{"id":5832,"date":"2013-12-19T00:00:00","date_gmt":"2013-12-19T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-06-11T12:27:30","modified_gmt":"2015-06-11T10:27:30","slug":"fede-e-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fede-e-stato\/","title":{"rendered":"Fede e Stato"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/papa_impero.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6974 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/papa_impero.jpg\" alt=\"papa_impero\" width=\"200\" height=\"220\" \/><\/a>Rassegna Stampa<\/strong>\u00a0&#8211; Pisa 15 ottobre 2013<\/div>\n<div><\/div>\n<div align=\"center\">Conferenza svolta su invito del Serra Club pisano dall\u2019avvocato\u00a0<strong>Aldo Ciappi<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\n<div align=\"center\"><strong>_______________<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div align=\"justify\">Siamo nell\u2019anno della Fede proclamato dal Papa Benedetto XVI l\u201911 Novembre 2012 con il Motu proprio \u201c<em>Porta Fidei<\/em>\u201d\u2013 nel 50\u00b0 anniversario del Concilio Vaticano II e nel 20\u00b0 dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.Il Papa invita i cristiani ad intensificare in questo anno \u00ab\u2026<em>la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere pi\u00f9 consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l\u2019umanit\u00e0 sta vivendo. Avremo l\u2019opportunit\u00e0 di Confessare la fede nel Signore Risorto nelle Nostre Cattedrali e nelle chiese di tutto il mondo; nelle nostre case e presso le nostre famiglie, perch\u00e9 ognuno senta forte l\u2019esigenza di conoscere meglio e di trasmettere alle generazioni future la fede di sempre. Le comunit\u00e0 religiose come quelle parrocchiali, e tutte le realt\u00e0 ecclesiali antiche e nuove, troveranno il modo, in questo Anno, per rendere pubblica professione del Credo<\/em>.<\/div>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div align=\"justify\">\u00abProfessare con la bocca, a sua volta, indica che la fede implica una testimonianza ed un impegno\u00a0 pubblici. Il Cristiano non pu\u00f2 mai pensare che credere sia un fatto privato. La fede \u00e8 decidere di\u00a0 stare con il Signore per vivere con Lui. E questo \u201cstare con Lui\u201d introduce alla comprensione delle ragioni per cui si crede. La fede, proprio perch\u00e9 \u00e8 atto della libert\u00e0, esige anche la responsabilit\u00e0 sociale di ci\u00f2 che si crede (\u2026) <em>Come si pu\u00f2 osservare, la conoscenza dei contenuti di fede \u00e8 essenziale per dare il proprio assenso, cio\u00e8 per aderire pienamente con l\u2019intelligenza e la volont\u00e0 a quanto viene proposto dalla Chiesa<\/em>\u00bb<em>.<\/em>\u00ab<em>La conoscenza della fede introduce alla totalit\u00e0 del mistero salvifico rivelato da Dio. L\u2019assenso che viene prestato implica quindi che, quando si crede, si accetta liberamente tutto il mistero della fede, perch\u00e9 garante della sua verit\u00e0 \u00e8 Dio stesso che si rivela e permette di conoscere il suo mistero di amore\u00a0 (\u2026)<\/em>\u00bb<\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">\u00ab<em>Per accedere a una conoscenza sistematica dei contenuti della fede, tutti possono trovare nel Catechismo della Chiesa Cattolica un sussidio prezioso ed indispensabile. Esso costituisce uno dei frutti pi\u00f9 importanti del Concilio Vaticano II <\/em>(\u2026)\u00bb<\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">\u00ab<em>Qui, infatti, emerge la ricchezza di insegnamento che la Chiesa ha accolto, custodito ed offerto nei suoi duemila anni di storia. Dalla Sacra Scrittura ai Padri della Chiesa, dai Maestri di teologia ai Santi che hanno attraversato i secoli, il Catechismo offre una memoria permanente dei tanti modi in cui la Chiesa ha meditato sulla fede e prodotto progresso nella dottrina per dare certezza ai credenti nella loro vita di fede<\/em>\u00bb<\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">Questo pressante invito alla riscoperta e alla verifica della propria Fede, rivolto ai cristiani di oggi, deve costituire la premessa necessaria per una <em>nuova evangelizzazione<\/em>, per far giungere, cio\u00e8, al prossimo quel tesoro di verit\u00e0 che ci \u00e8 stato rivelato; quei \u201c<em>talenti<\/em>\u201d della famosa parabola, che non possono essere \u201c<em>nascosti\u201d <\/em>e che vanno trafficati annunziando la <em>buona novella <\/em>fino ai confini della terra, come Ges\u00f9 Cristo ordin\u00f2 agli apostoli quando ascese al cielo (\u00ab<em>Andate dunque e ammaestrate tutti i popoli della terra battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ci\u00f2 che vi ho comandato<\/em>\u00bb; Mt. 28;19-20).<\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">In questo comando finale \u00e8 racchiusa l\u2019essenza missionaria della Chiesa, costituzionalmente votata all\u2019 annuncio del Vangelo, delineandosi cos\u00ec la dimensione necessariamente pubblica della <em>fede <\/em>la quale si incarna e si propaga nelle comunit\u00e0 in cui essa vive. Una <em>fede, <\/em>quella che, a partire dagli Apostoli, si diffuse rapidamente in tutte le direzioni plasmando le diverse culture, apportandovi la speranza universale di salvezza che Cristo ha promesso a tutti gli uomini senza alcuna distinzione.