{"id":598,"date":"2005-05-25T13:45:33","date_gmt":"2005-05-25T11:45:33","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-16T16:47:48","modified_gmt":"2016-06-16T14:47:48","slug":"la-famiglia-oggi-e-le-sue-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-famiglia-oggi-e-le-sue-crisi\/","title":{"rendered":"La famiglia oggi e le sue crisi"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35047\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/famiglia-1.jpg\" alt=\"famiglia\" width=\"250\" height=\"163\" \/><a href=\"http:\/\/www.culturacattolica.it\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.culturacattolica.it\/<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>per formare una famiglia c&#8217;\u00e8 bisogno di maturit\u00e0 e di consapevolezza di ci\u00f2 che si costituisce. <strong>Il matrimonio <\/strong>non deve essere una scelta qualsiasi, fatta per comodit\u00e0 o perch\u00e9 cos\u00ec fanno tanti. Il matrimonio \u00e8 <strong>una vocazione<\/strong> e, solo se vissuto come tale, d\u00e0 luogo ad una famiglia che \u00e8 pi\u00f9 solida e cosciente del ruolo che occupa e del compito enorme che ha da svolgere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Adele Caramico<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Se si apre qualsiasi dizionario della lingua italiana, e si cerca la parola <em>famiglia,<\/em> si legge, di solito, che \u00e8 quel nucleo di persone costituito da genitori e figli, che vivono insieme. Se per\u00f2 ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che la <em>famiglia<\/em> \u00e8 cambiata rispetto agli anni passati.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senz&#8217;altro possiamo affermare che essa ha subito, nel secolo che si \u00e8 concluso, delle molteplici trasformazioni. Dalla famiglia patriarcale, in cui nella stessa casa vivevano insieme pi\u00f9 generazioni (nonni, figli, nipoti, nuore, ecc\u2026) si \u00e8 passati a quella nucleare, in cui ci sono solo i genitori ed i figli. Ma le trasformazioni non sono avvenute solo a livello dei diversi modi di aggregarsi, bens\u00ec anche a livello interno. Ad essere cambiati sono, soprattutto, i rapporti reciproci fra i vari membri ed il modo di &#8220;stare insieme&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella che una volta veniva considerata come la &#8220;famiglia legale&#8221;, cio\u00e8 quella regolarmente costituitasi almeno con un atto civile, non si presenta pi\u00f9 come un modello a livello sociale. Infatti abbiamo coppie non sposate, che vivono sotto lo stesso tetto, anche con figli; coppie che si sono separate e poi risposate e quindi hanno costituito un nuovo nucleo familiare del quale, spesso, fanno parte anche i figli del precedente matrimonio, ecc\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia sta attraversando un periodo in cui si <em>intrecciano crisi e speranze<\/em>. Per quanto riguarda le <em>crisi<\/em>, innanzitutto abbiamo quella della vita, si vive nella contraddizione o di paura del mettere al mondo un figlio, oppure di volerlo a tutti i costi, anche ricorrendo alla procreazione medicalmente assistita; nello stesso tempo c&#8217;\u00e8 anche il rifiuto totale di una gravidanza ed il ricorso all&#8217;aborto. La vita che dovrebbe essere accolta ed amata, in quella &#8220;<strong>culla<\/strong>&#8221; che le \u00e8 propria, come la famiglia, viene invece proprio da essa, in un certo senso, rinnegata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra <em>crisi<\/em> possiamo riscontrarla nell&#8217;amore, che non viene pi\u00f9 vissuto come un sentimento nel quale c&#8217;\u00e8 il dono ed il rispetto reciproco ma, spesso, come qualcosa di materiale: come una semplice ricerca di piacere personale ed egoistico. Ci\u00f2 genera una profonda incrinatura nel rapporto di coppia, perch\u00e9 viene meno quel fattore <strong>unitivo<\/strong> e <strong>oblativo <\/strong>che invece \u00e8 fondamentale per l&#8217;unione della coppia stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultimo elemento di <em>crisi<\/em>, ultimo ma non meno importante, va visto nel declino della fede nelle coppie: ad essa a volte viene riservato un posto molto marginale nella vita a due, senza quindi avere una vita di fede vissuta insieme (a volte capita che uno solo dei coniugi si ponga il problema delle religione), senza avere un momento di preghiera in famiglia; ma