{"id":5795,"date":"2013-11-21T00:00:00","date_gmt":"2013-11-20T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-06-11T11:43:35","modified_gmt":"2015-06-11T09:43:35","slug":"trasmettere-le-regole-in-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/trasmettere-le-regole-in-democrazia\/","title":{"rendered":"Trasmettere le &laquo;regole&raquo; in democrazia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/comizio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7116 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/comizio.jpg\" alt=\"comizio\" width=\"250\" height=\"184\" \/><\/a>Studi cattolici<\/strong> n.633 &#8211; novembre 2013<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Con la modernit\u00e0 si \u00e8 imposta l\u2019idea scientifica dell\u2019universo quale spazio infinito, omogeneo, retto dalla sola geometria. Il mondo non \u00e8 pi\u00f9 una societ\u00e0 gerarchicamente ordinata in cui ciascuno \u00e8 pi\u00f9 o meno obbligato a occupare il posto che gli \u00e8 assegnato, ma una societ\u00e0 democratica di cittadini eguali in diritto, in cui i posti sono per principio offerti a tutti.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tesi di Olivier Rey, docente di Filosofia all\u2019Universit\u00e0 Panth\u00e9on-Sorbonne, \u00e8 che l\u2019\u00e0mbito in cui il principio democratico pone i problemi pi\u00f9 acuti \u00e8 l\u2019educazione. La partecipazione al processo democratico suppone il rispetto di certe regole che devono essere ricevute dall\u2019esterno. V\u2019\u00e8 una tensione tra la parte di eteronomia non democratica che comporta l\u2019educazione alla democrazia e il dispiegarsi della democrazia a cui questa educazione mira.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tentazione \u00e8 di rinunciare all\u2019autorit\u00e0 e di fare affidamento sulla natura, che, tuttavia, lasciata a s\u00e9 stessa non d\u00e0 per nulla la libert\u00e0 individuale: \u00abL\u2019impulso del solo appetito \u00e8 schiavit\u00f9\u00bb, ha scritto Rousseau. Inoltre, soggiunge Rey, l\u2019autorit\u00e0 per esercitarsi ha bisogno di incarnarsi nelle istituzioni, mentre durante il mezzo secolo trascorso si \u00e8 spesso ritenuto che l\u2019individuo debba strappare la libert\u00e0 alle istituzioni che cercano di sottrargliela, ma credere che la libert\u00e0 arrivi solo con la scomparsa dell\u2019autorit\u00e0 \u00e8 cedere all\u2019illusione della colomba che si immagina di volare pi\u00f9 in fretta nel vuoto, senza la resistenza dell\u2019aria, mentre non potrebbe neanche decollare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Olivier Rey<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Lo storico Fernand Braudel ha detto che la modernit\u00e0 cominciava da qualche parte tra il 1400 e il 1800. Non bisogna stupirsi di una forbice temporale cos\u00ec larga: infatti, un avvenimento cos\u00ec considerevole \u2013 come l\u2019avvento di quel che chiamiamo modernit\u00e0 \u2013 non ha potuto compiersi in un giorno, e neanche in un secolo. Galileo ha parlato, sul piano scientifico, di un \u00abrifacimento del cervello degli uomini\u00bb. Di fatto, il passaggio dall\u2019epoca medievale all\u2019epoca moderna va di pari passo con un cambiamento molto profondo nei modi di pensare: un passaggio dal pensiero \u00abanalogico\u00bb al pensiero \u00abnaturalista\u00bb.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli europei hanno progressivamente smesso, man mano che entravano nella modernit\u00e0, di abitare un <em>kosmos <\/em>\u2013 spazio finito, differenziato, gerarchicamente ordinato \u2013 per vivere nell\u2019<em>universo <\/em>moderno \u2013 spazio infinito, omogeneo, retto dalla sola geometria. Il <em>kosmos <\/em>degli Antichi era, per definizione, ben ordinato: nell\u2019<em>Iliade<\/em>, la parola designava una messa in ordine, l\u2019eleganza nata da una buona disposizione; solo alcuni secoli pi\u00f9 tardi il termine giunse a essere utilizzato per designare la totalit\u00e0 che noi chiamiamo mondo (il <em>cosmo <\/em>si opponeva al <em>caos<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Occidente medievale ha ripreso dall\u2019Antichit\u00e0 l\u2019idea di cosmo, concepito ormai