{"id":5871,"date":"2014-03-07T09:45:37","date_gmt":"2014-03-07T09:45:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=5871"},"modified":"2015-06-11T15:14:15","modified_gmt":"2015-06-11T13:14:15","slug":"mons-pietro-fiordelli-testimone-e-padre-della-pastorale-familiare-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mons-pietro-fiordelli-testimone-e-padre-della-pastorale-familiare-italiana\/","title":{"rendered":"Mons. Pietro Fiordelli, testimone e padre della pastorale familiare italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiordelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6888 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiordelli.jpg\" alt=\"Fiordelli\" width=\"200\" height=\"208\" \/><\/a><\/strong><strong>Fides Cattolica<\/strong> n.2 luglio-dicembre 2013<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giuseppe Brienza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[<em>abstract\u00a0<\/em><em>della rivista<\/em>: Figura esemplare di pastore secondo il Cuore di Cristo che opera per il bene della Chiesa e delle anime, quella di Mons. Pietro Fiordelli, presentata in questo interessante saggio che affronta una problematica di grande attualit\u00e0: l\u2019unione coniugale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Fiordelli si adoper\u00f2 indefessamente, senza badare a compromessi, per riportare Prato, di cui era Vescovo, alla vera pratica cristiana, sia alimentando e spingendo alla frequenza ai Sacramenti in tutti gli ambienti sociali, sia facendosi zelante apostolo e strenuo difensore della famiglia, a cominciare dal matrimonio religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Noncurante delle calunnie e delle accuse mossegli da coloro che avversavano la sua concezione sociale cristiana, si fece araldo dei valori familiari, coniando una delle espressioni \u2014 la famiglia come \u201cChiesa domestica\u201d\u2014 che con il Concilio Vaticano II entrer\u00e0 a far parte di uno dei suoi documenti pi\u00f9 importanti, la <em>Lumen Gentium<\/em>.]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. Pietro Fiordelli (1916-2004), per 37 anni vescovo di Prato (dal 1954 al 1991), \u00e8 da considerarsi fra i \u201cpadri\u201d della pastorale familiare italiana. Fra i suo meriti vi sono anche quello di aver ideato la formula conciliare di famiglia come \u201cchiesa domestica\u201d, nonch\u00e9 quello di aver inventato, nel 1979, quella \u201cGiornata nazionale per la vita\u201d, doverosamente celebrata ogni anno in tutte le parrocchie d\u2019Italia, a partire dell\u2019approvazione della legge che ha introdotto l\u2019aborto in Italia (l. n. 194 del 1978) (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Determinato a difendere la sacralit\u00e0 del matrimonio per i battezzati, fu protagonista all\u2019inizio del suo episcopato del cosiddetto caso dei \u201c<em>concubini di Prato<\/em>\u201d. Portato in tribunale per la ipotizzata diffamazione di due coniugi sposatisi civilmente, fu nel 1958 prima condannato (la sentenza fece il giro del mondo) e poi assolto in secondo grado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche a motivo di quest\u2019ultimo episodio, questo vescovo \u00e8 oggi poco o male ricordato, laddove rievocare la storia della Chiesa in Italia nella seconda met\u00e0 del XX secolo e del Movimento cattolico senza parlare di lui e del suo magistero appare inadeguato oltre che profondamente ingiusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi, dovremmo forse dire che, nell\u2019attuale epoca profondamente connotata da quello che il regnante Pontefice addita come \u00ab[\u2026]<em> il rischio di adagiarsi, della comodit\u00e0, della mondanit\u00e0 nella vita e nel cuore, di avere come centro il nostro benessere<\/em>\u00bb (2), la vicenda personale ed ecclesiale di Mons. Fiordelli pu\u00f2 costituire esempio ed esortazione per molti nostri pastori e leader dell\u2019associazionismo cattolico italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>1. Un breve profilo biografico<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato il 9 gennaio 1916 a Citt\u00e0 di Castello (Perugia), quarto di cinque fratelli e sorelle, da padre tifernate e madre originaria della vicina Sansepolcro, Pietro Fiordelli compie gli studi primari nella sua citt\u00e0 d\u2019origine frequentando la scuola elementare cattolica fondata dal Vescovo Mons. Carlo Liviero (1866-1932).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 ottobre 1927 entra nel Seminario di citt\u00e0 di Castello ma, nell&#8217;ottobre 1932, viene inviato a Roma, come alunno del Pontificio Seminario Romano Maggiore, allora energicamente guidato da Mons. Roberto Ronca (1901-1977).Grazie a quest\u2019ultimo Fiordelli consegue la laurea in <em>Sacra Teologia<\/em> ed, a soli 22 anni, \u00e8 ordinato a Roma il 6 novembre del 1938.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019allora Cardinal vicario Francesco Marchetti Selvaggiani (1871-1951), Mons. Ronca era stato promosso, nel 1933, a soli trentadue anni, all\u2019importante carica di Rettore del Pontificio Seminario Maggiore e, nei successivi quindici anni del suo Rettorato (1933-1948), condusse al sacerdozio diverse centinaia di alunni, fra cui futuri cardinali come Giovanni Canestri, Salvatore Pappalardo (1918-2006), Pietro Palazzini (1912-2000) e Fiorenzo Angelini, nonch\u00e9 vescovi di sicuro valore fra i quali, appunto, Mons. Fiordelli (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Mons. Ronca il futuro vescovo di Prato recep\u00ec anche la piet\u00e0 mariana di tipo tradizionale, la quale caratterizz\u00f2 profondamente la sua pastorale tanto da guidare in prima persona, per fare solo un esempio, i suoi fedeli per ben 14 volte presso il Santuario di Lourdes (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver concluso i suoi studi filosofici e teologici a Roma, Don Fiordelli \u00e8 incardinato nella sua diocesi d\u2019origine, ovvero Citt\u00e0 di Castello e, dall\u2019allora vescovo Mons. Filippo Maria Cipriani (1878-1956), \u00e8 incaricato di numerose mansioni fra cui, come ricorda lui stesso, quella di \u00ab[\u2026] <em>insegnante di religione, al liceo classico, assistente di Azione Cattolica, padre spirituale in seminario, nonch\u00e9 altri compiti pastorali. Il campo da me privilegiato era quello che riguardava la famiglia, i giovani, il difficile mondo sociale e politico di allora<\/em>\u00bb (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare il giovane sacerdote \u00e8 impegnato a puntellare la comunit\u00e0 politica locale e