<\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">Il cristianesimo primitivo dovette sembrare, agli uomini contemporanei, il ridicolo tentativo di un \u00ab<em>manipolo di visionari uscito da un minuscolo popolo sottomesso di mettersi contro le forze della civilt\u00e0 e del progresso, avversato da tutto quanto vi era di pi\u00f9 forte nel mondo anti<\/em>co\u00bb. Al contrario, lo Stato romano, la cultura ellenica, la polis, le antiche religioni orientali, si rivelarono \u201c<em>impotenti a resistere contro l\u2019energia spirituale<\/em>\u201d del cristianesimo che \u00ab<em>costitu\u00ec l\u2019elemento formatore della cultura europea<\/em>\u00bb (Cristopher Dawson, <em>La religione e lo stato moderno<\/em>\u201d ed. D\u2019Ettoris, Crotone, 2066, p.45).<\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">Generazioni di cristiani, animati da questo spirito capace di attrarre persone di ogni razza, lingua e cultura, sono riuscite a trasmettere ininterrottamente il deposito della Fede autentica ricevuto dagli Apostoli e custodito dall\u2019autorit\u00e0 di Pietro e dei suoi successori ai quali il Fondatore confer\u00ec \u00ab<em>le chiavi del Regno dei Cieli<\/em>\u00bb e il potere di legare e di sciogliere \u00ab<em>sulla terra\u2026 e anche nei cieli<\/em>\u00bb (Mt, 16;19) con il compito di \u00ab<em>conferma(re) nella fede i fratelli<\/em>\u00bb (Lc, 23,32). La Chiesa, dunque, non poteva e non potr\u00e0 mai rinunciare ad essere \u201c<em>missionaria<\/em>\u201d; \u201cce l\u2019ha nel DNA\u201d come si dice oggi.<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div><\/div>\n<div align=\"justify\">Il cristiano non pu\u00f2 tenere \u00ab<em>la lucerna nascosta sotto il moggio<\/em>\u00bb (Lc, 11,33) per cui si innesta necessariamente in una dimensione comunitaria, sociale: il cristianesimo \u00e8\u2026 contagioso (\u00ab\u2026<em>vi riconosceranno che siete miei discepoli da come vi amerete gli uni gli altri<\/em>\u00ec\u00bb (Gv. 13,35). Dove ci sono cristiani, dunque, c\u2019\u00e8 comunit\u00e0, e le comunit\u00e0 che hanno accolto il cristianesimo non possono fare a meno, per naturale osmosi, di assorbire i tratti portanti di questa religione che \u00e8 la religione della carit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In questo modo, lentamente ma inevitabilmente, il cristianesimo che si diffonde diventa anche \u201c<em>cultura<\/em>\u201d ossia espressione di una certa comunit\u00e0 e si traduce in leggi rispettose della vita e della dignit\u00e0 di ogni persona in quanto immagine di Dio, in istituzioni per l\u2019educazione delle nuove generazioni e per la cura dei malati, nel culto dei santi e dei morti\u2026; insomma si cala in ogni aspetto della vita di un popolo che pian piano diventa nazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Con la rapida espansione del cristianesimo tra le popolazioni una volta sotto il dominio dell\u2019impero Romano, che con la sua implosione aveva lasciato drammatici vuoti di autorit\u00e0 e, conseguentemente, campo libero a scorribande e soprusi di ogni genere, si venne a ricreare, grazie proprio alla natura ordinatrice e rigeneratrice del messaggio evangelico, una nuova rete di relazioni tra comunit\u00e0 con nuove istituzioni che si sostituirono alle precedenti nel regolare la vita delle comunit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La religione cristiana fece, dunque, per un verso, da collante tra il vecchio e il nuovo e, per l\u2019altro, da ponte tra genti di lingua, tradizioni e costumi diversi che, altrimenti, avrebbero continuato a scontrarsi tra di loro. Non solo; spesso la Chiesa, anche con suoi eminenti rappresentanti, dovette intervenire direttamente per supplire alla debolezza o all\u2019assenza di un qualsiasi potere costituito nei momenti pi\u00f9 critici contribuendo, cos\u00ec, in maniera decisiva a ricomporre quell\u2019area geografica, una volta appartenuta all\u2019impero romano ora ridotta in frantumi, ed a guidarla verso una nuova sintesi di civilt\u00e0 (solo per ricordare alcune tra le figure pi\u00f9 grandi: S. Ambrogio, S. Leone Magno, S. Gregorio Magno, ecc. per non parlare dell\u2019opera silenziosa ma imponente dei monaci di S. Benedetto diffusisi rapidamente in tutta Europa).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Una civilt\u00e0 della quale il cristianesimo fu come quel \u00ab<em>lievito impastato nella farina<\/em>\u00bb (Lc. 13, 21) e che si manifest\u00f2 in tutto il suo splendore a partire dall\u2019XI sec.. Ma questo lento cammino verso una nuova civilt\u00e0, di cui il cristianesimo costituiva l\u2019anima, non era affatto il frutto di un progetto o di una strategia pur di lungo respiro. Il cristiano e l\u2019uomo di Chiesa avevano a cuore, principalmente, la salvezza delle anime; della loro anima, prima di tutto, e poi di quelle affidate alla loro guida.