come creazione divina. Il cambiamento introdotto dal Dio creatore \u00e8 immenso, ma, sia nella prospettiva antica sia in quella medievale, il mondo si trovava senza difficolt\u00e0 provvisto di un\u2019unit\u00e0 e di un senso, percorso da analogie o da corrispondenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo carattere comune tra il cosmo antico e il cosmo medievale che ha permesso al Medioevo cristiano di stringere alleanza con la fisica di Aristotele, per il quale ogni cosa aveva il suo posto \u00abnaturale\u00bb nello spazio, diviso tra mondo celeste, regolare e perfetto, e mondo terrestre, \u00absublunare\u00bb, luogo di cambiamenti, di cose che nascono e muoiono.L\u2019epoca moderna ha rotto con simili rappresentazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per spiegare che gli astri seguono traiettorie cicliche, mentre gli oggetti che noi conosciamo cadono a terra, la fisica aristotelica immaginava che, se nel nostro mondo tutto \u00e8 composto di aria, di fuoco, di terra e di acqua, quel che si estende al di l\u00e0 della luna \u00e8 fatto da un quinto elemento, \u00abquintessenza\u00bb, di propriet\u00e0 differenti. La fisica del Rinascimento ha abolito questa frontiera tra il sublunare e il sopralunare, e Newton ha mostrato che quel che fa muovere gli astri nel cielo e cadere gli oggetti a terra \u00e8 della stessa natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo la scia della separazione terrestre-celeste, tutte le antiche divisioni cosmiche sono state cancellate, insieme alle nozioni di ordine prestabilito, di gerarchie, di rapporti analogici, di armonia che erano legate a esse, per lasciare posto a uno spazio uniforme, senza luoghi privilegiati n\u00e9 senso intrinseco, retto in ogni parte da leggi identiche, che si applicano a oggetti formati nella stessa maniera sotto forme diverse, e che hanno tutti lo stesso statuto ontologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno di un <em>kosmos <\/em>l\u2019ordine \u00e8 di tipo analogico. L\u2019analogia non \u00e8 una rassomiglianza qualsiasi: essa non apparenta due termini, ma due <em>serie <\/em>di termini. Essa concerne non degli oggetti, ma delle relazioni tra oggetti, spesso secondo un\u2019idea di <em>proporzionalit\u00e0<\/em>: A \u00e8 per B quel che C \u00e8 per D. Un esempio tipico \u00e8 l\u2019astrologia: mentre il mondo terrestre e il mondo celeste erano chiaramente distinti, l\u2019astrologia stabiliva un livello di rapporti analogici tra i fenomeni celesti e i fenomeni terrestri. Rapporti di questo tipo costituivano nel Medioevo un modello ideale di apprendimento della realt\u00e0. E giocavano un ruolo eminente nel modo che la societ\u00e0 aveva di pensarsi e di organizzarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al microcosmo rispondeva il macrocosmo; alla societ\u00e0 nel suo insieme, la famiglia patriarcale organizzata secondo gli stessi princ\u00ecpi. Lo Stato era paragonato a un corpo di cui il Re era la testa, e i sudditi le membra. Il rapporto del bambino con i suoi genitori, in seno alla monarchia paterna, era omologo al rapporto del Re con Dio; ugualmente la relazione della sposa con il marito, modellata sul contratto vassallatico che dominava la societ\u00e0 e le rappresentazioni, o la relazione tra il prete e i suoi parrocchiani, immagine di quella di Cristo con la Chiesa. Il padre, in seno alla famiglia, aveva l\u2019onere delle anime, secondo il doppio modello: feudale del Re o del signore con le persone loro soggette e religioso del pastore con le pecore ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il passaggio dal <em>kosmos <\/em>all\u2019universo omogeneo e infinito, la situazione cambia completamente. La modernit\u00e0 rompe con le strutture <em>a priori <\/em>del mondo. Le strutture continuano a esistere, ma ormai non possono pi\u00f9 essere pensate se non come <em>risultato <\/em>dei processi di cui il mondo \u00e8 costituito, tanto sul piano materiale quanto sul piano umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le differenze non sono pi\u00f9 ci\u00f2 che spiega il mondo, ma al contrario ci\u00f2 che \u00e8 sempre da spiegare, sullo sfondo di un\u2019indifferenziazione originale. Tutti