nazionale al rispetto dei valori dell\u2019ordine naturale e cristiano dalle colonne del giornale \u00ab<em>La Voce Cattolica<\/em>\u00bb, da lui fondato nel 1945 che, nel 1953, diventa per volere dei Vescovi umbri il settimanale cattolico di tutta la regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo 16 anni di un cos\u00ec attivo ministero presbiterale a Citt\u00e0 di Castello, Fiordelli viene nominato dal Servo di Dio Papa Pio XII (1939-1958), il 7 luglio 1954, vescovo di Prato, ricevendo la consacrazione episcopale il 3 ottobre 1954, cio\u00e8 a soli 38 anni, dalle mani del citato Mons. Cipriani. Fiordelli \u00e8 stato quindi il pi\u00f9 giovane vescovo italiano, ricoprendo il suo incarico a Prato fino al 7 dicembre 1991, giorno nel quale rassegna le sue dimissioni, come canonicamente prescritto, per raggiunti limiti d&#8217;et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2. Pastore a Prato<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Primo vescovo residenziale della Diocesi di Prato, il 22\u00b0 da quando quest\u2019ultima fu istituita nel 1653 (6), Fiordelli influ\u00ec enormemente nella vita sociale della citt\u00e0. Tra le innumerevoli opere si possono ricordare l\u2019istituzione di 25 nuove parrocchie e la costruzione di 21 chiese, l\u2019organizzazione di un \u201cCentro Immigrati\u201d, l\u2019edificazione della Villa San Leonardo al Palco, affidata ad un gruppo di pie donne, poi trasformato in Istituto secolare, le \u201cSpigolatrici della Chiesa\u201d (7), che dopo la sua morte lo rinominarono \u201c<em>Casa di spiritualit\u00e0 mons. Pietro Fiordelli<\/em>\u201d, nonch\u00e9 strutture per la villeggiatura delle famiglie degli operai come la Casa per ferie \u201c<em>La Versiliana<\/em>\u201d a Marina di Pietrasanta e la residenza di Carbonin sulle Dolomiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista del magistero, possiamo riassumere l\u2019esperienza di Fiordelli a Prato con la seguente citazione di uno dei sacerdoti che gli sono stati pi\u00f9 vicini durante tale episcopato, mons. Simone Scatizzi (1931-2010), che ne fu il primo segretario ed, infine, il vicario generale: \u00ab<em>Non ha mai venduto la verit\u00e0 per un piatto di lenticchie o per essere gradito a questo o a quello, in una citt\u00e0 come Prato, dove per molto tempo le contrapposizioni fra ideologie e classi, marxisti e democristiani, operai e imprenditori etc., erano piuttosto marcate e sofferte<\/em>\u00bb (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella citt\u00e0 il vescovo impost\u00f2 in effetti una capillare pastorale degli operai e degli imprenditori, promuovendo ad esempio fin dal 1957 la \u201c<em>Pasqua nelle fabbriche<\/em>\u201d e istituendo in diocesi una filiale dell\u2019<em>Opera Nazionale di Assistenza Religiosa e Morale degli Operai<\/em> (Onarmo), fondata nel 1926 in seno alla <em>Sacra Congregazione Concistoriale<\/em> (oggi <em>Congregazione per i vescovi<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 a motivo di questa sua specifica sensibilit\u00e0 ed attenzione al mondo del lavoro che, molti anni dopo, il 19 marzo 1986, Fiordelli ottenne di accogliere a Prato Papa Giovanni Paolo II (1978-2005) accompagnandolo in visita proprio in varie fabbriche ed imprese (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1960 promosse la \u201cGrande Missione Cittadina\u201d, in preparazione al Congresso Eucaristico che si svolse nell\u2019autunno di quell\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dalla data in cui fece ingresso nella sua diocesi, cio\u00e8 il 17 ottobre 1954, Fiordelli risedette ininterrottamente a Prato, citt\u00e0 alla quale \u00e8 sempre rimasto quindi profondamente legato, continuando a collaborare per la diocesi fino agli ultimissimi giorni della sua vita. Mor\u00ec quindi nella stessa citt\u00e0 la mattina del 23 dicembre 2004, a seguito di una lunga malattia, sopportata con grande forza e fede limpida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sua espressa volont\u00e0 i funerali sono stati celebrati presso quella stessa cattedra, cio\u00e8 la Cattedrale di Santo Stefano, dalla quale per tanti anni insegn\u00f2, ammon\u00ec e preg\u00f2<em>. L<\/em>e sue esequie, tenutesi nel giorno, 26 dicembre, nel quale ricorreva la festivit\u00e0 del Patrono della citt\u00e0, santo <em>Stefano<\/em> <em>protomartire<\/em>, hanno richiamato una folla enorme di fedeli, a dimostrazione dell&#8217;attaccamento e della stima dell&#8217;intera comunit\u00e0 pratese verso il suo primo pastore della storia (10). Una devozione che continua ancora oggi, almeno a giudicare dalle visite alle sue spoglie che riposano nel sepolcreto dei Vescovi all\u2019interno del duomo di Prato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3. L\u2019ammonizione ai coniugi sposati civilmente: \u00ab<\/em><\/strong><strong>pubblici concubini<\/strong><strong><em>\u00bb!<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo sopra accennato anche all\u2019opera di \u201cammonimento\u201d esercitata da Mons. Fiordelli dalla sua cattedra episcopale. Forse questo tipo di servizio non incontrer\u00e0 oggi il consenso di qualcuno nel mondo cattolico ma, il vescovo di Prato, nella vicenda della quale ci accingiamo a descrivere brevemente, non fece altro che dare applicazione, come raramente capita da parte di tanto clero e popolo cristiano oggi, a quella delle sette opere di misericordia spirituale che recita, appunto, \u201cammonire i peccatori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo dunque alla drammatica vicenda che vide mons. Fiordelli querelato e condannato in primo grado per aver denunciato dal pulpito come \u00ab<em>pubblici peccatori e concubini<\/em>\u00bb una coppia di coniugi della diocesi, Mauro Bellandi e Loriana Nunziati, perch\u00e9 sposati con il solo rito civile. I fatti risalgono al 1956 e causarono al giovane vescovo, in piena \u201cItalia cattolica\u201d (ma, politicamente, dovremmo piuttosto dire <em>democristiana<\/em>), un processo per diffamazione intentato dalla coppia di cittadini pratesi (lui era un noto militante comunista) ed una condanna in primo grado al pagamento di 40.000 lire di multa. Dopo molteplici interrogatori e deposizioni, Fiordelli venne, a distanza di anni, assolto in appello per l\u2019\u00ab<em>insindacabilit\u00e0 dell&#8217;atto<\/em>\u00bb a lui imputato (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che, per cos\u00ec dire, accese la miccia fu la lettera da lui indirizzata ad un sacerdote della diocesi di Prato, don Danilo Aiazzi, responsabile della parrocchia