{"id":625,"date":"2005-05-31T15:53:49","date_gmt":"2005-05-31T13:53:49","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-31T10:25:12","modified_gmt":"2016-03-31T08:25:12","slug":"il-libertinismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-libertinismo\/","title":{"rendered":"Il Libertinismo"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.filosofico.neta\/\" target=\"_blank\">www.filosofico.net<\/a><a href=\"http:\/\/www.filosofico.neta\/\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32404\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/libertinismo.jpg\" alt=\"libertinismo\" width=\"248\" height=\"200\" \/><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">A cura di <strong>D.Fusaro <\/strong>ed<strong><strong> E. Polverelli<\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>BREVE PRESENTAZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In netta opposizione alla difesa delle ragioni del cuore e della fede dispiegate da Pascal, prende vita nel Seicento una corrente di pensiero che, per quanto composita e mai realmente unitaria, presenta come principale caratteristica la critica dell\u2019ortodossia religiosa in nome dell\u2019autonomia della ragione da ogni autorit\u00e0 (<em>in primis<\/em> dall\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio l\u2019intenzione di emanciparsi da ogni forma di servit\u00f9 intellettuale conferisce il nome al movimento, detto &#8220;libertinismo&#8221; in riferimento al <em>libertus<\/em> latino, ossia l\u2019ex schiavo affrancato. La corrente libertina si sviluppa con particolare vigore nella Francia dei primi decenni del Seicento (Parigi \u00e8 il centro propulsore di questo movimento culturale e in questo ambiente si accendono polemiche e dibattiti che vedono coinvolti molti filosofi ma anche scrittori e poeti), come reazione al tentativo di restaurazione della pi\u00f9 rigida ortodossia da parte della Riforma cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libertinismo trae origine soprattutto dal Rinascimento e dalla sua affermazione della dignit\u00e0 e dell\u2019autonomia intellettuale dell\u2019uomo, nonch\u00e9 dalla sua riscoperta del &#8220;vero&#8221; Aristotele pagano (in contrapposizione a quello, trasfigurato, a cui si richiamavano i Medioevali). Temi portanti della corrente libertina sono, inoltre, l\u2019affermazione (giudicata all\u2019epoca sconcertante presso gli strati pi\u00f9 arretrati della popolazione) dell\u2019infinit\u00e0 dell\u2019universo, gi\u00e0 difesa da Giordano Bruno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che, in certo senso, viene riscoperto un nuovo e autentico Aristotele, \u00e8 altrettanto vero che i Libertini recuperano tendenzialmente i filosofi post-aristotelici, derivandone precisi assunti a cui fare costante riferimento: cos\u00ec dallo stoicismo mutuano l\u2019esigenza di individuare una morale razionalistica, svincolata dalla religione, e la concezione di un universo retto da leggi necessarie e necessitanti, cui nulla (compreso l\u2019uomo) pu\u00f2 sfuggire (in siffatta prospettiva cade definitivamente la possibilit\u00e0 dei miracoli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019epicureismo \u00e8 invece desunta la concezione materialistica e atomistica del reale e dell\u2019uomo, mero aggregato di atomi e, in forza di ci\u00f2, destinato a non godere di alcuna vita ultraterrena. L\u2019eredit\u00e0 dello scetticismo &#8211; nella sua veste &#8220;pirroniana&#8221; -, invece, consiste, grazie alla mediazione di Montaigne, nella consapevolezza dei limiti intrinseci della conoscenza umana e la conseguente centralit\u00e0 della sospensione del giudizio (epoch).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto su cui tuttavia i Libertini insistono maggiormente \u00e8 la tematica dell\u2019impostura religiosa, ovvero la distruzione di quei dogmi volti all\u2019assoggettamento del popolo al potere. Tale critica sfocia o in un moderato deismo, tale per cui alla concezione dogmatica e scritturale del Dio cristiano viene opposto un Dio razionalmente inteso come principio ordinatore del cosmo (e ci\u00f2 passer\u00e0 in eredi\u00e0 agli Illuministi), oppure in un pi\u00f9 radicale panteismo di marca bruniana, per cui Dio altro non sarebbe se non il mondo nella sua vitale realt\u00e0, o, nei casi pi\u00f9 estremi, in un\u2019aperta professione di ateismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, al di l\u00e0 delle varie posizioni assunte dai suoi componenti, il libertinismo tende a propugnare la tolleranza religiosa. Si \u00e8 soliti suddividere il movimento libertino in due fasi: nei primi decenni del Seicento, infatti, esso tende a manifestarsi come\u00a01) libertinismo radicale, con una critica incredibilmente severa tanto al