{"id":63964,"date":"2025-10-15T15:12:25","date_gmt":"2025-10-15T13:12:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=63964"},"modified":"2025-10-15T15:12:27","modified_gmt":"2025-10-15T13:12:27","slug":"apologia-delle-disuguaglianze-armoniche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/apologia-delle-disuguaglianze-armoniche\/","title":{"rendered":"Apologia delle disuguaglianze armoniche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"https:\/\/www.atfp.it\/\"><strong>Tradizione Famiglia Propriet\u00e0<\/strong> <\/a>newsletter 4 Ottobre 2025<\/p>\n\n\n\n<p><em>Marted\u00ec 28 settembre 1993, a Washington, presso lo storico Mayflower Hotel, organizzata dal Bureau Tradition, Family and Property, si \u00e8 tenuta la presentazione del volume con il titolo <\/em>Nobility and Analogous Traditional Elites in the Allocutions of Pio XII. A Theme Illuminating American Social History<em>. L\u2019opera &#8211; che raccoglie, analizza, commenta e illustra i documenti dei Pontefici in tema di disuguaglianza sociale, soprattutto, ma non esclusivamente, di Papa Pio XII \u2013 nell\u2019edizione nordamericana ha una consistente e straordinaria appendice sul tema The United States: An Aristocratic Nation Within a Democratic State. Non potendo stare presente a questa prima presentazione statunitense, il pensatore brasiliano ha dettato un intervento, che \u00e8 stato distribuito e letto. Il discorso viene riportato in una traduzione redazionale dall\u2019originale in portoghese &#8211; che, pur eliminati i passaggi di protocollo, conserva i caratteri del parlato -, diffuso dall\u2019Ufficio Tradizione Famiglia Propriet\u00e0 di Roma con il titolo <\/em>Una apologia das desigualdades harmonicas. <em>Anche i sottotitoli sono dell\u2019originale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di <strong>Plinio Corr\u00eaa de Oliveira<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/corte_nobili_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"266\" height=\"190\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/corte_nobili_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-54307\" style=\"width:498px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>La presentazione di un libro \u00e8 un avvenimento che presenta molte analogie con la nascita di un uomo. Ma con la differenza che, in ogni momento, nascono bambini ben formati, sani e capaci di vivere un\u2019intera esistenza normale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 per\u00f2 affermare che ogni semplice nascita avvenuta in queste condizioni prometta in futuro lo sconvolgimento di anime e di cuori, e &#8211; <em>a fortiori <\/em>&#8211; non porta con s\u00e9 la certezza di mutamenti nelle rotte dei popoli e delle civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E il lancio di un libro? L\u2019importanza di questo fatto \u00e8 in relazione diretta con la portata del tema di cui tratta. Nel caso sia un grande tema, il libro muover\u00e0 certamente anime e forse anche civilt\u00e0. E questo anche se il libro, considerato in s\u00e9 stesso, non \u00e8 un gran libro. Nel caso sia un gran libro, potr\u00e0 certamente produrre mutamenti nelle anime e nelle civilt\u00e0 elitarie. Ma, nel caso si tratti di un libro mediocre, potr\u00e0 anche in questo caso avere una funzione importante, perch\u00e9 avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di muovere i mediocri. E in poche occasioni, nella storia, le idee dominanti, i costumi e le civilt\u00e0 sono stati tanto esposti, come attualmente, a lasciarsi dirigere dai mediocri. In questo apogeo della mediocrit\u00e0, garantito dalla propaganda con cui i&nbsp;<em>media&nbsp;<\/em>promuovono la notoriet\u00e0 e perfino la gloria di tanti soggetti mediocri, siamo allo&nbsp;<em>zenit&nbsp;<\/em>delle possibilit\u00e0 di fama e di successo del libro mediocre.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 mediocre il libro che oggi vedete nascere alla presenza di un pubblico che, come quello che costituite, \u00e8 agli antipodi della mediocrit\u00e0. Forse \u00e8 mediocre il suo autore, o il modo in cui svolge davanti a voi il suo tema. Tuttavia, una cosa \u00e8 certa: se questo tema non \u00e8 mediocre, non lo sar\u00e0 neppure il libro, perch\u00e9 i temi importanti e significativi suscitano sempre echi di grande portata, se vedono la luce davanti a un pubblico di rilievo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, mi addentro in modo assolutamente sereno in queste riflessioni. La vostra personalit\u00e0, l\u2019eco intelligente che i vostri commenti daranno a un libro il cui tema \u00e8 &#8211; nonostante l\u2019inadeguatezza dell\u2019autore &#8211; all\u2019altezza di quanti lo ascoltano, fanno s\u00ec che le porte di questa sala siano chiuse alla mediocrit\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/famiglia_nobilta_elites.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"805\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/famiglia_nobilta_elites.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63965\" style=\"width:499px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/famiglia_nobilta_elites.jpg 805w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/famiglia_nobilta_elites-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/famiglia_nobilta_elites-768x477.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/famiglia_nobilta_elites-595x370.jpg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 805px) 100vw, 805px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Le \u00ab\u00e9lite\u00bb hanno una ragion d\u2019essere?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>E, infatti, il nostro tema di oggi \u00e8 al centro della riflessione e dell\u2019azione dell\u2019umanit\u00e0. \u00c8 il tema notissimo, sempre vecchio e sempre nuovo, sempre inesauribile, delle <em>\u00e9lite<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, di fronte alle disuguaglianze che si notano in tutti i tempi e in tutte le societ\u00e0 umane, si sollevano tre domande: \u00e8 giusto che esistano <em>\u00e9lite<\/em>? Sono utili per il bene comune religioso, morale, politico e culturale dei popoli e delle civilt\u00e0? Che cosa significa precisamente \u00e9lite?<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono le domande alle quali dobbiamo rispondere, immediatamente all\u2019inizio del nostro tema.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Disuguaglianza: fattore di progresso e di felicit\u00e0 o \u00abinimica vis\u00bb da distruggere?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nel cuore di ogni uomo vi sono tendenze opposte, che si combattono. Una di esse porta ciascuno, mosso dal desiderio di vivere rettamente e ragionevolmente, a cercare per s\u00e9 stesso la perfezione maggiore, ottenuta la quale si pensa di avere conseguita <em>ipso facto <\/em>la maggiore felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Spinti da questa tendenza, lo sposo e la sposa vorranno avere un comportamento reciproco perfetto, da cui si aspettano che derivi una famiglia perfetta: un piccolo paradiso terrestre. Cos\u00ec, i genitori cercheranno di agire in modo perfetto rispetto ai figli, e in questo modo possono aspettarsi una discendenza numerosa, unita e felice. Il professionista che si comporti analogamente nel suo <em>m\u00e9tier<\/em>, oppure il signore o la signora che si comportino secondo la stessa regola nel campo dei rapporti sociali, mille altri tipi di persone poste in mille altre situazioni, e ispirate dagli stessi principi enunciati, avranno &#8211; si potrebbe dire &#8211; raggiunto il vertice della felicit\u00e0 terrena.