{"id":62729,"date":"2025-06-26T11:40:03","date_gmt":"2025-06-26T09:40:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=62729"},"modified":"2025-06-26T11:42:15","modified_gmt":"2025-06-26T09:42:15","slug":"il-seminarista-rosso-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-seminarista-rosso-seconda-parte\/","title":{"rendered":"Il seminarista rosso (seconda parte)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"http:\/\/www.unavox.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Inter multiplices UNA VOX<\/a> &nbsp;<\/strong>Maggio 2017<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>L\u2019infiltrazione marxista nella Chiesa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di<strong> Gianandrea de Antonellis<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cattocomunismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"320\" height=\"226\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cattocomunismo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62726\" style=\"width:406px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Il ruolo dei Gesuiti<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Strumento privilegiato per questo progetto di infiltrazione \u00e8 stato svolto dalla Compagnia di Ges\u00f9: se in passato i Gesuiti sono stati i nemici per eccellenza della massoneria (che ne ottenne addirittura lo scioglimento dalla Santa Sede [<a><\/a><strong>32<\/strong>]) adesso sono diventati il suo strumento elettivo \u00ab<em>al preciso scopo di giungere a una \u201cnormalizzazione\u201d dei rapporti con la massoneria<\/em>\u00bb [<a><\/a><strong>33<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019arrivo di un gesuita al soglio pontificale, \u00e8 lecito chiedersi: \u00abche uso far\u00e0, del suo immenso potere, l\u2019ordine religioso di gran lunga pi\u00f9 potente, pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 colto, pi\u00f9 duttile, pi\u00f9 avventuroso, pi\u00f9 scaltro in fatto di esperienza politica e diplomatica, pi\u00f9 fornito di entrature e collegamenti con il mondo profano, con le altre religioni e con la stessa massoneria, oltre che con la grande finanza internazionale?\u00bb [<a><\/a><strong>34<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, da tempo l\u2019ordine gesuita \u00e8 solo esteriormente la stessa cosa di quello dei secoli passati [<a><\/a><strong>35<\/strong>]: gi\u00e0 verso la met\u00e0 del XX secolo alcuni membri dell\u2019ordine, come Teilhard de Chardin [<a><\/a><strong>36<\/strong>], hanno suscitato polemiche e controversie con le loro audaci prese di posizione teologiche; altri, come Karl Rahner [<a><\/a><strong>37<\/strong>], hanno sostenuto apertamente la necessit\u00e0 di una radicale riforma della Chiesa e hanno spinto energicamente in tale direzione, fin dentro le aule del Concilio Vaticano II.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso Concilio \u00e8 stato giudicato, da pi\u00f9 di un osservatore, come il tentativo di attuazione della riforma globale auspicata da Rahner e da altri [<a><\/a><strong>38<\/strong>]; tendenza poi sviluppata e ulteriormente approfondita sotto lo stimolo della teologia della liberazione, anch\u2019essa nata \u2013 guarda caso \u2013 nell\u2019ambiente dei gesuiti latino-americani [<a><\/a><strong>39<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Al Concilio ha fatto seguito lo \u201cspirito del Concilio\u201d, cio\u00e8 l\u2019interpretazione in senso esteso dei \u2013 volutamente \u2013 ambigui documenti conciliari. Ecco perch\u00e9 da un <em>Novus ordo<\/em> (la messa moderna) che doveva affiancarsi alla liturgia tradizionale si \u00e8 avuto un sostanziale divieto di quest\u2019ultima [<a><\/a><strong>40<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco Lamendola, nello studio citato, enumera i principali punti del \u201cnuovo corso\u201d dei moderni gesuiti, sottolineando come esso non sia mai stato apertamente presentato come una rottura con la tradizione, pur essendolo di fatto:<\/p>\n\n\n\n<p>1. <em>la \u201csvolta antropologica\u201d di Karl Rahner, che pone l\u2019Uomo, e non pi\u00f9 Dio, al centro dell\u2019orizzonte spirituale;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2. <em>la priorit\u00e0 alla \u201cdignit\u00e0 dell\u2019uomo\u201d rispetto alla Verit\u00e0;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>3. <em>relativizzazione del concetto di verit\u00e0 (si ricordi ci\u00f2 che disse in proposito Bergoglio a Eugenio Scalfari nella ben nota intervista rilasciata a La Repubblica, poco dopo la sua elezione);<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>4. <em>l\u2019obbedienza al papa non \u00e8 pi\u00f9 assoluta e incondizionata, ma dipende dal fatto che il papa sostenga, oppure no, tale processo di riforma;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>5. <em>il papa non deve essere pi\u00f9 considerato come il capo della Chiesa, ma come il vescovo di Roma e, al massimo, come un primus inter pares fra i vescovi di tutto il mondo, perch\u00e9 la Chiesa si deve trasformare in una specie di grande assemblea democratica permanente, sul modello \u201cconciliarista\u201d del Vaticano II;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>6. <em>la Chiesa deve lasciar cadere anche le ultime riserve nei confronti delle altre \u201cverit\u00e0\u201d, comprese quelle irreligiose, e deporre ogni pretesa di superiorit\u00e0 derivante dal possesso di una verit\u00e0 oggettiva: \u00absi ricordi quel \u201cbuonasera\u201d pronunciato da Bergoglio, al popolo dei fedeli di Roma, la sera della sua proclamazione, dal balcone del Palazzo vaticano, quasi che non volesse offendere gli atei con un bel: Sia lodato Ges\u00f9 Cristo<\/em> [<a><\/a><strong>41<\/strong>];<\/p>\n\n\n\n<p>7. <em>la Chiesa si deve schierare politicamente al fianco dei \u201cpoveri\u201d, quindi anche dei \u201cmigranti\u201d, apertamente e incessantemente, persuadendo tutti al \u201cdovere\u201d della solidariet\u00e0 e dell\u2019accoglienza<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>quest\u2019ultimo elemento proviene dalla teologia della liberazione e, dunque, \u00e8 un regalino che il cattolicesimo sudamericano fa alla vecchia e stanca Europa, in apparenza per rinvigorirla, aprendola alle \u201cdelizie\u201d del multiculturalismo, in realt\u00e0 sposando la causa delle lobby finanziarie che perseguono la distruzione della identit\u00e0 europea per spianare la strada alla globalizzazione dei mercati e, quindi, delle culture e dei localismi. Ed ecco saldato il cerchio, e spiegata l\u2019apparente incongruenza, fra un ordine gesuita vicino alla massoneria e, mediante lo Ior, alle centrali finanziarie mondiali, e l\u2019opzione preferenziale per i poveri, per gli ultimi, per i diseredati; le due cose non configgono affatto, anzi, si completano e si integrano a meraviglia: l\u2019una \u00e8 la faccia nascosta (e inconfessabile), ma necessaria, dell\u2019altra<\/em>\u00bb [<a><\/a><strong>42<\/strong>].<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/gesuiti_educazione.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/gesuiti_educazione.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-27375\" style=\"width:311px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/gesuiti_educazione.png 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/gesuiti_educazione-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Un momento di svolta nella storia dell\u2019ordine di Sant\u2019Ignazio avviene con l\u2019elezione di padre Pedro Arrupe a \u201cpapa nero\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p>[nel 1965] <em>Pedro de Arrupe y Gondra fu eletto ventisettesimo padre generale dei gesuiti. Sotto la guida di Arrupe e nelle aspettative di un cambiamento autorizzato dal Concilio, la visione di natura antipapale e socio-politica che era maturata di nascosto per pi\u00f9 di un secolo fu accolta dalla Compagnia in quanto organizzazione. Il repentino cambiamento non fu casuale, ma un atto deliberato, al quale Arrupe, come padre generale, forn\u00ec una guida ispirata ed entusiasta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma ci vuole del tempo prima che il modo di considerare una grande istituzione religiosa cambi. La reputazione che la Compagnia si era guadagnata nei secoli era il migliore paravento dietro il quale costruire una Compagnia molto diversa, come quella che si \u00e8 venuta a creare negli ultimi vent\u2019anni. In effetti la storia, la storia gloriosa della Compagnia fece s\u00ec che i fatti attuali risultassero invisibili e che i nuovi capi potessero presentare il nuovo atteggiamento verso il mondo come l\u2019estrema e migliore espressione della spiritualit\u00e0 e della lealt\u00e0 ignaziane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per la grande massa dei cattolici, sia laici che ecclesiastici, era impensabile che proprio i gesuiti potessero diffondere una nuova idea della Chiesa<\/em>; <em>o che muovessero guerra non a un solo Papa, ma addirittura a tre, denigrandoli, ingannandoli, disubbidendo loro, aspettando la morte di ciascuno con la speranza che il prossimo avrebbe lasciato loro mano libera.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Inevitabilmente, la guerra dei gesuiti contro il papato \u00e8 venuta alla luce durante il pontificato di Karol Wojtyla. Quest\u2019uomo carismatico e ostinato giunse al soglio pontificio con l\u2019esperienza diretta del marxismo in Polonia. <\/em>[\u2026] <em>Dal momento dell\u2019elezione, fu chiaro che Giovanni Paolo II avrebbe incontrato l\u2019opposizione di molti membri della burocrazia vaticana che aveva ereditato. Ci\u00f2 che fu meno chiaro, anche per i consumati osservatori vaticani, era che anche i gesuiti avrebbero sfidato la sua autorit\u00e0 in materia politica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Niente di ci\u00f2 che Giovanni Paolo II ha tentato dal momento in cui \u00e8 arrivato alla cattedra di S. Pietro nel 1978 \u00e8 servito a dissipare o almeno ad attenuare l\u2019opposizione gesuita.<\/em> [<a><\/a><strong>43<\/strong>]<\/p>\n\n\n\n<p>La teologia della liberazione \u00e8 stata formalmente condannata sotto Giovanni Paolo II [<a><\/a><strong>44<\/strong>] e sotto Benedetto XVI [<a><\/a><strong>45<\/strong>], ma sembra che con e grazie a Bergoglio, torni in auge, assieme ai fautori del modernismo, della Chiesa che si adatta ai tempi e degli ammiratori del protestantesimo: si pensi all\u2019elogio di Lutero fatto dal cardinale Carlo Maria Martini, punto di riferimento ideologico di Bergoglio, e dalla incombente \u201cbeatificazione\u201d dell\u2019agostiniano spretato che si profila per l\u2019ottobre 2017.