altre volte la religione e la fede non hanno proprio alcun posto nella vita familiare. Ma, la famiglia, comunque, riveste un&#8217;importanza fondamentale per il costituirsi della societ\u00e0. Senza di essa, non pu\u00f2 esserci neppure la societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo detto di questo <em>intreccio<\/em>: ci sono anche situazioni familiari che danno modo di sperare ad una soluzione diversa del problema della famiglia oggi. Anche se, a livello di modello sociale, si evidenzia una vita di coppia diversa dal passato, ci sono sempre coloro che continuano a scegliere di sposarsi e di celebrare il proprio matrimonio in chiesa. E<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8216; vero pure che, a volte, si celebra il matrimonio religioso non perfettamente coscienti di ci\u00f2 che si sta facendo, ma \u00e8 anche vero che ci sono sposi che credono in questo sacramento e si sforzano di viverlo come tale. La <em>speranza <\/em>pu\u00f2 essere letta proprio in queste coppie che scelgono il sacramento e si sforzano di viverlo in maniera coerente alla loro fede. Tali coppie diventano da &#8220;traino&#8221; per altre, col loro esempio e con la loro testimonianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fattore importante, che non bisogna trascurare, \u00e8 che per formare una famiglia c&#8217;\u00e8 bisogno di maturit\u00e0 e di consapevolezza di ci\u00f2 che si costituisce. <strong>Il matrimonio <\/strong>non deve essere una scelta <em>qualsiasi<\/em>, fatta per comodit\u00e0 o perch\u00e9 cos\u00ec fanno tanti. Il matrimonio \u00e8 <strong>una vocazione<\/strong> e, solo se vissuto come tale, d\u00e0 luogo ad una famiglia che \u00e8 pi\u00f9 solida e cosciente del ruolo che occupa e del compito enorme che ha da svolgere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; significativo ricordare un&#8217;affermazione della <em>Carta dei diritti della Famiglia<\/em>, un documento della Santa Sede, che dice che &#8220;<em>Gli sposi, nella naturale complementariet\u00e0 che esiste tra uomo e donna, godono della stessa dignit\u00e0 e di eguali diritti a riguardo del matrimonio<\/em>&#8221; (art. 3c).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uomo e donna, messi sullo stesso piano, con l&#8217;identica dignit\u00e0 di persona umana, costituiscono, col matrimonio, la prima cellula della societ\u00e0 ma anche una piccola chiesa domestica, nella quale i figli potranno imparare ad amare ed a vivere, in modo pieno, nella societ\u00e0. Uomo e donna, sullo stesso piano della dignit\u00e0 umana, e del rispetto reciproco, possono guardare al matrimonio come ad un progetto fatto insieme, loro due col Signore, e del quale non si pu\u00f2 fare a meno, per affrontare la vita futura in modo cosciente e responsabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tutto ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire solo se si parte dal considerare il matrimonio quale chiamata vocazionale, perch\u00e9 solo cos\u00ec realmente la coppia sente di essere coinvolta in un cammino insieme a Cristo. La famiglia, quale &#8220;chiesa domestica&#8221;, \u00e8 chiamata a prendere parte attiva sia alla vita della Chiesa che alla vita della societ\u00e0: \u00e8 indispensabile il suo contributo in tutti e due gli ambiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio come &#8220;chiesa domestica&#8221;, la famiglia, come ci ricorda il <em>Direttorio di pastorale Familiare<\/em>, essendo inserita nello stesso mistero della Chiesa, \u00e8 chiamata a pendere parte attiva alla sua missione, nelle modalit\u00e0 che le sono proprie (cfr. n. 135). Tutto ci\u00f2 avviene sempre in virt\u00f9 delle grazie che le scaturiscono dallo stesso sacramento. I coniugi cristiani, quindi, allo stesso modo come ricevono l&#8217;amore di Ges\u00f9, cos\u00ec devono trasmetterlo agli altri, diventando cos\u00ec non solo una &#8220;comunit\u00e0 salvata&#8221; ma anche &#8220;salvante&#8221; (cfr. <em>Familiaris Consortio<\/em>, 49).