{"id":59101,"date":"2024-01-18T00:00:00","date_gmt":"2024-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=59101"},"modified":"2024-01-14T15:34:08","modified_gmt":"2024-01-14T14:34:08","slug":"la-storia-secondo-santagostino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-storia-secondo-santagostino\/","title":{"rendered":"La storia secondo sant\u2019Agostino (*)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.culturaeidentita.org\/\"><span style=\"color: #0000ff;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-28902 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/S-Agostino.jpg\" alt=\"La storia secondo sant\u2019Agostino\" width=\"194\" height=\"260\" \/>Cultura&amp;Identit\u00e0<\/span><\/a><\/strong> <span style=\"color: #000000;\">rivista di studi conservatori n.40 29 Giugno 2023<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>La lettura della storia umana alla luce della fede cristiana \u00e8 stata una delle grandi conquiste del pensiero agostiniano: la \u201cteologia delle due citt\u00e0\u201d, di Dio e del diavolo, \u00e8 ancora un criterio ermeneutico essenziale per qualunque indagine sulla storia in una prospettiva non meramente naturalistica. La espone un grande filosofo metafisico del Novecento<\/em> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Michele Federico Sciacca<\/strong><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1.IL PROBLEMA DELLA STORIA E I FONDAMENTI METAFISICI DI ESSA<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-59103\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/storia_passato_presente.jpeg\" alt=\"La storia secondo sant\u2019Agostino\" width=\"270\" height=\"253\" \/>Parlare del concetto di storia in Agostino [354-430] pu\u00f2 sembrare porsi un problema in lui inesistente o addirittura risolto in senso negativo: non c\u2019\u00e8 conoscenza razionale o filosofia della storia ma solo teologia. E indubbiamente per il gran Vescovo non c\u2019\u00e8 soluzione totale del problema della storia n\u00e9 intelligibilit\u00e0 di essa senza il ricorso ai dati della Rivelazione. Ci\u00f2 per\u00f2 non significa che egli neghi il momento razionale o filosofico, anzi proprio su questo, secondo lui, s\u2019innesta quello sovrannaturale o teologico, senza che sia negata la possibilit\u00e0 di una metafisica e di una logica della storia, di una metafisica dell\u2019interiorit\u00e0 e di una logica che \u00e8 dialetticit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il mondo esiste per un atto volontario di Dio che lo ha creato: avrebbe potuto anche non essere; \u00e8, perch\u00e9 Dio ha liberamente voluto che fosse.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1 La contingenza<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La sua esistenza \u00e8 dunque contingente: la <em>contingenza<\/em> \u00e8 il primo fondamento metafisico della storia. Un mondo eterno sarebbe senza storia: c\u2019\u00e8 storia dove c&#8217;\u00e8 creatura e dove c&#8217;\u00e8 creatura c&#8217;\u00e8 contingenza. Infatti, un mondo eterno significa: a) vi \u00e8 un principio, in se immutabile, estraneo, \u201clontano\u201d, da cui eternamente emanano delle apparenze, che svaniscono come ombre; di esso non c&#8217;\u00e8 storia, n\u00e9 delle sue apparenze, che compaiono e scompaiono come immagini riflesse in uno specchio; b) il principio eterno si risolve dinamicamente nel suo stesso divenire, anzi quest&#8217;ultimo \u00e8 la sua essenza; <em>ab aeterno<\/em> il principio adegua il divenire e viceversa. Osserviamo che ove c&#8217;\u00e8 divenire perenne non c&#8217;\u00e8 eternit\u00e0 ma perpetuit\u00e0 non infinito ma definito e ove l&#8217;essenza dell&#8217;essere e il divenire stesso, questo non ha pi\u00f9 quell&#8217;essenza sua per cui \u00e8 tale. Lessere nella sua assolutezza e; pu\u00f2 essere senza la contingenza, ma la contingenza, se c&#8217;\u00e8, non \u00e8 e non pu\u00f2 essere l&#8217;essere assoluto; e se esso \u00e8 la stessa contingenza e in essa tutto si risolve, non c&#8217;\u00e8 l&#8217;essere, ma la contingenza sola, la quale, non potendo essere da s\u00e9, e solo affermata assurdamente \u00e8 in contraddizione con la sua stessa essenza. \u00c8 impossibile parlare di storia perch\u00e9 si \u00e8 negato lo stesso suo fondamento, che \u00e8 la contingenza, che se \u00e8, e per un atto volontario creativo dell&#8217;essere non contingente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">N\u00e9, come \u00e8 noto, \u00e8 esatto dire, per sant&#8217;Agostino, Che Dio ha creato il mondo nel tempo, in quanto non vi \u00e8 tempo prima della creazione: anche il tempo \u00e8 creatura di Dio, ha inizio con la creazione e \u00ab[\u2026]\u00a0 <em>non vi era tempo prima dell\u2019inizio del tempo<\/em>\u00bb (1). E, come creatura, il tempo e anch&#8217;esso contingente e non coeterno a Dio: la contingenza del tempo e la contingenza della storia, che \u00e8 temporale, ed \u00e8 la contingenza della storia, che \u00e8 temporale, ed \u00e8 la contingenza stessa del mondo.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>2 La partecipazione<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-59105\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/eterno.jpeg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"194\" \/>Stabilito il principio della contingenza, con altrettanta forza \u00e8 affermato quello della <em>partecipazione<\/em> analogica tra l&#8217;eterno creante e il contingente creato. Proprio il primo evento \u201cstorico\u201d, che \u00e8 la creazione, comporta un vincolo ontologico tra il creatore e la creatura: il mondo e ogni suo ente avrebbe potuto non essere, ma una volta che \u00e8, e <em>dal<\/em> e <em>per <\/em>il creatore. Questo vincolo creaturale a un moto dialettico: all\u2019Eterno al temporale e dal temporale all\u2019Eterno, che non \u00e8 un viaggio di andata e uno di ritorno: l\u2019ente che \u00e8 <em>da<\/em> Dio, per il fatto che \u00e8 da Lui, \u00e8, come tale, <em>per <\/em>Lui. L\u2019andata e il ritorno sono implicati nella essenza stessa dell\u2019ente creato e la dialettica del <em>da<\/em> e del <em>per<\/em> \u00e8 ancora l\u2019implicanza dei due termini pur nella loro distinzione. O, se si preferisce: il movimento dal Creatore alla creatura pone l\u2019altro dalla creatura al Creatore; cio\u00e8, per il fatto che la creatura \u00e8 creatura, per sua natura ed essenza, \u00e8 portata a tendere a Dio, anche se e quando tende ad altro: il tendere ad altro \u00e8 una \u201cdiversione\u201d che non distrugge la tendenza, la sola essenziale, di \u201cconvergere\u201d in Dio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli anni di Dio sono il suo <em>hodiernus dies<\/em>, l\u2019oggi eterno, attraverso cui sono passati (<em>transierunt<\/em>) tutti gli anni dei nostri padri e nostri, in quanto dall\u2019oggi di Dio hanno ricevuto misura (<em>modus<\/em>) ed esistenza (<em>utcumque existerunt<\/em>); e cos\u00ec sar\u00e0 per quelli che verranno (2). Dio non \u00e8 i