dogmatismo religioso quanto all\u2019assolutismo politico ad esso alleato: in questa prima fase rientrano Giulio Cesare Vanini (1585-1619) &#8211; pugliese e seguace della scuola padovana giustiziato a Tolosa &#8211; e Th\u00e9ophile de Viau (1590-1626) &#8211; poeta francese incarcerato e messo a tacere. Verso la met\u00e0 del Seicento, invece, tende a prevalere il 2) libertinismo erudito, caratterizzato da una critica razionalistica dai toni pi\u00f9 sfumati e concilianti e, soprattutto, da un sodalizio tra il filosofo libertino e il potere politico (dal quale ottiene favori e protezione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo sconcertante sodalizio viene spesso giustificato machiavellicamente. In questa seconda fase rientrano Fran\u00e7ois La Mothe le Vayer (1588-1672), Gabriel Naud\u00e8 (1600-1653) e lo stesso Gassendi. Anche dopo la met\u00e0 del secolo, tuttavia, il libertinismo non perde la propria forza espressiva: risale al 1659 l\u2019opera anonima <em>Theophrastus redivivus<\/em>, contenente un immane compendio delle opinioni filosofiche sostenenti l\u2019ateismo e la materialit\u00e0 dell\u2019anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autore che forse meglio di qualunque altro assomma in s\u00e9 tutte le caratteristiche della nuova temperie culturale (critica alla religione, difesa del materialismo e della mortalit\u00e0 dell\u2019anima, attacco ai miracoli) \u00e8 Cyrano de Bergerac <a href=\"http:\/\/www.filosofico.net\/cyrano.htm\" target=\"_blank\">www.filosofico.net\/cyrano.htm<\/a>. Anche in Italia ci fu una grande diffusione di scritti e associazioni libertine: il pi\u00f9 celebre scrittore e filosofo libertino italiano \u00e8 il gi\u00e0 citato Giulio Cesare Vanini, che afferma la necessit\u00e0 di seguire solamente le leggi di natura. A Venezia fu fondata dal Loredano l\u2019Accademia degli Incogniti di cui facevano parte Cesare Cremonini e Ferrante Pallavicino.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>DON GIOVANNI, MODELLO DEL LIBERTINO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify; font-size: 12px;\">La figura seicentesca del libertino trova la sua pi\u00f9 riuscita rappresentazione nel <\/span><em style=\"text-align: justify; font-size: 12px;\">Don Giovanni<\/em><span style=\"text-align: justify; font-size: 12px;\"> di Moli\u00e9re (rappresentato per a prima volta nel 1665): Don Giovanni, gentiluomo di corte, ateo perverso, libertino, ha abbandonato Donna Elvira, che tenta invano di ricondurlo a s\u00e9, e, gettato dalla tempesta sulla costa siciliana insieme al servo Sganarello, \u00e8 salvato da alcuni popolani. Seduce quindi Carlotta e Maturina, due contadine attirate dalle sue promesse di matrimonio. Inseguito dai fratelli di Elvira, sempre in compagnia di Sganarello, si rifugia in una foresta, dove vuole costringere un povero a bestemmiare. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify; font-size: 12px;\">Dopo aver salvato la vita a Don Carlo, fratello di Elvira, Don Giovanni invita a cena la statua di un &#8220;commendatore&#8221; da lui ucciso in precedenza e la statua accetta. Mette poi alla porta il signor Domenica, suo creditore, e risponde con insolenza e con scherno al padre Don Luigi che gli rimprovera la sua vita dissoluta. Dopo essere rimasto insensibile anche alle preghiere di Elvira che vorrebbe farlo ravvedere, Don Giovanni si mette a tavola e la statua del &#8220;commendatore&#8221; lo invita a sua volta a cena per il giorno dopo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify; font-size: 12px;\">Don Giovanni finge di pentirsi di fronte al padre, ma confessa a Sganarello di volersi servire ora dell&#8217;ipocrisia ed \u00e8 appunto da ipocrita che risponde al fratello di Elvira. Ma ecco che compare sulla scena uno spettro che concede a Don Giovanni pochi istanti per pentirsi. Poich\u00e9 egli se la ride, la statua del &#8220;commendatore&#8221; lo prende per mano: su Don Giovanni si abbatte un fulmine, la terra gli si apre sotto i piedi ed \u00e8 inghiottito nell&#8217;inferno, mentre il servo Sganarello si lamenta per il salario arretrato che nessuno gli pagher\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libertinismo \u00e9 una realt\u00e0 assai complessa che difficilmente si lascia esprimere in un quadro coerente. I libertini portarono avanti tesi differenziate e persino tra loro contraddittorie, al punto che ad un primo approccio parrebbe non esistere unit\u00e0 alcuna in tale corrente di pensiero. Lo svilupparsi del fenomeno dei &#8220;liberi pensatori&#8221; infatti, pur avendo connotati comuni che ci permettono appunto di parlarne come di una realt\u00e0 in qualche modo unitaria, trae origine da pi\u00f9 di una fonte e si colloca nella crisi del Rinascimento, resasi ancor pi\u00f9 