{"id":62724,"date":"2025-06-26T10:48:06","date_gmt":"2025-06-26T08:48:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=62724"},"modified":"2025-06-26T11:41:25","modified_gmt":"2025-06-26T09:41:25","slug":"il-seminarista-rosso-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-seminarista-rosso-prima-parte\/","title":{"rendered":"Il seminarista rosso (prima parte)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"http:\/\/www.unavox.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Inter multiplices UNA VOX<\/a> &nbsp;<\/strong>Maggio 2017<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>L\u2019infiltrazione marxista nella Chiesa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di<strong> Gianandrea de Antonellis<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cattocomunismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"320\" height=\"226\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cattocomunismo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62726\" style=\"width:430px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Una volta c\u2019erano i preti operai: oggi quegli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>stessi preti sono diventati vescovi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Paolo Ferrante, 1990.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Secondo Stalin, la forza politica pi\u00f9 pericolosa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">per i comunisti \u00e8 la Chiesa cattolica,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">e per colpire questo temibile \u00abavversario\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">suggerisce di \u00abnon attaccare\u00bb direttamente<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">la religione, ma le sue organizzazioni<em>.<\/em>[<a><\/a><strong>1<\/strong>]<\/p>\n\n\n\n<p>La deriva modernista della Chiesa \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Ma, nonostante la distruzione dei dogmi, dei princ\u00ecpi, dei simboli sia costante, nessuno interviene. E nessuno, soprattutto, la denuncia per quello che \u00e8: l\u2019imporsi di una dottrina gi\u00e0 ufficialmente condannata da San Pio X nell\u2019enciclica <em>Pascendi<\/em> (1907).<\/p>\n\n\n\n<p>Dal Vaticano II in poi il modernismo, sotto diverso nome, senza mai usare questo termine, perch\u00e9 avrebbe esplicitato l\u2019eresia sottintesa allo strombazzato \u201cspirito del Concilio\u201d, ha imperato nella vita ecclesiastica: introduzione del <em>Novus Ordo<\/em>, abolizione dei paramenti, introduzione della tavola eucaristica di fronte (ma pi\u00f9 spesso al posto) dell\u2019altare principale ed eliminazione (cio\u00e8, distruzione) di quelli laterali, eliminazione della balaustra e conseguente banalizzazione dell\u2019eucarestia (comunione nella mano o sotto le due specie), sostituzione dei canti gregoriani con canzonette pop, chitarre al posto dell\u2019organo, etc.<\/p>\n\n\n\n<p>Come tutto questo sia stato possibile in pochi decenni sembra incredibile, ma diventa perfettamente comprensibile se lo si considera non un frutto del caso (o meglio del caos) introdotto dalla voluta ambiguit\u00e0 [<a><\/a><strong>2<\/strong>] dei documenti conciliari, bens\u00ec come un progetto che parte da lontano (dagli anni Trenta) e che nel Concilio ha visto un fondamentale punto di svolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni effetto ha una propria causa: del resto la punta dirompente della lancia rivoluzionaria non avrebbe la sua forza se non fosse innestata su un\u2019asta composta dalle varie stratificazioni del pensiero pre-rivoluzionario.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso della \u201crivoluzione nella Chiesa\u201d [<a><\/a><strong>3<\/strong>] \u2013 cio\u00e8 il Concilio Vaticano II \u2013 non \u00e8 scaturita dal nulla, ma \u00e8 stata attentamente preparata nei decenni che lo precedevano. I fautori ne sono stati da un lato i modernisti, sconfitti nel 1907 ma non debellati; dall\u2019altro le nuove leve anticristiane di matrice marxista: ambedue accumunati dal progetto di distruggere la Chiesa tradizionale [<a><\/a><strong>4<\/strong>] dall\u2019interno e non dall\u2019esterno, come avevano tentato in precedenza (solo per citare i principali casi dell\u2019ultimo millennio) albigesi, protestanti, fautori delle Chiese nazionaliste (gallicani, giuseppini, etc.), giacobini e, nell\u2019ultimo secolo, nazionalsocialisti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Concilio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"307\" height=\"164\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Concilio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29627\" style=\"width:473px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Concilio.jpg 307w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Concilio-300x160.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Un precedente di \u201clotta dall\u2019interno\u201d si pu\u00f2 ritrovare nel movimento \u201csotterraneo\u201d del giansenismo (sec. XVII), che in Italia ebbe la sua massima espressione nel Sinodo di Pistoia [<a><\/a><strong>5<\/strong>] (1786). Il movimento, che prende il nome dal vescovo di Ypres, Cornelius Otto Jansen (latinizzato in Giansenio, 1585-1638), ha cercato di attuare una riforma semi-calvinista senza per\u00f2 mai uscire dall\u2019alveo della Chiesa e tentando di infettarla dall\u2019interno. A causa del suo elitarismo, per\u00f2, \u00e8 sempre rimasto abbastanza isolato: la sua \u201cvenuta alla luce\u201d, con il Sinodo di Pistoia, suscit\u00f2 addirittura una rivolta di popolo, perch\u00e9 cercava di abolire alcuni culti molto seguiti dai fedeli [<a><\/a><strong>6<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019iconoclastia e l\u2019abolizione degli altari laterali, l\u2019uso della lingua volgare nella liturgia e l\u2019episcopalismo o conciliarismo (cio\u00e8 il ritenere la conferenza dei vescovi a capo della Chiesa nazionale, lasciando al papa il semplice ruolo di <em>unus inter pares<\/em>), proposti dal Sinodo di Pistoia ed immediatamente condannati, sono stati trionfalmente accettati con il Concilio ed il suo \u201cspirito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La forza dirompente della mentalit\u00e0 neo-modernista [<a><\/a><strong>7<\/strong>] proviene comunque da elementi di formazione extra-ecclesiale: appunto gli infiltrati marxisti che, all\u2019indomani del consolidamento di Stalin nell\u2019Urss e della sottomissione della Chiesa ortodossa, furono incaricati di indebolire la Chiesa cattolica, affrontando un lavoro di lungo periodo ma di buone prospettive e \u2013 a ottant\u2019anni di distanza \u2013 di successo quasi insperato.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Trenta i servizi segreti dell\u2019Unione Sovietica si servivano di qualunque stratagemma, anche il pi\u00f9 machiavellico, pur di \u00abportare il seme della controffensiva ideologica fin nel cuore delle democrazie occidentale e degli stessi stati fascisti, a cominciare dall\u2019Italia di Mussolini, dove potevano servire nella duplice veste di quinte colonne dentro la Chiesa cattolica, e di agenti dello spionaggio politico in senso anticapitalista e antiborghese\u00bb [<a><\/a><strong>8<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Tale penetrazione continu\u00f2, ovviamente, dopo la seconda guerra mondiale: durante gli anni della Guerra fredda, un alto numero di membri dei servizi segreti sovietici \u2013 italiani, francesi, tedeschi, eccetera, tutti giovani dalla provata fede marxista-leninista \u2013 si \u00e8 abilmente infiltrato, oltre che nei gangli vitali della societ\u00e0 civile dei Paesi occidentali (giornali, case editrici, tribunali, sindacato), anche nelle file della Chiesa cattolica, a partire dal livello della formazione sacerdotale, ossia dai seminari e dai noviziati, con il <em>preciso mandato di insinuare accortamente le idee del comunismo nella mentalit\u00e0 e nella pratica del clero<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, quando sconsideratamente [<a><\/a><strong>9<\/strong>] Giovanni XXIII indisse il Concilio, le idee rivoluzionarie erano gi\u00e0 penetrate nella mentalit\u00e0 ecclesiastica: magari non venivano accettate a braccia aperte, ma se non altro non erano immediatamente rigettate e bollate come eretiche. Del resto, \u00e8 noto che esiste un passaggio quasi obbligato dalla tolleranza verso un\u2019idea ereticale alla persecuzione in senso inverso.