nostri anni (la storia), ma tutti i nostri anni passano dal Suo Oggi creante; e a quest\u2019Oggi aspirano a tornare le creature intelligenti. Si noti: dall\u2019eterno al temporale e all\u2019eterno ancora: il temporale (la storia) sta in mezzo, come chiuso dall\u2019eternit\u00e0: il suo inizio \u00e8 l\u2019eterno e l\u2019eterno il suo fine. Dunque la storia, non solo ha una finalit\u00e0 superstorica, ma anche un principio: la sorgente \u00e8 anche la sua foce; l\u2019eterno \u00e8 sorgente e foce. E siccome essa porta in s\u00e9 il vestigio della sorgente e della foce, non scorre come fiume dal monte al mare, ma zampilla come getto d\u2019acqua, il cui \u201csfociare\u201d \u00e8 tornare \u2014 come aspirazione \u2014 al punto sorgivo da cui ha zampillato. Vi \u00e8 certo un duplice movimento di discesa ed ascesa, ma non c\u2019\u00e8 separazione: gi\u00e0 nella discesa \u2014 l\u2019atto creante le creature \u2014 \u00e8 implicita, ontologicamente, nella creatura stessa, la direzione di ascesa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-59106\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/creazione_Genesi.jpeg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"263\" \/>Sulla base della contingenza, la partecipazione analogica tra l\u2019Eterno creante e il contingente creato si presenta anche da un altro aspetto. Ogni ente creato \u00e8 contingente, in quanto avrebbe potuto non essere, ma, una volta creato, non pu\u00f2 nella sua essenza essere diverso da quello che \u00e8: \u00e8 contingente, ma la sua essenza gli \u00e8 necessaria: non \u00e8 da s\u00e9, ma, una volta che \u00e8, \u00e8 quello che \u00e8 per essenza. L\u2019uomo, il soggetto della storia e di cui \u2014 e solo di lui \u2014 c\u2019\u00e8 storia, \u00e8 ente contingente dotato d\u2019intelligenza; e non c\u2019\u00e8 intelligenza senza verit\u00e0, la quale \u00e8 interiore all\u2019uomo, presente alla sua mente, di cui \u00e8 <em>lumen<\/em>; ma \u00e8 superiore alla mente e la trascende. Nel mutabile uomo vi \u00e8 qualcosa d\u2019immutabile, facente parte della sua essenza spirituale; nell\u2019uomo intelligente vi \u00e8 qualcosa di necessario; nell\u2019uomo temporale vi \u00e8 la presenza dell\u2019eterno. L\u2019uomo mortale \u00e8 capace di pensieri immortali, come dice Aristotele [384-322 a.C.]; lo \u00e8 per la sua partecipazione all\u2019essere, alla verit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"> Senza di essa e se tutto nell\u2019uomo fosse contingente, non vi sarebbe storia, la quale ha un suo ordine, di origine divina, perch\u00e9 tale ordine \u00e8 nell\u2019uomo, che la fa; non vi sarebbe storia, perch\u00e9 gli avvenimenti e le opere, come non espressive di valori, sarebbero senza valore e perci\u00f2 \u201cnon gi\u00e0 avvenuti e pur presenti\u201d, ma semplicemente avvenuti, morti, nati senza storia. Pertanto la dialettica di eterno-temporale e temporale-eterno, di cui \u00e8 fondamento la contingenza che implica necessariamente il tempo, fondamento della storia, rende possibile la storia stessa in quanto giustifica, proprio per la permanenza del valore e per la sua trascendenza, la storicit\u00e0, che \u00e8 \u2014 e c\u2019\u00e8 \u2014 solo perch\u00e9 storicamente \u2014 e, dunque, nel e col tempo \u2014 si manifesta il valore, che non \u00e8 creato dal tempo, ma fa che il tempo abbia un senso storico e sia tempo di valore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Una storia che crea il valore, prodotto dal suo stesso divenire, nega la storicit\u00e0, il senso della storia, se stessa; \u00e8 appunto lo storicismo, che \u00e8 la concezione della storia senza valore storico, senza storicit\u00e0, la quale \u00e8 la storia degli eventi e delle opere umane esprimenti valori non storici e pur producenti non <em>nella<\/em> storia \u2014 come se vi potesse essere la storia e poi i valori da mettere dentro \u2014, ma <em>la <\/em>storia stessa attraverso l\u2019attivit\u00e0 spirituale umana in tutte le sue forme.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Non c\u2019\u00e8 storia senza tempo, ma vi pu\u00f2 essere tempo senza storia: il tempo esterno, delle cose, non ne ha: la storia comincia con il primo uomo, Adamo, non con le cose che vi erano prima che il <em>fiat<\/em> di Dio lo creasse. Della natura non c\u2019\u00e8 storia, il tempo dunque non si identifica con la storia: vi \u00e8 un tempo non storico, il tempo delle cose prive di coscienza.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>3. La successione<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-59107 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/santAgostino.jpeg\" alt=\"La storia secondo sant\u2019Agostino\" width=\"185\" height=\"247\" \/>Agostino non ebbe chiaro questo concetto, n\u00e9 ai suoi tempi poteva averlo: il pensiero moderno l\u2019ha chiarito ed approfondito, ma i suoi chiarimenti ed approfondimenti hanno la loro fonte proprio in sant\u2019Agostino, lo scopritore del <em>tempo della coscienza<\/em> o come si suol dire \u2014 e, dico anch\u2019io, pur che al vocabolo si dia il suo significato pregnante vero -, della successione. Successione e contingenza sono i due fondamenti metafisici della storia; ma la successione \u00e8 il tempo della coscienza, umano; dunque \u00e8 questo tempo, assieme alla contingenza, che fonda metafisicamente la storia e la fa essere come tale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>II. IL PROBLEMA DEL TEMPO<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Agostino spesso indulge ad una concezione della storia che non \u00e8 superiore alla cultura della sua epoca; parlo della storia intesa come insieme dei fatti avvenuti nella distesa del tempo e narrati, come passato o <em>res gestae,<\/em> la cui <em>cognitio <\/em>\u00e8 per esperienza e non per via razionale. In breve, la storia intesa come erudizione, esempio, conoscenza utile di cose accadute, ecc. (3). \u00c8 la storia del <em>tempo esteriore<\/em>, dei fatti che sono stati, collocati nel tempo e misurati secondo l\u2019ordine cronologico. Se Agostino non avesse detto altro, non ci saremmo posti neppure il problema del suo concetto di storia, n\u00e9 l\u2019avremmo trattato con impegno speculativo. Ma non ha detto solo questo, e, anche questo, va visto dall\u2019altra prospettiva del tempo della coscienza o <em>tempo interiore<\/em>, per cui il <em>passato<\/em> \u00e8 presente nel <em>presente<\/em> e proiettato nel <em>futuro<\/em>; ed \u00e8 questo passato, che \u00e8 storia; ed \u00e8 questo tempo che \u00e8 tempo storico. Certo l\u2019oggetto della storia \u00e8 sempre il passato, ma altro \u00e8 il passato del tempo esteriore, altro quello riportato al tempo della coscienza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-59110\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tempo_orologio.jpeg\" alt=\"sant' Agostino il problema del tempo\" width=\"219\" height=\"246\" \/>Passato \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato, e se \u00e8 stato, <em>non \u00e8<\/em>; e futuro \u00e8 ci\u00f2 che sar\u00e0, e se deve essere, <em>non \u00e8 <\/em>ancora; presente \u00e8 ci\u00f2 che scorre ed \u00e8 attimo senza durata, <em>non \u00e8<\/em>. Ciascuno dei tre modi del tempo <em>non \u00e8<\/em>; l\u2019essere del tempo \u00e8 il <em>non-essere<\/em>. E tale \u00e8 il tempo, considerato empiricamente come tempo esteriore, come spazio in cui avvengono certi fenomeni ed eventi. Il tempo non \u00e8 il movimento di un corpo, ma la misura di esso: e qual \u00e8 questa misura? \u00c8 estensione, ma non spaziale: \u00e8 estensione spirituale, la <em>distensio ipsius animi<\/em>, cio\u00e8 della mente e dello spirito: \u00ab<em>In te, anime meus, tempora metior<\/em>\u00bb [\u201c\u00c8 in te, spirito mio, che misuro il tempo\u201d] (4).