i fenomeni naturali sono riferiti, in ultima analisi, a interazioni tra particelle. Quanto al mondo umano, esso \u00e8 il prodotto esclusivo degli uomini, della loro attivit\u00e0, dei loro scambi, dei loro confronti. In un contesto simile, l\u2019<em>autorit\u00e0 <\/em>diventa problematica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autorit\u00e0, infatti, supera sempre il suo detentore, essa si esercita solo in virt\u00f9 di un qualcosa di indisponibile che fino a quel momento risiedeva nella religione e nella tradizione. Ragione per la quale Hannah Arendt considerava che <em>religione, tradizione, autorit\u00e0 <\/em>fossero legate da un destino comune. Religione, certamente, significa un legame tra gli uomini. Ma poco importa il tipo di legame: la religione riunisce in virt\u00f9 di un riferimento comune a un punto esterno. Essa perde la sua <em>aura <\/em>quando la divinit\u00e0 \u00e8 considerata come una creazione umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ugualmente, la tradizione si spoglia di ogni sacralit\u00e0, non ingloba pi\u00f9 in s\u00e9 una parte dell\u2019esteriorit\u00e0 religiosa, ed \u00e8 soltanto inerzia del passato: ci\u00f2 che gli uomini hanno fatto, possono disfarlo. Non restano, come ci\u00f2 che indisponibile, se non le leggi scientifiche. Ma queste sono, per principio, perfettamente neutre su quel che conviene fare, esse indicano delle possibilit\u00e0 o delle impossibilit\u00e0, e restano mute in merito agli orientamenti generali che gli uomini devono dare alle loro azioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza moderna, situandosi fuori dal bene e dal male, non saprebbe informare su quel che \u00e8 buono o cattivo da perseguire. Perci\u00f2, l\u2019autorit\u00e0 che essa fonda \u00e8 molto parziale, non potendo dispiegarsi se non quando siano stati fissati degli scopi, che non sono di sua competenza. Occorre rinunciare completamente e definitivamente all\u2019autorit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un nuovo contesto educativo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progressivo indietreggiare dell\u2019analogismo (indietreggiamento pi\u00f9 che cancellazione: le forme di pensiero non sono mai cos\u00ec nette nella realt\u00e0 come, invece, nelle classificazioni sul foglio), a profitto del naturalismo, ha portato con s\u00e9 i regimi politici che giustificava e l\u2019avvento della democrazia. Rispetto alla democrazia, gli altri regimi soffrono del loro illusionismo, della finzione che sostiene la loro legittimit\u00e0, o soffrono della loro illegittimit\u00e0 che solo la forza oppressiva \u00e8 in grado di compensare. Il paragone torna a loro svantaggio e li rende fragili. Tuttavia, anche la democrazia non \u00e8 esente da fragilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019\u00e0mbito in cui il principio democratico pone i problemi pi\u00f9 acuti non \u00e8 il funzionamento politico, ma l\u2019educazione. La situazione antica, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, era semplice. L\u2019autorit\u00e0 era sia ci\u00f2 che presiede va alla formazione di un soggetto, lo faceva soggetto alle leggi, e un principio che strutturava la societ\u00e0 nel suo insieme. La situazione moderna \u00e8 pi\u00f9 complessa: fine della continuit\u00e0, dell\u2019\u00abarmonia prestabilita\u00bb tra lo strumento dell\u2019educazione e il mondo al quale educa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo non \u00e8 pi\u00f9 una societ\u00e0 gerarchicamente ordinata secondo princ\u00ecpi ereditati, in cui ciascuno \u00e8 pi\u00f9 o meno obbligato a occupare il posto che gli \u00e8 assegnato, ma una societ\u00e0 di cittadini eguali in diritto, in cui i posti sono per principio offerti a tutti; non si tratta pi\u00f9 di stabilirsi in un quadro prestabilito, ma di riconoscere questo quadro come un\u2019opera comune in perpetuo rinnovamento, a seconda dei dibattiti ai quali ciascuno \u00e8 invitato a prender parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stante ci\u00f2, il rifiuto dell\u2019eteronomia a livello della societ\u00e0 \u2013 che significa che questa si d\u00e0 da s\u00e9 stessa le sue regole \u2013 non significa