{"id":5823,"date":"2013-12-12T00:00:00","date_gmt":"2013-12-12T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-06-11T12:49:38","modified_gmt":"2015-06-11T10:49:38","slug":"la-familiaris-consortio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-familiaris-consortio\/","title":{"rendered":"La Familiaris Consortio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/family.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7014 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/family.jpg\" alt=\"family\" width=\"250\" height=\"163\" \/><\/a>Relazione di mons. Jos\u00e8 Noriega, professore\u00a0di Teologia Morale Speciale (Sessuale) all&#8217;Istituto Pontificio Giovanni Paolo\u00a0II per studi su Matrimonio e Famiglia, alle tre giornate di spiritualit\u00e0 e\u00a0formazione promosse ad Assisi, dal 14 al 16 gennaio, dal Forum nazionale delle\u00a0associazioni familiari sul tema: \u201cTestimoniare la buona novella della famiglia\u00a0nel Terzo Millennio\u201d<\/em><br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div align=\"center\"><\/div>\n<div align=\"center\"><strong>La <em>Familiaris Consortio<\/em>:\u00a0<\/strong><\/div>\n<div align=\"center\"><strong>la cittadinanza\u00a0della famiglia<\/strong><strong> nella citt\u00e0 celeste e nella citt\u00e0 terrena<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Prof.<strong> Jos\u00e9 Noriega<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Perch\u00e9 cittadinanza della famiglia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon \u00e8 buono che l\u2019uomo sia solo\u201d (Gn 2, 18), ecco la grande luce di Dio sul mistero dell\u2019uomo. Con questa intuizione si vuole spiegare in che modo esso sia stato creato per qualcosa di pi\u00f9 grande di s\u00e9, cio\u00e8 per una comunione di persone in cui raggiungere la propria pienezza, il proprio vero essere. Nessuna persona umana \u00e8 stata creata per la solitudine, ma per la comunione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la grande intuizione divina \u00e8 letta dalla modernit\u00e0 in maniera decisamente diversa. Che non sia buono per l\u2019uomo vivere da solo \u00e8 derivato da una terribile condizione che lo caratterizza. Hobbes l\u2019ha espressa sinteticamente: <em>homo homini lupus<\/em>. Nel suo <em>De civite <\/em>chiarisce in che modo l\u2019uomo, da solo, diventi preda dell\u2019uomo: ci sono troppi interessi particolari, tante volte contrapposti. Ognuno cerca il proprio, rendendo impossibile la vita degli altri. In un mondo limitato nelle sue risorse e nelle sue possibilit\u00e0, avere pretese illimitate e contrapposte rende, infine, impossibile la vita stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meglio mettersi insieme, costituire societ\u00e0, costruire citt\u00e0 e dare ad ognuno una cittadinanza che assicuri protezione e diritti. Ma per entrare nelle mura di una simile citt\u00e0 \u00e8 necessario rinunciare alla smisurata pretesa di onnipotenza e onnivolenza. Tutti dobbiamo cedere qualcosa per non calpestarci a vicenda. La soluzione globale al problema si configura, allora, in tal modo: mettere un limite alla libert\u00e0, perch\u00e9 \u201cla mia libert\u00e0 finisce dove comincia la tua\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di rinuncia si tratta; tuttavia, tale rinuncia, a parte della propria libert\u00e0, \u00e8 vista come un grande passo in avanti, in quanto assicura la vita sociale. L\u2019essenziale \u00e8 protetto. E le altre cose, quelle che cadono fuori del contratto che si stabilisce, dei diritti che si concedono, della cittadinanza che si acquista, sono rimarginate nel mondo del privato, dove ognuno fa ci\u00f3 che vuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colui che vuole essere riconosciuto come cittadino dovr\u00e0, quindi, fare un patto. Accettare le regole sociali, le procedure che garantiscono la pace. La cittadinanza nella modernit\u00e0 \u00e8 vista, dunque, come l\u2019attribuzione che lo stato fa dei diritti e dei doveri a qualcuno. Il cittadino avr\u00e0, pertanto, uno spazio delimitato in cui muoversi, senza essere minacciato dai lupi, perch\u00e9 protetto dalla societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si risolve, in tal modo, il problema del rovinarsi reciproco, ma si lascia intatta la domanda sul senso del vivere in comune. Un esempio ci aiuter\u00e0 a capire: quando guidiamo una macchina e troviamo una zona molto affollata e caotica, \u00e8 importante che ognuno rispetti le regole del traffico, perch\u00e8 altrimenti rischia avere un incidente. Essere attenti agli altri e a se stessi diviene, in quel contesto, decisivo per uscirne senza problemi. Ma la questione fondamentale, in quell\u2019ingorgo, non \u00e8 semplicemente come evitare che gli altri mi investano o io investa loro, ma, in realt\u00e0, dove voglio andare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio questa dimensione essenziale della vita \u00e8 quanto viene nascosto nel tentativo di risolvere contrattualmente e proceduralmente il problema della convivenza: questa sarebbe frutto di un insieme di interessi all\u2019interno dello spazio di una legge superiore che tutti devono accettare, senza chiedersi, per\u00f2, quale sia il suo senso e la sua