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Passato, presente e futuro, tre modi del tempo, sono tre atti dello spirito, distinti, ma solidali, di cui l\u2019uno si continua nell\u2019altro; e perci\u00f2 il tempo \u00e8 durata o. meglio, il durare della coscienza. Il tempo interiore \u00e8 presente, che non \u00e8 l\u00ec, fuori di me o come un dato dentro di me, ma \u00e8 <em>l\u2019attentio animi<\/em> che dura: in questa durata \u00e8 presente il passato come memoria, \u00e8 presente il presente come <em>contuitus<\/em> ed \u00e8 presente il futuro come <em>expectatio<\/em>; presente del passato (<em>praesens de praeterito<\/em>), presente del presente (<em>praesens de praesentibus<\/em>) e presente del futuro (<em>praesens de futuris<\/em>) (5). Questi i tre modi del tempo o dello spirito che ricorda, che \u00e8 attento e che aspetta: nello spirito e precisamente nell\u2019istante del presente o nell\u2019atto dell\u2019attenzione, si raccoglie il passato e si anticipa il futuro. Dunque processo interiore al tempo e non estensione fisica, quasi tre tempi, l\u2019uno separato dall\u2019altro, il passato \u201ccollocato\u201d per suo conto <em>dietro<\/em> di noi, il presente puntualizzato nell\u2019attimo empirico inattuale, il futuro fissato l\u00e0 <em>davanti a noi<\/em>. \u00c8 questa l\u2019illusione empirica che la presa di coscienza dissolve facendoci ritrovare il tempo nell\u2019interiorit\u00e0 nostr<\/span>a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 in questo tempo interiore che vanno ritrovati la storia e il suo senso: non un passato che \u00e8 avvenuto e narrato in un presente che gli \u00e8 estraneo e da cui \u00e8 \u201clontano\u201d (<em>\u00e8 stato<\/em>), ma un passato che \u00e8 presente nel presente, <em>memoria<\/em> e perci\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 solo passato o accaduto narrato, ma elemento costitutivo dello stesso presente, atto sintetico di questo presente, che \u00e8 esso e il presente del passato; e non un futuro che se ne sta per i fatti suoi in attesa che sia presente per poi passare, ma un futuro che \u00e8 gi\u00e0 operante nel presente, in cui \u00e8 presente il passato, operante e presente come attesa e facente sintesi con il presente carico del passato e gravido dell\u2019avvenire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Parliamo pure di \u201csuccessione\u201d, ma non si dia alla parola un senso empirico, spaziale: la successione \u00e8 la durata della coscienza, ma non nel senso che il passato stia prima e il futuro dopo e il presente in mezzo, ma nell\u2019altro che ogni punto della estensione spirituale \u00e8 sintesi dei tre momenti, \u00e8 lo spirito che, attenzione come presente, \u00e8, in questa attenzione attuale, anche ricordo ed aspettazione. Tempo della coscienza e dunque della <em>storia personale<\/em> di ogni uomo e anche tempo della storia degli uomini e dell\u2019umanit\u00e0 intera: il tempo della <em>mia<\/em> vita \u00e8 lo stesso tempo della storia (6). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il contingente \u00e8 temporale, ma storico, perch\u00e9 il corso del tempo ha un ordine, che \u00e8 ordine della storia; perch\u00e9 nella contingenza, il cui modo di esistere \u00e8 la <em>temporalit\u00e0<\/em>, si manifestano e vivono valori non prodotti n\u00e9\u00a0 riproducibili al flusso storico; e perci\u00f2 vi \u00e8 storicit\u00e0: ci\u00f2 che passa \u00e8 storico in quanto non \u00e8 morto ed \u00e8 vivo nel presente, come <em>memoria<\/em> di valore, espresso dall\u2019azione o dall\u2019opera. Il <em>fare storico \u00e8 factum <\/em>per il<em> verum<\/em>, che attua, che, presente nel presente, \u00e8 <em>actus <\/em>che \u00e8 in <em>fieri,<\/em> in quanto alimenta il futuro, che contiene come aspettazione. La storia non \u00e8 passare di eventi umani, come passano le cose del mondo, non \u00e8 solo flusso e divenire ma, ma \u00e8 stare in atto, che \u00e8 movimento interiore, dei fatti che, presenti nella memoria del presente, non precipitano nella dimenticanza del passato, e delle anticipazioni del futuro: nell\u2019istante dell\u2019atto di coscienza il passato e il futuro hanno un linguaggio, <em>parlano<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il \u201ctorrente\u201d della storia \u00e8 la <em>profluxio mortalitas humanae<\/em>: tutto corre e scorre, si raccoglie e si aduna; nascono uomini, vivono e muoiono; altri nasceranno, vivranno e morranno; eventi si succedono, muoiono e non permangono ed altri nasceranno e moriranno: tutto si raccoglie nell\u2019\u201cabisso\u201d di morte: silenzio il passato, silenzio il futuro: in mezzo, \u201cfra due silenzi\u201d, il suono del presente, che si spenge nel passato o in quello ancora vuoto del futuro. Ma \u00e8 questo momento, se inteso come \u201cistante\u201d del tempo interiore della co- scienza e non come \u201cattimo\u201d del tempo esteriore o fisico, questo <em>medium<\/em>, in cui tutto \u00ab<em>sonat, et transit<\/em>\u00bb [\u201cla parola dell\u2019uomo, appena \u00e8 stata pronunziata, passa\u201d] (7), il presente di coscienza o attenzione, che raccoglie il passato e il futuro \u2014 raccoglie il tempo, <em>distensio animi<\/em> \u2014 il suono del passato e quello da venire dell\u2019umanit\u00e0 e fa che non precipiti in <em>abyssum<\/em><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I due silenzi, nel cui mezzo \u00e8 il sum del sum del presente, diventano la \u201cparola\u201d del presente stesso, dalle tantissime pause, ma senza un punto che la chiuda su e in se stessa. Il durare di questo istante \u00e8 storia di ogni singolo uomo e dell\u2019umanit\u00e0 intera, la storia senz\u2019altro, non pi\u00f9 chiusa tra due silenzi \u2013 e dunque non storia -. Ma aperta alla presenza del passato e nell\u2019attesa del futuro, che sono la parola del presente. Intelligenza del presente di ogni singolo uomo nella presenza del suo passato e nell\u2019attesa del suo futuro: questa la storia personale, di cui sono testo le<em> Confessioni<\/em>; intelligenza del presente della famiglia umana nella presenza del suo passato e nell\u2019attesa del suo futuro: questa la storia pubblica dell\u2019umanit\u00e0, di cui \u00e8 testo il <em>De Civitate Dei<\/em>. Due storie, una storia, il cui futuro o fine atteso e sperato, \u00e8 nelle mani di Dio, come lo \u00e8 il suo inizio. Creazione e fine dei tempi: il \u00a0luned\u00ec e il sabato non sono da noi, ma noi siamo <em>per <\/em>il luned\u00ec e il sabato, affinch\u00e9 poi sia la domenica: e i giorni intermedi sono per il giorno che apre e l\u2019altro che chiude, ma apertura e chiusura sono nei giorni di mezzo \u2014 la vita, la storia \u2014, come passato operante e futuro stimolante, come evocazione di (inizio superstorico) e come vocazione <em>a<\/em> (fine ultrastorico)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Vi \u00e8 storia dell\u2019uomo singolo e dell\u2019umanit\u00e0 perch\u00e9 vi \u00e8 stata creazione e perch\u00e9 la coscienza \u00e8 temporale, anche se il suo fine trascende il tempo: e lo trascende perch\u00e9 non tutto, nella coscienza mutevole, \u00e8 mutevole; e perci\u00f2 c\u2019\u00e8 storicit\u00e0.