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questa, infatti, la grande maggioranza degli uomini \u00e8 insaziabile. E, quindi, si lascer\u00e0 portare dalla tendenza analizzata e menzionata dal <em>Projet socialiste pour la France des ann\u00e9es 80 <\/em>nei termini seguenti: \u00ab<em>Volere tutto, immediatamente, sempre e ovunque<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un certo punto di vista, questa ambiziosa marcia ascensionale potrebbe essere identificata con la marcia verso il progresso. Infatti, secondo i fautori del progresso &#8211; prendendo la parola come l\u2019hanno intesa, nel corso di questo secolo, innumerevoli nostri contemporanei &#8211; il possesso di tutto quanto \u00e8 necessario, utile o almeno conveniente per l\u2019uomo, la conquista certa di questo possesso attraverso il minor numero di sforzi e il minor dispendio di tempo, cos\u00ec come la radiosa certezza di possedere per sempre, senza rischi n\u00e9 turbative, tutti i beni cos\u00ec conquistati, \u00e8 precisamente la meta della vita dell\u2019umanit\u00e0 gaudente, nata nei divertimenti e nelle speranze della <em>Belle \u00c9poque<\/em>, e che non sono riuscite a distruggere neppure le due guerre mondiali, che hanno poi attraversato il nostro secolo come catastrofi senza precedenti, e si sono concluse a Hiroshima e a Nagasaki con minacce ancora pi\u00f9 terribili.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo, a met\u00e0 di questo secolo, dal consenso dei popoli pi\u00f9 evoluti &#8211; il termine non poteva mancare a questo punto, nonostante tanti errori, tante illusioni, tante conquiste e tante delusioni di cui \u00e8 stato espressione, direi anche bandiera e quasi talismano -, dal consenso dei popoli &#8211; ripeto &#8211; si \u00e8 levato un inno di gioia e di speranza della maggior parte degli animi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, proprio in difesa di questa grande gioia, che tanti sentivano come universale, si lev\u00f2 talora il grido &#8211; forse sarebbe meglio dire il ruggito &#8211; rivoluzionario, pronto a eliminare certe voci dissonanti, che annunciavano problemi, crisi e difficolt\u00e0, che non figuravano assolutamente fra le \u00abprofezie\u00bb facili e divertenti della <em>Belle \u00c9poque<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Renoir_bella_epoque.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"572\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Renoir_bella_epoque.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63966\" style=\"width:518px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Renoir_bella_epoque.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Renoir_bella_epoque-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Renoir_bella_epoque-595x443.jpg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nella mente dell\u2019uomo contemporaneo \u2013 beninteso \u00abcontemporaneo\u00bb di allora, e non contemporaneo di oggi &#8211; il termine \u00abprogresso\u00bb, spesso usato nel senso di \u00abevoluzione\u00bb, portava nel proprio seno un elemento capitale, il concetto di uguaglianza sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, di fronte all\u2019inno e anche al ruggito universali, si ergeva un fatto evidente: la disuguaglianza pure universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 il rapporto fra l\u2019inno e il ruggito? In altri termini, la disuguaglianza era un fattore del progresso e della felicit\u00e0 degli uomini? In questo caso, era in un certo senso un\u2019<em>amica vis<\/em>, una \u00abforza amica\u00bb, che dovevano stimolare e proteggere? Oppure, al contrario, si trattava di una <em>inimica vis<\/em>, che dovevano distruggere?<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto in precedenza, quando abbiamo parlato della corsa per condizioni di vita sempre pi\u00f9 gradevoli, ogni concorrente assume come fattore positivo la forza naturale di cui dispone sulla difficile strada verso il successo. D\u2019altra parte, considera come forza negativa tutte le debolezze individuali che gli tolgono il respiro durante il percorso. Perci\u00f2, ogni concorrente d\u00e0 come chiusa la sua maratona nel momento preciso in cui senta che la debolezza ha inesorabilmente definito il confine della sua ambizione. Ma sarebbe ingannevole supporre che un uomo che si ferma si consideri sempre e necessariamente uno sconfitto. Talora \u00e8 perfino sorpreso del fatto di essersi prodotto in uno sforzo superiore a quello che immaginava. Quindi, si sente un vincitore. E spesso non senza ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>In una societ\u00e0 organizzata in questa prospettiva, gli uomini sono disuguali per natura. E, quando ciascuno ha fatto il possibile, \u00e8 comprensibile che si consideri soddisfatto. La disuguaglianza, derivante dalla natura, e riconosciuta dal buon senso, genera il benessere. Come abbiamo visto, si tratta di una delle tendenze presenti nell\u2019uomo. Essa si scontra nell\u2019uomo stesso con una tendenza opposta, che non punta alla perfezione. Essa mira come bene supremo a vivere secondo la legge del minimo sforzo, e quindi in una inazione tanto completa quanto lo permettano le circostanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, tutto questo comporta l\u2019accettazione di una vita mediocre e soddisfatta, nella quale l\u2019invidia nei confronti dei pi\u00f9 ricchi non riesce a mettere in moto chi apprezza in tal modo l\u2019inazione. Ossia, a questa tendenza non importa avere molto o essere molto. A essa importa soprattutto che nessuno abbia di pi\u00f9 o sia di pi\u00f9, all\u2019interno della grande moltitudine che corre sulla pista della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019importante \u00e8 non avere superiori, \u00e8 non essere inferiori a chicchessia. L\u2019uguaglianza assoluta sarebbe la legge del benessere perfetto. La voce dell\u2019uomo dotato di una tale mentalit\u00e0 stona rispetto alla voce di chi sopporta bene le disuguaglianze, purch\u00e9 le sue necessit\u00e0 siano soddisfatte. In quest\u2019ultimo soggetto, il benessere canta la felicit\u00e0 ottenuta con un lavoro accettabile. Nel secondo soggetto, l\u2019invidia ulula di scontentezza finch\u00e9 non abbia imposto a tutti la legge artificiale dell\u2019uguaglianza assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il grande problema centrale rispetto al quale si \u00e8 levata, in mezzo al caos e ai tumulti seguenti la seconda guerra mondiale, l\u2019augusta voce di Pio XII, nelle sue quattordici immortali allocuzioni al Patriziato e alla Nobilt\u00e0 di Roma. Allocuzioni accanto alle quali non sarebbe giusto omettere gli insegnamenti pure notevoli di Benedetto XV al Patriziato e alla Nobilt\u00e0 romana, nell\u2019allocuzione\u00a0<em>Nella recente anniversaria<\/em>, del 5 gennaio 1920, su argomento analogo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/diseguaglianza.