bont\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019, tuttavia, sufficiente che appaiano nuovi e potenti interessi, perch\u00e9 i vecchi contratti non valgano pi\u00f9 e occorra stabilire nuovi patti con i quali dare cittadinanza alle nuove pretese. Non \u00e8, forse, questa la difficolt\u00e0 con le cosiddette nuove forme di famiglia? Ma anche, davanti a tale pretese, non si vede oggi la pretesa di riconoscimento dell\u2019originalit\u00e0 della famiglia come un nuovo ristaurazionismo? Nasce, in tal modo, una lotta per l\u2019acquisizione di nuove cittadinanze, il cui arbitro diventa il grande <i>leviatan<\/i>, lo Stato. E quanto prima si era lasciato al di fuori del patto, adesso lo si vuole inserire al suo interno, affinch\u00e9 sia protetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa si \u00e8 perso in tutto questo percorso? Proprio l\u2019idea di cosa sia la famiglia e quale il suo rapporto intrinseco con la societ\u00e0. Alasdair MacIntyre ha messo in evidenza il processo con il quale la modernit\u00e0 ha portato ad un naufragio l\u2019idea di uomo e della possibilit\u00e0 di eccellenza della sua vita. Oggi non sappiamo pi\u00f9 chi siamo. Dopo tale naufragio \u00e8 sorto il tentativo di ricostruire quell\u2019idea con frammenti, senza avere, tuttavia, un\u2019idea dell\u2019insieme e del contesto globale di senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo con pezzi e frammenti, belli e grandi, per\u00f2, un simile sforzo appare ardito. Con pezzi e frammenti di famiglia \u00e8 ardito cercare di ricostruire l\u2019eccellenza che la famiglia fa possibile e del suo rapporto intrinseco con societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, Giovanni Paolo II ci ha offerto un\u2019ampia luce con la sua esortazione <em>Familiaris consortio<\/em>. In essa troviamo una profonda intuizione: \u201cfamiglia, diventa ci\u00f2 che sei!\u201d (FC 17). C\u2019\u00e9 un essere della famiglia che \u00e8 originario alla libert\u00e0 dell\u2019uomo, a qualsiasi patto e che si radica proprio nella volont\u00e0 divina. Un essere dinamico che, come un seme, spinge verso la propria realizzazione: non tutto \u00e8 gi\u00e0 risolto dal principio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il papa beato vuole avvicinarsi al dramma della famiglia non offrendo nuove regole, ma ancorando il suo essere nel disegno di Dio e del Suo accompagnare il cammino verso la pienezza. E, in tal modo, ci permette di rintracciare la posizione della famiglia nella societ\u00e0 e nella Chiesa [1] Il nostro interesse si situa, dunque, nel comprendere la dinamicit\u00e0 dell\u2019essere della famiglia, la quale dipende integralmente dall\u2019amore che sta alla sua origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Cosa troviamo all\u2019origine? I due amori che\u00a0fondano due citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intuizione di Sant\u2019Agostino \u00e8 che la citt\u00e0 sia frutto dell\u2019amore. Anzi, che la qualit\u00e0 della citt\u00e0 dipenda della qualit\u00e0 dell\u2019amore. Infatti, \u201cdue amori hanno fatto due citt\u00e0: l\u2019amore di s\u00e9 fino al disprezzo di Dio e l\u2019amore di Dio fino al disprezzo di s\u00e9\u201d[2]. Come possiamo distinguerli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a.<\/strong><b> <\/b><em>L\u2019amore svuotato di verit\u00e0<\/em>\u00f9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 l\u2019amore situato all\u2019origine della concezione moderna del rapporto tra famiglia e societ\u00e0? Hobbes rimanda all\u2019amore di s\u00e9: un amore per il proprio interesse. L\u2019uomo, se vuole veramente continuare ad esistere, deve organizzarsi con gli altri. Si tratta, dunque, dell\u2019amor proprio, in virt\u00f9 del quale l\u2019individuo deve rinunciare a tante delle sue pretese per riuscire a salvare l\u2019essenziale. In breve, ci si mette d\u2019accordo per non ammazzarsi. Da questo punto di vista, nell\u2019uomo, in fin dei conti, non si trova alcuna vocazione innata ad un amore\u00a0pi\u00f9 grande e comune, ad una vita insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il salto alla considerazione della natura come pura plasticit\u00e0 diventa, in quest\u2019ottica, quasi spontaneo. Di fatto, \u00e8 proprio la trasformazione verso una concezione plastica del corpo e della sessualit\u00e0, ad essersi imposta nella modernit\u00e0, fino ad arrivare all\u2019idea di una relazione pura [3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pura, staccata da cosa? Da ogni preconcezione naturalistica o culturale: il\u00a0rapporto tra uomo e donna diventa puro, slegato, in mano alla volont\u00e0 del singolo. Che ognuno metta ci\u00f2 che voglia, sempre che non calpesti l\u2019altro. \u00c8 questo il punto in cui si radica il presupposto antropologico ultimo riguardo alla pretesa di riconoscimento di determinate forme con le quali viene vissuto il rapporto sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa rappresentazione, che svuota di senso il corpo umano, si aggiunge una concezione liquida dell\u2019amore. L\u2019amore in s\u00e9 avrebbe la qualit\u00e0 del liquido, \u00e8 adattabile ad ogni recipiente, cio\u00e8, ad ogni persona e forma [4]. Non avrebbe, fondamentalmente, in s\u00e9, una verit\u00e0 che lo sorregga. Se \u00e8 vero che da una parte