ab<strong>smarcarsi dalla logica dei confini identitari<\/strong> per ritrovare quella dei limiti condivisi\u00bb (p. 36, grassetto mio), \u00ab<strong>decostruire<\/strong> le interpretazioni ingiuste della differenza sessuale: [\u2026] <strong>normativit\u00e0 eterosessuale irrigidita nell\u2019universale<\/strong>\u00bb (p. 36, grassetto mio). Circa l\u2019uscire \u00abdalla logica dei confini identitari\u00bb, Vantini propone il concetto di \u00abterra di mezzo (nepantla)\u00bb della scrittrice <strong>Gloria Anzaldua<\/strong> (cf. p. 36).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/Massoneria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"230\" height=\"219\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/Massoneria.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30069\" style=\"width:310px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Da breve ricerca su internet, scopro che <strong>Gloria Evangelina Anzaldua<\/strong> <strong>(1942-2004)<\/strong>, scrittrice e sociologa statunitense, \u00e8 stata sostenitrice del femminismo e della teoria \u201c<strong><em>queer<\/em><\/strong>\u201d, si \u00e8 letterariamente o culturalmente identificata con il dio \u201cShiva\u201d che congiunge eterosessualit\u00e0 e omosessualit\u00e0, per superare e trascendere barriere e convenzioni sociali\u2026 Gloria Anzaldua si \u00e8 dichiarata devota sia della Madonna di Guadalupe che di divinit\u00e0 afro-americane\u2026 Gloria Anzaldua ha avuto relazioni sessuali sia con uomini che con donne, identificandosi come lesbica o \u201c<em>queer<\/em>\u201d\u2026 (vedi qui: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gloria_Anzald%C3%BAa\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gloria_Anzald%C3%BAa<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4.&nbsp; \u00abElementi di positivit\u00e0\u00bb nella teoria <em>gender<\/em> e nell\u2019omosessualit\u00e0\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Altrettanto emblematica \u00e8 anche la relazione \u201c<strong><em>Umano plurale. Tra la Scrittura e l\u2019oggi<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 53-70) di <strong>Roberto Massaro<\/strong>, \u00abProfessore associato di teologia morale presso la Facolt\u00e0 Teologica Pugliese di Bari e invitato presso la Pontificia Universit\u00e0 Urbaniana di Roma\u00bb (p. 53, nota *).<\/p>\n\n\n\n<p>Su internet si trovano altri dettagli circa l\u2019Autore: Don Roberto Massaro \u00e8 Presbitero della Diocesi di Conversano-Monopoli, docente \u00abInvitato\u00bb presso l\u2019Accademia Alfonsiana di Roma e presso la Facolt\u00e0 di Teologia della Pontificia Universit\u00e0 Lateranense, \u00abcollabora come esperto nell\u2019Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Conferenza Episcopale Italiana\u00bb (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.pul.it\/team\/massaro-roberto\/\">https:\/\/www.pul.it\/team\/massaro-roberto\/<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>In quegli Atti del SAE, Don Massaro afferma: \u00ab[\u2026] <strong>non ci si pu\u00f2 accostare alle persone transgender o omosessuali,<\/strong> <strong>ricorrendo, in modo superficiale e sbrigativo, solo al concetto di legge naturale o a certe limitate interpretazioni della Scrittura o dell\u2019antropologia cristiana<\/strong> <strong>che individuano nella dualit\u00e0 sessuale maschile e femminile l\u2019unica forma<\/strong> in grado di realizzare le dimensioni essenziali (unitiva e procreativa) dell\u2019unione coniugale. La relazione eterosessuale manifesta certamente in pienezza queste propriet\u00e0, ma affermare ci\u00f2 <strong>non<\/strong> significa <strong>escludere <em>a priori<\/em> che la relazione omosessuale possa anche presentare elementi di positivit\u00e0<\/strong>\u00bb (p. 67, grassetto mio, corsivo del testo).<\/p>\n\n\n\n<p>Don Massaro prosegue: \u00abSi impone, pertanto, la necessit\u00e0 di una riflessione ad ampio raggio che, proprio partendo dagli studi sul cervello umano, sostenga le persone appartenenti alla comunit\u00e0 LGBT+ nell\u2019accettazione di s\u00e9 e nella ricerca di una vita cristiana pienamente realizzata e integrata nella comunit\u00e0 ecclesiale. Il rischio [\u2026] \u00e8 che la morale sessuale continui a essere considerata \u201ccausa di incomprensione e di allontanamento dalla Chiesa, in quanto \u00e8 percepita come uno spazio di giudizio e di condanna\u201d\u00bb (p. 67).<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme al Prof. Giovanni Del Missier [docente presso l\u2019Accademia Alfonsiana, e le Pontificie Universit\u00e0 Lateranense, Urbaniana e Gregoriana; vedi qui: \u201c<em>L\u2019ultimo nemico ad essere sconfitto sar\u00e0 il gender?<\/em>\u201d, in <a href=\"https:\/\/www.promundivita.it\/post-delmissier\/\">https:\/\/www.promundivita.it\/post-delmissier\/<\/a>], anche Don Massaro ritiene che: \u00ab<strong>il <em>gender<\/em> possa costituire una nuova categoria euristica con cui comprendere meglio la sessualit\u00e0 umana<\/strong> nelle sue sempre pi\u00f9 ampie sfaccettature, rinunciando a quella sterile e inutile contrapposizione natura-cultura che, talvolta, smorza e chiude ogni tipo di riflessione\u00bb (p. 68, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Mi permetto di osservare che anche alle persone LGBT occorre indicare la bella virt\u00f9 della castit\u00e0\u2026 E che la \u00abmorale sessuale\u00bb viene incompresa anche da certi Pastori e moralisti che si aprono alla mentalit\u00e0 <em>gender<\/em> o LGBT, ribaltando, su questa materia, l\u2019insegnamento della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>5. La Chiesa \u00abche ancora non c\u2019\u00e8\u00bb\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio del suo intervento, \u201c<strong><em>Per un linguaggio non sessista. Come parliamo di Dio?