{"id":59144,"date":"2024-01-18T00:00:00","date_gmt":"2024-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=59144"},"modified":"2024-01-16T10:58:36","modified_gmt":"2024-01-16T09:58:36","slug":"catari-e-albigiesi-di-ieri-e-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/catari-e-albigiesi-di-ieri-e-di-oggi\/","title":{"rendered":"Catari e Albigiesi di ieri e di oggi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7277 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/catari.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"226\" \/>Abstract: c<\/strong><em>atari e albigiesi di ieri e di oggi. Molte sono le verit\u00e0 storiche deformate. Tra quelle che lo sono state al punto da divenire \u00ableggende nere\u00bb vi \u00e8 la cosiddetta \u00abcrociata\u00bb contro gli albigesi, o catari. Vale la pena, dunque, capire che cosa effettivamente accadde, utilizzando dati per quanto possibile oggettivi e attingendo ai \u2014 pochi \u2014 documenti pervenutici. Inoltre un \u00abfilo rosso\u00bb pare poi collegare i catari a fatti culturali molto pi\u00f9 vicini a noi nel tempo e che innegabilmente subiscono almeno la suggestione di quella ideologia.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/alleanzacattolica.org\/indici-cristianita\/\"><span style=\"color: #0000ff;\">Cristianit\u00e0<\/span><\/a><\/strong> <span style=\"color: #000000;\">n. 421 (2023) <\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>I catari e la loro eredit\u00e0<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">di<strong> Diego Lazzari<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-59147 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/catari.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"265\" \/>Molte sono le verit\u00e0 storiche deformate. Tra quelle che lo sono state al punto da divenire \u00ableggende nere\u00bb vi \u00e8 la cosiddetta \u00abcrociata\u00bb contro gli albigesi, o catari. Vale la pena, dunque, capire che cosa effettivamente accadde, utilizzando dati per quanto possibile oggettivi e attingendo ai \u2014 pochi \u2014 documenti pervenutici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Preliminarmente, occorre fare chiarezza su alcuni termini spesso utilizzati in maniera non appropriata quando si affronta il tema.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<span style=\"color: #000000;\">l diritto canonico definisce \u00aberrore\u00bb una convinzione \u2014 non importa se colpevole \u2014 non corrispondente al vero in materia di fede di un credente, quando que\u00adsti, per\u00f2, sia disposto ad accogliere la verit\u00e0 una volta che gli sia stata palesata. L\u2019\u00aberesia\u00bb, invece, consiste nell\u2019<em>\u00abostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verit\u00e0 che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa\u00bb\u00a0<\/em>(1). L\u2019eresia \u00e8, dunque, l\u2019errore volontario e pertinace di un battezzato su una o pi\u00f9 verit\u00e0 della fede cattolica. L\u2019aggettivo \u00abpertinace\u00bb qualifica l\u2019errore compiuto reiteratamente con la consapevolezza e la volont\u00e0 di opporsi alla verit\u00e0 rivelata. Viene definita, infine, \u00abapostasia\u00bb\u00a0<em>\u00abil ripudio totale della fede cristiana, sia in foro esterno che interno, fatto con un atto positivo della volont\u00e0 da una persona battezzata\u00bb<\/em>\u00a0(2). L\u2019a\u00adpo\u00adsta\u00adta, quindi, \u00e8 il battezzato che ha abbandonato completamente la fede cristiana e non ha rigettato solo qualche specifico dogma. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire tramite l\u2019ade\u00adsione formale ad altra confessione non cristiana, o mediante l\u2019abbandono di qualsiasi religione, ovvero con la professione di ateismo.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>Origine dei catari<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-40665 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/consolamentum_catari.jpg\" alt=\"\" width=\"313\" height=\"323\" \/>Il termine \u00abcataro\u00bb viene dal greco \u03ba\u03b1\u03d1\u03b1\u03c1\u03cc\u03c2, \u00abpuro\u00bb. A partire dal secolo VII le dottrine catare, di derivazione manichea (3), vennero introdotte dai pauliciani (4) in Armenia e poi in Bulgaria, che divenne il principale centro di diffusione di quella dottrina in Europa<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel secolo IV il manicheismo si era diffuso in tutto l\u2019impero romano, tanto che lo stesso Agostino d\u2019Ippona (354-430), prima della conversione al cristianesimo, fu manicheo. Il manicheismo, estirpato in Asia minore, era sopravvissuto\u00a0in Bulgaria e i suoi seguaci, gi\u00e0 dal secolo VII, erano detti anche \u00abbulgari\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La setta si era diffusa cos\u00ec rapidamente in Oriente che, verso la fine del secolo XI, l\u2019imperatore Alessio I Comneno (1048-1118), per ragioni di ordine pubblico, ne aveva fatto imprigionare e condannare a morte un gran numero di seguaci. Intanto, per\u00f2, la setta cresceva, tanto che nel 1143 l\u2019im\u00adperatore bizantino Manuele I Comneno (1118-1180) dovette espellere dal regno i \u00abbogomili\u00bb, nome dato ai manichei nei Balcani. In seguito ai contatti commerciali fra l\u2019Oriente e l\u2019Occidente le dottrine catare penetrarono in Europa, soprattutto in Inghilterra e nella Francia settentrionale, quindi invasero l\u2019Aquitania e la Linguadoca dove, verso la fine del secolo XII, erano oltremodo presenti nella vita pubblica e privata. Si diffusero, quindi, nell\u2019Italia settentrionale e centrale, nella Spagna del Nord e in Germania<\/span>.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>La dottrina catara<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per comprendere la diffusione dell\u2019ideologia catara \u00e8 bene rammentare che si era nel pieno periodo della contesa per la supremazia fra papato e impero, la cosiddetta \u00ablotta per le investiture\u00bb. \u00c8 evidente che le nomine di vescovi e di sacerdoti compiute dai signori feudali, nonch\u00e9 la condotta spesso scandalosa del clero, erano segno di contraddizione tra i fedeli e avevano favorito il nascere di numerose sette ereticali e di movimenti pauperistici di contestazione, dei quali solo la nascita degli ordini mendicanti avrebbe costituito un argine efficace.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La dottrina catara fa perno su un interrogativo: se Dio \u00e8 buono, come pu\u00f2 esistere il male? Alla stregua dei manichei, i catari risolvono il dilemma ipotizzando l\u2019esistenza di un dio del male, cui far risalire tutta la malvagit\u00e0 esistente su questa terra. Dotato di facolt\u00e0 creatrici come il Dio del bene da cui sarebbero scaturiti per emanazione realt\u00e0 spirituali, Lucibel o Lucifero, il dio del male, avrebbe invece creato il mondo materiale. Nell\u2019uomo, nel quale coesistono due nature in conflitto, una spirituale e l\u2019altra materiale, s\u2019incontrerebbero i due princ\u00ecpi supremi. Il suo corpo, che \u00e8 di natura corruttibile, sarebbe opera di Lucibel e sarebbe a lui soggetto; la sua anima, che \u00e8 puro spirito, sarebbe invece opera e propriet\u00e0 del Dio buono<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019unico testo cataro giunto fino a noi dimostra di ignorare la differenza tra volont\u00e0 divina attiva e volont\u00e0 divina permissiva come formulata da san Giovanni Damasceno (\u2020749) (5), cio\u00e8 la risposta \u00abcattolica\u00bb all\u2019o\u00adbiezione secondo cui la prescienza di un singolo Dio creatore sarebbe in contraddizione con la sua bont\u00e0, in quanto Questi creerebbe anche anime destinate a dannarsi:\u00a0<em>\u00abDico infatti: come \u00e8 impossibile che ci\u00f2 che \u00e8 passato non sia passato, cos\u00ec ci\u00f2 che avverr\u00e0 \u00e8 impossibile che non avvenga. E soprattutto agli occhi di Dio, che dall\u2019inizio conosce e sa quello che deve accadere <\/em>[\u2026] <em>senza alcun dubbio era necessario ai suoi occhi che il futuro fosse determinato nel suo pensiero, perch\u00e9 Egli sapeva e conosceva da sempre tutte le cause che sono necessarie per portare a realizzazione il destino\u00bb<\/em> (6)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Non bisognerebbe, quindi, giudicare i giudei e il prefetto romano Ponzio Pilato colpevoli della morte di Cristo, perch\u00e9 fu Dio a \u00abcolpire\u00bb suo Figlio allorch\u00e9 ne toller\u00f2 la morte, che essi non avrebbero potuto infliggere se il Signore Dio non lo avesse personalmente concesso. Cristo stesso, infatti, dice a Pilato: <em>\u00abTu non avresti contro di me nessun potere, se non ti fosse stato dato dall\u2019alto\u00bb<\/em> (7). Dio, dunque, sarebbe necessariamente la causa e il principio di ogni male, ma Dio \u00e8 il bene e questa sarebbe una conclusione inaccettabile. Ecco come sarebbe dimostrata l\u2019esistenza di un dio malvagio, Lucibel, creatore di tutte le cose materiali, destinate a corrompersi e a morire, e degli angeli malvagi (8).