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la condanna ricevuta dalla Santa Sede e la smentita ricevuta dalla storia, questo movimento perse prestigio e influenza. Ma la fine dell\u2019anticomunismo e la crisi economica mondiale gli hanno offerto una occasione di riproporsi come alternativa globale. Oggi la teologia della liberazione, senza rinnegare le idee originarie, fa una parziale autocritica e si ripropone all\u2019opinione pubblica cambiando paradigma, metodo e linguaggio, ossia riciclandosi in chiave ambientalista, psicoanalitica e tribale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver tentato invano di suscitare una rivoluzione economico-politica suscitata dai movimenti di massa delle classi proletarie, oggi la teologia della liberazione tenta di animare una rivoluzione psicologico-culturale basata sull\u2019azione di gruppi emarginati o discriminati. In tal modo, essa s\u2019inserisce nell\u2019attuale passaggio storico dalla \u201cterza Rivoluzione\u201d (quella social-comunista) alla \u201cquarta Rivoluzione\u201d (quella ecologista e anarchica), come temeva 30 anni fa un suo grande oppositore: il prof. Plinio Corr\u00eaa de Oliveira [<a><\/a><strong>46<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ipotizzabile che alla base della sovversione interna alla Chiesa ci sia stata una infiltrazione dei Gesuiti? Rispetto ad altri Ordini, infatti, la Compagnia di Ges\u00f9 presentava molte importanti attrattive che la rendevano una preda ambita: la natura colta (i Gesuiti hanno creato e diffuso il modello educativo che \u00e8 alla base della scuola moderna [<a><\/a><strong>47<\/strong>] e soprattutto fornito alla scienza e alla cultura un numero enorme non solo di teologi, ma anche di astronomi, matematici, filologi, glottologi, architetti, storici, geologi, letterati\u2026 [<a><\/a><strong>48<\/strong>]; dunque una indubbia capacit\u00e0 di formare le menti e presenza nell\u2019apparato educativo: fattori che, assieme all\u2019obbedienza cieca, caratteristica della Compagnia [<a><\/a><strong>49<\/strong>], la rendevano molto appetibile. Una volta conquistato il vertice, la Rivoluzione avrebbe avuto al proprio servizio il migliore degli eserciti per scardinare la Chiesa dall\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno dei motivi che possono spiegare la simpatia neo-marxista della teologia della liberazione (in cui i gesuiti furono <em>magna pars<\/em>) e l\u2019appoggio gesuita a certi esperimenti catto-comunisti nell\u2019Italia degli \u201canni di fango\u201d [<a><\/a><strong>50<\/strong>]: gli epigoni di Sant\u2019Ignazio, dopo aver fatto nei secoli passati cos\u00ec tanta politica, nel corso del Novecento hanno finito per pensare che solo un diretto coinvolgimento a livello politico-sociale potesse consentire l\u2019instaurazione del regno di Dio in terra, individuando gli alleati nei pi\u00f9 acerrimi nemici. Un paradosso, un impenetrabile disegno machiavellico di infiltrazione attiva o, piuttosto, il risultato di un\u2019infiltrazione passiva, aiutata dal partito di \u201cispirazione cristiana\u201d \u2013 senza mai dimenticare il motto di Gramsci: \u00abI popolari stanno ai socialisti come Kerensky a Lenin\u00bb [<a><\/a><strong>51<\/strong>]?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bergoglio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Bergoglio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28456\" style=\"width:369px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Il fiume carsico<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il Modernismo \u00e8 stato definito un \u00abfiume carsico\u00bb [<a><\/a><strong>52<\/strong>] che attraversa la storia della Chiesa: in effetti alcuni elementi ereticali (che potremmo definire cripto-protestanti) sono presenti prima del diffondersi della eresia modernista (in senso stretto) a cavallo dei secoli XIX e XX e dopo la sua formale condanna del 1907 ed il suo apparente dissolversi: gallicanesimo, conciliarismo, modernismo, episcopalismo, <em>nouvelle th\u00e9ologie<\/em>, teologia della liberazione\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Tra di essi ritroviamo il conciliarismo \u2013 considerare il Pontefice non come il capo supremo, ma come un u<em>nus inter pares<\/em> \u2013 che pone l\u2019assemblea dei vescovi al di sopra della Santa Sede (il gallicanesimo francese \u2013 e l\u2019accettazione del giuseppinismo austriaco \u2013, l\u2019episcopalismo tedesco, il conciliarismo del Sinodo di Pistoia e dello stesso Vaticano II); la modificabilit\u00e0 dei dogmi, l\u2019adattamento ai tempi, la subordinazione della Verit\u00e0 rivelata alla ricerca scientifica, l\u2019accettazione della mentalit\u00e0 marxista sono tutti aspetti di una deviazione dalla dottrina tradizionale della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad essi va aggiunto l\u2019archeologismo, soprattutto nella liturgia: pretendere di ricostruire il modo di pregare (e, non dimentichiamolo, <em>lex orandi, lex credendi<\/em>) dei primi secoli, in aperto rifiuto della Tradizione; il Sinodo di Pistoia ne \u00e8 un palese esempio [<a><\/a><strong>53<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019errore di base sta nel ritenere la propria filosofia capace di assorbire quelle