alla quale appartenevano i sopra menzionati coniugi Bellandi, pubblicata il 12 agosto 1956 sul giornale parrocchiale. Intrisa di una fermezza alla quale alcuni non erano pi\u00f9 abituati, cos\u00ec cominciava: \u00ab<em>Oggi, 12 agosto, due suoi parrocchiani celebrano le nozze in Comune rifiutando il matrimonio religioso. Questo gesto di aperto, sprezzante ripudio della religione \u00e8 motivo di immenso dolore per i sacerdoti e per i fedeli. Il matrimonio cosiddetto civile per due battezzati assolutamente non \u00e8 matrimonio, ma soltanto l\u2019inizio di uno scandaloso concubinato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella lettera si giungeva quindi all\u2019ammonizione nei confronti del parroco: \u00ab<em>Pertanto lei, signor Proposto, alla luce della morale cristiana e delle leggi della Chiesa, classificher\u00e0 i due tra i pubblici concubini e, a norma dei canoni 855 e 2357 del Codice di Diritto Canonico, considerer\u00e0 a tutti gli effetti il signor Bellandi Mauro come pubblico peccatore e la signorina Nunziati Loriana come pubblica peccatrice. Saranno loro negati i sacramenti, non sar\u00e0 benedetta la loro casa, sar\u00e0 loro negato il funerale religioso<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affinch\u00e9 la condanna risultasse ancora pi\u00f9 forte, la lettera di Fiordelli terminava con le seguenti parole di castigo anche nei confronti della famiglia d\u2019origine dei due \u201cpubblici concubini\u201d: \u00ab<em>Infine, poich\u00e9 risulta all\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica che i genitori hanno gravemente mancato ai propri doveri di genitori cristiani, permettendo questo passo immensamente peccaminoso e scandaloso, la Signoria Vostra, in occasione della Pasqua, negher\u00e0 l\u2019acqua santa alla famiglia Bellandi e ai genitori della Nunziati Loriana. La presente sia letta ai fedeli<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ammonizione di Fiordelli, diligentemente letta da tutto il suo clero nelle chiese di Prato, ebbe conseguenze anche sociali piuttosto gravi per gli interessati. L\u2019attivit\u00e0 commerciale del Bellandi, infatti, si ridusse della met\u00e0 e, colpevolmente, i due conviventi furono anche resi oggetto di pubblici mormorii ed insulti, nonch\u00e9 di lettere anonime disprezzanti che non compresero affatto come il provvedimento del vescovo fosse volto a preservare il bene e l\u2019intangibilit\u00e0 del matrimonio e della famiglia cristiana in un momento nel quale profeticamente gi\u00e0 ne intravedeva le minacce, oltrech\u00e9 naturalmente alla correzione dei Bellandi al fine di indurre il pentimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due \u201cscomunicati\u201d, invece, non ebbero la men che minima intenzione di emendarsi perch\u00e9, d\u2019accordo con la famiglia d\u2019origine e con l\u2019appoggio delle sinistre, decisero di querelare il vescovo e il parroco per le offese e i danni subiti, denunciando come \u00ab<em>le leggi della Chiesa non possono contenere norme che autorizzino le autorit\u00e0 ecclesiastiche a ledere un bene del cittadino tutelato dalle leggi dello Stato<\/em>\u00bb. Dopo discussioni sul Diritto Canonico e Concordatario, i giudici condannarono il vescovo di Prato ad una ammenda di 40.000 lire, una condanna simbolica anche se moralmente grave, che suscit\u00f2 le vivaci proteste della Santa Sede e del mondo cattolico internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La segreteria di Stato vaticana denunci\u00f2 la sentenza come un atto illegale della magistratura che avrebbe favorito in futuro ogni abuso laicista, e condann\u00f2 la debolezza dimostrata nella vicenda dal Governo Italiano. La Santa Sede impart\u00ec quindi l\u2019ordine a tutte le Nunziature Apostoliche Occidentali di organizzare manifestazioni di solidariet\u00e0 col vescovo di Prato e, lo stesso Pio XII, in segno di protesta, sospese \u00ab[\u2026] <em>in Vaticano il tradizionale ricevimento d\u2019inizio nuovo anno del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede<\/em>\u00bb (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dimostrazioni analoghe non mancarono di fare anche numerosi vescovi, fra i quali i futuri Papi Angelo Giuseppe Roncalli (1881-1963), allora Patriarca di Venezia, e Giovanni Battista Montini (1897-1978), al tempo arcivescovo di Milano. Il primo scrisse a Fiordelli un sentito telegramma del seguente tenore: <em>\u00abSeguo sempre in tristizia uniscomi suoi sentimenti circa perdono et fedelt\u00e0 sacre leggi divine in materia nozze cristiane secondo suo discorso in Cattedrale sempre coraggio\u201c<\/em><em>Sic oportet Christum pati\u201d<\/em><em>\u00bb. Pure Mons. Montini non fece mancare la sua solidariet\u00e0 usando toni addirittura commossi: \u00abSoffre Chiesa ambrosiana con V. Ecc.za cui tocca onore patire per causa suo sacro ministerio;compiange piuttosto chi cerca di coprire con esteriore legalit\u00e0 offesa alla legge cristiana<\/em><em>\u00bb (13)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella maniera pi\u00f9 clamorosa, per\u00f2, si fece sentire l\u2019arcivescovo di Bologna (1952-1968) cardinal Giacomo Lercaro (1891-1976), che sar\u00e0 di l\u00ec a poco annoverato fra \u00ab[\u2026] <em>i maggiori esponenti della corrente progressista e anti-curiale<\/em>\u00bb (14). Egli ordin\u00f2 infatti a tutte le parrocchie della sua diocesi, in protesta per la condanna a Fiordelli, di tenere per un mese i portali delle chiese parati a lutto e di suonare le campane a morto ogni giorno per cinque minuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le manifestazioni di solidariet\u00e0 del tempo, prima che alla persona del vescovo di Prato, erano dirette a valorizzarne il coraggio nella difesa di quell\u2019istituzione centrale per la Chiesa e per la societ\u00e0 che \u00e8 il matrimonio cristiano. Al di l\u00e0 delle modalit\u00e0 con il quale fu effettuato, l\u2019intervento di Fiordelli rappresenta da questo punto di vista uno degli ultimi tentativi di arrestare quel fiume in piena che nel nostro Paese porter\u00e0 a svalutare sempre pi\u00f9 il sacramento dell\u2019unione coniugale ed, inevitabilmente, quello del matrimonio in quanto totale, pur se sanzionato solo civilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da una parte l\u2019aspetto della \u201ccensura\u201d ecclesiastica, come quella operata da Fiordelli, costituiva il dovere di un Pastore in una societ\u00e0 ancora cristiana, allora come oggi, il \u201ccastigo\u201d non aveva l\u2019esclusiva di una Chiesa che non avrebbe