<\/p>\n\n\n\n<p>I gradini del \u201ctrasbordo ideologico\u201d sono costituiti da:<\/p>\n\n\n\n<p>1) tolleranza (in nome della lotta alla discriminazione);<\/p>\n\n\n\n<p>2) accettazione (anche se non sullo stesso piano);<\/p>\n\n\n\n<p>3) equiparazione (identit\u00e0 di piani);<\/p>\n\n\n\n<p>4) subordinazione (privilegio);<\/p>\n\n\n\n<p>5) persecuzione (di coloro che si oppongono).<\/p>\n\n\n\n<p>Prendiamo, ad esempio, la presenza degli invertiti (o, per usare un termine politicamente corretto, omosessuali), fino a pochi decenni fa dileggiati e per i quali sarebbe stato impensabile la semplice idea di proporre una forma di matrimonio. Ebbene, attraverso il passaggio dei succitati cinque gradi siamo passati dalla tolleranza (cio\u00e8 la derubricazione dell\u2019omosessualit\u00e0 dal novero dei reati); alla accettazione della loro presenza in pubblico (che, tranne che per i femminielli dei bassi napoletani ed i travestiti dei cabaret della Repubblica di Weimar era improponibile in una societ\u00e0 normale: pensiamo invece alla presenza nel mondo dello spettacolo dei vari Pier Paolo Pasolini e Luchino Visconti e a tutta la pletora degli <em>outing<\/em> degli anni \u201880 e \u201890); quindi alla equiparazione, con il divieto di discriminazione per le assunzioni e la richiesta di inserimento nella legislazione dei matrimoni contro natura; alla subordinazione (l\u2019omosessuale visto non come un pervertito degenerato o tutt\u2019al pi\u00f9 uno scherzo di natura, ma al contrario come un potenziale artista: \u201c<em>tutti <\/em>i pi\u00f9 grandi artisti erano omosessuali!\u201d [<a><\/a><strong>10<\/strong>]) ed infine alla persecuzione (guai a chi discrimina per questioni di gender \u2013 o di razza, bisogna aggiungere \u2013 pensiamo che in Scandinavia si \u00e8 giunti all\u2019arresto di un predicatore che sosteneva l\u2019omosessualit\u00e0 essere un peccato).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>\u00ab<em>Mater et magistra<\/em>, andate pure a sinistra\u00bb<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Mater et magistra<\/em>, andate pure a sinistra\u00bb sintetizzava umoristicamente Giovanni Mosca [<a><\/a><strong>11<\/strong>]. Con il comunismo anche all\u2019interno della Chiesa si \u00e8 avuto un processo simile: la condanna esplicita di Pio XI (<em>Divini Redemptoris<\/em>, 19 marzo 1937) si \u00e8 stemperata \u2013 se non dottrinalmente, pastoralmente \u2013 nel corso degli anni con l\u2019accettazione dei presupposti del socialismo, con la tolleranza nei confronti dei \u201cpreti operai\u201d [<a><\/a><strong>12<\/strong>], con la leggenda del \u201cCristo, primo socialista della storia\u201d [<a><\/a><strong>13<\/strong>], con l\u2019imporsi della teologia della liberazione [<a><\/a><strong>14<\/strong>], cio\u00e8 l\u2019identificazione tra marxismo e cristianesimo, nata con il <em>Patto delle catacombe<\/em> (16 novembre 1965) e quindi uscita allo scoperto con la riunione del Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM) di Medell\u00edn (Colombia) del 1968.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come \u00e8 possibile che in pochi anni (Pio XII era scomparso solo dieci anni prima, nel 1958) si sia arrivati a rivoluzionare in tal modo la Chiesa? Evidentemente il Concilio non ha fatto altro che portare allo scoperto un malessere che covava da tempo, un tumore che si annidava da anni: una enciclica come la <em>Pacem in terris<\/em> [<a><\/a><strong>15<\/strong>] o teologi del calibro di Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, Yves Congar, Hans K\u00fcng e Walter Kasper non spuntano dal nulla\u2026 Il lavoro di infiltrazione era iniziato almeno tre decenni prima, come confermano i \u201cMillenari\u201d, un anonimo gruppo di prelati del Vaticano autore di un <em>pamphlet<\/em> dal titolo <em>Via col vento in Vaticano<\/em>, da cui riportiamo un lungo, ma molto interessante estratto:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lenin era della convinzione che un segretario del partito comunista dentro uno Stato cattolico, per essere all\u2019altezza del suo compito avrebbe dovuto vestirsi all\u2019occorrenza anche del saio francescano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel 1935 i servizi segreti segnalarono che all\u2019epoca all\u2019incirca mille studenti comunisti risultavano infiltrati nei seminari e nei noviziati dell\u2019Europa occidentale, dove in perfetta finzione di vita religiosa s\u2019apprestavano a diventare sacerdoti; il partito poi avrebbe pensato a sguinzagliarli nei gangli e nei posti pi\u00f9 vitali della Chiesa. Il fenomeno and\u00f2 man mano allargandosi fino alle gravi contestazioni nei seminali e nei noviziati e di tantissimi preti operai e no, durante gli anni Sessanta-Settanta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sotto lo pseudonimo di Caesar, Antonio Gramsci negli anni Venti scrisse su \u00abL\u2019Ordine Nuovo\u00bb tale profetica affermazione: \u00abLa rossa tunica del Cristo fiammeggia oggi pi\u00f9 smagliante, pi\u00f9 rossa, pi\u00f9 bolscevica. Vi \u00e8 un lembo di tunica di Cristo nelle innumerevoli bandiere rosse dei comunisti che in tutto il mondo marciano all\u2019assalto della fortezza borghese, per restaurare il regno dello spirito sulla materia, per assicurare la pace in terra a tutti gli uomini di buona volont\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Henry de Lubac diceva: \u00abQuando il sacro \u00e8 dappertutto, non \u00e8 pi\u00f9 sacro in nessun luogo\u00bb. Sembra un paradosso, ma risponde spesso a verit\u00e0. Succede che il vivere di un\u2019anima consacrata, disseminata di sacro, nella dissipazione della vita finisce col non trovare spazio per il sacro, n\u00e9 dentro di s\u00e9, n\u00e9 nel suo divenire, ma soltanto nella carriera.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mater_magistra_Giovanni_XXIII.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"639\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mater_magistra_Giovanni_XXIII.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62727\" style=\"width:401px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Effetti devastanti<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il vescovo slovacco [<a><\/a><strong>16<\/strong>] monsignor Pavol Hnilica [1921-2006] negli anni Settanta fu espulso dall\u2019Urss, dove era detenuto, con la promessa della controparte vaticana che s\u2019impegnava a persuaderlo di trasferirsi in Usa. Ma il prelato, una volta liberato, prefer\u00ec impostare il suo ministero pastorale a favore dei fedeli di oltrecortina, prendendo residenza in Roma. Di tanto in tanto veniva chiamato da qualcuno della segreteria di Stato e invitato a trasferirsi negli Stati Uniti per svolgere meglio il suo intrapreso apostolato. Il prelato prometteva, ma sempre in differita.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovandosi sull\u2019aereo di ritorno da quei Paesi d\u2019oltrecortina, monsignor Hnilica approfitta di chiedere alla hostess la <em>Pravda<\/em> del giorno, per informarsi sugli avvenimenti nei Paesi comunisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Con sorpresa, legge in un trafiletto ben in vista la notizia che lui, monsignor Hnilica, aveva chiesto e ottenuto di essere trasferito negli Usa per svolgere al meglio il suo ministero pastorale. Il prelato, non ignaro dei metodi col\u00e0 in uso, piega il giornale e a ogni buon conto se lo conserva in borsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre giorni dopo viene chiamato in segreteria di Stato, questa volta ricevuto da uno di quelli a pi\u00f9 alto livello, il quale con stile perentorio gli riferiva senza mezzi termini che era stato deciso il suo trasferimento definitivo negli Stati Uniti; gli davano solo pochi giorni di tempo per i necessari preparativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Monsignor Hnilica si era portato con s\u00e9 la <em>Pravda<\/em> che lo chiamava in causa; con calma trov\u00f2 la pagina dov\u2019era scritto il trafiletto, la mise sotto gli occhi dell\u2019importante prelato traducendogliela e poi, sincero e leale in modo impressionante, chiese: \u00abMonsignore, a che gioco giochiamo?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La conclusione fu che non se ne fece niente e monsignor Hnilica \u00e8 potuto restare a Roma fino ai nostri giorni. Di certo non la spuntarono, ma lui non se ne usc\u00ec indenne. Poco tempo dopo, rest\u00f2 coinvolto in un\u2019accusa di traffico monetario. Ripicca? Chiss\u00e0! E vento di libeccio anche quello.