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lucifero sarebbe riuscito con l\u2019inganno a salire al cielo e ci\u00f2 avrebbe provocato una battaglia che l\u2019avrebbe visto sconfitto. Precipitato in terra, avrebbe portato con s\u00e9 la terza parte delle stelle e gli angeli che le abitavano. Questi spiriti sarebbero stati imprigionati nei corpi e non avrebbero potuto pi\u00f9 essere liberati se non avesse provveduto a ci\u00f2 il Cristo. Per mantenere netta la distinzione fra bene e male, fra materiale e immateriale, l\u2019incarnazione di Cristo viene negata. Perci\u00f2 sarebbe inferiore a Dio, ma privo di qualsiasi compromissione con il male; dunque non avrebbe avuto un corpo, n\u00e9 avrebbe mai effuso il suo sangue, avendo mostrato agli uomini solo un\u2019immagine di s\u00e9 (9). L\u2019anima dei prescelti si libererebbe gradualmente dall\u2019involucro corporale e attraverso una serie di reincarnazioni raggiungerebbe la redenzione finale, tornando a essere spirito buono<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Che tale fosse il loro pensiero trova conferma in quanto scrive l\u2019inquisitore mons. Bernardo Gui O.P. (1261-1331), sulla scorta di interrogatori da lui effettivamente svolti e riportati negli atti processuali del tempo: <\/span><em><span style=\"color: #000000;\">\u00abL\u2019eresia consiste nel credere che Dio non sia unico bens\u00ec che vi siano due creatori, ovvero Dio e il diavolo e cos\u00ec (essi) credono nella esistenza di due creazioni: l\u2019una invisibile ed incorporea e l\u2019altra visibile e corporea. Per la stessa ragione credono vi siano due chiese: una benevola che identificano nella loro setta e l\u2019altra che sarebbe la vera chiesa, considerata da loro maligna<\/span>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #000000;\">\u00abCon impudenza essi chiamano la chiesa romana, madre di tutte le fornicazioni, una grande Babilonia, meretrice, basilica del diavolo e sinagoga di satana, i manichei dimostrano il loro disprezzo per tutti i gradi della sua gerarchia e i suoi statuti e inoltre chiamano eretici tutti i fedeli e li accusano di perseverare nell\u2019errore, per questo stabiliscono dogmaticamente che nessuno potr\u00e0 mai salvarsi nella chiesa romana<\/span>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>\u00abOltre a ci\u00f2 ritengono inutili tutti i sacramenti della chiesa romana ovvero l\u2019eucarestia, il battesimo con l\u2019acqua, la confermazione l\u2019ordine sacro, l\u2019estrema unzione e inoltre il matrimonio tra un uomo e una donna\u00bb<\/em>. E ancora: <em>\u00abAllo stesso modo rifiutano l\u2019incarnazione del nostro signore Ges\u00f9 cristo, il parto della Vergine Maria. Non credono che Cristo sia morto e che dunque non sia risuscitato, perci\u00f2 Maria non \u00e8 la vera madre di Dio. Essi credono in uomini esperti e capaci. Si astengono dal mangiare non solo la carne, ma anche i formaggi, le uova, e tutto ci\u00f2 che sia prodotto dagli animali. Inoltre i manichei non uccidono nessun animale, poich\u00e9 credono fermamente che negli animali possono essere quegli spiriti dei defunti che non sono ancora entrati a far parte della loro setta. Il passaggio degli spiriti da un corpo all\u2019altro (la reincarnazione) avviene mediante l\u2019imposizione delle mani (che essi chiamano consolamentum) questi eretici poi, non hanno nessun contatto con le donne\u00bb<\/em>. Inoltre, scrive Gui,\u00a0<em>\u00abcontestano che nel pane ci sia il corpo di Cristo perch\u00e9, sostengono, se cos\u00ec fosse, sarebbe stato gi\u00e0 mangiato tutto. L\u2019ostia viene digerita nel ventre ed espulsa infimamente, l\u2019acqua materiale \u00e8 cosa infima e i chierici arrivano a vendere quell\u2019acqua<\/em> [\u2026]<em>. Non \u00e8 possibile adorare la croce di Cristo perch\u00e9 non si pu\u00f2 adorare un patibolo\u00bb <\/em>(10)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Tutto ci\u00f2 che \u00e8 corporeo sarebbe esecrabile, perch\u00e9 creato da Lucifero: l\u2019unione con una donna era maligna, come lo erano il matrimonio e il parto stesso. Coerentemente, la morte del corpo era da affrettare tramite il suicidio o l\u2019omicidio rituali, che essi chiamavano \u00ab<em>endurum<\/em>\u00bb. Si arrivava a consigliare cinque modalit\u00e0 diverse per porre termine alla propia vita: l\u2019avvelenamento, la morte per fame, il dissanguamento, il gettarsi da un precipizio o la congestione polmonare \u2014 provocata con il distendersi su una lastra di ghiaccio dopo un bagno bollente \u2014 e lo strangolamento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Al loro interno i catari si distinguevano in \u00abcredenti\u00bb, a loro volta separati in \u00abbuoni uomini\u00bb e \u00abbuone donne\u00bb, non vincolati all\u2019osservanza di tutti i precetti, e i \u00abperfetti\u00bb, suddivisi in Figli Maggiori e Figli Minori, che impartivano il <em>consolamentum<\/em> alle dipendenze di un vescovo. Le comunit\u00e0 erano rette da un Anziano, cio\u00e8 da un perfetto che aveva ricevuto il <em>consolamentum<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<span style=\"color: #000000;\">n conclusione, nel caso del catarismo non si rinviene il rigetto di un dogma specifico della Chiesa Cattolica, ma piuttosto il rifiuto di tutta la fede cristiana. Il movimento cataro, dunque, a parere di chi scrive, non fu eretico bens\u00ec apostata, non avendo nulla in comune con il cristianesimo anche ereticale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La vita molto austera dei \u00abperfetti\u00bb \u2014 castit\u00e0, digiuni, abbigliamento dimesso \u2014 faceva s\u00ec che essi fossero spesso ritenuti cristiani molto virtuosi e ci\u00f2 consentiva loro di fare proseliti fra i credenti<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Molto importante in Linguadoca fu l\u2019appoggio delle famiglie nobili locali, convinte di difendere cos\u00ec i propri costumi e la loro autonomia (11).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel conflitto armato contro i catari, motivazioni politiche si mescolarono a quelle religiose e vi parteciparono anche avventurieri desiderosi di acquisire nuovi guadagni e ampliare i propri possedimenti<\/span>.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>I valdesi e gli albigesi <\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-56068 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/valdesi_riforma.png\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/valdesi_riforma.png 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/valdesi_riforma-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/>Intorno all\u2019anno 1170 Pietro Valdo (1140-1218), un ricco commerciante di Lione, aveva fatto tradurre il\u00a0<em>Nuovo Testamento<\/em> in francese e aveva fondato un nuovo movimento, che i trovatori provenzali denominavano <em>Nova Leyczon<\/em>. I seguaci furono denominati valdesi e, pur aderendo a una\u00a0fede differente, avevano in comune con i catari l\u2019avversione verso la Chiesa Cattolica. Vi fu tra loro un rapporto talmente stretto che la parola \u00abalbigese\u00bb \u2014 letteralmente \u00ababitante di Albi\u00bb, cittadina della Francia meridionale dove la presenza del catarismo era preponderante \u2014 fin\u00ec per denotare indifferentemente valdesi e catari.