<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 71-77), la teologa <strong>Marinella Perroni<\/strong> (\u00abCTI \u2013 Roma\u00bb) afferma: \u00ab[\u2026] <strong>ho creduto nel SAE<\/strong> fin da quando facevamo le riunioni a casa di Maria Vingiani e io ho scoperto che <strong>l\u2019ecumenismo<\/strong> era <strong>l\u2019unica possibilit\u00e0 che le Chiese avevano di riscattare il proprio passato e, soprattutto, di costruire il loro futuro<\/strong>: per me <strong>il SAE \u00e8 icona di questa Chiesa che ancora non c\u2019\u00e8<\/strong>, ma che \u00e8 <strong>l\u2019unica che potrebbe essere in grado di raccogliere le sfide interreligiose<\/strong> che vengono dall\u2019oggi\u00bb (p. 71, grassetto mio).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Concilio_massoneria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"266\" height=\"189\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Concilio_massoneria.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38386\" style=\"width:390px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Poi, Perroni cita alcuni brani di un articolo della scrittrice Elena L\u00f6wenthal (pubblicato su \u201c<em>La Stampa<\/em>\u201d del 22-07-2023), la quale afferma che \u00abTutto \u00e8 pi\u00f9 fluido, oggi, anche in questo [delle religioni] mondo\u00bb; lo spazio della fede \u00e8 aperto, \u00abuna societ\u00e0 multicolore \u00e8 anche necessariamente una societ\u00e0 multiconfessionale\u00bb (cit. da Perroni, p. 71).<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, le idee emergenti dalle relazioni di questi Atti SAE rafforzano proprio questa fluidit\u00e0: dal non possedere la Verit\u00e0 al <em>gender<\/em>\u2026<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>6. L\u2019Umanesimo progressista e giudice\u2026 SAE: s\u00ec al sacerdozio femminile\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nella relazione \u201c<strong><em>Per un linguaggio non sessista. Come parliamo di Dio?<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 79-85), <strong>Vladimir Zelinksy<\/strong> (\u00abTeologo ortodosso \u2013 Brescia\u00bb; vedi anche qui: <a href=\"https:\/\/www.saveriani.it\/collaboratori\/item\/vladimir-zelinsky\">https:\/\/www.saveriani.it\/collaboratori\/item\/vladimir-zelinsky<\/a>) scrive: \u00abNella societ\u00e0 occidentale, come anche nella cristianit\u00e0, da un pezzo \u00e8 comparsa una voglia di giudicare, a volte <strong>processare il proprio passato, il nostro linguaggio religioso<\/strong> incluso. [\u2026] Ma prima di condannare ci dobbiamo chiedere: chi \u00e8 il giudice che pu\u00f2 condannare o assolvere? <strong>Credo che questo giudice sia l\u2019umanesimo<\/strong> \u2013 nel suo significato moderno o postmoderno \u2013 <strong>la coscienza attuale che si rinnova<\/strong> come si cambia l\u2019uomo stesso che si scopre sempre di nuovo. <strong>L\u2019uomo modifica la propria fede sulla base delle rinnovate esigenze<\/strong>, delle sfide recenti a cui il mondo, nella sua <strong>trasformazione permanente<\/strong>, rimanda\u00bb (p. 79, grassetto mio).\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>Si direbbe che anche Don Zelinsky si assoggetti a quel \u00abgiudice\u00bb, \u00abl\u2019umanesimo\u00bb, allorch\u00e9 poco oltre afferma: \u00ab[\u2026] <strong>nel nostro gruppo teologico del SAE<\/strong> <strong>abbiamo discusso a lungo la questione del sacerdozio femminile<\/strong>. Insieme pi\u00f9 o meno <strong>siamo arrivati alla conclusione che non ci sono argomenti scritturistici e teologici validi che dovrebbero impedire per sempre le ordinazioni delle donne<\/strong>\u00bb (p. 80, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>7. Parlare di Dio in modo <em>non-patriarcale<\/em>\u2026 Ministeri per le donne\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nella relazione \u201c<strong><em>Per un linguaggio non sessista. Come parliamo di Dio?<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 87-96), <strong>Lidia Maggi<\/strong> (\u00abPastora battista \u2013 Dumenzana (VA)\u00bb), insieme al SAE, \u00e8 convinta che: \u00ab<strong>Un Dio narrato attraverso immagini esclusivamente maschili<\/strong> (Padre, Re, Signore, Pastore, Onnipotente, Creatore) <strong>rispecchia una Chiesa prevalentemente patriarcale<\/strong>, <strong>dove le donne trovano poco spazio<\/strong> per fare udire la propria voce per narrare le grandi meraviglie di Dio. Lo abbiamo imparato insieme nel confronto ecumenico: <strong>ogni modo di dire il divino \u00e8 parziale e metaforico<\/strong>; nessuna immagine pu\u00f2 racchiudere l\u2019inenarrabile, l\u2019eccedenza di un Dio che \u00e8 sempre pi\u00f9 grande di come possiamo raccontarlo. Ma <strong>l\u2019eccedenza espressa unicamente con immagini maschili<\/strong>, di fatto, ha dato forma a Chiese dove i<strong>l protagonismo femminile \u00e8 relegato<\/strong> in secondo piano rispetto a quello maschile <strong>fino a escludere le donne da alcuni ministeri<\/strong>. Una situazione che <strong>ci fa soffrire<\/strong>\u00bb (p. 87, grassetto mio).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/donne_sacerdote.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/donne_sacerdote.