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1956 don Pasquale Uva, fondatore a Bisceglie della Casa della Divina Provvidenza, present\u00f2 con qualche ritardo alla direzione del seminario regionale pugliese un giovane della Basilicata, aspirante religioso presso la sua incipiente Fraternit\u00e0, e del quale si rendeva garante. Sanomonte, il suo nome, era un seminarista intelligente ed esemplare in tutto: alquanto chiuso, statura media e robusta, d\u2019aspetto simpatico. Nella nota caratteristica del prefetto di camerata si leggeva: alquanto circospetto e poco loquace, ma gentile con tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Frattanto, l\u2019anno scolastico volgeva al termine. Pomeriggio di una giornata afosa, i componenti la sua camerata, una trentina, si dirigevano in fila a passeggio verso il porto. Sanomonte, in genere, preferiva rimanere ultimo della fila: cos\u00ec quella volta.<\/p>\n\n\n\n<p>A un tratto si china a tirar su le calze, tenendo d\u2019occhio il gruppo che voltava l\u2019angolo. Guarda con certa stizza la saracinesca chiusa della sezione del partito comunista. Un uomo obeso con le mani dietro la schiena s\u2019appoggiava all\u2019anta laterale, come se ne aspettasse l\u2019apertura. Un attimo d\u2019insicurezza e, pensando alla camerata che si allontanava, si fece coraggio e abbord\u00f2 lo sconosciuto, dicendogli: \u00abCompagno, dia questa busta chiusa al compagno segretario\u2026 Mi raccomando: chiusa!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma aveva scambiato cavallo; manco a dirlo, il panciuto era noto a tutta la citt\u00e0 come il pi\u00f9 sfegatato democristiano; si chiamava Peruzzi. Da sornione qual era, Peruzzi aveva seguito l\u2019imbarazzo e le mosse del seminarista in ogni suo particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, con la busta chiusa in suo possesso, egli si domandava: che fare? Stette tre giorni a chiederselo: darla o non darla al segretario comunista? \u00c8 un suo parente, o no? E se no, strapparla? Lasciarla chiusa, o leggerne il contenuto? Recarsi dal rettore del seminario? E che dirgli? Un bel rebus, che si risolse alla fine con la punta di un tagliacarte infilato all\u2019angolo della busta che s\u2019apriva. Era scritto:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Caro compagno segretario, mi trovo distaccato dal mio paese a studiare in questo seminario regionale. Ho urgente bisogno di vederti per definire con te il piano da seguire nel prossimo futuro. Mi raccomando di qualificarti come mio zio. Le visite dei parenti sono consentite ogni gioved\u00ec dalle 16 in poi nell\u2019attiguo parlatorio a pianoterra. Saluti Andrea Sanomonte<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sembrava vero a Peruzzi, che nei pettegolezzi ci guazzava, d\u2019esser ricevuto in tutta segretezza dal rettore. Gesticol\u00f2 tutto l\u2019accaduto con le mani e col faccione esilarante e alla fine consegn\u00f2 la lettera in busta aperta. La sera, d\u2019intesa col vicerettore e il prefetto di camerata, furono perquisiti accuratamente la scrivania e gli effetti personali di Sanomonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai tre parve di non aver trovato materiale di rilievo: qualche appunto sospetto, qualche scritto d\u2019orientamento comunista, l\u2019agendina tascabile, con certi ghirigori indecifrabili di vago interesse, tuttavia prelevata e acquisita.<\/p>\n\n\n\n<p>Era la prima volta che succedeva un caso del genere e c\u2019era divergenza di pareri in direzione. Si chiese consiglio alla Polizia, la quale per ispezionare con calma il plico lo port\u00f2 in questura. D\u2019accordo col venerando don Uva, si invit\u00f2 il Sanomonte a tornare a casa fino a nuovi ordini. Quando tutto sembrava finito, dal dicastero addetto ai seminari in curia romana arriva un severo cicchetto al rettore per non aver informato subito dell\u2019accaduto l\u2019organo vaticano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco cos\u2019era successo: alcune di quelle cifre trascritte nell\u2019agendina di Sanomonte contenevano codici segreti sul carico e la destinazione di una nave bellica italiana in aperto oceano pacifico, noti soltanto agli addetti al controllo di tutte le navi italiane, in navigazione per i mari del globo. Detto ufficio militare si trovava nella galleria sottostante la caserma Santa Rosa nei pressi della Storta, frazione di Roma, importantissimo sito secreto che si ramificava a raggiera lungo 18 chilometri sotterranei. Sull\u2019accaduto si fece scendere la coltre del pi\u00f9 rigoroso silenzio. Nessun altro ne fece pi\u00f9 cenno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma quanti di quei finti seminaristi, segnalati fin dalla met\u00e0 degli anni Trenta, riuscirono a farla franca e ad arrivare al sacerdozio? E quanti di essi furono vescovi e cardinali?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti ricordavano all\u2019epoca l\u2019uscita del cardinale Alfredo Ottaviani, legato al mondo dell\u2019intransigenza dentro e fuori della Chiesa, che in un suo articolo postconciliare apostrofava certi ecclesiastici col nomignolo di \u201ccomunistelli di sagrestia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece, la corrente comunistoide della curia romana adott\u00f2 l\u2019ostpolitik verso il blocco comunista e i suoi governanti. Sotto codesto vento di bufera, fra tanti martiri della fede cadde abbattuta due volte la quercia, il testimone, il primate d\u2019Ungheria, il cardinale Josiph Mindszenty [1892-1975], condannato prima dai comunisti alla pena di morte tramutata in ergastolo per alto tradimento all\u2019ideologia ateistica, e poi dagli ostpolitikanti vaticani, che lo estromisero da primate d\u2019Ungheria in virt\u00f9 dei compromessi storici coi magiari atei. A tutt\u2019oggi per lui nessun processo di beatificazione \u00e8 in corso.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal riguardo il segretario di Stato, Agostino Casaroli [1914-1998], deceduto appena il 9 giugno 1998, fattosi intervistare in Tv, si vantava d\u2019aver portato avanti i contatti coi governi comunisti tramite l\u2019<em>ostpolitik<\/em>, con cui avrebbe ottenuto smaglianti risultati sul disgelo politico. Ma la stampa all\u2019indomani commentava interrogandosi: se gli uomini di Chiesa, come lui e Montini, non avessero blandito a lungo l\u2019amoroso intrallazzo con quei governi d\u2019oltrecortina, il crollo del Muro di Berlino di quanti anni prima si sarebbe anticipato? Un futuribile del passato, a cui non ci sar\u00e0 mai una risposta in avvenire.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/ateismo_68.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/ateismo_68.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-48497\" style=\"width:433px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Mentre col\u00e0 Cristo agonizzava con la sua Chiesa nei manicomi politici e nelle carceri a vita dei credenti condannati ai lavori forzati, l\u2019ateismo entrava trionfante in Vaticano a proclamare che Dio era finalmente morto o quantomeno reso inoffensivo. A quei vescovi e sacerdoti dei manicomi-lager e dei lavori forzati si mostravano apposta foto e cortometraggi sugli incontri tra alti prelati e governanti comunisti, perch\u00e9 loro constatassero <em>de visu<\/em> d\u2019esser rimasti soli a intestardirsi e a non firmare quell\u2019insignificante foglio di carta d\u2019abiura alla Chiesa cattolica, per allinearsi cos\u00ec a quella di regime al fine di uscire in libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Stalin, che degli eserciti pi\u00f9 armati del mondo temeva principalmente quello dei fedeli al comando del Papa, accortosi che la persecuzione bolscevica contro la Chiesa aveva dato risultati fin allora scarsi, decise di cambiare tattica: bisognava corromperla e lacerarla dal di dentro, per ottenere effetti ben pi\u00f9 devastanti.