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In realt\u00e0, il movimento dei \u00abpoveri di Lione\u00bb, almeno alle origini, non si percepiva come estraneo alla Chiesa. La fedelt\u00e0 al Papa del movimento valdese delle origini \u00e8 testimoniata dalla ricerca di approvazione ecclesiastica espressa in occasione del terzo concilio del Laterano, nel 1176. Quando incontrarono a Roma il Pontefice Alessandro III (1159-1181), i valdesi dichiararono la propria contrariet\u00e0 al movimento cataro. Il Papa dimostr\u00f2 apprezzamento per il loro proposito di vivere in maniera povera e conforme al dettato evangelico, ma non accolse la loro richiesta di predicare le Scritture senza l\u2019intermediazione del clero<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo strappo avvenne quattro anni dopo. Nel 1180 fu convocato dal vescovo di Albano, il cardinale Enrico di Marcy (\u20201189), un sinodo a Lione, nel quale Valdo e i suoi seguaci dichiararono la propria completa \u00abortodossia\u00bb e fedelt\u00e0 alla Chiesa e, al contempo, esposero quelli che consideravano gli errori dei catari. Essi, tuttavia, vollero anche formalizzare le richieste di lettura e di predicazione della Bibbia da parte dei propri aderenti, uomini e donne laici. Tali istanze furono successivamente considerate inaccettabili dalla Chiesa romana, preoccupata della confusione dottrinale che la lettura e l\u2019interpretazione dei testi sacri da parte di laici avrebbe potuto provocare. Inoltre, la definizione della transustanziazione, cio\u00e8 della totale conversione della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo in forza delle parole della consacrazione pronunziate dal sacerdote nella Messa, fu rifiutata dai valdesi, i quali divennero, cos\u00ec, eretici, anche se non apostati<\/span>.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>La crociata<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Verso la fine del secolo XII il manicheismo, specialmente in Provenza, era diffuso in tutte le classi sociali. Italia, specialmente a Milano, Firenze, Viterbo e in altri luoghi minori, i catari avevano acquisito una notevole rilevanza sociale. Ben due concili francesi condannarono la loro dottrina: quello di Reims, nel 1049, e quello di Tours, nel 1163. Si succedettero diverse missioni cattoliche per illustrare ai catari quali fossero i punti da correggere nelle loro convinzioni. Una di queste, affidata ai cistercensi, fu organizzata da Papa Innocenzo III (1198-1216), ma non ebbe l\u2019esito sperato. Infine, si recarono in Linguadoca, nel sud della Francia, Diego d\u2019Acevedo (1170-1207), vescovo della diocesi spagnola di Osu\u00f1a, e il sottopriore del suo capitolo, Domenico di Guzm\u00e1n (1170-1221). Il loro approccio fu adeguato allo stile dell\u2019avversario: inviarono i propri missionari a predicare a due a due, in abiti poveri, scalzi, pronti a disputare con chiunque. Se \u00e8 vero che neanche questa missione ebbe un esito fruttuoso nell\u2019immediato, essa costitu\u00ec per\u00f2 una delle concause che portarono alla nascita dell\u2019ordine dei frati predicatori, i domenicani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-59148 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/albigiesi_crociata.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"195\" \/>Nel 1167, un eresiarca di nome Nicheta aveva presieduto un concilio delle chiese manichee, con la partecipazione di eminenti nobili ed eresiarchi delle comunit\u00e0 del nord e del sud della Francia, dell\u2019Italia settentrionale e dei Balcani (12). Altri nobili di Tolosa sollecitarono nel 1177 l\u2019intervento della Chiesa e, due anni dopo, durante il Concilio Lateranense III, Papa Alessandro III scomunic\u00f2 i catari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">A guardare con benevolenza il movimento cataro erano soprattutto i nobili discendenti dai re visigoti che, al contrario, e comprensibilmente, nutrivano una certa ostilit\u00e0 nei confronti del re di Francia Filippo II (1165-1223) e della riorganizzazione politico-amministrativa del regno, da lui intrapresa, che accresceva il suo potere effettivo al di fuori dell\u2019Ile-de-France (13)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Negli anni immediatamente successivi alla scomunica la presenza dei catari fu relativamente tollerata dalla Chiesa, che la giudicava poco pi\u00f9 che un\u2019appendice dei numerosi conflitti esistenti tra feudatari e potere regio. L\u2019atteggiamento mut\u00f2 radicalmente in seguito all\u2019uccisione, il 15 gennaio 1208, del beato Pietro Castelnau (1170-1208), legato pontificio di Innocenzo III, caduto vittima di un agguato da parte dei catari, che lo avevano assassinato senza alcun motivo specifico. Il Pontefice prese atto che l\u2019omicidio andava interpretato come un episodio della guerra gi\u00e0 in essere contro la Chiesa e incaric\u00f2 Arnaldo Amaury (\u20201225), abate di Citeaux, in Borgogna, di organizzare una crociata. Questi si avvalse come condottiero del nobile Simone di Montfort (1170-1218)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come si \u00e8 detto, l\u2019evento bellico non ebbe risvolti esclusivamente religiosi, perch\u00e9 offr\u00ec l\u2019occasione di rendere effettiva sui territori del Meridione la sovranit\u00e0 del re di Parigi, che per decenni era stata solo nominale. Di conseguenza i francesi del sud \u2014 cattolici, eretici o apostati che fossero \u2014 vissero la discesa delle truppe reali come un\u2019invasione<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La prima citt\u00e0 ad essere conquistata fu B\u00e9ziers. A questo assedio \u00e8 associata la \u00ableggenda nera\u00bb della crociata contro gli albigesi. Alla presa della citt\u00e0 Montfort avrebbe chiesto al legato Amaury se bisognasse distinguere, fra gli abitanti, i cattolici dai valdesi e dai catari, e avrebbe avuto la seguente risposta: \u00abUccideteli tutti, Dio riconoscer\u00e0 i suoi\u00bb; una frase enfatizzata da numerosi divulgatori, anche autorevoli, ma non necessariamente veritiera. Nelle pur numerose cronache della crociata non vi \u00e8 traccia di questo ordine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La fonte pi\u00f9 antica che riporta l\u2019episodio \u00e8 il <em>Dialogus Miracolorum<\/em> (1222 ca.), un centone apologetico di vari miracoli scritto dal monaco cistercense, Cesario di Heisterbach (ca. 1180-1240 ca.), vissuto in una abbazia del nord della Germania e mai recatosi in Provenza. Fra i molti miracoli che raccoglie vi \u00e8 anche quello che segue, introdotto tuttavia da un non troppo rassicurante <em>Fertur dixisse\u00bb<\/em> \u2014 \u00absi dice che\u2026\u00bb \u2014: mentre i crociati facevano strage a B\u00e9ziers, Dio avrebbe riconosciuto i \u00absuoi\u00bb, permettendo ai non catari di sfuggire alla mattanza (14).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In realt\u00e0 quell\u2019anno i crociati avevano, prima dell\u2019assalto finale, inviato ripetutamente ambasciatori per invitare la citt\u00e0 alla resa. Secondo le cronache del tempo il massacro di B\u00e9ziers fu causato da una sortita notturna dei catari che avevano attaccato i \u00ab<em>ribauds<\/em>\u00bb \u2014 da cui trae origine il termine \u00abribaldo\u00bb \u2014, feroci truppe mercenarie che respinsero i catari e li inseguirono fin dentro alla citt\u00e0, compiendo il massacro (15).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I catari e i loro sostenitori reagirono con una serie di atrocit\u00e0, che resero quella guerra una delle pi\u00f9 spietate di tutto il Medioevo (16). La presa di Monts\u00e9gur, ultima citt\u00e0 controllata dai catari, il 16 marzo 1644, e l\u2019uccisione di circa duecento \u00abperfetti\u00bb, come rappresaglia per l\u2019assassi\u00adnio di due inquisitori, pose fine alla crociata, mentre il catarismo venne combattuto e vinto a pi\u00f9 livelli: quello intellettuale, per esempio con la fondazione dell\u2019uni\u00adversit\u00e0 di Tolosa per la preparazione dei predicatori; quello pastorale, con la predicazione evangelica dei domenicani e quello istituzionale, con la diffusione del tribunale dell\u2019inquisizione, che non fu\u00a0<em>\u00abla sinistra istituzione burocratica e repressiva della leggenda\u00bb\u00a0<\/em>(17). Del resto,<em>\u00a0\u00abl\u2019arma dell\u2019in\u00adquisizione era la ragione, non il terrore,<\/em>\u00a0[per estirpare l\u2019incredu\u00adlit\u00e0]\u00a0<em>con la persuasione e la riconciliazione\u00bb <\/em>(18)<\/span>.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Sopravvivenza dei catari e loro tracce fino ai giorni nostri<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-51421 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/massoneria-1.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/massoneria-1.