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/diseguaglianza.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63967\" style=\"width:490px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/diseguaglianza.jpeg 720w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/diseguaglianza-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/diseguaglianza-595x335.jpeg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>La trilogia discussa per eccellenza<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Sul problema dell\u2019uguaglianza, della sua armonia con il legittimo bene comune dei popoli e delle nazioni, gi\u00e0 in epoche precedenti si erano piegati sporadicamente pensatori, fondandosi su presupposti per altro molto divergenti fra loro. Questo tema fu trattato in modo speciale &#8211; e con quanta passione! &#8211; dai protagonisti e dai corifei dell\u2019Illuminismo. Fondandosi sulle false soluzioni a esso date, gli illuministi e i loro seguaci sconvolsero tutto il mondo civile, a partire dalla fine del secolo XVIII fino a oggi. Da allora ad adesso, a propriamente parlare, non vi \u00e8 stata rivoluzione alla quale tale tema fosse estraneo, n\u00e9 guerra con la cui motivazione o con il cui esordio non avesse rapporto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uguaglianza, di cui abbiamo parlato, faceva parte dell\u2019ambigua trilogia <em>Libert\u00e9, \u00c9galit\u00e9, Fraternit\u00e9<\/em>, cos\u00ec profondamente discussa che, sul modo di interpretarla, troviamo dissonanze perfino in testi pontifici.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 mia intenzione riaprire in questa occasione la controversia, ma analizzare con voi, se non tutta la famosa trilogia, almeno il suo secondo termine, <em>\u00e9galit\u00e9<\/em>. E non dal punto di vista strettamente filosofico, ma secondo il modo di sentirla dell\u2019uomo contemporaneo, l\u2019\u00abuomo della strada\u00bb, che costituisce ovunque la maggioranza \u00absovrana\u00bb, alla quale i regimi rappresentativi attribuiscono ancor oggi la parola decisiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un grande tema, sul quale l\u2019uomo contemporaneo \u00e8 chiamato a esprimere la sua opinione, non pi\u00f9 da persona dottrinalmente sprovveduta come in epoche precedenti, ma alla luce chiarificatrice delle famose allocuzioni di Pio XII. Proprio su questo tema, con attenzione particolare, vi offro oggi alcune riflessioni, contenute per altro nel libro, il cui lancio richiama segnatamente la vostra illustre presenza.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Uguaglianza fondamentale e diversit\u00e0 naturali fra gli uomini<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Due termini simmetrici definiscono il tema. \u00c8 certo che la disuguaglianza deve avere limiti. \u00c8 pure certo che li deve avere anche l\u2019uguaglianza.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver esposto molto sommariamente l\u2019argomento, mi sia concesso dire che i limiti della disuguaglianza sono iscritti nella stessa natura umana. Cio\u00e8, per il fatto di essere naturalmente intelligente e libero, l\u2019uomo, tutti gli uomini, hanno una dignit\u00e0 comune che li fa re dell\u2019universo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo punto di vista tutti gli uomini sono uguali. E chi, in qualsiasi modo, riduce nell\u2019uomo questa dignit\u00e0 fondamentale e nativa, questa uguaglianza naturale e radicale, lo mutila, lo umilia e lo offende.<\/p>\n\n\n\n<p>Come corollario di quanto \u00e8 appena stato detto, tutti gli uomini sono uguali quanto al diritto alla vita, alla costituzione di una famiglia su cui esercitano la loro autorit\u00e0, quanto al diritto al frutto del proprio lavoro, e al diritto a un salario sufficiente per fornire loro, cos\u00ec come ai loro cari, abitazione dignitosa e stabile, alimentazione sufficiente e sana, mezzi per garantire ai propri figli un\u2019istruzione conveniente, e cos\u00ec via. E, beninteso, i figli devono essere autorizzati a lavorare solo dopo aver raggiunto l\u2019et\u00e0 idonea ad aver acquisito i primi rudimenti di educazione e di istruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>In altri termini, in quanto riguarda tutti gli uomini per il semplice fatto di essere uomini, essi sono tutti uguali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, oltre queste qualit\u00e0 di base, gli uomini sono dotati di innumerevoli altre, che variano fra loro quasi all\u2019infinito, pure per il semplice fatto di essere uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec la stessa uguaglianza naturale e legittima suole essere il punto di partenza di disuguaglianze legittime, che sono, anch\u2019esse, nell\u2019ordine naturale delle cose. Esse sono tanto numerose, e cos\u00ec diverse, che sarebbe interminabile tentare di enumerarle tutte.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre queste diversit\u00e0 naturali sono spesso accentuate anche dalle circostanze della vita, dal maggiore o minor impegno che l\u2019uomo pone nel portarle a perfezione, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto a queste disuguaglianze, sono legittime? Sono conformi al bene comune? Ecco le domande iniziali, che ho formulato prima, presentate in termini che &#8211; per cos\u00ec dire \u2013 esprimono ancor meglio la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/eguaglianza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"378\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/eguaglianza.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63968\" style=\"width:534px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/eguaglianza.jpg 720w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/eguaglianza-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/eguaglianza-595x312.jpg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Gli argomenti degli oppositori<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>A prima vista, si direbbe che queste disuguaglianze sono illegittime.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, tutto quanto fa soffrire gli uomini \u00e8 respinto dalla loro natura. Il&nbsp;dolore \u00e8 solo un sintomo che manifesta all\u2019uomo il contrasto fra le esigenze della sua natura e la situazione in cui si trova, per una ragione o per l\u2019altra. Ora, posto il peccato originale, le disuguaglianze fanno normalmente soffrire l\u2019inferiore. Si direbbe che vi \u00e8 nell\u2019uomo una tendenza a gridare continuamente contro tutto e tutti quanti gli sono superiori. Di conseguenza, quasi tutta l\u2019umanit\u00e0 geme sotto il peso unito, compatto, continuo, delle disuguaglianze. Perci\u00f2, la grande meta dell\u2019Evoluzione e del Progresso sta nel sopprimerle. Quindi, questo sarebbe il grande ideale della marcia ascendente degli uomini. Marx, Lenin, Stalin non hanno avuto una meta pi\u00f9 radicale.