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Primo elemento di crisi: l&#8217;amore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisognerebbe partire dal concetto di <em>amore<\/em> che oggi si ha e vedere poi quale realmente sia il significato di questa <em>parola,<\/em> che viene tanto usata, a volte in modo improprio, ma della quale, non sempre, viene vissuto il profondo valore. Il significato di questo termine, bellissimo, viene spesso identificato con sessualit\u00e0, con qualcosa di materiale: basta dare un&#8217;occhiata a certi tipi di riviste e prestare attenzione ai tanti &#8220;messaggi&#8221; che circolano fra le persone. L&#8217;amore, quello vero, quello con la &#8220;A&#8221; maiuscola, viene troppo spesso dimenticato, non considerato se non per dire solo che \u00e8 &#8220;superato&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Amare significa volere ci\u00f2 che \u00e8 bene per l&#8217;altra persona, cercare di comprendere, accogliere, aiutare l&#8217;altro.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amare \u00e8 andare\u2026 contro la stessa nostra volont\u00e0, a volte, per il bene dell&#8217;altro. Non \u00e8 facile <strong>Amare<\/strong>, ma non \u00e8 impossibile. L&#8217;amore trasforma la persona, le fa iniziare una vita diversa, nuova e pi\u00f9 piena. Con questo sentimento sembra di rinascere, ci si rende conto di esistere realmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potremmo dire che l&#8217;uomo si riscopre proprio nell&#8217;amore. Amore che non \u00e8 solo sensibilit\u00e0, o solo passione, bens\u00ec \u00e8, e deve essere sempre pi\u00f9, volont\u00e0 di bene. Deve diventare <em>dono <\/em>all&#8217;altro, fatto con dedizione e responsabilit\u00e0. Ora, se proviamo a trasferire tutto questo nel rapporto di una coppia, cosa succede? Innanzitutto il dono di s\u00e9, per l&#8217;altro, diventa in modo <strong>esclusivo e pieno<\/strong>. Sappiamo bene come la parola <strong>Amore<\/strong> non abbia un significato univoco, ma ora, ci\u00f2 che interessa, \u00e8 parlarne nell&#8217;ambito del rapporto di coppia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amore fra i coniugi dovrebbe essere la manifestazione pi\u00f9 completa dell&#8217;amore umano: un farsi <em>dono <\/em>ed un <em>donarsi<\/em> continuo, momento dopo momento, senza rinunciare all&#8217;essere per l&#8217;altro. E&#8217; un <em>donare <\/em>e <em>donarsi<\/em> reciproco, senza pretendere nulla in cambio; <strong>\u00e8 volere che l&#8217;altro sia felice<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo e la donna, si completano in questo modo. E rafforzano il loro rapporto. Nel <em>donarsi <\/em>reciprocamente, l&#8217;uomo e la donna non perdono la loro personalit\u00e0, il loro essere se stessi, ma <strong>si completano<\/strong> diventando &#8220;<strong>una sola carne<\/strong>&#8220;, e non solo a livello fisico, ma anche a livello psicologico ed affettivo. Spesso si considera l&#8217;unione sessuale quale punto di partenza dell&#8217;amore, mentre essa \u00e8 l&#8217;apice di questo grande sentimento, ne \u00e8 il momento culminante e rafforzativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlare di <em>amore sponsale<\/em> vuol dire parlare di un amore &#8220;particolare&#8221;, nel quale, mentre ci si <em>dona <\/em>all&#8217;altro, si riceve dall&#8217;altro, ed il proprio &#8220;io&#8221; si trasforma in un &#8220;noi&#8221;, senza per\u00f2 perdere le sue caratteristiche. Potrebbe apparire forse strano, o contraddittorio, ma \u00e8 ci\u00f2 che accade nell&#8217;amore fra i coniugi, per questo \u00e8 un rapporto &#8220;<em>speciale<\/em>&#8221; rispetto alle altre manifestazioni di questo sentimento. Il diventare un &#8220;noi&#8221; non toglie nulla al proprio &#8220;io&#8221; di ciascuno dei due, ma lo arricchisce delle proprie caratteristiche e potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amore fra gli sposi \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante del sacramento del matrimonio: un amore che deve essere <strong>Amore, <\/strong>e specchio <strong>dell&#8217;Amore di Cristo<\/strong> per la Sua Chiesa. Lo stesso San Paolo, che dell&#8217;Amore ha tanto parlato nei suoi scritti, riguardo al matrimonio afferma: &#8220;<em>il marito \u00e8 capo della moglie, come anche Cristo \u00e8 capo della Chiesa\u2026<\/em>&#8221; (<em>Ef<\/em> 5, 23), ed ancora: &#8220;<em>E voi, mariti, amate le vostre mogli come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei<\/em>&#8221; (<em>Ef<\/em> 5, 25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi versetti mettono in risalto quanto grande debba essere l&#8217;Amore sponsale. Amare come Cristo ha amato la Chiesa non \u00e8 una cosa semplice, se si pensa che Egli per tutti