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20367\" style=\"width:363px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Pi\u00f9 avanti, la pastora Maggi scrive: \u00ab[\u2026] Sono grata a queste sorelle che mi hanno permesso di intuire quanto sia pi\u00f9 facile rischiare di farsi <strong>immagini fisse del divino<\/strong> <strong>quando<\/strong> <strong>il modo maschile di nominarlo si assolutizza fino a perdere l\u2019umana imparzialit\u00e0 del linguaggio<\/strong>\u00bb (p. 93, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi al termine della relazione, Lidia Maggi afferma: \u00ab<strong>Smascherare il sessismo che deforma il linguaggio per dire Dio<\/strong> e lo stile della Chiesa di Ges\u00f9 pu\u00f2 diventare il compito che accomuna sensibilit\u00e0 teologiche differenti, persino opposte, e che opera trasversalmente a tutte le Chiese. <strong>Insieme allo smascheramento<\/strong> occorrer\u00e0 potenziare la ricerca biblica sul tema, nonch\u00e9 <strong>trarre dal tesoro della sapienza antica e delle riflessioni moderne la ricchezza di un immaginario femminile e di un linguaggio inclusivo <\/strong>che appartiene al patrimonio delle Chiese\u00bb (p. 96, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Lidia Maggi, occorre \u00abcamminare insieme per <strong>arginare il linguaggio sessista<\/strong> in nome della maggior grandezza di Dio e della <strong>comunione inclusiva<\/strong> \u2013 trinitaria \u2013 delle nostre Chiese\u00bb (p. 96, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>7. No al Concilio di Trento e a dottrine definitive! Ordinazione delle donne!<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nella relazione \u201c<strong><em>Uno snodo critico. Chiese, ministeri, donne<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 97-122), circa l\u2019ordinazione \u201c<em>in sacris<\/em>\u201d delle donne, <strong>Serena Noceti<\/strong> (\u00abTeologa Cattolica, ATI \u2013 Firenze\u00bb) sostiene che non bisogna fare riferimento \u00aballa teologia del sacerdozio della Scolastica consacrata dal decreto <em>De ordine<\/em> del Concilio di Trento\u00bb, occorre abbandonare la \u00abtradizionale prospettiva cristologico-ontologica sacerdotale\u00bb (cf. p. 104), e invece \u00ab\u00e8 essenziale il confronto ecumenico, con le Chiese che hanno deciso, gi\u00e0 a partire dal 1853, di ordinare donne al pastorato o con le Chiese antico orientali che hanno mantenuto da secoli la prassi di ordinazione di diacone\/diaconesse (ad esempio la Chiesa armena)\u00bb (pp. 104-105).<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 avanti, Noceti scrive: \u00abPapa Francesco ha esortato pi\u00f9 volte i teologi cattolici a essere coraggiosi, responsabili, aperti a nuove prospettive in teologia\u00bb (p. 106).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/clero_anglicano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"285\" height=\"177\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/12\/clero_anglicano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31460\" style=\"width:365px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Mi permetto di rilevare che, alla luce di varie esperienze contemporanee, in certi ambienti ecclesiali, il <em>coraggio<\/em> e le <em>nuove prospettive<\/em> vengono di fatto auspicati pi\u00f9 per lo scardinamento e il superamento che non per la difesa di dottrine cattoliche tradizionali o dogmatiche\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Serena Noceti sa bene che Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato pi\u00f9 volte \u00abl\u2019impossibilit\u00e0 dell\u2019ordinazione sacerdotale delle donne\u00bb (p. 108). Al riguardo, Noceti cita anche l\u2019intervento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1976 (cf. p. 110) e il documento \u201c<em>Ordinatio sacerdotalis<\/em>\u201d (1994) di Giovanni Paolo II il quale afferma che la Chiesa non ha la facolt\u00e0 di conferire alle donne l\u2019ordinazione sacerdotale e che tale sentenza \u00ab\u201cdeve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa\u201d\u00bb (cf. p. 111).<\/p>\n\n\n\n<p>Invece Noceti \u00e8 a favore dell\u2019ordinazione delle donne: secondo lei, il ministero ordinato non dev\u2019essere collegato alla potest\u00e0 sacra, ma all\u2019annuncio del Vangelo, e occorre abbandonare \u00abla teologia tradizionale post-tridentina\u00bb in favore della \u00abvisione conciliare\u00bb (cf. pp. 114-115)\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Noceti: \u00abNon \u00e8 possibile prendere posizione nel dibattito sull\u2019ordinazione delle donne rifacendosi, in modo esclusivo e sul piano fondativo, all\u2019\u201c<em>in persona Christi (capitis)<\/em>\u201d o alla rappresentanza fisica maschile del Cristo nella celebrazione eucaristica, perch\u00e9 questa non \u00e8 la prospettiva adottata dal Vaticano II [\u2026]\u00bb (p. 116). Per cui: \u00ab<strong>Un passo possibile ora: l\u2019ordinazione ministeriale delle donne diacono\/diacone<\/strong>\u00bb (p. 116, grassetto del testo).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Pio_X_chiesa_modernismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"201\" height=\"251\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Pio_X_chiesa_modernismo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-54460\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Noceti auspica: \u00abun cambiamento anche cos\u00ec radicale nella configurazione ministeriale della Chiesa cattolica\u00bb (p. 120), \u00abnuove interpretazioni della Scrittura\u00bb (p. 120), \u00ab<strong>una Chiesa gender-strutturata e pensata<\/strong>\u00bb (p. 121, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Il diaconato femminile auspicato da Serena Noceti non \u00e8 quello di \u00abun ministero istituito laicale, di donne laiche, che si dedichino alla assistenza e alla carit\u00e0, come ad esempio il card. Walter Kasper ha proposto\u00bb (p. 121), ma si tratta invece di \u00abun ministero ordinato e non un servizio laicale\u00bb (p. 121).<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, anche l\u2019ordinazione ministeriale diaconale, essendo \u201c<em>in sacris<\/em>\u201d, \u00e8 impossibile. Ma teologhe e teologi come Noceti non lo comprendono.