il romanticismo \u00e8 morto, in quanto non sussiste pi\u00f9 l\u2019ideale dell\u2019amore in senso affettivo e si tenti, oggi, di vivere, piuttosto, della soddisfazione che essocomporta, tuttavia, il criterio dell\u2019intensit\u00e0, come principio di verifica, \u00e8 rimasto intatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa trasmutazione del concetto di amore, si associa, infine, nell\u2019immaginario collettivo, una giustificazione pseudo-teologica. Se all\u2019origine del cristianesimo, di fronte ad una concezione legalista della vita, si era riusciti ad affermare che non era la legge che giustificava, ma la fede, oggi la questione \u00e8 posta termini contrari. La fede, infatti, con la sua pretesa di contenuto veritativo e di luce, non giustifica pi\u00f9 la persona, chi giustifica \u00e8 l\u2019amore, in quanto sentimento che essa sperimenta dentro di s\u00e9. Seppure inverificabile, se non per l\u2019intensit\u00e0 che\u00a0comporta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amore cui oggi si fa riferimento \u00e8 pur sempre amore. Ma non basta che sia amore: ci sono amori che fanno della nostra vita un inferno. Ecco il dramma, l\u2019uomo moderno, poich\u00e9 non vuole entrare nella verit\u00e0 dell\u2019amore e accetta acriticamente di essere centrato su se stesso, non riuscir\u00e0 mai a formare una vera citt\u00e0, in cui le persone siano unite da qualcosa di pi\u00f9 grande di loro. Cos\u00ec afferma G. Marcel: \u201cgli essere solo possono capirsi nella verit\u00e0: ma questa verit\u00e1 non pu\u00f3 staccarsi della riconoscenza del grande mistero nel quale siamo\u201d. [5]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mistero \u00e8 ci\u00f2 che, propriamente, il tentativo moderno ha fatto sparire: la verit\u00e0 dell\u2019amore e della famiglia. In tal modo la vita sociale \u00e8 ridotta ad un gioco di interessi, all\u2019interno dei quali si fatica a far comprendere l\u2019importanza della famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b.<\/strong><i> <\/i><em>\u00a0L\u2019amore pieno di verit\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutt\u2019altra \u00e8 la strada percorsa da Giovanni Paolo II. Gi\u00e0 da giovane sacerdote aveva affermato con forza che \u201cl\u2019amore, prima di manifestarlo, bisogna verificarlo\u201d [6]. Ma come possiamo verificare l\u2019amore? Come possiamo capire la sua verit\u00e0? Come entrare nel suo mistero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Familiaris consortio,<\/em><i> <\/i>seguendo la linea gi\u00e0 aperta dal pontefice nelle sue catechesi sull\u2019amore umano, indovina il punto di partenza: si tratta di lasciar parlare l\u2019 esperienza amorosa, di situarsi nel suo principio e imparare che in quel momento si manifesta qualcosa di nuovo, di originario riguardo alla propria libert\u00e0, in quanto non sar\u00e0 mai la libert\u00e0 a crearlo: nello svelarsi dell\u2019amore si d\u00e0 una promessa, cio\u00e8 la promessa di una comunione reciproca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello di cui gli innamorati si rendono subito conto \u00e8 il sentimento che li riempie. Ma il sentimento, come diceva Benedetto XVI, \u00e8 una scintilla che illumina e dopo si spegne (DCE 17). Come interpretarlo? Proprio della scintilla \u00e8 illuminare. Il sentimento non \u00e8 mai chiuso in se stesso, ci apre alla realt\u00e0 e, soprattutto, a una realt\u00e0 che\u00a0ancora non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 ancora dobbiamo crearla e, in tal modo, ci dischiude\u00a0possibilit\u00e0 nuove nella vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMa anche tu? Anche io cosa? Anche tu hai visto la stessa verit\u00e0 che ho visto io?\u201d [7]. Con queste parole C.S. Lewis esprime quel momento carico di luce col quale comincia un\u2019amicizia. L\u2019amicizia tra uomo e donna comporta il rivelarsi di qualcosa di nuovo, di una verit\u00e0 nuova ed esistenziale, perch\u00e9 realizza un nuovo modo di amarsi, di vivere non solo uno insieme all\u2019altro, ma uno per l\u2019altro in una reciprocit\u00e0 dove trovare pienezza nuova. Affermare che l\u2019amore sia una rivelazione significa sostenere che esso riveli proprio ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 importante per noi: cio\u00e8, quale sia il nostro destino [8].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta del destino nel quale poter compiere una vita, di quel vero destino capace di svelare ci\u00f2 che rende la vita grande e bella. Sono questioni alle quali, solo interpretando le esperienze della vita, possiamo rispondere e che proprio l\u2019 esperienza d\u2019amore ci rivela in forma nuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli aspetti pi\u00f9 originali di questa esperienza \u00e8 il lasciar comprendere non solo il proprio destino, ma il proprio destino in quanto legato al destino dell\u2019altro. \u00c9 il momento nel quale appare il \u201cnoi\u201d, cio\u00e8, il destino comune. \u00c8 l\u2019 attimo in cui viene per prima volta alle nostre labbra quel \u201cnostro bene\u201d e si pu\u00f2, finalmente, capire cosa sia il proprio bene [9]. Solo in tal modo siamo in grado di cogliere che la nostra felicit\u00e0, in quanto pienezza di vita, \u00e8 legata alla felicit\u00e0 dell\u2019altro, cio\u00e8, alla pienezza dell\u2019altro. Si dischiude, cos\u00ec, ci\u00f2 che si chiama la bellezza complessiva della persona [10].