avversarie, senza rendersi conto dell\u2019incompatibilit\u00e0: di volta in volta, dopo il successo della cristianizzazione di Aristotele grazie a San Tommaso d\u2019Aquino (che per\u00f2 era San Tommaso, non Teilhard de Chardin!), si \u00e8 cercato di cristianizzare Kant, Hegel, Darwin, il liberalismo e infine Marx, con ben altri risultati\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive Del Noce a proposito della \u201cteologia della morte di Dio\u201d \u2013 nient\u2019altro che un ulteriore tentativo di creare una sintesi tra marxismo e cristianesimo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>si discorre molto oggi di \u201cteologia della secolarizzazione\u201d; ora, questa teologia altro non \u00e8, nella sua radice prima, che il risultato di una commistione di temi cristiani e di temi marxisti. Sorta nell\u2019intenzione di cristianizzare il marxismo, conclude piuttosto, di fatto, in una ricerca di adeguamento del cristianesimo alla nuova religione marxista; e non \u00e8 certo casuale che parecchi tra i suoi teorizzatori concludano apertamente nella tesi della \u201cmorte di Dio<\/em>\u201d [<a><\/a><strong>54<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentale \u00e8 stato, in questa prospettiva, il ruolo svolto dai Gesuiti, da secoli centro culturale della Chiesa assieme, naturalmente, ai Domenicani ma, rispetto a questi, pi\u00f9 vicini alla realt\u00e0 quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla svolta a sinistra della rivista \u00abLa Civilt\u00e0 cattolica\u00bb [<a><\/a><strong>55<\/strong>], che sostenne apertamente la via del \u201ccompromesso storico\u201d si affianc\u00f2 la nascita della rivista \u00abAggiornamenti sociali\u00bb, scaturita dal \u201cCentro studi sociali\u201d di Milano e ulteriore strumento di \u201capertura a sinistra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Palesemente indicativo del progetto di \u00abcolpire o almeno gettare ombra sulla dottrina del Magistero tradizionale della Chiesa in materia sociale attraverso le eventuali imprecisioni o limitazioni del fedele pi\u00f9 o meno qualificato che se ne fa veicolo\u00bb [<a><\/a><strong>56<\/strong>] pu\u00f2 essere un articolo di padre Sorge, scritto assieme a padre De Rosa [<a><\/a><strong>57<\/strong>] apparentemente per correggere l\u2019uso scorretto, nel linguaggio corrente, dei termini <em>integrismo<\/em> e <em>integrista<\/em>, ed in particolare in risposta ad alcuni scritti di occasione di Franco Rodano, comparsi su <em>Paese<\/em> <em>Sera<\/em> a commento delle elezioni per i distretti scolastici [<a><\/a><strong>58<\/strong>]. Il voler rispondere al quotidiano <em>Paese<\/em> <em>Sera<\/em> \u2013 diffusissimo giornale popolare e voce \u201cnon ufficiale\u201d del pci \u2013 indica pi\u00f9 l\u2019obiettivo di colpire il Magistero tradizionale della Chiesa, che la volont\u00e0 di far chiarezza ai lettori di <em>Paese<\/em> <em>Sera<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver attaccato il <em>Sodalitium<\/em> <em>Pianum<\/em> (p. 315), a maggior riprova che l\u2019obiettivo dell\u2019articolo \u00e8 tutt\u2019altro che una chiarificazione terminologica rivolta all\u2019esterno, bens\u00ec uno scontro dottrinario interno alla Chiesa, si ricorda che \u00abAttualmente, la manifestazione pi\u00f9 chiara dell\u2019integrismo \u00e8 il movimento di mons. Lefebvre, col suo rifiuto di accettare le \u00abnovit\u00e0\u00bb del Concilio Vaticano II ed il suo attaccamento alla \u00abmessa di S. Pio V\u00bb [<a><\/a><strong>59<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Prese le distanze dai tradizionalisti, i due gesuiti proseguono \u2013 documenti conciliari alla mano \u2013 con l\u2019elogio del relativismo: non esiste una \u201cpolitica cristiana\u201d n\u00e9 un \u201cmodello di societ\u00e0 cristiana\u201d se non per gli integristi, pronti a dedurla erroneamente ovvero \u00abdirettamente ed immediatamente \u2013 cio\u00e8, senza le necessarie mediazioni culturali tra la fede, che \u00e8 il campo dell\u2019assoluto e del trascendente, e la storia, che \u00e8 il campo del relativo, del contingente e dell\u2019immanente \u2013 dalla rivelazione cristiana\u00bb [<a><\/a><strong>60<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, l\u2019integrismo, sia confessionale sia ideologico, si oppone al pluralismo, alla tolleranza, al dialogo ed alla collaborazione con orientamenti teorici e pratici diversi. In sostanza, esso si traduce in una forma di totalitarismo ideologico e pratico [<a><\/a><strong>61<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto \u00e8 ovvia la distanza incolmabile tra gli integristi e i \u201cveri cristiani\u201d (cio\u00e8 tra i gesuiti e i tradizionalisti, lefebvriani o meno):<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bisogna, infatti, attentamente distinguere tra l\u2019\u00abispirarsi\u00bb alla fede nell\u2019attivit\u00e0 sociale e politica e il \u00abdedurre\u00bb immediatamente e rigorosamente un modello di societ\u00e0 e di azione socio-politica dalla fede. La deduzione immediata e rigorosa d\u2019un modello di societ\u00e0 dalla fede comporterebbe la delineazione d\u2019una \u00absociet\u00e0 cristiana\u00bb come unico modello valido di convivenza, oggettivamente ritenuto obbligatorio non solo per i cristiani, ma per