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Essi credevano realmente che in questa breve vita terrena erano dei semplici pellegrini in transito verso l\u2019altra, eterna, in cielo. I monaci, nei conventi, pur intenti alla preghiera e allo studio, secondo la loro regola, dovevano anche affrontare la fatica; quindi, insieme, costruivano, bonificavano, trasformavano la realt\u00e0 circostante rendendola pi\u00f9 accogliente e pi\u00f9 bella.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In questo modo, mentre continuavano ad alimentare quella luce spirituale che rifletteva dalle profondit\u00e0 dell\u2019anima, quei monaci gettavano, inconsapevolmente, le basi di quella civilt\u00e0 di cui l\u2019odierna Europa, nonostante i numerosi sfregi patiti con la secolarizzazione, \u00e8 figlia. Papa Benedetto XVI, in uno dei suoi pi\u00f9 importanti discorsi, insieme a quello di Ratisbona, tenuto il 12 settembre 2008 a Parigi al College des Bernardins, luogo simbolo della cultura fondato da S. Bernardo, dal titolo <em>Le origini della teologia occidentale e le radici della cultura europea<\/em>, ricordava che i monaci che passavano tutta la loro vita in quel chiostro non avevano alcuna \u00ab<em>intenzione di creare una cultura e nemmeno di conservare una cultura del passato. La loro motivazione era molto pi\u00f9 elementare. Il loro obiettivo era: <\/em>quaerere Deum<em>, cercare Dio. Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenziale: impegnarsi per trovare ci\u00f2 che vale e permane sempre, trovare la Vita stessa<\/em>\u00bb<em>.<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00ab<em>Erano alla ricerca di Dio<\/em>\u00bb (\u2026) ma nella ricerca verso una via gi\u00e0 tracciata dove\u00a0 \u00ab<em>Dio stesso aveva piantato delle segnalazioni di percorso, anzi, aveva spianato una via, e il compito consisteva nel trovarla e seguirla. Questa via era la sua Parola che, nei libri delle Sacre Scritture, era aperta davanti agli uomini (\u2026). Nel monachesimo occidentale, escatologia e grammatica sono interiormente connesse l\u2019una con l\u2019altra (\u2026). Il desiderio di Dio, le d\u00e9sir de Dieu, include l\u2019amour des lettres, l\u2019amore per la parola, il penetrare in tutte le sue dimensioni. Poich\u00e9 nella Parola biblica Dio \u00e8 in cammino verso di noi e noi verso di Lui, bisogna imparare a penetrare nel segreto della lingua, a comprenderla nella sua struttura e nel suo modo di esprimersi<\/em>\u00bb<em>.<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00ab<em>Cos\u00ec, proprio a causa della ricerca di Dio,diventano importanti le scienze profane che ci indicano le vie verso la lingua. Poich\u00e9 la ricerca di Dio esigeva la cultura della parola, fa parte del monastero la biblioteca che indica le vie verso la parola. Per lo stesso motivo ne fa parte anche la scuola, nella quale le vie vengono aperte concretamente. Benedetto chiama il monastero una dominaci servitii schola. Il monastero serve alla eruditio, alla formazione e all\u2019erudizione dell\u2019uomo \u2013 una formazione con l\u2019obbiettivo ultimo che l\u2019uomo impari a servire Dio. Ma questo comporta proprio anche la formazione della ragione, l\u2019erudizione, in base alla quale l\u2019uomo impara a percepire, in mezzo alle parole, la Parola<\/em>\u00bb. (\u2026) <em>Del monachesimo fa parte, insieme con la cultura della parola, una cultura del lavoro, senza la quale lo sviluppo dell\u2019Europa, il suo ethos e la sua formazione del mondo sono impensabili. Questo ethos dovrebbe per\u00f2 includere la volont\u00e0 di far s\u00ec che il lavoro e la determinazione della storia da parte dell\u2019uomo siano un collaborare con il Creatore, prendendo da Lui\u00a0 la misura. Dove questa misura viene a mancare e l\u2019uomo eleva se stesso a creatore deiforme, la formazione del mondo pu\u00f2 facilmente trasformarsi nella sua distruzione(<\/em>\u2026)\u00bb Gli stessi concetti Papa Benedetto XVI li aveva gi\u00e0 espressi, pi\u00f9 ampiamente, nella seconda sua Enciclica <em>Spe Salvi <\/em>nel 2007.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Sin dai tempi di Papa Gelasio I (491-496) erano stati definiti i rapporti tra Chiesa e Impero attorno al principio delle <em>due autorit\u00e0 distinte<\/em>, l\u2019una che attiene alla sfera dell\u2019anima, l\u2019altra a quella delle cose temporali, le quali si coordinano tra di loro e cooperano, operando ciascuno nel proprio campo specifico, pur restando entrambe sottoposte all\u2019unico capo che \u00e8 Cristo. Nell\u2019Occidente, che aveva, ormai da tempo, reciso ogni legame politico con Bisanzio (Ravenna cade nelle mani nel 751 nelle mani dei longobardi che di l\u00ec a poco furono travolti dai franchi (774), queste due polarit\u00e0 si incontrano in un momento storico particolare dando vita, con l\u2019incoronazione da parte di Leone III a Carlo re dei Franchi nella notte di Natale dell\u2019800, al Sacro Romano Impero.