<\/p>\n\n\n\n<p>E le <em>\u00e9lite<\/em>? In questa prospettiva, l\u2019umanit\u00e0 non avrebbe nemici peggiori di esse. Infatti, un\u2019<em>\u00e9lite <\/em>sarebbe soltanto una <em>gang <\/em>di malfattori riuniti per accumulare, a proprio vantaggio, beni di ogni ordine, spirituali e materiali, che spetterebbero a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto questi argomenti siano rozzi, costituiscono il <em>leitmotiv <\/em>nella sostanza di tutte le opposizioni alle disuguaglianze. Quindi, vanno analizzati.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Alle \u00ab\u00e9lite\u00bb spetta una missione a favore del bene comune<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Indubbiamente, alle <em>\u00e9lite<\/em>, derivanti cos\u00ec direttamente dall\u2019ordine naturale prodotto dalle disuguaglianze inevitabili, spetta una missione a favore del bene comune. Infatti, se esistono, devono essere disposte al sacrificio che questo impegno esige, e al perfezionamento imposto dal compimento perfetto di questo impegno. Sarebbe assurdo immaginare che l\u2019ordine naturale delle cose create da Dio avesse come unici beneficiari i gaudenti impegnati solamente a utilizzare, a loro vantaggio esclusivo, beni la cui carenza tenderebbe a creare un disagio e una miseria universali.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altro canto, se il progresso e la cosiddetta evoluzione costituiscono marce ascensionali, si possono realizzare solo con i sacrifici richiesti dalle ascensioni, sia nell\u2019ordine dei beni spirituali che in quelli corporali. E si pu\u00f2 pensare di muovere ascensionalmente tutta l\u2019umanit\u00e0 soltanto con uno sforzo doloroso, al quale la gran parte &#8211; la maggior parte &#8211; dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 o meno avversa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario che questo enorme sforzo ascensionale congiunto sia realizzato su scala nazionale cos\u00ec come su scala regionale, oppure anche semplicemente su scala familiare o individuale, da parte di individui o di piccoli corpi, particolarmente ben dotati nell\u2019ordine della natura e della grazia. \u00c8 necessario che questi grandi corpi, corpi e piccoli corpi, o semplicemente individui, desiderino intensamente il proprio miglioramento, cos\u00ec come il miglioramento di tutto quanto li circonda, di modo che siano le grandi forze di propulsione del perfezionamento individuale cos\u00ec come del progresso sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>In una parola, essi sono il lievito e gli altri sono la pasta. Immaginare che il lievito sia avversario della pasta perch\u00e9 si distingue da essa, perch\u00e9 avanza pi\u00f9 rapidamente nella direzione dell\u2019ascesa, perch\u00e9 eleva quello in cui opera, insomma, perch\u00e9 serve, in un certo senso, da propulsore e da stimolo, immaginare che la pasta soffra di vedersi in questo modo superata ed elevata, significa combattere il progresso, svigorire l\u2019evoluzione, paralizzare la vita, imporre a tutti gli uomini il tormento della noia, dell\u2019ozio, dell\u2019inutilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste riflessioni si appoggiano sull&#8217;insegnamento del Divino Maestro quando, per far capire agli uomini la missione preminente del clero nella Chiesa, disse loro: \u00ab<em>Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potr\u00e0 render salato? A null&#8217;altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nobilta.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"411\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nobilta.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63969\" style=\"width:466px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nobilta.jpeg 640w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nobilta-300x193.jpeg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nobilta-595x382.jpeg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00ab<em>Voi siete la luce del mondo; non pu\u00f2 restare nascosta una citt\u00e0 collocata sopra un monte, n\u00e9 si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perch\u00e9 faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Cos\u00ec risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perch\u00e9 vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che \u00e8 nei cieli<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti immaginano, nell\u2019ordine temporale, l\u2019esistenza di uomini d&#8217;<em>\u00e9lite<\/em>, che non illuminino n\u00e9 diano sapore e che, perci\u00f2 stesso, non lascino vedere la loro superiorit\u00e0 e collaborino necessariamente con l\u2019inerzia, fanno il gioco delle tenebre e non quello della luce.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>I membri delle \u00ab\u00e9lite\u00bb sono i benemeriti per eccellenza della societ\u00e0<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Tali considerazioni rendono patente non solo la convenienza, ma anche la necessit\u00e0, per il bene comune, delle figure elitarie. Ed eliminano una impressione falsa, formata talora da spiriti superficiali, circa la situazione di queste figure.<\/p>\n\n\n\n<p>In apparenza, per esse la vita costituisce un continuo piacere. Un grande scienziato, un oratore di rilievo, un celebre economista, insomma, qualunque uomo emerga per il successo con cui applica il suo talento nei campi di attivit\u00e0 pi\u00f9 difficili, pi\u00f9 delicati o pi\u00f9 complessi della vita umana, di solito si fa rimunerare in modo pi\u00f9 compensativo dei suoi colleghi di portata morale o intellettuale minore. Di solito, questi uomini che emergono per i loro talenti oppure per le loro virt\u00f9, tendono anche a formare fra loro gruppi sociali pi\u00f9 distinti. E, di conseguenza, dispongono, per s\u00e9 e per i propri familiari, di mezzi economici pi\u00f9 abbondanti. Chi li vede pensa che siano dei gaudenti.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, sono loro i lavoratori per eccellenza, cio\u00e8 quelli che impegnano nel rispettivo lavoro la maggior quantit\u00e0 di qualit\u00e0 intellettuali e di sforzi, nelle pi\u00f9 diverse modalit\u00e0. Sono loro che, lavorando di pi\u00f9, danno di pi\u00f9. E, dando di pi\u00f9, ricevono naturalmente di pi\u00f9 della comune degli uomini. Insomma, sono loro i benemeriti per eccellenza.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Una classe sociale superiore alle altre, frutto dell\u2019ordine naturale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Sulla base di tutto quanto \u00e8 stato detto, \u00e8 naturale che tali uomini tendano cos\u00ec a formare una classe sociale superiore alle altre. E, in questo modo, attraverso processi analoghi, si costituisce la scala sociale, con grande vantaggio della collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai diversi gradi di questa scala si dispongono le diverse <em>\u00e9lite<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScala\u00bb \u00e8 la metafora corrente e, per altro, anche significativa. Gli elementi costitutivi di una societ\u00e0, formata secondo l\u2019ordine naturale delle cose, sono autentiche scalinate.