mancato di accompagnare quelle coppie gi\u00e0 conviventi o sposate solo in Comune che avessero chiesto il matrimonio cristiano. Allora come ora, per\u00f2, sul principio del dovere morale per i battezzati di sposarsi in Chiesa non c\u2019era da transigere. Il fenomeno delle \u201cconvivenze more uxorio\u201d, figlio necessario della de-sacralizzazione dell\u2019unione coniugale che si ha con la diffusione del matrimonio civile, non avrebbe tardato ad esplodere nel nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora come ora, come ha scritto giustamente mons. Enrico Solmi, attuale presidente della Commissione della CEI per la famiglia nell\u2019ultimo documento pubblicato da tale organismo,<em> Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia<\/em>, \u00ab[\u2026]<em> non possiamo rassegnarci a un generale senso di impotenza di fronte al dilagare di un fenomeno che coinvolge sempre pi\u00f9 persone verso le quali la comunit\u00e0 cristiana deve sviluppare una prudente attenzione pastorale<\/em>\u00bb (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche oggi, a fronte della richiesta del battesimo da parte di chi vive un matrimonio civile, la Chiesa conserva determinate cautele. Alla richiesta di far battezzare i figli nati da un\u2019unione civile, infatti, i parroci sono invitati a far precedere l\u2019ammissione di tale sacramento da un adeguato \u00ab[\u2026] <em>percorso di maturazione verso di esso. L\u2019accompagnamento di coppie di sposi pu\u00f2 essere importante per prepararsi al battesimo <\/em>[\u2026]<em>. In ogni caso, non si inserisca il battesimo dei figli nella stessa celebrazione delle nozze<\/em>\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda di Fiordelli e la questione dei battezzati che non vogliono sposarsi in Chiesa, come appare evidente, non \u00e8 affatto marginale nella situazione odierna, anche perch\u00e9 soprattutto nelle chiese occidentali la presenza di famiglie cristiane, cio\u00e8 composte nella loro totalit\u00e0 di battezzati e praticanti, ma con genitori sposati solo civilmente, \u00e8 sempre pi\u00f9 numerosa. Non \u00e8 neanche una questione banale, perch\u00e9 implica non irrilevanti coinvolgimenti di natura teologica e sacramentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Esortazione Apostolica <em>Familiaris Consortio<\/em>, promulgata da Giovanni Paolo II il 22 novembre 1981, al n. 82 parla della situazione dei cattolici uniti col solo matrimonio civile e si esprime in questi termini: \u00ab<em>La loro situazione non pu\u00f2 equipararsi senz&#8217;altro a quella dei semplici conviventi senza alcun vincolo<\/em> [\u2026] <em>L&#8217;azione pastorale tender\u00e0 a far comprendere la necessit\u00e0 della coerenza tra la scelta di vita e la fede che si professa, e cercher\u00e0 di far quanto \u00e8 possibile per indurre tali persone a regolare la propria situazione alla luce dei principi cristiani. Pur trattandole con grande carit\u00e0, e interessandole alla vita delle rispettive comunit\u00e0, i pastori della Chiesa non potranno purtroppo ammetterle ai sacramenti<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene il contegno assunto dal vescovo di Prato nella vicenda dei \u201cpubblici concubini\u201d appare pienamente conforme alla prospettiva dettata dalla <em>Familiaris Consortio<\/em>, sebbene i toni e le modalit\u00e0 perentorie di Fiordelli possano risultare discutibili. Va comunque precisato che, anche oggi, prese di posizione simili a quelle del vescovo di Prato non manchino anche in qualche Vescovo o prelato, soprattutto fra quelli chiamati a guidare comunit\u00e0 atomizzate e scristianizzate come quelle caratterizzanti le nostre metropoli contemporanee (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>4. L\u2019antesignano della pastorale familiare italiana<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall\u2019inizio del suo episcopato a Prato Fiordelli si dimostr\u00f2 un vero e proprio antesignano della pastorale familiare in Italia. Appena fatto ingresso nella sua Diocesi, infatti, egli attiv\u00f2 un corso di preparazione al matrimonio per fidanzati, che svilupp\u00f2 e promosse tanto presso i fedeli ed i suoi confratelli da farlo generalizzare in tutta Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli gi\u00e0 intuiva infatti l\u2019urgenza di un tale impegno in una condizione di incipiente mutamento nella morale pubblica e nei costumi sociali. Un passaggio che sarebbe presto sfociato in forme gravi di crisi dell\u2019unione coniugale, per sfociare infine nella radicale messa in discussione dell\u2019istituto stesso del matrimonio con l\u2019introduzione del divorzio nel 1970 e, subito dopo, con lo smantellamento definitivo del diritto di famiglia italiano operato con la legge di riforma, n. 151 del <em>1975 (18).<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I corsi di preparazione per fidanzati introdotti da Fiordelli erano pensati come uno specifico percorso di preparazione \u00ab<em>particolare e immediata<\/em>\u00bb al sacramento del matrimonio, del quale egli riteneva decisiva sia la <em>durata<\/em> sia la <em>qualit\u00e0<\/em>. Ci\u00f2 al fine di sensibilizzare e sollecitare la responsabilit\u00e0 e l\u2019impegno dei giovani ad arrivare al matrimonio con una consapevolezza necessaria del mistero che erano chiamati a celebrare e dei diritti-doveri che per loro ne conseguivano<em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come auspicato da Fiordelli, la proposta dell\u2019itinerario di preparazione al matrimonio \u00e8 stato oggi ratificato dalla Commissione della CEI per la famiglia che sia \u00ab[\u2026]<em> fatta per tempo, possibilmente gi\u00e0 un anno prima delle nozze, in modo da cogliere in pieno l\u2019opportunit\u00e0 pastorale che si offre<\/em>\u00bb (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei corsi una sottolineatura particolare, recepita poi nel primo documento della CEI dedicato nel 1969 alla pastorale familiare, era impressa dal vescovo di Prato sulla comprensione di quello che definiva \u00ab[\u2026] <em>il significato morale e pedagogico della castit\u00e0<\/em>\u00bb (20). L\u2019annuncio del <em>Vangelo del matrimonio<\/em>, quindi, non poteva prescindere per lui da una proposta formativa specifica volta a spiegare ai fidanzati che la sessualit\u00e0 era\u00a0 posta a servizio di valori pi\u00f9 alti cui tendere, rappresentando \u00ab[\u2026] <em>il mezzo di un amore umano autentico, quale poi si manifester\u00e0 compiutamente, secondo distinte modalit\u00e0, nella vocazione matrimoniale o