che le regole siano alla merc\u00e9 dell\u2019individuo. Quest\u2019ultimo non ha presa su di esse se non attraverso la partecipazione al processo democratico, partecipazione che suppone il rispetto preliminare di certe regole che nessuno porta con s\u00e9 nascendo e che devono dunque essere inculcate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fondatori della democrazia, che hanno emanato le prime leggi, non sono essi stessi sfuggiti a questa necessit\u00e0, non hanno compiuto la loro opera dopo un\u2019anomia originale, ma a partire dai princ\u00ecpi che avevano ricevuto dalla loro educazione. I Rivoluzionari non erano figli della natura, ma figli dell\u2019<em>Ancien R\u00e9gime<\/em>, delle sue leggi, dei suoi filosofi. E per quanto \u00abnaturali\u00bb si volessero i loro princ\u00ecpi, nessun bambino li trae dal suo fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, prima di poter partecipare all\u2019autonomia democratica \u2013 che, del resto, suppone una parte perdurante e inerente di eteronomia \u2013 c\u2019\u00e8 sempre dell\u2019Altro nella legge \u2013, l\u2019individuo deve passare da una fase in cui riceve dall\u2019esterno le leggi a cui sar\u00e0 invitato, successivamente, ad appropriarsi, nella misura in cui precisamente comincia a rispettarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui appare una tensione tra quel che impone l\u2019educazione per compiere la sua missione \u2013 una fase di dipendenza, di assegnazione al ruolo di chi sa, di eteronomia \u2013 e lo stato al quale deve iniziare a condurre \u2013 quello di adulto autonomo, senza posto assegnato, libero dal suo destino. Tensione tra i principi che ispirano l\u2019azione educativa e il loro regno differito nel corso di quest\u2019azione, tra la parte non democratica che comporta l\u2019educazione alla democrazia e il dispiegarsi della democrazia, a cui questa educazione mira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la legge viene inculcata in modo autoritario, il rischio \u00e8 che la legge sia meno trasmessa dei rapporti di autorit\u00e0, l\u2019abitudine a sottomettersi o, come reazione, atteggiamenti tirannici in contraddizione con lo scopo perseguito. La tentazione \u00e8, per contro, di rinunciare all\u2019autorit\u00e0, che, del resto, manca di riferimenti ai quali appoggiarsi: n\u00e9 la scienza n\u00e9 i diritti dell\u2019uomo fondano la posizione dell\u2019educatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al punto tale che nei testi dell\u2019Unione europea, ogni menzione all\u2019autorit\u00e0 parentale \u00e8 stata soppressa, sostituita dalla sola \u00abresponsabilit\u00e0 parentale\u00bb. Poich\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 fa problema, la si sopprime. Ma il problema che l\u2019autorit\u00e0 \u00e8 obbligata a regolare, l\u2019incontro con la legge, come viene trattato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La proposta della Sfinge<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kant ha riconosciuto nell\u2019educazione \u00abil pi\u00f9 grande e pi\u00f9 difficile problema che possa essere proposto all\u2019uomo\u00bb. Perch\u00e9 questa difficolt\u00e0? Per la stessa ragione che, pi\u00f9 tardi, condusse Freud a includere l\u2019educazione tra i compiti impossibili. A causa di questo paradosso: non c\u2019\u00e8 educazione senza discipline imposte dal di fuori, senza obblighi \u2013 coloro che li negano o non educano o fanno pressione senza accorgersene \u2013 e, al tempo stesso l\u2019educazione, in senso a una societ\u00e0 moderna e democratica, ha per vocazione di formare degli esseri liberi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tentazione, per evitare la tensione, \u00e8 di fare affidamento sulla natura. Tuttavia la natura, lasciata a s\u00e9 stessa, non d\u00e0 per nulla la libert\u00e0 individuale e la democrazia: non \u00e8 un caso se queste ultime abbiano necessitato di tempo per imporsi! Affidandosi alla natura, non ci si libera dalle tare del passato, ci si vota piuttosto al loro violento risorgere (un fenomeno estremamente ben illustrato dal romanzo di William Golding, <em>Il signore delle mosche<\/em>: una banda di bambini abbandonati