<\/p>\n\n\n\n<p>I frutti furono talmente abbondanti che le altre organizzazioni, le quali tuttora propugnano e diffondono l\u2019ateismo sociale in tutto il mondo, hanno fatto propria la strategia stalinista. [<a><\/a><strong>17<\/strong>]<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 realistico pensare che un uomo sacrifichi tutta la propria esistenza per recitare una parte che, presumibilmente, odia profondamente? \u00c8 possibile che un giovane rivoluzionario accetti di infiltrarsi non per qualche mese, ma per decenni, se non per la vita intera, in una struttura in cui sar\u00e0 costretto a rigidi orari, onerose privazioni, rinunciando non solo \u2013 ovviamente \u2013 al sesso (e in un\u2019epoca in cui la Legione di Cristo non era stata ancora costituita!), ma anche a svaghi pi\u00f9 comuni, come una partita di rugby e una birra con gli amici o una serata al cinematografo, una gita in comitiva o seguire la propria squadra del cuore allo stadio?<\/p>\n\n\n\n<p>Allora \u2013 prima del Vaticano II \u2013 non c\u2019era la \u201clibert\u00e0\u201d di cui gode adesso un giovane sacerdote e tali svaghi non erano minimamente concepiti. Le suore da discoteca ed i preti da stadio (o i preti da discoteca e le suore da stadio) non erano prevedibili. Ad un giovane che sognava la rivoluzione, le barricate, le retate di nemici, la fucilazione dei preti, l\u2019impiccagione \u00abdell\u2019ultimo papa con le budella dell\u2019ultimo re\u00bb [<a><\/a><strong>18<\/strong>] l\u2019ordine di andarsi a chiudere in un seminario per minare la Chiesa dall\u2019interno anzich\u00e9, pi\u00f9 semplicemente, dare fuoco a una chiesa dall\u2019esterno, di dover consumare i migliori anni della propria vita a studiare teologia anzich\u00e9 i testi di Marx, di dover servire messa anzich\u00e9 distribuire volantini poteva pesare come una condanna alla \u201cmorte civile\u201d; per accettare l\u2019idea di un simile passo, fondamentale nell\u2019esistenza di un uomo, ci si deve calare nella mentalit\u00e0 del fanatico bolscevico, dell\u2019apostolo della rivoluzione, che \u00e8 disposto a qualsiasi sacrificio per il trionfo dell\u2019idea (anzi, dell\u2019Idea) o per il bene del partito (<em>pardon<\/em>, del Partito).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 presumibile che un tale idealista avrebbe preferito una morte eroica affrontando impavido la mitraglia nemica, attraversare le linee avversarie per portare ordini o per far brillare cariche di dinamite, anzich\u00e9 consumare i propri giorni tra tomi di Scolastica e facendo oscillare turiboli, respirando il profumo dell\u2019incenso e non l\u2019odore della polvere da sparo; ma come il sacrificio della vita \u00e8 richiesto all\u2019eroico portaordini in tempo di guerra, cos\u00ec un altro tipo di sacrificio \u00e8 richiesto a chi deve non attraversare momentaneamente le linee nemiche, bens\u00ec infiltrarsi per un\u2019intera vita, divenire il cancro che corrode dall\u2019interno, non la ferita che colpisce dall\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che un simile lavoro d\u2019infiltrazione \u00e8 meno esaltante della lotta aperta e pu\u00f2 non portare ad alcun riconoscimento; ma tale distacco dalla gloria \u00e8 appunto ci\u00f2 che si richiede a un fanatico, disposto a tutto per un ideale, anche al proprio completo annichilimento. Del resto, sono interessanti alcuni studi psicologici che si ricavano da due romanzi: <em>Buio a mezzogiorno<\/em> (<em>Darkness at Noon<\/em>, 1941) di Arthur Koestler (1905-1983) e <em>Il montaggio<\/em> (<em>Le retournement<\/em>, 1979) di Vladimir Volkoff (1932-2005). In essi troviamo la storia di due agenti che sono disposti ad annullarsi per un bene superiore: la credibilit\u00e0 del Partito, nel primo caso; la promessa di ritornare in patria fatta al figlio di un ufficiale \u201cbianco\u201d emigrato a Parigi, nel secondo. Ambedue gli agenti, sia pure per motivi diversi, accettano di vivere un\u2019intera esistenza (e, nel caso del romanzo di Koestler, anche di affrontare una morte ignominiosa) nel segno delle direttive di Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente interessante uno dei passaggi finali di <em>Buio a mezzogiorno<\/em> (titolo che indica l\u2019imposizione di una verit\u00e0 assurda, come pure la cappa di tenebre materiali e morali che gravava su tutto il mondo comunista), in cui al funzionario Rubasciov viene spiegato il perch\u00e9 della sua condanna, nonostante egli sia palesemente innocente. Per di pi\u00f9, gli viene chiesto di confessare la propria inesistente colpa, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 semplice spiegare al popolo gli errori del Partito con un preteso boicottaggio che far perdere ad esso la fiducia nel Capo (che non viene mai chiamato Stalin, ma definito sempre \u00abil N. 1\u00bb).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Stalin.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"194\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Stalin.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28654\" style=\"width:389px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00ab<em>La linea del Partito \u00e8 stata nettamente stabilita, la sua tattica determinata dal principio che il fine giustifica i mezzi, tutti i mezzi, senza eccezione. Nello spirito di questo principio, il Pubblico Ministero chieder\u00e0 la vostra vita, cittadino Rubasciov. [\u2026] Sapete dello scontento fra i contadini, che non hanno ancora imparato a comprendere il senso dei sacrifici imposti loro. In una guerra che pu\u00f2 scoppiare di qui a qualche mese, tali correnti possono portare a una catastrofe. D\u2019onde la necessit\u00e0 imperiosa per il Partito di essere unito. Esso deve essere come fuso in una colata, tutto cieca disciplina e fiducia assoluta. Voi e i vostri amici, cittadino Rubasciov, avete creato una frattura nel Partito. Se il vostro pentimento \u00e8 sincero, dovete aiutarci a sanare questa frattura. Come vi ho detto, \u00e8 l\u2019ultimo servizio che il Partito vi chiede. Il vostro compito \u00e8 semplice. Lo avete formulato voi stesso: indorare ci\u00f2 che \u00e8 giusto, annerire ci\u00f2 che \u00e8 errore. La politica dell\u2019opposizione \u00e8 l\u2019errore. \u00c8 vostro compito, quindi, rendere l\u2019opposizione spregevole; far capire alle masse che l\u2019opposizione \u00e8 un delitto e che i capi dell\u2019opposizione sono dei criminali! Questo \u00e8 il semplice linguaggio che le masse comprendono. Se cominciate a parlare dei vostri complicati motivi, creerete solo confusione tra di esse. Il vostro compito, cittadino Rubasciov, \u00e8 di evitar di ridestare la simpatia e la piet\u00e0. La simpatia e la piet\u00e0 per l\u2019opposizione sono un pericolo per il Paese<\/em>. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Notate bene\u00bb, riprese Gletkin, \u00abche il Partito non vi offre alcuna prospettiva di compenso. Alcuni accusati sono stati resi ragionevoli da pressioni fisiche; altri dalla promessa d\u2019avere salva la vita, o la vita dei loro parenti che erano caduti come ostaggi nelle nostre mani. A voi, compagno Rubasciov, non facciamo alcuna proposta e non promettiamo nulla.\u00bb<\/em> [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>C\u2019\u00e8 un brano nel vostro giornale che mi ha colpito. Avete scritto: \u201cHo pensato e agito come dovevo. Se ho avuto ragione, non ho nulla di cui pentirmi; se ho sbagliato, pagher\u00f2\u201d\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alz\u00f2 gli occhi dall\u2019incartamento e li fiss\u00f2 su Rubasciov. [\u2026] Parlando, aveva spinto la deposizione gi\u00e0 bell\u2019e preparata verso Rubasciov, con la stilografica accanto. [\u2026] Rubasciov firm\u00f2 la dichiarazione, in cui confessava d\u2019avere commesso i suoi delitti per motivi controrivoluzionari e al servizio di una potenza straniera.