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>III.\u00a0 SCIENTIA E SAPIENTIA: FILOSOFIA E TEOLOGIA DELLA STORIA<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">E\u2019 tema centrale della filosofia agostiniana il duplice ordine di conoscenza: <em>scientia<\/em> o conoscenza delle cose temporali e<em> sapientia<\/em>, lume divino, che illumina la mente umana (8). L\u2019atteggiamento morale corrispondente \u00e8 di \u201cusare\u201d (<em>uti<\/em>) della prima come strumento dell\u2019altro, di cui solo si deve \u201cfruire\u201d (<em>frui<\/em>). Conoscenza temporale e conoscenza eterna, dunque, nettamente distinte, ma il senso autentico della prima \u00e8 nella seconda. \u00f9<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La storia, il temporale di cui c\u2019\u00e8 <em>scientia<\/em>, va vista dalla prospettiva dell\u2019eterno, la sapienza divina, rivelata da Cristo affinch\u00e8 sia fede illuminante e vivente dell\u2019uomo \u201cnuovo\u201d, riscattato. Nella storia \u00e8 presente l\u2019opera dell\u2019uomo e quella di Dio: \u00e8 la storia del genere umano, della <em>societas<\/em>. Dio agisce sui singoli in maniera occulta come Grazia e sul genere umano come Provvidenza. Sono due azioni distinte, ma non separate: l\u2019azione della grazia concessa al singolo che fa che le sue azioni abbiano influenza nella <em>societas <\/em>e l\u2019azione della Provvidenza sulla comunit\u00e0 che ha influenzato il singolo. Uomo e societ\u00e0, Grazia e Provvidenza sono come vasi comunicanti: storia globale \u00e8 quella d\u2019ogni singolo e di tutta l\u2019umanit\u00e0 come <em>societas<\/em>. Per conseguenza la storia dal punto di vista della <em>scientia<\/em> non va considerata a s\u00e9, ma sempre tenendo presente l\u2019altro della <em>sapientia<\/em>; cio\u00e8 non vi \u00e8 una filosofia e una teologia della storia da considerare separatamente, ma una filosofia, pur valida per sapere umano e razionale, la cui intelligibilit\u00e0 ultima \u00e8 la sapienza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In altri termini, non \u00e8 esatto dire che per sant\u2019Agostino \u2014 e per il per pensiero cristiano \u2013 non vi \u00e8 filosofia ma <em>solo<\/em> teologia della storia, come \u00e8 stato affermato anche per il Cristianesimo, spogliato della sua \u201cmitologia\u201d e secolarizzato \u2014 \u00e8 il tentativo di [Georg Wilhelm Friedrich] Hegel [1770-1831] e dello storicismo moderno \u2014, vi \u00e8 <em>solo<\/em> una filosofia della storia, come comprensione razionale totale dell\u2019uomo singolo e dell\u2019umanit\u00e0 nell\u2019immanenza della storia stessa e del temporale. La posizione agostiniana ci sembra un\u2019altra e la pi\u00f9 vicina\u00a0 all\u2019impostazione e alla soluzione vera del problema: vi \u00e8 una conoscenza umana della vita degli uomini, individuale e sociale (filosofia),avente un ordine secondo il quale si svolge, ma essa ha il suo compimento di intelligibilit\u00e0 nella illuminazione della <em>sapientia divina<\/em> (teologia). Questo incontro, punto di inizio e di mediazione [nel]la creazione, tra temporale e divino \u2014 e Cristo \u00e8 l\u2019inserzione del divino nell\u2019umano \u2014 \u00e8 attestato dalla compresenza e convivenza nel mondo degli uomini delle due Citt\u00e0, che solo il Sabato separer\u00e0. Vi \u00e8 dunque una dialettica \u2014 non certo di \u201crisoluzione\u201d dell\u2019uno nell\u2019altro \u2014 tra i due termini della storia, che \u00e8 umana e divina, fatta dalla volont\u00e0 degli uomini, ma con il concorso della Grazia e della Provvidenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma la dialettica \u00e8 pi\u00f9 complessa: a) il tempone\u00a0 ha una nel suo interno, non solo come dialettica dei tre modi di esso, ma anche come \u201ctempo della morte\u201d e \u201ctempo della vita\u201d, a seconda che prevalga l\u2019uno dei due \u201camori\u201d, la superbia o la carit\u00e0, b) Agostino non chiama <em>historia<\/em> gli eventi dell\u2019uomo singolo \u2014 della persona \u2014, ma \u00e8 la persona, colta nella profondit\u00e0 del tempo interiore della coscienza, il fondamento e la radice della storia dell\u2019umanit\u00e0. Vi \u00e8 dunque una dialettica <em>persona-societas<\/em>, storia individuale e storia sociale, che si svolge secondo il ritmo della dialettica dei due tempi della morte e della vita e secondo l\u2019altro della Grazia e della Provvidenza. Concetto complesso della storia, che si svolge secondo momenti dialettici distinti e pur unitario, armonico, sintetico. In questa distinzione-unit\u00e0 e unit\u00e0-distinzione di momenti essenziali \u2013 metafisici, dialettici e sapienziali \u2014 va considerata la distinzione tra <em>scientia<\/em> e <em>sapientia<\/em>. Da questa prospettiva la <em>scientia<\/em> non \u00e8 pi\u00f9 la conoscenza inferiore [sic]e quasi trascurabile dei fatti esterni, ma quel grado del conoscere che ha il suo compimento e la sua piena intelligibilit\u00e0 nella luce della <em>sapientia<\/em>, non pi\u00f9 conoscenza dei fatti \u201cesterni\u201d ma di momenti interiori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il fatto storico, oggetto della <em>scientia<\/em>, perde quel che di \u201cfisico\u201d e \u201cnaturalistico\u201d sembra avere in alcuni testi agostiniani e si presenta come vita spirituale, perch\u00e9 tale \u00e8 l\u2019interiorit\u00e0, a cui \u00e8 presente la verit\u00e0 che la trascende e, trascendendola, le assegna un destino supernaturale e superstorico e perci\u00f2 \u2014<em>soltanto<\/em> per questo \u2014 veramente spirituale. La <em>scientia<\/em> \u00e8 conoscenza dei <em>temporalia <\/em>nella luce dell\u2019eterno (9), conoscenza che ha valore intellettivo e religioso (10). Il concetto agostiniano di storia va incentrato in quello che \u00e8 il punto focale della sua filosofia: l\u2019<em>interiorit\u00e0,<\/em> l\u2019uomo interiore, a cui \u00e8 presente il lume di verit\u00e0. <em>La storia \u00e8 della persona ed \u00e8 fatta da persone: anche quella cosiddetta \u201ccollettiva\u201d \u00e8 storia di persone<\/em>: la storia comincia con la creazione dell\u2019uomo e c\u2019\u00e8 storia solo dell\u2019uomo e dell\u2019umano. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma Dio \u00e8 il Creatore di tutto e ha voluto incarnarsi per rivelarsi all\u2019uomo. Del resto, la storia quale noi possiamo farla, comincia con un tremendo dialogo tra Dio e Adamo: \u201cnon fare questo, se no morirai\u201d ed Adamo lo fece ugualmente. La storia \u00e8 dunque dell\u2019uomo, ma Dio \u00e8 sempre presente in essa, dall\u2019inizio alla fine. Come Uno e Trino, Creatore, Grazia, Provvidenza. E Dio \u00e8 Persona, tre Persone e un solo Dio. Il Cristianesimo ha personalizzato l\u2019Essere, la Verit\u00e0: \u00ab<em>Ego sum qui sum. Ego sum veritas<\/em>\u00bb, ecc. Persona creante e persona creata: gli altri enti, anch\u2019essi creature, appartengono a Dio che li ha fatti per l\u2019uomo. Le orme di Dio sono impresse in tutta la creazione, ma \u00e8 nell\u2019interno dell\u2019uomo, la creatura intelligente e libera, che Egli penetra come sapienza illuminante, ed \u00e8 l\u2019uomo che \u00e8 storico. Non si conosce la storia dell\u2019umanit\u00e0 ponendosi il problema astratto della conoscenza dell\u2019umanit\u00e0 in astratto, la quale in concreto \u00e8 i singoli uomini. L\u2019ordine della storia umana \u00e8 lo stesso ordine interiore dell\u2019uomo singolo; dunque, \u00e8 nella creatura spirituale che innanzi tutto va scoperto l\u2019ordine umano-divino della storia. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dio diede un ordine ad Adamo e Adamo lo trasgred\u00ec: il libero arbitrio non volle \u201criconoscere\u201d la sapienza ed amarla, le si ribell\u00f2: la volont\u00e0, vinta dal- la superbia, si allontan\u00f2 da Dio e si disperse<em>. Amor Dei<\/em> e <em>Amor sui<\/em>, questi i due \u201cpesi\u201d che attraggono l\u2019uomo da Adamo in poi, questo il mistero suo pi\u00f9 profondo, quello che egli vive, istante per istante fino all\u2019ultimo istante. In questa lotta tra carit\u00e0 e superbia, che \u00e8 propria di ogni uomo il dramma della <em>scientia<\/em> e della <em>sapientia<\/em>, del peccato e della redenzione, della libert\u00e0 capace di peccare e della grazia. La sua soluzione non risiede nell\u2019annientamento della propria natura come se essa sia male o nulla, n\u00e9 nella negazione dell\u2019amore di Dio; risiede nell\u2019eliminazione del male o liberazione della volont\u00e0 dal peccato \u2014 il \u201cnulla\u201d mistico ha valore morale-ascetico e non ontologico \u2014, una volta che liberamente si \u00e8 sottomessa alla <em>sapientia<\/em>, suo principio. Ma la liberazione della libert\u00e0 \u00e8 anche opera della grazia, di Cristo, il Liberatore<em>. <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Due<\/em> amori in <em>un<\/em>\u2019anima: il conflitto \u00e8 interiore, la posta \u00e8 la salvezza o la perdizione. Ora vince il <em>pondus cupiditatis<\/em> [peso della cupidigia], ora quello <em>caritatis<\/em>: \u00ab<em>mergimur et emergimus<\/em>\u00bb [\u201c(..) siamo immersi ed emergiamo\u201d] (11). La <em>veritas<\/em> <em>in interiore homine<\/em> \u00e8 al centro della lotta e ci rende consapevoli di essa; ma \u00e8 la divina Sapienza rivelata che ce la fa conoscere attraverso i dommi del peccato e della Incarnazione-Redenzione: attraverso la Rivelazione (<em>duce Te<\/em>), l\u2019uomo entra in <em>intima sua<\/em>. Dio ha dato all\u2019uomo, creatura intelligente, la libert\u00e0, ma appunto la libert\u00e0 \u00e8 la sua prova suprema: divisa tra due amori \u00e8 chiamata a scegliere o la schiavit\u00f9 di se stessa con la ribellione \u2014 \u201cchi ama se stesso senza amare Dio, odia se stesso\u201d \u2014 o la sua liberazione con la <em>charitas<\/em> \u2014 \u201cchi ama Dio e non se stesso, ama se stesso\u201d (12) \u2014, che \u00e8 negare se stessa nell\u2019amore per Dio e, dunque, affermarsi come veramente libera. Due amori, due scelte: la libert\u00e0 si attua nei termini di questa dialettica. Due amori, due tempi, quello del peccato e quello della grazia. Dialettica del tempo e dialettica della libert\u00e0 all\u2019interno di ogni singolo uomo: \u00e8 una dialettica sola anche se di duplice aspetto, la quale sta a significare che il problema del tempo e quello della libert\u00e0 sono indissolubili. E il tempo \u00e8 il fondamento della storia; dunque il problema della storia \u00e8 problema della libert\u00e0 o, se si vuole, della \u201cstoria\u201d della libert\u00e0 di ogni singolo uomo in cui si scontrano due amori \u2014 due scelte \u2014 due tempi dell\u2019umanit\u00e0 intera. Concezione grandiosa della Storia: Cielo e terra, Dio e l\u2019uomo e l\u2019universo sono presenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il <em>tempo della morte<\/em> \u00e8 nato dal primo peccato: non \u00e8 stato creato da Dio, Adamo ed Eva non furono creati con esso. Dal momento del peccato i due antichi progenitori cominciarono a morire: conobbero la vecchiaia, il passare degli anni, il correre verso la morte. \u00c8 il tempo dei giorni che corrono: un po\u2019 di rumore e poi pi\u00f9 nulla, silenzio del passato e silenzio del futuro. Dove va quest\u2019acqua morta della vita? nel nulla: \u00ab<em>in locum suum, in finem suum<\/em>\u00bb[\u201cverso al loro sfocio, verso la loro fine\u201d] (13)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I giorni di questo tempo non stanno in piedi: prendono congedo quasi prima di arrivare: \u00ab[\u2026] <em>vanescentes interea temporum lapsus, ubi nihil solidum, nihil stabile retinetur\u00bb <\/em>[\u201c(&#8230;) il dileguarsi del tempo, perch\u00e9 in esso nulla si conserva di duraturo, nulla di stabile\u201d] (14).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Tempo che va e tempo che viene, ma tutto va verso la morte; pi\u00f9 le cose crescono e pi\u00f9 \u201csi affrettano\u201d verso il non-essere (15). Sembra che il tempo del peccato sia avido di morte: come sferza, colpisce la vita umana e le mette nelle ossa una gran fretta di morire (16). Essere secondo questo tempo \u00e8 essere per la morte (17). Son vecchi tutti i giorni \u2014 \u00ab<em>veteres dies\u00bb<\/em> (18) \u2013, figli del tempo decrepito. Sembra il linguaggio di cui usano ed abusano gli esistenzialisti, ma solo un\u2019interpretazione superficiale potrebbe indurre anche noi a parlare di \u201cesistenzialismo\u201d agostiniano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Agostino non nega la \u201cvalidit\u00e0\u201d del tempo n\u00e9 fa dell\u2019esistere un \u201cessere per la morte\u201d e dell\u2019uomo \u201cla senrtinella del Nulla\u201d. Il senso del suo discorso \u00e8 ben diverso: son vecchi i giorni del peccato, cio\u00e8 della creatura che rinnega Dio per eccessivo amore di s\u00e9, per orgoglio e cupidigia, convinta che sia essa il principio di se stessa, e che il senso e la fine della sua storia siano in se stessa e nel corso