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/massoneria-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/>Non tutti i nobili catari erano scesi in battaglia durante la crociata. Il catarismo sopravvisse, confondendosi o rifugiandosi in altre consorterie. Cos\u00ec, secondo alcuni autori, si rinvengono Maestri e Siniscalchi catari nell\u2019ordine dei Templari, poi in societ\u00e0 segrete gnostiche \u2014 la societ\u00e0 dei Rosacroce nascerebbe nel monastero di Loudun, fondato nel 1334, dove inoltre, in alcuni manoscritti, si rinviene per la prima volta in Occidente la rosa araldica sormontata dal simbolo orientale della svastica \u2014, infine nella massoneria (19).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In particolare, fra le logge massoniche particolarmente fiorenti nella Germania del primo dopoguerra si collocava la loggia luminosa, o \u00absociet\u00e0 di Vril\u00bb, conosciuta come Gruppo di Thule, emanazione della loggia \u00abOrdine dei Tedeschi\u00bb, che propugnava la purezza della razza. Nel 1918 Karl Haushoffer (1869-1946), membro del Gruppo Thule, dopo un viaggio in Oriente, si stabil\u00ec a Monaco di Baviera, dove ader\u00ec al nascente Partito Operaio di Germania \u2014 che nel 1920 si trasformer\u00e0 poi nel Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori \u2014 e conobbe Adolf Hitler (1889-1945). Componenti del gruppo furono, fra gli altri, Hans Frank (1900-1946), il futuro governatore della Polonia, Dietrich Eckart (1868-1923), amico personale di Hitler e direttore del giornale del partito, Arthur Rosenberg (1889-1943), ideologo ufficiale del nazionalsocialismo, e Rudolf Hess (1894-1987). La figura che attesta l\u2019in\u00adteresse del regime per i catari \u00e8 quella di Otto Rahn, membro del Gruppo Thule, il quale, su ordine di Rosenberg, effettu\u00f2 due spedizioni a Mont\u00ads\u00e9\u00adgur nelle grotte dei catari e scrisse\u00a0<em>Crociata contro il Graal<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Un \u00abfilo rosso\u00bb pare poi collegare i catari a fatti culturali molto pi\u00f9 vicini a noi nel tempo e che innegabilmente subiscono almeno la suggestione di quella ideologia.\u00a0<em>\u00abSe ora guardassimo alla nostra societ\u00e0, potremmo ritrovarvi alcuni elementi che lasciano pensare ad un \u201critorno di fiamma\u201d di un certo <\/em>catarismo<em>, privato per\u00f2 in parte della sua portata teologico-spirituale. Come infatti tra i catari era proibito il matrimonio, cos\u00ec oggi buona parte della societ\u00e0 moderna \u00e8 tendenzialmente ostile ad ogni forma di unione stabile e duratura tra uomo e donna. Se i catari di ieri, per\u00f2, non si sposavano per una forma di ascetismo tesa all\u2019acquisto del paradiso, gli uomini di oggi non lo fanno perch\u00e9 desiderano rimanere liberi, privi di impegni definitivi, facendo cos\u00ec della loro \u201clibert\u00e0\u201d un proprio piccolo dio da adorare e soprattutto raggiungere.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #000000;\">\u00abTra i catari, poi, era vietato mangiare carni animali, e ci\u00f2 sempre, ben inteso, per finalit\u00e0 spirituali, per liberarsi cio\u00e8 dagli influssi demoniaci e poter tendere cos\u00ec verso la gloria del Paradiso. La societ\u00e0 contemporanea condivide in parte questo astenersi dal mangiare carni animali. Ci\u00f2 per\u00f2 non per motivazioni ascetico-religiose, come accadeva nel medioevo, bens\u00ec perch\u00e9 \u00e8 ritenuta disumana l\u2019uccisione di animali per l\u2019alimentazione dell\u2019uomo. E di questo astenersi dal mangiare carne se ne fa spesso un segno di civilt\u00e0 e di progresso (sebbene poi si tolleri l\u2019uccisi\u00adone di milioni di bambini nei ventri delle madri\u2026), progresso al quale tutti dovrebbero tendere e a cui tutto occorrerebbe asservire, pena il rimanere indietro rispetto a non si sa bene quale traguardo da raggiungere<\/span>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>\u00abCome domenicani ci viene domandato, oggi come ieri, di predicare Cristo con\u00a0assiduit\u00e0, dolcezza e verit\u00e0 (<\/em>opportune et importune<em>, direbbe S. Paolo) a tutti gli uomini, mettendoli in guardia da false ideologie, false morali e persino falsi d\u00e8i\u00bb <\/em>(20).<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong>:<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1)<\/strong> <em>Codice di Diritto Canonico<\/em>, art. 751. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>2)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>3) <\/strong>Mani (216-277), predicatore di origine iranica, nasce nella regione di Babilonia. Battezzato, ripudia il cristianesimo e propugna una religione sincretistica basata sull\u2019esistenza di due opposti princ\u00ecpi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>4)<\/strong> Il paulicianesimo \u00e8 una denominazione religiosa sorta in Armenia nel secolo VII e diffusasi tramite la predicazione di Costantino di Manamali (\u2020682), che pretendeva di rifarsi direttamente agli insegnamenti e all\u2019azione di san Paolo apostolo. La sua dottrina era ispirata a un dualismo nettamente manicheo, che contrapponeva il Dio celeste al Creatore, respingeva il Vecchio Testamento e negava l\u2019Incarnazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>5)<\/strong> Cfr. Giovanni Damasceno, <em>Esposizione della fede ortodossa<\/em>, 2, 29, consultabile all\u2019indirizzo <em>web<\/em><\/span> <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/spirit\/documents\/%1fspirit_20030124_giovanni-damasceno_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.vatican.va\/spirit\/documents\/\u00adspirit_20030124_giovanni-damasceno_it.html<\/a> <\/span>\u00a0<span style=\"color: #000000;\">(gli indirizzi internet dell\u2019intero articolo sono stati consultati il 29-6-2023).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>6)<\/strong> Anonimo Cataro, <em>Libro dei due principi<\/em>, trad. it., ESD. Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2010, p. 81.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>7)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 335.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>8)<\/strong> Giacomo Bettini, <em>Introduzione<\/em> a <em>ibid<\/em>., p. 27.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>9)<\/strong> Cfr. Otto Rahn (1904-1939), <em>Crociata contro il Graal. Grandezza e caduta degli Albigesi<\/em>, trad. it., AGA. Arti Grafiche Ambrosiane, Cusano Milanino 2014, p. 193.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>10)<\/strong> Bernardo Gui, <em>Pratica inquisitionis ereticae pravitatis<\/em>, capitolo V, Alphonse Picard, Parigi 1886.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>11)<\/strong> Cfr. Christopher Tyerman, <em>Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate<\/em>, trad. it., Einaudi, Torino 2017, pp. 591-593.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>12)<\/strong> Cfr. O. Rahn, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>., p. 252.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>13)<\/strong> Sul regno di Filippo II in rapporto alla formazione dello Stato moderno cfr. Francesco Pappalardo, <em>La parabola dello Stato moderno. Da un mondo \u00absenza Stato\u00bb a uno Stato onnipotente<\/em>, D\u2019Ettoris, Crotone 2022, pp. 136-137.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>14)<\/strong> Un altro dettaglio, rivelativo del fatto che Cesario possa aver sacrificato la veridicit\u00e0 fattuale in vista di una resa ancora pi\u00f9 edificante dell\u2019apologo \u00e8 la perfetta sovrapponibilit\u00e0 delle parole di Amaury con il versetto biblico della seconda Lettera a Timoteo: <em>\u00abTuttavia le solide fondamenta gettate da Dio resistono e portano questo sigillo: Il Signore conosce quelli che sono suoi\u00bb<\/em> (<em>2Tim<\/em>, 2,19).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>15)<\/strong> Cfr. Vittorio Messori, <em>Una \u00abLega anticalunnia\u00bb in difesa dei cattolici<\/em>, in <em>Corriere della Sera<\/em>, 31-1-2007.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>16)<\/strong> Cfr. C. Tyerman, <em>Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate<\/em>, cit., pp. 606-607.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1<span style=\"color: #000000;\">7)<\/span><\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 616.