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, la teologa Noceti si appella alla sinodalit\u00e0, al processo sinodale: \u00abLa Chiesa cattolica-romana \u00e8 impegnata in un <strong>cammino sinodale di riforma<\/strong> missionaria e sinodale: <strong>nessun reale rinnovamento ecclesiale e nessuna riforma strutturale possono avvenire senza un correlato e contestuale cambiamento sul piano della ministerialit\u00e0 (ordinata e non). <\/strong>Tutto questo deve avvenire anche<strong> in prospettiva di genere<\/strong> [\u2026]\u00bb (p. 122, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>8. La <em>Chiesa che verr\u00e0<\/em>: sinodalit\u00e0 protestante, pluri-confessionalit\u00e0\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nella relazione \u201c<strong><em>Uno snodo critico. Chiese, ministeri, donne<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 123-141), il protestante <strong>Davide Romano <\/strong>(\u00abDocente e Direttore dell\u2019Istituto avventista di cultura biblica (IACB) \u201cVilla Aurora\u201d, Firenze\u00bb) scrive: \u00abIl <strong>protestantesimo<\/strong>, per parte sua, sente di <strong>aver fatto proprio senza riserve il modello sinodale di Chiesa<\/strong>\u00bb (p. 135, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Davide, Romano, \u00ab<strong>la Chiesa che potr\u00e0 venire<\/strong>\u00bb (p. 138) dovr\u00e0 essere <em>pluralista<\/em>, \u00abnel rispetto dei generi\u00bb, <em>inclusiva<\/em>, <em>sinodale<\/em>, \u00abegualitaria\u00bb (cf. pp. 138-139), senza \u00ab<em>nessun pregiudizio gerarcologico<\/em>\u00bb (p. 140, corsivo del testo), \u00abecumenica\u00bb nel senso che \u00ab<strong>le diverse tradizioni confessionali <\/strong>non sono necessariamente un accidente storico <em>umano molto umano<\/em>; esse [\u2026] sono anche il <strong>risultato della diversa precisazione dei carismi che lo Spirito Santo ha suscitato<\/strong> al fine di rendere possibile l\u2019annuncio dell\u2019Evangelo nei diversi scenari e in molti modi\u00bb (p. 140, grassetto mio, corsivo del testo).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>9. Un pastore omosessuale e \u00abl\u2019etica liberante\u00bb (relativismo)\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>All\u2019 inizio della relazione \u201c<strong><em>Per un\u2019etica liberante<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 159-170),<strong> Gabriele Bertin<\/strong>, \u00abPastore valdese \u2013 Brindisi\u00bb, si dichiara \u00abomosessuale\u00bb (p. 159) e propone \u00abl\u2019etica liberante\u00bb che parte \u00abda una liberazione verso se stessa, come <strong>prassi<\/strong>, rinunciando a porsi come assoluta\u00bb (p. 166, grassetto mio), \u00ab<strong>un\u2019etica in divenire<\/strong>\u00bb (p. 166, grassetto mio), \u00abche liberi, in un certo senso Dio dalle gabbie borghesi e benpensanti\u00bb (p. 169).<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 avanti, Bertin afferma: \u00abNon credo che un\u2019etica liberante, in una prospettiva di fede, possa oggi non essere associata ad altri termini quali: <strong>decolonialit\u00e0<\/strong>, <strong>transfemminismo<\/strong>, <strong>nuovo maschile<\/strong>, equit\u00e0 economica, fobia della disabilit\u00e0. Credo, in conclusione, che il primo passo da muovere per la creazione e la proliferazione di forme liberanti di etica, sia quella di comprendere e abitare la complessit\u00e0 della realt\u00e0, <strong>riconoscendo la mia parzialit\u00e0 di visione e di vissuto<\/strong>. L\u2019etica liberante \u00e8 quella che ci permette di <strong>sovvertire quelle teche nelle quali \u00e8 cos\u00ec comodo ordinare il mondo e chi lo abita<\/strong>. Certo, il rischio \u00e8 <strong>un continuo mettere in discussione tutto<\/strong>, un buco nero. Io non lo chiamerei cos\u00ec, ma parlerei piuttosto di <strong>un\u2019<em>etica mobile<\/em><\/strong>, ovvero <strong>che sappia ridefinire e muovere i confini<\/strong> e interrogarsi sempre e di nuovo alla luce della realt\u00e0 nella quale deve operare\u00bb (p. 170, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>10. \u00abPer un futuro diverso\u00bb, sinodale: Chiesa &amp; teologia \u201cnuove\u201d [o <em>altre<\/em>?]\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nella relazione \u201c<strong><em>Per un futuro diverso<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 195-205), l\u2019Arcivescovo di Catania <strong>Mons. Luigi Renna<\/strong> \u00e8 entusiasta dell\u2019attuale processo sinodale, dei suoi frutti, auspici e m\u00e8te future. Cos\u00ec esordisce: \u00ab<strong>Un futuro diverso<\/strong> <strong>si sente nell\u2019aria da tempo<\/strong>, \u00e8 frutto di <strong>un processo<\/strong> che il Concilio Vaticano II ha incoraggiato nella Chiesa cattolica in quanto a consapevolezza, ricerca di <strong>vie nuove<\/strong>, ricchezza di temi che forse nel passato si aveva un po\u2019 di timore a palesare\u00bb (p. 195, grassetto mio).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/gay_bandiera_gender.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/gay_bandiera_gender-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49312\" style=\"width:360px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/gay_bandiera_gender-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/gay_bandiera_gender-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/gay_bandiera_gender-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/gay_bandiera_gender.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Anche Mons. Renna vuole una Chiesa sinodale \u00abpermanente\u00bb (cf. p. 197), perch\u00e9 lo stile o strumento sinodale \u00ab\u00e8 il solo che ci pu\u00f2 <strong>salvare dall\u2019immobilismo<\/strong>\u00bb (p. 197, grassetto mio)\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Circa i divorziati risposati, Mons. Renna sembra soddisfatto dell\u2019esortazione post-sinodale \u201c<em>Amoris laetitia<\/em>\u201d ma \u00e8 rammaricato perch\u00e9 \u00ab<strong>molte Chiese sono state tiepide nell\u2019accogliere i processi da avviare cos\u00ec come erano stati pensati nel capitolo VIII<\/strong>\u00bb (p. 200, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Circa l\u2019accoglienza dei LGBT+ e il Sinodo, l\u2019Arcivescovo di Catania cita (p. 201, testo e nota 12) il \u00abGruppo sinodale formato da sacerdoti che hanno un orientamento omosessuale\u00bb e il loro testo, \u201c<em>Con tutto il cuore<\/em>\u201d, pubblicato sulla rivista \u201c<em>Il Regno Documenti<\/em>\u201d 68 (2023) 3, e anche l\u2019articolo del gesuita P. Giuseppe Piva, \u201c<em>Con tutto il cuore. Da dove nasce il documento dei 50 sacerdoti omo-bisessuali<\/em>\u201d, pubblicato in \u201c<em>Il Regno Attualit\u00e0<\/em>\u201d, 68 (2023) 4, pp. 78-80.