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019imperatore, grazie all\u2019investitura nelle mani del Papa era diventato cos\u00ec il naturale protettore e difensore della Chiesa di Cristo. Diversamente dalla tradizione nel vicino Oriente, diretta erede della Roma bizantina, dove il potere politico e quello religioso spesso si confondono e la figura dell\u2019imperatore si impone sui capi religiosi, la cristianit\u00e0 occidentale, rimasta coerente al precetto \u00ab<em>date a Cesare quel che \u00e8 di Cesare e a Dio quel che \u00e8 di Dio<\/em>\u2026\u00bb (Lc. 20,25), si presenta come un corpo unico ma con due ambiti distinti, uno spirituale e l\u2019altro materiale a cui corrispondono due capi: il Papa e l\u2019imperatore; quest\u2019ultimo a capo delle cose terrene ma legato, anch\u2019esso, all\u2019autorit\u00e0 spirituale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Universalit\u00e0 e unit\u00e0 nella distinzione sono le due grandi capisaldi della tradizione giuridica romana e Giudeo-cristiana dell\u2019Europa. Il diritto della Chiesa (all\u2019interno del quale si distingue il diritto divino, sovraordinato, positivo o naturale; dal diritto umano, ecclesiastico o civile) che stava formandosi, e il diritto romano, sopravvissuto alla sua distruzione grazie all\u2019opera dei monaci, potettero, dunque, incontrarsi e influenzarsi vicendevolmente, anche attraverso l\u2019opera dei \u201cGlossatori\u201d del <em>Corpus Iuris Civilis <\/em>di Giustiniano (le \u201cPandette fiorentine\u201d furono in realt\u00e0 rinvenute nella chiesa pisana di S. Pietro in vinculis ivi pervenute nel XII sec. Dopo il sacco di Amalfi e furono tradotte dal greco dal giurista Burgundio Pisano) per costruire quella grande architettura giuridica che fu lo <em>ius Comune <\/em>medievale dove accanto e sotto la massima autorit\u00e0 politica, alla quale si addice la <em>lex<\/em>, fonte giuridica primaria, furono accolte ed ordinate altre fonti del diritto e principalmente la consuetudine nella quale erano lentamente calati i valori cristiani.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In quel periodo matura nelle coscienze, e si protrarr\u00e0 almeno fino alla rottura col protestantesimo, quell\u2019unit\u00e0 spirituale e religiosa dei popoli che costituivano, gi\u00e0 all\u2019epoca, un\u2019entit\u00e0 geo-politico-culturale, ben definita e chiamata Europa, con \u00ab<em>una nuova visione della vita e del mondo nella quale Impero e Chiesa rappresentano due aspetti di un\u2019unica realt\u00e0 storica la res publica cristiana<\/em>\u2026\u201d (Francesco Calasso, <em>Medioevo del diritto<\/em>, Milano, 1954, p.169-170).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Per inciso e per evitare fraintendimenti: non si vuole certamente qui idealizzare un periodo storico piuttosto che un altro; sappiamo bene tutti che la storia umana, senza eccezione di tempi e di luoghi, \u00e8 stata e sar\u00e0 percorsa da ingiustizie, soprusi e delitti efferati. Non poteva, pertanto, sottrarsi a tale legge generale quel lungo periodo storico durato una decina di secoli che, dal Rinascimento in poi, fu, alquanto impropriamente, definito un\u201c<em>medio evo<\/em>\u201d, un po\u2019 troppo semplicisticamente liquidato come di \u201c<em>transizione<\/em>\u201d o, per gli illuministi francesi del \u2018600, di \u201c<em>oscurantismo<\/em>\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Tuttavia, a fare giustizia di tanti, troppi, luoghi comuni e falsificazioni della verit\u00e0, che a partire dall\u2019illuminismo in poi, hanno proliferato sui cattivi libri di storia, nei media e quindi nella mentalit\u00e0 corrente,\u00ec vale per tutti quell\u2019ormai noto passaggio di Leone XIII, il Papa tanto caro al nostro Beato Toniolo, nell\u2019enciclica \u201c<em>Immortale Dei<\/em>\u201d (1885) che val la pena qui di riportare: \u00ab<em>Vi fu un tempo in cui la filosofia del Vangelo governava la societ\u00e0: allora la forza della sapienza cristiana e lo spirito divino erano penetrati nelle leggi, nelle istituzioni, nei costumi dei popoli, in ogni ordine e settore dello Stato, quando la religione fondata da Ges\u00f9 Cristo, collocata stabilmente a livello di dignit\u00e0 che le competeva, ovunque prosperava, col favore dei Principi e sotto la legittima tutela dei magistrati; quando sacerdozio e impero procedevano concordi e li univa un fausto vincolo di amichevoli e scambievoli servigi. La societ\u00e0 trasse da tale ordinamento frutti inimmaginabili, la memoria dei quali dura e durer\u00e0, consegnata ad innumerevoli monumenti storici, che nessuna mala arte di nemici pu\u00f2 contraffare od oscurare. Il fatto che l\u2019Europa cristiana abbia domato i popoli barbari e li abbia tratti dalla ferocia alla mansuetudine, dalla superstizione alla verit\u00e0; che abbia vittoriosamente respinto le invasioni dei Maomettani; che abbia tenuto il primato della civilt\u00e0; che abbia sempre saputo offrirsi agli altri popoli come guida e maestra per ogni onorevole impresa; che abbia donato veri e\u00ec molteplici esempi di libert\u00e0 ai popoli; che abbia con grande sapienza creato numerose istituzioni a sollievo delle umane miserie; per tutto ci\u00f2 deve senza dubbio molta gratitudine alla religione, che ebbe auspice in tante imprese e che l\u2019aiut\u00f2 nel portarle a termine. E certamente tutti quei benefici sarebbero durati, se fosse durata la concordia tra i due poteri<\/em>\u00bb<em>.