temporale. \u00c8 questo il tempo della caducit\u00e0, della vecchiaia, della morte, perch\u00e9 \u00e8 il tempo trascinato dal <em>pondus dell\u2019amor sui<\/em>, inchiodato al mondo, sospeso nel vuoto e attaccato al vuoto della sua contingenza che, in tal caso, \u00e8 la sua vanit. In e da questo tempo tutto ci\u00f2 che nasce \u00e8 gi\u00e0 morto perch\u00e9 morto \u00e8 lo spirito che lo produce contro la sua natura e contro la verit\u00e0. \u00c8 il tempo perduto dello spirito perduto, il tempo della citt\u00e0 terrestre, della sottomissione della libert\u00e0 al peccato. \u00f9<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma se la nostra libert\u00e0 sa riscattare se stessa nella luce della verit\u00e0 e amiamo in noi non noi ma Dio \u2014 e solo amando Dio, noi stessi \u2014 il <em>pondus dell\u2019amor Dei<\/em> restaura il tempo nella sua positivit\u00e0 e i giorni vecchi e passeggeri si tramutano tutti in nuovi e stabili. La caduta del tempo \u00e8 la caduta della libert\u00e0 nel peccato, il suo volontario recidersi dalla partecipazione all\u2019eternit\u00e0: il cadere del tempo \u00e8 la rottura del vincolo creaturale, l\u2019oblio che la vita temporale \u00e8 l\u2019avanzare verso l\u2019Eterno, il vero futuro dello spirito e non verso la morte: il fine della vita non \u00e8\u00a0 la fine di essa, ma il trascendere la sua fine temporale nel fine extratemporale. Ed \u00e8 anche qui il fine della storia, la finalit\u00e0 del tempo che passa e passando si raccoglie nella coscienza, che avanza verso il futuro\u00a0 e avanzando si progetta verso un futuro non storico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma vi \u00e8 questa positivit\u00e0 solo se il tempo non si stacca dall\u2019eternit\u00e0, la <em>scientia<\/em> dalla <em>sapientia<\/em>, l\u2019uomo da Dio, solo se l\u2019amore di s\u00e9 si tramuta in amore di Dio, in cui la creatura compie se stessa e la sua storia.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>IV.\u00a0 I DUA AMORI E LE DUE CITTA\u2019<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I due tempi, a questo punto, non sono pi\u00f9 due, l\u2019uno contro l\u2019altro, dall\u2019altro separato e negato in una opposizione esclusiva, ma sono due momenti dialettici di un solo tempo, in questo senso: \u00e8 contro il tempo della vita il tempo della superbia che si chiude in se stessa e in s\u00e9 presume trovare il suo principio e il suo fine \u2013 assolutezza della storia -: questo tempo si pone contro se stesso, l\u2019uomo contro la sua profonda interiore natura e perci\u00f2 si autonega nel nulla; ma non \u00e8 pi\u00f9 il tempo della morte quello della nostra vita temporale, anche restando transeunte e destinato alla fine, se esso non si stacca dalla partecipazione nell\u2019eternit\u00e0, se l\u2019uomo non si rifiuta alla verit\u00e0 interiore illuminante e alla Grazia che, se vuole, pu\u00f2 raggiungerlo. In questo caso, il tempo che passa, non passa: \u00e8 presente nella nostra coscienza raccolta verso il suo futuro. \u00c8 sempre tempo \u201cgiovane\u201d, anche nella vecchiaia pi\u00f9 vecchia, perch\u00e9 \u00e8 andare verso la giovinezza e la vita il cammino verso la Grazia che viene incontro ed attira. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Non si tratta di negare il tempo nell\u2019eternit\u00e0 o l\u2019eternit\u00e0 nel tempo, ma di riconoscere che la storia di ogni singolo e dell\u2019umanit\u00e0 si svolge secondo il principio dell\u2019ordine metafisico della partecipazione del tempo all\u2019eternit\u00e0, dell\u2019uomo a Dio, della storia stessa al Valore che la fa essere e positivamente essere, se essa \u00e8 durata nel valore per il Valore. \u00c8 la storia nuova e sempre nuova dell\u2019<em>uomo nuovo<\/em>, l\u2019uomo di Cristo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il conflitto mortale dell\u2019antinomia dei due amori e dei due tempi all\u2019interno dell\u2019uomo e della storia si compone non nella esclusione o negazione o risoluzione di uno di essi, ma nella sintesi tra la positivit\u00e0 del tempo e dell\u2019amore che ogni creatura deve al suo essere che \u00e8 da Dio e la positivit\u00e0 eminente dell\u2019amore per Dio e della Eternit\u00e0, la sola che dia positivit\u00e0 al tempo e alla storia; perch\u00e9 tutto \u00e8 stato creato dall\u2019Eterno. Le rovine e le devastazioni del tempo, se la sapienza vi soffia dentro, sono i monumenti insigni degli uomini, che scrivono la loro storia e la storia, ascoltando dentro la parola divina e pronunziandola ogni qual volta pensano ed operano: parola umana e divina la storia del tempo che volgendosi alla eternit\u00e0 si riconquista come tempo di valore e di quell\u2019amore che amando Dio si salva in Dio stesso come creatura. L\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019uomo con se stesso, la divisione tra i due amori, si compone in amicizia dell\u2019uomo con se stesso e nell\u2019armonia dell\u2019unico amore, che se \u00e8 amore di Dio \u00e8 anche amore di s\u00e9. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Allo stesso modo, se il tempo \u00e8 il tempo<em> per<\/em> l\u2019eternit\u00e0, non \u00e8 il tempo del silenzio e della morte, ma quello della parola immortale che \u00e8 ogni opera umana di valore e della vita verso cui lo conduce lo scorrere sull\u2019ala della verit\u00e0, scorrere che \u00e8 durare nel proprio essere per l\u2019Essere. Dio ha costituito il genere umano come un sol uomo (19): i due tempi e i due amori si ritrovano dunque anche nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Siccome, a causa del peccato, vi sono gli uomini che amano se stessi fino al disprezzo di Dio e non sanno amare, come quelli rinnovati dalla sapienza, Dio fino al disprezzo di se stessi, cos\u00ec come vi sono due uomini, vi sono due Citt\u00e0. La stessa dialettica che governa la storia di ogni singolo uomo governa quella della <em>societas <\/em>umana. \u00c8 ancora il principio dell\u2019interiorit\u00e0 che \u00e8 fondamento anche della storia dei popoli, che non \u00e8 divisa esteriormente per et\u00e0, secoli, ecc., ma secondo i due amori e i due tempi. Il mistero che \u00e8 il dramma dell\u2019uomo \u00e8 il mistero del grande dramma della storia umana; identica \u00e8 la soluzione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Da Adamo e da Cristo, dal peccato e dalla Grazia, dal tempo della morte e dal tempo della vita: questa l\u2019origine delle due Citt\u00e0, questi i momenti secondo cui coesistono e secondo cui si svolge la trama umana-divina, storica e superstorica della storia universa: o verso Dio o verso se stessa contro la sua finalit\u00e0. La storia del mondo \u00e8 la storia del conflitto tra due amori o meglio il tramutarsi di uno di essi, quello per se stessi, in odio dell\u2019altro (20). Progenitori delle due citt\u00e0 Caino e Abele: la citt\u00e0 terrena \u00e8 nemica della celeste fino a darle la morte: quel fraticidio, nato dalla discordia dei due amori, si ripete nei secoli: <em>aversio <\/em>da Dio e <em>conversio<\/em> in Dio: questo il duplice movimento di tutta la storia profana e sacra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli imperi assiro e romano (Babilonia e Roma), i grandi segni della citt\u00e0 terrena; Gerusalemme, il divino segno della citt\u00e0 celeste. Attraverso l\u2019ostilit\u00e0 dei \u201cterrestri\u201d passa la <em>citt\u00e0 di Dio<\/em> nel mondo, incrollabile: soffre nella sua Chiesa. La condanna e la beatitudine eterna aspettano i cittadini dell\u2019una e dell\u2019altra, nel giorno in cui la citt\u00e0 di Dio sar\u00e0 separata per sempre dalla terrena. Babilonia, Roma e Gerusalemme non sono che simboli o figure del processo storico universale delle due citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>V.