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa l\u2019accoglienza delle persone LGBT+, Mons. Renna afferma: \u00abDa questo punto di vista <strong>credo che il magistero cattolico debba valutare meglio la ricerca teologica che si \u00e8 sviluppata <\/strong>negli ultimi cinquant\u2019anni. <strong>Un documento<\/strong> organico <strong>su alcune questioni di etica sessuale <\/strong>\u00e8 del<strong> 1975<\/strong>, mentre <strong>quello sulla cura pastorale delle persone omosessuali, \u00e8 una Lettera della stessa Congregazione ai Vescovi del 1986<\/strong>: <strong>sono stati dei capisaldi, ma non tengono conto di quanto la ricerca teologica abbia camminato<\/strong>, n\u00e9 di quanta pastorale \u00e8 stata messa in atto\u00bb (p. 202, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo un attimo cosa dice, tra l\u2019altro, il documento \u201c<em>Persona humana<\/em>\u201d dell\u2019allora CDF (1975) al n. 8, circa gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso: \u00ab[\u2026] gli atti di omosessualit\u00e0 sono intrinsecamente disordinati e che, in nessun caso, possono ricevere una qualche approvazione\u00bb (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_19751229_persona-humana_it.html\">https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_19751229_persona-humana_it.html<\/a>). Inoltre il documento della CDF dichiara la illiceit\u00e0 dei rapporti prematrimoniali (nn. 6-7), della masturbazione (n. 9) e condanna la teoria dell\u2019\u00abopzione fondamentale\u00bb (n. 10).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gender_omosessualit\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"373\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gender_omosessualit\u00e0-1024x373.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51764\" style=\"width:402px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gender_omosessualit\u00e0-1024x373.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gender_omosessualit\u00e0-300x109.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gender_omosessualit\u00e0-768x280.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gender_omosessualit\u00e0.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La Lettera della CDF del 1986 ai Vescovi, circa l\u2019omosessualit\u00e0, oltre a ribadire quanto sopra affermato dal documento \u201c<em>Persona humana<\/em>\u201d, poi osserva: \u00abTuttavia oggi un numero sempre pi\u00f9 vasto di persone, anche all\u2019interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali\u00bb (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_19861001_homosexual-persons_it.html\">https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_19861001_homosexual-persons_it.html<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto vien da chiedersi se i cosiddetti progressi teologici e pastorali cui accenna Mons. Renna neghino questi e altri \u00abcapisaldi\u00bb dei due documenti magisteriali sopracitati\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 avanti, circa quelle visioni teologiche che rifiutano la<em> benedizione di coppie omosessuali<\/em>, Mons. Renna le definisce: \u00ab<strong>visioni che non si sono staccate da una teologia che non ha scandagliato adeguatamente il tema<\/strong> e rischia anche di essere molto <strong>influenzata da ideologie omofobe<\/strong>\u00bb (p. 202, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Teologia morale cattolica influenzata da ideologie omofobe? Eppure nella lettera sopracitata del 1986, la CDF, al n. 9, metteva in guardia i Vescovi da alcuni \u00abgruppi di pressione\u00bb: \u00ab[\u2026] Una delle tattiche usate \u00e8 quella di affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attivit\u00e0 e del loro stile di vita, \u00e8 semplicemente una forma di ingiusta discriminazione\u00bb. La CDF affermava che si tratta di \u00abun vero e proprio tentativo di manipolare la Chiesa conquistandosi il sostegno, spesso in buona fede, dei suoi pastori [\u2026]\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>11. Un Dio al femminile o al di l\u00e0 del maschile e del femminile\u2026 LGBT+\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>In un video postato su YouTube circa 5 anni, c\u2019\u00e8 un\u2019intervista del gruppo omosessuale-cristiano (omosessualista) \u201c<strong><em>La Tenda di Gionata<\/em><\/strong>\u201d alla pastora valdese <strong>Letizia Tomassone<\/strong> sul cammino spirituale con persone LGBT+ (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vBAKGdgK5U8\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vBAKGdgK5U8<\/a>). A un certo punto, la pastora Tomassone dice che \u00abnel Cristianesimo Dio \u00e8 descritto sempre al maschile, in modo patriarcale, in modo gerarchico, e quindi come donna sono\u2026 ero interrogata da questa questione. <strong>Avevo bisogno di sentire, di poter immaginare Dio al femminile e anche Dio al di l\u00e0 del femminile e del maschile, quindi il Divino in un flusso, in una fluidit\u00e0, in una trascendenza rispetto ai generi<\/strong>\u00bb (min. 1:25-2:02, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sorta di anti-maschilismo e di ricerca-configurazione (trans-)femminista di Dio, la pastora Tomassone la fa emergere anche nella sua relazione \u201c<strong><em>Per un futuro diverso<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 207-215) nella Sessione di Formazione Ecumenica del SAE del luglio 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>Ella