<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>E\u2019 con la Rivoluzione (o Riforma) protestante nella prima met\u00e0 delXVI sec. Che si ebbe una prima profonda frattura di questa <em>societas\u00ec cristiana <\/em>sostanzialmente unitaria che tanti buoni frutti aveva prodotto in ogni campo. All\u2019interno di quelle nazioni che, a seguito di essa, si staccarono da Roma, la religione venne attratta nella sfera della politica; il re divent\u00f2 anche il capo della \u201cchiesa\u201d come in Inghilterra, o, negli altri casi, i \u201cpastori\u201d prestavano comunque obbedienza al sovrano.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Si afferm\u00f2, con il trattato di Vestfalia nel 1648, dopo l\u2019ultima sanguinosa \u201cguerra dei 30 anni\u201d, il principio \u201c<em>cuius regio eius et religio<\/em>\u201d in base al quale ai sovrani era riconosciuto il \u201cdiritto\u201d di imporre ai propri sudditi la loro religione; si gettavano perci\u00f2 le basi dello \u201cstato moderno\u201d. Quello che viene generalmente definito come una vittoria della libert\u00e0 religiosa sulla Chiesa e sul Papato, in realt\u00e0 dovrebbe essere letta come l\u2019<em>incipit <\/em>delle persecuzioni subite dai tanti cattolici presenti in Inghilterra e in tutto il nord Europa, ad opera dei loro sovrani che, in applicazione di quel principio, adottarono misure repressive durissime contro religiosi e fedeli che a migliaia furono perseguitati e non di rado martirizzati per la loro fede, spazzata via per sempre da quelle terre (si veda, per l\u2019Inghilterra, il recente volume di Elisabetta Sala: \u201c<em>Elisabetta, la sanguinaria<\/em>\u201d, ed. Ares 2010).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Di queste vicende, purtroppo, \u00e8 difficile trovare traccia nei manuali di storia. Anche nei paesi rimasti cattolici, la tendenza del potere politico era tuttavia quella di rosicchiare sempre pi\u00f9 spazi a scapito della societ\u00e0 civile in cui operavano beneficamente le istituzioni religiose. La figura dei cd. \u201cre illuminati\u201d rimanda chiaramente a questo processo di trasferimento coatto verso il sovrano che tende ad occuparsi sempre pi\u00f9 invasivamente della vita dei suoi sudditi. Esemplare in tal senso \u00e8 la Francia e la sua dinastia reale che, addirittura, arriva ad identificare lo stato nella persona del suo sovrano. Non a caso questa nazione fu il teatro, alla fine del XVIII secolo, di quel grande rivolgimento sociale e politico che cambi\u00f2 radicalmente il modo di concepire il potere, con l\u2019affermarsi di uno Stato fortemente accentrato e dotato di occhiuta e capillare organizzazione sul territorio.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In questo contesto \u00ab<em>la religione si ritir\u00f2 a poco a poco nella vita interiore dell\u2019uomo e lasci\u00f2 la vita politica e sociale allo stato e a una civilt\u00e0 che gradualmente si secolarizzava<\/em>\u2026\u00bb (C. Dawson, <em>La religione e lo stato moderno<\/em>, cit. pag. 46).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In questo nuovo assetto di poteri uscito dalla Rivoluzione francese (che nonostante futili tentativi restauratori sovvert\u00ec radicalmente il rapporto con l\u2019ordine precedente svincolando il potere politico da ogni riferimento alla sua origine soprannaturale e dalla sacralit\u00e0 dell\u2019 esercizio delle sue funzioni) la religione doveva pian piano ritirarsi nella sfera individuale. Uno Stato come quello \u2013 basato sull\u2019astratto quanto indefinibile concetto <em>russeauiano <\/em>della \u201c<em>volont\u00e0 generale<\/em>\u201d alla quale i singoli individui, <em>bon gr\u00e8 ma lgr\u00e8<\/em>, devono sottomettersi, e che non riconosceva pi\u00f9 alcuna autorit\u00e0 o alcun ordine etico e giuridico sopra di s\u00e9 \u2013 avrebbe potuto assumere forme pi\u00f9 o meno invasive a seconda della natura delle ideologie politiche che man mano si affacciavano sulla scena.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Esso avrebbe, teoricamente, potuto continuare, s\u00ec, a collocare il bene comune come orizzonte della propria azione ma poteva, altres\u00ec, diventare, come in effetti ben presto divent\u00f2, un formidabile strumento fine a se stesso ed a servizio di Un potere dispotico (come gi\u00e0 aveva teorizzato il Machiavelli) o di un\u2019 ideale astratto o bislacco partorito da qualche filosofo preso troppo sul serio.