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Del resto lo stesso protagonista, Rubasciov, aveva scritto sul proprio diario: \u00abLa storia ci ha insegnato che spesso la menzogna la serve meglio della verit\u00e0\u00bb<\/em> [<a><\/a><strong>19<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Parimenti votata a una vita di inganni \u00e8 l\u2019esistenza di Psar, protagonista de <em>Il montaggio<\/em>, che \u2013 nonostante sia presumibilmente antibolscevico, essendo figlio di un ufficiale bianco emigrato \u2013 pur di tornare nell\u2019amata Russia accetta di entrare nel kgb e di rimanere in Francia come \u201cagente d\u2019influenza\u201d: diventer\u00e0 un grande agente letterario e metter\u00e0 sul mercato libri utili. Non apologie del marxismo-leninismo, ma opere che possano incentivare il declino della societ\u00e0, disgregarla dall\u2019interno per renderla una facile preda dell\u2019Urss e del comunismo. Dunque, dagli anni Cinquanta Psar riesce a mandare in libreria autori d\u2019avanguardia che demoliscono la sintassi e l\u2019ortografia: a Mosca sono convinti che la lingua forgi il popolo e di conseguenza votarla al caos sar\u00e0 fruttuoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il vero successo di vendite saranno i \u201clibri bianchi\u201d, snelli <em>pamphlet<\/em> incisivi sui settori strategici: quello sulla donna ha contribuito ad aumentare gli aborti, denatalizzando la nazione; quello sull\u2019istruzione ha ispirato il \u201868; quello sulla Chiesa ha fatto pressione per l\u2019appiattimento del cattolicesimo sul piano sociale; quello sulle dittature \u2013 che prevede lo stesso numero di pagine per descrivere l\u2019arcipelago Gulag sovietico con i suoi settant\u2019anni di crimini e la risibile esperienza dei colonnelli greci \u2013 tiene desta l\u2019attenzione sull\u2019inesistente (ma fondamentale per la propaganda) \u201cpericolo fascista\u201d. Opere che sembrano scritte da un anticomunista e che vengono presentate come tali al fine di trarre in inganno i lettori.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ci pu\u00f2 essere \u2013 e c\u2019\u00e8 ben stata\u2026 \u2013 un\u2019infiltrazione nel mondo della cultura; se ci pu\u00f2 parimenti essere \u2013 e si \u00e8 anch\u2019essa verificata, eccome! \u2013 un\u2019infiltrazione nel mondo della giustizia; e come i giornali, le case editrici e i tribunali (nonch\u00e9 le forze armate e di polizia) sono state infiltrate da elementi comunisti, prima agenti nascosti, poi sempre pi\u00f9 sicuri di s\u00e9; parimenti elementi marxisti sono penetrati nella Chiesa: dapprima nei seminari, quindi nelle Conferenze Episcopali, infine nel Vaticano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Concilio_media.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"246\" height=\"205\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Concilio_media.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34408\" style=\"width:366px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>All\u2019apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II fu infatti diffuso tra i padri conciliari un lungo documento che voleva mettere in guardia dalle aperture al comunismo e da chi vi era alle spalle. In un passaggio leggiamo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Un ecclesiastico che stia facilitando il trionfo del comunismo nel suo Paese, con pericolo mortale per gli altri ecclesiastici, e di grave danno per la Santa Chiesa, dev\u2019essere<\/em> <em>immediatamente accusato presso la Santa Sede, non da uno, ma da pi\u00f9 parti, attraverso diversi canali, in quanto qualcuno di questi potrebbe rivelarsi insufficiente, onde egli sia privato dei mezzi atti a continuare ad infliggere danni e causare mali.<\/em> [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p><em>Se tutto questo fosse stato fatto in tempo la catastrofe di Cuba sarebbe stata impedita, per esempio. E la Chiesa, il clero e tutto il popolo cubano non sarebbero sprofondati in quel baratro in cui gemono attualmente. \u00c8 triste e doloroso ammetterlo ma \u00e8 cos\u00ec: l\u2019attivit\u00e0 perniciosa e traditrice di molti ecclesiastici in favore di Fidel Castro ha costituito uno dei fattori decisivi del suo trionfo, quello che ha consentito al dittatore marxista di trascinare dietro di s\u00e9 la maggioranza del clero cubano, il quale a sua volta, in assoluta buona fede, senza rendersi conto dell\u2019inganno, ha spinto un popolo intero al suicidio. Un popolo che aveva riposto tutta intera la sua Fede nei suoi Pastori d\u2019Anime!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Segnaliamo questo recentissimo episodio con assoluta franchezza, soprattutto perch\u00e9 tutti si rendono conto della gravit\u00e0 del pericolo, visto che gli ecclesiastici della \u00abquinta colonna\u00bb cercano anche di gettare in braccio al comunismo Stati di antica tradizione cattolica come la Spagna, il Portogallo, il Paraguay, il Guatemala e altri. E ci\u00f2 fanno col tradizionale metodo, esperimentato e collaudato, che consiste nell\u2019usare l\u2019arte dell\u2019inganno pi\u00f9 sottile e nel nascondere la loro tremenda attivit\u00e0 sotto le ipocrite apparenze di quel falso zelo, che, se anche appare ottimo alla Santa Chiesa, \u00e8 invece diretto a tentare di abbatterla.<\/em>[<a><\/a><strong>20<\/strong>]<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ammirazione \u2013 o almeno la mancata immediata (e naturale) repulsione \u2013 per il marxismo ha portato, nel 1959, alla presa del potere da parte di Fidel Castro, anche grazie all\u2019appoggio indiretto della Chiesa locale. Il Concilio, con la sua smania di aperture, evit\u00f2 la condanna esplicita del comunismo, anche grazie all\u2019accordo di Metz [<a><\/a><strong>21<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Evitata la condanna esplicita, il Cremlino cant\u00f2 vittoria: i giornali comunisti accennarono all\u2019accordo, considerandolo un palese riconoscimento della evidente superiorit\u00e0 del sistema socialista mondiale. Le successive ambigue prese di posizione della Chiesa (in particolare durante il pontificato di Paolo VI, definito da Jean Madiran \u00ab<em>il Papa dell\u2019accordo di Metz<\/em>\u00bb[<a><\/a><strong>22<\/strong>]) nei confronti dei regimi socialisti, i cavillosi distinguo tra filosofia marxista e prassi sovietica permetteranno la confusione e, di conseguenza, la nascita della teologia della liberazione, che cercher\u00e0 addirittura di coniugare il <em>Vangelo<\/em> con il <em>Capitale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Che Ges\u00f9 fosse inconciliabile con Marx era evidente a chi viveva nel \u201cparadiso\u201d sovietico, ma la mancata nuova condanna dell\u2019ideologia (la prima, del 1846, precedette addirittura il <em>Sillabo<\/em>) mand\u00f2 in confusione i credenti del mondo occidentale. Eppure lo stesso Lenin aveva dichiarato che educare le masse cristiane alla lotta di classe le avrebbe portate al socialismo ed all\u2019ateismo \u00ab<em>cento volte meglio di un sermone ateo tout-court<\/em>\u00bb[<a><\/a><strong>23<\/strong>].<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 il sistema comunista ha sempre cercato di infiltrare i seminari (la stessa carriera ecclesiastica di monsignor Nicodemo \u2013 decano prima di terminare gli studi e vescovo a soli trentun anni \u2013 risulta fin troppo celere per non far pensare ad una compiacenza da parte delle autorit\u00e0 sovietiche), al fine, ripetiamo, di indebolire dall\u2019interno il suo nemico principale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo di Metz trasform\u00f2 quindi il Concilio Vaticano II in un\u2019occasione mancata per essere vicino a chi soffriva nel blocco comunista. Anzi, a leggere le dichiarazioni conciliari e post-conciliari, sembrava che l\u2019unico difetto del marxismo fosse l\u2019ateismo e per il resto ci fosse piena conciliabilit\u00e0, se non comunanza di intenti; per anni si critic\u00f2 il sistema sovietico utilizzando il termine astratto \u201cmarxismo\u201d, ma non quello relativo alla sua applicazione concreta, \u201ccomunismo\u201d. Si giunse perfino ad inserire la data della morte di Marx (14 marzo 1883) nel <em>Messale<\/em> redatto dalla Conferenza episcopale francese (lo si trova a p. 139 dell\u2019edizione del 1983), ricordando l\u2019evento con termini <em>super partes <\/em>degni di un qualunque distaccato dizionario scientifico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/LuigiXVI_famiglia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"199\" height=\"254\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/LuigiXVI_famiglia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40738\" style=\"width:227px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>La famiglia, peso o baluardo?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l\u2019infiltrazione dei seminari \u00e8 avvenuta da parte di membri o simpatizzanti del partito comunista e non da elementi di Destra? Perch\u00e9 \u00e8 mancata una risposta di Destra alla politica egemonica marxista? Perch\u00e9 \u2013 allargando il discorso \u2013 alle case editrici di Sinistra non si sono contrapposti editori, saggisti, narratori, giornalisti di Destra? In realt\u00e0 il tentativo c\u2019\u00e8 stato, ma \u00e8 mancato \u2013 prima ancora che un corposo finanziamento come quello proveniente dal cosiddetto \u201coro di Mosca\u201d \u2013 un coordinamento delle varie forze in campo.