a s\u00e9 stessi su un isolotto paradisiaco del Pacifico non costruisce, liberata dalla tutela degli adulti, la societ\u00e0 ideale di cui sognavano le avventure alla Robinson Crusoe del XIX secolo, ma si organizza per mezzo della violenza e reinventa una proto-religione fondata sul sacrificio umano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hannah Arendt aveva scorto la difficolt\u00e0 principale con cui dobbiamo confrontarci: \u00abNel mondo moderno, il problema dell\u2019educazione sta nel fatto che, per sua natura, non pu\u00f2 disdegnare l\u2019autorit\u00e0, n\u00e9 la tradizione e, tuttavia, deve esercitarsi in un mondo che non \u00e8 strutturato dall\u2019autorit\u00e0, n\u00e9 basato sulla tradizione\u00bb. Per preservare il principio d\u2019autorit\u00e0 nell\u2019educazione Hannah Arendt faceva appello alla semplice differenza generazionale. \u00ab\u00c8 proprio degli adulti adottare [verso i bambini e i giovani] un atteggiamento radicalmente diverso da quello che adottano gli uni verso gli altri. Dobbiamo fermamente separare l\u2019\u00e0mbito dell\u2019educazione dagli altri \u00e0mbiti, soprattutto quello della vita politica e pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 al solo \u00e0mbito dell\u2019educazione che dobbiamo applicare una nozione di autorit\u00e0 e un atteggiamento verso il passato che loro convengono, ma che non hanno un valore generale e non devono pretendere di detenere un valore generale nel mon do degli adulti\u00bb. Una differenza di atteggiamento cos\u00ec marcata, verso bambini e adulti, \u00e8 perfettamente giustificabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattare un bambino come individuo non autonomo non \u00e8 un diniego, ma un riconoscimento di umanit\u00e0. Il lungo periodo dell\u2019infanzia \u00e8 una specificit\u00e0 della specie umana, la cultura esiste solo in virt\u00f9 di questa insufficienza che dura, che richiede molte cure e permette in cambio la trasmissione e l\u2019accumulazione dei dati acquisiti da una generazione all\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si ricorda l\u2019enigma posto dalla Sfinge a Edipo: \u00abQual \u00e8 l\u2019essere che cammina sia con due zampe, sia con tre, sia con quattro, che \u00e8 il pi\u00f9 debole quando ha pi\u00f9 zampe?\u00bb. La risposta\u00a0 \u00e8 l\u2019uomo, colto come colui che compie un percorso \u2013 bambino, adulto, vecchio (la vecchiaia \u00e8 anch\u2019essa un\u2019et\u00e0 specificamente umana, permessa dalla civilt\u00e0, un\u2019et\u00e0 strappata alla natura e che strappa da essa). La tragedia di Edipo sta nel fatto che occupa i tre posti simultaneamente: l\u2019et\u00e0 adulta che \u00e8 la sua, ma anche la vecchiaia (prende il posto di suo padre), e l\u2019infanzia (\u00e8 fratello dei suoi figli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione proposta dalla Sfinge si distingue da quelle, statiche, che cercano di cogliere l\u2019umanit\u00e0 da una qualit\u00e0 particolare: il linguaggio, la ragione, l\u2019atteggiamento politico, ecc. Essa \u00e8 profonda perch\u00e9 \u00e8 attraverso questo percorso che le qualit\u00e0 umane sono rese possibili. La tendenza a cancellare il percorso, proclamando autonomo il bambino e volendo il vecchio sempre giovane, avvicina bizzarramente l\u2019umanit\u00e0 all\u2019animalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Educare significa accettare la tensione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elemento nuovo \u00e8 sopraggiunto dall\u2019epoca in cui Hannah Arendt scriveva. Il grande progresso nel controllo delle nascite, con mezzi sicuri di contraccezione e la liberalizzazione dell\u2019aborto, fa s\u00ec che ormai in Occidente il bambino esca da un \u00abprogetto parentale\u00bb. La ripercussione sui rapporti in seno alla famiglia \u00e8 considerevole. \u00abChe il bambino sia frutto del \u201cdesiderio del bambino\u201d ha provocato e provoca enormi conseguenze psicologiche e sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un certo punto di vista, si pu\u00f2 dire che il bambino non smette di voler interrogare, nella relazione educativa ma anche nella relazione quotidiana, su tutto e niente, i suoi genitori per verificare che \u00e8 proprio un bambino di \u201cdesiderio del bambino\u201d: \u201cPerch\u00e9 ti opponi a quel che voglio fare, al mio desiderio, dal momento che mi hai desiderato?