vuole una \u00ab<em>Chiesa inclusiva<\/em>\u00bb (p. 207, corsivo del testo), non le piace che \u00able Chiese si trincerano dietro l\u2019identit\u00e0 maschile di <em>leader<\/em>, padri della Chiesa, teologi, e dietro nomi divini che rappresentano solo il maschile\u00bb (p. 208, corsivo del testo). Secondo Tomassone occorre \u00absuperare questa situazione dominante\u00bb, \u00abcambiare le metafore e le immagini del divino\u00bb\u2026 Ella parla di \u00abrelazione fra maschile e femminile in Dio\u00bb (cf. p. 208), e dice che occorre \u00absmantellare\u00bb il \u00ab<em>kyriarcato<\/em>\u00bb che crea \u00absessismo, razzismo, differenze tra religioni\u00bb (cf. p. 208, corsivo del testo)\u2026 dare voce nella Chiesa anche a \u00able persone LGBT+\u00bb (cf. p. 209)\u2026 Letizia Tomassone auspica una Chiesa: \u00ab \u2013 <strong>che non abbia definizioni e risposte gi\u00e0 pronte, sui temi etici<\/strong>, dove le Chiese hanno sempre esercitato un feroce controllo sui corpi e sulle sessualit\u00e0; \u2013 che abbia quella carica profetica che le permette di <strong>destrutturare il patriarcato e la sua architettura ecclesiale<\/strong>; [\u2026]\u00bb (p. 210, grassetto mio).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/adamo_eva.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"202\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/adamo_eva.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32239\" style=\"width:306px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La pastora Tomassone accusa la Chiesa Cattolica di \u00abmisoginia\u00bb perch\u00e9 non consente alle donne di fare benedizioni\u2026 Se la pastora visitasse il Santuario di Caravaggio potrebbe ammirare la statua della Madonna benedicente, apparsa a Caravaggio nel 1432 (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.santuariodicaravaggio.org\/il-santuario\/lapparizione\/\">https:\/\/www.santuariodicaravaggio.org\/il-santuario\/lapparizione\/<\/a>). C\u2019\u00e8 pure la statua della Madonna benedicente sull\u2019Autostrada A1, svincolo di Orte, inaugurata nel 1989 da Papa Giovanni Paolo II (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.autostrade.it\/it\/comunicazione-e-media\/mediateca\/archivio-storico\/-\/media-items\/media\/playlist\/storico-celebrita-in-autostrada\">https:\/\/www.autostrade.it\/it\/comunicazione-e-media\/mediateca\/archivio-storico\/-\/media-items\/media\/playlist\/storico-celebrita-in-autostrada<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la pastora Tomassone apprezza la filosofa indigena americana Gloria Evangelina Anzaldua (cf. pp. 213-214). Come ho scritto sopra, Gloria Anzaldua elogiava \u201cShiva\u201d quale simbolo di divinit\u00e0 transessuale che univa e superava il maschile e femminile, ed ella stessa era sia eterosessuale che omosessuale (vedi qui: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gloria_Anzald%C3%BAa\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gloria_Anzald%C3%BAa<\/a>)\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 avanti, Letizia Tomassone parla di \u00abrelazione\u00bb, \u00abempatia\u00bb: \u00ab[\u2026] Relazione in cui la pelle, il toccarsi, la vulnerabilit\u00e0 reciproca e comunque la possibilit\u00e0 di ferire i corpi o di accarezzarli ci rimandano a relazioni di vita contrapposte a relazioni armate. <strong>La pelle \u00e8 immagine di questa relazione, in cui Dio si fa amica e amante<\/strong>\u00bb (p. 214, grassetto mio). Dio \u00abamica\u00bb, al femminile\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Poco oltre, Letizia Tomassone afferma che \u00abuna <em>teologia della relazione<\/em> vede <strong>Dio che cambia<\/strong>: <strong>un Dio che incontra e si lascia trasformare<\/strong>, che esiste nella relazione, che suscita <strong>una Chiesa che si lascia trasformare<\/strong> nell\u2019incontro [\u2026]\u00bb (p. 215, grassetto mio, corsivo del testo).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>12. Dio maschio e femmina secondo la <em>Qabbalah<\/em>\u2026<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Negli Atti della 59<sup>a<\/sup> Sessione di Formazione Ecumenica del SAE, dopo le \u201c<strong><em>Relazioni<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 15-224), ci sono le \u201c<strong><em>Meditazioni bibliche<\/em><\/strong>\u201d (225-264), le \u201c<strong><em>Liturgie<\/em><\/strong>\u201d (pp. 265-278), i \u201c<strong><em>Laboratori<\/em><\/strong>\u201d (pp. 279-316). Concludo l\u2019analisi di questi Atti, segnalando solo la prima delle \u201c<em>Meditazioni bibliche<\/em>\u201d: \u00e8 \u201c<strong><em>Isaia 66,13<\/em><\/strong>\u201d (QSE, n. 48, pp. 227-233) a cura di <strong>Marco Cassuto Morselli<\/strong>, \u00abPresidente della Federazione delle Amicizie Ebraico-Cristiane\u00bb. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cassuto Morselli espone e condivide princ\u00ecpi (gnostici) della Cabala ebraica o <em>Qabbalah<\/em> che ben si armonizzano con quelli del femminismo o transfemminismo emergente dalle relazioni SAE sopracitate. Cassuto Morselli scrive: \u00abPer secoli e secoli \u00e8 prevalso l\u2019aspetto maschile e paterno della Divinit\u00e0 tanto che, quando Giovanni Paolo I parl\u00f2 di Dio come madre, le sue parole suscitarono grande scalpore. Eppure, come abbiamo visto, nelle Scritture non mancano riferimenti all\u2019aspetto materno della Divinit\u00e0. Non si tratta di voler piegare i testi biblici alla sensibilit\u00e0 odierna, ma di riscoprire in essi aspetti trascurati da una cultura patriarcale e maschilista\u00bb (pp. 228-229).