evidente durante i primi anni del Seicento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libertinismo dunque \u00e9 un movimento, espressione di una &#8220;crisi&#8221; (quella crisi culturale, segnata dal crollo della scolastica, dell&#8217;aristotelismo e del sapere rinascimentale), che si sviluppa in Francia e in Italia nel corso del XVII secolo e che si pone in forte contestazione della Chiesa, della religione in genere e di ogni autorit\u00e0.Il libertinismo \u00e9 dunque espressione di una crisi. I libertini in effetti sono caratterizzati non da uno spirito di riflessione sistematica, ma da uno slancio morale che li porta a rifiutare qualsiasi tradizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; in questo spirito innovativo, scanzonato e ribelle, da cui prender\u00e0 le mosse quello spirito critico successivo, che si proietta verso l&#8217;illuminismo, grazie ad autori come Fontenelle o ancor pi\u00f9 come Bayle, che si deve vedere l&#8217;originalit\u00e0 dei libertini. Essi sono alla base dello spirito moderno, ma non del pensiero moderno. Manca loro una coscienza precisa di quel pensiero scientifico che sar\u00e0 l&#8217;elemento fondamentale per la formazione della riflessione moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possono essere visti, dunque, come all&#8217;inizio del moderno spirito europeo, ma non del pensiero moderno, proprio in quanto sono a lato dello sviluppo della scienza, che talora ammirano e divulgano, talora espressamente combattono, ma che tuttavia non entra mai a far parte costitutiva della loro riflessione in maniera coerente e consequenziale. Le origini del libertinismo, per quanto complesse, trovano principalmente riferimento in due correnti precedenti: lo scetticismo erudito francese (Montaigne, Charron) e il naturalismo italiano, derivato dall&#8217;aristotelismo eterodosso rinascimentale (Pomponazzi, Cremonini, Vanini, Telesio, ma anche Machiavelli e Bruno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in virt\u00f9 di siffatta frammentazione di pensiero, il fenomeno libertino \u00e9 oggetto di un dibattito critico e storiografico caratterizzato da molteplici posizioni tese a metterne in luce, talora unilateralmente, le origini e l&#8217;anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se taluni vedono nel libertinismo una prosecuzione non originale e tutto sommato ripetitiva dell&#8217;aristotelismo rinascimentale, nei suoi motivi averroistici, ovvero naturalistici e materialisti, altri fanno riferimento ad una proiezione di tale movimento verso lo spirito critico del Fontenelle e del Bayle (pre-illuministi); i primi negano un&#8217;influenza francese, riferendo l&#8217;ispirazione libertina soprattutto all&#8217;ambiente padovano (retroguardia della scolastica ed espressione dell&#8217;aristotelismo eterodosso); i secondi invece assolutizzano l&#8217;influenza di Montaigne. In realt\u00e0 influenze diverse emergono nel corso dello sviluppo del &#8220;libero pensiero &#8220;, fatto che ci impedisce di accettare chiavi interpretative forzatamente unitarie del libertinismo francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Merito del Pintard \u00e9 aver messo in luce come il fenomeno libertino sia una sorta di ribellione morale alla legge, alla tradizione stantia, a ci\u00f2 che non permette all&#8217;uomo di liberare la sua creativit\u00e0. Questo movimento andrebbe studiato come un fatto di storia morale e non come una corrente filosofica. La polemica libertina, poi, si scaglia contro la cultura della scolastica, contro il tomismo, contro la Chiesa e la religione istituzionale. In una parola, essi si scagliano contro tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 rientrare nell&#8217;area dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale polemica non ha per\u00f2 una preoccupazione politica, di sovvertimento dell&#8217;ordine. E&#8217; un semplice moto dello spirito singolo, che reagisce contro l&#8217;autorit\u00e0, a favore della libert\u00e0 dello spirito che non deve soggiacere a nulla. E&#8217;, in tal senso un movimento elitario e individualistico. Le masse dovevano continuare ad essere soggette al potere e solo gli &#8220;spiriti liberi&#8221; poteva arrogare per s\u00e9 questo atteggiamento critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217;, per\u00f2, un tratto tipico del libertinismo la duplicit\u00e0 di atteggiamento nei confronti del potere, della tradizione, della religione; da una parte (nel comportamento pubblico) formale acquiescenza, anzi sostegno, dall&#8217;altra (nella vita privata) critica profonda e distruttiva. Il Pintard ha indagato in maniera ricca e dettagliata lo sviluppo di questo movimento. Egli ritiene che nella sua fase centrale (la pi\u00f9 importante e precisa dal