\u201d\u00bb, tale \u00e8 l\u2019interrogativo subliminale che percorre e domina l\u2019insieme delle relazioni figlio-genitori, mentre i genitori, da parte loro (la madre pi\u00f9 in particolare), si pongono senza sosta la domanda contraria: \u00abMa perch\u00e9 mi oppongo al suo desiderio dal momento che l\u2019ho desiderato?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In nome di che cosa i genitori reprimerebbero i desideri dei loro figli, quando hanno obbedito ai loro per averli? Agenti della vita, i genitori erano inscritti in un ordine che li superava, e, in cambio, legittimava la loro autorit\u00e0. Dispensatori della vita, sono lasciati a s\u00e9 stessi, senza appoggio esteriore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I figli percepiscono questa fragilit\u00e0 dei genitori nei loro riguardi, rafforzata dal restringersi delle famiglie e, all\u2019occorrenza, attraverso la concorrenza dei genitori separati per farsi amare, o la vulnerabilit\u00e0 di alcune madri sole. Il registro affettivo comincia a escludere tutti gli altri. Tanto che, nei confronti della societ\u00e0 trasformata in giganteschi campi di competizione tra gli individui, in tutti gli \u00e0mbiti, corrispondenti ai dissesti economici e sociali, la famiglia assume sempre pi\u00f9 l\u2019aspetto di un rifugio, di un\u2019oasi di pace, di un\u2019enclave preservata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni specie di tensione appare allora contraddittoria con quel che si attende da essa \u2013 che si tratti di rapporti di coppia o di genitore-bambino. La dottrina del bambino autonomo, cittadino, costruttore di s\u00e9 stesso ha guadagnato una nuova seduzione: dispensando dall\u2019autorit\u00e0 che \u00e8 ripugnante esercitare, autorizzando a limitarsi senza rimorsi alle effusioni, ad \u00abapprofittare\u00bb dei bambini, padri e madri cedono interamente il posto ai pap\u00e0 e alle mamme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte la domanda \u00abche cosa trasmettere\u00bb non ha una facile risposta. Il Vangelo di Matteo riporta la parabola del padre che domanda ai suoi due figli di andare a lavorare la vigna. L\u2019uno accetta e non ci va; l\u2019altro rifiuta, ma poi si ravvede e ci va. Nel primo caso si ha a che fare con un\u2019educazione mancata: dietro l\u2019acquiescenza, l\u2019obbedienza di facciata, la necessit\u00e0 di lavorare la vigna \u00e8 rimasta lettera morta. Nel secondo caso, l\u2019educazione \u00e8 riuscita: la preoccupazione della vigna \u00e8 stata trasmessa. Ma questa trasmissione, per essere effettiva, ha un prezzo: a un certo punto c\u2019\u00e8 il \u00abno\u00bb del figlio al padre. Non \u00e8 aneddotico, sussidiario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel che viene appreso, lo \u00e8 veramente solo se \u00e8 oggetto di un\u2019appropriazione. Per questo la legge, o il sapere, devono poter essere staccati da coloro che lo trasmettono \u2013 il che suppone una possibilit\u00e0 di opporsi ai maestri, e una possibilit\u00e0 che deve, a un certo punto, verificarsi nei fatti. L\u2019episodio evangelico riprende, a modo suo, quel che era gi\u00e0 avvenuto con le tavole della Legge: le prime, scritte dal dito di Dio, sono state rotte dalla collera di Mos\u00e8 davanti al popolo che adorava il vitello d\u2019oro. Sono solo le seconde, in cui Mos\u00e8 ha consegnato di nuovo l\u2019insegnamento divino, che sono state ricevute e seguite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella parabola della vigna, il rifiuto ha permesso al figlio di separare quel che ha ricevuto dall\u2019autorit\u00e0. Educare significa accettare la tensione, trasmettere sostenendo questo paradosso: che un\u2019educazione riuscita deve passare da un momento di negazione. Un rifiuto non \u00e8 mai facile da assumere. In nome di che cosa esporsi? In nome del fatto che colui che lo subisce costata, in fin dei conti, che la vigna \u00e8 coltivata. Questo punto fa misurare i limiti della parabola evangelica riguardo alla situazione odierna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente, la cura della vigna non \u00e8 che un esempio, al quale si potrebbe sostituire qualsiasi altro elemento. Occorre anche che gli elementi in questione siano chiaramente identificabili. Questo era il caso nelle societ\u00e0 tradizionali, in cui le generazioni si succedevano con lente variazioni. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec nelle societ\u00e0 che evolvono rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019industrializzazione ha sradicato gli uomini, li ha votati a un lavoro fuori dalla famiglia, ha rotto le filiazioni professionali; lo sviluppo tecnico non smette di svalutare il saper fare e la societ\u00e0 cambia volto pi\u00f9 in fretta del rinnovarsi delle generazioni. Quale dev\u2019essere l\u2019oggetto della trasmissione? Come saperlo, quando non si \u00e8 pi\u00f9 molto sicuri su di s\u00e9 e di ci\u00f2 a cui si tiene?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E anche qualora lo si sapesse individualmente, ci\u00f2 non basterebbe. Infatti, quel che fa la differenza tra l\u2019autorit\u00e0 e la tirannia \u00e8 il fatto che l\u2019autorit\u00e0 non si esercita in nome proprio, ma <em>in nome di <\/em>un certo ordine al quale si \u00e8 noi stessi sottomessi. Ma \u00e8 assolutamente indispensabile che quest\u2019ordine sia socialmente sostenuto per esistere in quanto tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019umanit\u00e0 non \u00e8 ereditaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giungiamo dunque a queste costatazioni, che si ha un po\u2019 di fastidio a formulare tanto sono semplici. L\u2019umanit\u00e0 non \u00e8 ereditaria, solo l\u2019attitudine all\u2019umanit\u00e0 lo \u00e8. Si diventa umani solo in virt\u00f9 di un\u2019educazione. Con le parole di Kant: \u00abLa disciplina trasforma l\u2019animalit\u00e0 in umanit\u00e0. Con il suo istinto un animale \u00e8 tutto quel che pu\u00f2 essere: una ragione esterna a lui si \u00e8 gi\u00e0 presa cura di tutto. Ma l\u2019uomo deve far uso della sua ragione. Non ha istinto e deve elaborare da s\u00e9 stesso il piano della sua condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, dal momento che non \u00e8 immediatamente capace di farselo, ma invece viene al mondo allo stato bruto, bisogna che altri lo facciano per lui. La specie umana deve, a poco a poco, col proprio sforzo, trarre da s\u00e9 stessa tutte le qualit\u00e0 naturali dell\u2019umanit\u00e0. Una generazione educa l\u2019altra\u00bb. Ed essa non pu\u00f2 farlo senza far ricorso al principio di autorit\u00e0. Esso \u00e8 indispensabile per l\u2019educazione di esseri che hanno la vocazione alla libert\u00e0 (non si nasce liberi \u2013 \u00abl\u2019impulso del solo appetito \u00e8 schiavit\u00f9\u00bb ha scritto Rousseau \u2013, lo si diventa eventualmente, fino a un certo punto, in virt\u00f9 di un\u2019educazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 non ha senso senza una dimensione sociale, che la differenzia dalla tirannia individuale, essa ha bisogno per esercitarsi di incarnarsi nelle istituzioni. Troppo spesso, durante il mezzo secolo trascorso, il rapporto tra l\u2019individuo e le istituzioni \u00e8 stato concepito come un duello: l\u2019individuo deve strappare la sua libert\u00e0 alle istituzioni che cercano di portargliela via. Questo succede. Ma concludere, a causa della malattia che pu\u00f2 strappare un organo, che si vivrebbe meglio senza quest\u2019organo \u00e8 un\u2019assurdit\u00e0: prima di far ammalare, l\u2019organo permette di vivere. Cos\u00ec le istituzioni, prima di costringere l\u2019individuo, talvolta abusivamente, lo formano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credere che il regno della libert\u00e0 arriver\u00e0 solo il giorno in cui l\u2019autorit\u00e0 sar\u00e0 scomparsa \u00e8 cedere all\u2019illusione della colomba di cui parlava Kant, che si immaginava, provando la resistenza dell\u2019aria che frenava il suo volo, che nel vuoto sarebbe andata pi\u00f9 in fretta. Ma nel vuoto, non sarebbe neanche decollata. La democrazia e la libert\u00e0 hanno delle condizioni di esercizio. 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