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/famiglia_patriarcato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"363\" height=\"288\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/famiglia_patriarcato.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-61674\" style=\"width:493px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>La proiezione di questi concetti sull\u2019istituzione familiare e sul succedersi<\/strong> <strong>delle generazioni<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Sbaglierebbe chi supponesse che tali scale sono costituite esclusivamente da singoli soggetti notabili. L\u2019uomo \u00e8, per natura, membro di una famiglia. E l\u00e0 dov\u2019\u00e8 il grande uomo, la sua famiglia \u00e8 con lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, i gradi delle diverse scale sociali si costituiscono naturalmente di famiglie, i cui membri sono solidali fra loro tanto nella grandezza come nella mediocrit\u00e0 o nell\u2019oscurit\u00e0. <em>Ubi tu Gaius et ego Gaia<\/em>, diceva il cerimoniale del matrimonio romano.<\/p>\n\n\n\n<p>E questa solidariet\u00e0 naturale si proietta attraverso le generazioni. La gloria di un uomo benemerito si trasmette, con il nome, a tutta la sua discendenza. E chi porta, per via di discendenza, un nome illustre, porter\u00e0 con s\u00e9 qualcosa di illustre finch\u00e9 tale discendenza si prolungher\u00e0 lungo i decenni, forse i secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, se, in determinate circostanze, \u00e8 comprensibile che il ricordo di un\u2019impresa benemerita si spenga con il tempo, \u00e8 ugualmente comprensibile che, in altre circostanze, il nome legato a imprese celebri, realizzate da tutta una successione di persone famose, diventi a giusto titolo immortale.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondare una citt\u00e0 \u00e8 un atto che ha sempre qualcosa di insigne. Far parte delle prime generazioni, il cui coraggio e la cui forza nell\u2019azione hanno garantito a questa citt\u00e0 qualche decennio o perfino qualche secolo di prosperit\u00e0, di prestigio e di forza, conferisce qualcosa di particolarmente insigne ai nomi delle famiglie che hanno avuto parte in tale opera. Ma proiettare il prestigio, la fama, la cultura e la ricchezza di una citt\u00e0 in modo che diventi illustre nel mondo intero, per millenni, \u00e8 pi\u00f9 che insigne: \u00e8 glorioso<\/p>\n\n\n\n<p>Dicendo questo, pensiamo per esempio a Roma, citt\u00e0 luminosa delle pi\u00f9 diverse modalit\u00e0 di gloria, per secoli senza numero. Esser stato uno dei fondatori di Roma, appartenere a una delle famiglie che, conservando la propria identit\u00e0 attraverso i tempi, oper\u00f2 in modo insigne perch\u00e9 Roma giungesse a essere una delle capitali del mondo &#8211; e la \u00e8 ancora- costituisce qualcosa di glorioso, come accade a certi vini che, nel corso degli anni, migliorano continuamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Vecchi nomi, vecchie citt\u00e0, vecchie imprese, vecchie stirpi, vecchie grandezze: quanto cresce in luminosit\u00e0 il termine <em>vecchio<\/em>, che tanti hanno disprezzato in un modo insensato nell\u2019era appena terminata della modernit\u00e0, ma il cui fascino gli uomini stanno tornando a sentire di nuovo, nell\u2019aurora sconvolta e misteriosa di questa post-modernit\u00e0 che nasce, tremula e incerta, nei giorni che stiamo vivendo!<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>La trasmissione ereditaria dei meriti, delle glorie e dei titoli<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>A questo punto delle nostre riflessioni, come sembra vana l\u2019obiezione antitradizionalista di quanti si levano contro la trasmissione ereditaria dei meriti, delle glorie e dei titoli accumulati nel passato!<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che un generale o un diplomatico abbia salvato dalla rovina il suo paese pu\u00f2 far meritare a questo benefattore pubblico un segno d\u2019onore, di gratitudine nazionale, argomentano certi antitradizionalisti. Ma il bene praticato dal padre non pu\u00f2 in alcun modo provare che il figlio abbia identiche qualit\u00e0. Quindi, la trasmissione al figlio di onorificenze meritate soltanto dal padre, ma non assolutamente dal figlio, \u00e8 contraria alla giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Comporta un favoritismo inopportuno e istituisce una parit\u00e0 ingiusta fra quanti vivono, inerti e inutili, accoccolati alla vecchia ombra del nome paterno, e quanti, mossi da una notevole capacit\u00e0 di lavoro, possono, loro veramente, essere considerati come gli autentici grandi uomini dell\u2019attualit\u00e0, che non sono assolutamente paragonabili ai pallidi eredi, vestigia decadenti di una gloria d\u2019altri tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo questa teoria, non vi \u00e8 niente di pi\u00f9 normale che vedere il padre illustre avere un figlio oscuro e povero.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo modo di pensare contrasta molto radicalmente con l\u2019istituto familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nobile impulso della sollecitudine patema porta il buon padre a volere che, quando abbia superato la soglia della morte, lasci al figlio una condizione proporzionata a quella del genitore. Se il genitore ha dedicato tutta la sua capacit\u00e0 di operare a favore del bene comune, \u00e8 naturale speri che la gratitudine pubblica garantisca al figlio una condizione proporzionata a quanto suo padre ha trascurato di guadagnare per servire meglio la patria.<\/p>\n\n\n\n<p>La gratitudine \u00e8 una virt\u00f9 che, nella sfera privata, passa normalmente dal padre al figlio. E se un uomo benestante \u00e8 stato trattato in modo egregio nella vecchiaia da un infermiere devoto, \u00e8 incomprensibile che l\u2019anziano non lasci al suo infermiere un lascito proporzionato. I grandi uomini non sono, in un certo senso, i grandi infermieri del paese? E quest\u2019ultimo non deve a tali grandi uomini o ai loro discendenti, per i loro grandi benefici, un grande lascito, segno della loro giusta gratitudine?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/medioevo.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"611\" height=\"421\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/medioevo.