noi ha dato la Sua vita. E&#8217; un <strong>Amare <\/strong>oltre ogni misura o capacit\u00e0 solo umana. Ma allora in quale matrimonio potrebbe esserci un amarsi cos\u00ec? In tutti, se nel matrimonio si ricorda che ci si \u00e8 sposati in Cristo e da Lui soltanto si possono ricevere le <em>grazie<\/em> necessarie per un rapporto cos\u00ec forte e vincolante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Paolo ci dice ancora: &#8220;<em>Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore<\/em>&#8221; (<em>Ef 5<\/em>, 21-22). Non bisogna leggere &#8220;male&#8221; questi versetti: la sottomissione al Signore \u00e8 una &#8220;dolce&#8221; sottomissione, non \u00e8 schiavit\u00f9, perch\u00e9 Egli ci ama di un amore totalizzante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla di sottomissione degli uni agli altri: nel matrimonio i coniugi hanno il &#8220;compito&#8221; (anche se \u00e8 improprio come termine) di amarsi al punto tale da sentirsi ciascuno sottomesso all&#8217;altro, per\u00f2 nel Signore. Non pu\u00f2 esserci un rapporto coniugale forte, se non nel matrimonio-sacramento in Cristo. L&#8217;amore sponsale si estende ad una comunione di vita totale e totalizzante: \u00e8 lo stato dell&#8217;<strong>Amore<\/strong>. Questi esige che ci sia stabilit\u00e0 ma, nello stesso, dinamicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della vita coniugale, questo sentimento, ha bisogno di stabilit\u00e0 per essere sempre rivolto alla persona con la quale si \u00e8 scelto di condividere la propria esistenza, per non farsi sopraffare dalle tentazioni del mondo e da quello che \u00e8 quasi diventato un &#8220;uso&#8221; nella societ\u00e0 attuale. Richiede quindi anche forza interiore, costanza ed umilt\u00e0. Ma ha bisogno di dinamicit\u00e0, nello stesso tempo. Un amore che vada avanti nel corso degli anni, per abitudine o solo per una fedelt\u00e0 giuridica o esteriore, non ha senso, non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella vita comune, che due sposi cristiani conducono, c&#8217;\u00e8 bisogno di un rinnovamento continuo del loro rapporto, di una crescita continua di quei sentimenti che nutrono l&#8217;uno per l&#8217;altra, anche davanti alle inevitabili difficolt\u00e0 che la vita pone davanti. E&#8217; un amore che non rimane fermo, statico, quasi ad ammuffire, ma che cresce cos\u00ec come passano gli anni. Diventa sempre pi\u00f9 forte e maturo, anche dopo la venuta dei figli, anche quando la bellezza \u00e8 sfiorita con gli anni, anche quando i capelli sono diventati bianchi e, da quel giorno in cui ci si \u00e8 promessi amore per sempre, davanti a Cristo e agli uomini, in Chiesa, di tempo ne \u00e8 passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Amore non muore col passare del tempo, ma cresce e rafforza sempre pi\u00f9 il legame fra marito e moglie, anche quando i volti sono solcati dalle rughe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo cos\u00ec, riscegliendosi ed amandosi sempre pi\u00f9, ogni giorno, ed in modo sempre nuovo, si pu\u00f2 affermare che l&#8217;<strong>Amore<\/strong> \u00e8 entrato pienamente nella vita di una coppia di coniugi. E tutto ci\u00f2 ci pu\u00f2 far dire, senza dubbio, con San Paolo, che il matrimonio cos\u00ec vissuto, \u00e8 &#8220;<strong><em>un mistero grande<\/em><\/strong>&#8221; (<em>Ef<\/em> 5,32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. La crisi della vita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro elemento di <em>crisi<\/em> nella famiglia \u00e8 quello della <strong>vita<\/strong>. Viviamo, infatti, in un&#8217;epoca di contraddizioni. Da una parte abbiamo la paura, il rifiuto della vita che porta poi a scelte come quella di non concepire un figlio, oppure anche all&#8217;aborto. Dall&#8217;altra invece abbiamo la ricerca di un figlio a tutti i costi, un figlio voluto &#8220;per forza&#8221; che, se non viene normalmente, si cerca di avere anche ricorrendo alla procreazione medicalmente assistita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora bisogna innanzitutto chiedersi quale significato viene dato alla parola <strong>vita<\/strong> e quale alla parola poi <strong>figlio<\/strong>. La <strong>vita umana<\/strong> \u00e8 tra le realt\u00e0 pi\u00f9 preziose che esistano al mondo; senza di essa le altre manifestazioni biologiche non avrebbero una pienezza di senso. Nella vita umana