tutti. Invece, \u00abispirare\u00bb la vita sociale e politica alla fede significa che nella costruzione di un modello di societ\u00e0 \u00abumana\u00bb \u2013 cio\u00e8 non dedotta dalla rivelazione, ma fondata sulla ragione e sul vero e sul bene che la ragione mostra essere tali, (quindi fondata su valori umani \u00abcomuni\u00bb a tutti e da tutti accettabili) \u2013 il cristiano chiede alla fede solo la luce che essa proietta sull\u2019uomo, sulla sua origine, sulla sua dignit\u00e0 e sul suo destino, e la forza che i valori cristiani mettono a servizio dell\u2019uomo, in primo luogo la forza della carit\u00e0<\/em> [<a><\/a><strong>62<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>A conferma di ci\u00f2, l\u2019articolo liquida l\u2019Inquisizione \u2013 massimo esempio ovvero \u00abcaso pi\u00f9 abusato di integrismo cristiano\u00bb \u2013 come \u00abuna distorsione che, se \u00e8 storicamente spiegabile, non \u00e8 per\u00f2 evangelicamente giustificabile e deve, quindi, essere considerata un errore\u00bb [<a><\/a><strong>63<\/strong>]. Infine (anticipando il respingimento della di per s\u00e9 poco credibile ermeneutica della continuit\u00e0) l\u2019articolo sostiene coerentemente che il Concilio Vaticano II, con l\u2019affermazione della libert\u00e0 religiosa, ha tolto ogni giustificazione all\u2019integrismo confessionale, che in altre epoche si fondava sul principio che l\u2019errore, essendo un male individuale e sociale, era da combattere e da estirpare anche con la forza [<a><\/a><strong>64<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi il male non \u00e8 da combattere n\u00e9 da estirpare, bens\u00ec \u2013 evidentemente \u2013 da accettare (se non coltivare) con amore. A meno che il male non sia rappresentato, anzich\u00e9 da deicidi, scismatici, atei, marxisti ed eretici, dai cattolici tradizionalisti o <em>integristi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro importante campione del doppio peso (massima apertura all\u2019esterno, dall\u2019acattolico all\u2019anticristiano, ma contemporaneamente massima durezza all\u2019interno, nei confronti dei cattolici tradizionalisti), ed anch\u2019egli gesuita, fu il potente e temuto (assai pi\u00f9 che amato) Carlo Maria Martini (1927-2012) [<a><\/a><strong>65<\/strong>], cha da presule di Milano si fece promotore di una relativista \u201cCattedra dei non credenti\u201d (1987-2002) [<a><\/a><strong>66<\/strong>]; Martini fu infatti apertamente estimatore del protestantesimo [<a><\/a><strong>67<\/strong>], dell\u2019islamismo [<a><\/a><strong>68<\/strong>] e dell\u2019ebraismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per contro, fu \u2013 naturalmente \u2013 tra i critici del <em>motu<\/em> <em>proprio<\/em> di Benedetto XVI <em>Summorum<\/em> <em>pontificum<\/em>, che autorizzava il ripristino, entro certi limiti, della S. Messa tradizionale (e lo fece, da par suo, dalle colonne de <em>Il Sole 24 ore<\/em>), dopo aver boicottato nella sua diocesi l\u2019indulto concesso da Giovanni Paolo II alla celebrazione dello stesso rito tridentino.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso Martini \u00e8 stato pi\u00f9 volte indicato come un maestro di vita da Bergoglio e recentemente \u00e8 stato rivelato che l\u2019elezione di Bergoglio \u00e8 stato il frutto delle riunioni segrete di un gruppo cardinali e vescovi, organizzati appunto da Carlo Maria Martini, hanno tenuto per anni a San Gallo, in Svizzera. Lo sostiene nella propria biografia [<a><\/a><strong>69<\/strong>] uno dei cardinali pi\u00f9 progressisti, il belga Godfried Danneels (1933) che definisce tale gruppo di cardinali e vescovi un \u201cMafiaclub\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E il cerchio si chiude, rendendo anche comprensibile perch\u00e9 ci\u00f2 che era considerato eretico dalla bolla papale <em>Auctorem fidei<\/em> del 28 agosto 1794 sia stato accettato dopo il (e grazie al) Concilio Ecumenico Vaticano II.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>32)<\/strong> Fondato nel 1540, l\u2019Ordine fu soppresso e disciolto nel 1773 da Clemente XIV su pressione dei principali sovrani d\u2019Europa, ma risorse nel 1814 con Pio VII all\u2019epoca del Congresso di Vienna e della cosiddetta Restaurazione.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>33)<\/strong> Francesco Lamendola, <em>I gesuiti hanno preso il timone della Chiesa, ma per condurla dove?<\/em>, <a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=53779\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=53779<\/a> [7.02.2017].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>34)<\/strong> <em>Ibid<\/em>.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>35)<\/strong> Il professor John Rao usava citare passi de \u00abLa Civilt\u00e0 cattolica\u00bb dell\u2019800 affermando: \u00abEcco cosa scrivevano i gesuiti quando erano cattolici\u00bb. E Antonio Socci scrive: \u00abDopo il Concilio la Compagnia di Ges\u00f9 non \u00e8 stata pi\u00f9 la soluzione, ma \u00e8 diventata il problema. E se nella nostra generazione si vuol trovare addirittura un cardinale che ha apertamente e pubblicamente dissentito dal magistero dei Papi basta considerare il caso del gesuita Carlo Maria Martini\u00bb. Antonio Socci,&nbsp;<em>Non \u00e8 Francesco. La Chiesa nella grande tempesta<\/em>, Mondadori, Milano 2015, p. ???.