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63970\" style=\"width:471px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/medioevo.jpeg 611w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/medioevo-300x207.jpeg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/medioevo-595x410.jpeg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 611px) 100vw, 611px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Una famiglia grande, virtuosa e duratura \u00e8 opera fra le pi\u00f9 insigni<\/strong> <\/h4>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>che sia dato all&#8217;uomo di fare<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 di pi\u00f9. Scrivendo in una certa occasione all\u2019illustre Joseph de Maistre (1753-1821), una dama dell\u2019aristocrazia francese si lamentava perch\u00e9 ella, come le altre della sua categoria, avevano avuto la sventura di una vita insipida. Infatti, secondo i costumi del tempo, le dame non scrivevano mai o quasi mai libri, compito elevato che veniva riservato come privilegio agli uomini. A questo, lo scrittore rispose spiritosamente che la dama sbagliava, perch\u00e9 al sesso femminile spettava dare la vita ai figli, il che \u00e8 molto pi\u00f9 nobile che dare alla luce un libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 negare che, nella gentile risposta, vi sia almeno una parte di verit\u00e0. Collaborando con lo sposo alla prolificit\u00e0 del matrimonio e alla conseguente fecondit\u00e0 della famiglia, anche la sposa acquisisce titolo alla gratitudine che lo sposo insigne merita dal paese, per la grandezza delle sue opere. Infatti, del matrimonio, seguito da un\u2019azione premurosa, infaticabile, attenta, perch\u00e9 i figli ricevano una formazione autenticamente cristiana e perch\u00e9, a loro volta, la trasmettano veramente alla loro discendenza prossima e remota, la coppia originaria avr\u00e0 fatto una delle opere pi\u00f9 eminenti che sia data fare all\u2019uomo, cio\u00e8 una famiglia grande, virtuosa e duratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo rende la sposa e i figli veramente partecipi di tutta la vita del padre, dei suoi meriti e dei premi corrispondenti. Quindi, anche delle onorificenze a cui abbia titolo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/economia_Medioevo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"266\" height=\"189\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/economia_Medioevo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35312\" style=\"width:438px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Dinastie di re, di aristocratici, di borghesi e di operai<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Non si immagini che, svolgendo queste considerazioni, abbia presente esclusivamente le famiglie di alta posizione sociale o perfino soltanto le Case regnanti. Infatti, anche alle famiglie pi\u00f9 modeste sono aperte le porte di accesso a questa gloria semplice, ma non perci\u00f2 meno autentica.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dalla Rivoluzione francese, nell\u2019occidente cristiano, il mondo ha assistito, stupidamente felice, quando non assurdamente speranzoso, alla distruzione in massa delle \u00abdinastie\u00bb grandi e piccole, di z<em>ar <\/em>come di mugiki, di aristocratici come di borghesi o di operai. Questa distruzione si \u00e8 prodotta in modo cos\u00ec spietato e sistematico che molti dei nostri contemporanei non hanno neppure idea di quale sia stata la situazione in passato, cio\u00e8 durante il Medioevo e l\u2019Et\u00e0 Moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso di questo lungo periodo storico, il vigore dell\u2019istituto familiare lo dotava di una coesione che portava la maggior parte dei suoi membri a lavorare nello stesso ramo di attivit\u00e0 economica. Questo faceva s\u00ec che, in certe regioni, determinate attivit\u00e0 divenissero, attraverso il costume, privilegi di certe famiglie. Fra molte altre, potrebbe essere citata l\u2019attivit\u00e0 di orologiaio. In ogni attivit\u00e0, il successo industriale e commerciale della professione dipendeva da fattori che solamente la mirabile coesione familiare rendeva possibile. Cos\u00ec, fra industrie \u00abparenti\u00bb dello stesso ramo, costituiva un punto d\u2019onore che non esistesse la lotta reciproca che tanto spesso si verifica attualmente, ma una collaborazione economica, tecnica o imprenditoriale. I matrimoni di famiglia univano queste grandi strutture di produzione o di commercio, di modo che i diversi rami diventassero ancora pi\u00f9 solidali. E cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo faceva di ogni ramo una vasta unit\u00e0, che in tale modo si ingrandiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Conosciamo il caso di un illustre scrittore di oggi che, chiamato <em>Monsieur de<\/em>&#8230; da un interlocutore che lo immaginava nobile, ribatt\u00e9 con prontezza: \u00ab<em>Non sono nobile. Conosco le origini pi\u00f9 remote della mia famiglia, che \u00e8 una piccola famiglia di tradizione militare secolare, e posso dirle che, da Carlo Magno fino a mio padre, la famiglia ha dato militari alla Francia<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dinastie di re, di grandi, di medi e di piccoli signori, dinastie di magistrati, di borghesi, di contadini, di soldati e di marinai. La Francia del tempo potrebbe essere definita come un insieme di dinastie. Tale sarebbe l\u2019immagine di un paese nel quale l\u2019istituto familiare proiettasse la sua luce fino sugli scalini pi\u00f9 umili. Chi non sente la bellezza e la forza di una tale organizzazione, nella quale &#8211; a propria propriamente parlare &#8211; tutto \u00e8 <em>\u00e9lite <\/em>o, almeno, vi sono <em>\u00e9lite <\/em>in tutti i settori della societ\u00e0!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/obberienza_sovrano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"202\" height=\"249\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/obberienza_sovrano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35034\" style=\"width:270px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>\u00abPopolo\u00bb e \u00abmassa\u00bb secondo Pio XII: criteri fondamentali<\/strong> <strong>per qualificare una democrazia<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Un tale panorama sociale o socio-politico ci aiuta a comprendere nel migliore dei modi il pensiero di Pio XII, relativamente ai concetti di popolo e di massa, contenuti in un testo celebre su questo importante binomio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltiamo in proposito il compianto Pontefice: \u00ab<em>Popolo e moltitudine amorfa o, come suol dirsi, \u201cmassa\u201d sono due concetti diversi. Il popolo vive e si muove per vita propria; la massa \u00e8 per s\u00e9 inerte, e non pu\u00f2 essere mossa che dal di fuori. Il popolo vive della pienezza della vita degli uomini che lo compongono, ciascuno dei quali- al proprio posto e nel proprio modo &#8211; \u00e8 una persona consapevole delle proprie responsabilit\u00e0 e delle proprie convinzioni. La massa, invece, aspetta l\u2019impulso dal di fuori, facile trastullo nelle mani di chiunque ne sfrutti gl\u2019istinti o le impressioni, pronta a seguire, a volta a volta, oggi questa, domani quell\u2019altra bandiera. Dalla esuberanza di vita d\u2019un vero popolo la vita si effonde, abbondante, ricca, nello Stato e in tutti i suoi organi, infondendo in essi, con vigore incessantemente rinnovato, la consapevolezza della propria responsabilit\u00e0, il vero senso del bene comune. Della forza elementare della