verginale<\/em>\u00bb (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>5. La partecipazione al Concilio Vaticano II<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fiordelli partecip\u00f2 a tutte le sessioni del Concilio Vaticano II, facendo notevoli interventi, specialmente sul matrimonio e la famiglia e gli Istituti Secolari. Egli defin\u00ec questa sua esperienza \u00ab[\u2026] <em>una delle grazie pi\u00f9 grandi che mi ha concesso il Signore<\/em>\u00bb (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 questa naturalmente la sede per documentare l\u2019influenza avuta dal vescovo di Prato nell\u2019assise conciliare. Merita per\u00f2 di essere per lo meno\u00a0 menzionata la \u201cprimogenitura\u201d di Fiordelli nella definizione, accolta nel testo della Costituzione Dogmatica sulla Chiesa<em> Lumen Gentium<\/em> (21 novembre 1964), della comunione coniugale sacramentale come<em> Chiesa domestica<\/em> o<em> piccola Chiesa<\/em>. Ha ricordato infatti Mons. Scatizzi, che fu proprio l\u2019allora vescovo di Prato \u00ab[\u2026] <em>ad introdurre al Concilio l\u2019espressione \u201c<\/em>Chiesa domestica<em>\u201d, divenuta ormai atta ad esprimere, senza \u201cquasi\u201d e senza limitazioni, la dimensione ecclesiale propria di questa prima cellula della societ\u00e0<\/em>\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si legge infatti nell\u2019importante documento conciliare come \u00ab[\u2026] <em>i coniugi cristiani, in virt\u00f9 del sacramento del matrimonio, col quale significano e partecipano il mistero di unit\u00e0 e di fecondo amore che intercorre tra Cristo e la Chiesa, si aiutano a vicenda per raggiungere la santit\u00e0 nella vita coniugale; accettando ed educando la prole essi hanno cos\u00ec, nel loro stato di vita e nella loro funzione, il proprio dono in mezzo al popolo di Dio. Da questa missione, infatti, procede la famiglia, nella quale nascono i nuovi cittadini della societ\u00e0 umana, i quali per la grazia dello Spirito Santo diventano col battesimo figli di Dio e perpetuano attraverso i secoli il suo popolo. In questa che si potrebbe chiamare <\/em>Chiesa domestica<em>, i genitori devono essere per i loro figli i primi maestri della fede e secondare la vocazione propria di ognuno, quella sacra in modo speciale<\/em>\u00bb (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale formula conciliare \u00e8 stata ripresa dal Beato Giovanni Paolo II che, nella gi\u00e0 citata esortazione apostolica <em>Familiaris consortio<\/em>, ha definito \u00ab[\u2026] <em>rivelazione e attuazione specifica della comunione ecclesiale <\/em>[\u2026] <em>la famiglia cristiana, che anche per questo pu\u00f2 e deve dirsi \u201c<\/em>Chiesa domestica\u201d\u00bb (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di particolare significato, poi, fra le tante altre citazioni che si potrebbero fare di tale significativa formula conciliare, \u00e8 quella contenuta nell\u2019ultimo <em>Angelus <\/em>rivolto da Benedetto XVI (2005-2013) alle migliaia di famiglie presenti il 24 febbraio 2013 in Piazza San Pietro. Pi\u00f9 volte nel corso del suo pontificato Papa Ratzinger aveva evidenziato il ruolo prioritario della famiglia nella societ\u00e0, chiedendo in particolare leggi a tutela del matrimonio tra un uomo e una donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ultimo discorso, per\u00f2, egli ha voluto additare nella comunit\u00e0 coniugale la <em>via della Chiesa<\/em>, la protagonista della nuova evangelizzazione ed il fondamento indispensabile della civilt\u00e0 richiamandone espressamente proprio la definizione di Fiordelli recepita nel Concilio Vaticano II. \u00a0\u00ab<em>Le famiglie cristiane, piccole chiese domestiche<\/em> \u2013 ha affermato infatti Benedetto XVI nel suo ultimo <em>Angelus<\/em> \u2013 <em>sono chiamate urgentemente ad un nuovo protagonismo nella societ\u00e0, ad essere \u201c<\/em>soggetto di evangelizzazione<em>\u201d per manifestare nel mondo l\u2019amore e la presenza di Cristo<\/em>\u00bb (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>6. Alla guida della <\/em><\/strong><strong>Commissione Episcopale per la famiglia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la sua esperienza e preparazione Fiordelli ricevette dunque importanti incarichi dalla <em>Conferenza Episcopale Italiana<\/em> (CEI) nell\u2019ambito di quella pastorale del matrimonio e della famiglia alla quale, come detto finora, dette un decisivo contributo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su sua proposta, subito dopo il Concilio Vaticano II la CEI costitu\u00ec infatti il <em>Comitato Episcopale per la Famiglia <\/em>(oggi <em>Commissione Episcopale per la famiglia e la vita<\/em>), di cui facevano parte un Vescovo rappresentante di ogni Conferenza Episcopale Regionale. Del nuovo importante organismo Mons. Fiordelli fu eletto Presidente e tale rimase ininterrottamente, fino a quando il Comitato fu trasformato in <em>Commissione Episcopale per la Famiglia<\/em>. Anche della Commissione Episcopale Mons. Fiordelli fu eletto Presidente e riconfermato poi per altri due mandati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla Commissione in parola si deve, sotto la guida dello stesso Fiordelli, il forte impulso dato all\u2019impegno della Chiesa italiana a favore della famiglia, ed in particolare l\u2019elaborazione del documento pastorale, approvato e promulgato dalla CEI il 20 giugno 1975, intitolato <em>Evangelizzazione e sacramento del Matrimonio <\/em>(27), \u00ab[\u2026] <em>che rappresenta ancora oggi un essenziale punto di riferimento per quanti intendano esaminare il complesso rapporto fra Chiesa italiana e famiglia<\/em>\u00bb (28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante tale carica promosse il nascere dei <em>Consultori Familiari di ispirazione cristiana<\/em> e la \u00ab<em>Giornata per la vita<\/em>\u00bb, fissata per tutta l&#8217;Italia alla prima domenica di febbraio (29). Presiedette importanti Convegni Nazionali sulla Famiglia, con partecipazione di tutte le Diocesi italiane. Dette importante contributo all&#8217;elaborazione di tutti i documenti emanati dalla CEI sul tema della difesa della vita nascente (contro l&#8217;aborto), sulla famiglia cristiana e, soprattutto, sul matrimonio indissolubile. Da quest\u2019ultimo punto di vista Fiordelli s\u2019impegn\u00f2 in prima persona per scongiurare l\u2019approvazione della legge che sar\u00e0 poi conosciuta in relazione al suo maggiore promotore, il deputato socialista Loris Fortuna (1924-1985) (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da presidente del <em>Comitato<\/em> <em>Episcopale per la Famiglia<\/em>, scrisse ad esempio un efficace libretto, intitolato<em> Il divorzio in Italia <\/em>(<em>Libreria cattolica<\/em>, Prato 1968, pp. 47), che fece ristampare in numerose edizioni, diffondendolo in oltre 500.000 copie (31). Una volta in vigore la legge divorzista, il vescovo si rimbocc\u00f2\u00a0 allora le maniche, con una mobilitazione sia pubblica sia <em>ad personam<\/em>, per sensibilizzare i fedeli a partecipare al voto nel referendum abrogativo, tenutosi il 12-13 maggio 1974.