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Su questo piano si pu\u00f2 facilmente osservare che le ideologie politiche come il liberalismo, il nazionalismo e il socialismo, che si affacciarono alla storia nel XIX secolo non sono altro che l\u2019espressione \u201csecolarizzata\u201d di valori, come la libert\u00e0, l\u2019uguaglianza, la fraternit\u00e0, che il cristianesimo aveva apportato come novit\u00e0 e diffuso in ogni strato della societ\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nella dimensione ideologica, per\u00f2, queste istanze, ormai non pi\u00f9 irrorate dalla linfa spirituale che le alimentava, assumono tratti ipertrofici fino al livello di vera e propria \u201c<em>idolatria\u201d<\/em>. Cos\u00ec offuscate, le menti sempre pi\u00f9 facilmente si infiammavano in nome di astratti ideali di Libert\u00e0, di Nazione, di Giustizia Sociale, e quando qualcuno tenter\u00e0 di tradurli in azione politica, per un processo che Augusto Del Noce defin\u00ec l\u2019 \u201c<em>eterogenesi dei fini<\/em>\u201d, finirono, non di rado per scatenare, nel XX secolo, conflitti e spargimenti di sangue mai visti in precedenza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Quel grandioso dono della <em>libert\u00e0 <\/em>che ogni uomo riceve da Dio per cercare la verit\u00e0 e per compiere il bene, si indirizza verso rivendicazioni ssolute in campo economico e ed etico (il \u201c<em>relativismo etico\u201d<\/em>) che disintegrano ogni legame sociale e familiare; il concetto di <em>nazione<\/em>, che racchiude l\u2019 amore per terra dei padri, segno di appartenenza ad un popolo e alle sue tradizioni, diventa esaltazione fanatica della propria appartenenza che genera conflitti internazionali; il senso della <em>giustizia sociale <\/em>come attenzione e tutela verso i pi\u00f9 poveri e deboli si trasforma in odio radicale contro la propriet\u00e0 privata e porta alla dittatura del proletariato e alla statolatria che genera il <em>gulag <\/em>(cfr. C. Dawson, op. cit. 47).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Gi\u00e0 il Beato Pio IX, nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, con il \u201cSillabo\u201d (\u201csommario dei principali errori dell\u2019et\u00e0 nostra\u201d), aveva individuato i principali pericoli insiti nelle correnti di pensiero politico che si stavano affermando, in opposizione alla concezione tradizionale dello \u201cStato\u201d; uno Stato fondato non su un\u2019 astratta <em>volont\u00e0 generale<\/em>, come quello scaturito dalla Rivoluzione francese, ma rispettoso della legge di Dio, e della legge naturale che da esso promana.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il Papa non fu per\u00f2 ascoltato. Come sono andate le cose lo sappiamo tutti; la storia si \u00e8 assunta l\u2019onere di verificare, al prezzo di milioni e milioni di morti, la falsit\u00e0 dei presupposti delle suddette ideologie. Sono dinanzi a tutti, infatti, gli orrori del nazismo e del comunismo, nei confronti dei quali non dovremmo mai abbassare la guardia perch\u00e9 le cattive idee, le cattive filosofie, se non estirpate dal cuore dell\u2019 uomo, si ripresentano.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ma sono dinanzi a tutti noi anche le macerie di una societ\u00e0, come quella in cui oggi viviamo, egoista e libertina, piegata su se stessa, incapace di ascoltare il dolore del prossimo, di accogliere la nuova vita che nasce nel seno materno, di prendersi cura del malato e dell\u2019anziano\u2026 Una societ\u00e0 che, stravolgendo il corretto concetto di laicit\u00e0 dello Stato, \u00e8 oggi ammalata di <em>laicismo<\/em>, ulteriore e non meno pericolosa ideologia, secondo cui lo Stato non deve riconoscere alcun principio etico o giuridico, universalmente accettato in quanto iscritto nell\u2019immutabile natura razionale dell\u2019uomo, tutto essendo relativo e mutevole, anche l\u2019uomo e la sua natura, al mutare delle mentalit\u00e0 e alle mode del tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Anche nello Stato \u201c<em>laicista<\/em>\u201d viene reciso, non necessariamente in maniera esplicita, spesso anzi per vie di fatto, ogni legame con la religione considerata, conformemente alle altre ideologie, un ostacolo da abbattere, in perfetta sintonia con una visione lineare e progressiva della Storia con la maiuscola, autentico dogma moderno di questa religione secolarizzata.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questo descritto, viceversa, non era affatto un percorso storico \u201cobbligato\u201d. Qualcosa di ben diverso, infatti, si \u00e8 avuto negli U.S.A., il cui il modello confederale di Stato, adottato dalle ex colonie che si staccarono dall\u2019Inghilterra principalmente per motivi di natura fiscale, nella sua classica definizione nella Costituzione del 1787, riconosceva \u2013 e riconosce tuttora \u2013 un\u2019area intangibile di concrete libert\u00e0 individuali, tra le quali spicca quella religiosa, nella sua pi\u00f9 ampia declinazione. Un modello di laicit\u00e0, quello americano, rispettoso delle diverse realt\u00e0 culturali e religiose gi\u00e0 presenti tra i primi coloni, la cui era, ed \u00e8 in larga parte ancora, del tutto estranea la pretesa <em>rousseauiana <\/em>di educare e formare il \u201c<em>buoncittadino<\/em>\u201d, propria del modello ereditato dalla rivoluzione francese, ed esportato, o meglio imposto, anche nel nostro paese con l\u2019unificazione di impronta \u201cliberale\u201d e filo-massonica dell\u2019Italia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il processo di unificazione del nostro paese fu, infatti, caratterizzato da un\u2019ostilit\u00e0 dichiarata verso il cattolicesimo profondamente radicato nel popolo, e verso la Chiesa, considerati nemici del \u201cProgresso\u201d (basti pensare all\u2019 soppressione degli ordini religiosi e all\u2019 esproprio di tutti i loro beni con cui si provvedeva all\u2019assistenza dei poveri e dei malati).