punto di vista del pensiero) si sia persa l&#8217;originaria carica di rivolta e che emergano in maniera pi\u00f9 evidente le prospettive scettiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa fase, detta del libertinismo erudito, collocabile dopo il 1625, il punto propulsivo del movimento \u00e9 rintracciabile nella &#8220;T\u00e9trade&#8221;, ovvero in quattro amici che, da incontri casuali stringono un fortissimo legame, determinato da una comune sensibilit\u00e0 nei confronti della realt\u00e0 e del sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo \u00e9 costituito da Gassendi, Naud\u00e9, La Mothe le Vayer, Elia Diodati. E&#8217; sicuramente emblematico che il punto propulsivo del libertinismo, nella forma del libertinismo erudito, sia costituita da un gruppo cos\u00ec forte e unito, tanto da parere un gruppo di iniziati, come sostiene il Pintard, e allo stesso tempo, tuttavia, cos\u00ec eterogeneo dal punto di vista religioso, filosofico e culturale. Infatti, Diodati \u00e9 un dilettante, non ha profondit\u00e0 di ricerca e di pensiero, ma ha notevoli contatti con il mondo della cultura; Gassendi \u00e9 uomo religioso e filosofo anti-aristotelico, simpatizza con la scienza galileiana (e con l\u2019atomismo epicureo) sua alleata nella lotta alla visione aristotelica della natura, sebbene non ne segua la metodologia, preferendo ad essa un atomismo vitalistico; Naud\u00e9 \u00e9 filosofo, fa riferimento all&#8217;aristotelismo padovano e dal punto di vista religioso \u00e9 un indifferente; infine La Mothe le Vayer \u00e9 anch&#8217;esso filosofo, di posizione scetticheggiante\/pirroniana ed \u00e9 anch&#8217;egli religiosamente indifferente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede, dal punto di vista dottrinario non c&#8217;\u00e9 unit\u00e0 alcuna nel gruppo. Ma, per l&#8217;appunto, il libertinismo non \u00e8 una dottrina. Peraltro si consideri anche che vi \u00e9 profonda amicizia e una analogia di vedute tra Gassendi e un altro personaggio, il Mersenne (amico di Cartesio), il quale \u00e9 estremo nemico dei libertini e dell&#8217;irreligiosit\u00e0 che si va diffondendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Gassendi, Mersenne \u00e9 un religioso e come Gassendi non crede nelle prove metafisiche dell&#8217;esistenza di Dio; entrambi sono polemici contro Aristotele e i suoi sviluppi, ortodossi o eterodossi; entrambi dunque simpatizzano per la fisica galileiana, sebbene Gassendi si distingua per una tentata riabilitazione del meccanicismo di Epicuro, preferito a quello galileiano-cartesiano, e cercher\u00e0 di mostrare come questo pensatore, spesso irriso e mal compreso, non si opponga al cristianesimo, ma anzi &#8211; se opportunamente interpretato &#8211; lo integri perfettamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mersenne d&#8217;altronde era ostile alla metafisica cartesiana quanto Gassendi, e rivolgeva i suoi interessi apologetici unicamente alla nuova fisica meccanicistica di Galileo. Dunque il libertino Gassendi e l&#8217;antilibertino Mersenne hanno molti punti in comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede, un&#8217;aria culturale nuova pervadeva gli spiriti pi\u00f9 vivi ed intellettivamente audaci del tempo, a prescindere dalla diversit\u00e0 delle posizioni, al punto che individuare il crinale che specifica l&#8217;appartenenza al fenomeno del libertinismo non sempre \u00e9 semplice.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IL PENSIERO E LA STORIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; indubbio, comunque, che i libertini hanno visto nell&#8217;opera di Montaigne una sorta di paternit\u00e0 spirituale, mediata attraverso il pensiero e la riflessione di Charron, come \u00e9 altrettanto indubbio che la lettura libertina di Montaigne non rende certo ragione della complessit\u00e0 e dell&#8217;ampiezza del pensiero di quest&#8217;ultimo. Di Montaigne, espressione lucida e consapevole della crisi che la cultura europea attraversa durante la fine del Rinascimento, si riprende in particolare il rifiuto della ragione, intesa quale funzione ordinatrice (peraltro assai debole) e, come tale, destinata a non rendere conto della complessit\u00e0 del reale, il quale nella sua pi\u00f9 intima essenza palesa valenze irrazionali e irriducibili a qualsiasi legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo dunque, equipaggiato di una ragione decisamente &#8220;debole&#8221;, si trova in balia del caso, senza punti di riferimento etici assoluti: di qui lo scetticismo di cui si sostanziali pensiero montaigneano.Il sentimento, l&#8217;impulso del momento, lo spirito libero da ogni legge predeterminata (vuoi dalla ragione, vuoi dal diritto positivo) sono i punti di approdo della sensibilit\u00e0 libertina fin