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>18)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>19)<\/strong> Cfr. Jan Michel Angebert, <em>Hitler et la tradition catare<\/em>, Robert Laffont, Parigi 1976, p. 174.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>20)<\/strong> Fabrizio P.M. Cambi O.P.,\u00a0<em>Un nuovo \u00abcatarismo\u00bb e i domenicani di oggi<\/em>, nel sito <em>web<\/em><\/span> <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.dominicanes.it\/predicazione\/meditazioni\/286-un-nuovo-catarismo-e-i-domenicani-di-oggi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.dominicanes.it\/predicazione\/meditazioni\/286-un-nuovo-catarismo-e-i-domenicani-di-oggi.html<\/a><\/span> .<\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Su catari e albigiesi:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7277 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/catari.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"226\" \/>Abstract: c<\/strong><em>atari e albigiesi di ieri e di oggi. Molte sono le verit\u00e0 storiche deformate. Tra quelle che lo sono state al punto da divenire \u00ableggende nere\u00bb vi \u00e8 la cosiddetta \u00abcrociata\u00bb contro gli albigesi, o catari. Vale la pena, dunque, capire che cosa effettivamente accadde, utilizzando dati per quanto possibile oggettivi e attingendo ai \u2014 pochi \u2014 documenti pervenutici. Inoltre un \u00abfilo rosso\u00bb pare poi collegare i catari a fatti culturali molto pi\u00f9 vicini a noi nel tempo e che innegabilmente subiscono almeno la suggestione di quella ideologia.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/alleanzacattolica.org\/indici-cristianita\/\">Cristianit\u00e0<\/a><\/strong> n. 421 (2023)<\/p>\n<h3><strong>I catari e la loro eredit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>di<strong> Diego Lazzari<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-59147 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/catari.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"265\" \/>Molte sono le verit\u00e0 storiche deformate. Tra quelle che lo sono state al punto da divenire \u00ableggende nere\u00bb vi \u00e8 la cosiddetta \u00abcrociata\u00bb contro gli albigesi, o catari. Vale la pena, dunque, capire che cosa effettivamente accadde, utilizzando dati per quanto possibile oggettivi e attingendo ai \u2014 pochi \u2014 documenti pervenutici.<\/p>\n<p>Preliminarmente, occorre fare chiarezza su alcuni termini spesso utilizzati in maniera non appropriata quando si affronta il tema.<\/p>\n<p>Il diritto canonico definisce \u00aberrore\u00bb una convinzione \u2014 non importa se colpevole \u2014 non corrispondente al vero in materia di fede di un credente, quando que\u00adsti, per\u00f2, sia disposto ad accogliere la verit\u00e0 una volta che gli sia stata palesata. L\u2019\u00aberesia\u00bb, invece, consiste nell\u2019<em>\u00abostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verit\u00e0 che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa\u00bb\u00a0<\/em>(1). L\u2019eresia \u00e8, dunque, l\u2019errore volontario e pertinace di un battezzato su una o pi\u00f9 verit\u00e0 della fede cattolica. L\u2019aggettivo \u00abpertinace\u00bb qualifica l\u2019errore compiuto reiteratamente con la consapevolezza e la volont\u00e0 di opporsi alla verit\u00e0 rivelata. Viene definita, infine, \u00abapostasia\u00bb\u00a0<em>\u00abil ripudio totale della fede cristiana, sia in foro esterno che interno, fatto con un atto positivo della volont\u00e0 da una persona battezzata\u00bb<\/em>\u00a0(2). L\u2019a\u00adpo\u00adsta\u00adta, quindi, \u00e8 il battezzato che ha abbandonato completamente la fede cristiana e non ha rigettato solo qualche specifico dogma. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire tramite l\u2019ade\u00adsione formale ad altra confessione non cristiana, o mediante l\u2019abbandono di qualsiasi religione, ovvero con la professione di ateismo.<\/p>\n<h4><strong>Origine dei catari<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-40665 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/consolamentum_catari.jpg\" alt=\"\" width=\"313\" height=\"323\" \/>Il termine \u00abcataro\u00bb viene dal greco \u03ba\u03b1\u03d1\u03b1\u03c1\u03cc\u03c2, \u00abpuro\u00bb. A partire dal secolo VII le dottrine catare, di derivazione manichea (3), vennero introdotte dai pauliciani (4) in Armenia e poi in Bulgaria, che divenne il principale centro di diffusione di quella dottrina in Europa.<\/p>\n<p>Nel secolo IV il manicheismo si era diffuso in tutto l\u2019impero romano, tanto che lo stesso Agostino d\u2019Ippona (354-430), prima della conversione al cristianesimo, fu manicheo. Il manicheismo, estirpato in Asia minore, era sopravvissuto\u00a0in Bulgaria e i suoi seguaci, gi\u00e0 dal secolo VII, erano detti anche \u00abbulgari\u00bb.<\/p>\n<p>La setta si era diffusa cos\u00ec rapidamente in Oriente che, verso la fine del secolo XI, l\u2019imperatore Alessio I Comneno (1048-1118), per ragioni di ordine pubblico, ne aveva fatto imprigionare e condannare a morte un gran numero di seguaci. Intanto, per\u00f2, la setta cresceva, tanto che nel 1143 l\u2019im\u00adperatore bizantino Manuele I Comneno (1118-1180) dovette espellere dal regno i \u00abbogomili\u00bb, nome dato ai manichei nei Balcani. In seguito ai contatti commerciali fra l\u2019Oriente e l\u2019Occidente le dottrine catare penetrarono in Europa, soprattutto in Inghilterra e nella Francia settentrionale, quindi invasero l\u2019Aquitania e la Linguadoca dove, verso la fine del secolo XII, erano oltremodo presenti nella vita pubblica e privata. Si diffusero, quindi, nell\u2019Italia settentrionale e centrale, nella Spagna del Nord e in Germania.<\/p>\n<h4><strong>La dottrina catara<\/strong><\/h4>\n<p>Per comprendere la diffusione dell\u2019ideologia catara \u00e8 bene rammentare che si era nel pieno periodo della contesa per la supremazia fra papato e impero, la cosiddetta \u00ablotta per le investiture\u00bb. \u00c8 evidente che le nomine di vescovi e di sacerdoti compiute dai signori feudali, nonch\u00e9 la condotta spesso scandalosa del clero, erano segno di contraddizione tra i fedeli e avevano favorito il nascere di numerose sette ereticali e di movimenti pauperistici di contestazione, dei quali solo la nascita degli ordini mendicanti avrebbe costituito un argine efficace.<\/p>\n<p>La dottrina catara fa perno su un interrogativo: se Dio \u00e8 buono, come pu\u00f2 esistere il male? Alla stregua dei manichei, i catari risolvono il dilemma ipotizzando l\u2019esistenza di un dio del male, cui far risalire tutta la malvagit\u00e0 esistente su questa terra. Dotato di facolt\u00e0 creatrici come il Dio del bene da cui sarebbero scaturiti per emanazione realt\u00e0 spirituali, Lucibel o Lucifero, il dio del male, avrebbe invece creato il mondo materiale. Nell\u2019uomo, nel quale coesistono due nature in conflitto, una spirituale e l\u2019altra materiale, s\u2019incontrerebbero i due princ\u00ecpi supremi. Il suo corpo, che \u00e8 di natura corruttibile, sarebbe opera di Lucibel e sarebbe a lui soggetto; la sua anima, che \u00e8 puro spirito, sarebbe invece opera e propriet\u00e0 del Dio buono.<\/p>\n<p>L\u2019unico testo cataro giunto fino a noi dimostra di ignorare la differenza tra volont\u00e0 divina attiva e volont\u00e0 divina permissiva come formulata da san Giovanni Damasceno (\u2020749) (5), cio\u00e8 la risposta \u00abcattolica\u00bb all\u2019o\u00adbiezione secondo cui la prescienza di un singolo Dio creatore sarebbe in contraddizione con la sua bont\u00e0, in quanto Questi creerebbe anche anime destinate a dannarsi:\u00a0<em>\u00abDico infatti: come \u00e8 impossibile che ci\u00f2 che \u00e8 passato non sia passato, cos\u00ec ci\u00f2 che avverr\u00e0 \u00e8 impossibile che non avvenga. E soprattutto agli occhi di Dio, che dall\u2019inizio conosce e sa quello che deve accadere <\/em>[\u2026] <em>senza alcun dubbio era necessario ai suoi occhi che il futuro fosse determinato nel suo pensiero, perch\u00e9 Egli sapeva e conosceva da sempre tutte le cause che sono necessarie per portare a realizzazione il destino\u00bb<\/em> (6).