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questo nuovo modello di \u201cStato\u201d, al quale continu\u00f2 ad ispirarsi, rafforzandolo sotto vari aspetti, il successivo regime fascista, per questi suoi tratti accentratori e ideologici, pu\u00f2 propriamente definirsi come \u201c<em>etico<\/em>\u201d. Questo termine dice relazione con l\u2019obiettivo del potere pubblico di imporre, <em>in primis <\/em>attraverso l\u2019istruzione pubblica, obbligatoria e tendenzialmente monopolistica, la propria visione del mondo che, pur con qualche variante al suo interno, si identifica con la gi\u00e0 citata \u201c<em>religione civile del Progresso<\/em>\u201d (cfr. \u201c<em>Religione e progresso<\/em>\u201d ed. Lindau, 2012 ancora di C. Dawson), di cui il famoso \u201cVittoriano\u201d, simbolo massonico per eccellenza, fatto innalzare dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia e dedicato alla Dea Roma, resta l\u2019emblema a futura memoria.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Anche senza giungere al livello parossistico di vero e proprio \u201cculto\u201d, come nella Germania, culla della filosofia hegeliana, \u00e8 \u201c<em>etico<\/em>\u201d quello Stato che si arroga il potere di sostituirsi alla famiglia nel compito educativo, negando il principio di <em>sussidiariet\u00e0<\/em>, cardine di ogni societ\u00e0 rispettosa delle libert\u00e0 concrete, da sempre enunciato e difeso dalla Chiesa nella sua Dottrina Sociale, in base al quale lo Stato deve limitarsi a svolgere una funzione ausiliaria e di sostegno alla famiglia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nonostante, da un lato, l\u2019archiviazione dell\u2019ideologia fascista e del suo ordinamento statale, e, dall\u2019altro, l\u2019introduzione di una Carta Costituzionale nel 1948 che nella prima parte proclama i principi di pluralismo e di libert\u00e0 religiosa (art.8) nel rispetto dei valori fondanti della nostra Nazione, quali la famiglia, la solidariet\u00e0 sociale e la propriet\u00e0 privata ecc, l\u2019esperienza di questi ultimi decenni ci insegna, tuttavia, che quel modello di Stato, all\u2019interno del quale la religione viene man mano sospinta fuori da ogni ambito sociale e pubblico per essere relegata a mero fatto privato, \u00e8 tutt\u2019altro che scomparso.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>E questo perch\u00e9 (cfr. C. Dawson, <em>La religione e lo stato moderno<\/em>, cit. pag. 46) \u00ab<strong><em>la nuova civilt\u00e0 secolarizzata non si accontenta di dominare il mondo esteriore e di lasciare la vita interiore dell\u2019uomo alla religione, pretende l\u2019uomo nella sua totalit\u00e0 <\/em><\/strong><em>(\u2026) <strong>le forze spirituali che devono la loro esistenza al cristianesimo si sono rivoltate contro di esso e sono diventate i centri della\u00a0<\/strong><\/em><strong><em>Rivolta anticristiana<\/em><\/strong>\u2026\u00bb<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Quel processo di svuotamento dei valori cristiani nella societ\u00e0 e di rivolta contro di essi, ha subito, in questi anni, una forte accelerazione grazie all\u2019opera di potenti<em> lobbies <\/em>mondialiste che agiscono spesso sotto copertura di sigle riconducibili all\u2019O.N.U. o alla stessa U.E. (si pensi, ad es., al contributo di queste nella rivoluzione dei costumi sessuali e delle dinamiche familiari; cfr. \u201c<em>Contro il cristianesimo, l\u2019ONU e l\u2019U.E. come nuova ideologia<\/em>\u201d di Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia, ed. Piemme, Milano 2005), complice anche l\u2019impreparazione o addirittura il cedimento del mondo cattolico e dei suoi rappresentanti politici, disattenti al Magistero della Chiesa che, anche con il Concilio Vaticano II, aveva invitato i cristiani a rigettare \u00ab<em>l\u2019infausta dottrina che si sforza di costruire la societ\u00e0 senza tenere alcun conto della religione e impugna e abbatte la libert\u00e0 religiosa dei cittadini<\/em>\u00bb (Costituzione Dogmatica \u201c<em>Lumen gentium<\/em>\u201d, cap. IV, 36).