<\/p>\n\n\n\n<p>In una sola frase, si pu\u00f2 sintetizzare il motivo della schiacciante vittoria della Sinistra nel campo culturale affermando che ci\u00f2 che \u00e8 mancato alla Destra \u00e8 una figura come Gramsci, un pensatore che comprendesse il fondamentale ruolo della cultura e che questo ruolo venisse riconosciuto come primario dal Partito (a prescindere dalla vicenda umana e dal rapporto personale di Gramsci con il capo di quest\u2019ultimo, Togliatti [<a><\/a><strong>24<\/strong>]).<\/p>\n\n\n\n<p>Attenzione: ci\u00f2 non significa che la Destra non abbia avuto pensatori di rilievo. Tutt\u2019altro: non ne trascrivo l\u2019elenco \u2013 che sarebbe lunghissimo [<a><\/a><strong>25<\/strong>] \u2013 perch\u00e9 in fondo, da Omero fino alla met\u00e0 del Novecento, i pi\u00f9 grandi scrittori, filosofi e poeti sono stati, sostanzialmente, di Destra, cio\u00e8 religiosi, monarchici, meritocratici, aristocratici e antidemocratici (basti pensare a come Omero, nell\u2019<em> Iliade<\/em>, sintetizzi lo spirito democratico in Tersite\u2026). Ci\u00f2 che \u00e8 assolutamente mancato \u00e8 un grande uomo di cultura che sia stato considerato e valorizzato come tale: \u00abQuando sento parlare di cultura la mano corre alla fondina\u00bb [<a><\/a><strong>26<\/strong>] dice pi\u00f9 o meno una celebre frase di un pressoch\u00e9 sconosciuto autore, attribuita con molta leggerezza a vari uomini politici di Destra, da G\u00f6ring a Goebbels, da Codreanu a Primo de Rivera.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura \u00e8 stata sempre considerata come lo svago dell\u2019ozioso (nel senso etimologico, da <em>otium<\/em>): solo chi ha una posizione economica stabile se la pu\u00f2 permettere. Impensabile, dunque, fare del giornalismo politico o della letteratura una professione. La conseguenza \u00e8 che \u2013 con qualche eccezione numericamente di scarsa rilevanza \u2013 per affiancare vocazione alla cultura e necessit\u00e0 di mantenimento \u00e8 sempre stato necessario o approdare a un giornale, una rivista, una casa editrice di Sinistra o trovarsi un lavoro e quindi, nel tempo libero, dedicarsi alla scrittura in maniera non professionistica, ma da semplice amatore. Lo sbocco \u00e8 quindi la dispersione del fiume della cultura di Destra in mille rivoli insignificanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Come manca una capacit\u00e0 di incanalare le potenzialit\u00e0 <em>culturali<\/em> della Destra, cos\u00ec manca la capacit\u00e0 di indirizzare le sue potenzialit\u00e0 <em>politiche<\/em>. Sarebbe impensabile, quindi, imporre ad una schiera di ragazzi di scegliere la \u00abvia del chiostro\u00bb per un progetto a lunga scadenza, per fermare la rivoluzione nella Chiesa dall\u2019interno della Chiesa. Ci saranno, sicuramente, giovani con la vocazione (i quali, negli ultimi tempi, troveranno seminari modernisti con insegnanti modernisti e, una volta presi i voti, officeranno riti modernisti sotto lo sguardo vigile e severo di vescovi modernisti), ma saranno un\u2019esigua minoranza. Perch\u00e9 non pensare, allora, ad un ingresso [<a><\/a><strong>27<\/strong>] di tradizionalisti nei seminari per contrastare la rivoluzione nella Chiesa?<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla mancanza di una organizzazione che spinga al seminario i giovani militanti, cozza con l\u2019idea di un sacrificio (che tale per\u00f2 non dovrebbe essere) il profondo legame dell\u2019Uomo di Destra nei confronti del valore della famiglia, nucleo fondamentale della societ\u00e0: in generale \u00e8 difficile che l\u2019Uomo di Destra vi rinunzi, anche per una carriera prestigiosa; cercher\u00e0 piuttosto di far convivere vita pubblica e vita privata, lavoro e famiglia, magari sacrificando questa a quella, ma non abbandonandola del tutto, tranne che in casi numericamente limitati.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso Evola, il pensatore che pi\u00f9 di tutti si pu\u00f2 avvicinare a Gramsci nel mondo della Destra [<a><\/a><a href=\"http:\/\/www.unavox.it\/ArtDiversi\/DIV1996_De-Antonellis_Seminarista_rosso_I.html#28_\"><strong>28<\/strong><\/a>] si rendeva conto di ci\u00f2 e perci\u00f2 indicava una via fatta di \u00ablargo margine di libert\u00e0 sessuale\u00bb pur di evitare da parte dell\u2019\u00abuomo libero\u00bb il tradimento del \u201cmetter su famiglia\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Per ci\u00f2 che in vista di un movimento rivoluzionario-conservatore e di resistenza pu\u00f2 importare, vi \u00e8 bisogno anzitutto di uomini pei quali l\u2019essere liberi da quei complessi sentimentali borghesi dovrebbe essere cosa ovvia e che avendo da seguire una linea di impegno militante assoluto ed essere pronti a tutto, dovrebbero sentire quasi come un tradimento il \u201cmettere su famiglia\u201d: costoro \u00e8 bene che siano<\/em> sine impedimenta, <em>che nulla li vincoli, che nulla limiti la loro possibilit\u00e0 di disporre assolutamente di s\u00e9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Peraltro, vi furono antichi Ordini nei quali il celibato era la regola. Pel resto, va riconosciuto quel che di giusto \u00e8 contenuto nella nota massima nietzschiana: \u00abL\u2019uomo deve essere educato per la guerra, la donna pel riposo (o ristoro = Erholung) del guerriero; il resto \u00e8 sciocchezza\u00bb. In ogni caso, l\u2019ideale della \u201csociet\u00e0 di uomini\u201d non pu\u00f2 essere evidentemente quello parrocchiano e piccolo-borghese di \u201ccasa e bambini\u201d, anzi riteniamo che nella sfera personale il diritto ad un largo margine di libert\u00e0 sessuale, per gli uomini in discorso, pu\u00f2 venire senz\u2019altro riconosciuto, di contro a moralismo, conformismo sociale e eroismo in pantofole<\/em> [<a><\/a><strong>29<\/strong>].<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/controrivoluzione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"310\" height=\"163\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/controrivoluzione.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-48713\" style=\"width:386px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/controrivoluzione.jpg 310w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/controrivoluzione-300x158.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La rivoluzione auspicata da Evola \u00e8 fallita anche per mancanza di un \u201cesercito\u201d di uomini liberi da legami familiari (sarebbero dovuto esserlo anche da legami lavorativi [<a><\/a><strong>30<\/strong>], ma forse il barone riteneva aristocraticamente che tali vincoli non fossero sufficientemente forti da impedire di scegliere \u201cla via del bosco\u201d, laddove necessario): la \u201csirena\u201d dell\u2019amore e della famiglia ha quasi sempre sopraffatto la \u201cchimera\u201d della lotta politica e della gloria (il riferimento a tale dualismo viene da un tuttora validissimo romanzo politico di fine Ottocento [<a><\/a><strong>31<\/strong>]).<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, all\u2019attacco marxista ai seminari, all\u2019infiltrazione degli agenti comunisti nell\u2019interno della Chiesa non \u00e8 corrisposta una \u201cresistenza\u201d o una \u201ccontrorivoluzione\u201d ecclesiastica, sia per mancanza di elementi sufficienti, sia per aver sottovalutato il pericolo (\u00e8 difficile pensare che lo abbiano ignorato), probabilmente perch\u00e9 ritenevano impossibile che qualcuno potesse condurre una finzione per decenni senza tradirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi vocazionale post-conciliare, poi, ha acuito il problema: con i seminari sempre pi\u00f9 vuoti, ogni vocazione (o supposta tale) \u00e8 stata incoraggiata. Il problema pi\u00f9 palese \u00e8 stata la legione di preti omosessuali e pedofili che sono stati sfornati; quello pi\u00f9 nascosto \u2013 ma non per questo assente \u2013 \u00e8 stata l\u2019infiltrazione della mentalit\u00e0 marxista nella Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>NOTE<\/strong><a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1) <\/strong>&nbsp;Elena Aga-Rossi, Victor Zaslavsky,&nbsp;<em>Stalin a Togliatti: colpire i cattolici<\/em>, in&nbsp;<em>Avvenire<\/em>, 31 ottobre 2007. Cfr. anche Iidem,&nbsp;<em>Togliatti e Stalin<\/em>.<em>&nbsp;Il PCI e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca<\/em>, Il Mulino, Bologna 2007.