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>36)<\/strong> Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955), paleontologo e filosofo francese. Per una sintesi critica del suo pensiero, cfr. Pier Carlo Landucci, <em>Teilhard de Chardin. Aberrazioni ideologiche e dottrinali<\/em>, Effedieffe, Viterbo 2015.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>37)<\/strong> Karl Rahner (1904-1984), tedesco, discepolo di Heidegger e preparatore del Vaticano II con la sua alla \u00absvolta antropologica\u00bb in teologia, cio\u00e8 il passaggio al soggettivismo dall\u2019oggettivismo della teologia scolastica; la teoria del \u00abcristianesimo anonimo\u00bb contro la formula \u00ab<em>nulla salus extra Ecclesiam<\/em>\u00bb e, naturalmente, il dialogo con il marxismo. Per comprendere l\u2019importanza del suo ruolo, \u00e8 nota un\u2019inchiesta svolta tra gli studenti della Lateranense subito dopo il Concilio: alla domanda su chi fosse il principale teologo cattolico di tutti i tempi, gli studenti non indicarono n\u00e9 Sant\u2019Agostino, n\u00e9 San Tommaso d\u2019Aquino, bens\u00ec Karl Rahner.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>38)<\/strong> Cfr. in particolare Roberto de Mattei, Il Concilio&nbsp;<em>Vaticano II<\/em>, cit.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>39)<\/strong> Gesuita, per fare un solo esempio, fu Luis Espinal Camps, noto come \u201cLucho Espinal\u201d (1932-1980) ideatore dell\u2019aberrante \u201ccrocifisso comunista\u201d (un crocifisso montato su una falce e martello), apprezzato regalo del presidente boliviano, il sindacalista social-comunista Evo Morales, a Jorge Bergoglio. Lo stesso Bergoglio \u00e8 ritenuto vicino alla teologia della liberazione: Rachel Donadiomay, <em>Francis\u2019 Humility and Emphasis on the Poor Strike a New Tone at the Vatican<\/em>, in <em>New York Times<\/em>, 25.05.2013.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>40)<\/strong> Basti pensare alla delirante \u2013 nonch\u00e9 esemplificativa \u2013 dichiarazione rilasciata al quotidiano <em>Repubblica<\/em> di Luca Brandolini, vescovo di Sora, Aquino e Pontecorvo, nonch\u00e9 membro della commissione liturgica della conferenza episcopale italiana: \u00abNon riesco a trattenere le lacrime \u2013 ha detto \u2013 sto vivendo il momento pi\u00f9 triste della mia vita di vescovo e di uomo. \u00c8 un giorno di lutto non solo per me, ma per i tanti che hanno vissuto e lavorato per il Concilio Vaticano II. \u00c8 stata cancellata una riforma per la quale lavorarono in tanti, al prezzo di grandi sacrifici, animati solo dal desiderio di rinnovare la Chiesa\u00bb Orazio La Rocca, \u201c<em>Obbedir\u00f2 al Pontefice ma \u00e8 un giorno di lutto. Si cancella la riforma<\/em>\u201d, in <em>La Repubblica<\/em>, 8 settembre 2007.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>41)<\/strong> Francesco Lamendola, <em>op. cit<\/em>.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>42)<\/strong> <em>Ibid<\/em>.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>43)<\/strong> Malachi Martin, <em>I Gesuiti<\/em>, SugarCo, Milano 1987, p. 29-30. Corsivo mio.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>44)<\/strong> Cfr. i due studi<em> Libertatis Nuntius<\/em> (1984) e <em>Libertatis Conscientia<\/em> (1986) della Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dall\u2019allora cardinale Joseph Ratzinger.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>45) <\/strong>Cfr. la <em>Notificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede sulle opere del P. Jon Sobrino S.I.<\/em> (2006). Lo stesso Woytila, aprendo i lavori della III Conferenza Generale dell\u2019Episcopato latinoamericano (celam) a Puebla (Messico), il 28 gennaio 1979 indic\u00f2 i pericoli dell\u2019abbandono della Fede per cercare altre vie onde raggiungere la \u201clibert\u00e0\u201d: \u00abIn alcuni casi, o si tace la divinit\u00e0 di Cristo, o&nbsp;<em>si incorre di fatto in forme di interpretazione contrarie alla fede della Chiesa<\/em>. Cristo sarebbe solamente un \u201cprofeta\u201d, un annunciatore del Regno e dell\u2019amore di Dio, ma non il vero Figlio di Dio, e non sarebbe pertanto il centro e l\u2019oggetto dello stesso messaggio evangelico. In altri casi, si pretende di mostrare Ges\u00f9 come <em>impegnato politicamente<\/em>, come uno che combatte contro la dominazione romana e contro i potenti,&nbsp;<em>anzi implicato in una lotta di classe<\/em>. Questa concezione di Cristo come politico, rivoluzionario, come il sovversivo di Nazaret, non si compagina con la catechesi della Chiesa\u00bb. Corsivo mio. Nel discorso, la condanna della teologia della liberazione, pur essendo implicita, non \u00e8 mai esplicita: il termine&nbsp;<em>liberazione<\/em>&nbsp;si ripete 20 volte, mentre la locuzione <em>teologia della liberazione<\/em>&nbsp;non ricorre mai.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>46)<\/strong> Guido Vignelli, <em>La \u201cteologia della liberazione\u201d: un libro ne denuncia il pericoloso rilancio<\/em>, in \u00abRiscossa Cristiana. Sito cattolico di attualit\u00e0 e cultura\u00bb, 11 marzo 2015 [8.02.2017].