prende forma e si manifesta la grandezza dello spirito, dell&#8217;intelligenza e della libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto spesso, nel linguaggio comune, ascoltiamo commenti e definizioni contrastanti sulla <strong>vita dell&#8217;uomo<\/strong>. C&#8217;\u00e8 chi la definisce inviolabile e sacra, ma c&#8217;\u00e8 anche chi non la considera positivamente, chi la sottovaluta e non le d\u00e0 il dovuto rispetto; c&#8217;\u00e8 chi la sfrutta negativamente e pensa di poterne fare ci\u00f2 che vuole, specialmente se si tratta della vita altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la fede cristiana, e per molte altre forme di sapienza umana, la vita non \u00e8 &#8220;qualcosa&#8221; che l&#8217;uomo possa manovrare a proprio piacimento: <strong>essa \u00e8 inviolabile e sacra perch\u00e9 \u00e8 un dono di Dio ed \u00e8 vita dell&#8217;uomo. <\/strong>Il Creatore ha deciso questo dono gratuito, nel medesimo istante in cui ha voluto e creato l&#8217;essere umano come soggetto ed interlocutore di Lui, e quale signore responsabile del cosmo. Ma quando inizia la <strong>vita umana<\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>vita dell&#8217;uomo<\/strong>, di <strong>ogni uomo<\/strong>, da sempre, ha inizio il momento stesso in cui si forma lo <em>zigote<\/em>, la prima cellula di un nuovo essere umano. Il momento del concepimento \u00e8 quello in cui una nuova creatura, ad immagine di Dio, si affaccia alla vita. Fin da quando Dio benedisse Adamo ed Eva nel giardino dell&#8217;Eden dicendo &#8220;<strong>siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra\u2026<\/strong>&#8221; (<em>Gen<\/em> 1, 28), la maternit\u00e0 e la paternit\u00e0 diventano segno dell&#8217;amore del Creatore che vuole che la Sua immagine si perpetui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo detto, all&#8217;inizio, delle contraddizioni attuali per quanto riguarda la vita e l&#8217;avere un figlio. Oggi, in effetti, la societ\u00e0 vive un periodo particolare, pieno di trasformazioni, e queste si riflettono anche nei rapporti tra le persone ed anche nel modo di relazionarsi tra uomo e donna. Ci\u00f2, ovviamente, si riflette pure nella vita di coppia, nella quale esistono delle difficolt\u00e0 comunicative, a volte anche interne, ma soprattutto nei rapporti con gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita di ogni persona, di solito, \u00e8 piena di progetti e di desideri da voler realizzare, che portano poi al raggiungimento di quegli scopi, che l&#8217;uomo si propone, per la realizzazione di se stesso. Non avere desideri, non avere attese, significa non riuscire pi\u00f9 a vivere in modo pieno. <strong>Desiderio<\/strong> ed <strong>attesa<\/strong> sono due caratteristiche fondamentali della vita umana, senza le quali l&#8217;uomo non vivrebbe realmente. Perch\u00e9 parlare proprio di <strong>desiderio<\/strong> e di <strong>attesa<\/strong>?Che valore hanno queste due caratteristiche della vita umana? Dove possono essere collegate?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desiderare di avere un figlio ci deve far riflettere sulle origini di questo desiderio, per comprendere poi il significato che si d\u00e0 al figlio stesso. <strong>Desiderio <\/strong>di un figlio non significa volerlo a tutti i costi, ricorrendo a qualsiasi mezzo, anche non rispettoso dell&#8217;integrit\u00e0 fisica e psichica del figlio stesso o di altre vite umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 si rif\u00e0 a come il bambino viene <strong>atteso.<\/strong> L<strong>&#8216;attesa del figlio<\/strong> ci dice, infatti, come egli viene considerato dai suoi genitori. Nel momento in cui il frutto del concepimento umano ha la posizione centrale nella vita della madre, o nella stessa coppia genitoriale, il rapporto con lui si trasforma in un rapporto di <strong>accoglienza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto accoglienza dell&#8217;altro, diverso da se stessi, il figlio diventa <strong>dono <\/strong>per i suoi genitori. L&#8217;<strong>attesa<\/strong> del bambino (la gravidanza) si trasforma in periodo di preparazione e di crescita per la coppia, che vede ora concretizzarsi quel <strong>desiderio<\/strong>, che, per amore, l&#8217;ha portata a dire di &#8220;s\u00ec&#8221; alla vita. Il <strong>figlio <\/strong>deve essere frutto d&#8217;amore e deve trovare accoglienza