<\/p>\n<p>Non bisognerebbe, quindi, giudicare i giudei e il prefetto romano Ponzio Pilato colpevoli della morte di Cristo, perch\u00e9 fu Dio a \u00abcolpire\u00bb suo Figlio allorch\u00e9 ne toller\u00f2 la morte, che essi non avrebbero potuto infliggere se il Signore Dio non lo avesse personalmente concesso. Cristo stesso, infatti, dice a Pilato: <em>\u00abTu non avresti contro di me nessun potere, se non ti fosse stato dato dall\u2019alto\u00bb<\/em> (7). Dio, dunque, sarebbe necessariamente la causa e il principio di ogni male, ma Dio \u00e8 il bene e questa sarebbe una conclusione inaccettabile. Ecco come sarebbe dimostrata l\u2019esistenza di un dio malvagio, Lucibel, creatore di tutte le cose materiali, destinate a corrompersi e a morire, e degli angeli malvagi (8).<\/p>\n<p>Lucifero sarebbe riuscito con l\u2019inganno a salire al cielo e ci\u00f2 avrebbe provocato una battaglia che l\u2019avrebbe visto sconfitto. Precipitato in terra, avrebbe portato con s\u00e9 la terza parte delle stelle e gli angeli che le abitavano. Questi spiriti sarebbero stati imprigionati nei corpi e non avrebbero potuto pi\u00f9 essere liberati se non avesse provveduto a ci\u00f2 il Cristo. Per mantenere netta la distinzione fra bene e male, fra materiale e immateriale, l\u2019incarnazione di Cristo viene negata. Perci\u00f2 sarebbe inferiore a Dio, ma privo di qualsiasi compromissione con il male; dunque non avrebbe avuto un corpo, n\u00e9 avrebbe mai effuso il suo sangue, avendo mostrato agli uomini solo un\u2019immagine di s\u00e9 (9). L\u2019anima dei prescelti si libererebbe gradualmente dall\u2019involucro corporale e attraverso una serie di reincarnazioni raggiungerebbe la redenzione finale, tornando a essere spirito buono.<\/p>\n<p>Che tale fosse il loro pensiero trova conferma in quanto scrive l\u2019inquisitore mons. Bernardo Gui O.P. (1261-1331), sulla scorta di interrogatori da lui effettivamente svolti e riportati negli atti processuali del tempo: <em>\u00abL\u2019eresia consiste nel credere che Dio non sia unico bens\u00ec che vi siano due creatori, ovvero Dio e il diavolo e cos\u00ec (essi) credono nella esistenza di due creazioni: l\u2019una invisibile ed incorporea e l\u2019altra visibile e corporea. Per la stessa ragione credono vi siano due chiese: una benevola che identificano nella loro setta e l\u2019altra che sarebbe la vera chiesa, considerata da loro maligna.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCon impudenza essi chiamano la chiesa romana, madre di tutte le fornicazioni, una grande Babilonia, meretrice, basilica del diavolo e sinagoga di satana, i manichei dimostrano il loro disprezzo per tutti i gradi della sua gerarchia e i suoi statuti e inoltre chiamano eretici tutti i fedeli e li accusano di perseverare nell\u2019errore, per questo stabiliscono dogmaticamente che nessuno potr\u00e0 mai salvarsi nella chiesa romana.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abOltre a ci\u00f2 ritengono inutili tutti i sacramenti della chiesa romana ovvero l\u2019eucarestia, il battesimo con l\u2019acqua, la confermazione l\u2019ordine sacro, l\u2019estrema unzione e inoltre il matrimonio tra un uomo e una donna\u00bb<\/em>. E ancora: <em>\u00abAllo stesso modo rifiutano l\u2019incarnazione del nostro signore Ges\u00f9 cristo, il parto della Vergine Maria. Non credono che Cristo sia morto e che dunque non sia risuscitato, perci\u00f2 Maria non \u00e8 la vera madre di Dio. Essi credono in uomini esperti e capaci. Si astengono dal mangiare non solo la carne, ma anche i formaggi, le uova, e tutto ci\u00f2 che sia prodotto dagli animali. Inoltre i manichei non uccidono nessun animale, poich\u00e9 credono fermamente che negli animali possono essere quegli spiriti dei defunti che non sono ancora entrati a far parte della loro setta. Il passaggio degli spiriti da un corpo all\u2019altro (la reincarnazione) avviene mediante l\u2019imposizione delle mani (che essi chiamano consolamentum) questi eretici poi, non hanno nessun contatto con le donne\u00bb<\/em>. Inoltre, scrive Gui,\u00a0<em>\u00abcontestano che nel pane ci sia il corpo di Cristo perch\u00e9, sostengono, se cos\u00ec fosse, sarebbe stato gi\u00e0 mangiato tutto. L\u2019ostia viene digerita nel ventre ed espulsa infimamente, l\u2019acqua materiale \u00e8 cosa infima e i chierici arrivano a vendere quell\u2019acqua<\/em> [\u2026]<em>. Non \u00e8 possibile adorare la croce di Cristo perch\u00e9 non si pu\u00f2 adorare un patibolo\u00bb <\/em>(10).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 corporeo sarebbe esecrabile, perch\u00e9 creato da Lucifero: l\u2019unione con una donna era maligna, come lo erano il matrimonio e il parto stesso. Coerentemente, la morte del corpo era da affrettare tramite il suicidio o l\u2019omicidio rituali, che essi chiamavano \u00ab<em>endurum<\/em>\u00bb. Si arrivava a consigliare cinque modalit\u00e0 diverse per porre termine alla propia vita: l\u2019avvelenamento, la morte per fame, il dissanguamento, il gettarsi da un precipizio o la congestione polmonare \u2014 provocata con il distendersi su una lastra di ghiaccio dopo un bagno bollente \u2014 e lo strangolamento.<\/p>\n<p>Al loro interno i catari si distinguevano in \u00abcredenti\u00bb, a loro volta separati in \u00abbuoni uomini\u00bb e \u00abbuone donne\u00bb, non vincolati all\u2019osservanza di tutti i precetti, e i \u00abperfetti\u00bb, suddivisi in Figli Maggiori e Figli Minori, che impartivano il <em>consolamentum<\/em> alle dipendenze di un vescovo. Le comunit\u00e0 erano rette da un Anziano, cio\u00e8 da un perfetto che aveva ricevuto il <em>consolamentum<\/em>.<\/p>\n<p>In conclusione, nel caso del catarismo non si rinviene il rigetto di un dogma specifico della Chiesa Cattolica, ma piuttosto il rifiuto di tutta la fede cristiana. Il movimento cataro, dunque, a parere di chi scrive, non fu eretico bens\u00ec apostata, non avendo nulla in comune con il cristianesimo anche ereticale.<\/p>\n<p>La vita molto austera dei \u00abperfetti\u00bb \u2014 castit\u00e0, digiuni, abbigliamento dimesso \u2014 faceva s\u00ec che essi fossero spesso ritenuti cristiani molto virtuosi e ci\u00f2 consentiva loro di fare proseliti fra i credenti.<\/p>\n<p>Molto importante in Linguadoca fu l\u2019appoggio delle famiglie nobili locali, convinte di difendere cos\u00ec i propri costumi e la loro autonomia (11).<\/p>\n<p>Nel conflitto armato contro i catari, motivazioni politiche si mescolarono a quelle religiose e vi parteciparono anche avventurieri desiderosi di acquisire nuovi guadagni e ampliare i propri possedimenti.<\/p>\n<h4><strong>I valdesi e gli albigesi <\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-56068 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/valdesi_riforma.png\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/valdesi_riforma.png 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/valdesi_riforma-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/>Intorno all\u2019anno 1170 Pietro Valdo (1140-1218), un ricco commerciante di Lione, aveva fatto tradurre il\u00a0<em>Nuovo Testamento<\/em> in francese e aveva fondato un nuovo movimento, che i trovatori provenzali denominavano <em>Nova Leyczon<\/em>. I seguaci furono denominati valdesi e, pur aderendo a una\u00a0fede differente, avevano in comune con i catari l\u2019avversione verso la Chiesa Cattolica. Vi fu tra loro un rapporto talmente stretto che la parola \u00abalbigese\u00bb \u2014 letteralmente \u00ababitante di Albi\u00bb, cittadina della Francia meridionale dove la presenza del catarismo era preponderante \u2014 fin\u00ec per denotare indifferentemente valdesi e catari.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il movimento dei \u00abpoveri di Lione\u00bb, almeno alle origini, non si percepiva come estraneo alla Chiesa. La fedelt\u00e0 al Papa del movimento valdese delle origini \u00e8 testimoniata dalla ricerca di approvazione ecclesiastica espressa in occasione del terzo concilio del Laterano, nel 1176. Quando incontrarono a Roma il Pontefice Alessandro III (1159-1181), i valdesi dichiararono la propria contrariet\u00e0 al movimento cataro. Il Papa dimostr\u00f2 apprezzamento per il loro proposito di vivere in maniera povera e conforme al dettato evangelico, ma non accolse la loro richiesta di predicare le Scritture senza l\u2019intermediazione del clero.