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scriveva ad esempio in una delle numerose lettere indirizzate in quel tempo a fedeli e conoscenti (in questo caso al dott. Marco Tonacini Tami, uno dei suoi amici pi\u00f9 devoti): \u00ab[\u2026] <em>l\u2019Italia sta commettendo una specie di delitto, perch\u00e9 rovina forse per sempre il modello di famiglia che s\u2019ispira al Vangelo e alla sua millenaria civilt\u00e0<\/em>\u00bb (lettera del 22 aprile 1974) (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha scritto Mons. Scatizzi, era del tutto chiaro all\u2019allora vescovo di Prato che il divorzio era solo uno dei passaggi del processo destinato a demolire l\u2019intero assetto dell\u2019ordine naturale e cristiano dell\u2019Italia e dell\u2019Occidente. E\u2019 per questo che Fiordelli \u00ab[\u2026] <em>si \u00e8 battuto, spesso al di sopra delle righe &#8211; cio\u00e8 di quanto lo permettessero le circostanze \u2013 proprio &#8220;<\/em>opportune et importune<em>&#8221; <\/em>[2<em> Tim <\/em>4,2]<em>, affinch\u00e9 tutti prendessero coscienza del valore della famiglia, quando la pastorale era ancora orientata, quasi esclusivamente all\u2019individuo, anche se in gruppo; e dei rischi gravissimi che la famiglia correva: divorzio, aborto, unioni di fatto, problemi di bioetica etc.<\/em>\u00bb (33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre dal punto di vista degli incarichi istituzionali va menzionata l\u2019elezione di Fiordelli, nel 1980, da parte dell&#8217;Assemblea dei Vescovi, a rappresentare assieme ai Cardinali Carlo Maria Martini (1927-2012), Ugo Poletti (1914-1997) e Antonio Poma (1910-1985), l&#8217;Episcopato Italiano al Sinodo mondiale dei Vescovi, sul tema della famiglia, che si svolse in Vaticano nell&#8217;ottobre 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Conclusione<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere questo breve ritratto di mons. Pietro Fiordelli vale la pena soffermarsi brevemente sulla sua specifica pubblicistica in materia di pastorale della famiglia, raccolta nei due libri pubblicati postumi <em>La famiglia che prega. Alla luce della vita di Ges\u00f9 <\/em>(34) e <em>La famiglia che prega giorno per giorno <\/em>(35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pastorale del Vescovo ne emerge con uno stile coinvolgente e positivo, ancorata alla tradizione di sempre, che vede nella preghiera il fondamento della vita spirituale, sia individuale sia familiare. Una famiglia che si riunisce in preghiera, ripete Fiordelli nei suoi scritti rivolti ai fidanzati e sposi cristiani, sperimenta un&#8217;avventura piena di sorprese che favorisce una costante maturazione personale di ogni componente e una maggiore vicinanza e comunione con Dio e con il prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preghiera comune dovrebbe riunire la famiglia per lo meno al termine della giornata, prima dell&#8217;ultimo pasto assieme: perci\u00f2 una formula di benedizione della mensa \u00e8 sempre raccomandata dal vescovo ai coniugi per suggellare un indispensabile momento di comunione con i familiari e con Dio Padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni pagina, discorso ed opera di Fiordelli-Pastore sono sempre diretti a cercare di aiutare la famiglia minacciata dal mondo moderno anti-cristiano a salvarsi ricorrendo alle \u201carmi di sempre\u201d, cio\u00e8 l\u2019orazione ed i Sacramenti, che sono sempre pi\u00f9 mezzi indispensabili per ricordare Ges\u00f9, il suo messaggio e i suoi insegnamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo il passaggio che citiamo per finire questo saggio, tratto dal suo <em>Testamento spirituale<\/em>, appare particolarmente significato a mettere nella giusta luce tutti quei suoi gesti ed atti che, a taluno, sono sembrati troppo fermi o \u201cpoco misericordiosi\u201d, tanto da metterne ingiustamente da parte la memoria e la testimonianza. Scrive il vescovo in questo documento elaborato nel corso di un ritiro spirituale compiuto durante la Pasqua del 1976, indirizzandosi idealmente al popolo dei suoi fedeli: \u00ab<em>Chiudo assicurando che, come in vita, sino all\u2019ultimo respiro, cos\u00ec dopo la morte sempre amer\u00f2, senza limiti tutti i pratesi che il Divino Pastore mi affid\u00f2.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ho cercato di fare il mio dovere di responsabile con voi delle vostre anime, ho esortato e parlato con amore, ho presentato sempre integro il Vangelo e le leggi della Chiesa. Ho preso qualche rara volta posizioni forti. Ma Dio sa che agivo sempre per amore, per tutelare nei\u00a0 vostri cuori e nelle vostre famiglie e nella societ\u00e0 i valori del Vangelo, e perch\u00e9 tutti i miei figli in Ges\u00f9 fossero\u00a0 salvi. Ho sempre sentito come un anelito , un programma e una sofferenza le parole di Ges\u00f9, alla vigilia della Sua morte: \u201cPadre, di quelli che mi hai dato non se ne \u00e8 perduto nessuno\u201d. E\u2019 la preghiera con cui chiudo questo ultimo mio colloquio con voi, quello con cui chiuder\u00f2 la vita, ai piedi del Salvatore Crocifisso e invocando l\u2019assistenza della Madonna: \u201cPadre di quelli che mi\u00a0 hai dato, di tutti i pratesi, fa che non si perda nessuno<\/em>\u201d\u00bb (36)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Cfr. Sara Deodati, <em>L\u2019attualit\u00e0 dell\u2019opera del Vescovo Fiordelli e della sua \u201cgiornata per la vita\u201d<\/em>, in <em>Intervento nella Societ\u00e0<\/em>, anno XV, n. 1, gennaio\/marzo 2013, p. 34<strong>.<\/strong><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p><strong>2)<\/strong> Papa Francesco, <em>Memoria di Dio. Omelia durante la Messa in piazza San Pietro sulla missione del catechista<\/em>, in <em>L\u2019Osservatore Romano<\/em>, 30 settembre-1\u00b0 ottobre 2013, p. 7.