fin dal grembo materno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amore \u00e8 tale solo se \u00e8 oblativo, solo se non vuole nulla per se stesso ma tutto fa per il bene dell&#8217;altro. Solo quando si accetta il figlio, cos\u00ec come egli \u00e8, allora lo si vede e lo si considera quale <strong>dono <\/strong>per i genitori. Quando il bambino perde la sua centralit\u00e0, quando nella gravidanza vengono considerati solo gli interessi materni ed il figlio viene visto quale propriet\u00e0 della madre, di cui lei pu\u00f2 fare ci\u00f2 che vuole, se la gravidanza non \u00e8 stata voluta, se \u00e8 frutto di una <strong>non-scelta<\/strong>, \u00e8 facile arrivare, poi, anche a decidere per la soppressione di questa vita nel grembo materno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il figlio perde la caratteristica di essere <strong>dono<\/strong>, diventa un <strong>non-dono<\/strong>, qualcuno di cui bisogna &#8220;fare a meno&#8221;, perch\u00e9 non gradito. Si arriva cos\u00ec al rifiuto della vita, alla non accettazione e non accoglienza del <strong>figlio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo parlato prima del paradosso e della contraddizione della nostra societ\u00e0: accanto a chi accoglie la vita, accanto a chi invece la rifiuta, ci sono coloro che la vogliono a tutti i costi, se non riescono ad averla con un normale concepimento. Il volere un figlio ad ogni costo indica che l&#8217;avere un figlio diventa un diritto al quale non si pu\u00f2 e non si deve rinunciare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco cos\u00ec il ricorso, sempre pi\u00f9 frequente, alla procreazione medicalmente assistita, alle <em>surrogate mother<\/em>, ai figli fatti fare dietro &#8220;commissione&#8221;da altri. Senza volerci addentrare nei particolari di queste metodiche, ci si chiede, a questo punto, ma il <strong>figlio<\/strong>, ora, chi \u00e8 realmente? E&#8217; ancora un <strong>dono<\/strong> oppure \u00e8 diventato un diritto di chi lo vuole? E quale amore \u00e8 quello che si celerebbe dietro questa <em>pretesa <\/em>procreativa ? Sarebbe ancora <strong>amore vero<\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>crisi<\/em> della vita, nelle coppie, porta ad affermare che ci troviamo davanti a due opposti determinati: <strong>vita <\/strong>e <strong>non-vita<\/strong>, <strong>figlio <\/strong>e <strong>non-figlio<\/strong>. Tutto, invece dovrebbe partire dal come considerare la vita umana, incominciando dalla sua primissima manifestazione nel grembo materno. Il generare un figlio \u00e8 un evento <em>privilegiato<\/em> e va visto nell&#8217;ottica della vita umana intesa come <strong>dono<\/strong>, un dono che noi riceviamo, e siamo chiamati a <strong>donare<\/strong> a nostra volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra vita non \u00e8 qualcosa che noi stessi ci siamo potuti dare, ma \u00e8 un <strong>dono<\/strong> che il Creatore ci ha fatto, insieme ai nostri genitori. Quest&#8217;ultimi, poi, devono considerare il figlio non come un &#8220;qualcosa&#8221; di proprio, ma come <strong>qualcuno<\/strong> che scaturisce dal dono e che <strong>\u00e8 dono egli stesso. <\/strong>Avere un figlio non significa che i propri genitori debbano tenerlo sotto il loro potere, e neppure che debbano pretenderlo come fosse un loro diritto, facendolo diventare, cos\u00ec, un oggetto dei propri desideri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; proprio questo che \u00e8 necessario superare: <strong>il figlio non \u00e8 oggetto<\/strong>, anche se la sua nascita \u00e8 stata molto desiderata, ma \u00e8 <strong>persona umana<\/strong>. Il volere un figlio a tutti i costi, pur rivelando un grande desiderio di generare ed accogliere una nuova vita, mette in risalto che forse questo bambino non \u00e8 considerato come <strong>dono<\/strong>, bens\u00ec come &#8220;propriet\u00e0&#8221; dei genitori, o almeno della madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subentra alla logica del dare senza nulla pretendere, la logica del possedere, dell&#8217;avere diritto a generare, creando cos\u00ec una sorta di &#8220;egoismo procreativo&#8221;, in cui si \u00e8 disposti ad affrontare qualsiasi cosa, anche la distruzione di altre vite umane, (basti pensare a quanti embrioni &#8220;soprannumerari&#8221; vengono distrutti, con la fecondazione artificiale), pur di