<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>47)<\/strong> Cfr. tra gli altri, Fabrizio Manuel Sirignano,&nbsp;<em>Gesuiti e Giansenisti. Modelli e metodi educativi a confronto<\/em>, Liguori, Napoli 2012. I giansenisti propugnavano una scuola elitaria: classi di pochissime persone di varie et\u00e0, formate solitamente da familiari (fratelli e cugini), con lezioni che si tenevano all\u2019interno del palazzo di famiglia e curate in tutte le materie da un unico aio, che viveva giorno e notte con i discepoli. I Gesuiti invece avevano scuole con classi numerose, formate da alunni della stessa et\u00e0, provenienti da strati sociali diversi, che si riunivano in una scuola (ricavata in un palazzo di propriet\u00e0 dell\u2019Ordine) e venivano seguiti da docenti specializzati per ciascuna materia e sottoposti ad un rigido controllo di qualit\u00e0.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>48)<\/strong> C\u2019\u00e8 chi sottolinea il lato negativo della natura colta della Compagnia per spiegare la silenziosa, ma radicale \u201cmutazione antropologica\u201d dei Gesuiti a partire dalla met\u00e0 del XX secolo: \u00abdopo aver dato alla Chiesa e al mondo, oltre che instancabili e intrepidi missionari, i gesuiti hanno finito per assimilare lo spirito della cultura profana, per assorbire elementi di modernismo, laicismo, razionalismo, meccanicismo, evoluzionismo: valga per tutti l\u2019esempio di Teilhard de Chardin, la cui filosofia \u00e8 assai poco cristiana e molto, invece, panteista. Nietzsche diceva che non si pu\u00f2 guardare nell\u2019abisso troppo a lungo, senza che l\u2019abisso guardi dentro di noi\u00bb. Francesco Lamendola, <em>I gesuiti hanno preso il timone della Chiesa, ma per condurla dove?<\/em>, <a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=53779\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=53779<\/a>, 18\/04\/2016 [10.02.2017].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>49) <\/strong>\u00abOltre ai voti di castit\u00e0, povert\u00e0 e obbedienza, i gesuiti ne fanno uno ulteriore. Promettono infatti speciale obbedienza al Papa, rendendosi disponibili a essere inviati ovunque o comunque a ricevere una qualsiasi missione che il Papa ritenga utile al bene della Chiesa. La Compagnia di Ges\u00f9 non \u00e8 l\u2019unico Ordine a fare un quarto voto. I camilliani, ad esempio, fanno voto di assistenza ai malati, mentre gli ordini monastici fanno un voto di stabilit\u00e0. Questo voto \u201cin pi\u00f9\u201d ha a che fare con il carisma dell\u2019Ordine, cio\u00e8 con la maniera specifica di vivere la sequela del Signore. Per i gesuiti questo significa che l\u2019obbedienza speciale che vivono al Santo Padre \u00e8 al cuore stesso della loro identit\u00e0\u00bb. <a href=\"http:\/\/gesuiti.it\/in-che-cosa-consiste-il-quarto-voto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/gesuiti.it\/in-che-cosa-consiste-il-quarto-voto\/<\/a> [10.2.2017].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>50)<\/strong> Si pensi all\u2019esperienza della \u201cprimavera di Palermo\u201d (1985-1990), quando i gesuiti Bartolomeo Sorge e Ennio Pintacuda, entrambi provenienti dal Centro di Formazione Politica \u201cPedro Arrupe\u201d di Palermo, guardarono con simpatia al movimento catto-comunista della \u201cRete\u201d di Leoluca Orlando.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>51)<\/strong> Antonio Gramsci, <em>Scritti politici<\/em>, a cura di Paolo Spriano, Editori Riuniti, Roma 1971, p. 257.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>52) <\/strong>La definizione \u00e8 di Roberto de Mattei, che la ha usata per la prima volta il 27 novembre 2007, in occasione di un convengo sul centenario dell\u2019enciclica <em>Pascendi<\/em> <em>Dominici<\/em> <em>Gregis<\/em>, tenuto presso la Pontificia Universit\u00e0 San Tommaso.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>53)<\/strong> Diversi furono i decreti emanati dal Sinodo, che fortunatamente rimasero lettera morta, prima di essere condannati ufficialmente da Pio VI (bolla papale <em>Auctorem fidei<\/em> del 28 agosto 1794):<\/p>\n\n\n\n<p>la Chiesa ha il compito di preservare la purezza originaria della fede trasmessa da Cristo ai Suoi apostoli e non aveva diritto di introdurre nuovi dogmi, che sono perci\u00f2 falsi;<\/p>\n\n\n\n<p>la vera Chiesa, organismo spirituale senza autorit\u00e0 secolare, \u00e8 la comunit\u00e0 dei pastori di Cristo di cui il Papa \u00e8 soltanto il capo ministeriale;<\/p>\n\n\n\n<p>si raccomanda di abolire tutti gli Ordini monastici, eccetto quello dei Benedettini; alle suore viene proibito di pronunciare i voti prima dei 40 anni;<\/p>\n\n\n\n<p>liturgia: si introduce <em>la lingua volgare<\/em> e la lettura ad alta voce delle preghiere della Messa; si obbliga <em>a togliere dalle chiese ogni immagine o statua<\/em> che non siano quelle che fanno riferimento ai misteri di Cristo; <em>sono soppressi gli altari laterali nelle chiese<\/em>;<\/p>\n\n\n\n<p>penitenza: dottrina molto rigida, favorevole ad un\u2019unica confessione nella vita, come nella chiesa antica;<\/p>\n\n\n\n<p>il Sacro Cuore e la Via Crucis sono considerate false devozioni;<\/p>\n\n\n\n<p>per il culto pubblico si mantengono gli onori al Sovrano (ovviamente!), ma si riducono le novene, le processioni, le feste (trasferite alla domenica successiva o precedente).