massa, abilmente maneggiata ed usata, pu\u00f2 pure servirsi lo Stato: nelle mani ambiziose d\u2019un solo o di pi\u00f9, che le tendenze egoistiche abbiano artificialmente raggruppati, lo Stato stesso pu\u00f2, con l\u2019appoggio della massa, ridotta a non essere pi\u00f9 che una semplice macchina, imporre il suo arbitrio alla parte migliore del vero popolo: l\u2019interesse comune ne resta gravemente e per lungo tempo colpito e la ferita \u00e8 bene spesso difficilmente guaribile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abDa ci\u00f2 appare chiara un\u2019altra conclusione: la massa &#8211; quale Noi abbiamo or ora definita &#8211; \u00e8 la nemica capitale della vera democrazia e del suo ideale di libert\u00e0 e di uguaglianza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abIn un popolo degno di tal nome, il cittadino sente in se stesso la coscienza della sua personalit\u00e0, dei suoi doveri e dei suoi diritti, della propria libert\u00e0 congiunta col rispetto della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 altrui. In un popolo degno di tal nome, tutte le ineguaglianze, derivanti non dall\u2019arbitrio, ma dalla natura stessa delle cose, ineguaglianze di cultura, di averi, di posizione sociale &#8211; senza pregiudizio, ben inteso, della giustizia e della mutua carit\u00e0 &#8211; non sono affatto un ostacolo all\u2019esistenza ed al predominio di un autentico spirito di comunit\u00e0 e di fratellanza. Che anzi esse, lungi dal ledere in alcun modo l\u2019uguaglianza civile, le conferiscono il suo legittimo significato, che cio\u00e8, di fronte allo Stato, ciascuno ha il diritto di vivere onoratamente la propria vita personale, nel posto e nelle condizioni in cui i disegni e le disposizioni della Provvidenza l\u2019hanno collocato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abIn contrasto con questo quadro dell&#8217;ideale democratico di libert\u00e0 e d\u2019uguaglianza in un popolo governato da mani oneste e provvide, quale spettacolo offre uno Stato democratico lasciato all&#8217;arbitrio della massa! La libert\u00e0, in quanto dovere morale della persona, si trasforma in una pretensione tirannica di dare libero sfogo agl\u2019impulsi e agli appetiti umani a danno degli altri. L\u2019uguaglianza degenera in un livellamento meccanico, in una uniformit\u00e0 monocroma: sentimento del vero onore, attivit\u00e0 personale, rispetto della tradizione, dignit\u00e0, in una parola, tutto quanto d\u00e0 alla vita il suo valore, a poco a poco, sprofonda e dispare. E sopravvivono soltanto, da una parte, le vittime illuse del fascino appariscente della democrazia, confuso ingenuamente con lo spirito stesso della democrazia, con la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza; e, dall&#8217;altra parte, i profittatori pi\u00f9 o meno numerosi che hanno saputo, mediante la forza del danaro o quella dell\u2019organizzazione, assicurarsi sugli altri una condizione privilegiata e lo stesso potere<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 facile cogliere che la societ\u00e0 di \u00abdinastie\u00bb &#8211; delle quali ho appena parlato -, ossia di corpi sociali o socio-economici diversi, che vivono una vita propria, in condizioni favorevoli perch\u00e9 la vita del popolo muova e dia impulso allo Stato, invece di ricevere impulso da questo, ci offre un panorama rispetto al quale si \u00e8 indotti a porre la domanda che i <em>royalistes <\/em>fecero all\u2019elettorato francese a proposito della restaurazione monarchica, immaginata da un buon numero di loro, nel secondo dopoguerra:<em> \u00abLe Roi? Pourquoi pas?\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, di fronte a queste evocazioni di un passato che lascia ancor oggi vestigia &#8211; in Svizzera, per esempio &#8211; e risveglia ricordi e nostalgie, la domanda che si pone all\u2019attenzione di molti \u00e8 \u00ab<em>Le \u00e9lite sociali? E perch\u00e9 no?<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pio-XII.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"187\" height=\"269\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pio-XII.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27412\" style=\"width:241px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Decapitazione incruenta delle \u00ab\u00e9lite\u00bb negli Stati moderni<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Tutto quanto affermato in questa sede non significa dire che le <em>\u00e9lite sociali <\/em>o socio-politiche devono essere, in futuro, rigorosamente uguali a quanto sono state in passato. Si afferma solamente che la negazione radicale di tutte le <em>\u00e9lite<\/em>, la persecuzione sistematica condotta contro di esse, la loro soppressione apparente o reale per istituire un regime che finisce per essere soprattutto un regime di massa, o che, almeno, finir\u00e0 per giungere fino a questo punto, hanno costituito, a grandi linee, la strada seguita dal 1789 a oggi da tutte le nazioni moderne, e in modo particolare dallo Stato nordamericano.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo fatto \u00e8 di una portata particolarmente rilevante, se si tiene conto che, per varie ragioni, fra le quali importa notare un curioso fenomeno di mimetismo internazionale, quando una nazione occupa una posizione di potere senza uguali sul piano mondiale, le nazioni che non sono giunte a questo livello, o che ne sono decadute, tendono facilmente ad adottare come soluzione per i propri problemi l\u2019imitazione della \u00ab<em>nazione caput<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, gli Stati Uniti sono stati \u00ab<em>nazione caput\u00bb <\/em>nel mondo attuale, con influenza crescente, dalla fine della prima guerra mondiale e dal Trattato di Versailles fino a oggi. In buona parte per questo, la decapitazione incruenta delle \u00e9lite realizzata negli Stati Uniti &#8211; anche se su scala minore di quanto abbia fatto credere la propaganda di certe sinistre &#8211; ha creato una fisionomia storica fittizia di questo grande paese, ossia quella di una nazione caratterizzata da un ugualitarismo molto pi\u00f9 radicale di quanto sostiene una determinata storiografia. E questo miraggio, generalmente creduto dai popoli, \u00e8 servito come modello e come stimolo per tutto l\u2019occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste considerazioni rendono evidente l\u2019importanza dello scopo per cui \u00e8 stato scritto <em>Nobility and Analogous Traditional Elites in the Allocutions of Pio XII. A Theme Illuminating American Social History<\/em>, \u00abNobilt\u00e0 ed \u00e9lites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII, un tema che illumina la storia sociale americana\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti questo libro si propone, con altri fini, di mostrare che non solo gli Stati Uniti non sono mai stati tale nazione ferocemente ugualitaria, anti-gerarchica e, quindi, avversa al sano ideale del \u00abpopolo nazione\u00bb, ma che, attualmente, \u00e8 cresciuto in misura singolare il numero di nordamericani che desiderano ordinare in questo modo le proprie istituzioni, che stanno formando sempre pi\u00f9 una nazione di <em>\u00e9lite<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Lo spirito del Vangelo porta alla collaborazione fra le classi <\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>armonicamente<\/strong> <strong>ordinate e non alla lotta di classe<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c9lite<\/em>&#8230; Nonostante tutto quanto \u00e8 stato detto, questo termine conserva tuttavia, in certi settori della popolazione nordamericana, come di altri popoli, una risonanza sgradevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, per molti suona come una discriminazione onorevole e perfino lusinghiera per quanti stanno in alto, ma, nello stesso tempo, spregiativa per quanti stanno in basso.