raggiungere lo scopo di avere un figlio &#8220;proprio&#8221;, che soddisfi comunque il desiderio di maternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;uomo non pu\u00f2 sostituirsi a Dio, creando da solo la vita o decidendo chi debba vivere e chi no. La creatura non pu\u00f2 prendere il posto del Creatore: solo Dio pu\u00f2 dare la vita e la pu\u00f2 far sorgere anche dove tutto sembra impossibile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. La crisi della fede<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un terzo elemento di <em>crisi<\/em>, nelle coppie di oggi, \u00e8 il declino della <strong>fede<\/strong>. Si assiste spesso a una <strong>fede<\/strong>, una religiosit\u00e0, vissuta in famiglia in modo non armonico. Il problema della fede a volte non si pone proprio, oppure accade che solo uno dei due coniugi ne abbia interesse. I figli non vengono sempre educati nella ed alla fede, con le conseguenze che spesso vediamo intorno a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La religiosit\u00e0 familiare viene relegata, di frequente, ad un posto marginale nella vita di una coppia, a volte non viene proprio presa in considerazione. In tale modo non diventa un&#8217;esperienza di vita comunitaria e di preghiera, in quanto viene collocata nel fondo della coscienza del singolo. Ma la vita senza la <strong>fede <\/strong>diventa un&#8217;esistenza senza una meta, senza un punto di riferimento. E&#8217; come se una nave pretendesse di approdare senza avere l&#8217;ancora da gettare in mare e con la quale potersi mantenere pi\u00f9 salda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Navigare sul mare della vita comporta il saper tracciare e seguire una rotta ben precisa, l&#8217;avere i mezzi di salvataggio adatti per la sicurezza, avere l&#8217;ancora da gettare nel porto per potersi anche fermare. La <strong>rotta<\/strong> \u00e8 la vocazione del matrimonio in Cristo, i <strong>mezzi di salvataggio<\/strong> sono i sacramenti e la preghiera, l&#8217;<strong>ancora<\/strong> \u00e8 la nostra fede, il <strong>porto<\/strong> nel quale fermarsi \u00e8 il <strong>Signore<\/strong>. Cominciamo dal primo elemento, la <strong>rotta<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il matrimonio \u00e8 un sacramento, ci si sposa in Cristo e con Lui bisogna continuare il cammino, attingendo sempre alla Sua Fonte inesauribile. Col sacramento gli sposi ricevono le grazie proprie del matrimonio, con le quali andare avanti nella vita di coppia, nella crescita ed educazione dei figli, nell&#8217;affrontare le varie difficolt\u00e0 che la vita pone davanti.\u00a0Ma tutto questo ha bisogno di un secondo elemento, affinch\u00e9 questa nave possa continuare a navigare, sicura, senza affondare, ha bisogno dei <strong>sacramenti e della preghiera.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sono proprio i <strong>mezzi di salvataggio<\/strong> necessari per la sopravvivenza di questa nave, che \u00e8 la famiglia. Senza l&#8217;accostarsi, frequentemente, all&#8217;<strong>Eucarestia<\/strong>, al sacramento del <strong>Perdono<\/strong>, non si possono ricevere quegli aiuti spirituali necessari affinch\u00e9 la nostra vita possa procedere, maggiormente &#8220;rinforzata&#8221; nella sua struttura principale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo fino ad ora detto, non avrebbe nessun significato e, soprattutto, non potrebbe essere fatto, se non ci fosse la <strong>fede<\/strong>. Essa \u00e8 veramente l&#8217;<strong>ancora<\/strong> alla quale potersi attaccare e della quale servirsi per approdare in modo sicuro. Senza l&#8217;<strong>ancora<\/strong> la nave non potrebbe mai attraccare in un porto. Il <strong>porto<\/strong> sicuro nel quale approdare \u00e8 il <strong>Signore<\/strong>: solo in Lui c&#8217;\u00e8 la nostra forza, il nostro rifugio, la nostra esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coppia che, navigando sul mare della vita, riesce a seguire la <strong>rotta<\/strong> giusta e ad approdare a Lui, pu\u00f2 essere certa di vivere nel modo pi\u00f9 giusto il sacramento del matrimonio. Soffermerei un attimo l&#8217;attenzione su un aspetto che si pu\u00f2 considerare molto importante per la vita di <strong>fede<\/strong>, per la <strong>coppia<\/strong> e per la sua stessa unione ed armonia: la <strong>preghiera<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pregare \u00e8 dialogare con Dio, parlare con Lui ed ascoltarLo mentre parla al nostro cuore. Il Beato Giovanni XXIII diceva che la famiglia che <strong>prega insieme<\/strong> vive pure insieme. Alzarsi al mattino e lodare <strong>insieme<\/strong> il Signore, marito, moglie e figli, per il giorno che inizia, sottolinea in modo diverso come vivere quella giornata, e fa affrontare in maniera differente le varie attivit\u00e0 che in essa si svolgeranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere riuniti attorno alla mensa, coi figli, e ringraziare <strong>insieme<\/strong> il Signore per il cibo che si sta per consumare, d\u00e0 un significato nuovo allo stesso mangiare <strong>insieme<\/strong>. Riunirsi <strong>insieme <\/strong>per ringraziare il Signore la sera, per il giorno trascorso, esaminare il modo in cui si \u00e8 vissuta quella giornata e chiedere perdono a Ges\u00f9 di ci\u00f2 che di sbagliato si \u00e8 fatto, di quanto amore non si \u00e8 donato ai fratelli, aiuta a crescere <strong>insieme<\/strong> nella fede ed a cercare di migliorare i propri rapporti fra i vari membri della famiglia, con gli altri e con Dio stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Benedire, quali genitori, i propri figli, \u00e8 segno della nostra preoccupazione per loro, non solo materiale, ma anche spirituale. Segnare i propri bambini col segno della croce, al mattino e alla sera, \u00e8 ricordare il giorno del Battesimo in cui su noi, e sui nostri figli, esso \u00e8 stato fatto. La croce ci indica l&#8217;appartenenza a Cristo e, nello stesso tempo, \u00e8 segno di benedizione. Cercare momenti, anche piccoli, durante la giornata, in cui potersi fermare un poco in silenzio, col televisore spento, e rivolgersi <strong>insieme<\/strong> al Signore, sono piccoli tesori che noi costruiamo per la nostra famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recita del santo Rosario, fatta <strong>insieme<\/strong>, diventa poi un momento privilegiato: con la Mamma Celeste, si ripercorre il Vangelo e si medita sui momenti pi\u00f9 importanti della vita di Ges\u00f9. Man mano che i grani del Rosario passano tra le mani, il Signore entra nella vita della famiglia, la unisce di pi\u00f9 e quei problemi inevitabili che si hanno ogni giorno, cominciano ad avere un aspetto diverso, cominciano a pianificarsi e ad essere pi\u00f9 chiari per poterli risolvere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pregare \u00e8 un aspetto fondamentale per l&#8217;unione della famiglia, con il ricevere i Sacramenti, il partecipare alla S. Messa, <strong>tutti insieme<\/strong>, figli e genitori. Non servono molto le parole ma ci\u00f2 che conta sar\u00e0 senz&#8217;altro l&#8217;esempio che un pap\u00e0 ed una mamma possono dare ai propri figli. Sarebbe molto bello se i genitori tornati a casa, dopo aver partecipato alla S. Messa con i figli, si soffermassero un attimo, prima di sedersi a tavola, per assimilare meglio ci\u00f2 che, tutta la famiglia, ha ricevuto durante la celebrazione eucaristica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a casa, dopo aver partecipato alla S. Messa, bisognerebbe preparare due mense. Una mensa per il cibo materiale ed una per quello spirituale. Sulla prima mensa va il nutrimento del corpo, sulla seconda quello dell&#8217;anima. La Parola di Dio, appena ascoltata, potrebbe essere meditata e tradotta in suggerimenti di vita concreta da vivere durante la settimana che inizia. La parola &#8220;<strong>insieme<\/strong>&#8221; \u00e8 stata evidenziata pi\u00f9 volte perch\u00e9 la <strong>fede<\/strong> di una famiglia va vissuta ed alimentata con l&#8217;aiuto e la collaborazione di tutti i suoi componenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia che si riunisce nel nome di Cristo vive quello che Lui ci ha detto: &#8220;<strong>Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro<\/strong>&#8221; (<em>Mt<\/em> 18,20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale luogo migliore per vivere questo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0http:\/\/www.culturacattolica.it\/ per formare una famiglia c&#8217;\u00e8 bisogno di maturit\u00e0 e di consapevolezza di ci\u00f2 che si costituisce. Il matrimonio non deve essere una scelta qualsiasi, fatta per comodit\u00e0 o perch\u00e9 cos\u00ec fanno tanti. 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