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/creazione_adamo_Michelangelo_Sistina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"398\" height=\"237\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/creazione_adamo_Michelangelo_Sistina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-59812\" style=\"width:374px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Apro una parentesi. Voglio credere che Giovanni Paolo I, nel dire che \u201c<em>Dio \u00e8 madre<\/em>\u201d non l\u2019intendesse al modo della <em>Qabbalah<\/em>, ma che volesse semplicemente dire che l\u2019Amore di Dio \u00e8 pi\u00f9 grande dell\u2019amore di una madre.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, per Cassuto Morselli e per la <em>Qabbalah<\/em>, Dio, \u00abEloqim\u00bb (<em>Elohim<\/em>), \u00e8 \u00abmaschio e femmina\u00bb, come pure Adamo \u00e8 \u00abmaschio e femmina\u00bb, \u00aba immagine e somiglianza di Eloqim\u00bb (cf. p. 229).<\/p>\n\n\n\n<p>E poco oltre, Cassuto Morselli, citando lo studioso ebreo Gershom Scholem, illustra la dottrina della <em>Qabbalah<\/em> relativa alle \u00ab<em>Sefiroth<\/em>\u00bb, emanazioni divine, \u00absfere maschili\u00bb e \u00absfere femminili\u00bb (cf. p. 230)\u2026 Cassuto Morselli parla de \u00abl\u2019aspetto maschile e l\u2019aspetto femminile della Divinit\u00e0\u00bb (cf. p. 231). A pag. 233 c\u2019\u00e8 l\u2019immagine dell\u2019Albero Cabalistico delle 10 <em>Sephiroth<\/em>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Cassuto Morselli scrive: \u00abSe osserviamo l\u2019albero delle <em>Sefirot<\/em>, vediamo sfere maschili, come <em>Hokhmah<\/em> e <em>Tiferet<\/em>, e sfere femminili, come <em>Binah<\/em> e <em>Malkuth<\/em>. Rav <strong>Elia Benamozegh<\/strong> \u2013 del quale quest\u2019anno ricorre il centenario della nascita \u2013 ritiene che <strong>nessun titolo sia pi\u00f9 adatto a Dio che quello di<\/strong> <strong>Madre<\/strong> [\u2026]\u00bb (p. 230, grassetto mio, corsivo del testo), ossia \u2013 spiega Benamozegh \u2013 Dio \u00e8 la \u00ab\u201ccausa prima\u201d\u00bb, \u00ab\u201cla intelligenza assoluta di Dio\u201d\u00bb, \u00ab\u201c<em>Shekinah<\/em>\u201d\u00bb (cf. pp. 230-231)\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Poco oltre, ancora illustrando concetti cabalisti, Cassuto Morselli afferma che \u00abnella sua assoluta trascendenza\u00bb Dio \u00e8 \u00abal di l\u00e0 della differenza maschile e femminile\u00bb (cf. p. 231), ma nel \u00absuo aspetto rivelato, la struttura della Divinit\u00e0 \u00e8 articolata in <em>Sefirot<\/em> le quali sono sia maschili che femminili\u00bb (p. 231).<\/p>\n\n\n\n<p>Verso la fine della sua meditazione, Cassuto Morselli afferma: \u00abL\u2019unit\u00e0 iniziale e finale trascende il riferimento al genere maschile o femminile. Ma Ha-Shem desidera dimorare nel mondo che ha creato e in questo mondo l\u2019esistenza del maschile e del femminile \u00e8 essenziale quanto l\u2019esistenza del tempo e dello spazio. La sua essenza inconoscibile deve pertanto essere conosciuta attraverso <strong>l\u2019armonia degli opposti<\/strong>\u00bb (p. 232, grassetto mio).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Autore prosegue: \u00abSe nel Tempio di Yerushalayim le immagini erano rigorosamente proibite, nel <em>Qodesh ha-qodashim<\/em>, il Santo dei Santi, proprio sopra l\u2019Arca dell\u2019alleanza, erano presenti <strong>due cherubini, un maschio e una femmina<\/strong>\u00bb (p. 232, grassetto mio, corsivo del testo).<\/p>\n\n\n\n<p>Mi permetto di osservare che in verit\u00e0 i cherubini biblici nel Santo dei Santi non erano raffigurati come maschio e femmina. Probabilmente \u00e8 la Cabala ebraica o i Cabalisti che, alla luce della dottrina delle <em>Sefiroth<\/em>, ritengono quei due cherubini l\u2019uno maschio e l\u2019altro femmina\u2026<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Osservazioni conclusive: dal Modernismo alla Gnosi (e alla Massoneria?)<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ripercorriamo in sintesi le relazioni sopracitate evidenziandone le idee fondamentali e vediamo come queste, ben concatenate tra loro, si ritrovano in quel \u201cbacino\u201d o \u201cdeposito\u201d culturale che \u00e8 la <strong>Massoneria<\/strong>, Societ\u00e0 o Istituzione Iniziatica, ben diramata in varie Massonerie sia maschili, sia miste o \u201candrogine\u201d (maschili e femminili), sia femminili. Come scrivo da anni, ci sono tante Massonerie, ma i loro princ\u00ecpi, riti e simboli sono sostanzialmente gli stessi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/gnosticismo_gnosi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"272\" height=\"154\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/gnosticismo_gnosi.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-46674\" style=\"width:348px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ritengo, anzitutto, che dagli Atti di quella 59<sup>a<\/sup> Sessione di Formazione Ecumenica SAE, traspare come idea fondamentale quella stessa che costituisce il cardine del <strong>Modernismo<\/strong> gi\u00e0 denunciato da Papa San Pio X: ossia che <strong><em>la verit\u00e0 non \u00e8 fissa n\u00e9 immutabile, ma \u00e8 in continua evoluzione con l\u2019uomo, per l\u2019uomo e nell\u2019uomo<\/em><\/strong>\u2026 In forza di questo <strong>relativismo<\/strong>, i dogmi non contengono verit\u00e0 assolute ma solo \u201cimmagini\u201d che devono adattarsi al sentimento religioso, o (in termini moderni) <em>sinodale<\/em>\u2026 Sul relativismo o evoluzionismo della Verit\u00e0, si basa il progetto di riforma della Chiesa auspicato dai Modernisti sin dal tempo di Pio X, fino al presente\u2026 Al riguardo, rimando a una relazione tenuta nel 2018 dal Prof. Roberto de Mattei (vedi qui: <a href=\"https:\/\/www.corrispondenzaromana.it\/il-modernismo-radici-e-conseguenze-storiche\/\">https:\/\/www.corrispondenzaromana.it\/il-modernismo-radici-e-conseguenze-storiche\/<\/a>; vedi anche: <a href=\"https:\/\/www.robertodemattei.it\/modernisti-di-ieri-e-di-oggi\/\">https:\/\/www.robertodemattei.it\/modernisti-di-ieri-e-di-oggi\/<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, secondo varie relazioni sopracitate (riassumo in corsivo): <em>non esiste una verit\u00e0 n\u00e9 un\u2019etica che siano definitive e immutabili<\/em>, <em>nessuna Confessione o Religione pu\u00f2 pretendere il primato della Verit\u00e0<\/em>, <em>la Chiesa deve cambiare e diventare \u201caperta\u201d, \u201cpluriconfessionale\u201d<\/em>, <em>occorre superare tutti i dualismi o binarismi e confini identitari<\/em>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, l\u2019approccio relativista alla Verit\u00e0 \u00e8 tipico della Cultura Iniziatica della Massoneria sin dalle Costituzioni massoniche della Gran Loggia di Londra e d\u2019Inghilterra del <strong>1723<\/strong>, redatte dal pastore presbiteriano James Anderson.