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci si riferisce qui semplicemente all\u2019armonia del suo corpo e delle sue qualit\u00e0, ma proprio di una bellezza promessa, in quanto questa persona che ho davanti, tanto bella e cara, pu\u00f2 diventare ancora pi\u00f9 bella, in una vita vissuta veramente l\u2019uno per l\u2019altro in reciprocit\u00e0. Per questo l\u2019uno sente la spinta a voler promuovere l\u2019altro, la sua perfezione, la sua pienezza, la sua felicit\u00e0, e facendo ci\u00f2 scopre anche la propria perfezione e felicit\u00e0 [11]. \u00c8 l\u2019amore che ci apre una speranza nuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche tu? Anche tu hai visto la stessa felicit\u00e0? Anche per te il destino \u00e8 un destino comune nella mutua consegna? Verificare l\u2019amore vuol dire, in primo luogo, verificare la promessa che \u00e8 stata fatta, se coincidente o no, se capace di riempire una vita o meno. Se\u00a0prende un frammento o la riempie tutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento dello svegliarsi dell\u2019amore, Adamo, l\u2019Adamo di tutti i tempi, ha una possibilit\u00e0 nuova per capire il perch\u00e8 del proprio corpo: quel corpo che lo unisce al creato, ma che, al contempo, lo distanzia in quanto non trova in esso un aiuto simile. Adesso, davanti ad Eva, nell\u2019 esperienza dell\u2019attrazione che questa esercita su di lui, pu\u00f2 finalmente comprendere il significato della sua carne e delle sue ossa: penetra la sua struttura antropologica, come struttura ontologicamente aperta, vulnerabile all\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La passivit\u00e0 che ogni esperienza d\u2019amore comporta rivela una dimensione relazionale originaria nell\u2019uomo e nella donna [12]. L\u2019uomo \u00e8 stato creato in relazione alla donna e la donna all\u2019uomo, in un\u2019unit\u00e0 duale, direbbe Giovanni Paolo II. Da allora in poi, ossia dal primo momento della creazione, la differenza sessuale ci rimanda qualcosa di decisivo su noi stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo non si pu\u00f2 affermare semplicemente che la sessualit\u00e0 sia qualcosa di plastico, di indifferente, di plasmabile a piacimento. Il corpo sessuato indica una mancanza strutturale e una pienezza da raggiungere. Ecco il suo dramma. Il corpo \u00e8 stato creato per qualcosa di pi\u00f9 grande di s\u00e9: una comunione di persone che si attualizza proprio nel corpo e grazie al corpo. La carne, ossia la sessualit\u00e0, diventa un canale di comunicazione, di costruzione reciproca, un linguaggio col quale trasmettere un amore [13]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>c.<\/strong><b><i> <\/i><\/b><em>L\u2019amore che genera la libert\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019amore \u00e8 la rivelazione di una promessa e la promessa svela un orizzonte di pienezza nel mutuo dono di se stessi, allora la libert\u00e0 umana si sente pro-vocata, chiamata a rispondere, cio\u00e8, ad acconsentire a quanto \u00e8 stato promesso [14].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questo il momento meraviglioso della sintesi che comporta l\u2019autentica esperienza amorosa umana. Sintesi, perch\u00e9 sono diversi gli elementi che si unificano per renderla possibile: identit\u00e0 e differenza, unione e alterit\u00e0, pulsione e affetto, natura e libert\u00e0. Allo stesso modo in cui l\u2019intuizione dell\u2019artista implica una sintesi di differenti elementi, irriducibili tra loro, ma concorrenti tutti a qualcosa di pi\u00f9 grande, cos\u00ec l\u2019esperienza amorosa racchiude una sintesi che apre un inizio nuovo alla libert\u00e0, perch\u00e9 le offre l\u2019\u00e0ncora sulla quale appoggiarsi: il bene della comunione con la persona amata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un universo dove tutto si ripete in un ciclo eterno, dove non c\u2019\u00e8 niente di nuovo sotto il sole, \u201cDio ha creato l\u2019uomo perch\u00e9 ci fosse un nuovo inizio\u201d [15]; cos\u00ec Agostino concepisce l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019uomo nella creazione, come una partecipazione unica all\u2019inizio, che implica la libert\u00e0 divina. Ma dove si radica questo inizio? Forse la nostra libert\u00e0 \u00e8 una libert\u00e0 capricciosa? Il nuovo inizio viene offerto all\u2019uomo proprio nell\u2019esperienza amorosa, aprendo una strada che si rivolge ad una pienezza di comunione che riempie il cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 amo, quindi? Semplicemente, perch\u00e9 sono stato amato, arricchito, sedotto da un altro che con la sua presenza, con la sua bellezza, con la sua bont\u00e0 mi ha conquistato. Possiamo, ora, comprendere in che modo la libert\u00e0 nasca da un amore e si rivolga a una comunione [16].