\u00a0 LIBERTA\u2019 E TEMPO<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma questa storia sapienziale \u00e8 filosofia o teologia della storia? \u00c8 l\u2019uno e l\u2019altro: \u00e8 valida la conoscenza umana, a \u00e8 insufficiente a cogliere il senso profondo e l\u2019intelligibilit\u00e0 ultima della storia, come l\u2019uomo, senza la Rivelazione, non avrebbe mai penetrato le sue profondit\u00e0. L\u2019interiorit\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 sua ed \u00e8 umana la sua conoscenza, ma proprio questa conoscenza, nella sua positivit\u00e0, lo apre, dall\u2019interno del suo movimento, alla trascendenza e alla Rivelazione. Cos\u00ec \u00e8 dell\u2019interiorit\u00e0 della storia: il suo corso universo rivela un piano divino; la sua intelligibilit\u00e0 si compie con l\u2019accettazione dei dati della Rivelazione. La sapienza rivelata illumina la scienza umana e l\u2019una e l\u2019altra si ritrovano unitariamente nella sapienza mistica, che \u00e8 l\u2019esperienza che il lume umano fa del lume divino trascendente, vita della sua stessa vita. La citt\u00e0 celeste, la <em>sancta Civitas Dei<\/em>, \u00e8 <em>societas<\/em>, comunit\u00e0 di gioia e gioia della comunit\u00e0 santa, costruita sull\u2019amore di Dio: \u00e8 essa, l\u2019esemplare, che potenzia ed eleva la nostra conoscenza della <em>citt\u00e0 di Dio<\/em>, pellegrina in terra, mescolata alla citt\u00e0 terrena e per essa sofferente, ma in essa agente per la salute di altri cittadini sino al Sabato del compimento. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel determinare il concetto di storia Agostino non si \u00e8 fermato a considerare il puro processo storico, ma ha indagato sull\u2019intelligibilit\u00e0 ultima della storia eterna. Per il primo compito basta la scienza umana, ma, dopo averlo assolto, non si \u00e8 ancora risolto il problema totale della storia totale. Questo problema ne implica altri due, quello dell\u2019inizio e l\u2019altro del fine, la cui soluzione \u2013 e solo essa \u2014 pu\u00f2 dare la piena intelligibilit\u00e0 della storia. Sul fondamento del Cristianesimo, Agostino pone come inizio la creazione e come fine un fine ultrastorico, a cui l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 orientata. Creazione ed escatologia, ma non come due dati \u2014 la creazione all\u2019inizio,<em> ieri<\/em> e l\u2019escatologia alla fine, <em>doman<\/em>i fra cui si svolgono il processo e il progresso storico, ma come due presenze dinamiche operanti all\u2019interno del proces<\/span>so s<span style=\"color: #000000;\">tesso: \u00e8 oggi e nell\u2019oggi di ogni creatura e dell\u2019umanit\u00e0 globale la creazione, com\u2019\u00e8 di oggi e in ogni oggi la fine dei tempi, anche se la creazione \u00e8 stata all\u2019inizio e la fine sar\u00e0 in ultimo. Creazione e fine sono sempre contemporanee al processo e al progresso storico: la creazione iniziale si continua nel processo e io sabato finale \u00e8 incominciato nel processo stesso: tra inizio, svolgimento e fine vi \u00e8 una continuit\u00e0 ideale e reale. Ma anche lo svolgimento della storia per se stesso, per essere inteso nelle sue profondit\u00e0, richiede l\u2019ausilio della Rivelazione ed infatti solo il principio peccato-grazia ne illumina il fondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il concorso della teologia, dunque, \u00e8 necessario per l\u2019intelligibilit\u00e0 ultima della storia degli uomini e di quella di ogni singolo, il pi\u00f9 umile e reietto come per l\u2019episodio pi\u00f9 splendente. Intellegibilit\u00e0 dunque teologica, ma dell\u2019ordine storico, che \u00e8 temporale e razionale: per\u00f2 proprio per la sua razionalit\u00e0 implica una discendenza dall\u2019eterno e dal divino. Non autosufficienza dall\u2019uomo e dalla storia n\u00e9 negazione dei valori umani e storici; semplicemente dipendenza e vincolo dinamico fra il terreno e l\u2019ultraterreno, l\u2019umano e il divino, il temporale e l\u2019eterno. La dialettica storica \u00e8 anche dialettica teologica: secolarizzare la seconda, che \u00e8 assolutizzare la prima, come han fatto Hegel e lo storicismo, \u00e8 negare la storia e perdere il senso dell\u2019uomo e della storicit\u00e0. La \u201cscienza\u201d della storia ha il suo compimento nella \u201csapienza\u201d: il temporale contingente, che non \u00e8 pienezza di essere, ma \u00e8 essere, esiste in quanto ha avuto l\u2019esistenza dall\u2019Essere. L\u2019ordine temporale dipende dall\u2019ordine eterno, che penetra nella storia, pur trascendendola, e permea la vicenda terrena di ogni creatura e della creazione intera. Perci\u00f2 il temporale \u00e8 segno e vestigio dell\u2019eterno: \u00ab<em>Ut signum, id est, quasi vestigium aeternitatis tempus appareat<\/em>\u00bb [\u201caffinch\u00e8 il tempo appaia un segno, ossia un\u2019orma \u2014 per cos\u00ec dire \u2014 dell\u2019eternit\u00e0\u201d] (21).\u00ec<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">T<span style=\"color: #000000;\">utto \u00e8 contenuto nella sapienza di Dio, luce della nostra poca scienza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>________________________<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(*) <span style=\"color: #000000;\">Questo saggio di Michele Federico Sciacca (1908-1975) \u00e8 stato pubblicato in anni ormai lontani nei <em>Quaderni della cattedra agostiniana<\/em> dell\u2019Universit\u00e0 di Genova con il titolo <em>Interpretazione del concetto di storia di s. Agostino<\/em> (Edizioni Agostiniane, Tolentino [Macerata] 1960). La traduzione delle citazioni dalle diverse opere di sant\u2019Agostino, che l\u2019Autore riporta dall\u2019originale della Patristica Latina (PL), \u00e8 quella dall\u2019edizione maurina confrontato con <em>il Corpus scriptorum ecclesiasticorum Latinorum<\/em>, contenuta nella <em>Nuova Biblioteca Agostiniana<\/em>, nel sito web <a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.augustinus.it\">https:\/\/www.augustinus.it<\/a> ; i numeri dei libri<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) <\/strong><span style=\"color: #000000;\"><em>Omnem creaturam habere initium; tempusque ipsum creaturam esse, ac per hoc ipsum habere initium, nec coeternum esse Creatori<\/em>\u00bb [\u201c(&#8230;) ogni creatura ha un inizio e (&#8230;) il tempo stesso \u00e8 una creatura e perci\u00f2 ha un inizio e non \u00e8 coeterno al Creatore\u201d] (La Genesi alla lettera. Libro incompiuto, 3, 8); \u00ab<em>Deus enim fecit et tempora: et ideo antequam faceret tempora, non erant tempora<\/em>\u00bb [\u201cDio (&#8230;) cre\u00f2 i tempi e perci\u00f2, prima che creasse i tempi, i tempi non esistevano\u201d] (La Genesi difesa contro i manichei, 1, 2, 3).