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In pochi decenni \u00e8 stato, cos\u00ec, possibile trasformare radicalmente la nostra cultura e il nostro assetto legislativo introducendo leggi permissivistiche in materia di divorzio, di aborto (mentre si affaccia all\u2019orizzonte l\u2019 eutanasia) e cancellare l\u2019 eredit\u00e0 spirituale e le opere sociali e culturali che il cristianesimo nei secoli aveva accumulato e tramandato fino alla nostra generazione, tanto da indurre i recenti Pontefici a prendere atto dell\u2019 urgente necessit\u00e0 di una <em>reimplantatio evangelii <\/em>in una societ\u00e0 che, dimentica di Dio, si sta rapidamente dissolvendo, come stanno a dimostrare le statistiche demografiche e sulle dinamiche familiari che offrono il quadro di una crisi che \u00e8 decisamente strutturale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Pertanto, a differenza di quanto avvenne nel dopoguerra, quando fu possibile una rapida ripresa grazie all\u2019esistenza e alla tenuta di un sano tessuto sociale ancora incentrato sulla famiglia, oggi non esistono ricette economiche per risolvere l\u2019attuale crisi, dovendosi gettare piuttosto le fondamenta per una nuova futura civilt\u00e0 fondata su valori spirituali e religiosi senza i quali non pu\u00f2 esistere e sopravvivere alcuna nazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In un contesto come quello attuale, che vede prevalere forze culturali e politiche, deliberatamente ostili alla religione cristiana, almeno ogni volta essa cerchi di varcare i confini del sagrato, diventa imprescindibile per la Chiesa e per i cristiani esigere dallo Stato, non solo per loro stessi in ragione dell\u2019annuncio evangelico, ma per l\u2019intero genere umano, il rispetto del fondamentale diritto alla <em>libert\u00e0 religiosa<\/em>, attorno al quale tutti gli altri si modellano.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questo diritto \u2013 ci dice il C.C.C. n. 2108 <em>\u2013 \u201cnon \u00e8 n\u00e9 la licenza morale di aderire all\u2019errore, n\u00e9 un implicito diritto all\u2019errore, bens\u00ec un diritto naturale della persona umana alla libert\u00e0 civile, cio\u00e8 all\u2019immunit\u00e0 da coercizione esteriore, entro giusti limiti, in materia religiosa, da parte del potere politico<\/em>\u201d. <em>Questo diritto n<\/em><em>aturale deve essere riconosciuto nell\u2019ordinamento giuridico della societ\u00e0 cos\u00ec che divenga un diritto civile\u201d<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ma (ancora il C.C.C. n. 2109) \u201c<em>il diritto alla libert\u00e0 religiosa non pu\u00f2 essere di per s\u00e9 n\u00e9 illimitato, n\u00e9 limitato semplicemente da un ordine pubblico concepito secondo un criterio positivista o naturalista. I giusti limiti che sono inerenti a tale diritto devono essere determinati per ogni situazione sociale con la prudenza politica, secondo le esigenze del bene comune, e ratificati dall\u2019autorit\u00e0 civile secondo norme giuridiche conformi all\u2019ordine morale oggettivo<\/em>\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Come nei secoli passati la Chiesa affront\u00f2 e respinse i tentativi di interferenza del potere temporale nella successione apostolica (cd. \u201c<em>lotta per le investiture<\/em>\u201d), cos\u00ec, oggi, \u201c<em>con l\u2019affermazione esplicita della libert\u00e0 religiosa, il Magistero della Chiesa garantisce la coscienza dell\u2019uomo da ogni impropria intrusione da parte della societ\u00e0 in genere e della stessa societ\u00e0 politica in specie, che l\u2019et\u00e0 contemporanea ha conosciuto e conosce nella sua terribile e precedentemente ignota espressione totalitaria, tra i totalitarismi includendo quello aperto oppure subdolo costituito da una democrazia senza valori <\/em>\u201c (Giovanni Cantoni,\u201d<em>Note a proposito della libert\u00e0 religiosa<\/em>\u201d in \u201c<em>Libert\u00e0 religiosa, \u201csette\u201d e \u201cdiritto di persecuzione<\/em>\u201d, di G. Cantoni e M. Introvigne, ed. Cristianit\u00e0, Piacenza 1996, pp.28-29).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Libert\u00e0 religiosa, dunque \u2013 come ebbe a dire Benedetto XVI\u00b0 a conclusione del citato discorso di Parigi agli uomini di cultura \u2013 per ritornare a quel \u201c<em>quaerere Deum\u201d<\/em>, <em>cercare Dio e lasciarsi trovare da Lui<\/em>\u2026 <em>oggi non meno necessario che in tempi passati. Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilit\u00e0 pi\u00f9 alte e quindi un tracollo dell\u2019umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi. Ci\u00f2 che ha fondato la cultura dell\u2019Europa, la ricerca di Dio e la disponibilit\u00e0 ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura<\/em>\u201d (Benedetto XVI \u201c<em>Le origini della teologia occidentale e le radici della cultura europea<\/em>\u201d).<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rassegna Stampa\u00a0&#8211; Pisa 15 ottobre 2013 Conferenza svolta su invito del Serra Club pisano dall\u2019avvocato\u00a0Aldo Ciappi \u00a0 _______________ Siamo nell\u2019anno della Fede proclamato dal Papa Benedetto XVI l\u201911 Novembre 2012 con il Motu proprio \u201cPorta Fidei\u201d\u2013 nel 50\u00b0 anniversario del Concilio Vaticano II e nel 20\u00b0 dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.Il Papa invita &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fede-e-stato\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":6974,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,24],"tags":[180,159,162],"class_list":["post-5832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritto","category-storia","tag-diritto-2","tag-stato","tag-storia-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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