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libert\u00e0 cessa di essere la rivendicazione di un\u2019 autonomia che chiude nella solitudine, per trovare la propria origine nel dono dell\u2019altro e il suo fine nella comunione con esso. Abbiamo visto come la concezione moderna proponeva un concetto d\u2019amore inteso come relazione pura, il che comportava una libert\u00e0 sganciata dal corpo; adesso possiamo, invece, comprendere, in che modo la libert\u00e0 si radichi proprio nel corpo, tramite gli affetti. Tutto il dinamismo corporale diventa fonte di motivazione per la libert\u00e0 grazie alla mediazione dell\u2019affetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia libert\u00e0 non finisce quando incontra la libert\u00e0 dell\u2019altro, cio\u00e8 gli interessi dell\u2019altro, dovendo rinunciare alla sua pretesa. Avviene esattamente il contrario: la mia libert\u00e0 inizia quando incontra l\u2019altro, perch\u00e9 \u00e8 questo il momento in cui coglie il suo orientamento, il suo fine. \u00c8 l\u2019esperienza amorosa che consegna il fine alla libert\u00e0, la illumina e la guida dal di dentro. La pretesa moderna, non avendo afferrato la novit\u00e0 che l\u2019amore porta alla vita e la verit\u00e0 che nasconde, ha tentato di proteggere l\u2019uomo con un insieme di procedure, dimenticando proprio che \u00e8 l\u2019amore a unire gli uomini, perch\u00e9 li rende partecipi di un destino comune grazie al dono dell mutua presenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>d.<\/strong><em>Amore e generazione della societ\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre soffermarsi e riconoscere come l\u2019amore non solo unisca in un destino comune, ma, al contempo, generi la societ\u00e0. La rivelazione dell\u2019amore svela ai suoi protagonisti in che modo il loro amore non sia rinchiuso in loro stessi, ma li apra ad una comunione pi\u00f9 grande di loro. Parimenti, mostra come neanche la comunione sia chiusa in se stessa, in quanto capace di comunicarsi in una forma assolutamente originale: generando il figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo gli sposi partecipano di una qualit\u00e0 dell\u2019amore di Dio, ossia amare la persona prima che esista, e, amandola, la generano. Ognuno di noi, prima di essere concepito nel cuore delle nostre mamme, \u00e8 stato concepito nel cuore di Dio [17]. Per questo motivo l\u2019amore tra uomo e donna \u00e8 un amore procreativo e tale caratteristica dell\u2019amore degli sposi si manifesta\u00a0come un criterio della verit\u00e0 del loro amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Generando le persone la societ\u00e0 viene generata. Questa generazione avviene attraverso un amore che si espande e che richiede la comunione con le altre famiglie per poter raggiungere la sua bellezza complessiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia, dunque, precede la societ\u00e0. All\u2019origine c\u2019\u00e8 l\u2019amore che genera la societ\u00e0. Non si tratta dell\u2019amore interessato, prigioniero di s\u00e9, ma dall\u2019amore vero, che, proprio in quanto tale, \u00e8 aperto e rivolto all\u2019altro, al destino comune, alla pienezza comune, talmente aperto da poter generare la vita e la societ\u00e0. Non \u00e8, dunque, possibile che sia la societ\u00e0 a concedere il diritto di cittadinanza alla famiglia, a stabilire che la famiglia possa sussistere nella vita sociale: la societ\u00e0 senza la famiglia non esisterebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia che oggi si rivolge alla societ\u00e0 chiedendo la cittadinanza non sta pretendendo qualcosa di estemporaneo, come se ci fosse un qualcosa rimasto al di fuori del patto originario, trattenuto\u00a0nell\u2019ambito del privato, e che ora occorrerebbe introdurre all\u2019interno per essere protetta. Si verifica qualcosa di pi\u00f9 profondo: quando la famiglia chiede la cittadinanza, sta chiedendo che la societ\u00e0 riconosca il debito che ha con essa, in quanto dipende da essa, non soltanto perch\u00e9 si alimenta del suo frutto, ma perch\u00e9 \u00e8 proprio l\u2019amore delle famiglie a costituire dall\u2019interno il bene comune che fonda la societ\u00e0 e genera il suo capitale sociale basico [18].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0, pertanto, senza le famiglie si ridurrebbe ad un insieme di individui uniti in forma eterogenea al solo scopo di proteggersi. Con la famiglia, la societ\u00e0 diventa una comunit\u00e0 di persone,\u00a0unite da un bene comune, al quale tutti aspirano, in quanto, solo in quel bene della vita comune, \u00e8 possibile raggiungere la vita piena. \u00c8 la famiglia a fare umana la vita sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. La Chiesa che genera la famiglia: il mistero della carit\u00e0 coniugale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta ancora da comprendere in che modo Dio abbia ha che fare con l\u2019amore. Si tratta allora di comprendere in che modo l\u2019amore di Dio costituisce una nuova citt\u00e0, quella celeste. Ma anche di capire qual\u2019\u00e8 il rapporto tra le due citt\u00e0, la terrestre e la celeste e degli amori che stanno alla loro base.