<br \/>\n<strong>3)<\/strong> Mons. Roberto Ronca, ordinato nel 1928, gi\u00e0 nel 1929 \u00e8 nominato vice-rettore del Pontificio Seminario Maggiore di Roma e, nel 1933, nominato rettore dello stesso Seminario. Fondatore del movimento civico-politico <em>Unione Nazionale Civilt\u00e0 Italica<\/em> (1946-1955) nel 1948 fu consacrato arcivescovo titolare di Lepanto. Da quell\u2019anno fino al 1955, fu Arcivescovo-Prelato di Pompei (Napoli), diocesi dalla quale svolse un ruolo importante anche dal punto di vista civico-politico, sensibilit\u00e0, quest\u2019ultima, trasmessa evidentemente anche ad alcuni suoi allievi in seminario fra i quali lo stesso Fiordelli. La sua figura \u00e8 al centro dello studio di Andrea Riccardi, <em>Il \u201cpartito romano\u201d, politica italiana, Chiesa cattolica e Curia Romana da Pio XII a Paolo VI<\/em>, <em>Morcelliana<\/em>, Brescia 2007 (1983) ma, per una ricostruzione completa della biografia del vescovo romano cfr. il mio <em>Identit\u00e0 cattolica e anticomunismo nell\u00b4Italia del dopoguerra. La figura e l\u00b4opera di mons. Roberto Ronca <\/em>(<em>D\u00b4Ettoris Editori<\/em>, Crotone 2008).<br \/>\n<strong>4)<\/strong> Per avere solo una idea dello spirito mariano di Mons. Ronca basti pensare che, il punto centrale della spiritualit\u00e0 degli <em>Oblati<\/em> e delle <em>Oblate della Madonna del Rosario<\/em>, congregazione nei due rami maschile e femminile da lui fondata nel 1949, \u00e8 proprio la devozione a Maria Vergine e l\u2019apostolato del Rosario secondo l\u2019esempio del beato Bartolo Longo (1841-1926). Di particolare interesse, sempre per valutare l\u2019orientamento tradizionale-mariano dello stesso vescovo romano, \u00e8 la prima lettera pastorale pubblicata all\u2019inizio del suo episcopato a Pompei e recentemente riedita, a mia cura, nella collana <em>Mater et Magistra<\/em> delle edizioni <em>Amicizia Cristiana<\/em> (cfr. R. Ronca, <em>Lavorare e sacrificarsi per la gloria di Maria<\/em>, Chieti 2010).<br \/>\n<strong>5)<\/strong> Cit. in Luca Rolandi (a cura di), <em>Testimoni del Concilio. Il racconto del Vaticano II nell&#8217;esperienza dei protagonisti<\/em>, <em>Effat\u00e0 Editrice<\/em>, Cantalupa (To) 2006, p. 33.<br \/>\n<strong>6)<\/strong> La diocesi di Prato, fin dalla sua istituzione (22 settembre 1653) era stata fino allora unita \u00ab<em>aeque principaliter<\/em>\u00bb a quella di Pistoia nella persona del Vescovo.<br \/>\n<strong>7)<\/strong> Nella festa dell\u2019Immacolata dell\u20198 dicembre 1967, Fiordelli eresse l&#8217;Istituto Secolare delle <em>Spigolatrici della Chiesa<\/em>, che volle seguire sempre con la massima cura.<br \/>\n<strong>8)<\/strong> Mons. Simone Scatizzi, Vescovo di Pistoia, Lo spirito di un Magistero, in Aa.Vv., Il Magistero Pastorale di Monsignor Pietro Fiordelli, Edizioni Libreria Cattolica, Prato 1994, (pp. IX-XIII) p. X.<br \/>\n<strong>9)<\/strong> L\u2019impegno sociale di Mons. Fiordelli ebbe il suo pi\u00f9 alto riconoscimento da parte delle autorit\u00e0 civili che, poche settimane dopo la fine del suo episcopato, lo onorarono della concessione della cittadinanza onoraria di Prato. Il 13 febbraio 1992, infatti, il sindaco di Prato Claudio Martini, che \u00e8 stato successivamente presidente della Regione Toscana (2000-2010), \u00ab[\u2026] <em>valutata l\u2019importanza storica dell\u2019episcopato di mons. Pietro Fiordelli<\/em>\u00bb, gli consegn\u00f2 la \u201cCittadinanza onoraria\u201d conferitagli dal Consiglio comunale. Nel documento si rileva come in tutti questi anni la guida di mons. Fiordelli \u00ab[\u2026] <em>abbia attivamente contribuito all\u2019opera grande di fare di Prato una citt\u00e0 socialmente integrata e pacifica<\/em>\u00bb [cit. in Marco Tonacini Tami, <em>Il vescovo Pietro Fiordelli<\/em>, <em>Fontana Edizioni<\/em>, Pregassona (Svizzera) 2005, p. 40].<br \/>\n<strong>10)<\/strong> Immediatamente dopo la morte del vescovo, il settimanale d&#8217;informazione della Chiesa locale<em> Toscanaoggi<\/em> gli rese omaggio diffondendo un&#8217;edizione straordinaria gratuita del giornale, intitolata <em>\u00abFiordelli, il padre di tutti noi\u00bb<\/em>, stampata in 22.000 copie e diffusa in tutte le chiese della diocesi. Anche oggi, a distanza di quasi 10 anni dalla morte, il popolo di Prato non si \u00e8 dimenticato di Mons. Fiordelli, come dimostrano ad esempio i risultati del sondaggio organizzato dal Comune toscano durante le celebrazioni per il 150\u00b0 anniversario dell\u2019\u201cUnit\u00e0 d\u2019Italia\u201d. In tale consultazione <em>on line<\/em>, intitolata &#8220;<em>Vota il tuo pratese<\/em>&#8221; e conclusasi nel novembre 2011 con la raccolta di oltre 4.500 voti, il vescovo si \u00e8 infatti classificato al 5\u00b0 posto dietro a personaggi nativi di Prato e che sono ormai protagonisti della storia dell\u2019Italia contemporanea come, fra gli altri, Curzio Malaparte e Gaetano Bresci (cfr. <a href=\"http:\/\/www.150.comune.prato.it\/sondaggio\/home.htm\" target=\"_blank\">http:\/\/www.150.comune.prato.it\/sondaggio\/home.htm<\/a>, sito visitato il 2 novembre 2013).<br \/>\n<strong>11) <\/strong>Cfr. Leopoldo Piccardi (a cura di), <em>Processo al vescovo di Prato, la requisitoria del procuratore generale, la sentenza di rinvio a giudizio, la sentenza<\/em>, con una <em>Prefazione<\/em> di Arturo Carlo Jemolo (1891-1981), <em>Parenti<\/em>, Firenze 1958.<br \/>\n<strong>12) <\/strong>M. Tonacini Tami, <em>Il vescovo Pietro Fiordelli<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, p. 28.<em><br \/>\n<\/em><strong>13)<\/strong> Entrambi i telegrammi sono riprodotti in Aa.Vv., <em>Il Magistero Pastorale di Monsignor Pietro Fiordelli<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, alle pp. 18-19. Fra gli altri messaggi di solidariet\u00e0 pervenuti a mons. Fiordelli e che sono stati riportati nel volume, sono di particolare interesse storico anche quelli inviati da personalit\u00e0 di notoriet\u00e0 internazionale, soprattutto perseguitate dalle autorit\u00e0 comuniste al potere, come quello dello scrittore rumeno Vintil\u0103 Horia (1915-1992) [cfr. <em>op. cit.<\/em>, p. 19].<br \/>\n<strong>14)<\/strong> Roberto de Mattei, <em>Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta<\/em>, <em>Lindau Edizioni<\/em>, Torino 2010, p. 108.<br \/>\n<strong>15)<\/strong> Commissione Episcopale per la famiglia e la vita (d\u2019ora in poi CEFV),<em> Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia<\/em>, Roma 22 ottobre 2012, pp. 20-21.<br \/>\n<strong>16) <\/strong><em>Ibid.<\/em>, pp. 21-22.