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, sulla base del <strong>relativismo antropocentrico del Modernismo (e della Massoneria)<\/strong>, \u00e8 facile passare ad auspicare l\u2019ordinazione <em>in sacris<\/em> (almeno diaconale) delle donne, e a superare ogni dualit\u00e0, anche quella maschio-femmina\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Circa il <strong>superamento di contrari\/dualismi\/binari<\/strong>, osservo che, al riguardo, in Massoneria, c\u2019\u00e8 il Pavimento di Loggia a scacchi bianchi e neri\u2026 Al 30\u00b0 e 33\u00b0 grado del Rito Scozzese Antico e Accettato c\u2019\u00e8 l\u2019Aquila a due teste\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>A cosa porta il superamento del \u00abbinarismo\u00bb maschile-femminile? Nei sopracitati Atti SAE abbiamo visto elogi almeno impliciti alla scrittrice omo-bi-sessuale <strong>Gloria Anzaldua<\/strong>, promotrice della teoria \u201c<strong><em>gender<\/em><\/strong>\u201d o \u201c<strong><em>queer<\/em><\/strong>\u201d (cf. Relazioni Vantini e Tomassone), poi l\u2019affermazione secondo cui ci sarebbero <em>elementi di positivit\u00e0 nelle relazioni omosessuali<\/em> (cf. Relazione Massaro), l\u2019elogio a un <strong>Dio al femminile<\/strong> o <strong>fluido<\/strong> (cf. Relazione Tomassone), o <strong>maschio-femmina<\/strong> secondo la <strong><em>Qabbalah<\/em><\/strong> (cf. Relazione Cassuto Morselli).<\/p>\n\n\n\n<p>Tanti anni fa ho consultato \u201c<strong><em>Nea-Agor\u00e0<\/em><\/strong>\u201d, rivista massonica barese del <strong>Grande Oriente d\u2019Italia \u2013 Palazzo Giustiniani (GOI)<\/strong>. Sul numero di novembre-dicembre <strong>1998<\/strong>, dall\u2019articolo <strong>\u201c<em>Le interviste di Agor\u00e0 \u2013 Chi \u00e8 don Franco Ratti, fondatore del Mo.Co.Va.<\/em><\/strong>\u201d (p. 34), emergono alcune delle teorie che ho sopra esaminato: <strong>sacerdozio alle donne, liceit\u00e0 dell\u2019omosessualit\u00e0<\/strong>. Ancora in quel numero di \u201c<strong><em>Nea-Agor\u00e0<\/em><\/strong>\u201d, nell\u2019articolo \u201c<strong><em>Giubileo e Crepuscolo<\/em><\/strong>\u201d, don Franco Ratti elogia Martin Lutero quale \u00abprofeta cattolicissimo\u00bb (pp. 35-36)\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo alla relazione di Cassuto Morselli. Costui cita con elogio il Rabbino Elia Benamozegh (1823-1900), secondo cui Dio \u00e8 Madre\u2026 Ebbene, nel libro \u201c<strong><em>Israel et l\u2019Humanit\u00e9. Etude sur le probl\u00e8me de la r\u00e9ligion universelle et sa solution<\/em><\/strong>\u201d (Ernest Leroux \u00e9diteur, Paris 1914), <strong>Rav. <\/strong><strong>Elie Benamozegh<\/strong> afferma che <strong>la teologia massonica<\/strong> (\u00abla th\u00e9ologie franc-ma\u00e7onnique\u00bb) <strong>\u00e8 <em>teosofia<\/em><\/strong> (\u00abth\u00e9osophie\u00bb) <strong>e corrisponde a quella della Cabala ebraica<\/strong>, \u00abKabbale\u00bb (cf. pp. 70-71). Rav. Benamozegh afferma che nella Massoneria c\u2019\u00e8 una dottrina segreta introdotta dai Rosa-Croce gnostici. Tale Gnosi (\u00abgnose\u00bb) \u00e8 appannaggio degli Alti Gradi Massonici. Tra i \u201cmoderni autori\u201d che trattano di tale \u00abth\u00e9ologie franc-ma\u00e7onnique\u00bb, Rav Benamozegh cita anzitutto il massone <strong>Albert Pike<\/strong> (cf. pp. 70-71, nota 1). Benamozegh riferisce anche la dottrina cabalista dell\u2019<strong>androginia<\/strong> di Adamo (\u00abandrogyne\u00bb), maschio-femmina (cf. p. 290) e della <strong>bisessualit\u00e0 di ogni anima umana<\/strong> (\u00abchaque \u00e2me a \u00e9t\u00e9 comme Adam bissexuelle\u00bb: cf. p. 291).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">* &nbsp;* &nbsp;*<\/p>\n\n\n\n<p>Concludo. Una Chiesa costruita su idee, princ\u00ecpi, auspici sopra esaminati, non \u00e8 pi\u00f9 in sintonia con la Fede e la Morale insegnate dagli Apostoli Pietro e Paolo e tramandate dalla Tradizione e dal Magistero della Chiesa. Una Chiesa <strong><em>de-costruita e ri-costruita<\/em><\/strong> (gi\u00e0, <strong>metafore libero-muratorie<\/strong>!) secondo le teorie raccolte e promosse dal SAE non ha pi\u00f9 nulla a che fare con i Dogmi di fede e di morale, e quindi \u00e8 separata dalla dottrina di Cristo e degli Apostoli\u2026 Diverrebbe una \u201cChiesa\u201d che elimina Cristo, la Verit\u00e0, e mette al centro l\u2019Uomo attraverso un metodo permanente \u201cdal basso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>[Sigle usate in questo articolo:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>QSE: Quaderni di Studi Ecumenici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>SAE: Segreteria Attivit\u00e0 Ecumeniche \u2013 A.P.S.<\/strong>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corrispondenza Romana n.1994 del 1 Aprile 2026 padre Paolo M Siano Dalla prima pagina del website del \u201cSegretariato Attivit\u00e0 Ecumeniche \u2013 A.P.S.\u201d (SAE), leggiamo che esso \u00e8 un\u2019\u00abAssociazione interconfessionale di laiche e laici per l\u2019Ecumenismo e il dialogo a partire dal dialogo ebraico-cristiano\u00bb (vedi qui: https:\/\/www.saenotizie.it\/). 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