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, Dio \u00e8 presente in maniera molto originale all\u2019interno dell\u2019esperienza amorosa. Se, infatti, tale esperienza apre l\u2019orizzonte della bellezza complessiva, quale pienezza della vita nella comunione reciproca con l\u2019altro, generando una famiglia, a questa esperienza di pienezza appartiene necessariamente anche una dimensione religiosa intrinseca. Volere la pienezza per l\u2019altro, cio\u00e8 la sua felicit\u00e0, non \u00e8 certamente una cosa facile. Aristotele, nella sua Etica a Nicomaco, gi\u00e0 spiegava che, in fin dei conti, la felicit\u00e0 rappresenta il grande dono che gli dei possono concedere agli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ama davvero comprende immediatamente che lui non basta a rendere felice l\u2019altro. E se amare significa volere la felicit\u00e0 dell\u2019altro, vuol dire anche desiderare per l\u2019altro Colui che solo potr\u00e0 renderlo felice in pienezza. Chi ama desidera Dio per l\u2019altro, cio\u00e8 la comunione con Dio come fine ultimo del suo amore [19].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019eros umano \u00e8, dunque, presente anche il desiderio di Dio. Tale desiderio di Dio \u00e8, tuttavia, un desiderio enigmatico. E\u2019 vero che si desidera Dio per l\u2019altro, ma come posso donare Dio all\u2019altro? Non resta, forse, Dio, sempre irraggiungibile? Questa consapevolezza costituisce il momento in cui si comprende in che modo l\u2019eros, aprendo il cuore dell\u2019uomo e la donna a Dio, lo disponga a ricevere un nuovo dono di Dio, il dono del Suo amore. Che dono \u00e8 mai questo? \u00c8 il dono dell\u2019amore sponsale di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 san Paolo ha sottolineato in che modo l\u2019amore tra uomo e donna partecipi del grande mistero che \u00e8 l\u2019amore di Cristo per la Chiesa sua sposa (Ef 5,25). Nel momento della passione, Cristo, in virt\u00f9 dello Spirito eterno, si consegna in sacrificio per la sua sposa, costituendola pura e immacolata davanti a s\u00e9. L\u2019amore presente nel suo cuore \u00e8 un amore sponsale, carit\u00e0 interamente mossa dallo Spirito Santo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La qualit\u00e0 sponsale della sua carit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 di cui Cristo vuole fare partecipi gli sposi cristiani. Ogni sacramento \u00e8 uno soffio del Signore che ci configura in una delle sue dimensioni: la sua figliolanza nel battessimo, la sua testimonianza nella confermazione, il suo sacerdozio nell\u2019ordinazione, e cos\u00ec via. Ed anche il suo amore sponsale nel matrimonio. Nel momento del matrimonio ha, infatti, luogo un nuovo soffio di Cristo con il quale egli dona agli sposi quello Spirito che ha spinto lui stesso a consegnarsi per la Chiesa sua sposa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Spirito Santo entra in una forma nuova nel corpo degli sposi, facendo s\u00ec che il loro amore coniugale si trasformi in carit\u00e0 coniugale. Ecco, dunque, la grande intuizione di Giovanni Paolo II in <i>Familiaris consortio<\/i> 13:\u201cQuesta rivelazione raggiunge la sua pienezza definitiva nel dono d\u2019amore che il Verbo di Dio fa all\u2019umanit\u00e0 assumendo la natura umana, e nel sacrificio che Ges\u00f9 Cristo fa di se stesso sulla Croce per la sua Sposa, la Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo sacrificio si svela interamente quel disegno che Dio ha impresso nell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo e della donna, fin dalla loro creazione (cfr. Ef 5,32s); il matrimonio dei battezzati diviene cos\u00ec il simbolo reale della nuova ed eterna Alleanza, sancita nel sangue di Cristo. Lo Spirito, che il Signore effonde, dona il cuore nuovo e rende l\u2019uomo e la donna capaci di amarsi, come Cristo ci ha amati. L\u2019amore coniugale raggiunge, in questo modo, la pienezza alla quale \u00e8 interiormente ordinato, la carit\u00e0 coniugale, che \u00e8 il modo proprio e specifico in cui gli sposi partecipano e sono chiamati a vivere la carit\u00e0 di Cristo che si dona sulla croce\u201d [20]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amore coniugale \u00e8 trasformato in carit\u00e0 coniugale. Cosa vuole dire? La coniugalit\u00e0, quale capacit\u00e0 di comunicare un amore, un\u2019intimit\u00e0, una presenza e una compagnia diviene carit\u00e0, cio\u00e8 luogo dell\u2019amicizia con Dio e per questo canale dell\u2019amore ricevuto da Dio, lo Spirito Santo. La grazia si trasmette, in tal modo, tramite un amore umano, fatto di pulsione e affetto, di volont\u00e0 e di dono, di storia e di speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I coniugi potranno, cos\u00ec, amarsi non soltanto con l\u2019amore che \u00e8 stato generato in loro dal mutuo incontro, ma anche con l\u2019amore che Cristo ha regalato loro, rendendo il loro amore coniugale, un amore santificante e, addirittura, deificante: infatti, nell\u2019alleanza degli sposi si attualizza l\u2019alleanza con Dio. La coniugalit\u00e0 diventa nei cristiani un cammino di santificazione mutua [21], un cammino nel quale arricchirsi mutuamente dei doni di Dio che si trasmettono nella coniugalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli sposi, vivendo nel mutuo dono di se stessi e donando, in questo dono, non soltanto se stessi, ma anche l\u2019amore che Dio ha donato loro, che \u00e8 lo Spirito Santo, si abituano a dare e ricevere. Nel lungo cammino dell\u2019amore sponsale, il loro cuore si va dilatando e cos\u00ec pu\u00f2 prepararsi al momento in cui Dio riempir\u00e0 dello Spirito tutto il loro essere nella risurrezione dei corpi, nel banchetto nuziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il destino che dischiude, allora, l\u2019amore cristiano \u00e8 proprio la comunione con Dio, donataci nella Chiesa. E questa prospettiva ci permette di capovolgere lo schema. Se da una parte, quindi, l\u2019amore sponsale genera la societ\u00e0, dall\u2019altra, la Chiesa genera la famiglia, dando vita nella coppia alla carit\u00e0 coniugale. Non \u00e8 il nostro amore a generare la Chiesa, ma \u00e8 la Chiesa a generare la carit\u00e0 in noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questa la posizione della <em>Familiaris consortio<\/em>: \u201cE\u2019 anzitutto la Chiesa madre che genera, educa, edifica la famiglia cristiana, mettendo in opera nei suoi riguardi la missione di salvezza che ha ricevuto dal suo Signore\u201d FC 49.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Conclusione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo arrivati alla fine del nostro discorso. La luce della rivelazione ci ha guidati fin dal principio: \u201cNon \u00e8 buono che l\u2019uomo sia solo\u201d. Abbiamo visto come la solitudine non sia la vocazione originaria dell\u2019uomo. Tutto il nostro essere e la nostra esperienza amorosa ci conducono a qualcosa pi\u00f9 grande di noi. Quel qualcosa, quel di pi\u00f9, \u00e8 colto in primo luogo nella comunione umana, capace di generare la vita e, dunque, la societ\u00e0. Ma anche, in virt\u00f9 del dono ricevuto dallo Spirito, in quella comunione si nasconde un mistero, una verit\u00e0 ultima e piena, perch\u00e8 in essa si pu\u00f2 vivere la comunione con Dio grazie al dono nuovo di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, se da una parte l\u2019amore sponsale genera la societ\u00e0, dall\u2019 altro la Chiesa genera la famiglia cristiana. Il perno di questa visione \u00e8 raccolto nel concetto di \u201ccarit\u00e0 coniugale\u201d, cos\u00ec ricco e nuovo, spiegato da Giovanni Paolo II in<i> <\/i><em>Familiaris consortio<\/em>. Possiamo ora capire come il punto di interesse dell\u2019esortazione sia quello di mostrare l\u2019unione organica che esiste tra i due amori, e dunque, tra le due citt\u00e0: la citt\u00e0 terrestre e la citt\u00e0 celeste. Non si tratta, per il cristiano, di due citt\u00e0 distinte, come non si tratta di due amori\u00a0 differenti, quello coniugale e quello della carit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove si radica, allora, la cittadinanza della famiglia? Nel fatto che \u00e8 la famiglia stessa a generare la societ\u00e0, a renderla umana, con una umanit\u00e0 determinata proprio dal dono dell\u2019amore. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile stabilire il quadro di identit\u00e0 della persona nei legami che la costituiscono: perch\u00e8 noi siamo figli, per diventare sposi ed arrivare cos\u00ec ad essere genitori. Il cristianesimo assume questa relazionalit\u00e0 costitutiva e dona una linfa nuova, quella della carit\u00e0, che trasforma l\u2019amore coniugale in carit\u00e0 coniugale e la citt\u00e0 terrestre in citt\u00e0 celeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco l\u2019 esperienza dei primi cristiani:\u201cI cristiani infatti non si differenziano dagli altri uomini ne\u2019 per territorio, ne\u2019 per lingua o abiti Essi non abitano in citt\u00e0 proprie n\u00e9 parlano un linguaggio inusitato; la vita che conducono non ha nulla di strano. La loro dottrina non \u00e8 frutto di considerazioni ed elucubrazioni di persone curiose, ne si fanno promotori, come alcuni, di una qualche teoria umana. Abitando nelle citt\u00e0 greche e barbare, come a ciascuno \u00e8 toccato, uniformandosi alle usanze locali per quanto concerne l\u2019abbigliamento, il vitto e il resto della vita quotidiana, mostrano il carattere mirabile e straordinario, a detta di tutti, del loro sistema di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abitano nella propria patria, ma come stranieri, partecipano a tutto come cittadini, e tutto sopportano come forestieri, ogni terra straniera \u00e8 la loro patria e ogni patria \u00e9 straniera. Si sposano come tutti, generano figli, ma non espongono i neonati. Hanno in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi\u2026. Insomma, per dirla in breve, i cristiani svolgono nel mondo la stessa funzione dell\u2019anima nel corpo\u2026 l\u2019anima immortale abita in una dimora mortale, anche i cristiani vivono come stranieri fra ci\u00f2 che \u00e8 corruttibile, mentre aspettano l\u2019incorruttibilit\u00e0 celeste\u2026. Dio ha assegnato loro un posto cos\u00ec sublime, e a essi non \u00e8 lecito abbandonarlo\u201d [22].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potremmo aggiungere, anche, che la famiglia cristiana \u00e8 l\u2019anima della societ\u00e0? Ma, perch\u00e9 mai lo sarebbe? Semplicemente, perch\u00e8 le offre un amore nuovo che la rende capace di rigenerare l\u2019amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 buono che la famiglia sia sola. Non semplicemente perch\u00e9 altre forme di\u00a0famiglia potrebbero minacciarla, rendendola bisognosa di protezione, ma perch\u00e9 sola perde la speranza. Il compito del Forum delle famiglie \u00e8 qui, nel ricordare la grande vocazione della famiglia cristiana nella societ\u00e0 e nel generare degli ambienti di comunione tra famiglie, affinch\u00e9 la famiglia possa diventare ci\u00f2 che \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>_______________________\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[1]<\/strong><b> <\/b>Per una visione generale del pensiero di Giovanni\u00a0Paolo II si veda la presentazione di C. Anderson-J.Granados, <em>Chiamati all\u2019amore. La teologia del corpo di Giovanni Paolo II, <\/em>Piemme, Milano 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[2]<\/strong><b> <\/b>S. Agostino, <em>De civitate Dei<\/em> 14, 28.