dagli inizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo polemico \u00e9 dunque la legge. Questo ci spiega anche come il libertinismo si trovi del tutto distante dal trovare affinit\u00e0 con la nascita della scienza. Il mondo scientifico, tutto determinato dalle leggi chiare e distinte per l&#8217;intelletto matematico, si presenta come una realt\u00e0 che si aggiunge agli obiettivi polemici della maggior parte degli autori libertini. La legge, dunque, \u00e9 il fuoco polemico della riflessione libertina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura in cui l&#8217;uomo \u00e9 immerso totalmente \u00e9 intesa come un insieme di forze cieche e casuali. In tal senso, la prospettiva dei libertini \u00e9 tale da negare ogni metafisica (anche quella che sar\u00e0 funzionale alla nuova scienza) ed \u00e9 tesa a depauperare di ogni significato la religione. Il tutto \u00e9 poi accompagnato dalla coscienza di s\u00e9 come rappresentanti di una <em>elit\u00e9<\/em> intellettuale, un&#8217;aristocrazia degli spiriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conseguentemente il libertino adotta un atteggiamento di formale ossequio alla religione e al potere, convinto dell&#8217;immaturit\u00e0 delle masse e della loro incapacit\u00e0 di sostenere la verit\u00e0. Solo gli spiriti liberi sono destinati alla coscienza critica del mondo, poich\u00e9 solo essi sanno ascoltare la natura e sono in grado di reggere il messaggio drammatico che essa porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il popolo occorre perpetrare l&#8217;antico inganno della religione e della tradizione, onde evitare la decomposizione dell&#8217;ordine sociale. Al contrario di quel che faranno un secolo pi\u00f9 tardi gli illuministi, essi non diffondono il loro pensiero e non danno ad esso un contenuto di innovazione sociale e politica. Malgrado questa coscienza di non poter iniziare una battaglia contro l&#8217;ordine costituito, riflessi sociali e politici non tarderanno a palesarsi, vista la radicale critica dei presupposti della societ\u00e0 che i libertini, fin dall&#8217;inizio avevano maturato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del 1619 e-1625 accade che Teophile de Viaeu (libertino) e Cesare Vanini (aristotelico, fonte di riferimento per il pensiero libertino), subiscano condanne dal parlamento di Parigi. Occorre ribadire come nel libertinismo rifluiscano in maniera originale, ma non in chiave di una sintesi compiuta, motivi sia naturalistici sia scetticheggianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla scia dell&#8217;opera di Vanini, i libertini si ispirano alla nozione di natura, quale unico ambito entro cui l&#8217;uomo sviluppa la sua avventura esistenziale; invece sulla scia dello scetticismo, desunto da Montaigne, essi non riprendono la convinzione, ancora presente in Vanini e tipica dall&#8217;aristotelismo tardo scolastico, di una razionalit\u00e0 della stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura, per i libertini, \u00e9 guidata da forze cieche e arazionali, rispetto alle quali l&#8217;uomo non \u00e9 in grado di affermare nulla di certo. Si nota qui bene come il movimento libertino si caratterizzi insieme per una continuit\u00e0 e allo stesso tempo un distacco, sia dal naturalismo padovano sia dallo scetticismo di Montagne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito dopo la crisi del 1626, prevale l&#8217;elemento scetticheggiante su quello naturalistico che aveva invece fatto sentire assai pi\u00f9 la sua voce in precedenza. Occorre peraltro raffrontare questa posizione sempre pi\u00f9 scetticheggiante dei libertini con il contemporaneo sviluppo impetuoso del nuovo sapere scientifico, il quale fa sua, proprio in questi anni, la polemica ed il sospetto contro ogni ipotesi non sperimentabile, e quindi contro la metafisica, necessariamente identificata ancora con l&#8217;aristotelismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero scientifico si manifesta con valenze antimetafisiche almeno fino all&#8217;elaborazione di una nuova metafisica, quella cartesiana. Da Montaigne dunque i libertini desumono la <em>vis<\/em> polemica contro la metafisica, contro il dogmatismo ed in ultima analisi contro ogni tipo di ragione &#8220;forte&#8221;. Questo aspetto che stiamo indagando \u00e9 fondamentale, poich\u00e9 \u00e9 in grado di spiegare come il pensiero critico libertino non pot\u00e9 trovare sintonia con il nascente pensiero scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio questo prevalere della prospettiva scettica, ispirata a sentimenti che delineano una realt\u00e0 che sfugge alla ragione, prospettiva volta ad una ricerca che si sa mai compiuta, porta il libertinismo ad essere in totale antitesi alla scienza sperimentale, la