<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>54)<\/strong> Augusto Del Noce,&nbsp;<em>I caratteri generali del pensiero politico contemporaneo. Lezioni sul marxismo<\/em>, Giuffr\u00e9, Milano 1972, p. 34. Corsivo mio.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>55)<\/strong> \u00abSi mettano a confronto, per averne la prova, le annate de \u00abLa Civilt\u00e0 cattolica\u00bb anteriori, e quelle posteriori, al Concilio Vaticano II. \u00c8 sempre la stessa rivista, sono sempre gli stessi gesuiti; eppure \u00e8 cambiato tutto, le tesi sono completamente diverse, e anche la linea pastorale \u00e8 mutata da cima a fondo\u00bb. Francesco Lamendola, <em>I gesuiti hanno preso il timone della Chiesa<\/em>, cit.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>56)<\/strong> Giovanni Cantoni, <em><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanti-integrismo-come-disintegrazione-della-fede\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L\u2019anti-integrismo come \u201cdis-integrazione\u201d della Fede<\/a>. Il contributo de \u201cLa Civilt\u00e0 Cattolica\u201d al \u201ccompromesso culturale\u201d<\/em>, in \u00abCristianit\u00e0\u00bb, n. 37, 1978.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>57)<\/strong> Bartolomeo Sorge sj, Giuseppe De Rosa sj,&nbsp;<em>Fede cristiana ed integrismo<\/em>, in \u00abLa Civilt\u00e0 Cattolica\u00bb, anno 129 n. 3064, (18-2-1978), p. 316-324.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>58)<\/strong> Le elezioni si erano tenute nel 1977 (11 e 12 dicembre); gli articoli di <em>Paese sera<\/em> erano apparsi nel 1978 (5 e 18 gennaio, 8 febbraio).<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>59)<\/strong> Ivi, p. 316.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>60)<\/strong> Ivi, p. 318.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>61)<\/strong> Ivi, p. 320.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>62)<\/strong> Ivi, p. 321.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>63)<\/strong> Ivi, p. 322.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>64)<\/strong> Ivi, p. 323<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>65)<\/strong> Arcivescovo di Milano (1979-2002), Cardinale dal 1983, Presidente del Consiglio delle Conferenze dei vescovi d\u2019Europa (1986-1993).<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>66)<\/strong> Attenzione: non cattedra <em>per<\/em> i non credenti (volta alla conversione di essi), ma <em>dei<\/em> non credenti, chiamati a pontificare, se non a convertire (o pervertire) i cattolici. Le lezioni introduttive di Martini alla \u201cCattedra\u201d sono state pubblicate (<em>Le cattedre dei non credenti<\/em>, Bompiani, Milano 2015) come primo volume della sua <em>opera omnia<\/em> e con una prefazione firmata da Bergoglio, che non lesina elogi al suo mentore: \u00abLa sua vita, le sue opere e le sue parole hanno infuso speranza e sostenuto molte persone nel loro cammino di ricerca\u00bb.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>67)<\/strong> In <em>Colloqui notturni a Gerusalemme<\/em>. <em>Sul rischio della fede <\/em>(Mondadori, Milano 2008), \u00abMartini definisce Lutero, che nella storia della Chiesa \u00e8 stato una delle pi\u00f9 tragiche calamit\u00e0, come \u201cil pi\u00f9 grande riformatore\u201d. Poi aggiunge che a Lutero \u201cl\u2019amore per le Sacre Scritture ispir\u00f2 buone idee\u201d (testuale!) e pur ritenendo \u201cproblematico\u201d il fatto che Lutero abbia \u201ctratto da riforme e ideali necessari un sistema proprio\u201d, tuttavia Martini afferma che la Chiesa contemporanea \u201cse ne \u00e8 lasciata ispirare per dar corso al processo di rinnovamento del Concilio Vaticano II, dischiudendo per la prima volta ai cattolici il tesoro della Bibbia su basi pi\u00f9 larghe\u201d\u00bb Antonio Socci, <em>Da Martin Lutero a \u201cMartini Lutero\u201d<\/em>, in <em>Libero<\/em>, 21 maggio 2008. Notevole la sottolineatura del rapporto tra Lutero e Vaticano II\u2026<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>68)<\/strong> Il 7 dicembre 1990, cio\u00e8 nella ricorrenza di Sant\u2019Ambrogio, protettore di Milano, predic\u00f2 la necessit\u00e0 di dialogare con l\u2019islam e di favorire l\u2019integrazione con gli immigrati di fede islamica,<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>69)<\/strong> J\u00fcrgen Mettepenningen, Karim Schelkens,&nbsp;<em>Godfried Danneels. <\/em><em>Biografie<\/em>, Uitgeverij Polis, Antwerpen 2015<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-seminarista-rosso-prima-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">TORNA ALLA PRIMA PARTE<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inter multiplices UNA VOX &nbsp;Maggio 2017 L\u2019infiltrazione marxista nella Chiesa di Gianandrea de Antonellis<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-seminarista-rosso-seconda-parte\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":62726,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,32,45],"tags":[1440,344,555,2155,427],"class_list":["post-62729","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-filosofia-del-comunismo","category-progressismo-cattolico","tag-carlo-maria-martini","tag-concilio-vaticano-ii","tag-gesuiti","tag-jorge-mario-bergoglio","tag-modernismo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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