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[3]<\/strong> Cfr. A. Giddens, <em>The Transformation of Intimacy: Sexuality, Love and Eroticism in Modern Societies,<\/em> Stanford University Press, Stanford, CA 1992, Ch. VIII.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[4]<\/strong><b> <\/b>Cfr. Z. Bauman, <em>Amore liquido : sulla fragilit\u00e0 dei legami affettivi,<\/em> Laterza, Bari 2006<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[5]<\/strong><b> <\/b>G. Marcel, \u201cLa fidelidad creadora\u201d, BAC, Madrid,160<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[6]<\/strong><b> <\/b>Cfr. K. Wojtyla, <em>Amore e responsabilit\u00e0<\/em>, Marietti,Torino 1979, 74-78<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[7]<\/strong><b> <\/b>Cfr. C.S. Lewis, <em>The Four Loves, Harcourt,<\/em> Brace, New York 1960, 67-68.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[8]<\/strong><b> <\/b>Cfr. J. Noriega, <em>Il destino dell\u2019eros. Prospettive di morale sessuale,<\/em> EDB, Bologna 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[9]<\/strong><b> <\/b>Cfr. A. MacIntyre, <em>Dependent Rational Animals. Why Human Beings Need the Virtues<\/em>, Duckworh, London 999, cap. 9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[10]<\/strong><b> <\/b>Cfr. D. von Hildebrand, <em>L\u2019essenza dell\u2019amore,<\/em> Bompiani-RCS, Milano 2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[11]<\/strong><b> <\/b>Cfr. M. Nedoncelle, <em>Vers une philosophie de l\u2019amour et de la personne, <\/em>Aubier-Montaigne, Paris \u00a01957<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[12]<\/strong><b> <\/b>Cfr. P. Ricoeur, \u201cLa fragilit\u00e9 affective\u201d, i<em>n Philosophie de la volont\u00e9. II: Finitude et culpabilit\u00e9 I: L\u2019homme faillible<\/em>, Aubier, Paris 1960, cap. IV, 97-148.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[13]<\/strong><b> <\/b>Cfr. L. Melina, <em>Imparare ad amare. Alla scuola di Giovanni Paolo II e di Benedetto XV<\/em>I, Cantagalli, Siena 2009, 49-87.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[14]<\/strong><b> <\/b>Cfr. J.J. P\u00e9rez Soba<em>, Il mistero della famiglia<\/em>, Cantagalli, Siena 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[15]<\/strong><b> <\/b>Cfr. S. Agostino, <em>La Citt\u00e0 di Dio,<\/em> XII, 20. Vedere l\u2019interessante commento di S. Kampowski, Arendt, <em>Augustine and the New Begining,<\/em> Eerdmans, Grand Rapids-MI 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[16]<\/strong><b> <\/b>Cfr. L. Melina, <em>Sharing in Christ virtues,<\/em> CUA Press, Washington DC<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[17]<\/strong><b> <\/b>Cfr. C. Caffarra, \u201cFondamenti dottrinali della famiglia\u201d, en A. L\u00f3pez Trujillo-E. Screccia, <em>Famiglia: cuore della civilt\u00e0 dell\u2019amore, <\/em>LEV, Citt\u00e0 del Vaticano 1995, 41-51<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[18]<\/strong><b> <\/b>Cfr. P. Donati, <i>Il <em>capitale sociale. L\u2019approccio relazionale<\/em><\/i>, Bologna 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[19]<\/strong><b> <\/b>Cfr. K. Wojtyla, <em>Amore e responsabilit\u00e0<\/em>, Marietti, Torino 1979, 122-127<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[20]<\/strong><b> <\/b>Cfr. Giovanni Paolo II<i>, <\/i><em>Familiaris consortio <\/em>13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[21]<\/strong><b> <\/b>Cfr. D.V. Hildebrand, \u201cMarriage as a Way of Perfection\u201d, en J.T. McHugh, <em>Marriage in the Light of Vatican II<\/em>, Washington 1968, 121-144.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[22]<\/strong><b> <\/b>Lettera a Diogneto V-VI.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione di mons. Jos\u00e8 Noriega, professore\u00a0di Teologia Morale Speciale (Sessuale) all&#8217;Istituto Pontificio Giovanni Paolo\u00a0II per studi su Matrimonio e Famiglia, alle tre giornate di spiritualit\u00e0 e\u00a0formazione promosse ad Assisi, dal 14 al 16 gennaio, dal Forum nazionale delle\u00a0associazioni familiari sul tema: \u201cTestimoniare la buona novella della famiglia\u00a0nel Terzo Millennio\u201d La Familiaris Consortio:\u00a0 la cittadinanza\u00a0della famiglia &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-familiaris-consortio\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":7014,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,15],"tags":[157,209,156],"class_list":["post-5823","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-famiglia","tag-chiesa-2","tag-encicliche","tag-famiglia-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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