quale mostra al contrario che la natura obbedisce con rigore stupefacente a leggi esprimibili matematicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec alleate della scienza saranno personalit\u00e0 del cattolicesimo, come Mersenne, impegnate in uno sforzo di riconciliazione tra fede e ragione, sicuramente assai delicato dopo gli interventi dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica su Galileo, ma senza dubbio di rilievo, mentre il libertinismo rispetto alla chiarezza scientifica si sente decisamente estraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso si contrappone ad una scienza che palesa l&#8217;immagine di un mondo ordinato ed armonico, potenzialmente accordabile con la fede in un dio ordinatore e creatore. La prospettiva libertina desume dall&#8217;aristotelismo il naturalismo e per\u00f2 sfocia, (vista l&#8217;impossibilit\u00e0 all&#8217;interno dello stesso aristotelismo di identificare in maniera certa leggi di natura conoscibili dall&#8217;uomo), in una sorta di criticismo esasperato che si traduce in scetticismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale scetticismo impone all&#8217;uomo il rifiuto, in nome del naturalismo, di ogni legge assoluta, intesa quale forzatura e sovrapposizione intellettiva alla natura stessa. Dunque il libertinismo si pone in una posizione intellettuale incapace di apprezzare le recenti scoperte di leggi scientifiche della natura, quali il nuovo metodo sperimentale stava elaborando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre religiosi come Mersenne si sforzano di operare una fusione tra spirito scientifico e concezioni cristiane, liberi pensatori, come i libertini, rischiano di provocare, chiudendosi nel cerchio magico della negazione scettica, un divorzio fra coscienza laica e affermazione del pensiero scientifico. Questo punto, apparentemente sorprendente, si chiarisce ulteriormente se si tiene in conto che la scienza, ben presto, trover\u00e0 sviluppo e fondamento in relazione alla metafisica cartesiana. Ci\u00f2 non poteva sicuramente raccogliere i consensi dei libertini, i quali vedevano in questo connubio un nuovo nascente dogmatismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;atteggiamento libertino piuttosto \u00e9 la testimonianza di quanto la nascita di una nuova visione del mondo, come quella della precisione scientifica, dovette inizialmente creare sconcerto e difficolt\u00e0. In ogni caso la scienza, questo sapere che rinunciando alla conoscenza dell&#8217;essenza delle cose raggiunge un livello di chiarezza certissimo mediante il linguaggio dei numeri, non poteva non sviluppare una influenza sui libertini e portarli ad una graduale trasformazione del loro scetticismo, spingendoli verso un razionalismo critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi anche su questo tema abbiamo una forte ambivalenza: da un lato sospetto per le valenze dogmatiche della scienza, specie per la sua elaborazione cartesiana intimamente legata ad una nuova metafisica, dall&#8217;altra invece aspirazione ad uno spirito critico che in fin dei conti si trovava realizzato proprio nelle metodologie sperimentali della scienza galileiana e nel dubbio cartesiano. Di qui la profonda inquietudine del libertino che aspira a distruggere la tradizione e i valori del passato fino a negare ogni possibilit\u00e0 conoscitiva all&#8217;uomo ed insieme mira ad una nuova ragione, non metafisica, capace di dare all&#8217;uomo nuovi punti di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di quanto detto, risulta immediato il riferimento a Cyrano de Bergerac, uomo che, seppur in maniera tale da rasentare il dilettantismo, conosce e studia le scienze ed ammira Cartesio. Tuttavia di Cyrano \u00e8 preceduto da quegli autori che costituiscono pi\u00f9 precisamente l&#8217;anima scettica ed erudita del libertinismo, autori che costituiscono il cosiddetto &#8220;libertinismo erudito&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rintracciamo l&#8217;inquietitudine, descritta poc&#8217;anzi, malgrado il carattere fermo e deciso testimoniato da una vicenda esistenziale scevra dalle imprudenze di un Vanini e di un Th\u00e9ophile de Viau, o dal tumultuoso attivismo di un Cyrano, in La Mothe Le Vayer. Egli contro il meccanicismo scientifico, che dimostra di non poter comprendere, rispolvera il vecchio impianto aristotelico, inteso quale un empirismo radicale che, contro le teorizzazioni matematiche della scienza, non pu\u00f2 che approdare ad un sapere solo probabile e congetturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dallo scetticismo in campo teoretico deriva un relativismo etico. Infatti, se il mondo \u00e9 frutto del caso e dell&#8217;arbitrio, in sede morale \u00e9 del tutto illusoria la ricerca di valori