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>2)<\/strong> Plinio Corr\u00eaa de Oliveira parl\u00f2 di \u00abuna certa ambiguit\u00e0 sistematica, incompatibile con la piena ortodossia\u00bb. Cfr. Archivio dell\u2019Istituto Plinio Corr\u00eaa de Oliveira (San Paolo, Brasile), riunione del 20 agosto 1980, cit. in Roberto de Mattei, <em>Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta<\/em>, Lindau, Torino 2010, p. 587, che a pagina 14 sostiene: \u00abL\u2019esistenza di una pluralit\u00e0 di ermeneutiche attesta peraltro una certa ambiguit\u00e0 o ambivalenza dei documenti\u00bb. Per una critica serrata dell\u2019ambiguit\u00e0 dei testi conciliari, si veda Atila Sinke Guimar\u00e3es, <em>In the murky waters of Vatican II<\/em>, Tan Books, Rockford (Illinois) 1999, pp. 1-296; Id., <em>Animus Delendi<\/em> (<em>The Desire to Destroy<\/em>), Tradiction in Action, Los Angeles, vol. I (2001) e II (2002). Il carattere eterogeneo e a volte contraddittorio dei testi conciliari \u00e8 ammesso anche da Antonio Acerbi in <em>Due ecclesiologie. Ecclesiologia giuridica ed ecclesiologia di comunione nella \u201cLumen Gentium\u201d<\/em>, EDB, Bologna 1975.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>3) <\/strong>La definizione \u00e8 di Plinio Corr\u00eaa de Oliveira (Archivio dell\u2019Istituto Plinio Corr\u00eaa de Oliveira, riunione del 9 settembre 1989; cit. in Roberto de Mattei, <em>op. cit<\/em>., p. 125).<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>4) <\/strong>I modernisti hanno come obiettivo la Chiesa tradizionale, i marxisti la Chiesa <em>tout court<\/em>. I primi vogliono trasformarla da portatrice della Verit\u00e0 ad associazione di beneficenza; i secondi preferirebbero distruggerla: in subordine, accettano di vederla passare da annunciatrice del Vangelo ad associazione umanitaria, al pari di qualsiasi altra banale \u201conlus\u201d.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>5)<\/strong> Il Sinodo di Pistoia, svoltosi in sette sessioni dal 19 al 28 settembre 1786, fu un sinodo diocesano che cerc\u00f2 di riformare la Chiesa locale in senso giansenista. Esso fu convocato dal Vescovo di Pistoia e Prato, Scipione de\u2019 Ricci (1740-1810) ed animato dal teologo Pietro Tamburini (1737-1827), professore all\u2019universit\u00e0 di Pavia. Per il de\u2019 Ricci, questo sinodo doveva rappresentare il primo passo per la nascita di una chiesa nazionale, indipendente da Roma. Il sinodo dur\u00f2 dieci giorni e il lavoro consistette praticamente nell\u2019approvazione di decreti gi\u00e0 preparati in precedenza. Lo spirito generale del sinodo, antiromano e anticuriale, \u00e8 palese in alcuni articoli: conferma degli articoli gallicani del 1682, approvazione di tesi care ai giansenisti (condanna del Sacro Cuore, degli esercizi spirituali, delle missioni popolari), fusione di tutti i religiosi in un solo ordine, soppressione dei voti di povert\u00e0 ed obbedienza.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>6) <\/strong>In particolare, Scipione de\u2019 Ricci voleva vietare, assieme alla venerazione del Sacro Cuore e della Via Crucis, quella della Sacra Cintola, la reliquia pi\u00f9 preziosa di Prato: una cintura che la tradizione si considera essere appartenuta alla Madonna.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>7)<\/strong> Definiamo cos\u00ec quella corrente che ha operato s<em>uccessivamente<\/em> alla condanna comminata da San Pio X.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>8)<\/strong> Francesco Lamendola,&nbsp;<em>Quanti preti di sinistra sono massoni ed ex agenti sovietici infiltrati nei seminari?<\/em>, il Corriere delle Regioni, Quaderni culturali: Giornale Web e www.ariannaeditrice.it [31.1.2017]<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>9)<\/strong> Quando Giovanni XXIII pales\u00f2 la decisione di indire un concilio di fronte a un gruppo di cardinali, \u00abil Papa rimase sconcertato dall\u2019\u201cimpressionante, devoto silenzio\u201d dei presenti, che manifestava interrogativi e perplessit\u00e0\u00bb. Roberto de Mattei, <em>op. cit<\/em>., p. 116-117. Del resto, poich\u00e9 il Vaticano I non era stato mai chiuso, ma solo sospeso per la guerra franco-prussiana e la presa di Roma, nel 1923, alla domanda di Pio XI se fosse il caso di riaprirlo e terminarlo, il Cardinal Louis Billot (1846-1931), aveva risposto di ritenere pericoloso convocarlo, dal momento che: \u00abLa ripresa del Concilio \u00e8 desiderata dai peggiori nemici della Chiesa, cio\u00e8 dai modernisti, che gi\u00e0 s\u2019apprestano \u2013 come ne fanno fede gli indizi pi\u00f9 certi \u2013 a profittare degli stati generali della Chiesa per fare la rivoluzione, il nuovo \u201989, oggetto dei loro sogni e delle loro speranze\u00bb. Ivi, p. 121. Valutazioni fortemente contrarie furono esposte anche dai cardinali Andreas Fr\u00fchwirth (1845-1933) e Tommaso Pio Boggiani (1863-1942).<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>10)<\/strong> Cfr. in questo senso, la \u201capertura\u201d di Antonio Spadaro, <em>La religiosit\u00e0 dell\u2019attesa nell\u2019opera di Pier Vittorio Tondelli<\/em>, in \u00abLa Civilt\u00e0 Cattolica\u00bb, cxlvi, 1995 IV, n. 3487, p. 30-43.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>11)<\/strong> Giovanni Mosca, <em>La storia d\u2019Italia in 200 vignette<\/em>. Rizzoli, Milano 1976, p. 188.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>12)<\/strong> I \u201cpreti operai\u201d (PO), che si contavano su una mano prima del Concilio, divennero quasi trecento dopo il 1964 (l\u2019ultimo \u201ccensimento\u201d, risalente al 1995, ne contava 110, di cui 10 in pensione, quasi tutti concentrati in nord Italia). La loro rivista, nell\u2019editoriale del primo numero, afferma: \u00abPer la quasi totalit\u00e0 dei PO italiani il Concilio Vaticano II \u00e8 stato il punto di partenza nel cammino che ci ha condotto a condividere la condizione operaia. [\u2026] Il Vaticano II rappresenta un momento di rottura dal quale si dipartono alcune transizioni o spostamenti epocali di importanza decisiva: \u2014 dalla chiesa cattolica quale societ\u00e0 perfetta i cui confini circoscrivevano la salvezza di Dio, al riconoscimento delle altre chiese e comunit\u00e0 cristiane quali espressioni dell\u2019unica chiesa di Cristo; \u2014 dalla chiesa centralizzata all\u2019emergere delle chiese locali; \u2014 dalla chiesa semplicemente identificata come societ\u00e0 gerarchica, al recupero della figura biblica e storica di popolo di Dio; \u2014 dal monolitismo teologico alla ricchezza pluralistica delle riflessioni critiche sul cristianesimo; \u2014 dalla semplice dipendenza dei laici nei confronti del clero, ad una loro presa di coscienza e responsabilit\u00e0 con processi di autonomia sul piano culturale, politico, teologico, etico\u2026 \u2014 da una chiesa <em>di fronte<\/em> al mondo ad una chiesa <em>nel<\/em> mondo, che deve stare con gli ultimi del mondo\u00bb. Roberto Fiorini, <em>I preti operai italiani<\/em>, in \u00abPretioperai\u00bb, n. 0, 1987. Notare come il Vaticano II sia considerato un \u201cpunto di partenza\u201d, un \u201cmomento di rottura\u201d e alla Chiesa cattolica venga contrapposta (e ovviamente preferita) un\u2019altra \u201cunica chiesa di Cristo\u201d da cercare attraverso una non meglio precisata \u201cricchezza pluralistica delle riflessioni critiche\u201d: il caos contrapposto all\u2019ordine, negativamente connotato, del \u201cmonolitismo teologico\u201d.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>13) <\/strong>Fu Bettino Craxi negli anni \u201880 del \u2018900 ad usare questa espressione, ma la riprese da un articolo di un secolo prima: \u00abS\u00ec, Ges\u00f9 fu socialista [\u2026]. Egli proclam\u00f2 che gli uomini sono tutti uguali; non ammetteva la propriet\u00e0 privata n\u00e9 la conseguente divisione dei cittadini in padroni e servi, ricchi e poveri, gaudenti e affamati, e predicava invece la comunione dei beni\u00bb. Camillo Prampolini (1859-1930),&nbsp;<em>Ges\u00f9 Cristo rivoluzionario e socialista<\/em>, in <em>La<\/em> <em>Giustizia<\/em>, 5 febbraio 1888.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>14)<\/strong> Cfr. l\u2019ottimo saggio di Julio Loredo, <em>Teologia della liberazione. Un salvagente di piombo per i poveri<\/em>, Cantagalli, Siena 2015. Si vedano anche le opere di Miguel Poradowski, <em>La escalonada marxistizaci\u00f3n de la teolog\u00eda<\/em> (1974); <em>Sobre la teolog\u00eda de la liberaci\u00f3n<\/em> (1974); <em>El marxismo en la teolog\u00eda <\/em>(1976), tutti editi dalla Fondazione Speiro di Madrid.