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong><span style=\"color: #000000;\"> Cfr. <em>Le confessioni<\/em>, 1, 6, 10.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3) <\/strong><span style=\"color: #000000;\">Per questo aspetto del problema cfr. la esposizione critica di [Mons.] Giuseppe Amari [vescovo di Verona; 1916-2004], in <em>Il concetto di storia in S. Agostino<\/em>, Edizioni Paoline, Roma 1950, ampiamente documentata<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> <span style=\"color: #000000;\"><em>Le confessioni<\/em>, XI, 27, 36. Per questa parte cfr. tutto il libro X.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>5)<\/strong> <em>Ibid<\/em> XI, 20, 26<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>6)<\/strong> \u00ab[&#8230;] <em>hoc in tota vita hominis, cuius partes sunt omnes actiones hominis hoc in toto saeculo filiorum hominum cuius partes sunt omnes vitae hominum<\/em>\u00bb [\u201c(&#8230;) per l\u2019intera vita dell\u2019uomo, di cui sono parti tutte le azioni dell\u2019uomo, e infine per l\u2019intera storia dei figli degli uomini, di cui sono parti tutte le vite degli uomini\u201d] (<em>ibid.,<\/em> XI, 28,38)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>7)<\/strong> <em>Esposizioni sul Salmo XXV<\/em>, 13, 12,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>8)<\/strong> Cfr. soprattutto i libri XII-XIII de <em>La Trinit\u00e0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>9)<\/strong> Cfr. <em>ibid<\/em>., XIII, 4<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>10)<\/strong> Come \u00e8 noto, l\u2019Agostino di Cassiciaco [Cassago Brianza (Lecco)] fa della storia un ausilio della grammatica e dell\u2019erudizione letteraria, l\u2019Agostino posteriore, sotto l\u2019influenza preponderante del cristianesimo sulla cultura classica, fa della storia stessa una disciplina a s\u00e9, strumento dell\u2019esegesi e dell\u2019apologetica. Il vero concetto agostiniano di storia non \u00e8 n\u00e9 il primo, n\u00e9 il secondo, non \u00e8 quello della storia come \u201cstrumento della verit\u00e0\u201d e nemmeno l\u2019altro della \u201cverit\u00e0 della storia\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>11)<\/strong> <em>Le confessioni<\/em>, XIII, 7, 8.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>12)<\/strong> Cfr. <em>Commento alla Lettera di san Giovanni<\/em>, 123, 5.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>13)<\/strong> <em>Esposizioni sul Salmo LVII<\/em>, 16<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>14)<\/strong> <em>La citt\u00e0 di Dio<\/em>, XX, 3.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>15)<\/strong> Cfr. \u00ab<em>Quo magis celeriter crescunt, ut sint, eo magis <\/em>festinant, <em>ut non sint\u00bb <\/em>[\u201c(\u2026)quanto pi\u00f9 rapida \u00e8 la loro crescita verso l\u2019essere, tanto pi\u00f9 frettolosa \u00e8 la loro corsa verso il non essere\u201d] (<em>Le confessioni<\/em>, IV, 10)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>16)<\/strong> Cfr. <em>Esposizioni sul Salmo XXXVIII<\/em>, 9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>17)<\/strong> Cfr. \u00ab<em>Quoniam, quidquid temporis vivitur, de spatio videndi demiur; et cotidie fit minus minusque quod restant, ut omnino nihil sit aliud tempus vitae huius, quam cursus ad mortem, in quo nemo vel paululum stare vel aliquanto tardius ire permittitur<\/em>\u00bb [\u201cTutto il tempo che si vive si defalca dalla dimensione del vivere e ogni giorno diviene sempre meno quel\u00a0 che rimane. In definitiva il tempo in questa vita non \u00e8 altro che una corsa alla morte, perch\u00e9 a nessuno \u00e8 concesso di soffermarvisi un tantino o camminare pi\u00f9 lentamente\u201d] (<em>La citt\u00e0 di Dio<\/em>, XIII, 10).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>18)<\/strong> <em>Esposizioni sul Salmo XXXVIII<\/em>, 9<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>19)<\/strong> Cfr. \u00ab[&#8230;] <em>Cum totum genus humanum tamquam unum hominem constitueris<\/em>\u00bb [\u201cpuoi considerare tutto il genere umanocome un solo uomo\u201d (<em>Ottantatr\u00e8 questioni diverse<\/em>, 58, nGiovanni Battista).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>20)<\/strong> \u00ab<em>Fecerunt itaque civitates duas amores duo; terrenam scilicet amor sui usque ad contemptum Dei, coelestem vero amor Dei usque ad contemptum sui. Denique illa in se ipsa, haec in Domino gloriatur. Illa enim quaerit ab hominibus gloriam: huic autem Deus conscientiae testis maxima est gloria<\/em>\u00bb [\u201cDue amori dunque diedero origine a due citt\u00e0, alla terrena l\u2019amor di s\u00e9 fino all\u2019indifferenza per Iddio, alla celeste l\u2019amore a Dio fino all\u2019indifferenza per s\u00e9. Inoltre quella sia gloria in s\u00e9 questa nel Signore. Quella infatti esige la gloria dagli uomini, per questa la pi\u00f9 grande gloria \u00e8 Dio a testimone della coscienza\u201d] (<em>La citt\u00e0 di Dio<\/em>, XIV, 28).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>21)<\/strong> <em>La Genesi alla lettera. Libro incompiuto<\/em>, 13, 38.<\/span><\/p>\n<p>_______________________________________<\/p>\n<p><strong>Su sant&#8217;Agostino:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/santagostino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">sant&#8217;Agostino<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cultura&amp;Identit\u00e0 rivista di studi conservatori n.40 29 Giugno 2023 La lettura della storia umana alla luce della fede cristiana \u00e8 stata una delle grandi conquiste del pensiero agostiniano: la \u201cteologia delle due citt\u00e0\u201d, di Dio e del diavolo, \u00e8 ancora un criterio ermeneutico essenziale per qualunque indagine sulla storia in una prospettiva non meramente naturalistica. &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-storia-secondo-santagostino\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":28902,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[57,24],"tags":[170,607,3028,162,2900],"class_list":["post-59101","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia","category-storia","tag-filosofia-2","tag-s-agostino","tag-santagostino","tag-storia-2","tag-teologia-della-storia","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La storia secondo sant\u2019Agostino (*) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La storia secondo sant\u2019Agostino. 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