assoluti. La vita \u00e9 per Le Vayer positiva se dentro la stessa l&#8217;uomo si pone il compito di una ricerca senza posa, ultimamente priva di uno scopo finale. Rimane evidente la sterilit\u00e0 di questo scetticismo che non pu\u00f2 aprire prospettive costruttive alla riflessione libertina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217; enorme mole di conoscenze sulla diversit\u00e0 dei costumi umani e sulle diverse societ\u00e0, tale da spaziare dalla Cina al Per\u00f9, e, in campo storico, dall&#8217;Egitto ai tempi moderni, non si traduce che in un dubbio universale sulla verit\u00e0 dell&#8217;uomo: quale \u00e9 la verit\u00e0 nella infinita variet\u00e0 dei costumi morali delle molteplici civilt\u00e0? Non c&#8217;\u00e9 alcuna risposta a questa domanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si evidenzia, relativamente a questa riflessione, quale importanza ebbero le scoperte geografiche come fattore destabilizzante le tradizioni religiose e culturali dell&#8217;occidente, non esclusa la sapienza biblica; l&#8217;aver scoperto numerose nuove civilt\u00e0, di alto valore etico e culturale, implicava perdere la centralit\u00e0 e l&#8217;esclusivit\u00e0 che la cultura occidentale e cristiana presumeva di possedere, ed implicava l&#8217;apertura di uno stato d&#8217;animo scettico e dubbioso, quale si vede testimoniato negli autori libertini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le stesse scoperte scientifiche, che scardinavano la certezza aristotelica e cristiana della centralit\u00e0 della Terra e dell\u2019uomo, avevano fatto ulteriormente scricchiolare tutti i punti cardinali. Quest&#8217;uomo, al servizio del Richelieu, distaccato, amante del quieto vivere ed insieme assetato di sapere e di erudizione, portato ad esaltare montaigneanamente il dubbio pirroniano e la debolezza della ragione umana, risolve la sua attivit\u00e0 intellettiva in un immobilismo e in un acquiescenza totale al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mersenne, pur prete e anti-libertino, rappresenta un elemento assai pi\u00f9 dinamico nella vita intellettuale francese. Ci\u00f2 non toglie che, anche al di l\u00e0 delle conclusioni a cui giunge la riflessione del le Vayer, il suo atteggiamento, determinato dalla sete di sapere, potesse avere sviluppi assai diversi, come risulter\u00e0 quando una nuova fiducia nella ragione si insinuer\u00e0 nel panorama culturale francese. Montesquieu &#8211; un secolo pi\u00f9 tardi &#8211; fonder\u00e0 sull&#8217;erudizione e sulla conoscenza della diversit\u00e0 dei costumi umani, le basi di una nuova scienza della legislazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naud\u00e9, anch&#8217; egli uomo al servizio dello Stato, in quanto bibliotecario di Mazzarino, anticipando temi poi sviluppati dal Fontenelle e dal Bayle, applica il dubbio scettico alla storia, mostrando le potenzialit\u00e0 di un metodo critico. Contro l\u2019<em>homo credulus<\/em> si cerca di mettere in luce le vere, empiriche, materiali cause degli eventi umani in diretta polemica con ogni spiegazione mitica degli stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia questa riflessione critica del Naud\u00e9, portata alle estreme conseguenze, chiude il libertinismo dentro una prospettiva priva di speranze per l&#8217;uomo, che in ultima analisi ben si accorda con la sua teorizzazione della Ragion di Stato. Il protagonista della storia \u00e9 lo Stato e il suo interesse \u00e9 ci\u00f2 che ispira l&#8217;azione della politica. Sembra qui contraddetta la caratteristica tipica del primo libertinismo, ovvero l&#8217;esaltazione dell&#8217;individuo sopra ogni cosa. Naud\u00e9 invece trova nell&#8217;utile dello Stato il criterio di esplicazione delle vicende storiche, dove poco resta alla libera azione del singolo. Ma, proprio in questo aspetto del suo pensiero, Lissa ritrova potenzialit\u00e0 nuove del libertinismo, proiettate innanzi verso il razionalismo critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco esplicitata dunque la nascita di quello spirito critico di cui si faranno portatori Bayle e Fontenelle, che trae origine, come si pu\u00f2 notare, dagli sviluppi interni del libertinismo e dal suo procedere su versanti apparentemente opposti tra loro. Con il Foigny troviamo come i temi della tradizione libertina si possano tradurre in una concezione utopica, che per\u00f2, pi\u00f9 che evidenziare valenze positive, trova ragione nel desiderio di fuggire dal mondo reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuori da un&#8217;utopia evanescente e fantasiosa, il vivere \u00e9 infatti descritto quale continuo morire dal quale \u00e9 impossibile sottrarsi. La vita \u00e9 un male e non vale la pena d&#8217;essere vissuta. Peraltro la conoscenza \u00e9 per l&#8217;uomo tragica, perch\u00e9 apre alla considerazione del proprio destino di morte: meglio l\u2019ignoranza tema su cui torner\u00e0 il Leopardi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conoscenza dunque \u00e9 il male pi\u00f9 profondo per l&#8217;uomo. Abbiamo cos\u00ec il raggiungimento della pi\u00f9 radicale negativit\u00e0 che il pensiero libertino possiede al suo interno, negativit\u00e0 che si traduce in travaglio e tormento. Tale leggiadra ed insieme disimpegnata visione della vita \u00e9 testimoniata dalla schiera dei poeti lirici, che nel secolo XVII sono prevalentemente libertini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo genere poetico, definito &#8220;libertino&#8221; quasi per natura dallo Spink, testimonia peraltro, in maniera assai evidente, l&#8217;importanza della riflessione che fa capo ad Epicuro, e dunque l&#8217;importanza della figura del Gassendi nella genesi di quella percezione del vivere che entra costitutivamente nella definizione del libertinismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Temi essenziali di questo poetare sono: la vita secondo natura e contro ogni restrizione; la insofferenza per l&#8217;ipocrisia religiosa ed il favore invece per la spontaneit\u00e0, per l&#8217;amore ed il sentimento; il senso ineluttabile e tragico (pur senza drammi) della morte; la vita come insieme di sensazioni, le quali unicamente possono conferire la felicit\u00e0. Cos\u00ec dunque in questo ambito vanno ricordati poeti quali Des Yveteaux, Desbaurrex, La Fare, Chaulieu, Chapelle, e Mme Deshouil\u00e9res.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma al di l\u00e0 di una descrizione analitica, autore per autore, interessa qui evidenziare il tratto sintetico che emerge da questa produzione. <em>&#8220;&#8230;Et chercher en tout temps l&#8217;honn\u00eate volupt\u00e9&#8230;&#8221;<\/em> scrive Des Yveteaux. Nella sua poesia, come in quella del Desbarreaux, si avverte l&#8217;intenzione di vivere una vita all&#8217;insegna della libert\u00e0, dell&#8217;eleganza dei costumi, della superiorit\u00e0 rispetto ad ogni pedanteria e fasulla scienza. Una vita, cio\u00e9, intessuta di distacco ed insieme della capacit\u00e0 di cogliere la felicit\u00e0 negli onesti piaceri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217; &#8220;<em>Honn\u00eate homme<\/em>&#8220;, diverr\u00e0 l&#8217;ideale conclamato in tali opere, indicando con questo l&#8217;indipendenza del giudizio da qualunque sua applicazione particolare, la negazione d&#8217;ogni etichetta o insegna intellettualmente qualificante. I personaggi descritti si ritrovavano presso case private per salotti culturali e per godere della leggiadria dell&#8217;ideale di vita conclamato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Centri di ritrovo erano la casa di M.me de la Sabli\u00e8re e, dopo che questa si ritir\u00f2 in convento, la casa dell&#8217;abate di Chaulieu, che rimase punto di riferimento per gli amici per circa trent&#8217;anni. Tale stile di vita era caratterizzato dalla sensualit\u00e0 ma non dalla dissolutezza, era ostile alla devozione religiosa, ma non tale da contestarla apertamente e con convinzione, era infine ispirato al decoro ed alla elevatezza dei sentimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ancor pi\u00f9 che la poesia e l&#8217;elaborazione teorica, testimonia questo ideale di vita la persona del cavaliere de M\u00e9r\u00e9 , che era una specie di <em>arbiter elegantiarum<\/em> e la pi\u00f9 grande autorit\u00e0 su tutto quanto costituiva la vera gentilezza (<em>Honn\u00eatet\u00e9<\/em>), e che dedic\u00f2 tutta la sua esistenza a coltivare il piacere dei rapporti sociali, e che era persona ambita nei salotti colti dell&#8217;epoca. Il cavalier de M\u00e9r\u00e9 fu fonte d&#8217;ispirazione per Pascal, nelle sue descrizioni di quell&#8217;ideale mondano che, nei &#8220;<em>Pensieri<\/em>&#8220;, \u00e9 accusato come vacuo e intriso di tristezza ma che Pascal dimostra di conoscere con acume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con queste figure il libertinismo sembra venire a coincidere con lo &#8220;spirito mondano&#8221;, inteso anche nelle sue valenze pi\u00f9 disimpegnate. Tale spirito \u00e8 caratterizzato dall&#8217;eleganza, dalla cultura non pedante e mai approfondita, dal discorrere con fascino e consapevolezza del dramma della vita, senza tuttavia che esso impegni l&#8217;uomo in una seria ricerca di una risposta. Esso si risolve, secondo Moscato, in un&#8217;arte di piacere a tutti, in una inconcludenza erudita, in una leggiadro elitarismo intellettuale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>www.filosofico.net A cura di D.Fusaro ed E. 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