<br \/>\n<strong>17)<\/strong> Si veda per esempio la direttiva dell\u2019Ufficio dei Matrimoni del Vicariato di Roma che, interpretando rigorosamente quanto previsto dal <em>Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia<\/em> del 25 luglio 1993, stabilisce che: \u00ab<em>Fino a quando i cattolici sposati civilmente rimangono in questa situazione di vita non possono essere ammessi all\u2019Assoluzione sacramentale, alla Comunione eucaristica e neanche alla Cresima, n\u00e9 \u00e8 possibile affidare loro incarichi o servizi che richiedono una pienezza di testimonianza cristiana e d\u2019appartenenza alla Chiesa<\/em>\u00bb (cfr. <a href=\"http:\/\/www.vicariatusurbis.org\/Matrimoni\/DOCUMENTI\/CASIDIFFICILI.pdf\" target=\"_blank\">http:\/\/www.vicariatusurbis.org\/Matrimoni\/DOCUMENTI\/CASIDIFFICILI.pdf<\/a>, sito visitato il 2 novembre 2013).<br \/>\n<strong>18)<\/strong> Sui processi che hanno favorito la demolizione legislativa del matrimonio in Italia cfr. il mio saggio <em>Le origini della disgregazione della famiglia italiana negli anni Sessanta<\/em>, in Marco Invernizzi-Paolo Martinucci (a cura di),<em> Dal \u201ccentrismo\u201d al Sessantotto, Ares<\/em>, Milano 2007, pp. 81-119.<br \/>\n<strong>19)<\/strong> CEFV,<em> Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio\u2026<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, p. 22.<br \/>\n<strong>20) <\/strong>Conferenza Episcopale Italiana (d\u2019ora in poi CEI), <em>Matrimonio e famiglia oggi in Italia<\/em>, documento pastorale dell\u2019Episcopato italiano<em>, <\/em>15 novembre 1969, n. 18 (citato, da ultimo, anche dalla CEFV, in<em> Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio<\/em>\u2026, <em>op. cit.<\/em>, p. 8 e nt.).<br \/>\n<strong>21)<\/strong> <em>Ibidem <\/em>(cit., da ultimo in CEFV,<em> Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio<\/em>\u2026, <em>op. cit.<\/em>, p. 8 e nt.).<br \/>\n<strong>22)<\/strong> Cit. in L. Rolandi (a cura di), <em>Testimoni del Concilio&#8230;<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, p. 33.<br \/>\n<strong>23)<\/strong> Mons. S. Scatizzi, <em>Lo spirito di un Magistero<\/em>, in Aa.Vv.,<em> Il Magistero Pastorale di Monsignor Pietro Fiordelli<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, p. X.<br \/>\n<strong>24) <\/strong>Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica <em>Lumen Gentium<\/em>, n. 11.<br \/>\n<strong>25)<\/strong> Giovanni Paolo II, Esort. ap. <em>Familiaris consortio<\/em>, n. 21. Cfr. anche <em>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/em>, nn. 1656-1657 e 2204.<br \/>\n<strong>26)<\/strong> Benedetto XVI, <em>La famiglia, &#8220;via della Chiesa&#8221;<\/em>, in <em>L\u2019Osservatore Romano<\/em>, 25 febbraio 2013.<strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><strong>27) <\/strong>Cfr. CEI, <em>Evangelizzazione e sacramento del Matrimonio<\/em>, Roma, 20 giugno 1975: <em>Notiziario CEI<\/em>, 6\/1975, 107-142; <em>Enchiridion CEI<\/em>, II\/2091-2218.<br \/>\n<strong>28)<\/strong> Giorgio Campanini, <em>Il contributo del vescovo Fiordelli alla pastorale della famiglia in Italia pastorale familiare<\/em>, in <em>La Famiglia<\/em>, anno 40, n. 236, Brescia aprile-giugno 2006,\u00a0 (pp. 63-71) p. 63.<em><br \/>\n<\/em><strong>29)<\/strong> Anche dopo la fine del suo episcopato Fiordelli non smise di spendere tutte le sue energie in difesa della vita umana innocente, ad esempio scrivendo decisi editoriali contro l\u2019aborto come quello pubblicato su <em>La Nazione<\/em>-Prato del 21 dicembre 1997, sulle cui colonne l\u2019allora Vescovo emerito lanciava l\u2019allarme sulla crescita a Prato degli \u201comicidi legalizzati\u201d nel grembo materno con un articolo dal titolo \u201c<em>Questa \u00e8 una citt\u00e0 con troppo aborti<\/em>\u201d. Nel suo pezzo, tra l\u2019altro, il Vescovo emerito denunciava: \u00ab<em>Su 100 bambini nati 42 sono stati eliminati<\/em>\u00bb.<br \/>\n<strong>30) <\/strong>Cfr. l. n. 898\/1970, recante <em>Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio <\/em>(G.U. n. 306 del 3 dicembre 1970), approvata durante il governo presieduto dal politico democristiano (e \u201cpadre costituente\u201d) Emilio Colombo (1920-2013). <em><br \/>\n<\/em><strong>31)<\/strong> Nel citato volume <em>Il Magistero Pastorale di Monsignor Pietro Fiordelli<\/em>, alle pp. 249-257, \u00e8 stato opportunamente ripubblicato l\u2019ultimo capitolo (cio\u00e8 le pp. 44-47 dell\u2019edizione originale) di questo illuminante libretto.<br \/>\n<strong>32)<\/strong> Cit. in M. Tonacini Tami, <em>Il vescovo Pietro Fiordelli<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, p. 41.<em><br \/>\n<\/em><strong>33)<\/strong> Mons. S. Scatizzi, <em>Lo spirito di un Magistero<\/em>, in Aa.Vv.,<em> Il Magistero Pastorale di Monsignor Pietro Fiordelli<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, p. XI.<br \/>\n<strong>34) <\/strong>Cfr. Mons. Pietro Fiordelli, <em>La famiglia che prega. Alla luce della vita di Ges\u00f9<\/em>,<em>\u00a0Edizioni Messaggero<\/em>, Padova 2004.<br \/>\n<strong>35)<\/strong> Cfr. <em>Ibid.<\/em>, <em>La famiglia che prega giorno per giorno, Edizioni Messaggero<\/em>, Padova 2007,<em>\u00a0Edizioni Messaggero<\/em>, Padova 2004. Andrebbero anche menzionati altri scritti ed opere \u201cminori\u201d, non meno interessanti, fra cui <em>Sei colloqui con i prossimi sposi<\/em> (<em>Libreria cattolica<\/em>, Prato 1978), non pi\u00f9 purtroppo disponibile in commercio, l\u2019articolo <em>Il valore dell\u2019Eucaristia nella vita dei consacrati<\/em>, pubblicato sull\u2019<em>Osservatore Romano<\/em> del 27-28 giugno 2005, p. 6 (riprodotto in M. Tonacini Tami, <em>Il vescovo Pietro Fiordelli<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, pp. 59-63) e <em>La Domenica, \u201cil giorno del Signore\u201d. Lettera alle famiglie cristiane di Prato<br \/>\n<\/em>(in <em>ibidem<\/em>., pp. 64-67).<br \/>\n<strong>36) <\/strong>Mons. P. Fiordelli, <em>Il mio testamento Spirituale<\/em>, Prato, 16 aprile 1976, (pp. 3) p. 3 (cfr. <a href=\"http:\/\/www.diocesiprato.it\/documenti\/fiordelli\/testamento_spirituale.pdf\" target=\"_blank\">http:\/\/www.diocesiprato.it\/documenti\/fiordelli\/testamento_spirituale.pdf<\/a>, sito visitato il 3 novembre 2013).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fides Cattolica n.2 luglio-dicembre 2013 Giuseppe Brienza [abstract\u00a0della rivista: Figura esemplare di pastore secondo il Cuore di Cristo che opera per il bene della Chiesa e delle anime, quella di Mons. Pietro Fiordelli, presentata in questo interessante saggio che affronta una problematica di grande attualit\u00e0: l\u2019unione coniugale. 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