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>15)<\/strong> Sulla portata \u201crivoluzionaria\u201d dell\u2019enciclica del 1963, cfr. Beniamino Di Martino, <em>A cinquant\u2019anni dalla<\/em> Pacem in terris <em>di Giovanni XXIII<\/em>, in \u00abQuaerere Deum. Rivista semestrale di scienze religiose e umanistiche\u00bb, V (2013), n. 8, p. 21-45.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>16)<\/strong> &nbsp;Nel testo: sloveno.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>17)<\/strong> I Millenari, <em>Via col vento in Vaticano<\/em>, Milano, Kaos Edizioni, 1999, p. 215 ss. Corsivo mio<a><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>18)<\/strong> \u00ab<em>Je voudrais, et ce sera le dernier et le plus ardent de mes souhaits, je voudrais que le dernier des rois f\u00fbt \u00e9trangl\u00e9 avec les boyaux du dernier pr\u00eatre.<\/em>\u00bb (\u00abIo vorrei, e questo sia l\u2019ultimo ed il pi\u00f9 ardente dei miei desideri, io vorrei che l\u2019ultimo dei re fosse strangolato con le budella dell\u2019ultimo dei preti\u00bb). Jean Meslier (1664-1729), <em>Il testamento<\/em> (cit. in Jacques Andre Naigeon, <em>Encyclop\u00e9die m\u00e9thodique ou par ordre de mati\u00e8res: philosophie ancienne &amp; moderne<\/em>, H. Agasse, Parigi [anno XI della Rivoluzione]1802 volume III, p. 329).<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ivi, p. 113.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>20)<\/strong> Maurice Pinay, <em>Complotto contro la Chiesa<\/em>, Linotypia-Tipografia Dario Detti, Roma 1962, p. 284-284.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>21)<\/strong> L\u2019accordo di Metz \u00e8 stato un accordo di principio tra la Santa Sede e la Chiesa ortodossa russa a Metz, in Francia, il 13 agosto 1962, in cui la Chiesa ortodossa russa ha accettato di inviare osservatori al Concilio Vaticano II e in cambio, il Vaticano avrebbe dovuto espressamente astenersi dal condannare il comunismo. Le trattative si svolsero tra il cardinale Eug\u00e8ne Tisserant e il metropolita Nicodemo, futuro Esarca dell\u2019Europa Occidentale e probabilmente \u2013 <em>nomen omen<\/em> \u2013 agente del Kgb. Sull\u2019argomento, cfr. Jean Madiran, <em>\u00abL\u2019accordo di Metz\u00bb. Tra Cremlino e Vaticano<\/em>, Pagine, Roma 2011.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>22)<\/strong> J. Madiran, <em>op. cit., passim<\/em>.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>23)<\/strong> Ivi, p. 33.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>24)<\/strong> Cfr. Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti,&nbsp;<em>Gramsci a Roma, Togliatti a Mosca. Il carteggio del 1926<\/em>, a cura di Chiara Daniele, Einaudi, Torino 1999.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>25)<\/strong> Tra i testi di riferimento vorrei ricordare almeno Alain de Benoist,<em>Visto da destra<\/em>. <em>Antologia critica delle idee contemporanee<\/em>, Akropolis, Napoli 1981 e il massiccio (ma anch\u2019esso incompleto, nonostante le oltre 600 pagine) <em>Ideario italiano, Il pensiero del Novecento visto da Destra<\/em>, a cura di Gennaro Malgieri, Il Minotauro, Roma 2001.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>26) <\/strong>La battuta \u00abQuando sento la parola cultura, tolgo la sicura alla mia Browning!\u00bb (in originale: \u00ab<em>Wenn ich Kultur h\u00f6re\u2026 entsichere ich meinen Browning!<\/em>\u00bb) ricorre nella prima scena del primo atto del dramma <em>Schlageter<\/em> (1933) di Hanns Johst (1890-1978). \u00c8 stata attribuita a vari gerarchi nazisti, tra cui Baldur von Schirach (1907-1974), capo delle Hitlerjugend e Gauleiter di Vienna (cos\u00ec secondo Wikipedia) o pi\u00f9 spesso ad Hermann G\u00f6ring (ed anche, assai meno comprensibilmente, al Ministro della Propaganda Joseph G\u00f6bbels). Il dramma <em>Schlageter<\/em>, dedicato alla figura di \u201cprotomartire\u201d del nazismo Albert Leo Schlageter (1894-1923), membro dei&nbsp;<em>Freikorps<\/em>, venne rappresentata per la prima volta nell\u2019aprile 1933, in onore del compleanno di Adolf Hitler. Per la precisione, la battuta viene pronunciata non da Schlagater, bens\u00ec dal suo commilitone Friedrich Thiemann, che ritiene superfluo studiare per gli esami in una situazione in cui la patria si trova in pericolo.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>27)<\/strong> In questo caso non si potrebbe parlare di <em>infiltrazione<\/em>, perch\u00e9 non si tratterebbe di far penetrare idee sovversive, bens\u00ec di rafforzare i princip\u00ee della Tradizione. L\u2019unico caso noto, quello di creare una congregazione formata da sacerdoti di simpatie dichiaratamente di destra, quella dei Serafici dello Spirito Santo, ebbe breve vita nel 1963, all\u2019inizio del Concilio (cfr. Umberto Berlenghini, Massimiliano Griner, Stefano Delle Chiaie, <em>L\u2019aquila e il condor. Memorie di un rivoluzionario politico<\/em>, Sperling&amp;Kupfer, Milano 2012, p. 26-29.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>28)<\/strong> Per quanto riguarda un tentativo organizzatore \u2013 si pensi al libello <em>Orientamenti<\/em> (1950), poi ampliato nel saggio <em>Gli uomini e le rovine<\/em> (1953). Ma quel che manc\u00f2 ad Evola \u2013 e per cui non pu\u00f2 essere considerato il Gramsci di Destra \u2013 fu l\u2019appoggio del partito: sia il Pnf che il Msi lo tennero ai margini della vita culturale all\u2019interno del partito. E non si pu\u00f2 certo definire \u201cGramsci di destra\u201d il politicamente e sessualmente ondivago Armando Plebe (1927-), che pure ebbe da Giorgio Almirante (1914-1988) una sciagurata nomina a responsabile del settore cultura del msi-dn.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>29) <\/strong><em>Gli uomini e le rovine<\/em>, cap. XV, <em>Il problema delle nascite<\/em>, p. 121.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>30)<\/strong> Nei primi anni Ottanta \u00e8 nata comunque una generazione di \u201cintegrati a met\u00e0\u201d: perfetti impiegati durante il giorno che, a sera, rientravano a casa e si immergevano in letture evoliane sognando prospettive di rivolta politica che non si sarebbero mai realizzate. In particolare, a Milano, merc\u00e9 un dirigente giovanile del Msi, che era anche un influente funzionario del personale di una nota banca, molti giovani del FdG (Fronte della Giovent\u00f9) e del Fuan (Fronte universitario d\u2019azione nazionale) furono spinti ad entrare in questo istituto bancario. Naturalmente, ogni piano di supposta \u201cconquista dall\u2019interno\u201d si dissolse di fronte al desiderio carrieristico dei pi\u00f9, che dimostrarono un attaccamento alle possibilit\u00e0 di carriere ben maggiore di qualsiasi tipo di \u201ccameratismo\u201d. Salvo l\u2019uso, una volta lasciato l\u2019ufficio e tornati a casa, di aprire un testo del Maestro e sognare lunghe cavalcate sulla tigre\u2026<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>31)<\/strong> Enrico Annibale Butti, <em>L\u2019incantesimo<\/em> (parte I, <em>La sirena<\/em>, parte II, <em>La chimera<\/em>), Treves, Milano 1897 (ora: Solfanelli, Chieti 2017). Il romanzo, uno sviluppo concreto del superoministico \u2013 e forse troppo idealistico \u2013 <em>Le vergini delle rocce <\/em>(1896) di Gabriele d\u2019Annunzio, \u00e8 uno dei pi\u00f9 validi esempi di letteratura politica di Destra del periodo postromantico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-seminarista-rosso-seconda-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">VAI ALLA SECONDA PARTE<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inter multiplices UNA VOX &nbsp;Maggio 2017 L\u2019infiltrazione marxista nella Chiesa di Gianandrea de Antonellis<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-seminarista-rosso-prima-parte\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":62726,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,32,45],"tags":[206,344,427],"class_list":["post-62724","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-filosofia-del-comunismo","category-progressismo-cattolico","tag-clero","tag-concilio-vaticano-ii","tag-modernismo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il seminarista rosso (prima parte) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il seminarista rosso . 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