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo titolo, la parola \u00e9lite porterebbe con s\u00e9 perfino una connotazione anti-cristiana, perch\u00e9 costituirebbe per i cristiani una ragione di vessazione, e quindi di dolore. Di quel dolore di cui, come \u00e8 stato detto, il Divino Salvatore fu avversario irriducibile e onnipotente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi la lotta di classe farebbe sostanzialmente parte di una concezione cristiana relativa ai rapporti fra le classi sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Orbene, la lettura del Vangelo porta precisamente al contrario. Ossia, alla collaborazione fra le classi sociali armonicamente disuguali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/classi_sociali.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"474\" height=\"317\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/classi_sociali.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-63971\" style=\"width:492px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/classi_sociali.webp 474w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/classi_sociali-300x201.webp 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Amore alla Santa Croce di Nostro Signor Ges\u00f9 Cristo<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Non vorrei chiudere queste considerazioni, che sono divenute eccessivamente lunghe per il piacere della vostra compagnia spirituale, senza ricordare una grande e somma verit\u00e0, il cui richiamo deve illuminare gli aspetti finali di questa meditazione, nel corso della quale vi ho tante volte parlato delle \u00e9lite considerate in funzione dei loro rapporti con il bene dei corpi e delle anime, nella vita terrena.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dobbiamo farci illusioni sull\u2019autentica importanza di questo bene, anche considerato principalmente &#8211; com\u2019\u00e8 giusto &#8211; nel suo aspetto pi\u00f9 vero, quello costituito dal bene delle anime.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Vangelo ci mostra con grandissima evidenza quanto la misericordia del nostro Divino Salvatore ha compassione dei nostri dolori spirituali e corporali. Basta prestare attenzione ai miracoli meravigliosi della sua onnipotenza, realizzati spesso per mitigarli.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia non dobbiamo immaginare che la lotta contro il dolore abbia costituito il maggior beneficio da Lui fatto agli uomini, nella vita terrena.<\/p>\n\n\n\n<p>Non capirebbe la missione di Cristo rispetto agli uomini chi chiudesse gli occhi davanti al fatto centrale che Egli \u00e8 il nostro Redentore, e che ha voluto patire dolori crudelissimi per redimerci.<\/p>\n\n\n\n<p>Perfino nel momento culminante della sua Passione, Nostro Signore avrebbe potuto far cessare istantaneamente tutti questi dolori, con un semplice atto della sua volont\u00e0 divina. Dal primo istante della sua Passione fino all\u2019ultimo, avrebbe potuto ordinare che le sue piaghe si chiudessero, che il suo sangue prezioso cessasse di scorrere, che i colpi da Lui ricevuti cessassero di produrre cicatrici sul suo corpo divino, e, infine, che una vittoria brillante e gioiosa arrestasse improvvisamente la persecuzione che lo stava trascinando alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non lo ha voluto. Al contrario, ha voluto lasciarsi trascinare lungo la via dolorosa fin sulla cima del Golgota, ha voluto vedere la propria Santissima Madre in preda al massimo del dolore e, finalmente, ha voluto gridare, in modo che lo udissero fino alla fine dei secoli, le parole lancinanti: \u00ab<em>Dio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ges\u00f9_croce.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"184\" height=\"274\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ges\u00f9_croce.jpg\" alt=\"L'eroismo di crociati perseguitati e martiri\" class=\"wp-image-44362\" style=\"width:256px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Da questi fatti comprendiamo che, dandoci la grazia di essere chiamati a sopportare con Lui ciascuno una parte della sua Passione, rendeva chiara la funzione ineguagliabile della croce nella vita degli uomini, nella storia del mondo e nella sua glorificazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dobbiamo pensare che, invitandoci a patire i dolori della vita presente, abbia voluto dispensarci dal pronunciare, ciascuno, al momento della morte, il proprio <em>consummatum est<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza la comprensione della croce, senza l\u2019amore alla croce, senza che ciascuno sia passato per la sua via crucis, non avremo realizzato, per quanto ci riguarda, i disegni della Provvidenza. E, in punto di morte, non potremo fare nostra la sublime esclamazione di san Paolo: \u00ab<em>Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegner\u00e0 in quel giorno<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c9lite<\/em>, organizzazione familiare perfetta, amore intenso fra i coniugi, fra questi e i figli, e, infine, dei figli fra loro, sono qualit\u00e0 esimie. Ma non serviranno a nulla se, alla loro base, non vi sar\u00e0 in ogni anima l\u2019amore alla Santa Croce di Nostro Signor Ges\u00f9 Cristo. Con tale amore conseguiremo tutto, anche se ci pesano il fardello sacro della purezza e delle altre virt\u00f9, gli attacchi e gli scherni incessanti dei nemici della fede, i tradimenti dei falsi amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il grande fondamento, il maggior fondamento della civilt\u00e0 cristiana sta nel fatto che tutti gli uomini pratichino con generosit\u00e0 l\u2019amore alla Santa Croce di Nostro Signor Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo scopo ci aiuti Maria, e avremo riconquistato per il suo Divin Figlio il Regno di Dio, la cui luce \u00e8 oggi cos\u00ec fioca nel cuore degli uomini.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tradizione Famiglia Propriet\u00e0 newsletter 4 Ottobre 2025 Marted\u00ec 28 settembre 1993, a Washington, presso lo storico Mayflower Hotel, organizzata dal Bureau Tradition, Family and Property, si \u00e8 tenuta la presentazione del volume con il titolo Nobility and Analogous Traditional Elites in the Allocutions of Pio XII. 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