<\/p>\n<p>Lo strappo avvenne quattro anni dopo. Nel 1180 fu convocato dal vescovo di Albano, il cardinale Enrico di Marcy (\u20201189), un sinodo a Lione, nel quale Valdo e i suoi seguaci dichiararono la propria completa \u00abortodossia\u00bb e fedelt\u00e0 alla Chiesa e, al contempo, esposero quelli che consideravano gli errori dei catari. Essi, tuttavia, vollero anche formalizzare le richieste di lettura e di predicazione della Bibbia da parte dei propri aderenti, uomini e donne laici. Tali istanze furono successivamente considerate inaccettabili dalla Chiesa romana, preoccupata della confusione dottrinale che la lettura e l\u2019interpretazione dei testi sacri da parte di laici avrebbe potuto provocare. Inoltre, la definizione della transustanziazione, cio\u00e8 della totale conversione della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo in forza delle parole della consacrazione pronunziate dal sacerdote nella Messa, fu rifiutata dai valdesi, i quali divennero, cos\u00ec, eretici, anche se non apostati.<\/p>\n<h4><strong>La crociata<\/strong><\/h4>\n<p>Verso la fine del secolo XII il manicheismo, specialmente in Provenza, era diffuso in tutte le classi sociali. Italia, specialmente a Milano, Firenze, Viterbo e in altri luoghi minori, i catari avevano acquisito una notevole rilevanza sociale. Ben due concili francesi condannarono la loro dottrina: quello di Reims, nel 1049, e quello di Tours, nel 1163. Si succedettero diverse missioni cattoliche per illustrare ai catari quali fossero i punti da correggere nelle loro convinzioni. Una di queste, affidata ai cistercensi, fu organizzata da Papa Innocenzo III (1198-1216), ma non ebbe l\u2019esito sperato. Infine, si recarono in Linguadoca, nel sud della Francia, Diego d\u2019Acevedo (1170-1207), vescovo della diocesi spagnola di Osu\u00f1a, e il sottopriore del suo capitolo, Domenico di Guzm\u00e1n (1170-1221). Il loro approccio fu adeguato allo stile dell\u2019avversario: inviarono i propri missionari a predicare a due a due, in abiti poveri, scalzi, pronti a disputare con chiunque. Se \u00e8 vero che neanche questa missione ebbe un esito fruttuoso nell\u2019immediato, essa costitu\u00ec per\u00f2 una delle concause che portarono alla nascita dell\u2019ordine dei frati predicatori, i domenicani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-59148 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/albigiesi_crociata.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"195\" \/>Nel 1167, un eresiarca di nome Nicheta aveva presieduto un concilio delle chiese manichee, con la partecipazione di eminenti nobili ed eresiarchi delle comunit\u00e0 del nord e del sud della Francia, dell\u2019Italia settentrionale e dei Balcani (12). Altri nobili di Tolosa sollecitarono nel 1177 l\u2019intervento della Chiesa e, due anni dopo, durante il Concilio Lateranense III, Papa Alessandro III scomunic\u00f2 i catari.<\/p>\n<p>A guardare con benevolenza il movimento cataro erano soprattutto i nobili discendenti dai re visigoti che, al contrario, e comprensibilmente, nutrivano una certa ostilit\u00e0 nei confronti del re di Francia Filippo II (1165-1223) e della riorganizzazione politico-amministrativa del regno, da lui intrapresa, che accresceva il suo potere effettivo al di fuori dell\u2019Ile-de-France (13).<\/p>\n<p>Negli anni immediatamente successivi alla scomunica la presenza dei catari fu relativamente tollerata dalla Chiesa, che la giudicava poco pi\u00f9 che un\u2019appendice dei numerosi conflitti esistenti tra feudatari e potere regio. L\u2019atteggiamento mut\u00f2 radicalmente in seguito all\u2019uccisione, il 15 gennaio 1208, del beato Pietro Castelnau (1170-1208), legato pontificio di Innocenzo III, caduto vittima di un agguato da parte dei catari, che lo avevano assassinato senza alcun motivo specifico. Il Pontefice prese atto che l\u2019omicidio andava interpretato come un episodio della guerra gi\u00e0 in essere contro la Chiesa e incaric\u00f2 Arnaldo Amaury (\u20201225), abate di Citeaux, in Borgogna, di organizzare una crociata. Questi si avvalse come condottiero del nobile Simone di Montfort (1170-1218)<\/p>\n<p>Come si \u00e8 detto, l\u2019evento bellico non ebbe risvolti esclusivamente religiosi, perch\u00e9 offr\u00ec l\u2019occasione di rendere effettiva sui territori del Meridione la sovranit\u00e0 del re di Parigi, che per decenni era stata solo nominale. Di conseguenza i francesi del sud \u2014 cattolici, eretici o apostati che fossero \u2014 vissero la discesa delle truppe reali come un\u2019invasione.<\/p>\n<p>La prima citt\u00e0 ad essere conquistata fu B\u00e9ziers. A questo assedio \u00e8 associata la \u00ableggenda nera\u00bb della crociata contro gli albigesi. Alla presa della citt\u00e0 Montfort avrebbe chiesto al legato Amaury se bisognasse distinguere, fra gli abitanti, i cattolici dai valdesi e dai catari, e avrebbe avuto la seguente risposta: \u00abUccideteli tutti, Dio riconoscer\u00e0 i suoi\u00bb; una frase enfatizzata da numerosi divulgatori, anche autorevoli, ma non necessariamente veritiera. Nelle pur numerose cronache della crociata non vi \u00e8 traccia di questo ordine.<\/p>\n<p>La fonte pi\u00f9 antica che riporta l\u2019episodio \u00e8 il <em>Dialogus Miracolorum<\/em> (1222 ca.), un centone apologetico di vari miracoli scritto dal monaco cistercense, Cesario di Heisterbach (ca. 1180-1240 ca.), vissuto in una abbazia del nord della Germania e mai recatosi in Provenza. Fra i molti miracoli che raccoglie vi \u00e8 anche quello che segue, introdotto tuttavia da un non troppo rassicurante <em>Fertur dixisse\u00bb<\/em> \u2014 \u00absi dice che\u2026\u00bb \u2014: mentre i crociati facevano strage a B\u00e9ziers, Dio avrebbe riconosciuto i \u00absuoi\u00bb, permettendo ai non catari di sfuggire alla mattanza (14).<\/p>\n<p>In realt\u00e0 quell\u2019anno i crociati avevano, prima dell\u2019assalto finale, inviato ripetutamente ambasciatori per invitare la citt\u00e0 alla resa. Secondo le cronache del tempo il massacro di B\u00e9ziers fu causato da una sortita notturna dei catari che avevano attaccato i \u00ab<em>ribauds<\/em>\u00bb \u2014 da cui trae origine il termine \u00abribaldo\u00bb \u2014, feroci truppe mercenarie che respinsero i catari e li inseguirono fin dentro alla citt\u00e0, compiendo il massacro (15).<\/p>\n<p>I catari e i loro sostenitori reagirono con una serie di atrocit\u00e0, che resero quella guerra una delle pi\u00f9 spietate di tutto il Medioevo (16). La presa di Monts\u00e9gur, ultima citt\u00e0 controllata dai catari, il 16 marzo 1644, e l\u2019uccisione di circa duecento \u00abperfetti\u00bb, come rappresaglia per l\u2019assassi\u00adnio di due inquisitori, pose fine alla crociata, mentre il catarismo venne combattuto e vinto a pi\u00f9 livelli: quello intellettuale, per esempio con la fondazione dell\u2019uni\u00adversit\u00e0 di Tolosa per la preparazione dei predicatori; quello pastorale, con la predicazione evangelica dei domenicani e quello istituzionale, con la diffusione del tribunale dell\u2019inquisizione, che non fu\u00a0<em>\u00abla sinistra istituzione burocratica e repressiva della leggenda\u00bb\u00a0<\/em>(17). Del resto,<em>\u00a0\u00abl\u2019arma dell\u2019in\u00adquisizione era la ragione, non il terrore,<\/em>\u00a0[per estirpare l\u2019incredu\u00adlit\u00e0]\u00a0<em>con la persuasione e la riconciliazione\u00bb <\/em>(18).<\/p>\n<h4><strong>Sopravvivenza dei catari e loro tracce fino ai giorni nostri<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-51421 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/massoneria-1.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/massoneria-1.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/massoneria-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/>Non tutti i nobili catari erano scesi in battaglia durante la crociata. Il catarismo sopravvisse, confondendosi o rifugiandosi in altre consorterie. Cos\u00ec, secondo alcuni autori, si rinvengono Maestri e Siniscalchi catari nell\u2019ordine dei Templari, poi in societ\u00e0 segrete gnostiche \u2014 la societ\u00e0 dei Rosacroce nascerebbe nel monastero di Loudun, fondato nel 1334, dove inoltre, in alcuni manoscritti, si rinviene per la prima volta in Occidente la rosa araldica sormontata dal simbolo orientale della svastica \u2014, infine nella massoneria (19).<\/p>\n<p>In particolare, fra le logge massoniche particolarmente fiorenti nella Germania del primo dopoguerra si collocava la loggia luminosa, o \u00absociet\u00e0 di Vril\u00bb, conosciuta come Gruppo di Thule, emanazione della loggia \u00abOrdine dei Tedeschi\u00bb, che propugnava la purezza della razza. Nel 1918 Karl Haushoffer (1869-1946), membro del Gruppo Thule, dopo un viaggio in Oriente, si stabil\u00ec a Monaco di Baviera, dove ader\u00ec al nascente Partito Operaio di Germania \u2014 che nel 1920 si trasformer\u00e0 poi nel Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori \u2014 e conobbe Adolf Hitler (1889-1945). Componenti del gruppo furono, fra gli altri, Hans Frank (1900-1946), il futuro governatore della Polonia, Dietrich Eckart (1868-1923), amico personale di Hitler e direttore del giornale del partito, Arthur Rosenberg (1889-1943), ideologo ufficiale del nazionalsocialismo, e Rudolf Hess (1894-1987). La figura che attesta l\u2019in\u00adteresse del regime per i catari \u00e8 quella di Otto Rahn, membro del Gruppo Thule, il quale, su ordine di Rosenberg, effettu\u00f2 due spedizioni a Mont\u00ads\u00e9\u00adgur nelle grotte dei catari e scrisse\u00a0<em>Crociata contro il Graal<\/em>.<\/p>\n<p>Un \u00abfilo rosso\u00bb pare poi collegare i catari a fatti culturali molto pi\u00f9 vicini a noi nel tempo e che innegabilmente subiscono almeno la suggestione di quella ideologia.\u00a0<em>\u00abSe ora guardassimo alla nostra societ\u00e0, potremmo ritrovarvi alcuni elementi che lasciano pensare ad un \u201critorno di fiamma\u201d di un certo <\/em>catarismo<em>, privato per\u00f2 in parte della sua portata teologico-spirituale. Come infatti tra i catari era proibito il matrimonio, cos\u00ec oggi buona parte della societ\u00e0 moderna \u00e8 tendenzialmente ostile ad ogni forma di unione stabile e duratura tra uomo e donna. Se i catari di ieri, per\u00f2, non si sposavano per una forma di ascetismo tesa all\u2019acquisto del paradiso, gli uomini di oggi non lo fanno perch\u00e9 desiderano rimanere liberi, privi di impegni definitivi, facendo cos\u00ec della loro \u201clibert\u00e0\u201d un proprio piccolo dio da adorare e soprattutto raggiungere.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTra i catari, poi, era vietato mangiare carni animali, e ci\u00f2 sempre, ben inteso, per finalit\u00e0 spirituali, per liberarsi cio\u00e8 dagli influssi demoniaci e poter tendere cos\u00ec verso la gloria del Paradiso. La societ\u00e0 contemporanea condivide in parte questo astenersi dal mangiare carni animali. Ci\u00f2 per\u00f2 non per motivazioni ascetico-religiose, come accadeva nel medioevo, bens\u00ec perch\u00e9 \u00e8 ritenuta disumana l\u2019uccisione di animali per l\u2019alimentazione dell\u2019uomo. E di questo astenersi dal mangiare carne se ne fa spesso un segno di civilt\u00e0 e di progresso (sebbene poi si tolleri l\u2019uccisi\u00adone di milioni di bambini nei ventri delle madri\u2026), progresso al quale tutti dovrebbero tendere e a cui tutto occorrerebbe asservire, pena il rimanere indietro rispetto a non si sa bene quale traguardo da raggiungere.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCome domenicani ci viene domandato, oggi come ieri, di predicare Cristo con\u00a0assiduit\u00e0, dolcezza e verit\u00e0 (<\/em>opportune et importune<em>, direbbe S. Paolo) a tutti gli uomini, mettendoli in guardia da false ideologie, false morali e persino falsi d\u00e8i\u00bb <\/em>(20).<\/p>\n<h4><strong>Note<\/strong>:<\/h4>\n<p><strong>1)<\/strong> <em>Codice di Diritto Canonico<\/em>, art. 751.<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em><\/p>\n<p><strong>3) <\/strong>Mani (216-277), predicatore di origine iranica, nasce nella regione di Babilonia. Battezzato, ripudia il cristianesimo e propugna una religione sincretistica basata sull\u2019esistenza di due opposti princ\u00ecpi.<\/p>\n<p><strong>4)<\/strong> Il paulicianesimo \u00e8 una denominazione religiosa sorta in Armenia nel secolo VII e diffusasi tramite la predicazione di Costantino di Manamali (\u2020682), che pretendeva di rifarsi direttamente agli insegnamenti e all\u2019azione di san Paolo apostolo. La sua dottrina era ispirata a un dualismo nettamente manicheo, che contrapponeva il Dio celeste al Creatore, respingeva il Vecchio Testamento e negava l\u2019Incarnazione.<\/p>\n<p><strong>5)<\/strong> Cfr. Giovanni Damasceno, <em>Esposizione della fede ortodossa<\/em>, 2, 29, consultabile all\u2019indirizzo <em>web<\/em> <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/spirit\/documents\/%1fspirit_20030124_giovanni-damasceno_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.vatican.va\/spirit\/documents\/\u00adspirit_20030124_giovanni-damasceno_it.html<\/a> \u00a0(gli indirizzi internet dell\u2019intero articolo sono stati consultati il 29-6-2023).<\/p>\n<p><strong>6)<\/strong> Anonimo Cataro, <em>Libro dei due principi<\/em>, trad. it., ESD. Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2010, p. 81.<\/p>\n<p><strong>7)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 335.<\/p>\n<p><strong>8)<\/strong> Giacomo Bettini, <em>Introduzione<\/em> a <em>ibid<\/em>., p. 27.<\/p>\n<p><strong>9)<\/strong> Cfr. Otto Rahn (1904-1939), <em>Crociata contro il Graal. Grandezza e caduta degli Albigesi<\/em>, trad. it., AGA. Arti Grafiche Ambrosiane, Cusano Milanino 2014, p. 193.<\/p>\n<p><strong>10)<\/strong> Bernardo Gui, <em>Pratica inquisitionis ereticae pravitatis<\/em>, capitolo V, Alphonse Picard, Parigi 1886.<\/p>\n<p><strong>11)<\/strong> Cfr. Christopher Tyerman, <em>Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate<\/em>, trad. it., Einaudi, Torino 2017, pp. 591-593.<\/p>\n<p><strong>12)<\/strong> Cfr. O. Rahn, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>., p. 252.<\/p>\n<p><strong>13)<\/strong> Sul regno di Filippo II in rapporto alla formazione dello Stato moderno cfr. Francesco Pappalardo, <em>La parabola dello Stato moderno. Da un mondo \u00absenza Stato\u00bb a uno Stato onnipotente<\/em>, D\u2019Ettoris, Crotone 2022, pp. 136-137.<\/p>\n<p><strong>14)<\/strong> Un altro dettaglio, rivelativo del fatto che Cesario possa aver sacrificato la veridicit\u00e0 fattuale in vista di una resa ancora pi\u00f9 edificante dell\u2019apologo \u00e8 la perfetta sovrapponibilit\u00e0 delle parole di Amaury con il versetto biblico della seconda Lettera a Timoteo: <em>\u00abTuttavia le solide fondamenta gettate da Dio resistono e portano questo sigillo: Il Signore conosce quelli che sono suoi\u00bb<\/em> (<em>2Tim<\/em>, 2,19).<\/p>\n<p><strong>15)<\/strong> Cfr. Vittorio Messori, <em>Una \u00abLega anticalunnia\u00bb in difesa dei cattolici<\/em>, in <em>Corriere della Sera<\/em>, 31-1-2007.<\/p>\n<p><strong>16)<\/strong> Cfr. C. Tyerman, <em>Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate<\/em>, cit., pp. 606-607.<\/p>\n<p><strong>17)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 616.<\/p>\n<p><strong>18)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em><\/p>\n<p><strong>19)<\/strong> Cfr. Jan Michel Angebert, <em>Hitler et la tradition catare<\/em>, Robert Laffont, Parigi 1976, p. 174.<\/p>\n<p><strong>20)<\/strong> Fabrizio P.M. Cambi O.P.,\u00a0<em>Un nuovo \u00abcatarismo\u00bb e i domenicani di oggi<\/em>, nel sito <em>web<\/em> <a href=\"https:\/\/www.dominicanes.it\/predicazione\/meditazioni\/286-un-nuovo-catarismo-e-i-domenicani-di-oggi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.dominicanes.it\/predicazione\/meditazioni\/286-un-nuovo-catarismo-e-i-domenicani-di-oggi.html<\/a> .<\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p><strong>Su catari e albigiesi:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/page\/4\/?s=catari\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">La crociata contro gli albigiesi<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/uccideteli-tutti-dio-riconoscera-i-suoi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00abUccideteli tutti, Dio riconoscer\u00e0 i suoi\u00bb<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/simone-weil-una-catara-del-novecento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Simone Weil. Una catara del Novecento<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/e-lecologista-arruola-il-virus-il-fatale-esito-di-unantica-eresia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">E l\u2019ecologista arruola il virus. Il fatale esito di un\u2019antica eresia<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/simone-weil-una-catara-del-novecento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Simone Weil. Una catara del Novecento<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abstract: catari e albigiesi di ieri e di oggi. Molte sono le verit\u00e0 storiche deformate. Tra quelle che lo sono state al punto da divenire \u00ableggende nere\u00bb vi \u00e8 la cosiddetta \u00abcrociata\u00bb contro gli albigesi, o catari. 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